31 marzo 2009

Cose che succedono in Germania

Su iniziativa del Ministro dell'Interno Wolfgang Schaeuble, la Germania mette al bando l'organizzazione neonazista "Heimattreue Deutsche Jugend". Secondo le autorita' tedesche, il gruppo avrebbe diffuso "l'ideologia razzista e il nazionalsocialismo". Da una serie di perquisizioni effettuate in mattinata tra Brandeburgo e Bassa Sassonia sono emersi opuscoli e materiale educativo per bambini sul tema della ''purezza del sangue'' e la ''minaccia alla sopravvivenza del popolo tedesco da parte degli ebrei e degli stranieri''.
In Italia, assisteremo alla giornata nera di Milano, nera in tutti i sensi.
FORZANUOVA vede nell'attuale problema dell'immigrazione una dolorosa ferita nella armoniosa convivenza dei popoli. Infatti, oltre ad essere un elemento di turbamento dell'ordine pubblico e di perdita di patrimoni culturali, l'immigrazione è un salasso d'energie umane per gli stessi popoli immigranti. Pertanto, vista la gravità e l'urgenza del problema, FORZANUOVA si batte per un blocco dell'immigrazione e per l'avvio di un umano rimpatrio degli immigrati.
Almeno il rimpatrio sarà umano. L'unico aspetto che posso arrivare a condividere è che l'immigrazione clandestina causa migliaia di morti nel mare. Ultimo caso, il naugragio di oggi al largo della Libia, con oltre 300 dispersi.
Poi ci sono anche
i casi che G. Stella ricorda oggi sul corriere: le persone che scappano dalla guerra come il piccolo Alidad, cui noi sbattiamo la porta in faccia.
Al raduno è prevista la partecipazione dei neonazisti tedeschi della Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Npd), dei neofascisti inglesi del British National Party (Bnp) e di quelli francesi del Front National (Fn).

Tra gli altri punti di FN, tra l'altro, anche l'abolizione delle leggi Scelba e Mancino.

La caccia

La scoperta del sito che schedava i poliziotti in borghese, suscita reazioni da parte delle forze dell'ordine, della magistratura e della politica.Capisco le reazioni dei primi, meno le seconde.
Se la legge per chiudere il sito (che non voglio nominare) che schedava i poliziotti esiste già, perchè crearne altre? Per limitare internet?
I reati imputabili:
I profili perseguibili potrebbero essere quelli di violazione della privacy, con l'esposizione di immagini senza aver chiesto il consenso della persona ritratta, e di istigazione a delinquere, con l'invito ai cittadini della rete a pubblicare dati identificativi del membri delle forze dell'ordine.

Secondo: si sta creando un clima da "giustizia" fai date che non fa bene allo stato cioè a noi.
Da una parte si sente parlare di " sporco lavoro " di polizia borghese ..

Dall'altra si cerca di restituire pan per focaccia, con un blog di "Caccia all'anarchico insurrezionalista delinquente devastatore di citta'!", di cui si parla anche sul forum del sindacato di polizia.
Mi ritornano le pagine del libro di Bonini, Acab: dove la violenza delle strade entrava scatenava altra violenza di reazione da parte degli agenti. Violenza che assorbita quotidianamente a piccole dosi, ti entra dentro ..

In uno stato democratico non si deve aver paura della polizia in borghese, infiltrata. Con questi strumenti si è combattuto e si combatte la mafia, il terrorismo nero o rosso.
Semmai mi preoccupano certe notizie, come quella per cui a molti agenti sarebbe stato chiesto di anticipare le spese per la trasferta al G8. Come se fosse una gita di piacere. Ieri sera Maroni smentiva la notizia.
Ecco, su questo bisognerebbe discutere.

Il lupo perde il pelo ..

... ma non il vizio.
Questa battuta è troppo scontata. Scusate.
Ma leggere che Mario Chiesa è nuovamente arrestato per tangenti, è troppo.
Sarà l'aria nuova che si repsira, lo sdoganamento di Tangentopoli ....

Il gioco a incastri

Riotta finisce al Sole 24 ore.
Lo ha deciso il patto di sindacato della Rcs Mediagroup figurano Mediobanca, Fiat, Gruppo Italmobiliare, Fonsai, Assicurazioni Generali, Diego della Valle, Pirelli, Intesa SanPaolo, Sinpar, Francesco Merloni, Mittel, Eridano Finanziaria ed Edison.

Domanda: chi finirà al TG1?

30 marzo 2009

Il silenzio (sulla mafia)

Parola di uno sbirro antimafia, che si fa chiamare Gianni Palagonia: le prime righe del suo libro "Il silenzio".
In Sicilia non si ammazza più, e questa è la cosa più grave, il termometro per capire che le cose per la mafia vanno bene. Non si uccide, e tutti pensano che dopo qualche arresto eccellente la mafia sia stata sconfitta.
Ma qui lo sanno anche i bambini che quando c'è troppo silenzio è perchè gli affari tirano.Ormai le bande hanno imparato la lezione, sanno che il migliore amico può diventare il tuo carnefice e hanno cambiato strategia. Lavorano a compartimenti stagni: se uno si pente può far arrestare cinque persone, non più cento come prima. E' un modello reticolare, postgerarchico.

Negli ultimi dieci anni noi inquirenti non abbiamo fatto quello che ci dicevano i pentiti, perdendo il contatto con il territorio. con i confidenti, con la strada, e adesso è di nuovo buio.Ci vorranno anni prima di capire che diamine sta accadendo, cosa fa la nuova mafia.Le loro parole d'ordine oggi sono riciclaggio, investimenti, negozi, alberghi.
E poi la borsa, la ripresa dell'edilizia, i grandi appalti, e soprattutto la politica. Prestanome, teste di legno, la verità è che con la mafia si vive tutti i giorni.
Può essere il ragazzo secco secco che ti pianta la pistola dritta in faccia, ma più spesso è un tizio con la pancia e la testa pelata, la cravatta, e nella giacca solo la penna per firmare assegni e atti notarili.
Technorati:

Ribellatevi (alla mafia) ma non troppo

Il corriere ha messo casualmente le notizie una sotto l'altra.
Fini ai ragazzi "ribellatevi alla mafia".
Con che armi? Con quali strumenti, in una regione dove non si hanno opportunità di lavoro?

Pino Maniaci rinviato a giudizio perchè faceva il giornalista abusivo.
Abusivo come i lavavetro, contro i writer, contro cui "tolleranza zero".
Se c'è un modo per non fare antimafia, è questo.

Soldi veri per pochi

Vi ricordate la richiesta del presidente di Confindustria al presidente del consiglio e al governo? Soldi veri per le imprese?
Il giorno dopo l'incontro, i soldi veri erano arrivati.

Poi leggi la notizia sulle imprese vincitrici degli appalti per la Maddalena.
I tecnici della struttura di missione, il braccio operativo del commissario del G8 Guido Bertolaso, stanno verificando le carte, ma l’esito è scontato: la gara per la gestione dell’ex arsenale, oggi trasformato in struttura ricettiva (hotel, centro congressi, porto turistico), la vincerà Mita resort, una srl controllata da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e da Andrea Donà dalle Rose, unico proprietario di Marzotto spa, gruppo leader nel tessile.

Libera, neutrale, trasparente

Libera, neutrale, trasparente: la raccomandazione approvata dal Parlamento Europeo .

Internet come importante strumento di emancipazione degli utilizzatori e come straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva lottando contro le due nuove sfide dell'analfabetismo elettronico e dell'esclusione democratica nell'era elettronica. Sono queste alcune delle suggestioni ed indicazioni con le quali si apre la Raccomandazione del Parlamento Europeo al Consiglio.

Difficile non fare paragoni con la situazione italiana, con le varie proposte D'Alia, Carlucci e Barbareschi.

Report: L'inganno

Se la puntata dedicata al lascito di scorie del nucleare italiano non vi ha spaventato abbastanza e siete ancora convinti della soluzione del nucleare, riguardatevi l'inchiesta di Michele Buono "L'inganno".

Il titolo non è a caso: l'inganno sulla presunta sicurezza del nucleare, il rischio tollerabile, gli studi sui rischi all'esposizione giornaliera che non ci sono e, se vengono fatti, parlano di rischio leucemia superiore alla media.
L'ente delle Nazioni Unite, OMS, che dovrebbe controllare sulla slaute, che addirittura avrebbe censurato rapporti, come quello relativo alla Conferenza di Kiev del 2001, sugli effetti dell'incidente di Chernobyl. Di chi ti devi fidare?
Dell'agenzia per il nucleare, la AIEA, che sidovrebbe occupare di sicurezza, ma che in realtà sembra abbia più a cuore la diffusione degli impianti nucleari nel mondo?
Il giornalita di Report è andato in Germania e in Francia, per capire che aria tira: non è vero che le centrali sono sicure, che non ci sono incidenti, che insomma c'è un "il rischio accettabile". Il rischio è accettabile per il governo e per le imprese: solo un calcolo statistico che tollera un certo numero "ragionevole" di morti (silenziose) in tot anni.

Ma non è mostruoso tutto questo?Se non ci fossero le contro analisi di CRIIRAD (un ente indipendente), nemmeno sapremmo che le emissioni "negoziate" finiscono nel cibo, nel vino, nell'acqua.
Nel Germania, nel 2002, il governo ha proibito investimenti nel nucleare. Ma il governo Merkel ha voluto vederci chiaro, sulla vita attorno alle centrali. E lo studio ha riscontrato un tasso 4 volte più alto di Leucemia. Come a Kruemmel.

Poi c'è il problema scorie.
Come hanno fatto in Francia? E in Germania?
Sono sicuri i loro siti?La risposta è no. Ad Asse avevano lasciati i fusti nelle miniere del sale. Peccato che poi sia arrivata l'acqua della falda, non prevista dai geologi.In Francia ancora oggi ci si arrangia, le si lascia "provvisoriamente" sotto terra, da qualche parte.

La dipendenza energetica.
Report ha sfatato anche il falso per cui col nucleare ci sarebbe l'indipendenza energetica (slogan ripetutto pappagallescamente dai nostri cai politici). Non è vero: lo testimoniano i dati di Francia, Stati Uniti, dove col nucleare sono aumentate le emissioni di CO2.
Dove hanno dovuto riesumare persine vecchie centrali a petrolio.
Si dice che la Francia sia al 40% per il nucleare: falso anche questo (almeno a seconda di quanto riportava la trasmissione). Una cifra gonfiata ad arte per non danneggiare le aziende che investono nel nucleare, come la Areva.
L'Italia sarebbe poi dipendente dalla Francia per il combustibile, per gli impianti, per il nucleare.

C'è un bell'articolo, sul Corriere di ieri, che parla del viaggio in Africa di Sarkozy, per firmare due accordi sullo sfruttamento delle miniere di uranio in Niger, Repubblica democratica del Congo e nella Repubblica del Congo. La Francia è accusata di aver promosso e aiutato le peggiori dittature africane per il nucleare.Areva non vuole ammettere le proprie responsabilità: eppure i ricercatori di CRIIRAD hanno controllato i depositi di attrezzi lasciati incustoditi all'aria aperta, fuori dalle miniere. Sono contaminati da raggi Gamma.

L'accordo Italia Francia.
Non sta scritto da nessuna parte che l'Italia costruirà 4 centrali
: almeno non è scritto nell'accordo con Sarkozy. Si parla solo di un accordo, per uno sviluppo di un piano comune sul nucleare, quando l'iter legislativo permetterà il nucleare in Italia.Dopo aver visto questo, spero mai.
Certo, i siti di stoccaggio potrebbero essere posti sotto vincolo di segreto di stato (nemmeno le autorità sanitarie sarebbero informate).
Certo, la Edf (la Enel francese) certifica i propri impianti come sicuri, persino dalle cadute di aereo.Ma non è vero: Stephan Lhomme di (sortir du nucleaire) ha "rubato" un documento confidenziale di Edf che parla di "copertura ragionevole del rischio". Come giocano questi bambini con le parole!

La borsa eletronica.
L'ultima bufala (nucleare) riguarda il risparmio in bolletta. Nemmeno col nucleare psenderemmo di meno: dal 2004 in Italia esiste la borsa eletronica, controllata dalle aziende prodruttrici.Che pilotano l'erogazione di energia, per spuntare il prezzo più alto, ai danni del consumatore. Basterebbe uscire dal mercato oligopolista, governato dall'Enel col beneplacito dello stato, che in questo caso fa più gli interessi del monopolista che non dei contribuenti.

E allora, cosa facciamo?
Basterebbe cambiare modello, come già Report ha raccontato.
Il comune di Alessandria lo ha fatto: fonti rinnovabili, minori sprechi, centrali a Biomassa vicono ai quartieri.Si può fare, e a chi dice il contrario, invitatelo a guardarsi Report.
Technorati:

29 marzo 2009

Alcune domandine

Alcune domandine. Magari qualcuno mi sa rispondere.

Mi ha sorpreso vedere ad Annozero, che l'onorevole Maurizio Lupi era in grado di ribattere (e avere la sentenza del tribunale di Tempio Pausania) a Travaglio del (presunto?) abuso di Villa Certosa. Preveggenza?

Come mai nessuno ha chiesto a Corrado Formigli qualche chiarimento sul suo servizio dove mostrava un cantiere (di un certo assessore regionale) dove alcuni operai lavorerebbero in nero? Possibile? Spero che la redazione chiarisca quanto mostrato.

Il caso Genchi: ieri molti italiani anzichè celebrare il nuovo che avanza hanno manifestato la propria solidarietà a Gioacchino Genchi, davanti alle questure.

Sotto processo per aver spiato gli italiani. Come la Telecom.
Oppure la verità è ben diversa, come spiega Benny Calasanzio.

Passione reporter di Daniele Biacchessi

Per non dimenticare
Ilaria Alpi (Roma, 1961 - Mogadiscio, 1994)
Raffaele Ciriello (Venosa, 1959 - Ramallah, 2002)
Maria Grazia Cutuli (Catania, 1962 - Kabul, 2001)
Antonio Russo (Francavilla al Mare, 1960 - Tbilisi, 2000)
Enzo Baldoni (Città di Castello, 1948 - Najaf, 2004)

Dovremmo essere veramente grati nei confronti dei giornalisti che decidono di lasciare le comode stanze dei giornali, per andare a raccontarci gli scenari di guerra internazionali. Lasciare poltrone, aria condizionata, moquette per andare nelle zone più pericolose del pianeta, in prima linea, per mostrarci il vero volto della guerra. Che non è una esportazione della democrazia. Le cui vittime civili non sono degli effetti collaterali.
La guerra è guerra: morte, distruzione, ricostruzione. Affari sporchi nascosti dietro missioni umanitarie: traffici di armi, di rifiuti.

Come per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio nel 1994. Mentre investigavano sugli sporchi affari di armi e rifiuti tossici (come la diossina della Icmesa di Seveso) che coinvolgevano esponenti dei servizi, armatori e faccendieri (gli eterni faccendieri) italiani. Uccisi in un agguato che intendeva eliminare questi due scomodi, altro che giornalisti in vacanza, come cercò di raccontare la commissione parlamentare di inchiesta.

Anche Raffaele Ciriello aveva uno scopo, in terra di Palestina, a Ramallah in Cisgiordania: raccontare tramite le sue foto dell'oppressione dell'esercito isreliano nei confronti della resistenza e della popolazione civile palestinese. Un omicidio su cui non c'è mia stata la volontà politica di fare giustizia, nei confronti dei militari responsabili.

Maria Grazia Cutuli, uccisa durante un agguato sulla strada per Kabul, nel 2001, durante la campagna militare contro i talebani (battaglia tra l'altro, ancora in corso). Testimone scomoda di una scoperta sconcertante: delle fialette di Sarin, in un deposito abbandonato dai talebani e misteriosamente lasciato intatto dai bombardamenti delle forze alleate. Uccisa, assieme ai suoi compagni, per dare un messaggio preciso agli stati impegnati nella guerra contro i talebani.

Antonio Russo, giornalista Free Lance e collaboratore di Radio Radicale, stava raccontando su quello che succedeva in Cecenia. Dopo aver girato il mondo, dall'estremo oriente all'Africa. Il suo punto di vista è sempre quello della popolazione, la vittima silenziosa di tutte le guerre.
Ucciso e probabilmente torturato: un omicidio dietro cui potrebbe celarsi la presenza dei servizi segreti russi.

Infine Enzo Baldoni: ucciso in Iraq nel 2004 e il cui cadavere non è maistato restituito alla famiglia (quanto si è impegnato in merito il governo, anzi i governi italiani?).
Baldoni, a differenza degli altri personaggi, non è un giornalista né un fotografo. È solo un copywriter: in comune con gli altri ha solo la passione per il viaggio, la voglia di raccontare e scrivere le cose che vede (nome in codice Zonker). E che ha riportato nel suo blog famoso Bloghdad.
Un uomo di pace, di solidarietà, il suo rapimento avviene mentre consegna medicinali a Baghdad, con la Croce Rossa.

Di tutte queste persone si è detto che se la sono cercata, cosa sono andate a fare lì, a rischiare la propria vita, a mettere in difficoltà il governo, a cercar le luci della notorietà …
Eppure senza le loro voci, senza i loro articoli, cosa sapremmo degli aspetti poco noti, chiari che si celano dietro le guerre. Reporter che raccontano storie dietro gli orrori , anche se la frontiera che separa il conflitto dalla vita di tutti i giorni è sempre più sottile. Informazione e investigazione, che spesso si scontrano con deviazioni, ostacoli, depistaggi, tentativi di controllo e manipolazione messi in atto dagli apparati militari, dalle agenzie di spionaggio e controspionaggio degli stati. Del potere politico.

Alcuni link per approfondimenti.
Ilaria Alpi
La notizia della morte, del TG3 da parte di Flavio Fusi. Ogni volta mi vengono le lacrime …
Il sito di Ilaria Alpi.
Il caso Alpi.
Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria e Miran.

Raffaele Ciriello
Welcome to Postcards
From Hell !
Wikipedia Raffaele Ciriello.

Maria Grazia Cutuli
Wikipedia: Maria Grazia Cutuli.
La notizia della morte sul corriere.
Il sito che la ricorda.

Antonio Russo

Wikipedia Antonio Russo.
Radical Party.
Il reporter e' stato ucciso dai servizi segreti di putin?

Enzo Baldoni
La voce su wikipedia.
Il suo blog Bloghdad.
Il teatro civile di Daniele Biaccessi.
Il post sul blog dell'editore Chiarelettere.
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Technorati:

L'uomo della provvidenza

“E' l'uomo della provvidenza”.
L'uomo che parlava dal palco della convention del popolo della libertà, il presidente del Consiglio, il leader del neonato partito (il nuovo che avanza che assomiglia tanto al vecchio del passato), il possessore di televisioni e giornali veniva così considerato da un giovane delegato umbro.
Che ingenuamente non si rendeva conto della gaffe fatta.
D'altronde il nuovo partito ha fatto carta straccia delle fondamenta della nostra repubblica e della Costituzione: via l'antifascismo, via tutto l'equilibrio di poteri, separati in esecutivo, legislativo e giudiziario.
“Più governo e meno parlamento”, un altro slogan sentito.
“Siamo il partito del fare”.
“Più mamme al lavoro, meno femministe in TV”.

Un un grandissimo show mediatico:televisioni, giornali, telegiornali stanno celebrando la nascita, a canale unico a volte, del neonato Partito del Popolo della Libertà.
Non capisco cosa ci sia da celebrare, cosa ci sia di nuovo, di innovativo: le idee? I valori, gli slogan?
Questo partito nasce con l'impronta e le idee del suo leader, al di fuori di cui il diluvio. Nasce già vecchio: venerdì Berlusconi ha tirato fuori i cari e vecchi argomenti delle sue campagne elettorali. I gulag russi, i comunisti che non cambiano mai, Tangentopoli e le toghe rosse che hanno risparmiato il PCI.
A parte che detto dal miglior amico di Putin e Gheddafi, certe affermazioni fanno quasi ridere, mi viene da credere chi creda ancora a queste balle.
Un partito così vecchio che ha bisogno di rimpinzare di giovanotti e belle ragazze le prime file, per nascondere le solite facce.
Erano così fieri dei giovani, da averli messi in una zona gialla, al riparo dalle domande di qualche giornalista comunista.
Giovani che parlano di meritocrazia, cultura valori..... In un partito in cui si scambia il dibattito col monologo del capo (che avrà parola su tutte le nomine); in cui l'unica voce stonata è quella di Fini, in cui l'ovazione del leader fa impallidire il più spudorato fantozzismo.

