30 settembre 2008

La missione impossibile di difendere Bush

Mission impossible: celebrare il presidente uscente George W. Bush, specie in questi giorni di crisi della finanza USA (e qualcuno ne sarà pure responsabile, mica sarà sempre sfortuna).
Il presidente che ha mentito al paese trascinandolo in guerra (vi ricordate del Nigergate?); che è andato in Afghanista, non ha sconfitto i Talebani, nè catturato Bin Laden, nè distrutto le coltivazioni di oppio (come raccontava Iacona nel reportage su La guerra infinita).
Il presidente delle rendition, di Guantanamo, dell'inferno di Abu Ghraib.
Che con la crisi dell'aviaria si è arricchito con le azioni dell'azienda che produceva l'antidoto, la Roche.
Con le commesse per la ricostruzione dell'Iraq (vedi alla voce Halliburton) e col petrolio.
Eppure il Foglio ci prova, con le solite motivazioni: noi sappiamo la verità, le scemenze le scrivono gli altri.
Chi ha protetto e reso più sicura l’America è George W. Bush, il presidente che ha vinto due guerre di stretta necessità politica cacciando i Talebani e Bin Laden dal potere a Kabul, e Saddam Hussein da Baghdad, nel cuore malato del medio oriente.

Jasper Fforde a Monticello 2008


Jasper Fforde a Monticello 2008, originally uploaded by funicelli.

Jasper Fforde e Gianni Giondillo alla rassegna La passione per il delitto (2008)

Premio Azzeccagarbugli 2008 - i finalisti


Premio Azzeccagarbugli 2008, originally uploaded by funicelli.

Finalisti premio azzeccagarbugli: Elisabetta Bucciarelli, Dario Falleti, Gianfranco Colombo, Leonardo Gori, Valerio Varesi

Bufalitano e la riforma della scuola

Il Giornale: Napolitano promuove la riforma della Gelmini

Ma quando mai? Napolitano ha parlarto solo di riduzione dei costi (della scuola, non dei suoi nè dei partiti, per carità). E si è espresso in modo contrario alla riforma dle maestro unico. Un'altra bufala inventata dal Giornale, che mette in bocca al presidente le parole che vuole.

Parliamo poi di costi: l'Italia investe sulla scuola (e sull'università e sulla ricerca) meno degli altri paesi europei. In merito alle nuove tecnologie a supporto (computer e simili) basta andare a farsi un giro nelle scuole italiane.

E sullo stato delle infrastrutture scolastiche, leggetevi quanto hanno scritto nel loro libro Stella e Rizzo, "La deriva".
Dov'è questo spreco di costi di cui tutti tagliano? Non potendo tagliare sui bambini alle scuole (per il momento, ma quando introdurranno la scuola di classe ..), l'unica cosa che si può tagliare sono gli stipendi degli insegnanti. Che sono già bassi.
E allora,di cosa stiamo parlando?

Il mistero sul riscatto in Egitto

Dopo il rapimento in Afghanistan del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo, nel marzo 2007, scoppiarono le polemiche sull'eventuale riscatto.Ecco, e oggi, come la mettiamo con i rapiti in Egitto? Nessuno che storce il naso su un eventuale riscatto?

Il Congresso boccia il piano USA

Il congresso ha bocciato il piano di Bush: i 700 milioni per salvare la finanza.
Nemmeno i repubblicani si fidano più della politica economica di Bush.
Nemmeno l'appello ipocritamente accorato alla nazione, ha fatto leva sui candidati che hanno temuto, se avessero appoggiato il piano, di perdere consenso nel proprio seggio.
Questo è quanto. Se la forza della borsa sta nel finanziamento pubblico, se la forza nel mercato, delle banche, della finanza è nello sperare nello stato, allora è meglio che il sistema affondi.

29 settembre 2008

Satira solo quando piace a loro




La brutta ed equivoca (a voler penser bene) vignetta apparsa su Emme contro Brunetta, scandalizza il Centrodestra.
Pensavo fossero oramai immunizzati:
dopo le parole di Bossi (Brigate Bosse) all'epoca della caduta del governo Prodi.
Bossi "Se ci va anche la Lega in piazza diventa una rivoluzione: noi abbiamo una grande massa d'urto composta da un popolo che non è forbito ma capisce bene tutto ed è molto arrabbiato" [QN]



Dopo le vignette contro Prodi, impiccato, pubblicate da Libero stesso.
Evidentemente, la satira di cattivo gusto va bene solo quando piace a loro.

Blu notte: Piccoli eroi dimenticati

Blu Notte: piccoli eroi dimenticati.
La storia di una guerra,
che è avvenuta in Italia, spesso in sottofondo, nascosta da altri avvenimenti o nascosta dal silenzio dell'informazione.

La guerra tra chi non ha accettato di pagare il racket (o il pizzo, la protezione, il mettersi a posto) e la criminalità organizzata, mafia, ndrangheta e Sistema.Una guerra che ha avuto dei morti, come Libero Grassi (ucciso dalla mafia il 29 gosto 1991 ),
Gaetano Giordano (ucciso a Gela il 10 novembre 1992), Domenico Noviello (ucciso dai Casalesi di Francesco Bidognetti il maggio 2008).

Degli eroi, che hanno vinto la loro battaglia sul racket:
Silvana Fucito (presidente dell'associazione antiracket di San Giovanni a Teduccio), Tano Grasso (presidente della prima associazione antiracket costituita in Italia), Vincenzo Conticello (titolare dell'Antica focacceria a Palermo) e il fu Nino Miceli”.

Persone che non si sono piegati al pizzo, al sottomettersi sotto la protezione dell'antistato: il mettersi a aposto indica proprio il riconoscere nella mafia un ente che controlla il territorio.Non è solo una questione di soldi: è una questione di dignità, di libertà (perchè se accetti una volta a pagare il pizzo, dovrai pagare ancora e sempre di più), di onore e di futuro.

Perchè se questo stato, se questa classe politica, se questa classe imprenditoriale, se la società non decide di vincerla questa battaglia, allora rischiamo di soccombere anche economicamente.Perchè saremmo un'economia che si porta questa palla al piede.Un peso che uccide l'economia: come raccontava Lucarelli, molti commercianti, stretti nella morsa tra pizzo ("mettersi a posto") e usura (gli amici che ti vengono incontro per pagare) vengono costretti a svendere la propria attività.

Sono costretti a scegliere certi fornitori; certi enti per subappalti, dipendenti da assumere.
Che futuro può avere un paese in cui una buona parte del paese (e si è visto che non è solo la Sicilia, ma anche Campania e altre regioni del sud) soggetto al racket, al pizzo, alla protezione? Nessuno.

Secondo S.O.S.impresa il giro per il pizzo è di 10 miliardi di euro all'anno; coinvolge il 70% delle attività imprenditoriali in Sicilia. Pochi soldi magari, ma da tutti; anche da chi vende al mercato.

La guerra è lungi dall'essere vinta. Ma i tempi sono cambiati: un buon segnale arriva dal crescere delle associazioni antiracket. Dalla nuova politica della Confindustria siciliana di espellere chi paga il pizzo (oggi un imprenditore come Libero Grassi non sarebbe lasciato solo).

