30 aprile 2009

Per aquisiti meriti

Se era tanto battuta con I circoli della libertà ..
E ora viene premiata alla carica di ministro, Michela Vittoria Brambilla: per qiali meriti viene premiata, non è dato sapere.
E la squadra di governo si allarga: alcuni sottosegretari saranno anch'essi promossi, ma al rango di viceministri. Berlusconi ha citato Roberto Castelli, Adolfo Urso e Paolo Romani.

E la querelle interna a casa Berlusconi (veramente è diventata la Casa della Libertà) continua.
Da una parte la mamma della piccola fan del "papi":
«Ma perché dovete trasformare in un affare squallido una cosa che ha fatto tanto felice la mia bambina? Non lo so perché la signora Lario ha detto quelle cose. Mi dispiace che le abbia dette, ma non ho idea del perché l'abbia fatto. Se conosco anche lei come conosco Silvio? Arrivederci».

Dall'altra Veronica Lario che dice "prima o poi penserò a me". In mezzo l'eredità dei figli:
Una frase sibillina. Che però, chi la conosce bene, interpreta nell’ottica della grande questio­ne, tuttora irrisolta, della sparti­zione ereditaria. Aspetto che sa­rebbe pesantemente dietro la sua esternazione di martedì se­ra. Il futuro manageriale e patri­moniale dei suoi tre figli — Bar­bara, Eleonora e Luigi — sta par­ticolarmente a cuore a Veronica Lario. Che spesso avrebbe mani­festato i suoi timori di vederli pe­nalizzati rispetto a Marina e Pier­silvio, nati dal primo matrimo­nio del Cavaliere con Carla Elvi­ra Dall’Oglio. È la Fininvest, la «cassaforte» di famiglia, ad esse­re al centro della contesa. C’è poi da definire l’eredità patrimonia­le di Berlusconi. Nel 2006 è stato assegnato a ognuno dei tre figli avuti da Veronica Lario il 7,6 per cento di Fininvest. Ma c’è anco­ra da fare. Sia per quanto riguar­da il 63 per cento del gruppo an­cora in mano al Cavaliere, sia per stabilire chi comanderà dav­vero domani.

Le crepe del G8

L'inchiesta di Marco Lillo su L'Espresso, circa l'idea di spostare il G8 a l'Aquila:
È il quartiere generale dei soccorsi e dovrà ospitare il vertice dei Grandi. Ma un esposto contesta il progetto della scuola Fiamme Gialle: i piloni costruiti senza verifica antisismica.
Le sue fondamenta sarebbero state costruite con una tecnica anomala che non rispetta le norme e senza i calcoli necessari per verificarne la tenuta sotto sisma. Questo è quello che sostiene la relazione allegata a un esposto dell'Ordine degli ingegneri di Roma inviato alla Procura dell'Aquila del novembre del 2004. Il fascicolo è stato archiviato, ma la relazione resta significativa. Quando le delegazioni dei grandi del mondo, dopo una lunga giornata di lavori si stenderanno a riposare sui letti della scuola sottufficiali, fisseranno certamente il tetto chiedendosi prima di addormentarsi: "Reggerà sotto i colpi di un eventuale nuovo terremoto?".

L'articolo racconta anche un altro aspetto: lo spostamento costerebbe circa 300 ml.

Federalismo si .. ma fra 7 anni

Facciamo prima a morire di febbre suina (con tutto gli scongiuri del caso), o a vedere la fine del mondo (secondo il Principe Carlo mancherebbero 99 mesi).
Il tanto atteso risparmio della spesa pubblica (tanto sbandierato dai leghisti), non avverà ne oggi, nè domani, ma tra 7 anni (o cinque anni ... non si capisce)

29 aprile 2009

Modello italiano


Quali sono i requisiti per essere candidate in Europa da una certa parte politica a noi avversa?
Bella, bionda e dice sempre di si?

Pare proprio di si: il modello veline, allevate da piccole, da esportare in Europa al parlamento europeo, come stage per poi tprnare in Italia.
Ma le donne in politica devono essere solo brutte, come si chiede Feltri su Libero?

L'esatto contrario: quali requisiti hanno spinto a scegliere certe persone e non altre, se non l'avvenenza e il saper poi contraccambiare al momento opportuno?

E, contestualmente, una persona come Roberto Saviano, che ha pagato personalmente il suo impegno, l'aver detto, scritto e divulgato della realtà criminale e imprenditoriale dei clan, è costretto ad andare all'estero.