D'altronde non era forse “Giovinezza” l'inno di quell'altro partito così di moda tanti anni fa? Anche quello si rifaceva a modelli giovanilistici.
Anche quello usava parole come rivoluzione: come la rivoluzione liberale sempre annunciata dal centrodestra e mai realizzata.
Anche allora (come oggi) si arringava contro il nemico esterno, per nascondere i problemi interni.
Cosa scriveranno i 1000 giornalisti (su 9000 delegati) dell'evento?

Non lo so. So che per cambiare linea, orizzonti, per sentire un'altra musica, basterebbe leggere qualche articolo di giornali esteri sull'Italia.
Come il Washington Post che parla della penetrazione mafiosa nell'economia italiana (articolo cui ha risposto il nostro ambasciatore).
El pais che definisce il presidente del Consiglio “uno dei più sinistri dirigenti europei”.
Die Zeit che parla delle potenza della mafia italiana che si allarga sempre più un Europa.

Sentiamoli gli slogan, i coretti, le voci: noi siamo l'ottimismo, la speranza, il futuro, la difesa della legalità, chi lotta contro chi si oppone alle riforme (Brunetta intendeva i sindacati).
Bene: chiedetelo ai lavoratori del Sulcis, come son contenti.
Oppure ai 2000 lavoratori di Porto Marghera, che grazie al disimpegno dell'Eni nel settore della chimica in Italia.
Forse a loro lo spettacolo non è arrivato bene. Tutta colpa del digitale.
Tutto cambia affinchè nulla deve cambiare. E oggi ne abbiamo avuto un esempio.

27 marzo 2009

Le leggi sulla Sicurezza sul lavoro

La legge sulla "Sicurezza sul lavoro" è ovviamente unica. Diverse le interpretazioni sui giornali.
Versione
Il Giornale:
Il governo ha approvato in via preliminare il dl per la sicurezza sul lavoro. Il testo passa ora alla conferenza Stato-regioni. Previsto l'arresto per il datore di lavoro e sanzioni pecuniarie più pesanti del 50%. Il ministro Sacconi: "La norma è perfezionabile ma niente toni esasperati".
Versione Repubblica:
Sacconi ha aggiunto che non accetterà "un linguaggio esasperato e reagirò coin molta forza". Poi, però, tornando sulle sanzioni ha spiegato che ci sono stati cambiamenti perché quelle di prima erano "irrazionali": "Rispetto al Testo Unico qualche volta la sanzione è di più, qualche volta è di meno".
Versione Unità:
E allora ecco che al posto della «reiterazione» di una inadempienza arriva la «plurima violazione». Qual è la differenza? È presto detta: per chiudere un cantiere non basterà che al secondo controllo rimangono delle irregolarità. Ora dovrà esserci un terzo controllo e solo se l’impresa non avrà sanato le contestazioni allora scatterà il sequestro. Le sanzioni pecuniarie saranno diminuite della metà addirittura rispetto alla legge 626 del 1994 e quindi di quasi tre volte rispetto al Testo unico ora in vigore.
Un altro capitolo riguarda la cosiddetta «cartella rischio personale». Si tratta di quel documento che racchiude la storia sanitaria di un lavoratore. Se un interinale passa da un cantiere all’altro, consultando questa cartella l’impresa sa che dovrà evitare di mettere, ad esempio, un ragazzo pieno di fratture su un traliccio. Se la norma verrà cancellata questo non accadrà più e il rischio incidenti aumenterà. Per ultimo, spazio alla bilateralità: i controlli saranno sostituiti da accordi fra imprese e lavoratori.

Il sol dell'avvenire di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone

Il film sulla nascita delle Brigate Rosse, di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone.
Il DVD + libro è edito da
Chiarelettere e verrà trasmesso secondo questa programmazione.
Forse, se ancora oggi le Br fanno paura, se l'argomento terrorismo è ancora tabù, è perchè della loro nascita e della loro storia, non si fa informazione.

Il film su Guido Rossa non viene trasmesso dalla Rai.
Tante fiction su mafia e antimafia, specie nelle ricorrenze, ma poco o nulla su Curcio, Franceschini, Mara Cagol, Moretti.

Scrive Fasanella sul blog:
Questo è innanzitutto il diario di un lungo ostracismo contro un film ritenuto «politicamente scorretto». Certo, sapevamo che era un’operazione a rischio, come tutte le operazioni che affrontano per la prima volta temi a lungo rimossi. Ma chi poteva immaginare che saremmo stati costretti a difenderci ancor prima che il film uscisse nelle sale?È bastato un semplice annuncio del tema trattato perché contro Il sol dell’avvenire si scatenasse una vera e propria guerra preventiva, combattuta dai nostri nemici a volte in modo subdolo e silenzioso, a volte in modo assordante e in campo aperto. Un ministro della Repubblica, politici di destra e di sinistra, familiari di vittime del terrorismo, giornalisti e intellettuali sono scattati contro il film prima ancora di averlo visto. Come mossi da un riflesso condizionato, pretendendo di avere una sorta di esclusiva sul dolore, sul diritto all’indignazione e sulla corretta interpretazione storica.

Forse, se vogliamo metterci questo passato alle spalle, se vogliamo chiudere i conti, dobbiamo prima sapere e conoscere la nostra storia.
Il link per comprare il DVD su ibs.
Il trailer:

Annozero: tutti a casa!

Annozero: tutti a casa.
Il piano casa (vero o presunto), servirà a rilanciare l'economia, preservando l'ambiente, senza alcuna speculazione, oppure sarà un condono edilizio legalizzato?
E così necessario il ricorso al decreto legge?
Tante domande, e poche risposte.

Prima cosa: i condoni non servono e sono anche dannosi. Non rimpinzano le casse dello stato, che deve spendere più di quanto incassa. Rovinano l'ambiente e mettono a rischio sicurezza l'ambiente. Passano sopra ai poteri delle regioni (almeno nella prima bozza), come spiegava Vendola.
A partire dai condoni di Craxi fino a quelli di Berlusconi.

Se poi a Villa Certosa, in Sardegna, Berlusconi sia stato assolto (versione Lupi, sul punto B dei reati che erano imputati), oppure condannato (versione Travaglio, sui punti A, ...), poco importa. Senze le sue leggi, quella villa così, non poteva farsela. Tra l'altro, un filone della causa (tra la Idra e la Sochip) è ancora in corso.

Secondo: di fronte alla grave crisi, mondiale, in Italia e anche in Sardegna, siamo sicuri che il piano casa (per decreto legge) serva a qualcosa?
Di certo non ai lavoratori del Sulcis, i 1700 della Euroallumina, che han creduto alla promesse di Berlusconi e Cappellacci sullo sviluppo e sul posto di lavoro e ora si ritrovano in Cassa Integrazione.
Come Monica "ci avete detto per chi votare .. ci avete fregato per l'ennessima volta .. vogliamo il lavoro".

Saranno forse contenti i vip della Costa Smerlanda, di Porto Rotondo, di Golfo degli aranci: i costruttori come l'assessore Ketty Corona.

Cappellacci ha garantito che il piano Soru di protezione delle coste non verrà toccato. Ma ... Qualcuno, come mostrava il servizio di Formigli, si sta portando avanti: tanto chi controlla?
1700 case in Sardegna sono case fantasma, in Sardegna.
2 milioni in tutta Italia.1,4 miliardi di euro sono le mancate tasse per gli abusi edilizi.

Ferruccio Sansa, autore del "Partito del Cemento" (anche in Sardegna valgono le tre m, mattone, massoneria e medicina) raccontava uno scenario nemmeno troppo impossibile: si sta creando una bolla edilizia per cui si costruiranno tante case vuote che nessuno si potrà comprare.E che metterà in crisi le imprese edilizie e quelle della filiera.
Verrà realizzato il complesso di Costa turchese, dunque? A sentire le persone di Porto Rotondo, i villaggi turistici non portano ricchezze alla popolazione locale. Sono enti autosufficienti, in cui anche il personale arriva da fuori.Allora, di cosa stiamo parlando?

Del piano casa, nella parte dell'edilizia popolare? Dei 500 milioni che erano stati messi da parte dal governo Prodi e che oggi vengono ritirati fuori?
Interessante è stata la definizione di libertà, data dai politici in studio: la definizione di Vendola, dove libertà è libertà dalla miseria, dalla paura, dalla precarietà.
C'è anche la definizione di libertà del popolo della libertà, che nei prossimi giorni si riunisce per formare il nuovo partito. Libertà di fare gli abusi, ma senza violare le leggi?
Gli abusi in Sardegna, nel servizio di Bertazzoni.
Corrado Formigli e la Costa Smeralda.
Technorati:

26 marzo 2009

Grandi opere, grandi affari


Expo, ponte sullo stretto, TAV.
Dietro le grandi opere, spesso si cela la mano (armata) delle mafie. Un'azienda che pare non sentire la crisi. Un potere di cui spesso ci dimentichiamo, come sosttolineava nel suo splendido intervento
Roberto Saviano ieri sera.

Parliamo dei lavori per l'Expo a Milano, dove ancora non abbiamo capito se la commissione antimafia
si farà o no.

Sentiamo cosa dice il procuratore Ingroia.
L'antimafia:Expo a rischio 'ndrangheta
«Gli amministratori del Nord sono mai venuti da lei per chiederle consigli a chiedere che strumenti adottare per evitare queste situazioni?».
La risposta di Ingroia è secca:
«No. Mi pare piuttosto che l'approccio degli amministratori del Nord sia, come al solito, di sottovalutazione e convivenza: sottovalutazione, nel senso che si pensa che le organizzazioni e la criminalità organizzata siano fronteggiabili con l'azione della sola magistratura, senza il sostegno della pubblica amministrazione; convivenza, perché si pensa che un' eventuale presenza di interessi mafiosi sia compatibile con il sistema, senza capire che più tolleri la presenza della mafia e più la mafia ti toglie spazio e ti trasforma in suo strumento».

Passiamo al ponte della Impregilo a Messina: chi si ricorda oggi delle zone d'ombra della gara di appalto?
la partecipazione alla fase di pre-qualifica per la progettazione e realizzazione del Ponte di una società su cui sarebbe stato rilevante il controllo di una delle più potenti organizzazioni mafiose nordamericane. Poi, tutte da comprendere ancora oggi, le ragioni delle improvvise defezioni dei grandi gruppi esteri proprio alla vigilia dell’apertura delle buste. E ci sono gli innumerevoli conflitti d'interesse sorti nelle relazioni tra la società concessionaria, le aziende in corsa per il general contractor (1) e i gruppi azionari di riferimento. Per non dimenticare l’inserimento di clausole contrattuali più che benevoli con i vincitori e che prevedono una penale stratosferica (il 10% dell’importo totale più le spese già affrontate) in caso di recesso da parte dello Stato dopo la definitiva approvazione dell’opera. In ultimo l’ingiustificato ribasso del 12,33% praticato dalla cordata guidata da Impregilo (pari a 500 milioni di euro su una base d'asta di circa 4 miliardi e 425 milioni), oggetto di ricorso presso il TAR Lazio da parte del raggruppamento avversario con mandataria Astaldi.

L'unico modo per combattere la mafia è evitare il silenzio, la rassegnazione, il voler guardare dall'altra parte. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso.

Con Roberto Saviano

"Saviano verrà ucciso quando finirà nel dimenticatoio"
[dichiarazione di Carmine Schiavone a Il Tempo del 14/1]

E l'unico modo per impedire ciò, è impedire che l'attenzione cali, che l'indignazione lasci il passo all'indifferenza.
Nella serata speciale di Che tempo che fa, Saviano ci ha parlato del linguaggio dei media sui clan: come vengono raccontati i fatti di cronaca, come vengono presentati i boss e le vittime.
A cominciare dai soprannomi: nessun titolo de Il Corriere di Caserta riporta i boss col loro nome.
I boss vengono chiamati bin Laden, Sandokan, 'o sceriffo, 'o cappotto, 'o padrino. Chi legge questi nomi e non abita nella terra dei casalesi non capisce, ma per gli altri si crea una sorta di intimità, un legame speciale.

Negli articolo in cui si parla delle condanne, ai nomi anagrafici si associa la colonna dei soprannomi: dietro un soprannome come "'u urpacchiello", che fa magari ridere, c'è qualcosa di feroce.
C'è gente che delinque: nella terra dei clan ci sono 1 o 2 morti al giorno eppure queste notizie non arrivano sui giornali nazionali.

L'informazione nei giornali locali.
Come viene data l'informazione sui quotidiani locali? I titoli usati dicono tanto dei luoghi di cui parliamo.
"stupra donna sposata". Il crimine è perchè la donna era sposata.
"giustiziato sindacalista". Si da per scontato che esiste un potere diverso dallo stato, in grado di fare giustizia.
"Pirolo, la corte assolve l'infame". Pirolo è un collaboratore di giustizia. Ma è chiamato infame.

Dante Passarelli era un imprenditore di mafia: la magistratura lo mette sotto inchiesta e ne congela i beni.
"Passarelli, tragedia alla Ipam".
I clan, dopo il sequestro, lo uccidono: nessun perdono al manager che sbaglia, che ha fatto un errore.
E' sbagliato pensare che queste siano storie che non ci riguardano; storie che capitano in luoghi lontani, che danno pure fastidio. I casalesi investono al nord, nelle imprese di costruzione, inquinano l'economia di tutto il paese.

I titoli parlano, a modo loro, di una guerra quotidiana. Una guerra che nemmeno ci sfiora.

Le foto e le immagini della guerra.
Le immagini dei funerali di Ciro (ucciso dopo una rapina a 17 anni) e Emanuele (morto in un cantiere dove lavorava in nero), con iragazzini che portano la bara e che danno gas coi motorini.
Sia che tu faccia la scelta giusta o quella sbagliata, spesso il destino è lo stesso. La guerra non è solo nelle strade, anche nei cantieri.

E a morire sono ragazzi che non hanno colpe come Annalisa Durante, uccisa a Forcella.Come si reagisce a queste morti: con rassegnazione (è sempre stata così e sempre così continuerà); con insofferenza (sono fatti che riguardano il sud).
Eppure testimoniano di un potere criminale che ha in mano un pezzo d'Italia: un potere criminale che condiziona la vita delle persone. Si vive male con la camorra ...Che futuro ha una generazione che cresce con queste morti per le strade: che lezione apprendono i bambini dalle morti coperte da un lenzuolo?

Lettere dal carcere.
Se la cronaca della guerra non arriva sui giornali, arrivano invece le lettere di un boss, come Salvatore Schiavone condannato al 41 bis alla Gazzetta di Caserta.
Una lettera dove si attaccano i pentiti ".. forse un giorno scriveremo un libro sui pentiti e ci divertiremo".
Lettera cui l'editore ha avuto il coraggio di rispondere "signor Schiavone, la ringrazio per la sua stima ...".

Potere criminale.Qualcuno si è indignato per questa lettera?

Il dolore.
"Tommaso, il dolore del boss". Cosa c'entrano i boss con la vicenda di Tommy? E' un messaggio: i boss dicono che ci penseranno loro a ritorvare il piccolo Tommy. E il boss fa sapere che soffre. Questo è il dolore che arriva sui giornali, non quello delle vittime.

Come Salvatore Nuvoletta. carabiniere di 20 anni ucciso dal clan.

La politica.
La politica non ne parla della mafia e dei clan, se non per lanciare slogan. Eppure del legame tra politica e clan ce ne sarebbe da dire.

"Sandokan controlla 40000 voti". Controlla ora, non ieri.
"Sindaco morirai, la camorra alza il tiro".
Perchè se da una parte non se ne parla, i pochi politici che scelgono di affrontare la camorra, devono fronteggiare un potere cirminale con il PIL di uno stato. La cosa pià grave che può fare la politica, è scegliere il silenzio.

La diffamazione.
La mafia e la camorra ti uccidono non solo con le pallottole, ma anche andando a diffamarti.
Come con Salvatore Nuvoletta: perchè nessun giornale nazionale ha parlato di questo carabienire di 20 anni ucciso perchè ritenuto colpevole della morte di un nipote di un boss?
Perchè porta lo stesso cognome di una famiglia di camorra, i Nuvoletta di Marano. E qualcuno ha iniziato a far girare la voce che er aparente di quei Nuvoletta. E i giornali hanno dato la notizia, senza controllare.

Stessa tecnica usata con Don Peppino Diana:"Don Diana a letto con due donne"."Don Peppe Diana era un camorrista".
Quale è il messaggio? Siamo tutti uguali in terra di camorra. E' tutto uno schifo e chi cerca di differenziarsi lo fa per interesse personale.
Giornali che dei boss scrivono titoli come "Boss playboy, De Falco re degli sciupafemmine".
De Falco il mandante dell'omicidio di Don Diana.
"Era l'orgoglio di zio Sandokan". Dedicato ad un nipote di Schiavone, arrestato da un maresciallo infiltrato.

Come per Saviano, anche lui diffamato, anche lui criticato, che vive da 3 anni sotto scorta.Si è arricchito. Ha usato articoli e informazioni di altri. Poi scopri che l'editore di uno di questi giornali è finito sotto indagine per estorsione.

Il silenzio uccide, come certi titoli di giornali. E noi dobbiamo fare nostre le parole di Don Peppino Diana: "per amore del mio popolo non tacerò".

Dacci oggi la nostra inaugurazione quotidiana

Il presidente del Consiglio, col suo codazzo di portaborse, sottosegretari, ministro sorridenti, inaugurerà l'inceneritore di Acerra. Incurante delle proteste dei cittadini.
Della mancata benedizione del vescovo.

Importa qualcosa al signor presidente dei rischi (che nessuno vuol vedere) dell'inceneritore?Del fatto che Acerra è il simbolo dello spreco dei soldi pubblici?
Che l'azienda costruttrice, la Impregilo, avrebbe dovuto terminare i lavori anni fa.

Che l'azienda sia finita sotto inchiesta per le ecoballe, e per l'alta velocità Bologna Firenze: ma la colpa è, al solito dei magistrati, definiti una metastasi."E' qualcosa di patologico, una metastasi del nostro paese contro cui dobbiamo reagire perche' c'e' qualcuno che usa la legge come un Moloch che deve colpire".
Importa qualcosa che l'impianto funzionerà bene, senza recar danni all'ambiente e alle persone?

Ragazzi, non state con le mani in mani, lo stimolo del cavaliere: fate come me, smebra dire.Una inaugurazione qui, una là. Una candidatura in Europa (dove non metterà piede).
E domani è un altro giorno, pronti per un altro mega spot.

25 marzo 2009

La forma della paura di Giancarlo De Cataldo e Mimmo Rafele

"Tutti i media di questa e dell'altra parte del mondo avrebbero mostrato l'immagine del cadavere crivellato di colpi dello sciita che voleva compiere una strage a Roma.
E milioni, miliardi di cittadini di questa e di quell'altra parte del mondo avrebbero provato un brivido di paura.
E avrebbero rivolto un grato, riconoscente pensiero agli oscuri guardiani della sicurezza. E sarebbero stati pronti a sacrificare un altro brandello della loro fasulla libertà. E il teatro della paura avrebbe messo in scena la sua farsa travestita da una tragedia fra gli applausi scroscianti del mondo intero."


"Il comandante pensava da sempre che l'11 settembre era stato un vero affare. Intanto aveva sgomberato il campo da certe dicerie prive di fondamento.Osama e i suoi ragazzi avevano fatto tutto da soli. E c'erano riuscito perchè erano stati sottovalutati.
Erano stati sottovalutati perchè il livello di guardai si era pericolosamente abbassato, e la sicurezza era scivolata all'ultimo posto fra le voci di spesa dei bilanci delle grandi nazioni. Le chiacchiere sul presunto complotto giudaico, il mistero dell'aereo mai ritrovato, il coté satanito del quale si conoscevano i maniaci di internet ...
La solita consolidata tecnica. voci messe in giro ad arte. Servivano a manifestare una parvenza di dialettica. Vedete come siamo democratici?
E intanto la ripresa cominciava. Una ripresa energetica, conseguenza di uno shock salutare [...]