La guerra contro il pizzo, con i suoi eroi della porta accanto, è parte di una guerra più ampia, quella contro la criminalità organizzata. Un buon modo per iniziare a non perdere è quello di non far abbassare il livello di guardia (e l'attenzione dei media) su certi reati. Perchè lo spacciatore, lo scippatore, la prostituta, non sono meno pericolosi del mafioso che da la sua protezione porta a porta. No di certo.
Technorati : , ,

Balle a stelle e strisce

Gli esperti di politica americana hanno sentenziato "Obama più forte sulla politica finanziaria, Mc Cain ha vinto sulla politica estera".
In base a quali criteri, in base a cosa, si possono dare questi giudizi? Solo per il fatto che avendo fatto la guerra in Vietnam? Un sondaggio della CBS da Obama vincente al 46%, McCain al 31%.
Al limiti si può parlare di vittoria ai punti.
D'altronde durante il confronto, McCain se ne è uscito con "in Iraq stiamo vincendo" ... e zittiva l'avversario con "Obama non può capire". Nessuno dei commentatori italiani ha commentato la gaffe sulla trattativa con l'Iran, su cui era d'accordo persino Kissinger, consigliere di McCain.

Gli stessi esperti qualche settimana fa dicevano che la Palin sarebbe stata l'asso nella manica di McCain. Il fatto è che imbarazza gli stessi repubblicani.
In Italia una starletta può diventare ministro, in america, un candidata che balbetta, rimane una scelta pessima. Qui abbiamo Emilio Vespa, la hanno David Lettermann, che non si lascia intimidere dal candidato repubblicano.

«Se le idiozie fossero dollari, Sarah Palin potrebbe salvare Wall Street da sola. Le sue interviste in tv hanno rivelato una candidata onesta e accattivante ma che non è assolutamente all’altezza. Per non sentire i passaggi più imbarazzanti ho persino tolto l’audio. Solo lei ora ha la soluzione per salvare McCain: farsi da parte»
Kathleen Parker, repubblicana National Review 27 settembre

Un lodo per tutti.

Lodo Alfano. Io so io e voi non siete un caz..
Lodo Alitalia: in modello di successo che verrà applicato presto a tutti gli enti pubblici. La scuola pubblica verrà divisa in una bad school che si accolla i debiti e in una newco gestita da fondi privati. Stesso per la sanità.

Lodo Ancellotti: risolto con la vittoria al derby.
Rimane il lodo Consulta: se mette i bastoni tra le ruote, riformiamo pure l'alta corte, dopo il CSM.

Per ogni problema, la sua soluzione.

28 settembre 2008

Premio azzeccagarbugli 2008: Musica nera di Leonardo Gori

Il premio Azzeccagarbugli, della rassegna "La passione del delitto" 2008, è stato vinto da Leonardo Gori, con Musica Nera.
Complimenti.
Oggi a Villa Greppi, a Monticello Brianza, la premiazione alle 16.30.

La Costituzione fu scritta da giudici comunisti


Tragica scoperta: la Costituzione fu scritta da giudici Comunisti.
L'orrenda scoperta degli avvocati onorevoli Ghedini, Longo: “dopo anni, finalmente siamo riusciti a leggerla”.
Costituzione che parla di legge uguale per tutti; di diritto ad una sanità pubblica, alla istruzione (magari con scuole fatte non con materiali tossici come a Crotone) e di uno stato laico.
Ma dove vogliamo finire, il grido allarmato degli avvocati onorevoli e di tutto il PDL, in uno stato democratico?

Ve ne sarete accorti, è iniziato l'autunno caldo, nelle piazze d'Italia.
Sull'onda dei tagli, del disboscamento a sanità, istruzione e Welfare.
Sull'onda della paura della crisi finanziaria in America
e sul crac Lehman, su cui Tremonti rassicura “Per l'Italia i rischi sono limitati”. Vedremo.

Nel frattempo sappiate che è tornata la questione rifiuti in Campania (evidentemenete non è stata abbastanza cancellata dalle telecamere); Transaprency international ci piazza accanto alle Seychelles, per corruzione; alla Casta il lodo Alfano e il bavaglio ai giornali non sono bastati.
Arriverà il lodo Consolo (per i ministri, come Matteoli) e poi il ripristino dell'immunità parlamentare.

Se li conosci ... Claudio Scajola

Come ex ministro degli Interni, Claudio Scajola aveva definito Marco Biagi un rompicoglioni, per le sue richieste di scorta. Senza scorta, le Brigate Rosse riuscirono ad ucciderlo nel 2002.

Oggi, fa le pulci a sindacato e piloti, sulla questione Alitalia (ad es. a Ballarò), rinfacciando sprechi e privilegi, come fossero loro la causa della rovina di Alitalia.

Poi scopri che che si è fatto mettere in piedi una tratta aerea “ad personamRoma Albenga (tolta da Prodi, ma poi rimessa prontamenti dal governo Berlusconi).

Il buon Claudio ha una menzione speciale nel libro di Ferruccio Sansa e Marco Preve "Il partito del cemento" che indaga sulla speculazione selvaggia che sta devastando la Liguria.


Bene, bravo, bis.

La guerra infinita: Afghanistan

La seconda parte del reportage di Riccardo Iacona parte dove finiva la prima . Sull'incapacità della Nato di frenare le rappresaglie dei kosovaro-albanesi contro la minoranza serba (in risposta alle violenze commesse precedentemente dai serbi sugli albanesi).
Ma questo non è tutto: la mafia albanese si è affermata in Italia per il traffico di droga in Italia, arrivando a trattare alla pari con mafia italiana e ndrangheta.
Nel 2005 la polizia italiana ha sequestrato 35 Kg di froga provenienti dal Kosovo, su un totale di qualche tonnellata.
Droga che arriva in Italia passando per Macedonia, Turchia fino in Afghanistan: e poiché traffico di droga e terrorismo vanno di pari passo, basetrebbe combattere i trafficanto di froga alla fonte, in Afghanistan e nelle varie tappe di smistamento, per sconfiggere l'uno e l'altro.
Eppure la Nato è presente sia in Kosovo che in Afghanistan, e la produzione di oppio (e lo smercio di droga) sono aumentate.

Che droga e terrorismo islamico sono collegati lo testimonia la scoperta di villagi in Serbia come Brodez, dove un blitz della polizia di Belgrago ha scoperto un covo di Al Qaeda, ospitato dagli abitanti del paese. I poliziotti hanno trovato armi per un esercito di 500 uomini. Armi e esplosivo: per quale obiettivo?

Il confine tra Macedonia e Kosovo è attraversato ogni giorno da bande armate di terroristi e trafficanti di droga, eppure nessun varco è presidiato da truppe Nato.
Iacona raccontava quello che sta succedendo in Kosovo (e in Macedonia): la crescita di moschee e scuole islamiche, portate avanti da Imam con soldi provenienti dall'Arabia. Imam che predicano l'islam più radicale, spesso, che approvano la sharia. Imam che spesso nascondono la loro attività dietro attività umanitarie (come insegnare a leggere, o dare un lavoro ai tanti disgraziati di queste terre martoriate).

Come a Skopje: dove si sta affermando un nuovo potere religioso che si vuole imporre come potere politico. I fondamentalisti vogliono solo l'anarchia nel paese, per poter poi riaffermare l'ordine con le armi.
Un altro campo di Al Qaeda è stato scoperto a Novi Veza, ad un ora di aereo da Roma.