Di questo dovremmo parlare: Saviano che va in Spagna ad insegnare ai poliziotti locali come contrastare la ndrangheta.

Delle vicende coniugali del signor presidente non me ne importa nulla: se il corriere (e l'Unità) trova opportuno occupare spazi con questi titoli, almeno lo faccia con soldi suoi.
Domanda: rimane da capire chi siano i maleodoranti cui Berlusconi si riferisce.
«Noi vogliamo rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni e che magari non siano maleodoranti e malvestite come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da certi partiti».
Noblesse oblige: proprio parole da grande statista. Complimenti.

Allora, di cosa non parliamo oggi? Dell'inchiesta sulla sanità fatta da Report? Dell'Abruzzo, del pericolo di infiltrazioni mafiose per la ricostruzione? Dell'Italia del nord allagata (a Milano la linea 2 questa mattina era bloccata)? Della crisi, che c'è ancora? Della lite tra la Lega e il PDL (Maroni che chide la fiducia per le ronde)? Della magistratura che sequestra a Milano 4 banche per la questione dei derivati?

Il debito nucleare dell'Enel

Berlusconi in Polonia (l'aria dell'est):
Secondo il premier Silvio Berlusconi "i due Paesi hanno una situazione simile, dobbiamo tutti e due avviarci verso l'energia nucleare e differenziare le forniture tre energie. Eni ed Enel possano iniziare una collaborazione con le aziende polacche"
In pochi sanno della situazione debitoria dell'Enel: chi finanzierà la campagna nucleare italiana.
L'ENEL ha debiti finanziari per 61 miliardi di euro. In due anni il suo debito si è moltiplicato per quattro. Una società normale diminuirebbe il debito. ENEL, invece, lo aumenta. Gli investimenti nel nucleare le costeranno 31,5 miliardi. Chi pagherà i debiti dell'ENEL? Per Greenpeace, ENEL ha deciso di vendere quote di Enel Green Power, la divisione specializzata in energie rinnovabili. Più nucleare, più tasse, meno rinnovabili, più costi in bolletta. Per fortuna che l'ENEL c'è.
Dal rapporto: "
ENEL: prospettive e rischi degli investimenti in energia nucleare"

Così lontani, così vicini

«La battaglia è difficile e delicata. Bisogna cloroformizzare le opposizioni e anche il popolo italiano. Lo stato d’animo del popolo italiano è questo: fate tutto, ma fatecelo sapere dopo. Non pensateci tutti i giorni dicendo che volete fare i plotoni di esecuzione. Questo ci scoccia. Una mattina quando ci svegliamo diteci di aver fatto questo e saremo contenti, ma non uno stillicidio continuo».
[
Mussolini ai suoi, dopo l'omicidio Matteotti nel 1924: si preparava la dittatura.]
In Polonia per un incontro con il premier Donald Tusk, Silvio Berluscono [sic!] ha parlato dei temi di politica interna, affermando che per modificare la Costituzione «non c'è un solo articolo nella Costituzione che dica che è necessario il concorso dell'opposizione», rispondendo in questo modo picche all'invito del segretario del Pd, Dario Franceschini, a non andare avanti nelle riforme a colpi di maggioranza.
[
Il messaggero del 29 aprile]

28 aprile 2009

Cartoline dall'Italia


Porterò l'immagine e i valori dell'Italia in Europa, dice il Savoia, candidato con l'UDC.

Quale? Quella della mensa che mette a digiuno i bambini delle famiglie che non pagano (a Milano)?

Delle intercettazioni che non si faranno più perchè le aziende non hanno soldi?

Delle candidate troniste in Europa?

Del Piemonte allagato, la perenne amergenza dovuta a tre giorni di pioggia?

Report, gli errori (orrori?) della sanità calabrese

Non ce la faccio più a vedere certe scene. Certe inchiesta come l'ultima di Report sulla sanità. Quando il politico, il dirigente dice al giornalista (come con Report), spenga la telecamera, non ne sono al corrente, non ne ero a conoscenza ... basta.
Basta con scene come quelle raccontate alla Fondazione Campanella: il direttore amministrativo , tale Antonio Belcastro, che non era nemmeno a conoscenza della ricerca fatta."Possiamo spegnere la telecamera ... ".