Ora il quadro della situazione era chiaro. Grazie alla nuova forma della paura, il mondo chiudeva lo sciagurato circolo aperto due secoli prima dalla Rivoluzione Francesee si apprestava a riprendere la sua corsa sui binari di sempre. Anche grazie a Osama il pensiero radicale e democratico conosceva il punto più basso della sua parabola discendente."
[La forma della paura, Pagine 247-248]

Il ruolo della paura nella politica internazionale dei paesi occidentali. La paura del terrorismo, associata alla paura del dverso: un misto di superiorità della razza bianca, di razzismo, ignoranza.Il tutto per un solo fine: l'ordine delle cose nel mondo. Un ordine cui si arriva tramite la paura, i conflitti, l'utilizzo della menzogna, la frode.

Menzogna che viene occultata nell'unico modo possibile: facendo divulgare la verità (anzichè nasconderla) da personaggi impresentabili.

Vogliamo fare dei nomi? Michel Moore in America e Beppe Grillo in Italia. Ma possiamo anche citare Naomi Klein.
Più è impresentabile, inaffidabile (agli occhi del cittadino medio davanti ad un tubo catodico), minori chance ha la verità di imporsi per quello che era: la verità. Depotenziare la verità, sino a trasformarla in una delle tante leggende che abitano il mondo contemporaneo.Caos.

Veniamo alla storia, raccontata in modo lucido, come una partita a scacchi: da una parte e dall'altra si afforntano due eserciti, con visioni diverse del mondo.

Da una parte il Comandante, i suoi amici potenti (banchieri, professionisti, politici, militari, vertici delle forze dell'ordine), i suoi agganci nella polizia, come Mastino e la sua banda. Coloro che profetizzano la guerra come strumento di difesa dei valori dell'occidente.

Dall'altra Lupo, un poliziotto degli Affari Interni, Daria una sua collega. Con una visione opposta della democrazia, dello stato, della parola sicurezza.

In mezzo le pedine del gioco: Guido ("un cucciolo di Maggio", come dice la canzone di De Andrè), un borghese che gioca alla rivoluzione e si trova coinvolto in questa guerra.
Marco, un poliziotto alle prese con la Furia, dentro di sè.
Rossana, una ragazza scampata alla guerra, usata come arma dal Comandante. Una donna pericolosa.
Salah, la scimmia. Un infiltrato.

Leggendo questo libro si capisce quanto sia labile il confine tra sicurezza e terrorismo. Quanto certe parole, come sicurezza, paura, siano oggi strumenti di una politica sempre più distorta, falsa, distante dalle persone.Diceva un famoso brigatista: "Ci illudevamo di portare l'atttacco al cuore dello stato , e non sapevamo che lo Stato non ha cuore".

Il link per ordinare il libro su ibs.
La scheda del libro sul sito della einaudi.
Technorati: e

Non ne sentiremo la mancanza

Dopo Berlusconi, anche Brunetta non scende in piazza il 25 aprile.
Non ne sentiremo la mancanza.

Certo, qualcuno dovrà spiegarmi come può un rappresentante dello stato, uno che ha giurato sulla Costituzione antifascista, nata col sacrificio di quanti hanno combattuto il fascismo, possa così snobbare (se non peggio), questa festività.
Festa che è di tutti gli italiani. Democratici.

Che personaggio, Brunetta.
Quelli che lo criticano? “insegnanti comunisti”.
Le scuse agli studenti? “Neanche morto”.
Berlusconi? “ha salvato la democrazia in Italia”. Tessera P2, numero 1816.

Ho visto cose ..

Poteva lasciarsi scappare questa occasione ghiotta, il buon Vespa?
Racz in lacrime, dopo la scarcerazione, vale più o meno del plastico di Cogne o dello zoccolo insanguinato, o della bici di Garlasco?

Racz racconta la sua storia da bambino quando a cinque mesi fu lasciato dai genitori in un orfanotrofio: «Non ho mai conosciuto i miei genitori, ho sette fratelli ma solo io sono stato affidato all'istituto per uscirne solo al compimento dei 18 anni. Poi ho cominciato a lavorare come panettiere e pasticciere presso un convento. A volte venivo pagato, ma in genere lavoravo per vitto e alloggio. Il mio sogno da bambino era quello di diventare monaco ortodosso».

Federalismo all'Italiana

La Corte dei conti condanna ad un micro risarcimento sindaco e giunta di Milano.
Avrebbero sprecato soldi nostri.

Cosa diceva Calderoli ieri, a proposito del federalismo? Che gli amminisrtratori locali sono più bravi a controllare i soldi?

Intanto, è partita ieri la concessione della Tem, la "tangenziale est esterna di Milano": sarà realizzata dalla Impregilo, in project financing.

Le discariche del Carroccio a Cremona

A Cremona si farà la discarica di amianto (per bonificare la regione): lo ha deciso la regione, dentro cui la Lega ha un peso importante. Lega, il partito che dovrebbe essere radicato nel territorio e vicino alle esigenze della gente.
Invece la discarica di amianto (anzi le due discariche), per la bonifica di tutta la regione si farà.

''Quello della Regione e' un imbroglio - continua Monguzzi. Per lo smaltimento di tutto l'amianto che c'e' in Lombardia non e' utile un'unica mega discarica regionale, ma servono siti di smaltimento piu' prossimi ai luoghi da bonificare, almeno una in ogni provincia. Una simile impostazione e' anche in grado di ridurre i costi di bonifica e va condotta sotto la stretta vigilanza ambientale e sanitaria della Regione''.

''Per citare un esempio basti pensare alla bonifica della Fibronit di Broni, nel pavese: lo smaltimento vicino al sito da bonificare abbatterebbe i costi dai 25 milioni di euro stimati a 17. E' assurdo che la pianificazione dello smaltimento dei rifiuti speciali in Lombardia la decidano i privati. Serve la pianificazione regionale''.

Pare che anche l'azienda che costruirà la discarica, sia in quota Carroccio.

24 marzo 2009

Ogino Knaus investigativo?

Karl Racz e Alexandro Isztoika Loyos sono stati scarcerati grazie alle moderne tecnologie: intercettazioni e, soprattuto, la prova del DNA.
Altro che metodi tradizionali.
Qualcuno si fida veramente del metodo Ogino Knaus?

Pensateci bene: la prossima volta, se fossero abolite le intercettazioni e (per i tagli ai budget delle forze dell'ordine) e le tecniche moderne di investigazione (che tanto ci piaccioni in televisione), potreste essere voi a finire in cella con qualche accusa grave.

Con tutto il rispetto, è stato un bel pasticciaccio, quello cui abbiamo assisitito a Roma.

All'improvviso il federalismo


Oggi alla camera si vota il federalismo.

Non mi venite a dire che del Federalismo se ne è parlato abbastanza, perchè non è vero: quanto costa, quali i ruoli e le divisioni dei poteri.
Le nomine negli enti pubblici, con che criteri verranno fatte? Assisteremo alla solita lottizzazione?

Non bastano le rassicurazioni della Lega: anche loro in quanto casta, hanno contribuito a far danni.
Certo, verranno poi i decreti attuativi sul federalismo che potrebbero svuotarlo dei suoi significati (qualcuno ha letto "Il colle fatale"?).
Non bastano, anzi risultano proprio irritanti, i soliti slogan su "gli italiani devono lavorare di più" (deja vu: qualche anno fa il premier intendeva tagliare le ferie).
Sul piano case, sul senso estetico delgi italiani ..
P.S. apprendiamo con stupore che la Cina blocca l'accesso a Youtube. In Cina, si chiama regime. In Italia si chiama lotta alla pedofilia, al diritto d'autore ...

Il reato che non c'è: autoriciclaggio

Parliamo di lotta contro la criminalità organizzata (per internderci non i lavavetri nè i rom che chiedono l'elemosina) e della pretesa tolleranza zero, tanto sventolata.
Report, domenica scorsa, parlava della legge che non s'ha da fare: il reato contro l'autoriciclaggio.
Si intende questo:
In Italia il reato di autoriciclaggio non esiste. Chi vende droga e rimette in circolo il denaro, può essere punito per il traffico di stupefacenti ma non per aver riciclato i proventi illeciti. Il Fondo Monetario, il Governatore della Banca d’Italia e il Procuratore Nazionale Antimafia ne auspicano da anni l’introduzione, ma al momento il disegno di legge che lo prevede è sepolto in un cassetto.

Il senatore Li Gotti aveva provato ad aggiungerlo, come emendamento al decreto sicurezza, ma è stato stralciato.
Per intenderci con l'introduzione di questo reato potremmo colpire le mafie e la loro l'economia criminale, colpirle sul patrimonio. Come intendevano fare i Mandalà, complici della latitanza di Provenzano, che con i soldi della mafia intendevano costruire un centro commerciale a Villabate.
Forse, ha ragione Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia:

Io dico questo, che non si possono fare i proclami e i manifesti che si vuole combattere l’economia criminale se poi al momento in cui si devono dare gli strumenti per farlo, questi strumenti vengono tolti.

Le due censure

Ci sarà mia una libera informazione, su internet? Stretta tra la censura di stato e quella provata dei media e dei siti di social network?
Il caso Facebook, e la censura di Rassegna Stanca, raccontata da Guido Scorza su Punto Informatico: Facebook rimuove un profile per evitare proteste per un articolo dal titolo provocatorio dopo le dichiarazioni del papa: "Un editoriale ultrasottile"

Errata corrige sui conti

Dalla trasmissione Annozero avevo capito il contrario: la lotta all'evasione non va bene e sono diminuite le entrate. Poi la notizia di ieri, da parte dell'Agenzia, che parla di un +8%.

Così come la notizia sui soldi per la Cassa Integrazione in Lombardia: arriveranno 1,5 miliardi di euro, a fine mese.
Speriamo solo che siano distribuiti sia alle grandi che alle piccole imprese.
Un dubbio: come è stato possibile che in un anno, il reddito del premier (che è stato anche prima il più ricco in parlamento) sia calato così tanto. Crisi?

23 marzo 2009

Rai, di tutto, di più

Se l'informazione (Rai)si vede dal TG della rete ammiraglia ...
TG1 delle 12.30:
- 2 minuti alla ragazza del GF inglese morta dopo un tumore
- 2 minuti a Lino Banfi e alla sua fiction
- Un servizio dedicato alla vittoria del Savoia ad un reality (una volta tanti che vincono qualcosa)
- Un ampio servizio sul congresso di An
Infine, dulcis in fundo, nella rubrica Benjamin se la prendeva con lo storico Luciano Canfora, il cui libro "La storia falsa" è stato definito un libro a favore dei totalitarismi.
Riotta ha pure dato a Canfora del barone, perchè si era permesso di definire esilarante la rubrica e dei gattini ciechi i giornalisti che curano le recensioni.
"Canfora è coltissimo ma non simpaticissimo nè sportivissimo ...".
Non una parola sulla manifestazione di Napoli di Libera.
Non una parola sul federalismo fiscale, che
andrà in aula a breve (a che costi, chi controlla, siamo sicuri che non si creerà una nuova casta)
La sicurezza sul lavoro, con la retromarcia del governo sul testo unico. Meno sanzioni, ragazzi, c'è la crisi ...
Il DDL 1415 Alfano sulle intercettazioni e sui giornali.
All'Arena invece si è affrontato il caso del povero Mike, cui Mediaset non ha rinnovato il contratto di lavoro. Ecco, un altro precario ..

Report : modulazione di frequenze

Report ha ripercorso la storia del conflitto di interessi (televisivo) in Italia e di Europa 7. Dal far west televisivi degli anni 70, all'oscuramento dei pretori contro le reti locali di Berlusconi che, violando la legge (o approfittando di un suo spiraglio), trasmettevano a livello nazionale.
Al decreto d'urgenza di Craxi del 1984, (quello che Amato non ricordava): decreto che "in via transitoria" dava la possibilità di anno in anno a Fininvest di continuare a trasmettere.

Il pluralismo informativo sacrificato per fare un favore a Berlusconi: come con la Mammì, che portava i canali nazionali a 12 e spostava al 25% il limite massimo di canali per un singolo soggetto. Guarda caso il 25% di 12 sono le tre reti del biscione. E con il PCI che prendeva la Rete 3, tutto i partiti erano felici e contenti.

Poi venne la legge Maccanico del 1997, che proroga lo status quo, spostando lo spegnimento di Rete 4 (e le frequenze tolte) fino a quando ci sarebbe stato un congruo sviluppo del digitale e delle parabole.Congruo fino a quando?

La Maccanico prevedeva la creazione di un ente di garanzia per le comunicazioni, AGCOM, che avrebbe dovuto vigilare sui tetti pubblicitari (sforati dal biscione nel 1997, 98, 99).
Interessante vedere le dichiarazioni di ieri dei politici della prima repubblica (Veltroni, Amato, Mammì e il suo scopone).Le reazioni di Confalonieri di fronte alla domande di Iovine: certe persone sono abituate troppo bene. "questo è un falso .. a me piace la dialettica ma .. finiamola qui ...". Ma alla fine, l'iroso Confalonieri se ne uscito con "queste dovrebbero essere le vere interviste, altro che l'altra sera a Matrix". Bene.

Perchè Iovene metteva sotto il naso le sentenze della Corte Costituzionale, della corte di Giustizia europea, del Tar, che stabilivano l'incostizionalità della Mammì nell'articolo 15 (sentenza del 1994), l'incostituzionalità del regime transitorio stabilito dalla Mammì.
Tutte leggi fatte con un bel margine di discrezionalità, una scappatoia interpretativa (il digitale che si sarebbe dovuto sviluppare, il congruo sviluppo ..).

Poi c'è stato il bando delle frequenze del 99, la vittoria di Europa 7 di Di Stefano ("un favore politico" commentava Confalonieri).E poi .. che sfortuna, cade il governo D'Alema che stava proprio per mettere fine alla vicenda.
Subentra poi Gasparri che partorisce (lui o altri) la Gasparri 1 e 2.Il 23/12/2003, prima dello spegnimento di Rete 4, il presidente Berlusconi firma un decreto per Berlusconi.Via i tetti anttrust della Mammì.
Nelle nuove soglie rientrano anche i canali del digitale che avrebbe dovuto andare in onda entro il 2006.

Se in Italia destra e (parte) della sinistra sono contente, non così in Europa, che fa partire una sanzione contro l'Italia.

Gentiloni poteva agire per decreto, durante il governo Prodi 2, oppure disapplicare la legge Gasparri contraria alla normativa europea sulla pluralità dell'informazione.
Poi il governo Prodi cadde, e il nuovo ministro, Romani, ha risolto la vertenza con Europa 7 dando una frequenza della Rai.
Peccato che non basti a coprire l'80% del territorio.
Spiegava il legale di europa 7, Alessandro Pace "Rete 4, dal punto di vista del diritto comunitario, è illegittima".

Cornuta e mazziata: il consiglio di stato ha pure stabilito un misero risarcimento per Di Stefano, con una sentenza copia e incolla da quella degli avvocati Mediaset.
Riassumendo i fatti, l'Italia rimane l'unico paese dove il presidente del Consiglio è direttamente imparentato con il proprietario di un monopolio televisivo. E il conflitto di interessi è destinato a rimanere lì dov'è.Alla faccia del pluralismo, del liberismo, dell'informazione.

Sarà un caso, ma sul sito non è ancora disponibile la versione online della puntata ...
Technorati: ,

Il bisogno dell'acqua

Il Forum mondiale sull'acqua ha stabilito che essa non è più un diritto, ma un bisogno.Spero che i governi, tra cui anche quello italiano, colgano l'errore di fondo di questo principio, maturato dalle lobby dei produttori delle acque.
Chi controllo l'acqua, nei paesi del terzo mondo, ma anche qui, in Sicilia, in Calabria, nel Lazio, ha il potere. Come per l'energia, come per l'informazione, come per il mercato del lavoro.
Se gli studenti dell'onda sono guerriglieri, i cittadini lo diventeranno sul serio.

22 marzo 2009

Modulazione di frequenze politiche

Nei promo sulla Rai, la Gabanelli spiega il conflitto di interessi paragonandolo al caso di un signore che prenota il biglietto del treno e si trova il posto occupato. E nessuno disposto a far rispettare la legge.

Parliamo delle frequenze di Europa 7, date a Rete 4 , in barba a sentenze della Corte Costituzionale e in barba alle richieste dell'Europa in tema di informazione
(con una sanzione che ci potrebbe costare 35000 euro al giorno).
A tutte le leggi fatte a partire dalla Mammì, per fare ordine nel sistema televisivo. Coi risultati che tutti vediamo: un sistema televisivo monopolare, con poche sacche di resistenza.

La puntata di Report cade nel momento giusto, in cui An si scioglie nel PDL: una fusione (con tutti i problemi di leadership) spiegata a modo suo da Ciarrapico:
"Ci raranno le correnti nel PDL?
Ci sono già.
Perchè Berlusconi vince?
E' finita l'era dei partiti. Basta partiti, dico nei comizi: applausi, sempre. Berlusconi non ha un partito. E' lui e basta. Quindi vince."

Vince nonostante le sentenze, le critiche, i giudizi: come diceva Sabina Guzzanti nella sua imitazione
"La storia ci condannerà, ma noi la ricuseremo".

Contro tutte le mafie

La manifestazione di Libera contro tutte le mafie: sul palco a Napoli, tante le testimonianze dei parenti delle vittime della mafia. Gli eroi di questa battaglia, raccontata e testimoniata dal palco da Don Luigi Ciotti e Roberto Saviano.
Assente ingiustificato la politica (se escludiamo i sindaci e gli amministratori locali): assenza che va capita. Il PD che si sta chiedendo che strada percorrere; An che si scioglie nella PDL (con la formula del 70-30) ….

A proposito di mafie e Libera: dopo la puntata di Report, l'editore Ciancio ha scelto di querelare la trasmissione della Rai (chiedendo un risarcimento di 10 milioni). Poteva chiedere una rettifica; dare la sua versione dei fatti durante la trasmissione. Invece ha scelto la via legale.
Cosa dirà la Rai, l'ordine dei giornalisti, il mondo dell'informazione e i partiti? Nulla.

Non è un paese per una informazione libera? Una cattiva informazione non fa bene alla lotta alla mafia.

Consigli di lettura.
Il primo si intitola “Lotta civile” di Antonella Mascali (qui il link per ordinare il libro), che ha intervistato e raccontato l'impegno dei parenti delle vittime di mafia nella loro volontà di portare avanti la memoria e la lotta alla per la legalità nella società civile.
Così come a Napoli, c'è un Italia che sceglie di non guardare dall'altra parte, che non si arrende, che pretende dallo stato una legalità che non sia a giorni alterni.

Rimanendo nell'ambito dell'informazione, il libro di Daniele BiacchessiPassione reporter” (qui il link per acquistarlo) che racconta le storie di giornalisti morti per aver voluto svolgere il proprio lavoro, di fare informazione con passione, senza timori.
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Raffaele Ciriello, Anna Maria Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni.
Anche qui, come per la lotta alla mafia, è importante tenere viva la memoria dei fatti, affinchè non si sbiadiscano, non si dimentichi l'eroismo dei morti, non ci siano distorsioni nel ricordo.

Il sonaglio di Andrea Camilleri

«Questo romanzo conclude un ciclo iniziato con Maruzza Musumeci e Il casellante. Sono tre storie che raccontano tre metamorfosi più o meno riuscite. Nei tempi antichi le metamorfosi venivano più facili a dirsi e a farsi»
Andrea Camilleri
Terzo e ultimo capitolo della trilogia della metamorfosi di Camilleri, dopo Maruzza Musumeci e Il casellante.
In Maruzza Musumeci, la donna sirena tornava sulla terra per suggellare un nuovo patto d'amore con gli uomini e consolarli delle miserie della guerra; ne Il casellante la metamorfosi della donna trasformata in albero era metafora del dolore che pietrifica.