Seconda tappa del viaggio, Istanbul, Turchia.
Qui la polizia antidroga, la migliore è più esperta in Europa, sequesta ogni anno tonnellate di droga. 14 l'anno scorso. Più di tutti gli altri 27 paesi europei. Si stima che ogni anno, passino in Europa da qui circa 65 tonnellate.
Cosa fanno gli altri paesi? In Grecia il totale di droga bloccata ammonta a qualche decina di Kg; in Bulgaria arrivano a 800 Kg. In Italia qualche tonnellata. Perchè gli altri paesi (nell'area dei Balcani) non si impegnano di più? – si chiedeva il capo del gruppo antidroga della polizia turca.
Oggi la droga che arriva in Turchia è spesso già raffinata: significa che, non solo non siamo riusciti a smantellare la produzione; ma che stanno sorgendo nuove raffinerie.
Dall'Aghanistan, dove le truppe Nato (prima solo quelle USA) stanno combattendo da 7 anni. Ma cosa stiamo combattendo?

La difficile situazione in Afghanistan.
Servono 16 ore di volo per portare i militari in quella regione. Questo spiega i costi di una missione: circa 1 milione al giorno; per un totale di 338 milioni di euro all'anno, al contribuente italiano.

La produzione di oppio è passata da 3400 tonnellate (2002) a 8200 tonnellate (2006). La droga è a principale fonte di finanziamento dei Talebani. Circa 100 milioni di $ all'anno.
E in Afghanistan la situazione non è messa bene per le truppe Nato: in tutte le regioni visitate da Iacona, si registravano assalti dei talebani (in gruppi di cento alla volta) contro i fortini della polizia afgana. Fortini in fango e lamiera.
E gli attentati contro militari e civili a Kabul e nelle altre regioni, non sono in diminuzione.
Come testimonino le morti di Daniele Paladino e del maresciallo Giovanni Pezzullo.
Nella valle di Musai, il comandante della polizia Ahmadullah Oria, racconatava della situazione difficile: i Talebani colpiscono e si ritirano nei loro villaggi; le zone, che dovrebbero essere sotto controllo Nato, sono in realtà zone ostili per la coalizione.
Accusava anche i militari italiani che, quando avvenne un attacco di Talebani, non sono intervenuti in soccorso.
“Perchè gli italiani non vedono i Talebani? I Talebani fanno come vogliono... e qui siamo a 30 km da Kabul”, concludeva.

I Talebani si preoccupano di tenere aperte le strade della droga. Di controllare le coltivazioni di oppio dei contadini: queste sono state sì convertite ad altra coltura; ma siccome lo stato non aiuta poi i contadini, questi sono poi costretti a tornare al papavero.
Come nella valle di Uzbin: droga e terrorismo.
Come spiegato anche dal rapporto Onu: circa 8000 tonnellate di oppio prodotto, con una produzione concentrata proprio laddove stanno i Talebani. E la popolazione spesso vive solo di oppio, non ha altri mezzi.
E, conviene ripeterlo, dopo 8 anni, la Nato non controlla il territorio.
Intanto le truppe (anche italiane ) vengono spostate al sud, dove ci sono i combattimenti. A presidiare Kabul rimangono solo i poliziotti, nei loro fortini di fango, per 80 $ al mese.
E a Kabul intanto la situazione sta via via peggiorando: lì si raccolgono migliaia di sfollati, gente che sfugge ai bombardamenti della Nato nei loro villaggi.
Sempre di più, si ritrovano nelle strade, ad aspettare un lavoro: “la guerra è la povertà di chi non ha niente” urlano alle telecamere. La povertà aumenta le fila dei Talebani. E la guerra continua.
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26 settembre 2008

Sofismi criminali

Allora quella dei Casalesi è guerra civile o terrorismo? Per carità, non ci dormiano la notte ...
In questa ridda di voci (tardive), si erge l'esperto in materia ex attore (mediocre) nonchè deputato PDL Luca Barbareschi, su Repubblica.
"L'unico vizio di Gomorra è che nasce da un libro modestissimo, furbo, atto d'accusa ai picciotti che non contano niente".

Certo vuoi mettere Cicciotto 'e mezzanotte o Sandokan con Berlusconi, Dell'Utri?

Annozero: lacrime di Caimani

Annozero riparte dalla trattativa sulla privatizzazione (?) di Alitalia: il perchè della protesta dei piloti e assistenti di volo; a chi conviene la soluzione di vendere alla Cai; quali sono i numeri, per fare un po' di chiarezza dopo tutto il diluvio informativo (o disinformativo per creare confusione) e infine la domanda più importante per noi italiani. Ci conviene o no, questa trattativa, questa soluzione, questa nuova società di trasporto aereo?

Chi sono i capitani coraggiosi.
Lo ha spiegato Marco Travaglio: industriali senza esperienza sul trasporto aereo. Banchieri, immobiliaristi, armatori. E infine Carlo Toto di Air One, società indebitata per 1,1 miliardi di euro (non proprio un modello di efficienza).
In nome della italianità, abbiamo scelto una soluzione che accolla i debiti della bad company ai cittadini: circa 100 euro a testa (una sorta di piccola Ici).
Aponte ha la residenza in Svizzera. Maccagnini aveva società immobiliari vendute agli inglesi. Gli industriali hanno preteso di non avere esuberi né concorrenza. Nessun rischio di impresa.
Imprenditori con qualche problema di conflitto di interesse: Benetton, Gavio, Ligresti sono dietro il Ponte sullo Stretto. Sono dietro gli appalti per l'Expo del 2015 (16 miliardi di euro pioveranno su Milano).
Benetton, Gavio sono concessionari dello stato per le autostrade: con un decreto il governo ha concesso loro di aumentare anche le tariffe.
Benetton, Esposito sono dietro Fiumicino (per cui da una parte pagheranno le tariffe come Cai, dall'altra incasseranno come gestori di aeroporto).
Bellavista Caltagirone ha anche lui interessi in aeroporti e nel porto di Imperia (patria del ras Scajola).
Aponte lavora sui trasporti marittimi.
Poi c'è Tronchetti, che farà affari d'oro con l'Expo.
Fratini farà affari d'oro con la Fiera di Roma.
Poi c'è Banca Intesa: da una parte debitrice di Air One, dall'altra Advisor scelto dal governo per la scelta della cordata di salvataggio; dall'altra compratore di Alitalia.
Dietro Banca Intesa c'è Colaninno e Salvatore Mancuso del fondo Equinox (con Mediaset e gruppo Marcegaglia). Il fondo Eqinox ha sede in Lussemburgo.
Carlo Riva stava alla Ilva di Taranto, che il governo precedente voleva chiudere per le emissioni di Diossina. Salvata poi dalla ministra Prestigiacomo.

Riassumendo: capitani poco italiani e poco coraggiosi. Come potrà Marcegaglia parlare agli imprenditori di rischio di impresa, quando lei entra in Cai senza portare nemmeno un obolo.
Carlo Toto gestisce una società che con un quintuplo dei voli di Alitalia ha un 1,1 miliardo di euro di debiti.
Questi sono i nuovi padroni di Alitalia: cui il governo ha concesso di fissare il prezzo di acquisto, con una trattativa in esclusiva.

Tramite decreto si è stabilito che:

  • Nessuna responsabilità civile di chi sta operando.
  • Le norme antitrust saranno bloccate per tre anni.
  • Inoltre se la Unione Europea chiederà alla Cai di restituire i 300 milioni del prestito ponte allo stato, l'accordo di non vendere prima dei cinque anni, salta.


Il peso degli stipendi.
Prima voce da sfatare, il peso di stipendi sul bilancio di Alitalia.
Confrontando Alitalia con i principali vettori internazionali si vede che i piloti costano meno in base al rapporto viaggiatori trasportati per dipendente; in base a quanto frutta un dipendente; in base al peso di stipendi sul totale costi (18% dei costi, rispetto al 29% di Air France, 25% Lufthansa).

