22 febbraio 2008

Il sangue degli altri di Antonio Pagliaro

"Nulla va alle spalle. Tutto è presente, forte e incancellabile, in questo eterno e vago cadere che è il tempo.La pioggia fortissima, fitta, a gocce grandi.

Aprì gli occhi e sentì scendere sul viso le lacrime di Luiza."

Non è il solito giallo, questo del blogger Antonio Pagliaro: perchè non è ambientato in una delle solite città del giallo, Milano o Bologna.
Perchè non è scritto basandosi sui soliti luoghi comuni del giallo: l'omicidio, l'assassino, il detective buono e il solito lieto fine.

In questo libro, che ha come prologo un feroce omicidio (Il sangue degli altri , che diventerà l'ossessione per il protagonista) di una giovane ragazza (un omicidio dei tanti) nella feroce guerra in Cecenia, nulla è scontato. E non lo sarà nemmeno il finale.

Un libro che si muove nella Sicilia della mafia, che si lega a magistrati, politici, esponenti della borghesia. Un mondo in cui si affacciano nuovi predoni: sono i russi, Lettoni per la precisione, che esportano fiumi di denaro per impiantare nuovi Casino con la benedizione della politica locale. Inutile dire con che cosa sia stata unta questa benedizione. Perchè dietro c'è una truffa ai danni dell'Unione Europea, che ha finanziato un corso per crupier, poi svanito nel nulla.
Su questa truffa inizia il racconto: da un articolo del giornalista Corrado Lo Coco. Che diventa testimone in diretta all'omicidio del presidente della "Casinò Trinacria". In seguito un altro morto, un ucraino ucciso fuori dal bar dove lavora la sua fidanzata, Cinzia.
E a quel punto quello che inizialmente era solo un articolo dei tanti, diventa un'inchiesta, alla caccia di un criminale di guerra russo, il colonnello Kovalev, responsabile di tanti omicidi contro civili ceceni (ma anche contro soldati del suo stesso esercito).
Ma soprattuto dell'omicidio Luiza, la ragazza il cui omicidio apre le pagine del libro, avvenuta cinque anni prima: rapita, stuprata ed uccisa.
Corrado inizia un viaggio da Palermo a Groznyj in Cecenia, fino a Mosca e Riga.
Conosce e incontra le vittime della guerra (o meglio del genocidio) in Cecenia, delle madri dei soldati reduci di guerra (paradossalmente le uniche persone informate di stupri e violenze contro i civili); a Mosca conosce una poliziotta, Anastassija, che si offre di aiutarlo per la sua caccia al criminale.

Caccia che lo porta molto, troppo vicino alla giustizia.

Un libro che si legge tutto in un fiato, intenso ed emozionante: racconta di una realtà effimera come quella della Palermo bene. Di una società che si intontisce davanti alla televisione col grande fratello o coi drink nei bar davanti ad un aperitivo.
Racconta di una guerra, quella in Cecenia, di cui si parla troppo poco.
Ma ha anche il pregio di parlare dell'intreccio tra mafia e politica, facendo accuse con tanto di nomi e cognomi di comodo, dietro cui viene facile riconoscere personaggi reali. Da Salvo Cusimano presidente della regione al ministro per lo sviluppo Giuffrida.
Per arrivare al presidente del Consiglio Leoni.

"Eppure.
Eppure ogni cosa gli sembrava ancora presente. Con forza, presente. Nulla va alle spalle, pensò Lo Coco. Tutto è presente, forte e incancellabile, in questo eterno e vago cadere che è il tempo."

Parte dei proventi della vendita del libro sono devoluti al comitato Addio pizzo. Anche questo è un buon motivo per leggerlo.

Il link per ordinare il libro su
internetbookshop.
Il blog di
Antonio Pagliaro; il sito dedicato al libro, e il sito di Addiopizzo.
Il blog di Cecenia Sos.
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1 commento:

antonio pagliaro ha detto...

Ciao Aldo.
Grazie per la bella recensione. Solo una precisazione: non sono giornalista.