Qui il significato della storia sfugge ed è da ricercare dietro le righe del racconto: che parte dall'adolescente Giurlà, figlio di pescatori, che dalle distese del mare rischia di finire (per la miseria della sua famiglia) nelle profondità delle miniere di zolfo. Riesce a scampare la sorte di Ciaula, che in una notte di plenilunio scopre la luna, per finire a fare il craparo sui monti lontano da casa.

Qui scopre le letture di Lucrezio, la solitudine e il silenzio della montagna e la compagnia di una pecora. Una pecora distinta dalle altre della mannara, che col suo belare sembra volerlo chiamare, attirare. E, mano mano, la compagnia diventa qualcosa di più, perchè Beba, così Giurlà la chiama, si trasforma in un'amante gelosa, possessiva, permalosa.

In un mondo dove i mostri sono altri, come i compagni che approfittano di una ragazza, i camperi che mantengono la legge con i loro strumenti e con la loro legge, la storia d'amore diventa sempre più tenera ma è comunque destinata ad una fine. Come può un uomo stracangiare la natura di un animale? Giurlà troverà il suo riscatto nella donna capra (legata a Beba dal sonaglio che da il titolo al libro), la contessina Anita.

Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
La scheda del libro sul sito Vigata.org
Technorati:

20 marzo 2009

Annozero: il rosso e il nero

La lotta all'evasione, come strumento per recuperare i soldi; la crisi del settore tessile nel distretto di Prato; l'invasione dei laboratori cinesi che hanno colonizzato e messo in crisi le aziende del settore. Da una parte gli imprenditori del settore (dimenticato) del tessile: molti non godono degli ammortizzatori sociali e, per la crisi da una parte e per la concorrenza sleale e illegale dei laboratori cinesi.

Dall'altra il mondo del lavoro nero, non solo dei cinesi, ma di tutte le aziende non in regola col fisco.
I numeri dell'evasione:
- 3 miliardi il calo delle entrate fiscali
- 9% calo entrate IVA

Qualcuno forse pensa che in tempi di crisi, è meglio far evadere in pò le aziende.
E per le persone fisiche?
Il lavoro nero è stimato in 3 milioni , con mancati introiti per l'Inps dell'ordine di miliardi.
L'evasione fiscale, per le persone fisiche è stimata in 250 miliardi di euro.
La proposta di Franceschini, di tassare una tantum gli imponibili oltre 120000 euro, porterebbe ad una raccolta di 9 ML di euro.
Colpa delle regole e di una mentalità (ispirata anche da certe dichiarazioni di presidenti del Consiglio) per cui evadere il fisco non è così grave. Tra la depenalizzazione del reato (che prevede una specie di fondo nero legale), le difficoltà oggettive nell'accertare l'evasione, le prescrizioni che arrivano in 7 anni, la giustizia ingolfata ... l'unico rischio è dover pagare l'avvocato.

Magari non in nero.Un esempio è l'ex manager Madoff che rischia in america 150 anni di carcere, mentre Tanzi in Italia si è fatto solo 100 giorni di cella.

Se, come sostiene oggi il governo, i soldi devono essere recuperati dall'evasione, bisogna cambiare leggi, mentalità e manager.

Crisi del tessile a Prato.
Sono circa 8000 le imprese del tessile, che il 28 febbraio hanno manifestato: dei laboratori cinesi che producono (in modo illegale perchè ricorrono al nero e schiavizzano i propri dipendenti) ne aveva già parlato Report.

Quanto di quello che compriamo oggi che ha l'etichetta di "Made in Italy" lo è veramente?
Chi ha venduto il tessile italiano, i lavoratori e le imprese, alle lobby del commercio mondiale, si chiedeva uno dei tanti imprenditori intervistato da Ruotolo.

A dare una risposta politica al problema l'ex ministro Ferrero e l'attuale sottosegretario Castelli.
Che ha esordito con "noi parlavamo del rischio della concorrenza sleale dal 2000". Castelli, come Tremonti qualche puntata fa, segue la strada del "noi l'avevamo detto". Eh, no, signori, non va bene così. Chi ha governato dal 2000?

Secondo: come mai la tolleranza zero non si riesce mai ad applicare su queste realtà?
Mancano gli ispettori del lavoro (2 per tutte le aziende di Prato)? Le forze di Polizia? La finanza?

Colpa della magistratura che non vede, o che non vuole vedere (come si chiedeva scandalizzato il senatore leghista)? Come sono entrati in Italia i cinesi? Chi li ha chiamati? A chi vendono i loro prodotti?

Sono 4000 le aziende nella zona di Prato, che sfruttano non solo i lavoratori nei lager dai vetri oscurati.
Ma anche il mercato, senza arricchire il territorio: nel 2008 ogni giorno 1 milione di euro viaggiava verso la Cina. I soldi non rimangono in Italia a fare impresa, ad investire sul territorio.

Aziende che aprono e chiudono in 18 mesi, quando è più difficile sanzionare l'evasione.
E non solo per il decreto Brunetta che ha riunito i due libri contabili in uno solo (per semplificare la giungla normativa delle aziende). Sebbene le nuove leggi del governo abbiano le loro colpe: nei cantieri una volta riscontrato il reato (il lavoratore non in regola) si poteva chiudere tutto e applicare sanzioni pesanti.
Oggi il costruttore ha tempo qualche giorno per presentare i documenti e mettere in regola la persona.

Poi ci sono i tempi lunghi dell'iter giudiziario, i pochi controlli e i pochi controllori.
Nel 2008 ci sono stati meno controlli (-5%) che hanno riscontrato il +10% di lavoratori irregolari.

Il risultato è che un cappotto "cinese" col marchio made in Italy costa 15 euro contro i 140 di uno fatto da italiani: dunque viene comprato più il primo che il secondo, ammazzando la produzione italiana. Il 70% di questa produzione viaggia in Europa, non solo in Italia.

Secondo Bankitalia, sono sparite 70 ML di banconote da 500 euro. Che fine hanno fatto?
Se questa è la situazione della crisi, viene da chiedersi se veramente si sia fatto tutto il possibile, come sentiamo ripetere.
I Tremonti Bond, i prefetti che controllano, i 9 miliardi in ammortizzatori sociali ...

Gatti
, giornalista de L'Espresso, autore di molte inchieste su capolarato, lavoro nero, spiegava come la colpa non è solo dei cinesi, ma dei committenti italiani e stranieri: dare la colpa ai clandestini significa guardare solo la coda del problema.
"Lei è dell'Espresso dunque è di sinistra ..." se ne usciva in questo modo Castelli, spiegando la sua visione del giornalismo.Per cui la soluzione sono i dazi, la protezione. E la colpa è l'Europa, l'euro, il mercato globale arrivato troppo presto ...

Ma come mai in Francia, pure lei in Europa, le associazioni di categoria, riescono a tutelare i lavoratori francesi? Gli autisti francesi dalla concorrenza di quelli polacchi.
La realtà è che il mercato mondiale ha cambiato il mondo del lavoro. Lasciandolo senza controlli, senza tutele.
E qualcuno ne ha approfittato.

E mentre qui si continua a litigare (Ferrero contro Castelli ) "tu non hai mai lavorato .. " "tu non hai mai fatto l'imprenditore ..", nessuno risponde alle persone di Prato.
Le cui richieste sono ben precise: una moratoria di un anno con le banche e l'estensione della CIG a tutte le piccole imprese.
Qualcuno saprà dargli una risposta?

Il link della puntata.
Le vignette di Vauro.
Technorati:

Lo spione (per forza)

TG1 delle 20:00, servizio sul sw che permetterebbe di tracciare con un sms quello che fa il partner il figlio: "Piccoli Genchi crescono ..." commentava la giornalista.
Ecco, oramai il danno è stato fatto: Genchi è diventato nel gergo comune uno spione, che passa le giornate nel suo bunker a spiare le telefonate degli italiani. Contrariamente a quanto Genchi ha dimostrato di aver fatto.

Il rettore ci manda a dire

Il magnifico rettore della Statale Decleva segue la strada del ministro contro gli studenti che protestano:
Un decalogo contro gli scontri. E sanzioni che solitamente sono «riservate» a chi falsifica il libretti. Il rettore, Enrico Decleva, sospira: «Il senato sarà investito della cosa: altri due mesi di scontri (si vota il 13 e 14 maggio) sarebbero intollerabili. È opportuno che tutti facciano un passo indietro, si tratta di comportamenti impropri che danneggiano l'immagine dell'ateneo». Decleva non ce l'ha solo con i «politici »: c'è anche chi gioca a calcio «nel cortile di via Festa del Perdono».

Tolleranza zero, dunque: noi siamo quelli che fanno rispetttare le regole.
Davide Carlucci (coautore de Un paese di baroni) ci racconta una storia di baronie nelle università che coinvolge tale Ferdinanda Caizzi:
sotto processo con l’accusa di aver truccato un concorso da associato bandito nella loro materia dall’Università di Siena, correva l’anno 2001.
In primo grado Leszl e Caizzi sono stati assolti. In secondo grado, condannati. Avrebbero deciso a tavolino gli esiti del concorso prima che si svolgesse.


Chi è la Caizzi?
Ferdinanda Caizzi è la moglie di Enrico Decleva, rettore dell’Università statale di Milano nonché presidente della Crui - la Conferenza dei rettori delle università. L’organo più autorevole del sistema universitario. E a Milano insegna tuttora Franco Trabattoni, il pupillo della Caizzi, commissaria, sempre in compagnia con Leszl, nel concorso bandito dall’Università di Salerno nel 2003 (solo due anni dopo quello di Siena) che lo ha fatto diventare ordinario.

Ecco, appunto: non a caso si chiamano baroni o, come dicono gli autori, latifondisti del sapere.

19 marzo 2009

Tu fai schifo sempre - Gianni Mauro e i Pandemonium

Dedicata a coloro che si fanno schifo. Pensate voi uno a caso.

Rispondere con la tensione

La scuola in Lombardia ha un buco di 80 milioni.
I soldi della Cassa integrazione sono finiti, sempre nella locomotiva d'Italia.
A Milano aumentano gli aborti: «Mai come adesso la mancanza di soldi sta condizionando la decisione di tenere un bambino, anche e soprattutto tra le italiane — dice —. È uno degli effetti della crisi finanziaria».
Serve un miliardo per salvare le aziende agricole (molte nel nord) dal crac.
Alle proteste degli studenti si risponde con le cariche.
A Torino, la settimana scorsa e oggi.
A Roma (e non solo).
E poi, per caricare la tensione, ci pensa Brunetta :
«Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri»
Cosa vuol dire con le sue parole, signor ministro? Che non verranno rispettate le convenzioni di Ginevra? Che ci toccherà ad assistere ad una nuova Genova?
Dopo l'avviso ai naviganti del presidente del Consiglio, che aveva minacciato l'uso della polizia nelle università, serviva proprio questa uscita?

La trilogia della metamorfosi - Il sonaglio di Andrea Camilleri

Alla prima duminica del misi di fivraro del primo anno che il seculo novo era ancora un agniddruzzo che non arrinisciva a tinirisi supra alle sò gamme, capitò che le dù campani della chiesa matrici si misiro a sonari alla dispirata che mancor erano le quattro del matino.
Così inizia Il sonaglio, terzo capitolo (quello in cui risiede il meglio di me, dice il maestro) della trilogia delle metamorfosi di Andrea Camilleri.

Molti i candidati, pochi gli eletti

E gli fanno pure la morale a De Magistris e Di Pietro, per la sua candidatura alle europee.
Certo, sarebbe opportuno che un indagato aspettasse il termine delle indagine per candidarsi in politica.
Ma qui siamo alla pagliuzza e alla trave: che dire allora di Mastella, Nino Strano (non è indagato, ma è quello della mortadella), Del Turco (ci sta pensando?)
E dei candidati nella PDL diventati pure ministri? Fitto, Matteoli, Berlusconi, ..

Laici in Europa

Le critiche più feroci alle parole del papa sui profilattici arrivano proprio dalla Germania.
In Europa, gli unici che non hanno commentato siamo noi italiani.
Qualcuno lo ha anche difeso.
Maurizio Lupi:
"si sta lentamente affermando una Europa relativista, burocratica, ideologica e incapace di rispondere alle esigenze della societa' ..
Quello che sta accadendo intorno alle parole del papa ne e' un esempio. Benedetto XVI, come sempre, ci ha provocati attraverso una semplice domanda: e' sufficiente inondare l'Africa di preservativi per risolvere il problema dell'Aids?".

In Italia si risponde alle esigenze della società con la bonus card, con l'esercito in strada, con i decreti sulla sicurezza, con le intercettazioni bloccate, ...

Guerra tra poveri

Giornata degli scioperi ieri.
A Milano,
la CGIL trasporti scioperava sull'accordo separato.
In giro per
l'Italia, professori, ricercatori, scioperavano per i tagli alla scuola.

Poi i medici che manifestavano perchè vogliono continuare a fare i medici e non i poliziotti.
Scioperi e proteste che se non spiegate bene agli utenti, diventano un boomerang:"ma cos'hanno da scioperare?" "lavorano sei ore e si lamentano pure" "chi ha inventato gli scioperi non ha mai lavorato" .. e via di questo tono.
Ad esprimersi così altri lavoratori, donne, studenti (futuri lavoratori).
Altri
studenti a Roma manifestavano per il loro futuro, accolti dalla polizia: ordine ci vuole!

L'onda, quella che a sentire il centrodestra difenderebbe i baroni ...
Un clima di protesta si sta instaurando: una guerra tra poveri in cui i poveri come le donne.
Spiegano alla Mangiagalli che sempre più donne ricorrono all'aborto, per timore del proprio futuro.
Tornano in mente le profetiche parole di sciagura, dell'onorevole Buttiglione, nel 1997: "i giovani non si possono sposare e non nascono figli".
E Berlusconi che rincarava la dose:
questa sinistra e' un regime "E' un sistema felpato, in guanti bianchi, non porta i carri armati, ma pretende subalternita".
Già, ma allora erano altri a governare ...

18 marzo 2009

Il giorno della memoria a Milano

A Milano si ricordano Fausto e Iaio.
Li ricordano Biacchesi, I grillini milanesi, Reti invisibili.

E, alzandosi in volo sopra la madunina, vogliamo ricordarci di Don Peppino Diana, morto in terra di
Gomorra nel 1994.

Un disco dei Platters di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto .. e talvolta anche l'investigatore.

Dopo Macaronì (il migliore di tutti), "Un disco dei Platters" è il secondo capitolo della saga del maresciallo Benedetto Santovito e delle sue indagini nel paesino sull'Appenino Tosco Emiliano.
Siamo negli anni 60 e, un pò per nostalgia, un pò per curiosità, l'ex maresciallo torna al paese dove negli anni 30-40 aveva comandato la stazione e risolto un difficile caso, che aveva lontane origini nel passato di miseria e fame della gente di quei posti.
E, anche ora, il suo ritorno culmina col ritrovamento dei cadaveri di due ragazzi, che si erao lanciato alla ricerca di un tesoro.
Le indagini sono ufficialmente affidate al maresciallo Ares Amadori ("quel ferrarese testa di c." l'alta opinione che hanno di lui i compaesani): ma tutti in paese sanno che Santovito non potrà lasciar da parte il suo istinto di investigatore.
Dall'autista del paese Stalìn, a Ble Ble della Ca Rossa, a Stelio, che ha rilevato la villa di Mezzacosta della contessa per trasformarla in un albergo.

Se il paese non è più lo stesso e la l'osteria di Parsues è stata sostituita da un ristobar, il fiuto del maresciallo è sempre lo stesso e saprà ritrovare il filo rosso che collega le morti di oggi (rispetto alla storia) ad altre morti e altri misteri avvenuti durante la guerra.

Leggermente al di sotto di Macaronì, che ritengo uno dei più bei gialli mai letti e una lettura istruttiva sul nostro passato di emigranti.
"Un disco dei platters" rimane una buona lettura, con una trama sufficiente complessa e ingarbugliata, con delle belle descrizioni dei posti, dei luoghi, delle usanze.

Certo, su alcuni aspetti del personaggio Santovito i due autori han calcato la mano: non c'è pagina dove non abbia il sigaro in mano!
Delicata e ben scritta, la storia d'amore con Raffaela, la maestra del paese conosciuta ad inizio libro (sancita sulle note di una canzone dei Platters) e che l'accompagnerà nelle sue indagini.

Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati: e Loriano Macchiavelli

Gasparri vs Crozza

Copertina di Ballarò, Crozza ha prima maltrattato (o bentrattato?) Franceschini, per passare a Gasparri.
Par condicio.
"Non era meglio far pagare le tasse agli evasori" chiedeva ironico Crozza, sulla proposta di tassare una tantum i redditi alti (che poi significa tassare i redditi alti che denunciano le tasse onestamente).
E, direbbe il Manzoni,
"lo sventurato rispose": "Mi faccia i nomi".
"Guardi che il comico sono io .."
ribatteva Crozza.

Si è poi passato a parlare della legge Orsi (Lega) sulla caccia, che darebbe la doppietta in braccia ai sedicenni.Oltre a togliere qualche paletto su specie proibite, richiami vivi, zone protette ...
E, imperterrito, Gasparri si è lanciato in un "c'è chi si spara anche l'eroina". Come a dire, meglio che sparino agli uccelli che si bucano?
Poi cercando di rimediare alla battutaccia, se ne è uscito con "togliamo l'eroina e anche le doppiette", come se si parlasse della stessa cosa.

I grandi trafficanti di droga, tra cui i clan della camorra e della ndrangheta così ben infiltrati al nord e le lobbies delle armi.

Quale libertà di scegliere?

Parte la nuova piattaforma del digitale terrestre in comune tra Rai, Mediaset e La7.Prove di canale unico? Con personaggi televisivi che saltano da una parte al'altra, come la D'Amico, come la De Filippi. E quale sarebbe la libertà di scelta?

Ormai i palinsesti della TV pubblica e commerciale si somigliano.
Reality, quiz, film ogni tanto. Informazione poca.

In che modo, altrimenti, sarebbe possibile eleggere personaggi come Scapagnini e Lombardo, dopo quello che han fatto alle casse pubbliche?

Quest'anno cinque regioni (Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio, Campania e Piemonte) subiranno lo switch off che ha già sperimentato la Sardegna. Un black out informativo.
Non è un caso che Report parlerà del conflitto di interessi e di un certo imprenditore che nel 99 vise una gara d'appalto ma poi gli fu impedito di lavorare.

La lebbra a Milano

Secondo caso di lebbra a Milano (in 10 gironi). Di un immigrato, clandestino.
D'altronde se i medici devono fare i poliziotti, chi cura i disgraziati che arrivano ?

17 marzo 2009

Non siamo così c.

"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi". [Berlusconi 4 aprile 2006]

Fiducia, Berlusconi ai suoi minimi
Franceschini rivitalizza il Pd
Sul governo una maggioranza assoluta (52%) di scontenti

Altri tre punti in meno. Silvio Berlusconi raggiunge il suo minimo storico da quando è ritornato a Palazzo Chigi.
Il sondaggio mensile sulla fiducia di Ipr Marketing per Repubblica.it dice che 52 cittadini su 100 hanno molta o abbastanza fiducia nel presidente del Consiglio, mentre 45 ne hanno poca o nessuna e tre sono senza opinione. Solo un mese fa, a febbraio la fiducia toccava il 55%. [
Repubblica del 17 marzo]

Le bugie hanno le gambe corte, si dice. Non si può continuare a ripetere i soliti slogan su "va tutto bene" "continuate a consumare".



Cento di questi Silvio?

Torniamo alla tramissione Report di domenica (I vicerè, sulla gestione di Catania del sindaco Scapagnini) e all'elisir di lunga vita, che il premier acquista in una farmacia a Catania.
Il giornalista chiede:
Ranucci
Ma che effetto fa?
Farmacista
Ha anche un'azione tipo endorfine che rasserena .. e poi potenzia anche il coso muscolare
[Presumo che il coso sia il tono, e non un'altra parte anatomica]

Riporto quanto dice Wikipedia, alla voce endorfine:
Endorfina
L'endorfina (o endorfine) è una sostanza chimica di natura organica prodotta dal cervello, dotata di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell'oppio, ma con portata anche più ampia di queste. Il termine è composto di due parti "endo" sostanza prodotta da una reazione endogena, "-orfina" sostanza simile alla morfina. Quando un impulso nervoso raggiunge la colonna vertebrale le endorfine vengono rilasciate in modo da prevenire un ulteriore rilascio di questi segnali.