Certo poi può arrivare il Castelli (inteso come sottosegretario della Lega) di turno a fare i paragoni con Air One, facendo intendere che un'azienda che non ha gli stessi volumi e maggiori debiti sia più efficiente.

Antonio Di Pietro metteva in luce tre aspetti che hanno portato alla crisi di Alitalia: la politica che ha gestito l'azienda in modo spendaccione; clientele varie (la linea per Imperia per favorire un certo politico); la soluzione trovata che i dipendenti dovevano accettare con la pistola alla tempia. L'assenza di un vettore internazionale che dia sicurezza al piano industriale della nuova azienda.

Gianni Dragoni, autore di “La paga dei padroni” ha parlato dei manager che portano le aziende in perdita e che se ne escono con buonuscite milionarie.
Come Cimoli, scelto da Berlusconi nel 2004: ha causato 1,5 miliardi di perdite, con uno stipendio di 2 milioni di euro, passato poi a 2,6 milioni di euro (mentre il corrispettivo in Lufthansa prende 1,4 milioni) e una buonuscita di 8 milioni di euro (forse non pagata?).
Come ha potuto il ministro del Tesoro garantire certi stipendi d'oro?

Nel corso della tramissione sono intervenuti Nicola Porro (Il giornale), Piero Schlesinger (economista), Federico Rampini (che parlava della crisi delle banche USA).
Se l'Italia è al quinto posto nella classifiche delle destinazioni turistiche, dipende anche dalla situazione delle infrastrutture; dall'assenza di un piano di trasporto.

I conflitti di interessi dietro la cordata.
La scelta adottata dal governo per Alitalia, più che una privatizzazione ricorda le vecchie politiche delle partecipazioni statali. Dove gli imprenditori sanno che facendo un favore al presidente del Consiglio ne avranno un ritorno (Turani parlava a proposito di paese borbonico da questo punto di vista).
Nella vertenza si è chiesto ai piloti maggiore produttività, meno salari e più esuberi.
A pagare saranno solo loro?
E se questa trattativa diventasse poi la base per i futuri accordi contrattuali: Telecom, Rai ....
O questa minestra o vi buttate dalla finestra.

Luca Piana de l'Espresso ha messo in luce un aspetto poco noto: la banca che ha valutato la parte sana di Alitalia si chiama Banca Leonardo, che ha tra gli azionisti anche alcuni esponenti della cordata (Ligresti e Benetton).
Chi ha comprato è stato anche dietro a chi valutava il prezzo.

Carlo Toto posiede una serie di società in Irlanda con cui ha comprato gli aerei di Air One: non si capisce, dai bilanci, chi ha finanziato questo acquisto, per una azienda indebitata per il 100% del valore della flotta.
Bruno Tabacci lanciava l'ipotesi che l'esposizione di Toto fosse garantita da Banca Intesa stessa; che guarda caso era Advisor dell'operazione.
Ma quanto vale Alitalia: la valutazione è stata di 300 milioni di euro. Altri fanno valutazioni diverse: Sergio Cusani la valuta in 5 miliardi di euro.

In studio c'è stato un battibecco tra l'ex ministro Castelli (“in questa situazione dobbiamo salvare il salvabile”) e un comandante di Alitalia: “Voi non sapete di cosa state parlando? Il progetto è fatto da gente che non conosce gli aspetti industriali ”.
Finchè c'è emergenza c'è speranza: finchè c'è emergenza ci saranno persone come Castelli che si ergeranno esperti in materia.

A proposito di sprechi, Annozero ha parlato di Corleri, un paese nel Ponente dove il ministro Scajola. Lì vicino sta l'aeroporto di Albenga. Aeroporto ad personam. Charter Roma Albenga: 65 posti di aereo, carico zero.
Ciro Mai lo paga 6000 euro il volo; poi tiene 3 giorni in pista fermi gli ATR 72,e sono circa 100000 euro di soldi sprecati.
Come si diceva, “Roma ladrona ...”?

L'angolo di Vauro:
Berlusconi da tutte le colpe alla sinistra.
Che tanto i morti non si possono difendere.

Vogliono togliere le prostitute dalle strade.
Per far posto agli esuberi di alitalia, delle scuole ..

Caso Abdul:
Secondo il pm: “Negro di merda” non è una espressione razzista, ma una espressione di antipatia.
Vale anche per nano di merda?

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25 settembre 2008

Arriveranno i fiori del sangue di Stefano Tura

Kosovo, negli anni successivi alla guerra scoppiata nella primavera del 1999. Il paese è occupato della truppe del KFOR, che devono riportare la pace e la tranquillità in un paese dilaniato (oltre che dalle bombe della Nato) dall'odio tra le etnie (i serbi rinchiusi nelle enclave e i kosovari di etnia albanese). Rappresaglie, attentati, pulizia etnica affossano il paese in una spirale di violenza cui nemmeno le truppe mandate dell'ONU riescono a controllare.

Livia Fiume, una giornalista italiana viene uccisa, uno dei tanti casi di violenza; un suo amico chiede all'ispettore di polizia Alvaro Gerace di andare in Kosovo per indagare su quella morte troppo presto archiviata come un incidente. Ma la giornalista stava indagando su un traffico di donne, per prostituzione e traffico di organi. E su una serie di strane morti apparentemente collegate ....

Inizia così, come un noir all'italiana (col solito poliziotto un po' burbero, ma capace di andare a fondo nelle indagine anche se queste sono scomode, toccano equilibri e persone “intoccabili”), questo libro: ma il giallo è un pretesto, una storia da mettere in primo piano, per raccontare lo sfondo del racconto. Della situazione del paese che oggi le cronache ci raccontano essere il tramite del traffico internazionale di droga (circa l'80% di quella proveniente dall'Afghanistan), di prostituzione (per il ricco mercato occidentale e italiano) e di armi (i Casalesi, tanto per fare un esempio, usano armi russe).

“Questo posto fa schifo. Tutti quanti, compresi polizia, carabinieri e militari cercano solo di farsi i fatti loro. Il Kosovo mi sembra una enorme periferia puzzolente, piena di puttane, trafficanti, polizia corrotta e bande....”

E l'ispettore Alvaro Gerace che parla, dopo quello che ha visto nella sua ricerca sulla scomparsa della giornalista Vera Fiume, a fianco dell'interprete/autista Sasko e di un'altra giornalista, Victoria. Scopriranno false Ong, che dietro l'immagine pulita (e col beneplacito delle istituzioni) nascondono delle vere e proprie associazioni criminali in mano alla mafia albanese. Scopriranno il vero volto delle misioni umanitarie.
Povera terra, occupata da militari, amministrata dall'ONU per ricostruire il paese, ma che in realtà sembrano tutti interessati a rubarsi un pezzetto di questa terra, violentata dalla criminalità e dai nazionalisti serbi.
Terra dove si aggira anche questo pericoloso serial killer, l'uomo che approfittando del caos nel paese e anche della protezione dei vertici dell'amministrazione, sfoga i suoi istinti violenti.