Al presidente Agazio Loriero, che sui vari dirigenti sanitari coinvolti da scandali concludeva "in Calabria capita sovente che uno rimanga impigliato nelle mani della magistratura".
Al direttore generale Giustino Ranieri dell'ASL 9, intitola a Fortugno, che non da i dati, gli ordini e le fatture al giornalista ma che anzi registra lui il giornalista.





Al sottosegretario Fazio, che sulla domanda dei dirigenti degli IRCCS col doppio lavoro, se ne usciva con:
Allora, io non ho mai fatto un controllo di questo genere. Se lei mi dice, me lo dice pubblicamente che c’ è, domani chiamerò i Nas e dirò che provvedano immediatamente a verificare tutti i nostri direttori.

Una riflessione sull'emergenza sanitaria

Forse, l'emergenza che si è creata in Messico, poi in America, farà riflettere quanti, nel decreto sicurezza, volevano aggiungere l'emendamento che dava ai medici compiti di polizia, sui clandestini.
Perchè la febbre dei suini ha fatto un centinaio di morti.
Ma ad ese., la malaria ne fa tremila. In un giorno.

P.S. magari, anche una seconda riflessione sulla privatizzazione dell'acqua.

27 aprile 2009

Report - la cura

L'inchiesta di Roberto Nerazzini sulla salute del sistema sanitario italiano.

Il governo ha deciso di tagliare le risorse destinate alla sanità: una torta da svariati miliardi di euro, su cui nei prossimi anni sono previsti tagli per 5 miliardi di euro. Anzichè razionare le risorse per tutti, non sarebbe meglio razionalizzare le risorse, andando a penalizzare le regioni con un deficit sulla sanità? Come la Liguria, il Lazio, la Calabria, la Campania, la Sicilia, l'Abruzzo?

Invece, come per la scuola, per l'università, più tagli per tutti. E chi spiegherà ai cittadini che nei prossimi anni calerà il livello di servizio sanirtario erogato dalle regioni?

Un viaggio che parte dalla Lombardia, che dovrebbe rappresentare l'eccellenza nel sistema e in cui invece scopriamo gli scandali del Santa Rita, dell'ospedale San Carlo.
Per arrivare alla Calabria, con gli sprechi, le mani della 'ndrangheta, gli ospedali fantasma, gli ospedali che non stanno in piedi.Iniziamo dall'eccellenza: il modello lombardo.

Un sistema che si basa sui DRG: le cliniche private e pubbliche sono equiparate vengono pagate in base alle operazioni.I medici prendono delle percentuali sugli interventi, sulla prestazione, in base alla SDO, la scheda di dismissione del paziente: è un sistema che incentiva le cliniche a dimettere subito il paziente e ai medici a fare più operazioni. Per ricevere più rimborsi.

Come sembra che sia accaduto al Santa Rita: la clinica dell'orrore scoperta grazie alle intercettazioni che, risentite oggi, fanno ancora paura.
Se le cliniche devono puntare al bilancio, spingeranno solo sugli interventi e sulle strutture redditizie. Quelle che non rendono, via.E chi si preoccupa della nostra salute?

Il sistema funzionerebbe: semplicemente servirebbero tanti controlli a campione, fatti da enti terzi rispetto alle regioni e ai amministratori locali. Altro che 6% delle cartelle monitorate.Ma i controlli costano ...E lo dite voi ai parenti delle persone morte?
E poi siamo sicuri che costano di più gli sprechi, i rimborsi gonfiati, rispetto ai controlli?

Stiamo attenti: se questa è la direzione, di una sanità privata pagata dal pubblico, dobbiamo esserne coscienti, del futuro che ci aspetta, visto che il sistema sanitario italiano ci viene invidiato oggi.Il meccanismo "più operi, più ti pago " induce ad un atteggiamento aggressivo.