Una droga naturale dunque, creata dal cervello.
Avrà qualcosa a che fare col trapianto (i capelli sarebbero un deposito di endorfine)?
E, soprattutto, come facciamo a reggere il cavaliere in questa forma per altri 30 anni?

Il tetto che nessuno vuole

Strano, nel periodo in cui si sente parlare di piano case, di urgenza di far partire cantieri e muratori, scoprire che c'è qualcuno che si oppone ad un tetto.

Certo, parliamo del tetto sullo stipendio dei manager di banche e imprese che, in difficoltà per la crisi, beneficeranno di aiuti pubblici.
L'emendamento della Lega è stato giudicato inammissibile. Dove si credono di essere? In America?

C'era una volta la casta.

La (dura) giornata del signor B.

Oggi il presidente del consiglio ha due incontri importanti: deve riallacciare i rapporti con la Marcegaglia, dopo il botta e risposta sui soldi veri o presunti.

Poi dovrà salire al Quirinale, per ricucire lo strappo col presidente, dopo il caso Englaro.
Dovrà convincere Napolitano della necessità dell'urgenza, per il suo "piano case". Sarebbe il decreto numero 35.
Riuscirà il nostro eroe?

Un brutto giorno per Milano

Ieri gli arresti degli imprendtori nel settore edile, legati alla ndrangheta, a Milano. Scoperto un arsenale con dentro un lanciarazzi ... E noi che preoccupavamo dei Bin Laden: e invece il problema sono i Barbaro, Paparo, Niscoscia. Le mani della ndrangheta su appalti, sula TAV.
Peccato: arrestati prima del decreto sul piano case.

Poi la brutta vicenda delle consulenze d'oro al comune di Milano (non solo il comune di Catania, allora!), per cui il Gip nega l'archiviazione sulle responsabilità del sindaco Letizia Moratti.

Infine la commissione antimafia: si fa, non si fa ... Boh?

16 marzo 2009

La resistenza contro i nuovi mostri


Non tutti sono disposti a finire sull'Isola del grande fratello, o alla fattoria degli amici.
Non tutti sono disposti ad accettare questa informazione, questa incultura, questo sfascio culturale, morale, etico, non solo politico.

L'iniziativa di Oliviero Beha, su Chiarelettere, per censire le associazioni che fanno "resistenza culturale".

Bisogna non solo resistere e reagire, ma rendere nota questa resistenza. Per questo al libro abbiamo intenzione di allegare una sorta di censimento di tutte le associazioni che a vario titolo rientrino nell'accezione "culturale" di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese senza schierarsi in partenza per nessuno che non sia appunto la resistenza e la ricostruzione dalle macerie. Il mezzo per tale censimento è ovviamente internet. Vi preghiamo quindi, se avete piacere di figurare in questo elenco inteso come ipotesi di "rete" nella Rete, di mandare quello che è necessario per venire identificati al seguente indirizzo: resistenze@inuovimostri.it. (Per le adesioni via mail, ricordatevi di lasciare l'autorizzazione al trattamento dei vostri dati personali).

E' un tentativo di tenere insieme "partigiani" di valori scomparsi, purtroppo imprescindibili per dare una svolta alla peggiore Italia del dopoguerra, l'Italia berlusconizzata nell'idea di società anche in larghissimi settori della sinistra. Il voto ne è poi solo una conseguenza.

Report i vicerè

Report si è occupata del sistema Catania, o sistema Scapagnini. Un sistema che ha portato il comune sul fallimento, con un miliardo di euro di debiti, con l'Enel che ha staccato la corrente al comune lasciando la città al buio; che ha lasciato irrisolti le emergenze abitative dei cittadini, che ha aperto tanti cantieri per le opere ma ne ha chiusi pochi; dove le scuole dei bambini non hanno i sistemi di sicurezza previsti; dove gli autobus sono fermi perchè manca il gasolio e dove la Sidra (municipalizzata per la gestione dell'acqua) vanta debiti col comune stesso.
Un comune dove sono piovuti tanti soldi, gestiti in modo “straordinario” dal commissario Scapagnini e dal suo vice Lombardo (che era anche presidente alla provincia, prima di diventare presidente della regione con vocazioni autonome): per fare cosa?

Ecco, Report ha spiegato come sia stato possibile tenere in piedi questo sistema, visto che da 10 anni i catanesi non deludono la coalizione di Berlusconi (che si chiama casa della libertà o popolo della libertà). In che modo hanno governato i Vicerè di Catania e che fine hanno fatto i soldi (“i piccioli”), come i 140 milioni di euro arrivati dal governo (per decreto) per risanare il bilancio.

Iniziamo col rapporto della città con la chiesa. Dove poi vedi spuntare la mafia.
Dalla festa di S. Agata, con i ceri e le Candelore portate a spasso da devoti catanesi. Il comune indebitato ha messo per la festa 553000 euro (ai santi non si rinuncia, specie se portano voti e consensi).
Dietro la processione, le offerte, la fede (?) si nasconde in realtà un giro di scommesse sui portantini. I ceri (accessi dai fedeli) sono poi riciclati (senza fattura?) dalla chiesa che li gira ad altre aziende.
Tra i portantini spuntano poi boss mafiosi e parenti: Nino Santapaola (primo tesserato del circolo) e Enzo Margion. Possibile che nessuno se ne sia mai accorto?
“Noi uomini della chiesa discriminazioni non ne possiamo fare”. E ci mancherebbe: dietro la processione e le offerte si nasconderebbe la riscossione del pizzo ai commercianti.
Il circolo di S Agata avrebbe persino gestito dei fondi comunali per lavori col comune. Fatti da parenti di Margion, senza gara di appalto.

Ecco un primo meccanismo del sistema Catania: tramite le processioni il gruppo di potere (con infiltrazioni mafiose) rafforza il suo prestigio nei confronti dei commercianti (che usano l'occasione come gara per mostrarsi), della popolazione. Prestigio significa immagine, significa che alle prossime elezioni te ne ricorderai bene.

Dalle indagini dell'antimafia viene fuori un nome, come referente politico per Catania (della mafia): Pino Ferrarello (PDL), considerato il nuovo Salvo Lima. Nel 99 la Giunta a procedere del Senato ha negato l'autorizzazione a procedere, ma successivamente è stato condannato per turbativa d'asta (in 1 grado).

Il consenso politico.
Come si raggiunge il consenso politico, come si conquista il voto?
Tramite le promesse (appalti, lavoro, finanziamenti, tu dai una mano a me io do una mano a te) e tramite l'informazione. Catania aveva il bilancio in rosso dal 2005: eppure di Scapagnini si sapeva solo che è una persona simpatica, che fa sesso per tenere alto il morale (parole sue), che ha fatto l'elisir di lunga vita per Berlusconi....
Non sapevo nemmeno che il vice al comune di Sacapagnini, era quel Lombardo che oggi parla di autonomia, di federalismo, di accordi con la Lega.

Per le elargizioni fatte al termine della campagna elettorale del 2005 (quando è stato rieletto) è stato condannato. Come il suo assessore Nino Strano, trombato in parlamento e oggi candidato alle europee. Ve lo ricordate? È quello che dava della checca al senatore Cusumano, quello della mortadella. Quello il cui fratello è avvocato difensore del boss Santapaola.

Queste persone hanno portato avanti la politica delle promozioni tra i dipendenti comunali: in comune non esistono agenti dei vigili (tutti ispettori, che poi, a guardare il servizio, nemmeno fanno il loro lavoro); non esistono geometri. Dove i dirigenti (di un comune in rosso) hanno preso 2 milione di euro in premi.
Un sistema da 4000 dipendenti che costa 400000 euro al giorno.

Comune che doveva gestire gli 850 milioni di euro per l'emergenza da rischio sismico e per l'emergenza traffico.
Soldi che non sono utilizzati per mettere in sicurezza le scuole (almeno quelle mostrate nel video, come la Brancati).
Soldi impiegati per parcheggi mai completati o abbandonati (5 su 22).
Spiegava un ingegnere che ha lavorato per il comune, che il sistema Catania prevede che il 50% dei fondi finiscano al politico che li ha trovati.
E le fogne? E le scuole? E la depurazione dell'acqua? E le case?

Paga pantalone (e continuerà a pagare sempre lui, il pantalone che paga le tasse, nonostante la roma ladrona, il federalismo di Calderoli i tagli di Tremonti).
Siccome l'emergenza continua, altri soldi pioveranno sulle barocco catanese, finanziamenti a pioggia … Scende la pioggia, ma che fa …

Abbiamo scoperto che la Sidra (municipalizzata), anziché gestire l'acqua e le fogne, pagava consulenze per gente mai vista, zampognari scozzesi, ciondoli d'oro. Portava avanti le solite assunzioni clientelari: nelle case del comune non riesce a riscuotere i tributi. Perchè sono sacche di voti: io ti do la casa, non ti faccio pagare tasse e poi tu mi voti.
Risultato: 120 ml di euro di buco, solo per la Sidra.

Poi ci sono i progetti faraonici mai realizzati: il parco acquatico (con lago) di Librino; il teatro Moncada (4 ML di euro, ma è chiuso); il palazzo comunale in zona Moncada, in cui vivono degli abusivi, gestiti dai boss del quartiere.

Infine, l'ultimo tassello: l'informazione.
Informazione in Sicilia significa anche Mario Ciancio. Editore di giornali, vicepresidente dell'Ansa, dentro il mercato pubblicitario. Padrone del Gran Hotel di Taormina. Così potente che la Repubblica locale non arriva, in questa zona d'Italia (non l'Iraq, non la striscia di Gaza, non Herat). Solo “La Sicilia”.
Un giornale in cui le immagini di Berlusconi, Scapagnini, Lombardo campeggiano: dediti ad inaugurare opere, cantieri, parlare di fondi, lavoro, soldi ….
La Sicilia ha rifiutato il necrologio a Beppe Montana (Serpico), ucciso dalla mafia (il 28 luglio del 1985) nella tragica estate del 1985 (ve la ricordate la mafia?).
“Rinnoviamo il nostro disprezzo per la mafia e per i suoi anonimi sostenitori ...”
Sulla Sicilia è uscita una lettera di Santapaola jr. mentre era in regime carcerario duro.
E non ho altro da aggiungere.

Ciancio è la persona giusta per consigliarti su appalti, costruzioni, opere: come il grande supermercato del gruppo Auchan Rinascente costruito assieme al fratello del senatore Vizzini e al fratello di Giovanni Mercadante, con la Icom.
Ciancio ha la palla di vetro:sa che certi terreni (agricoli) acquisteranno valore perchè vi verranno realizzati opere (come l'ospedale S. Marco).

Il raggio di sole.
Non so se B. porta il sole. Ma ha portato 140 milioni di euro a Catania.
Il comune rischiava la bancarotta e di portare i libri contabili in tribunale: invece cosa si sono inventati? L'utilizzo dei FAS (fondi per lo sviluppo), per chiedere il finanziamento di opere pubbliche al CIPE, e ottenere dei soldi dallo stato.
Il nuovo sindaco Stancanelli (che gridava alla folla di catanesi incazzati “io sono una persona perbene”), ha presentato, è vero al Cipe la lista delle opere.
Peccato che questi fondi non sono utilizzati per lo sviluppo.
Non per sistemare il villaggio vicino all'aeroporto, che si allaga ad ogni tornata di pioggia.
Non per la giustizia civile, “il processo telematico” promesso dal ministro Alfano.
I 140 ML di euro servono solo per fare cassa ed evitare il fallimento.

E allora, le domande che uno si fa: in che modo ha deliberato il Cipe? Il sindaco ha raccontato una bufala? Perchè queste delibere sono così segrete?
“non trattate la questione ..” chiedeva il funzionario del Cipe al giornalista di Report. Troppo comodo.

E, infine: che insegnamento traiamo, se dopo il crac, i suoi fautori Scapagnini e Lombardo sono stati promossi? Se oggi, dopo Catania è Palermo che batte cassa?
Che diranno i comuni virtuosi, quelli che non spendono a vanvera i soldi? Che diranno gli italiani, che in gran parte votano questo modello politico?
Vi siete turati il naso?

Technorati: ,

Aldo Moro: le bugie di via Fani

16 marzo 1978, l'agguato in via Fani da parte delle Brigate Rosse, il rapimento del presidente della DC Aldo Moro e l'uccisione della sua scorta.
Il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, i brigadieri Domenico Ricci e Francesco Zizzi, gli agenti di polizia Giulio Rivera e Raffaele Iozzino.

Da anni sentiamo come unica verità, verità a cui ci siamo abituati, quella raccontata dai BR Mario Moretti e Morucci.
Una verità piena di bugie. A cominciare dalla dinamica dell'agguato: possibile che Leonardi si sia lasciato ammazzare rimanendo in macchina quando attorno i colleghi venivano crivellati?
Possibile che l'auto di Moro non abbia segni dell'urto e che invece la 128 di Moretti sia riuscita a bloccare la 130 del presidente che pesava 4 volte tanto?
93 colpi in 10 secondi: 43 da un solo mitra e non è quello di Morucci o Moretti, che si sarebbe inceppato. Un'operazione pulita, un agguato che sembra tanto un'operazione militare e non di terroristi.
Altro mistero (o bugia) il misterioso killer sul lato destro dell'incrocio. Quello che secondo la più probabile ricostruzione avrebbe ucciso Leonardi come prima cosa.
La notizia del rapimento data da Radio Città futura, prima che il rapimento avvenisse. Chi sapeva nell'ambito dei movimenti? E chi, invece, sentuta la notizia, non ha fatto nulla?
Dal libro “
Doveva morire” pg 82:
“Le Br erano intenzionate a rapire un importante uomo politico. L’informativa scritta era firmata da Emilio Santillo, il funzionario più importante dell’antiterrorismo italiano... Santillo fu trasferito ad altro incarico.”

Il colonnello del Sismi Camillo Guglielmi, presente quella mattina in via Fani. Risultato poi appartenente alla loggia P2 di Gelli (anche qualche altro presidente del Consiglio):
“Nella cerchia di coloro che, ai vertici delle istituzioni, diressero, coordinarono, indirizzarono e seguirono le indagini sul sequestro ben cinquantasette erano iscritti alla P2.” [Doveva morire pg 82]
Il ruolo della P2, dell'Ucigos nei depistaggi, nelle coperture.

Il colpo di grazia riservato alla scorta.
Cosa non dovevano vedere o testimoniare gli agenti?
La verità, forse, è ancora tutta da raccontare.


Alcune letture:
- Doveva morire di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
- Il golpe di via Fani di De Luttis
- Il lungo intrigo di Alfio Caruso

15 marzo 2009

La buona e la cattiva notizia

La buona notizia è che il governo ha preparato un piano per i precari.
La cattiva è che i sussidi riguardano solo i cocopro che hanno guadagnato tra 5 e 11mila euro nel 2008. 10000 precari su 800000: sono 1,3% del totale, il cui sussidio passa dal 10 al 20% dell'ultimo stipendio.
Ma secondo Sacconi, i giovani possono comunque arrangiarsi, accettando «lavori semplici, umili, non desiderati, manuali, magari non corrispondenti al titolo di studio».

La buona notizia è che i Tremonti Bond del governo verranno controllati dai prefetti.
La cattiva è che in questo modo il governo sarà a vigilare su banche (una picconata alla Banca d'Italia, l'ha definita Passera) e aziende.
Vi fidereste del governo in cui sono avvenute le scalate dei furbetti (col beneplacito di Antonio Fazio) e i crac Parmalat e Cirio?

La buona notizia è che il governo (con la legge Fini Giovanardi) vigila sull'uso delle sostanze stupefacenti.
La cattiva è che la legge ha dimostrato di non funzionare (come spiega il libro bianco sulla legge di Antigone e Forum Droghe) : non colpisce i grandi trafficanti, ma solo i piccoli spacciatori. I sequestri delle sostanze stupefacenti sono calati del 10%, mentre sono aumentate del 7,5% le segnalazioni all'autorità giudiziaria (per i consumatori).

La buona notizia è che il governo reputa inutile il versamento “una tantum” proposto da Franceschini: troppi pochi soldi verrebbero raccolti.
La cattiva notizia è che i soldi raccolti dai redditi oltre i 12000 euro sono pochi grazie all'evasione fiscale. I ricchi sono lo 0,5% dei contribuenti. L'evasione ha sfondato la soglia di 1600 miliardi (1700,2 miliardi, a sentire la banca d'Italia) ed è aumentato anche il debito pubblico.

La buona notizia è che non si sente più parlare dei voli di stato fatti dai parlamentari.
La cattiva è che i parlamentari della casta usano le auto blu per comprare i biglietti per la partita (come raccontano le Iene). Che ne pensa il ministro Brunetta? Non si vergognano un pochino?

La buona notizia è l'arresto del killer di Duisburg Strangio.
La cattiva è che la sua presenza in Germania testimonia la ramificazione raggiunta in Europa dalla ndrangheta. Che ci faceva, poi, con 1 milione di euro in tasca? Va bene che le vacanze costano … Forse il contributo una tantum potremmo chiederlo ai boss delle mafie. Che ne pensate?
L'altra cattiva notizia è che il boss è stato catturato con l'aiuto delle intercettazioni, quelle che oggi si vorrebbero limitare.

La buona notizia è che il figlio dell'ex sindaco Ciancimino (condannato per mafia) ha parlato al processo.
La cattiva è che ha fatto i nomi di due parlamentari, accusati di riciclaggio di denaro per la mafia: Vizzini (PDL) e Saverio Romano (UDC).

La buona notizia è stata l'esenzione dell'Ici per le case degli italiani.
La cattiva è che era una mezza bufala. I comuni dovranno restituire allo stato 400 milioni di euro per le seconde case (per le unità immobiliar assimilate ad abitazione principale ai sensi del decreto 93/2008).

La buona notizia è che il piano case prevede la costruzione di nuove scuole.
La cattiva è che il 39% degli edifici scolastici non sono sicuri: vecchi e con strutture in amianto.

La buona notizia è il piano case per costruire un nuovo soggiorno.
La cattiva è che in periodo di crisi, forse costruirsi un nuovo soggiorno non è in cima alle priorità degli italiani. A meno che non si parli degli evasori..
L'Italia sarà il paese dove è più facile costruirsi un soggiorno per gli italiani, che non avere un permesso di soggiorno per gli stranieri.

La buona notizia è che il tribunale dei ministri ha rinviati gli atti relativi all'indagine su Francesco Storace per illecito corrispetivo nei confronti delle cliniche degli Angelucci (quando era governatore del Lazio).
La cattiva è che la faccenda risale al 2005 (giustizia lenta?), e che diffcilmente si arriverà a processo.

La buona notizia è che si farà il ponte sullo stretto, con i treni che viaggeranno a doppio binario tra Calabria e Sicilia.
La cattiva è che sia in Calabria che in Sicilia si viaggia a binario unico. E che quelle regioni avrebbero altri problemi da risolvere prima: l'acqua per tutti (non privatizzata); la messa in sicurezza del territorio; una sanità che curi e che non uccida (e magari non in mano alla criminalità).

La buona notizia sono le critiche e i distinguo, all'interno della maggioranza, da parte del presidente della Camera al presidente del Consiglio.
La cattiva è che si tratta di Fini, esponente di AN. Un passo a sinistra, un passo a destra ….

La buona notizia è che i due romeni non c'entrano con lo stupro alla Caffarella (ma niente scuse e ogni occasione è buona per attaccare la magistratura, quando fa comodo).
Sarà mica Genchi il mostro di Roma?

La buona notizia è che riprende la trasmissione Report.
La cattiva è che parla del crac di Catania (gestione Scapagnini) e del dono di 140 ML di euro da parte del governo.

13 marzo 2009

L'uomo che non deve chiedere mai


La frase Catto comunista, Berlusconi l'ha pronunciata durante la premiazione come miglior politico da parte del Riformista.


«Franceschini è un catto-comunista. La sua leadership è una cosa imprevista per me perché pensavo che nel Pd ci fosse una preminenza della sinistra».