“Il Kosovo è un paese astratto, artificiale. La guerra ne ha distrutto i valori, le personalità. Dalle macerie sono usciti uomini annientati, senza un'identità di nazione. Ignoti persino a loro stessi. E in questo contesto di ideali cancellati, sono arrivati altri uomini. Persone che girano armate e in divisa per le strade, tra i mercati, nelle chiese. Presunti portatori di pace che impongono le loro regole con la forza e seminano terrore e odio tra la gente. Giustizieri sanguinari tutelati da un senso di impunità e da una illegalità diffusa. Il terreno ideale per una personalità deviata. Può dare sfogo alle sue pulsioni, può torturare, può uccidere senza timore di doversi confrontare con la giustizia. Pensa quanti crimini di questo tipo vengono commessi in zone di guerra a danno, ad esempio, di prigionieri”.

Un'ultima cosa: c'è una forte componente di violenza in “Arriveranno i fiori del sangue”; violenza sperimentata da Stefano Tura come inviato in zone di guerra. E, in questa storia, non aspettatevi un lieto fine, il buono che vince sul male.
Il buono, il poliziotto che è riuscito a scoprire il marcio delle istituzioni in Kosovo, KFOR, ONU, implicate in traffico d'organi, di prostitute, in traffici con la mafia, è costretto al silenzio. E la metà oscura dei poteri in Kosovo può continuare i propri affari, indisturbata.
Dopo aver letto “Arriveranno i fiori ..” non si potrà continuare a guardare le immagini delle missioni di pace con gli stessi occhi.
E' una violenza accaduta, che accade, a pochi chilometri da casa nostra, che ci riguarda. Possiamo far finta di niente?

Nè su Bol, nè su ibs ho trovato il libro, strano, no?
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L'immagine dell'Italia: Gomorra, il rom e il consenso

Alla fine la scelta per la candidatura agli oscar è caduta su Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano. La nuova economia criminale che, da una parte crea una ricchezza che finanzia i clan criminali, dall'altra deturpa l'economia sana (tagliata fuori da questo mercato) e l'ambiente. Che una volta distrutto, è distrutto per sempre.

Gomorra ha vinto su “Il Divo”, la storia di Andreotti, altro emblema di questa Italia tra mafia, misteri e scandali. “Tutta la vita davanti”, commedia che usa un'ironia amara per raccontare della schiavitù dell'evo moderno.

E' questa l'immagine dell'Italia: un'economia in mano alla criminalità, vertici della politica condannati per mafia che ancora siedono come senatori a vita nelle aulee del potere e una società che toglie speranze e ambizioni ai giovani?

Vorrei aggiungere a questa composizione, un'altra immagine:quella di Marian Danilà, il Rom bruciato vivo a Sesto S. Giovanni. Tragedia annunciata: se si costringe una parte della popolazione a vivere nascosta, in ghetti, senza nessun supporto di uno stato che addirittura gli ha dichiarato guerra ...

Ma il morale della truppa è alto: spezzeremo le reni ai Casalesi, sembra dire Maroni, che parla di terrorismo e guerra civile oggi, dopo la strage di Castelvolturno.
Con che armi, visti i tagli alle forze dell'ordine e i tagli ai tribunali (come quella dei minori a Milano)?

Ridaremo alle città il giusto decoro, risponde Alemanno da Roma (con la norma anti prostituzione) e fa eco De Corato da Milano (con la norma anti spinello all'aperto). Il decoro all'aperto innanzitutto: occhio non vede, cuore non duole.
Semplice non vedere la notizia del killer della mafia arrestato in viale Abruzzi a Milano; o le discariche abusive gestite dalla 'ndrangheta in Brianza.

Così come il morale, anche il consenso cresce, vola, sale alto nel cielo, come gli aerei di Alitalia. Pardon, della Cai.

24 settembre 2008

Il caso Sicilia: più parenti per tutti

Alla faccia del federalismo fiscale. E di tutti i tagli a scuola e sanità.
In Sicilia un posto ad un parente, non si nega a nessuno (sullo stile dei ricongiungimenti parentali in Parlamento):
Nella Regione che per la sua Sanità spende 8,5 miliardi di euro (il 30% in più della Finlandia, ha fatto notare a luglio la Corte dei Conti) tutto è come prima e più sconcio di prima. A pochi mesi dalla sua incoronazione il nuovo governatore sembra stia diventando un altro Cuffaro più smoderato di Cuffaro.
Lo scandalo è
diventato scandalo con Giuliana, la figlia di Giovanni Ilarda, il giudice che don Raffaele ha messo all'assessorato al Personale. Ma la lista di quei cognomi eccellenti assunti in Regione è infinita. Quelli che hanno una parentela molto stretta e gli altri, cognati, nuore, ex autisti, ex deputati "trombati".

Si comincia con Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo, e si finisce con una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), con un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e con un Mineo (figlio di un deputato regionale).

Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani, sorella di Renato, presidente del Senato della Repubblica. Era già dipendente della Regione, assunta per concorso nel '91, poi è stata "chiamata" dall'assessore alla Famiglia Francesco Scoma.
O come Viviana Buscaglia, cugina del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano. La signora, un' "esterna", è nello staff dell'assessore all'Agricoltura Giovanni La Via. L'elenco di chi si piazza lì dentro con un cognome che conta mese dopo mese è sempre lungo. Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione.

Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.
Direte voi: dopo il federalismo saran problemi della Regione Sicilia e dei siciliani che han votato Lombardo. No: con l'ultima modifica del testo fatta da Calderoli, la Sicilia potrà trattenere parte delle accise sulla benzina.
Paghiamo sempre noi.

Piccole soddisfazioni


Anche è capitato di spazzare il cortile di casa.

Ma non ho meritato un pezzo sul corriere che, in barba a privacy (invocata in altre situazioni) sbatte il bancarottiere in prima pagina. Cosa si vuole dimostrare, che la legge è uguale per tutti, anche per i ricchi milionari con i conti all'estero?

Oppure, guarda Cambi poverino, come è ridotto?

La farsa del maestro unico

Nel lontano 2001 il premier parlava della sua visione della scuola: improntata sulle tre i.
Oggi, col ritorno del maestro unico, riuscirà questo a insegnare inglese, informatica e impresa?
Per l'impresa ci penseranno le fondazioni e i privati che entreranno nella scuola pubblica.

Il maestro unico viene associato ad un'altra parola: riorganizzazione e taglio degli sprechi nella scuola pubblica.Solo a Milano, col taglio di insegnanti precari si riaprmierà circa 700.000 euro.
Circa lo stipendio di tre
dirigenti del comune amministrato dalla Moratti.

Da
dsmilano:
E vai! Un altro alto dirigente, questa volta alla Comunicazione. Assunto a tempo determinato, come responsabile della “Direzione specialistica”. Spesa annua, 174 mila euro.

Indymedia:
Un’altra dirigente viene dall’ Asl commissariata di Lamezia Terme, da dove è stata dichiarata decaduta, poi si è candidata, sempre in Calabria, con l’Udc, non viene eletta, ma è promossa a dirigente esterno del comune di Milano al costo, annuale, di 217.000 euro.

Il diluvio Alitalia, stipendi, privilegi e mercato

Un pò di chiarezza su tutta la vicenda Alitalia, ieri sera a Ballarò.
Dove Epifani ha spiegato il suo no, sulla parte contrattuale. I piloti hanno spiegato le loro ragioni.
E Scajola smentiva il suo stesso premier, affermando che oltre Cai non esistevano altre piste. Invece pare che esista ancora in piedi la trattavita con Lufthansa.
In studia anche il giornalista Stella che parlava di "diluvio di informazioni su Alitalia, per cui si hanno tante informazioni che alla fine si perde di vista la questione".

