21 aprile 2008

Report: Ci prenderemo cura di te

Dopo aver dimostrato come le banche si prendano cura dei nostri risparmi, con la gestione dei fondi pensione (le Sgr) e con i mutui derivati, affibbiati come fossero normali investimenti agli enti locali, l'inchiesta di ieri riguardava le case farmaceutiche.
Il business della salute: ma chi ci rassicura che le case farmaceutiche si prendano cura della nostra salute e non del nostro portafoglio.

La puntata iniziava vedendo come erano andate a finire due storie di fannulloni di stato: il professore M. dell'ICT di Milano e i dipendenti dell'arsenale di Taranto.

Il professore dopo tutte le assenze (guarda caso a cavallo di ponti perchè, si sa, la cervicale quando viene viene) è stato solo leggermente sanzionato dalle autorità scolastiche (cane non morde cane e professore non punisce un altro professore).
Alla fine, dopo la terza ispezione ministeriale, il trasferimento ad altro incarico (rifiutato dal professore) la Corte dei Conti, al processo, ha stabilito un danno all'erario di 250000 euro. Povero professore, che per curarsi la cervicale andava al mare in Sicilia, o si dedicava al suo hobby di commercialista. Chissà se veramente verrà licenziato...

Nell'arsenale di Taranto i dipendenti passavano la giornata a far niente (oppure per un secondo lavoro), mentre i lavori venivano appaltati a ditte esterne, che non erano in regole con le norme di sicurezza, con le carte, che assumevano dei pensionati con contratto a progetto.
Un danno all'erario, cioè sulle nostre tasche, di 30 ML di euro all'anno.
Dopo la scorsa puntata, gli ammiragli responsabili della base sono stati denunciati e finiti sotto inchiesta della magistratura. Il comandante della base, Alberto Ganzolino, è stato promosso e spostato a Roma (un militare così, la Casta non se lo è lasciato sfuggire!).
Che accordi ci sono dietro gli appalti, si chiede la magistratura, che avrebbe voluto interrogare (e magari incriminare) i dirigenti militari della base. Ma il Gip ha respinto.
Come andrà a finire? Riuscirà la magistratura a scoprire la ragnatela di interessi, oppure cadrà prima la mannaia della prescrizione, qualche ispettore da Roma, o l'ennesima insabbiatura?

Il caso Voxx: il farmaco che uccide.
Nel 1999 la casa farmaceutica Merck lancia sul mercato il Voxx, un antiinfiammatorio. Senza avvertenze per gli effetti collaterali.

Nel 2002, mentre iniziano le prime cause per i rischi cardiovascolari del Voxx, viene allegato un foglietto illustrativo, che da una blanda informazione.

Nel 2004, il farmaco viene ritirato dal mercato, grazie all'inchiesta della Commissione Finanze del Senato.
Che stabilisce che la Merck sapeva degli effetti collaterali gravi del farmaco, ma ne ha proseguito la produzione, la pubblicità e l'opera di persuasione nei confronti dei medici da parte della loro catena di rappresentanti. Chi doveva controllare lo ha fatto male.

La Food and Drug Administration, l'ente federale doveva sorvegliare sul farmaco: ma si scopre che il centro dove si doveva dare l'autorizzazione alla vendita del farmaco era pagato dalla casa farmaceutica.
Molti medici dell'ente erano a libro paga, per aver fatto consulenze, corsi, lezioni. I medici contrari alla diffusione del farmaco venivano “neutralizzati”; altri medici venivano invece convinti con regali, viaggi, omaggi.

Un testimone al processo contro la Merck, il professor Graham, è stato perseguitato e stava per essere licenziato dalla FDA.
Ma di cosa stiamo parlando: di aziende che dovrebbero preoccuparsi della nostra salute o di una banda criminale?
Chi controlla, chi sorveglia sulla nostra salute?
“Se il popolo sapesse che il congresso è stato pagato, credo che si arrabbierebbe molto.”

Viene paura a pensarci, specie se leggi che le aziende farmaceutiche spendono 20 miliardi di dollari in pubblicità, mentre le università negli stessi anni spendono solo 3 miliardi in ricerca. A Washington sono presenti 1200 lobbisti, di queste aziende. Il congresso è a libro paga nostro o loro?
Che farmaci andiamo a comprare ed assumere?

Esistono altri casi, analoghi al Vioxx?
Il Celebrex della Pfizer. Anche lei non ha informato i medici degli effetti collaterali, il rischio infarto.
Premarin della Wyeth (qui la pubblicità), basato sull'urina dei cavalli. Causa infarti, ictus.
E i farmaci killer ai bambini, come i farmaci antidepressivi.
Come lo Zoloft della Pfizer (venduto dal 1991), che aumenterebbe le tendenze al suicidio delle persone. Perchè non si avvisano i pazienti che il farmaco porta tendenze suicide? Perchè vendere il farmaco fa fare soldi, tanti soldi.
Le aziende si preoccupano dei numeri, dei bilanci, dei dollari. Non della salute, dell'immagine, per sempre rovinata, delle morti.
Ma i vertici della Merck non finiranno in carcere per omicidio.
Il dottor Peter Frost è stato licenziato dalla Pfizer, dopo aver dato l'intervista nel 2005.
Ray Gilmartin, presidente della Merck si è felicemente pensionato.
Il Dottor Galson continua a presiedere l' Ufficio dei Nuovi Farmaci.
Il 22 settembre 2005 il dottor Crawford ha dato le dimissioni come Alto comissario all'FDA. è poi passato attraverso una porta girevole e ora lavora a Policy Directions, un ufficio di lobbisti che serve gli interessi della Merck.
60000 americani sono morti.

“La Merck accetta di pagare 4,8 miliardi di dollari (ne ha incassati 8) per chiudere le cause avviate da 47.000 danneggiati. In Italia a fine gennaio il Codacons ha iscritto al tribunale civile di Roma 21 richieste di risarcimento danni. La cosa ironica è che il danneggiato dovrà dimostrare di aver subito un danno e di solito il danneggiato è la persona a rischio, perché ha la pressione alta o è obeso, ed avrà quindi maggiori difficoltà a dimostrare che è stato proprio il farmaco la causa del suo infarto.
Come si puo' evitare o ridurre il rischio che tutto quello che abbiamo raccontato continui ad accadere?

Con sanzioni più severe: oggi se una casa farmaceutica racconta il falso tutto finisce con una lettera di rimprovero e poi evitare che lo stipendio di chi approva il farmaci sia pagato da chi lo commercializza, è possibile negli Stati Uniti da una ventina d' anni tramite una tassa sui nuovi farmaci. Sempre negli stati Uniti dovrebbero separare il centro che monitorizza gli effetti collaterali, da quello che approva i farmaci, oggi sono la stessa cosa.
E invece per quel che riguarda l'attività di lobby, e questo riguarda tutti, andrebbe ridotta o eliminata, in altre parole il finanziamento della politica da parte delle case farmaceutiche.”

Technorati:

1 commento:

Anonimo ha detto...

c'è poco da commentare, è uno schifo, lo sappiamo tutti che il "soldo" prevale su tutto...facciamoci sentire!eppure vedo tutti i giorni come si lavora in una farmaceutica e le pippe mentali che si fanno alle ispezioni FDA...Scandaloso