Se per Antonio Polito Berlusconi è il politico migliore, chissà quale è il peggiore ...

Ecco un breve resoconto della serata:

Silvio Berlusconi fa il suo ingresso allo Spazio Etoile in San Lorenzo in Lucina poco dopo le sette e mezza di sera. La sala è gremita. Davanti a lui, Paolo Bonaiuti. Dietro, Gianni Letta. Il Cavaliere avanza lentamente e si accomoda a un lato del palco. Rimane in piedi.
Il nostro direttore Antonio Polito chiama i premiati a uno a uno e quando tocca al giuslavorista del Pd Pietro Ichino, questi urta il Cavaliere e gli rovescia addosso un succo di pompelmo. Poi, sul palco, sale il premier.
È il penultimo a ricevere il Cannocchiale, simbolo degli Oscar del Riformista, perché Ilaria D'Amico è in ritardo.
Berlusconi inizia il suo show toccandosi. Polito fa l'elenco dei vincitori delle precedenti edizioni e aggiunge che nell'anno successivo il premio non ha portato tanto bene a chi lo ha ricevuto.
Il presidente del Consiglio dapprima alza le mani, poi non resiste e le abbassa e infine reagisce con una battuta: «Posso telefonare in Parlamento per sapere se esiste ancora la maggioranza?».




Di fronte al potente, noi italiani tiriamo fuori il peggio di noi, in fatto di adulazione.
Eccone un altro esempio: è l'articolo di Massimo Gramellini su La Stampa, citato da Marco Travaglio ieri sera.
Dopo un lungo e democratico dibattito fra sondaggisti, il Pdl ha infine deciso le modalità con cui, a fine mese, sceglierà il suo leader fra Silvio e Berlusconi.
Niente acclamazione con petardi e putipù, come avrebbe preteso l’ala critica del partito. Scartata anche la genuflessione, causa problemi tecnici (i tailleur delle delegate). Si procederà per alzata di mano: vietato usarne più di tre a testa, e questo per scoraggiare il mercato delle protesi. Lascia perplessi il basso profilo della scelta adottata.

La «ola» avrebbe garantito una resa assai migliore nei telegiornali della sera. Per non parlare del «trenino» e della macarena, perfettamente in linea con la cultura egemonica: il villaggio-vacanze. L’idea di fingere un’elezione vera, raccogliendo i voti anche per un rivale fantomatico a cui attribuire un 10 per cento di bandiera, è stata scartata perché noiosa e infatti già utilizzata da Franceschini nella recente pantomima del Pd.

Ammainata a malincuore anche l’ipotesi dell’incoronazione nella cappella di Arcore dopo il rifiuto dei vescovi lefebvriani di partecipare alla cerimonia (che noiosi, non fanno che negare e negarsi su qualsiasi argomento), restava l’ipotesi di un karaoke sulle note del tormentone festivaliero di Arisa: «Silvio Pascià - è un elemento imprescindibile - per una coalizione stabile - che punti all’eternità». Ma pare sia stata bocciata dall’unica forma di democrazia ancora concessa alle masse: il televoto.


L'articolo è ovviamente ironico, ma coglie pienamente nel segno.
Il cavaliere non deve chiedere mai: ha ormai uno stuolo di collaboratori pronti a soddisfare i suoi desideri.
Non è un caso che, in tema di racoclta pubblicitaria, Mediaset faccia il pieno, pur calando lo share.
Nel pieno della crisi peggiore degli ultimi settant'anni, Silvio Berlusconi predica ottimismo: "Nessun dramma". Effettivamente il Cavaliere ha le sue ragioni per vedere rosa. Il gruppo del presidente del Consiglio può vantarsi di essere riuscito ad aumentare (di poco) la raccolta pubblicitaria (pari a 3 miliardi e 35 milioni di euro) nel 2008.

Annozero: il partito che non c'è

Quale è la salute del partito democratico?
Un partito che forse, come spiegava Travaglio ad inizio tramissione, tanto democratico non è.
Visto che le primarie sono tanto lontane e il partito è ancora dominato da correnti, capibastone e la vecchia nomenklatura.
A confronto il vecchio e il nuovo: Bassolino a rappresentare la vecchia politica, ritenuto il responsabile politico del disastro in Campania sui rifiuti.

E Matteo Renzi, il "giovane" che ha vinto le primarie a Firenze: chi è Renzi, un giovane vecchio che vince perchè copia il modello comunicativo di Berlusconi, o un giovane idealista che vorebbe prendere la nostra Costituzione e renderla più condivisa, attuale, e soprattutto applicata?

Renzi, l'attuale governatore della provincia è un "ex prete", come sostenevano le persone di Firenze, "una persona di potere" come sosteneva Staino, che ha fatto il suo pezzo di carriera nel partito, nella Cl, da 14 anni?
Certo, a sentirlo parlare, si respira la solita aria di rinnovamento, di ottimismo, di sfida per il futuro ("potevo starmene tranquillo alla provincia e ho invece voluto metterci al faccia").
Ma a parole, come si dice, siamo tutti bravi.

E anche Bassolino, a sentirlo parlare con tutta la passione che ci mette, fa la sua bella figura: "non bvolevo abbandonare la nave in mezzo alla tempesta".
Sì, ma chi ha portato la nave nella tempesta?Chi ha firmato il contratto con la Impregilo, per le Ecoballe? Chi ha finanziato il Call Center da 3 milioni di euro, che riceveva 4 telefonate al giorno?Certo, il "vecchio" Bassolino ha avuto l'onestà intelletuale di ammettere di aver fatto il suo tempo "siamo uno dei paesi più vecchi politicamente e dobbiamo accompagnare il rinnovamento".

Bene, allora è Renzi il futuro? Oppure, più semplicemente, Renzi vince perchè raccoglie l'odio e la diffidenza verso i vecchi del partito?
Verso gli altri candidati come Graziano Cioni, che in una ronda notturna affermava soddisfatto "abbiamo appena preso un graffitaro"?
Cioni, l'amico di Rapisarda e Ligresti.

"Cosa pensa di Franceschini?" "Mi faccia un'altra domanda"
Ecco, sarò vecchio anche io, ma a me sembra molto più innovativo Beppe Grillo con le sue idee sull'ambiente, sulla mobilità, sul Wi Fi ..
Molto più combattivo Franceschini, che non si è sottratto al botta e risposta col cavaliere.
"Franceschini è un cattocomunista".
"E Berlusconi è tecnicamente un clerico fascista".


Non sempre essere giovani significa rappresentare il cambiamento.Diamo tempo a Renzi di spiegare le sue idee: ieri sera si diceva contrario alle proposte del segretario sul prelievo una tantum, sebbene serva dare il buon esempio, da parte dei parlamentari. Togliendosi i privilegi di casta ..

Certo, se si perde anche Firenze, c'è veramente da cambiare partito.
Il video della puntata, sul sito Rai (in formato Silverlight, dunque solo IE ....).
Technorati:

Il re è nudo (e finisce anche in galera)

Bernard Madoff, l'ex numero uno del Nasdaq, rischia 150 anni di carcere. Nessun indulto, solidarietà di casta, cercare di tirarla per le lunghe.
Avrà le sue pecche il sistema giudiziario americano, ma in america si fa così: chi ruba va in carcere. Non solo spacciatori, ladri di mele, lavavetri, clandestini ..
E ogni tanto anche qualche politico, sindaco, imprenditore, presidente di regione.
Subito scarcerati, con tanto di scuse e riabilitazione da parte della casta.

Quanto vale l'onore di un uomo?

Karol Racz (il pugile la cui faccia è apparsa su tutti i TG) non c'entra con i due stupri.
Chiedergli scusa per le accuse? E perchè, mica è italiano.

12 marzo 2009

Un disco dei Platters, ritorno al paese

Secondo capitolo della quadrilogia della coppia Guccini - Macchiavelli dedicata al maresciallo Bendetto Santovito.
Il primo capitolo, Macaronì, era ambientato negli anni 30.

Il secondo, ossia "Un disco dei Platters", è ambientato negli anni 60: Santovito ex maresciallo della benemerita torna al paese, dove sono appena accaduti due episodi di sangue.

Queste le impressioni sul ritono al paese di Santovito:
Si avviò verso l'osteria di Serafina ed ecco che, subito dopo la piazza, trovò un paese che non somigliava a quello lasciato. Allora c'era la bottega che vendeva salumi, pane, conserva, tonno sott'olio .. E c'erano il tabaccaio, il negozio del barbiere, l'osteria di Serafina e niente altro.
Trovò una merceria con la vetrina illuminata, anche se il sole ra alto, e un bar gelateria con i tavolini occupati da un branco di ragazzi attorno ad un juke-box e a un Tony Dallara che strillava a tutto volume il suo "Come prima, più di prima di amerò ..".

Più avanti il negozio del tabaccaio, tutto plastica, vetri e alluminio anodizzato color oro e argento. L'osteria di Serafina non c'era più. Al suo posto, un locale con due vetrine, un'insegna al neon, RISTOBAR, tavolini fino in mezzo alla strada e tanti ragazzi seduti direttamente sui tavolini e sulle spalliere delle sedie e i piedi dove di solito si mette il culo, bottigliette di Coca Cola e chinotto tra le mani.

Stasera parliamo del PD

Ad Annozero si parla del partito che non c'è, il Partito Democratico.
In studio, per dirla facile, il vecchio e il nuovo: Matteo Renzi ed Antonio Bassolino.
Su Bassolino non aggiungo altro. Stabiliranno i magistrati (prima dei vertici del partito) la sua colpevolezza o meno.
Su Renzi, trovo interessanti le intercettazioni (che ho trovato qui), sulle sue telefonate con Cioni (che dovrebbe rappresentare il vecchio a Firenze):

Poco più tardi Cioni chiama Matteo Renzi, presidente della Provincia, suo avversario alle primarie. «All´Isolotto ci s´ha una fedifraga. La Sonia Innocenti: sta con Pistelli». «Quanti voti sposta?», s´informa Renzi. Pochi, secondo Cioni: «Ma questo voltaspalle lo deve pagare». «Quando tu vedi Marco Bassilichi tu gli dici anche te qualcosa... l´ha messa ai rapporti con la pubblica amministrazione... la mia porta la trova chiusa oggi, domani e domani l´altro».

Il giorno successivo 17 settembre, Renzi richiama Cioni: «Ascolta due cose al volo: alla Sonia quel messaggio che mi avevi detto ieri gliel´ho fatto dare in modo molto brutale». «A chi l´hai dato?», chiede Cioni.
Renzi: «Al suo capo... e a voce tramite Filippo Vannoni, che me l´ha portata a pranzo una settimana fa». Renzi e Cioni sono avversari ma fino a un certo punto. Lo spiega Cioni: «O vinco io o vince Renzi e va bene... o vince la Lastri e è un disastro... o vince Pistelli ed è un´epoca secondo me di quelle micidiali... quindi bisogna che si corra tutti e due, Renzi e io: se vince lui gli fo da vicesindaco, se vinco io fa il vicesindaco lui».

Robin Hood non abita qui

Nel 2006 la proposta di Riforndazione di far pagare la tasse ai ricchi aveva creato polemiche a non finire. Guai a far piangere i ricchi ...
Poi lo fa Obama e viene da pensare a quanto siamo distanti dall'America.

Lo ripeto, a Fraceschini va riconosciuto il merito di aver sparigliato le carte con le sue proposte, tra cui la tassazione una tantum sui redditi alti. E aver costretto la maggioranza a rincorrere e a dover dire un no che pesa.

Domenica torna Report e parla del miracolo catanese ... che non è il sole fatto splendere dall'arrivo di Berlusconi a Catania.

Il professore Umberto Scapagnini, medico di fiducia di Silvio Berlusconi ha amministrato Catania per otto lunghi anni, dal 2000 al 2008. Avrebbe voluto somministrare l’elisir di lunga vita anche alla città oltre che al premier. Non gli è riuscito: ha lasciato un buco di bilancio di oltre 360 milioni di euro e un indebitamento complessivo di circa un miliardo di euro. Lo scorso inverno a causa delle casse vuote, Catania è rimasta al buio. L’ha temporaneamente salvata un decreto del Governo che ha destinato i 140 milioni che il Cipe aveva concesso per la realizzazione di alcune opere urgenti, alla copertura dei disavanzi di bilancio degli anni passati evitando così all’amministrazione siciliana la dichiarazione di dissesto finanziario.


11 marzo 2009

La Cassazione sui blog

Interessante la lettura che la Cassazione da dei blog, dei forum e dei nuovi media su internet. Non sono equiparabili ai mezzi stampa tradizionali, dunque nessuna guarantegia (cioè non possono appellarsi alla libertà di espressione).

In linea contraria alle proposte di legge che si sentono (Carlucci, D'alia...): come la registrazione del responsabile del blog, l'equiparazione ai direttori di giornale, obbligo di smentita entro 24 ore ...

Stupidi noi a non aver capito

Il voto ai soli capigruppo era per dimezzare i costi della Casta, la rivelazione di Silvio su Libero...
Stupidi noi a non averlo capito.

«Presenteremo una proposta di legge di iniziativa popolare per dimezzare il numero dei parlamentari». Parole che dette da altri valgono come la più balorda delle promesse da marinaio, al contrario pronunciate da chi già una volta le mise nero su bianco in una riforma, diventano un impegno cui credere.

E' già pronto il tavolo da Bruno Vespa su cui firmare il nuovo patto con le promesse agli italiani. Come quella di diminuire le tasse, nuove infrastrutture, più sicurezza ...

Se si voleva risparmiare, si poteva accorpare referendum con elezioni.
Spiega La Russa perchè non si può:
Ma il referendum è stato ritenuto motivo di valutazione separata da quelle politiche perché ciascuno potesse esprimersi sul problema e non in base ad appartenenze politiche. Mischiare, quindi, la data del referendum a quella politica significa limitare questa specifica libertà di scelta.

Non è che invece sono separati perchè c'è il timore che mettendoli assieme il referemdum richiava di passare.

Basta catastrofismo


370000 posti di lavoro persi nel 2009, fin'ora. Rischiamo di perdere un'intera generazione di laureati, che come unica prospettiva hanno quella di lavorare in un call center o in un supermercato.

Finiti i soldi per la Cassa Integrazione in Lombardia.

La proposta del presidente del Consiglio: in parlamento votano solo i capigruppo.

Fini sdogana Berlusconi per il colle (fatale?).

10 marzo 2009

Delitti di gente qualunque di Loriano Macchiavelli


Gli ingredienti del giallo alla "Machiavelli" ci sono tutti: lo sbirro Sarti Antonio alle prese col capo brontolone e dispotico "èverocomesidice" Raimondi Cesare. Una nuova collega Salvatrice Prenotato esperta di informatica. Il talpone, Rosas, che entra in una storia che mette assieme una vecchia villa fuori Bologna, il radium, le ricerche fatte dal conte Cesare Mattei sulle cure mediche col radium e una serie di delitti che partono dal medioevo.
Tutti incentrati sulla rocca dei Mattei, dove si svolge buona parte della storia [nella foto, la famosa sala inglese].

Non più la Bologna umida e piovosa dei portici e di San Petronio, ma un vecchio maniero, con i suoi passaggi segreti, i suoi fantasmi, le sue stanze segrete.
Qui l'indagine porta Sarti Antonio, sergente della polizia, anzi ex, essendo stato sospeso dall'incarico per la sua complicità (presunta) col terrorista (a sentire il capo Raimondi Cesare) Rosas.

Forse la parte centrale è un pò troppo lunga e annacquata: tra le ricerche claustrofobiche dentro il vecchio castello; i personaggi del borgo (anche loro custodi di segreti). Trebisonda, una maga (o sensitiva?) che conosce molte cose della rocca (e di Sarti); Selmo e Delina, i proprietari della locanda dove risiede Sarti; Catanzaro, un ragazzo che aiuta Rosas a trovare il segreto del conte; il maresciallo dei carabinieri (poteva mancare la benemerita?) ... Persino Guccini compare in un cameo.
Cos'hanno di tanto importante le carte segrete del conte (un personaggio realmente esistito, a fine 800), da far paura ancora oggi?

Il link per ordinare il libro su ibs.
La rocchetta Mattei su internet.
La recensione su Wuz.
Technorati:

Il caso Messineo: quando un non mafioso è ritenuto tale

Marcello Dell'Utri condannato in primo grado per concorso esterno alla mafia, non è mafioso.
Totò Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento, non è mafioso.
Il procuratore di Palermo, Messineo, lo sta diventando.
Grazie alle accusse del membro laico ("partitico") Anedda, che ha tirato fuori una vecchia vicenda, il marito della sorella della moglie di Messineo, Sergio Maria Sacco, che secondo alcuni pentiti è “organico” a Cosa nostra e sarebbe “uomo d’onore”:
“Se il vicepresidente Nicola Mancino non aprirà d’ufficio una pratica sul caso Messineo, sarà la prima commissione già lunedì a farlo”. Lo sostiene Gianfranco Anedda consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura a proposito delle parentele del capo della procura della Repubblica di Palermo Francesco Messineo. “Il Csm non può rimanere indifferente e dovremo sentire quanto meno il procuratore generale”.
Sacco non è indagato. Tantomeno Messineo. La vicenda risale a prima della nomina di Messineo da parte del CSM. Torna la stagione dei veleni a Palermo, ora che sotto processo ci sono l'ex generale Mori (per le trattative fra Stato e mafia durante le stragi del 1992-’93), e in appello arrivano o arriveranno i processi a Cuffaro e Dell'Utri?
Tanta solerzia, poi, fa a pugni col lassismo usato verso i magistrati di Catanzaro e di Potenza (dai procuratori generali Favi e Tufano a vari pm) indagati essi stessi, non i loro cognati - per aver ostacolato o insabbiato indagini delicatissime, e mai proposti per il trasferimento. Anzi, nel caso Catanzaro il Csm ha preferito cacciare i magistrati onesti che li avevanoindagati. Complimenti vivissimi.
P.S. a proposito di Dell'Utri, il giornalista Liguori è stato condannato a risarcire a risarcire con 25 mila euro ciascuno i tre giudici diffamati a mezzo stampa, e cioe' il gip di Torino Piera Caprioglio e i sostituti procuratori presso la Procura torinese, Cristina Bianconi e Luigi Marini.
Aveva paragonato l'operato dei giudici torinesi a quello delle milizie serbe.

Il lungo (e caro) sonno al S Raffaele

E' in corso a Milano il processo sulle tariffe gonfiate al S. Raffaele. La clinica del sonno...

La guerra persa in Afghanistan

Non solo abbiamo perso la guerra militare contro i talebani, in Afghanistan.Abbiamo perso la guerra sulla ricostruzione del paese: niente elettricità, fogne, strade, scuole.

Abbiamo perso la battaglia sulle donne: tutte col burqa, minacciate, violentate, sottomesse.
Quanto emerge da Presa Diretta, di Iacona.
Dove, tra l'altro, si parlava anche dell'acqua potabile che manca in Calabria.
Almeno riuscissimo in Italia, a dare agli italiani condizioni degne di vivere.

Altro che chiedere un maggiore impegno militare contro i talebani.

09 marzo 2009

San Franceschini contro il signor B.