Ci si dimentica di quanto diceva Tabacci quando era ancora al governo col controdestra "Alitalia è il simbolo del bipolarismo all'italiana".
Ci si dimentica che privilegi (presunti) e stipendi di piloti sono nella norma con quelli europei.

E ci si dimentica del vero problema: ma gli italiani, cosa ci guadagnano da questa soluzione? Dall'accollarsi i debiti della bad company (1,5 miliardi di euro); dell'avere una nuova situazione di monopolio per le tratte italiane (monopolio sancito dal governo col decreto per Alitalia)? Bene salvaguardare l'italianità, ma anche gli italiani.
Italiani che hanno avuto la crescita più bassa degli stipendi in europa dal 2000. Il 70% ha meno di 1300 euro. Dove l'occupazione femminile è supeiore solo a quella di Malta.
Crescita zero in tutti i sensi. Inflazione al 4%, mentre l'inflazione programmata da Tremonti (cui legare gli accordi contrattuali) è fissata al 1,7%.

Ecco, in queste situazioni bello sentire Abete (quello legato ai vari crac) parlare come il Conte Uguccione, sostenendo che era favorevola alla soluzione Air France. Anche lui come Epifani, uno che la da via solo agli stranieri?

Infine il mercato: quello che non c'è, non essendoci poca o nessuna concorrenza in Italia, paese di cartelli, lobby e privilegi.

23 settembre 2008

Caso Alitalia: Fantozzi contro tutti




Fantozzi contro tutti: lui mette in vendita l'azienda, mentre il governo da invece l'aut l'aut: fuori della Cai non esiste salvezza.
I piloti e i loro sindacati chiedono più garanzie.
Enac da la licenza finoa lunedì.
In questo bailamme, tutto un girare d voci incontraollate (ma i giornalisti in televisione non avrebbero anche il compito di controllare quello che si dice) circa stipendi e privilegi dei piloti.
Per cui scrive Maria Novella Oppo su l'Unità:
E noi, egoisticamente, preferiamo che chi ci porta in giro per i cieli sia tranquillo, riposato e ben pagato. Se poi è anche bello ed elegante, può solo farci piacere. E non capiamo perché tanti berluscloni improvvisamente si siano messi a sbeffeggiare hostess e piloti bellocci. Non tutti possono essere brutti naturali come La Russa e, soprattutto, non tutti possono sprecare 60 milioni di euro per una sfilata di moda militare in città che ci costa più di tanti piloti.

La mafia continua a non esistere




Mentre si cincischia su esercito si ed esercito no da mandare contro le cosche al sud (li avete visti, i due volponi La Russa e Maroni in tuta da pilota?), la mafia continua a non esistere.

E lo fa così bene nei confronti di chi si ostina invece a sostenere il contrario.
Ultimo caso, l'intimidazione al pm Nino Di Matteo.

Banche d'affari

In America le banche d'affari spariscono: Goldman Sachs e Morgan Stanley diventano banche commerciali e finiranno sotto il controllo della Fed.
In Italia, succede il contrario. Nel Cda di Mediobanca entra la figlia del presidente del Consiglio.
In Italia, come ha spiegato Veltroni "i rapporti tra potere politico, economico e famiglie sono molto intrecciati".
Per chi fanno affari, le banche d'affari italiane?

C'era una volta la scusa della sigaretta

Una volta si usava la scusa della sigaretta, per giustificare una scappatella.
Oggi, chi viene beccato con un prostituta, deve inventarsi altre scuse (almeno a Roma):
C’è chi dice di essersi perso e «di aver bisogno di un’indicazione stradale per tornare a casa».
Chi invece di essersi fermato dopo aver pensato che quella ragazza in minigonna all’angolo della strada gli sembrava una parente, una vecchia amica, perfino una ex compagna di scuola
[..]
«Ahò, ma io che c’entro? Sono loro che ci stanno!», aveva implorato giorni fa un meccanico di 28 anni fermato dalla Municipale dopo essersi appartato con un trans in pieno pomeriggio. Il giovane è stato il primo cliente multato a Roma.
«Non ho capito che ho fatto di male, pagherò la multa, ma non voterò più per Alemanno», aveva aggiunto fra lo stupore degli agenti.
Nel giro di una settimana sono stati quasi un centinaio di clienti che per pochi minuti in compagnia di una lucciola si sono invece ritrovati fra le mani un verbale di contravvenzione.
Per molti di loro trovare una giustificazione non è servito.
La frase «Che volete? Con mia moglie non vado più. Così mi consolo con queste ragazze…ma le avete viste?»

Per questo si muore di lavoro

Come commento finale alla trasmissione, dove si è parlato di morti per amianto, per incidenti sul lavoro, Lucarelli citava un articolo della rivista "Medicina del lavoro", uscito nel 1972.

Si parlava già dei rischi di amianto. Nel 1972 .. qualche migliaio di morti prima.

Poi,l'articolo si chiudeva con una affermazione agghiacciante: "è consigliabile mettere a lavorare sull'amianto persone di oltre 40 anni poichè, visto il lungo decorso della malattia, è probabile che moriranno prima della malattia".
Agghiacciante: di questo passo il lavoro diventa solo produttore di denaro, non un mezzo per migliorare le proprie prospettive di vita.
Con questa concezione del lavoro, concludeva Lucarelli, la morte diventa solo un costo di produzione che si può affrontare.
Per questo si muore di lavoro?

22 settembre 2008

Libero di insultare (Epifani)


Libero di insultare (Epifani): son sappiamo se e a chi l'abbia dato via Epifani ...
Sappiamo invece bene che cosa ne ha fatto Vittorio Feltri del suo cervello e del suo buon gusto. Riuscire in un colpo solo a disinformare, ad insultare le donne (che ne pensa la ministra per le pari opportunità?), i lavoratori, i sindacalisti ed Epifani stesso.

Il governo mediatico

G. Stella parla sul corriere de "La sobrietà smarrita", citando un articolo del Cuore che fu del 1996 "L'Ulivo sgomina la cellulite". Si è persa ogni forma di pudore, di sobrietà: un premier che non si vergogna di fare battute da bar; di andare in televisione e civettare con campionesse di fioretto (in cerca di spazi politici) "da lei mi farei toccare".

Un premier che apposta lancia il sasso (su mafiosi diventati eroi, su fascismo e antifascismo..) senza nascondere la mano, per aspettare l'onda mediatica di riposta. Che comunque fa li suo tornaconto: l'importate è che si parli di lui.

Da una parte la caccia alle intercettazioni, alle inchieste, alla ricerca sul suo passato (poco pulito) per i rapporti con mafiosi o presunti tali. Quale altro premier al mondo potrebbe parlare al telefono con un collaboratore, definendo un attentato con bombe, un atto di affetto?
Dall'altra questa politica mediatica che mette in onda (senza contradditorio e a reti unificate) tutto ciò che il consiglio dei ministri decide (e che il Parlamento deve notificare e zitto).

CGIL non è d'accordo con Alitalia? Non importa.
L'opposizione non è d'accordo sui temi della riforma della giustizia? Noi tireremo diritti, faremo da soli.
E loro sono sempre lì, davanti alle telecamere a rispondere alle domande di giornalisti che fanno però le sole domande giuste. A parlare di maestro unico, del camice a scuola (firmato da Prada?), dei fannulloni, dell'immondizia sparita dalle televisioni, con la spettsa spocchia, la stessa faciloneria. Chiacchiere da bar.