La sanità in Calabria.
"Della Calabria non abbiamo dati certi" diceva sconsolato il sottosegretatio Fazio (ex radiologo al S Raffaele).E questo dovrebbe bastarci?
Alberto Nerazzini è andato allora a intervistare Agazio Loiero, che parlava di "incrostazioni"

AGAZIO LOIERO – PRESIDENTE REGIONE CALABRIA Qua ci sono incrostazioni io faccio fatica a dirgliele, perché… ma come cavolo fai? Chi ti sente, io faccio politica…
ALBERTO NERAZZINI In che senso “chi ti sente”?
AGAZIO LOIERO – PRESIDENTE REGIONE CALABRIA Cioè qui ci sono incrostazioni terribili, ci sono sprechi, ci sono…
ALBERTO NERAZZINI C’è la ‘Ndrangheta!
AGAZIO LOIERO – PRESIDENTE REGIONE CALABRIA Ci sono corruzioni, io spesso lo dico, ma spesso capisco che do una rappresentazione della mia regione che non è quella… cioè il calabrese che ascolta fuori e che ha lasciato anni fa la regione viene frastornato da queste cose… però io ho sempre detto che queste cose bisogna dirle, bisogna farle venire alla luce, come il debito!


Perlomeno adesso, con i fondi pubblici per la sanità, sappiamo a quanto ammonta debito. E, dopo l'inchiesta di Nerazzini, sappiamo anche dei 39 ospedali per 2 milioni di abitanti, con 52000 calabresi che per curarsi vengono al nord, del buco da 2 miliardi. Dell'ospedale fantasma di Cittanova. Della fondazione Tommaso Campanella, la cui destinazione dei fondi pubblici non è chiara.

E' un sistema che paghiamo tutti, in fondo. Meno quelli che possono permettersela la sanità privata.
Nel 2005, assieme a Stefano Bianchi, Nerazzini aveva fatto l'inchiesta "La mafia è bianca", sulla zona grigia della borghesia mafiosa in Sicilia. Zona grigia che poi porta alle inefficienze e ai buchi.

Cosa è cambiato in questi 4 anni?
Notizia di ieri: la regione Sicilia ha nominato altri 500 dirigenti, uno ogni 8,4 dipendenti.
La regione di Lombardo, di cui Report aveva già parlato sul buco di Catania.

Certo è che la scelta, accusa il presidente della commissione An­timafia siciliana Calogero Speziale, arriva in un momento in cui la Re­gione non trova la copertura finan­ziaria per la legge varata solo sei mesi fa per combattere la piovra mafiosa. «Non c’è un euro», come scrive Emanuele Lauria su Repub­blica, a sostegno degli sgravi con­tributivi e fiscali alle imprese che denunciano il racket. E non ci so­no risorse per diffondere la cultu­ra nelle scuole e alimentare il fon­do di rotazione per i beni confisca­ti alla mafia». E meno male che quella legge era stata salutata co­me «una svolta epocale»...
Technorati:

Ad Acerrra non arrivano i sondaggi

Evidentemente il sondaggio che parla di gradimento in ascesa non è arrivato ad Acerra, dove il premier è stato contestato.
Ai tempi di Prodi sarebbe stata notizia di apertura dei TG.

Il premier è subito stato interrotto dalle urla di proteste di alcuni cittadini abruzzesi: «Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando». Due di loro sono stati identificati e non hanno precedenti. Alle forze dell'ordine hanno riferito di essere venuti a Napoli appositamente per la visita del premier.

E se anche avessero avuto precedenti? Cosa sta succedendo, non si può più protestare? Fischiare? Contestare?

Possiamo alzare il dito contro la bandiera, ma non una parola sul presidente del Consiglio?

Piaccia o non piaccia

Piaccia o non piaccia, a gente come Storace che alla domanda se fosse antifascista rispondeva di sentirsi "un democratico che non sente l'obbligo dell'antifascismo", la guerra di liberazione è stata portata avanti anche dai partigiani.
Piaccia o non piaccia, il merito è loro, se Storace può sentirsi libero di non essere antifascista.

Perchè il servizio pubblico, nella giornata del 25 aprile, non ha fatto alcuno speciale, per parlare della resistenza, dei partigiani? Nè un film, nè uno speciale, nè un documentario.
Capolavori come "La notte di San Lorenzo", "Roma città aperta", "Le quattro giornate di Napoli".

Ci ha pensato Blob, mandando in onda le interviste a delle staffette partigiane, prendendo due piccioni con una fava: parlare della resistenza e dell'impagabile ruolo avuto dalle donne.
Ora e sempre !!!



Brunetta vs Bignardi a l'Era glaciale

L'incontro scontro tra il ministro e la giornalista. Quando la domanda è scomoda ...

Cosa serve per combattere la mafia

"Avrei bisogno di benzina per le auto, di leggi per fare le indagini patrimoniali, di procuratori per le sedi disagiate".
Queste le richieste del superprocuratore antimafia Pietro Grasso, intervistato a
Che tempo che fa, per la presentazione del libro "Per non morire di mafia".