Un merito, tra gli altri, va dato al nuovo segretario Franceschini (San Franceschini, nelle vignette di Vauro).
Quello di aver sparigliato le carte della politica, facendo lui delle proposte al governo e non inseguire il PDL (cioè Berlusconi) nelle sue richieste/ricatti.
E, trattandosi di richieste concrete fatte nell'interesse degli italiani, ha ottenuto dei no.
Il presidente del consiglio, quello che accusava la sinistra di dire sempre no, si è trasformato lui nel signor no. E se ne assumerà le responsabilità davanti agli elettori.
Moratoria sui licenziamenti dei precari nella pubblica amministrazione? No.
Assegno di disoccupazione per tutti? No.
Election day unico (referendum e amministrative). No, forse, boh ..
Anche ieri, messo alle strette dall'Annunziata durante "In mezz'ora" ne è uscito bene, l'ha fatta sbottare "Che duro, Franceschini!".
E speriamo che il duro tenga botta.
Come sul piano case: compito dell'opposizione è l'aiutare il governo nel trovare soluzioni per uscire dalla crisi. Ma che siano soluzioni sensate. Non come il piano case.
Dove è uscito il signor B. che conoscevamo: quello che considera le leggi dei "burocratismi".
Che pensa che tutti gli italiani abbiano una villa da ampliare : "dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perchè i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla villa esistente"

La proposta Carlucci su internet

Come per altre leggi targate PDL, si vara una legge che dice che si vuole colpire un reato, ma in realtà dietro si nasconde ben altro.
Mi vien in mente la Ex Cirielli, che voleva colpire i criminali recidivi e invece ha garantito prescrizioni facili per gli incensurati.O l'attuale riforma della giustizia che dovrebbe garantire tempi certi per i processi e che invece li allungherà.
Oggi parliamo della proposta di legge dell'onorevole Carlucci (capisci e internet, direbbe Paolantoni) sulla rete internet.Dovrebbe mettere fine all'anarchia che impera in rete e combattere il fenomeno della pedofilia.
Commentiamo qualche articolo:
Art. 1
"È fatto divieto di effettuare o agevolare l'immissione nella Rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima".

La privacy per i colletti bianchi.
Nome e cognome per tutti gli altri.

Art 2
"I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o identificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato".

I providere che diventano cani da guardia per il governo.
Il comma 3 dell'art. 2
"Per quanto riguarda i reati di diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l'applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti".

Dunque il blogger che scrive gratis, assogettato a tutti gli editori dei giornali di partito (finanziati dai soldi pubblici).
Dunque una stretta a Internet da una parte, e il lodo Alfano, la legge Boato (che ha salvato Latorre e le sue intercettazioni) dall'altra.
Il re non deve essere mostrato nudo.

Presa diretta Guerre

"Finchè c'è guerra c'è speranza" recitava un vecchio film di Alberto Sordi.
Il business della guerra, della distruzione delle case, degli edifici pubblici, delle armi (le tante lobby che hanno popolato Washington in questi anni). E infine il business della ricostruzione.

Iraq, Libano, Afghanistan e Gaza.

Il governo italiano donerà 100 milioni di euro per la ricostruzione di Gaza (poi taglia i fondi di aiuto ai paesi poveri): ma non era meglio investire quei soldi nella diplomazia per evitare la guerra ai civili e ai terroristi di Gaza?

Forse avremmo avuto qualche morto in meno sulla coscienza.
Cosa è successo a Gaza? Le telecamere e i giornalisti di Presa Diretta sono entrati nelle città della striscia, negli ospedali per mostrare il vero volto della guerra. Guerra giusta, hanno detto, in risposta alle aggressioni dei razzi Kassan contro le città israeliane.
E in risposta a questi si sono bombardate città, ospedali, scuole, facendo uso di bombe al fosforo (senza aver avvisato i medici palestinesi di come curare i feriti), e di altre bombe che facevano "ferite strane".
Corpi ustionati fino alle ossa, parti del corpo mutilate senza sanguinamento (Le Dime bomb "less lethal bombs", nel gergo ipocrita dei militari)....

E a Gaza la guerra non è ancora finita: non solo per i feriti che ancora sono presenti negli ospedali (e che lì rimarrano per parecchio tempo); ma per l'economia messa in crisi sia dall'embargo di Israele, che ha bloccato i rifornimenti dai valici di medicnali e aiuti. Ma anche per il blocco contro i pescatori di Gaza, che possono uscire a pescare entro una fascia stabilita unilateralmente dagli israeliani.Che rischiani di essere sparati dalle motovedette.
Come a rischio cecchinaggio sono anche i contadini.
Il governo israeliano ha avuto persino il coraggio di denunciare Amnesty, per i suoi rapporti di denuncia di violazione dei diritti umani.
"Il rapporto è scorreto, perchè usa i dati forniti da Hamas" spiegava il portavoce del governo.
Questa è la guerra: dai morti per gli attentati kamikaze in Israele, ai morti civili sotto i bombardamenti. Una spirale di sangue senza fine. Violenza che chiama altra violenza. Un affare per qualcuno.La morte per molti altri.
Technorati: ,

08 marzo 2009

Alemanno senza contradditorio

E come la mettiamo adesso, dopo aver visto l'intervista del sindaco Alemanno a Che tempo che fa, dove senza contradditorio parlava della violenza degli anni 70, delle estemperanze della Lega, della rivalità Fiumicino Malpensa (e di riflesso della crisi di Linate), della campagna elettorale fatta a colpi di spot su tolleranza zero, su violenza, dagli all'immigrato, la nuova pista per la Formula 1, , sulla violenza verbale

Sulla strumentalizzazione della violenza:
“Non ho strumentalizzato .. la palla l'hanno alzata gli avversari. La sinistra si irrigidisce alla parola sicurezza: noi abbiamo soltanto detto 'il re è nudo' e abbiamo affrontato il problema.”
Su diritti e doveri agli immigrati:
“Il principio della legge deve valere per tutte le persone. Dobbiamo fare in modo che il territorio sia controllato.
Le ronde sono uno strumento sbagliato, se intese come alternativa alle forse dell'ordine”.
“Diritti agli immigrati? Diritti e doveri. Ogni persona deve sentire questa necessità. Dobbiamo accogliere gli immigrati irregolari non quelli irregolari”.

Quelli irregolari che magari sono pure costretti al nero, sotto ricatto.
E gli sgomberi dei rom? Costretti a vivere in lager? Le baracche che vengono distrutte da una parte e si ricreano dall'altra? I casi di violenza (sulle donne) che continuano ancora oggi?

Speriamo che Gasparri non faccia chiudere la tramissione.

Buon 8 marzo alle donne (ma anche il 9 marzo, il 10 marzo ..)

Speriamo che verrà un giorno in cui ci diremo C'era una volta la festa delle donne …
Non avremo bisogno di un giorno in cui ipocritamente regalare una mimosa per poi dimenticarcene il giorno dopo.
Buona festa per tutte, magari non a Roma, al concerto di Califano.

A mali estremi, estremi spot

Prendo a prestito la battuta di ellekappa per commentare le uscite governative a proposito della crisi.
La crisi c'è ma non è tragica” : se gli italiani hanno una percezione diversa è colpa dei media, che la ingigantiscono e boicottano l'operazione di “ottimismo” che governo e premier portano avanti.
Ma non è stato Tremonti a dire che il 2009 sarà terribile?

Colpa nostra allora, di noi che guardavamo le notizie del TG3 (perchè gli altri Tg erano impegnati a parlarci del salone dell'auto, delle nuove cure, di quello che accade nella casa del grande fratello, del boom di chirurgia estetica delle italiane, del processo a Meredith, del caso Poggi, ...) e sentivamo parlare di crollo delle borse, di aziende in crisi, di titoli in crisi, di licenziamenti, ora siamo più tranquilli.

Sorridete, siete su scherzi a parte!

Il governo si muove per risolvere la crisi e per aiutare l'economia reale. Questo lo slogan che sentiremo ripetere. Quale la strategia per uscire dalla crisi?

Le grandi opere pubbliche: per cui il governo ha stanziato 17 miliardi. E che gestirà in modo centralizzato direttamente Palazzo Chigi, causando qualche malumore tra i suoi stessi ministri (Scajola in primis).
Con i cantieri riprenderà l'economia, dicono. Ma sarà vero? Cosa facciamo? Spostiamo i lavoratori della Indesit di Torino a Messina a fare il ponte? O i ricercatori dalle università nei cantieri a fare le autostrade?
Che poi, lo testimonia anche il servizio di Ruotolo andato in onda ad Annozero, gli italiani non sono felici di lavorare nei cantieri. Lavoro pesante, mal pagato, magari in nero.
E i Tremonti Bond, che finanzieranno le banche, che a loro volta finanzieranno le imprese? Chi controlla a quali aziende dare i soldi e a chi no? Chi controlla che poi le aziende usino i soldi per fare ricerca e sviluppo?
Il piano case per l'edilizia, una legge studiata per stimolare la ripresa edilizia, che sarebbe utile in sé se servisse ad abbattere le case degli anni 70, antienergetiche.
Ma che in realtà nasconde un probabile scempio dei piani regolatori, dell'ambiente: veramente vogliamo togliere le licenze edilizie per aumentare le cubature delle case? Cosa verranno a vedere i turisti in Italia? Il cemento?

Certo, per ritornare ai media che diffondono notizie allarmistiche, qualcuno un giorno ci spiegherà come mai l'allarmismo va bene quando si tratta di parlare di sicurezza e allarme stupri, allarme furti …
Abbiamo sbattuto i mostri in prima pagina e li abbiamo chiamati belve, e ora scopriamo che forse i due romeni con la violenza della Caffarella non c'entrano.

Comunque, visto che la crisi non è tragica e che il governo italiano ha fatto meglio e di più degli altri paesi, iniziamo con l'elencare le notizie che tendono a generare allarmismi inutili.
A cominciare dai 5 morti sul lavoro degli ultimi giorni.
L'omicidio eccelente in terra dei casalesi dei due nipoti (Clemente Prisco e Antonio Salzillo) di Cutolo e Bardellino.
Il rapimento a Varese di un imprenditore impegnato in una organizzazione antiracket, Guido Gallo di Sos Antiracket.
L'istituzione della commissione antimafia a Milano. E' finito il segreto di Pulcinella della Mafia al nord ..
Il famoso ponte sullo Stretto, verrà costruito dalla Impregilo, la stessa impresa uscita in una intercettazione, la stessa che è sotto processo per le Ecoballe a Napoli.
Effetto Gelmini nelle iscrizioni alle scuole: - 15 % alle scuole pubbliche (e un aumento alle paritarie).

06 marzo 2009

La Weimar digitale

Ho letto con una certa preoccupazione l'articolo di Calamari su P.I. sulle proposte che sono uscite per la nuova internet, la nuova "Weimar digitale" che si prospetta.

Si indica con questo nome un periodo di storia politica tedesca tra le due guerre mondiali che terminò con l'ascesa di Hitler al potere. Infatti il plauso all'impiego dell'esercito nelle strade, la formazione di ronde, governi inconcludenti e distaccati dalla realtà, una situazione economica fallimentare e la rinuncia in larga parte spontanea ai diritti civili risuonano come diapason vicini non nello spazio ma nel tempo. Altra similitudine tra i due periodi è l'uso organizzato e su vasta scala di strumenti mediatici preesistenti allo scopo di diffondere un "pensiero debole" e manipolare chi lo pratica. Ma queste sono considerazioni personali, storiche e per niente "digitali".
La situazione simile a quella della Repubblica di Weimar appena tratteggiata la si ritrova anche nel cyberspazio, che cyberspazio ormai non è più essendo solo la parte digitale di un mondo sempre più unificato.
Anche qui troviamo il plauso all'impiego di intercettazioni preventive e totali, alla censura eletta a sistema di vita, con la relativa rinuncia ai diritti civili in Rete ed un uso della propaganda per ghettizzare e demonizzare chi la frequenta e magari ne fa uno stile di vita. Anche persone dotate di intelligenza normale e di lunga pratica e competenza del mondo digitale restano sostanzialmente indifferenti agli scempi che sono stati praticati, soprattutto in Italia.
Giusto per non perdere l'abitudine, ricordo ad esempio che la censura preventiva sulla navigazione nei paesi "industrializzati" esiste solo in Italia ed in Cina: quindi perché il vostro blog sia visibile dovete non solo pagare gli eventuali canoni e sperare nella buona salute del vostro provider, ma anche non essere antipatici a tutta una serie eterogenea di soggetti dotati, solo in Italia, di poteri di censura immediata e totale, da aziende quali monopolisti del gioco d'azzardo, da ronde telematiche, cacciatori di reati d'opinione e così via.
La maggioranza dei cittadini della Rete non ha trovato niente di scandaloso nello stravolgimento della struttura della parte di Rete italiana perpetrata per tutelare il monopolio del gioco d'azzardo, anzi l'hanno molto apprezzato non appena è stato presentato come la pallottola d'argento per far scomparire i siti pedopornografici ed i micidiali "hacker".
Suggerire a questa maggioranza silenziosa ed indifferente di cercare "Pacchetto Telecom" o "Rapporto Medina" con un motore di ricerca sarebbe del tutto inutile. A cosa servirebbe far notare che potrebbe costituirsi, con la benedizione del Parlamento Europeo e di tutte le polizie e le agenzie investigative, una santa e potenzialmente lucrosa alleanza tra fornitori di connettività e fornitori di contenuti, in grado di stravolgere il futuro della Rete?

Un pò di link su Medina e Pacchetto Telecom.

Annozero: arrivano i mostri!

Molti gli argomenti toccati nella puntata di Annozero: dalla stretta attualità (le violenze a Roma alla Caffarella e al Quartaccio); dalla sicurezza alle leggi sulla sicurezza dei vari pacchetti, decreti, leggi.

Chi sono e come sono organizzate le ronde nei comuni dove sono già esistenti?

Chi sono invece i baraccati che vivono nelle periferie di Roma (e di altre città come Milano): zingari, rom ..

Fino ad arrivare alla violenza sulle donne: tutti presi dalla caccia allo zingaro o al romeno (poi magari scopriamo che non sono nemmeno loro i mostri, dopo averli sbattuti in prima pagina), ci dimentichiamo dlle vittime. Le donne, che spesso, nei loro racconti fanno emergere un aspetto brutto: quello di sentirsi da vittime a carnefici, vittime due volte.

La prima per la violenza subita; la seconda, quando sono costrette a subire i confronti, gli interrogatori degli avvocati difensori, gli sguardi dei vicini. Siamo sicuri che le leggi proposte servano ad arginare il fenomeno? Lo stalking senza poter fare le intercettazioni telefoniche? Positiva l'idea di dare il patrocinio gratuito alle vittime.

Di sicurezza o rassicurazione ne ha già parlato il giudice Davigo: sicurezza è garantire processi con tempi ragionevoli, certezza della pena, una legge uguale per tutti.

Rassicurazione è gridare alla tolleranza zero, alla cacciata dei rom, all'untore (di volta in volta l'albanese, il romeno, lo zingaro, l'extracomunitario).Nell'epoca dei cavilli giudiziari, delle troppe leggi, della prescrizione "facile" più che di sicurezza si dovrebbe parlare di rassicurazione.
Da una parte un'attenzione ossessiva alla criminalità da strada: con ronde, militari, polizia (senza benzina per le auto? con organici ridotti?), telecamere.

Dall'altra si ha il rischio di dimenticare il quadro generale della criminalità organizzata: i trafficanti di esseri umani, i grossi trafficanti di droga (e non solo gli spacciatori), le mafie.

Da una parte le solite accuse su chi ha tagliato di più nella polizia (il precedente governo Prodi, o l'attuale con i tagli di 1 miliado di euro in due anni).
Dal'altra il business della sicurezza privata (4 miliardi di euro i ricavi).

Da una parte le ronde: "assistenti civici" per il sindaco Tosi. Che spiegava la differenza tra rom e zingari: i rom sono quelli che vivono nelle baracche e rifiutano le case.

Complimenti: chissà se si è visto la puntata di Presa diretta "caccia agli zingari".
Mi sono perso le vignette di Vauro: peccato, con Rutelli in studio chissà cosa avrà fatto ...


Technorati:

05 marzo 2009

Avevano detto (sullo stupro alla Caffarella)

Volevo starmene zitto, vista la delicatezza dell'argomento.
Ma è bene ricordsare quanto, dopo la violenza è stato detto.
"Mi auguro che una volta assicurati i responsabili alla giustizia non ci siano clemenza e indulgenza - attacca Alemanno - quando strillavo contro l'eccessiva clemenza della magistratura contro reati di violenza sessuale, purtroppo non avevo torto. Perché l'emergenza continua ad essere molto forte, si concentra in periferia. Dobbiamo mantenere alta la guardia e dare segnali positivi". [Repubblica]

I ripetuti episodi di violenza sessuale avvenuti a Bologna, Roma e Milano scaldano gli animi e rilanciano il dibattito sulla sicurezza.
E, in attesa dei provvedimenti annunciati dal governo, la Lega torna a chiedere misure radicali: "Sono convinto - dice il ministro Zaia a Canale 5 - che introdurre la castrazione chimica per chi commette degli stupri sarebbe una soluzione che potrebbe darci tranquillità"
Calderoli: "Non basta, castrazione chirurgica".
[
Repubblica]

Gli esami sui reperti trovati nel parco della Caffarella scagionano i due uomini arrestati per la terribile violenza su una quindicenne (con percosse al giovane fidanzatino) avvenuto tre settimane fa nel parco romano. Alexandru Isztoika Loyos, 20 anni, e Karol Racz, 36, allo stato delle prove, sarebbero non colpevoli. L'accusa dunque traballa, travolta dai prelievi effettuati sui mozziconi delle sigarette fumate dagli stupratori e su altri reperti trovati tra i rovi. [Unità]

Arrivano i mostri è il titolo della puntata di Annozero di questa sera che cercherà di ricostruire quanto accaduto.

La legalità solo per gli altri

Mediaset combatte la battaglia per la legalità, contro chi viola il diritto d'autore, ovvero contro chi distribuisce su internet stralci dei suoi programmi.

E Rete 4, che da anni va in onda in modo illegale?

Il paese volta le spalle

Come per il testamento biologico e l'accanimento terapeutico, anche per il maestro unico il paese volta le spalle al suo governo.

In Italia e in special modo in Lombardia: la maggior parte delle famiglie ha scelto il vecchio modello di scuola. Altro che maestro unico.
Peccato che a furia di tagli, non ci siano più maestri per le scuole ....

La cattiva maestra

Un programma sulla Rai che si chiama "I raccomandati". In un momento di crisi, con gente lasciata a casa dal lavoro. Nel paese della corruzione e dei baroni. Chissà come la prenderanno i ricercatori che vengono trombati nei concorsi per lasciar il posto al solito figlio di ..

Un nuovo reality, sulla TV commerciale (l'altra faccia della stessa medaglia), in cui un concorrente è sotto processo. Bell'esempio per i ragazzi: altro che 5 in condotta e lotta al bullismo

A Matrix infine, l'intervista (in esclusiva!) a Erika (vi ricordate di Erika e Omar) in cui parlava di canne, sesso e orrore.

04 marzo 2009

Ndranghestisti a piede libero

Se non ci fosse l'emergenza stupri, l'emergenza clandestini, si potrebbe tornare a parlare della criminalità organizzata e della giustizia che invece, a colpi di tagli al personale e alle risorse, a colpi di inefficienze e lentezze, non è in grado di contrastare.
Come a Reggio Calabria, dove Antonino Monteleone ci racconta di quello che succede in Calabria:
E “Le Iene” che hanno messo alla gogna, giustamente, il Giudice Concettina Garreffa, magistrato a Reggio Calabria, che, depositando dopo più di due anni le motivazioni della condanna a 12 anni di reclusione di Denis Alfarano e Damiano Leotta, ha consentito la scarcerazione di due killers non hanno considerato occuparsi della causa del problema.

Ma solo di un effetto, per quanto deplorevole.

Avrebbero potuto scavare un po’ più a fondo e spiegare ai milioni di telespettatori che c’è una Giustizia in ginocchio anche perché il loro editore si premura di sfasciarla ogni giorno che passa.

Ma invece no.

Ed oggi registriamo un altro di questi effetti. Altrettanto rivoltante.

Questa volta il ritardo nel deposito delle motivazioni da parte dell’ufficio del Giudice per l’Udienza Preliminare ha offerto la libertà a Cosimo Romanello, presunto boss della ‘ndrangheta e facente funzioni di una altro boss - questo conclamato - Giuseppe Coluccio, arrestato la scorsa estare in Canada dopo una lunga latitanza.


Non sono solo gli stupratori romeni che vengono scarcerati, dunque.
Ora sono più tranquillo.

Berluscò sceicco

Cosa avremo ottenuto in cambio dagli accordi con la Libia?
Dagli accordi presi con l'ex dittatore libico.
Cui abbiamo pure chiesto scusa (alla Libia e non all'Etiopia, alla Slovenia, all'Albania ..).

Dal presidente operaio al presidente sceicco. Come Totò.