Qualcuno dei giornalista farà notare al premier Berlusconi la differenza di comportamento tra lui e Olmert (dimesso su pressioni del suo stesso partito) in Israele?
La presa in giro di convocare una seduta della commissione giustizia per dare la possibilità a Ghedini e Longo di disertare l'udienza del processo Mills a Milano?
Qualcuno dei giornalisti chiederà conto della brutta faccenda del nazista Borghezio in vacanza a Colonia?
Qualcuno ricorderà al premier che la crisi Alitalia (su cui il governo ha giocato le sue carte) parte dal precedente governo Berlusconi e che sprechi e cattiva gestione sono imputabili anche al centrodestra?
Scrive il Financial Times:
«Sul caso Alitalia il premier italiano, di fronte a un’umiliazione personale, rifiuta di credere al cambiamento di eventi. Solo poche settimane fa sembrava aver trovato una soluzione che avrebbe potuto mandare al tappeto i sindacati. Il problema ora è che sono stati congelati potenziali acquirenti esteri nel nome di un incauto patriottismo».

Ecco: basta non leggere il FT.
Basta non leggere le notizie sui Casalesi, sull'esercito schierato nelle città ma non nelle roccaforti del crimine.Un anno fa eravamo qui a parlare di Casta (sull'onda del successo del libro di G. Antonio STella e S. Rizzo); parlavamo dell'iniziativa di Beppe Grillo il V-Day; il timore che si volesse abbattare la classe politica; parlavamo dei privilegi della classe politica e delle inchieste che improvvisamente iniziavano ad arrivare in porto.
De Magistris in Calabria sull'inchiesta Poseidone e Why Not.
Il tribunale di Milano per i politici legati alle scalate bancarie del 2005 e la accusa del Gip Forleo contro D'alema e soci, consapevoli del reato in corso.
Poi .. pufff. Si è come cambiato canale: ed ecco che il televisore del pensiero unico ci manda in onda gli spot di questo governo, che sembra che stia risolvendo tutti i problemi delgi italiani. Almeno di uno.
Fatevi una domanda: stavate peggio prima o oggi?

Una volta si prendeva in giro Berlusconi dicendo che si credeva Dio. Oggi è Dio che si crede Silvio Belrusconi.
Lui si è riposato il settimo giorno. Silvio no: lui deve lavorare.

Blu Notte Amianto: le morti silenziose

Cosa c'entra una trasmissione che parla di misteri, condotta da un giallista, col tema dell'amianto?C'entra eccome: perche parliamo di un killer, reponsabile di più di 2000 morti in Italia.
Morti silenziose, perchè le persone morte sono state uccide senza possibilità di scampo. Perchè colpite dal Mesotelioma, o dalla Asbestosi.

E il killer si chiama amianto: la Lana della Salamandra, come la chiamavano i greci.
Un anno, 15 mesi e dopo atroci sofferenze la morte.
Cosa avevano fatto queste persone, per meritarsi queste sofferenze: erano lavoratori di fabbriche dove si produceva o si usava l'amianto.

Come la Eternit di Casale, dove lavorava Mario Pavesi. Morto nel 1983, dopo 20 di lavoro a respirare polvere di amianto.Come i lavoratori nei cantieri di Monfalcone, a Bagnoli, a Piolo vicino Siracusa ...Una strage silenziosa: perchè per anni tutti sapevano (anche i lavoratori) ma nessuno ne parlava fuori dall'azienda. Nessuna inchiesta, nessuna inchiesta giornalistica.
I lavoratori morivano, morivano le mogli, i figli e tutte le persne che hanno respirato l'aria pestilenziale di Casale, pompata fuori dai ventilatori.

Eppure della tossicità dell'amianto esistevano studi sin dagli anni 70; la Germania nazista aveva classificato l'amianto come sostanza pericolosa.

La Eternit si limitò, al crescere delle morti in azienda a cambiare tipo di produzione: da quella a secco a quella in umido.Nei bolletini dell'azienda scriveva "ricordatevi che il fumo uccide".
Ai lavoratori che chiedevano di essere spostati in altri reparti, dopo aver passato anni a repirare amianto, i dirigenti rispondevano "se lei è repoccupato tanto alla salute, sa dov'è la porta".

Ecco, questo è stato l'atteggiamento della Eternit, in merito a questa strage.
Finchè non è iniziata, a Casale, la battaglia contro l'amianto: portata avanti da due sindacalisti (Bruno Pesce e Nicola Pondrano), un giornalista, Gianpiero Rossi e una dottoressa, Daniela Degiovanni. Una oncologa, che iniziò a mettere assieme i casi, le malattie segnalate, per trovare delle correlazioni.

Era il 1978. Iniziano gli scioperi, i sit-in e le prime cause civili contro la Eternit.
Nel 1981 inizia il processo, intentato da 80 lavoratori messi in prepensionamento dall'azienda senza l'accordo dei lavoratori.
Nel 1987 arriva la sentenza di Cassazione che riconosce i danni dell'esposizione all'amananto. Non si parla più di malattia professionale, come si intendeva fino ad allora.
Intanto nel 1986 l'azienda a Casale chiude, il ramo italiano dell'azienda decide il fallimento; il ramo francese dell'azienda sceglie di rilevarla, ma viene stoppato dal sindaco della città: che emana il divieto di prooduzione di amianto.

Si crea la prima associazione vittime, che intenta causa per 1700 morti: il processo arriva alla sentenza di primo grado del 06/1993.
In primo grado i dirigenti della Eternit vengono condannati per omicidio colposo.
In appello vengono riconosciute le attenuanti: molte delle morti vanno in prescrizione, eccetto il caso di Evasio Coppo "il palombaro". Voleva vedere il figlio crescere: non ci riuscirà, perchè muore a 60 anni.

Il caso del signor Coppo arriva in Cassazione nel 1997, che conferma la condanna dei dirigenti Eternit. Condanna che sancisce una situazione sotto gli occhi di tutti: negli anni 90, le statistiche raccolte dal sindacato parlano di 40-45 persone morte ogni anno per Mesotelioma.

Nel frattempo è arrivata la legge 257 del 1992, che proibisce la produzione di amianto e impegna lo smantellamento e bonifica delle strutture che contengono amianto.

Si crea un comitato che riunisce le vertenze dei lavoratori che hanno subito l'esposizione all'amianto: nel 2004 gli avvocati che rappresentano le parti civili presentano al tribunale di Torino, al procuratore Guariniello, carte e studi raccolti.

Le colpe non sono ascrivibili ai dirigenti italiani, ma questa inchiesta investe anche dirigenti esteri: Stephan Schmidheiny, il fratello Tomas (assistito da Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi nel precedente governo Prodi) e il loro socio belga, barone Louis De Cartier de Marchienne.
Quando si farà (se si farà), sarà un maxi processo su cui ci sarà molto da dire.
Per il momento, per tutti i lavoratori che entravano nella Eternit di Casale nella speranza di cambiare vita, e che invece hanno perso la vita, per i loro familiari, per i figli, rimane solo la magra consolazione del fatto che oggi l'amianto è diventato un fatto di cronaca di cui parlano i giornali.
Forse, anche quando si terrà il maxi processo contro dirigenti che cosideravano le morti per amianto un rischio di impresa sostenibile, le morti per amianto non saranno più morti silenziose.
Ricordiamo i numeri:
2960 morti per amianto in Italia (solo quelli censiti, eslusi i casi finiti in prescrizione)
800 morti per Mesotelioma solo a Casale.