E dalla politica?
"Il disegno di legge sulla sicurezza limita i poteri del super procuratore, per la confisca dei beni". Lo aveva denunciato anche il senatore del Pd Giuseppe Lumia della commissione Antimafia.
Eh, questa sicurezza ...

La mafia oggi fa affari anche senza soldi: transazioni basate sulle garanzie, soldi depositati al sicuro nei paradisi fiscali.Servirebbero sanzioni contro questi paradisi (dei delinquenti): si colpirebbe così la mafia, la corruzione, l'evasione fiscale.
Vale ancora l'augurio al nipotino: "continua a credere nelle idee e nella speranza". Per poter poi dire "C'era una volta la mafia".

Emergenza sanitaria in Messico

Possibile che l'emergenza per l'influenza suina (o febbre suina) esploda in modo così clamoroso, senza nessuno che l'abbia prevista? Soprattutto dopo quanto capitato con l'aviaria.

Come per l'emergenza finanziaria, d'altronde. Nessuno di quelli preposti a controllare e vigilare, aveva previsto. Ma forse è un'altra storia.

26 aprile 2009

Ottimista sarà lei

Da una certa parte si registrano da parte di Confindustria, ministri, timidi segnali di ottimismo.
Sarà vero? Oppure sono segnali lanciati ora che sono sicuri che la valanga non li travolgerà ?

Alcune segnalazioni:
La mafia al nord:
I giornalisti Biondani e Portanova nel numero dell’Espresso oggi in edicola scrivono che, stando alle più recenti inchieste, tanti impreditori del Nord Italia sono legati alla mafia. Il padrino parla milanese, il titolo dell'articolo.

La Sardegna delusa: forse adesso, anche in Sardegna avranno imparato la lezione. Di chi fa tante promesse e non le mantiene.

Report, La cura: i tagli alla sanità, faranno bene alla sanità, cioè a noi?
Ma è chiaro quale sanità avremo nei prossimi anni? I servizi assicurati ai cittadini sono destinati a ridursi? Saranno reinseriti i ticket? Quali sono i tagli che il governo ha deciso? E soprattutto: i tagli sono stati fatti dopo un’azione seria di verifica degli sprechi? Alberto Nerazzini ha girato l’Italia, dalla Calabria, dove è addirittura difficile quantificare il deficit, alla Lombardia, la prima ad aprire la competizione tra sanità pubblica e privata, e ha visitato alcune delle realtà che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello del Servizio sanitario nazionale: gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, gli Irccs, finanziati dal ministero perché affiancano la ricerca alla cura dei pazienti. Alla fine del viaggio, la fotografia della nostra Sanità è quella di un sistema disomogeneo, pieno di inefficienze e di sprechi.

Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

Intervistato a Che tempo che fa, in occasione del 25 aprile, il presidente onorario della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelski, ha letto una lettera di un partigiano, condannato a morte.
Una delle tante raccolte nel libro "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana " ed. Einaudi di cui ha scritto l'introduzione.
Questo libro era considerato una volta "uno dei libri di formazione, che mettevano i giovani di fronte alle grandi questioni etiche. "

"Un libro il cui valore non tramonta: troviamo il significato pieno di parole di cui abbiamo logorato il senso con l'uso".
Parole vere, come libertà, democrazia: parole vere perchè le ultime pronunciate.

Continuava Zagrebelski: "cos'è che ci ha fatto cambiare? Perchè queste parole sembra che arrivino da un mondo tanto distante dal nostro?".
Lettere che sono arrivate a noi in modo avventuroso: grazie alla carità del sacerdote e danno uno spaccato dell'Italia di allora.

La lettera letta durante la trasmissione, era di un ragazzo al padre adottivo:

Caro papà,
benché non sia nato nel tuo stesso letto e non
porti il tuo nome, sono riconoscente di quanto hai fatto per me nella
vita terrena. Sono sull’orlo della vita terrena e mi involo nel più
alto dei cieli. Tu che sei un uomo di alti sentimenti, sappi che tuo
figlio muore per un alto ideale per l’ideale della Patria più libera e più bella.
Di’ al mio vero papà che lo perdono di tutto il male
che ha fatto e che questo lo stimoli ad essere un uomo onesto nella vita.
Caro papà, tutta la mia riconoscenza te la esprimo col
mio cuore. Caro papà, sappi che non ho amato come mio insegnante di vita
laboriosa ed onesta altro che te.
Scusami se ti scrivo in questa maniera ma queste sono
parole che mi escono dal cuore in questo triste e nello stesso tempo
bel momento di morte.
Col cuore straziato ti lascio baciandoti caramente.
tuo per sempre figlio
Renzo