Povero verde lombardo

E' passata la legge sul governo del territorio in Lombardia.
Meno tutele per gli spazi verdi e maggiori poteri alle giunte comumali per decidere dove costruire.
Specie nei comuni interessati dall'Expo, come il comune di Milano.
Una delle prime zone a rischio, i prati del Gallaratese, di proprietà del costruttore Ligresti.

Verde minacciato dal cemento, ma anche
dall'amianto nelle discariche.
E in futuro anche dal nucleare, magari ..

03 marzo 2009

Profondo nero di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

Ho terminato il viaggio lungo il filo nero che lega i misteri della morte di Enrico Mattei, Mauro De Mauro e Pier Paolo Pasolini.Un viaggio che parte dall'Italia che si poteva avere (emancipata dal controllo americano, sia politico che energetico). All'Italia in cui i segreti non si potevano svelare: e infatti De Mauro e Pasolini hanno pagato con la loro morte (questa l'ipotesi degli autori e non solo) il tentativo di svelare il lato criminale del potere economico e parlamentare italiano.I legami occulti e eversivi che mettevano assieme pezzi dello stato, imprenditori e mafiosi.
Sarebbe bastato leggere Petrolio, e andare oltre il tema della sessualità (del personaggio Carlo) per vedere il volto nascosto e stragista dell'Italia.Possibile che l'autore di questa denuncia sia morte solo per una lita tra "froci".
Ecco: questa è l'Italia da cui siamo partiti.
Quale è quella dove siamo arrivati? Dei vari tentativi di golpe, di spostamento dell'asse democratico del paese, cosa è rimasto?

Nell'ultimo capitolo gli autori fanno un salto: da Cefis a Gelli fino ad arrivare al potente dei giorni nostri. Il presidente del Consiglio Berlusconi.
Nel 1975 la summa ideologica del piduismo è il Piano di rinascita Democratica che Licio Gelli considera la bibbia della nuova Italia.Nel 2008 gran parte del lavoro è fatta, a guardare quella che è diventata la Seconda Repubblica.Ci sono voluti trent'anni, ma il golpe bianco è quasi compiuto. con Berlusconi (tessera P2 1816), tre volte premier, con record di longevità governativa che adesso aspira al Quirinale ed è indicato proprio da Gelli come suo successore.
Il golpe è stato realizzato senza eserciti ne divise. Ma non sono bastati l'esplosione della Lega Nord e dello Scandalo di Tangentopoli per dare una spallata ai partiti tradizionali. Ci sono volute le esplosioni a base del tritolo: le stragi del 1992, l'eccidio di Capaci e di via D'Amelio, l'estrema evoluzione della strategia della tensione, pianificata da menti raffinate per sbloccare il sistema politico italiano.Solo con la morte di Falcone e Borsellino e dopo gli attentati mafiosi del 1993, infati, si è compiuta la definitiva svolta politica che ha cancellato la Dc, il Psi e i partiti laici minori, e ha aperto la strada alla Seconda Repubblica, con la discesa in campo di Berlusconi, in un Italia completamente ipnotizzata dall'imperio mediatico televisivo. E' l'Italia di oggi: un paese totalmente prigioniero, come aveva profetizzato Pasolini, di un'omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e del "joie de vivre".
Un'Italia ingannata, derisa, schiava. Aveva ragione il poeta a essere ossessionato dall'uomo nero del petrolio e della finanza italiana.


Il post sul blog di Chiarelettere.
L'intervista di Pino Pelosi sul
Messaggero, dove parla di altre persone presenti a Ostia.
Il link per ordinare il libro su
Internetbookshop.
Tecnorati: , , , ,

L'occhio di Cuffaro

Cuffaro in vigilanza Rai: a vigilare su cosa?
Sul contradditorio nelle trasmissioni dove si parla di mafia?

Sul contenuto dei TG Rai, dove guai a parlare dei processi dei potenti? Mastella, Cuffaro stesso (il vigilante che vigila su se stesso), Dell'Utri, ...

Franceschini il terribile

"Quel no - ha aggiunto il neosegretario del Pd - è come se noi non l'avessimo sentito: Berlusconi deve venire in Parlamento e dire alla sua maggioranza di votare contro il provvedimento sull'estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali che noi proporremo". [Franceschini sulla proposta di estendere gli ammoritizzatori sociali]

Cosa da al neosegretario tutta questa sicurezza, quasi un'imprudenza, nel prendere di petto la maggioranza e il suo leader?
Forse il fatto di sapere che la sua carica ha una scadenza? E che non dovendo badare agli equilibri, alle correnti, agli altri dirigenti, può non guardare in faccia nessuno?

In merito alla proposta, poi: i soldi ci sono per trasformare Gaza in un centro turistico; per salvare il mar Morto; per finanziare le ronde; per scorporare referendum dalle elezioni, per i debiti di Palermo, di Catania, per le centrali nucleari ....
Pure i soldi per la Libia (cui abbiamo pure chiesto scusa), ma non per gli altri paesi poveri (mica hanno il petirolio).

02 marzo 2009

C'è grossa crisi ...

La crisi c'è. E non per la notizia del calo del PIL.
O per tutti quelli che perdono, perderanno o hanno perso il lavoro.
E per cui, niente assegno di disoccupazione (come chiedeva il PD) perchè non ci sono i soldi.
Che poi i soldi a volerli trovare si trovano:
"I fondi - ha detto - vanno reperiti con tagli agli sprechi della spesa pubblica ma soprattutto con il recupero dell'evasione fiscale".
[...] Il segretario del Pd ha spiegato che ora gli ammortizzatori sociali sono garantiti solo ad alcuni lavoratori mentre precari, dipendenti delle piccole e medie imprese e chi ha contratti di collaborazione «quando smettono di lavorare vanno a zero lire».
I fondi per garantire questo «accompagnamento ai lavoratori in uscita», secondo Franceschini, potranno venire da più voci come ad esempio il taglio della spesa pubblica contro gli sprechi, ma soprattutto dalla lotta «all'evasione fiscale che in Italia si stima sia intorno ai 110 miliardi.


No, signori. L'aria di crisi si rispira per ben altri motivi.
Cala il PIL e altri 3 concorrenti entrano nella casa del Grande Fratello. Serve altra distrazione per gli italiani.

E, udite udite , persino una nobildonna come Marina Ripa di Meana è costretta ad entrare in un reality: cosa non si fa pur di campare.

La crisi economica

Il governo ha messo in pista 12 miliardi circa per i Tremonti Bond.

Obbligazioni per le banche ad un tasso dell'8%.Soldi nostri che poi le banche dovranno usare per finanziare le imprese in crisi. A quale tasso? Diciamo del 12%?
Questo significa aiutare le imprese?

Le banche poi: se la crisi è causata dai titoli tossici con cui si è inondato il mercato (acquistati da Enti Locali, Imprese e risparmiatori), come mai nelle banche (italiane) sono sedute le stesse persone di prima?
Se vogliamo le ronde nelle strade per garantire la sicurezza die cittadini (la sicurezza partecipata), perchè non mettiamo una bella ronda dentro le banche a sorvegliare le operazioni nascoste?
E magari anche una bella ronda contro gli evasori fiscali (già che ci siamo)?

Ultima domanda: l'Unione Europea ha scelto di non aiutare con un piano comune i paesi dell'est. Tipico della mentalità neocolonialista della razza padrona occidentale.Le imprese dell'est prima vengono innafiata con finanziamenti "tossici" e oggi che sono in crisi, lasciate a se stesse.Ci sarà sempre qualcuno più a est da sfruttare.

A Como niente incontro sulla legalità

Il comune di Como nega il patrocinio ad un convegno sulla legalità, incentrato sull'intervento dell'ex magistrato Gherardo Colombo, che avrebbe parlato del libro "Sulle regole".
La causa del diniego della giunta di centrodestra di Como (già spaccata per motivi interni)? L'assenza del contradditorio.
L'incontro, ovviamente si terrà lo stesso, il 9 marzo nella sede del Politecnico.

P.S. se si dovesse fare un incontro sulla violenza contro le donne, chi inviterà il comune di Como come contradditorio? Barbablu? Landrù?

Presa diretta : futuro

Si può fare: esiste la possibilità per le imprese di fare business, di crescere, di prendere quote di mercato a imprese straniere.Una puntata, quella di Presa Diretta, tutta improntata alla speranza, dove si sono mostrate solo cose belle: l'eccellenza della ricerca e dello sviluppo.

Dalla Ab Medica di Lainate del sigor Cerruti: +32% di fatturato, in gran parte investito in ricerca. Per produrre macchinari medici come il robot "Da Vinci" o lo "Cyber Knife".

Alla AB Medica sono tutti assunti a tempo indeterminato; non hanno avuto aiuti da parte di stato e regioni; molti sono laureati del politecnico: testimonianza che quando si dice che senza flessibilità, senza precariato, senza aiuti le aziende non riescono ad andare avanti.

A Udine c'è l'Eurotech, specializzata in pc miniatirizzati, che si possono anche indossare. L'azienda offre lavoro a 600 persone, ha il fatturato in crescita e non ha nè licenciamenti in corso nè Cassa integrati.
L'eurotech "ruba" quote di mercato ai giapponesi agli americani. Roberto Siagri, il presidente spiega "bisogna sapere investire, privilengiando il ritorno nel medio e lungo termine"."In Italia manca una visione del futuro .. il paese dovrebbe dotarsi di una visione del futuro".
E invece ... riusciamo solo a guardare all'immediato, basandoci sulla nostra capacità di improvvisazione.

Angelantoni Industrie : in questa zienda si producevano frigoriferi.Oggi si è riconvertita in settori in espansione, puntando su ricerca e innovazione.Producendo un frigo per la conservazione delle sacche di trasfusione.Puntando sui pannelli solari: altro che nucleare. Nei paesi stranieri si investe sulle rinnovabili, andando a creare posti di lavoro.
Come i 700 della Angelo Antoni, il cui fatturato ha registrato una crescita del 9%.

In studio, con riccardo Iacona, l'ex vicepresidente di Confindustria, Paquale Pistorio raccontava dell'esigenza di trasformare queste individualità in sistema. Serve un piano organico che aiuti questa trasformazione.
Ad arrivare al milione di posti di lavoro creati col fotovoltaico come in Germania: si può fare, basterebbe una politica chiara che punta alle rinnovabili. Con incentivi a chi fa ricerca, a chi la utilizza.

Vi ricordate a Torino i ricercatori della Motorola che rischiavano di rimanere a spasso? Sono stati rilevati da un imprenditore, della Reply, che i accordo con regione e stato, ha investito 15 ML di euro per non sprecare questo patrimonio di competenze.
Perchè il mercato per i laureati, per gli ingegneri, per i ricercatori c'è, basta crearlo: serve solo il coraggio di investire, di crederci.

In Toscana, a Scandicci c'è la Electrolux: altro caso di licenziamenti scongiurati grazie al coraggio di un imprenditore e alla volontà politica della regione di salvare un'impresa.

Si può fare. C'è una speranza per il futuro. Ora tocca al governo non lasciar perdere queste imprese, non lasciarle sole, raccogliere la loro esperienza e farne tesoro.
Tecnorati:

01 marzo 2009

Il silenzio mafioso

Ho letto l'intervista di Genchi sui legami presunti tra servizi e stragi stato.
Nulla di nuovo: sono cose che si sapevano già. Bastava leggere "L'agenda rossa di Paolo Borsellino" di Rizza e Lo Bianco.

Nulla di nuovo. Come la telefonata di pochi minuti dopo da via D'Amelio ad un telefono in zona del castel Utveggio, nel 1992 una delle sedi del Sisde.

Ancora oggi non si può far luce sul nostro passato (stragista)? Ancora oggi è tabù?
Ma vi siete letti la sentenza di archiviazione del Gup di Firenze Sebastiano Soresina sulle stragi del 1993 (archiviazione per scadenza dei termini), nei confronti di Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi?
Archiviando l’inchiesta di Firenze nel ‘98, il gip Soresina scrive che Berlusconi e Dell‘Utri hanno «intrattenuto rapporti non episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista». Cioè con Riina e i suoi. E durante le indagini «l’ipotesi iniziale (il ruolo di Berlusconi e Dell‘Utri nelle stragi del ‘93 a Milano, Firenze e Roma, ndr) ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità». Ma purtroppo è scaduto «il termine delle indagini preliminari», si deve archiviare.

Da I complici di Gomez, Abbate (pag 332).

Tre storie dal profondo nero: Mattei, Pasolini e De Mauro

Profondo nero: Mattei, De Mauro, Pasolini. Un'unica pista all'origine delle stragi di stato.

Caro lettore,
prendi fiato: stai per fare un salto nel tempo, una corsa a ritroso nella storia italiana, per scoprire il mistero del complotto che potrebbe avere provocato la morte di Enrico Mattei, il presidente dell'Eni precipitato nel 1962 con il suo aereo nella campagna pavese di Bascapè.
Ma stai per scoprire qualcosa di più.
Che quel complotto sarebbe stato orchestrato “con la copertura di organi per la sicurezza dello stato”, e poi occultato in un intrecciodi omertà e depistaggi pronti a ricompattarsi ogni volta che, nella storia del paese, qualcuno minaccia di rivelarne il segreto.

Per questo motivo sarebbe sparito nel nulla a Palermo il giornalista Mauro De Mauro, eliminato in circostanze misteriose per volontà di un mandante invisibile. Per questo motivo lo scrittore Pier Paolo Pasolini, ucciso ufficialmente in una lite tra “froci”, sarebbe vittima di un agguato studiato a tavolino. Come si legano i tre delitti? Un filo nero come il petrolio avvolge la fine di Mattei, De Mauro e Pasolini.

Questa la prima pagina del libro che, mettendo assieme tre dei misteri d'Italia più enigmatici, racconta di trame di potere, di uno stato dentro lo stato, che vede assieme pezzi dei servizi, esponenti del mondo politico, mafia e logge massoniche.
La solita storia?
E allora chi ha stoppato la rivoluzione impossibile di Mattei? Rendere l'Italia independente dal punto di vista energetico, emanciparla dal giogo delle sette sorelle, allontanarla dagli influssi atlantici. Rendere l'Italia un paese con gli stessi diritti delle altre potenze occidentali, non più un paese a sovranità limitata.

Chi ha messo a tacere la voce del giornalista Mauro De Mauro: scomparso nel nulla; le indagini stoppate dai servizi. Molti di coloro che hanno indagato sono stati uccisi: Boris Giuliano (commissario della Mobile a Palermo), Giuseppe Russo (cap. dei carabinieri), Carlo Alberto Dalla Chiesa (comandante della Legione Carabinieri di Palermo) e il procuratore Scaglione. Quest'ultimo ucciso poco prima di andare a testimoniare su una telefonata tra “Mister X” Don Vito Guarrasi e il commercialista Antonino Buttafuoco in cui si parlava del giornalista scomparso.

Infine, come è morto e perchè il poeta Pier Paolo Pasolini, nella notte tra il 1 e 2 novembre 1975?
C'erano altre persone? E chi ne garantito l'impunità per più di 30 anni?
È morto per aver detto “io so” sul corriere, per aver messo assieme i fatti (le stragi, le violenze), con i gruppi di potere e gli attori degli anni 70 (la DC, la P2)?

Uno racconto sul filo nero del petrolio: come il petrolio che voleva comprare e portare in Italia Mattei. Come il libro che Pasolini voleva scrivere su Eugenio Cefis (il fondatore della Loggia P2, prima di Licio Gelli, secondo una nota dei servizi).
Sono morti perchè volevano denunciare mettere a nudo il sistema “Cefis”, la continuità eversiva di una classe dirigente antidemocratica; che con la morte di Mattei si mette fine ad una svolta economica, sociale italiana, in un intreccio che deve rimanere misterioso fino ai nostri giorni.

“Anche la scomparsa di De Mauro deve restare un mistero, perchè la sua risoluzione minaccia di chiarire, a ritroso, il segreto, il segreto della morte di Mattei. Così come aveva detto Dalla Chiesa, secondo quanto riferisce Elda De Mauro, la morte di Mattei, se è vero che coinvolge lo Stato, non può essere certo decifrata. Perchè contro lo stato, sia pure uno stato assassino, non si può certo andare. È un gioco di scatole cinesi di omertà, che racchiudono altre omertà, un gioco di coperture istituzionali a catena, che è pronto a ricominciare ogni volta che qualcuno decide di sollevare una pietra tombale del silenzio.”

Persone come il giornalista de “L'Ora” Mauro De Mauro. Come il poeta Pier Paolo Pasolini.

Un libro sugli anni 70, sugli anni di piombo, sulla strategia della tensione.
“Sono gli anni di piombo: agguati, sparatorie, stupri, sequestri, stragi di Stato, scontri di piazza, carabinieri e uomini dei servizi infiltrati nelle cellule studentesche, nei gruppi armati, per investigare, per osservare, ma anche, all'occasione, per finanziare, o peggio, orientare le azioni armate. È la strategia della tensione. Il lavoro sporco dello Stato. Il lavoro occulto degli apparati che agiscono all'ombra delle istituzioni e mettono la democrazia in pericolo con l'obbiettivo di poter poi legittimare se stessi come unici difensori della democrazia. Destabilizzare il quadro politico, fomentare l'anticomunismo è un modo per rafforzare il monopolio della Dc nel paese.”

Il post sul blog di Chiarelettere.
L'intervista di Pino Pelosi sul Messaggero, dove parla di altre persone presenti a Ostia.
Il link per ordinare il libro su Internetbookshop.
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Chi paga la crisi

Uno dei meriti della puntata di Annozero (e di Presa Diretta delle settimane precedenti) è l'averci mostrato chi paga la crisi. I lavoratori, cioè: quelli che prendono 700 euro in Cassa Integrazione e che vengono persino considerati dei privilegiati, perchè oggi prendere uno stipendio è pure un lusso. Quelli col contratto a termine che lo hanno visto rinnovato (75000 lavoratori interinali ogni mese rischiano il lavoro).

La crisi la pagano loro, e si trovano pure in lotta (una lotta tra poveri) con altri operai europei, grazie al flagello della delocalizzazione.
Operai italiani a 1000 euro, che lottano contro gli operai polacchi della Fiat (pure minacciati per non parlare con i giornalisti) a 400 euro. Contro gli operai romeni a 200 euro.
Dove andremo a finire?

In questa situazione che fa il governo? Rispondeva Tremonti “dobbiamo proteggere le imprese che fanno vestaglie di lusso o fare le grandi opere”?
Grandi opere come il ponte, come le centrali atomiche, come le tante autostrade inutili del nord (la Brebemi, la Mantova-Pavia) ?

Negli stati uniti il neo presidente sceglie il ritiro delle truppe dall'Iraq per concentrarsi nella guerra interna contro la crisi. La dura battaglia contro le lobby, contro i top manager dagli stipendi d'oro (leggete qui quanto prendono i manager dallo stipendio di giada italiani). Ci riuscirà o no, almeno negli Stati Uniti si vede un piano. Un piano per il futuro.

Altro che le ronde: avete visto quello che succede a Padova? Ronde contro attivisti dei centri sociali e la polizia che anziché dare la caccia ai criminali, doveva far da badante. "Milizie peripatetiche", le ha chiamate Beppe Pisanu, ex ministro e attuale presidente della commissione Antimafia.

Altro che tutto il fumo sul “testamento biologico”: tirato fuori per motivi politici, ora che non serve più, il disegno di legge è stato accantonato.
Altro che regolamentazione degli scioperi.

L'unica cosa che si vede sono le manifestazioni: Pomigliano, Milano (sulle chiusure dei centri sociali), Torino, Prato (sul tessile), Bergamo (contro la manifestazione neofascista di Forza Nuova).
La polizia contro il disagio sociale: e quando non avremo abbastanza polizia per fornteggiare chi è senza laoro, casa, speranza, chi gli mandiamo contro? L'esercito?


Si sente dire che mancano i soldi .. il debito ... Eppure, a voler trovare i soldi, ci sarebbe dove andare a trovarli. La lotta all'evasione fiscale. I patrimoni della mafia.

Come quello dell'imprenditore Rosario Cascio: uomo di Matteo Messina Denaro e di Guttadauro, nel suo forziere la Dia (rimasto intatto in tutti questi anni) ha trovato una fortuna incredibile.