Grazie però all'indulto votato dal Parlamento il 29 luglio 2006, gli imprenditori imputati hanno rifiutato di risarcire le ultime vittime (come invece avevano fatto fino a quel momento) in quanto ben consapevoli di non rischiare più di finire in carcere grazie allo sconto di pena.
Technorati : ,

21 settembre 2008

Nel torbido si pesca meglio

“Nel torbido si pesca meglio” è una celebre battuta di Tony Curtis in “Operazione sottoveste”. Curtis interpreta il ruolo di un ufficiale di marina, che grazie alle sue capacità di ladro, si ingegna nel recuperare i pezzi necessari al suo sottomarino.
Una simpatica canaglia, ma pur sempre un ladro.
E il torbido, la confusione e la tensione crescente servono ad altre meno simpatiche canaglie per “pescare meglio”.
Bisognerebbe chiedersi a chi giova mettere sotto pressione i sindacati; a chi giova aizzare tutto il caos mediatico (fessi noi che ne parliamo) contro prostitute, rom e immigrati. A chi giova aizzare le tensioni sociali di piazza come a Milano, o Roma.
A creare confusione, il torbido, appunto.

Meglio non far sapere ai cittadini la verità sul caso rifiuti in Campania (l'inchiesta Gomorra al nord, che per il momento porta alla perquisizione dei giornalisti che ne parlano), che in realtà coinvolte tutta l'Italia.
Dei rapporti mafia e politica raccontati da Lucarelli a Blu Notte.

Se li conosci ... Mario Borghezio



Se fossimo in un paese normale, un personaggio come Mario Borghezio sarebbe emargato, lui e il suo partito. Come per le Le Pen in Francia o per i partitini nazisti in Germania.
Lui e le sue uscite sugli imam, sui extracomunitari .... da parte di un esponete di spicco del partito della Lega Nord, europarlamentare.
In Germania la manifestazione contro la moschea viene vietata dal sindaco (non un comunista, ma un moderato). In Germania. In Italia siamo ancora a disquisire su male assoluto, fascismo si o fascismo no, tolleranza zero sugli immigrati, difesa della italianità (una nuova edizione della difesa della razza).

Pensavo a chi mi ricordava il buon Borghezio: lui e i suoi occhi da furbetto, avidi e diffidenti, come di persona abituata a vivere nel suo guscio e a temere tutti gli estranei. Terroni o bingo bongo che siano. Poi mi è venuta l'illuminazione: il personaggio del Righi di Amici Miei (su ibs), interpretato da Bernard Blier. Praticamente, separati dalla nascita.
Caro Borghezio, dopo tanti anni, tuo fratello è qui!

20 settembre 2008

La città perfetta di Angelo Petrella

La camorra, la faida tra le bande, il periodo delle occupazioni studentesche (la pantera), la seconda generazione della lotta armata, poliziotti corrotti e poliziotti da corrompere, una classe politica corrota e sullo sfondo la città di Napoli ...

E, di contorno, il grande vecchio, inteso come una super cupola che mette assieme servizi e potere politico in grasdo di manovrare indagini, spostare l'attenzione su quel gruppo criminale, deviare indagini, allentare le redini.

Un affresco brutale ma onesto della Napoli degli anni tra il 1990 e il 1992, tra il crollo del muro e la fine di Tangentopoli.
Un affresco assai diverso della Napoli da cartolina: qui tutto è reale, spietato, lucido.
Nei quartieri o soccombi o impari ad uccidere: "mmiezzo a via, aggio fatto 'o core cchiu tosto d''o cazzo" recita un verso di una canzone, che Petrella ha messo come nota a margine, una specie di soundtrack ideale del libro.

Napoli città perfetta dei delinquenti:
"In questa città si tira su pure la merda. Cambia la forma, ma la puzza è sempre la stessa. E' la città perfetta per i bastardi. Nessuno si rende ocnto che in superficie c'è solo la buccia, è qui sotto che si trova la polpa [nella fogna della città NDR], la parte meno marcia della mela. Napoli è rigida come un cadavere, ma nessuno si decide a seppellirla ".

La storia ruota attorno ai tre personaggi del libro: Sanguetta, un ragazzino cresciuto nei quartieri spagnoli, che assiste per caso alla morte di un poliziotto sporco, Gomez, ucciso dal Sarracino.
L'americano, il miglior amico di Gomez, che indagando sulla sua morte, incrocia la strada col boss Sarracino per cercare vendetta, ma diventa anche lui una pedina del Sistema criminale.
Infine Chimico, uno studente di 18 anni, impegnato in una occupazione (contro la privatizzazione delle scuole, lo smantellamento dell'istruzione pubblica): figlio di un sindacalista della CGIL.
La strada lo porterà verso la lotta armata e verso l'eversione.

Tre destini che si incrociano sotto l'occhio vigile di Omissis, strano personaggio dei servizi, capace di controllare ogni cosa che succede a Napoli (informazione è potere, sia per la polizia che per i boss).
In questo libro si parla di tante cose: della crisi del PCI dopo la svolta della bolognina; le rivolte studentesche, i sogni di rivoluzione contro i partiti, contro le istituzioni, contro una società vecchia e chiusa; la guerra tra i clan nei quartieri di Napoli, dopo la scomparsa dei grandi capi storici della camorra (Cutolo e la Nuova Camorra Organizzata).
I legami tra malavita politica e le forze dell'ordine.
La città perfetta rappresenta per Napoli quello che "Romanzo criminale" lo è per Roma: un racconto a più voci nel quale si viene buttati dentro una realtà dura, cinica e reale.
Non aspettatevi buoni o cattivi o la vittoria del bene sul male.
Non c'è spazio per sentimenti.
Buona lettura.

Per ordinare il libro su ibs.
Technorati:

Il male assoluto a Milano

Schifani in visita ad Auschwitz parla di male assoluto. Non è vero: il nazismo ha potuto diventare male assoluto perchè è penetrato all'interno della società, grazie ai "volenterosi carnefici del Fuhrer".
Il male assoluto era il comandante di Birkenau; che pianificava i viaggi sui vagoni piombati; il poliziotto che organizzava le retate contro le famiglie ebree e le buone famiglie italiane che vendevano gli ebrei per 5000 lire.

Male assoluto figlio di un razzismo da cui Hitler e Mussolino hanno solo attinto.E che oggi torna di gran moda.

Dopo il gran clamore dei primi giorni, con la condanna ai due baristi che hanno ucciso Abba, per futili motivi, oggi già è cambiato il vento.
Senti commenti del tipo:
"cosa ci faceva in giro a quell'ora ... in fondo era solo un ladro .. solidarietà ai baristi che si sono difesi ..".

Ecco, caro Schifani, non è necessario andare fino ad Auschwitz per cercare il male assoluto.
Legga cosa si dice oggi:

E' inutile che continuiamo a darci ragione ed esprimere solidarietà a chi ha difeso il proprio lavoro nonchè l'incolumità del figlio/padre in questa sede, si prende carta e penna e si scrivono due righe (magari anche nonime) a chi ora si trova a San Vittore (via Filangeri, Milano)...è molto più costruttivo...

contro ogni ipocrisia, sono contento che sia morto...

e tre! olidarieta' a chi lavora, e non ai ladri balordi!

biango basdardo io voleva solo biscotti

quanto rumore per un negro morto

Veramente...se crepava un italiano "qualunque"non gliene fregava niente a nessuno...che buffoni!Solidarietà ai due baristi!