Attenzione a prendere queste testimonianze alla leggera: noi non siamo messi alla prova, non siamo stati messi in quel crogiolo della storia.
"Le Lettere contengono la voce di un altro popolo; di uomini e donne, appartenenti a tutte le età e a ogni classe sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch'essa, in momenti estremi, comporta. Chiunque anche oggi le leggerà, vi troverà un'altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia piú bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui ancora attingere forza."
Dalla Nota introduttiva di Gustavo Zagrebelsky

Come la libertà, anche la democrazia non è una conquista definitiva: democrazia è un modo di vivere, in cui si applicano gli ideali espressi dalla Costituzione. Non sono solo le regole che regolano votazioni, liste, elezioni.
Il presidente Zagrebelski è a Torino, in questi giorni, alla Biennale di Democrazia, a parlare proprio di democrazia attiva e identità nazionale.

ll link per ordinare il libro su ibs.

La città degli untori di Corrado Stajano

Il viaggio alla ricerca del cuore e dell'anima di Milano è terminato.
Un viaggio lungo, in cui si è attraversata la città geograficamente, dall'ex area industriale di Sesto, fino alle zone del centro, piazzale Cordusio, piazza Fontana e Piazzale Loreto.
Dalla zona industriale, sparita assieme agli operai, alla zona dell'ex Milano da bere, caduta sotto i colpi di Mani pulite. All'Ortomercato che, negli anni passati si è scoperto essere luogo di spaccio in mano alla 'ndrangheta, con boss che entravano nell'area riservata col pass della Sogemi.

Un viaggio che ha attraversato anche storicamente la città, tirandone fuori episodi del passato: la storia della Colonna Infame e la peste in città, che ha permesso all'autore un lungo excursus sulla tortura (cui furono sottoposti Giangiacomo Mora e Guglielmo Piazza ), sui diritti civili, sul rapporto tra cittadini e magistrati. Magistrati della Milano del 1630, raccontata dal Manzoni nel suo libro "Storia della colonna infame" e ne "I promessi sposi".
Magistrati con un altro diverso senso della giustizia come Guido Galli, ma anche Vittorio Bachelet, Occorsio, Emilio Alessandrini, ucciso dai presunti rivoluzionari delle Br e dai loro fratelli minori (ma non meno pericolosi) di Prima Linea.

Magistrati come quelli che indagarono sulla strage di Piazza Fontana, la bomba messa dai neofascisti (con coperture di pezzi dello stato) nella banca dell'Agricoltura, in pieno giorno, il 12 dicembre del 1969. La ferita ancora aperta alla città: non solo per le 17 morti, per la storia del mostro Pietro Valpreda, sbattuto innocente sulle prima pagine dei giornali. Ma anche per il ferroviere Giuseppe Pinelli, morto innocente mentre era nelle mani degli agenti e dei funzionari della Questura milanese.

Magistrati come il pool di Mani Pulite, acclamati dalla cittadini milanesi che si accorsero all'improvviso del marciume dell'amministrazione della cosa pubblica. Dalla peste manzoniana, alla nuova peste la corruzione.

Poi il salto nella Milano fascista: dalla sua genesi nel palazzo di Piazza San Sepolcro, alla sua triste e infame fine, nei luoghi dove le SS, la Gespapo e le tante polizie fasciste, torturarono, seviziarono, uccisero i tanti italiani che si opposero al regime.
Il brutto crespuscolo degli ex dei, consumato a Villa Triste, dove risiedeva la banda Koch.
A via Santa Margherita, sede della SS di Milano, dove esercitava il suo sinistro compito il capitano Theo Saewecke, subito riciclato dai servizi alleati per le sue doti.
A piazzale Loreto, noto non solo per l'esposizione macabro dei cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi fascisti. Ma chi si ricorda dei 15 italiani uccisi dai miliziani della Legione Ettore Muti, per rappresaglia, su ordine della Gespapo, nell'agosto 1944. Uccisi e poi lasciati esposti per giorni, come monito?

Il fascismo e il suo rapporto con l'informazione: il Corriere di via Solferino su cui il regime mise le mani cacciando il direttore Albertini.
Il tentativo di normalizzazione dell'informazione, dall'altra parte giornalisti che riuscirono a tenere la schiena dritta come Ferruccio Parri e Giulio Alonzi.
Giulio Alonzi, che rassegnò le dimissioni quando la proprietà del giornale impose un nuovo direttore, più accomodante del precedente (Mario Borsa) e incline ad un modello di informazione compromessa col potere.

E la Milano di oggi: dell'Expo, dei palazzi costruiti da palazzinari col passato poco chiaro e con le idee ben lontane dal rispetto dell'ambiente e della città, dei milanesi. La Milano dell'Ortomercato, si è detto, dove si è scoperto che la mafia era entrata in città, dalla porta di ingresso: una mafia che non spara, che non porta coppola e lupara, ma investe nelle costruzioni, nei locali alla moda, si è costruita attorno come in Sicilia, una sua borghesia mafiosa di avvocati, professionisti, medici, commercialisti. Politici.

Il protagonista, lo scrittore stesso, si aggira smarrito nella città. Dove è finito l'operaio, si chiede? Dove è finita la borghesia di una volta, che viveva a stretto contatto con la classe operaia, riuscendo nonostante conflitti aspri, a sbarrare la strada a oltranzismi e fascismi.
Le vecchie botteghe, i vecchi luoghi, i circoli: «La città, capitale del nord, centro di grandi banche, approdo di traffici internazionali, con una ammirevole storia industriale alle spalle, sembra caduta, più delle altre città italiane, in una apatica regressione antropologica, vittima del massacro della memoria, marchiata da una politica piatta che considera la cultura un additivo, con il compito di far spettacolo e di creare consenso politico. Contano soltanto la moda e gli stilisti. Conta soltanto essere visti in tv».

E continua:
«Milano era una volta una città dura, ma anche affettuosa, ironica, partecipe. L’imperatrice Maria Teresa aveva lasciato il segno di una buona amministrazione che fu recepita nei secoli; il socialismo umanitario primonovecentesco, nutrito da una borghesia avanzata, aveva dato vita a modelli comunitari d’avanguardia, si era preoccupato del futuro dei giovani aprendo scuole d’arti e mestieri, aveva capito l’importanza di costruire case popolari nel centro della città, aveva caldeggiato la nascita di villaggi operai e fondato associazioni di mutuo soccorso. Memorie stridenti in un tempo di degrado civile e di restaurazione politica.
Milano, ora, è una città incattivita, priva di umani abbandoni, che ha cancellato anche il suo linguaggio e ha nascosto chissà dove il suo antico spirito solidale.»

«Sulla comunità (indifferente, ignara o complice), pesa anche la cappa minacciosa della 'ndrangheta, potente a Milano, non soltanto all'Ortomercato, per una sorta di spartizione concordata con Cosa Nostra nelle zone di influenza territoriale. Non sono soltanto gli uomini d'azione criminale di Africo, di Platì, di San Luca, di Bovalino [...]
Sono quanti lavorano con loro e per loro, soci e padroni delegati dell'azienda, finanzieri e consulenti, avvocati, specialisti di diritto civile e di diritto internazionale privato, esperti di società offshore, informatici raffinati [...]
La capitale morale fa di tutto, vergognosa, per nascondere o mascherare quest'altro bubbone. Con sofisticate gli uomini della 'ndrangheta manovrano i traffici della droga, fonte primaria della ricchezza, e, indirizzati dalla loro rete di informatori, comprano aziende, centri commerciali, negozi, interi isolati di case, autosaloni, oltre a soddisfare l'antica passione, l'acquisto di bar, di ristoranti di alberghi nel centro della città .. [] L'expo li trova ansiosi di mettere a frutto le enormi quantità di soldi sporchi in loro possesso per farli risuscitare immacolati e godere così della benedizione della società liquida e anche di quella solida».

Riuscirà Milano a uscire dalla peste morale che assieme alla non meno pericolosa nuova peste delle polveri sottili, sta soffocando la città qui raccontata? .

Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
L'intervista all'autore su Radioalt.
Technorati:

25 aprile 2009

Quelli che il 25 aprile

L'ultima trasformazione dello zelig di Arcore, lo vede come presidente Partigiano, col foulard tricolore, durante le celebrazioni del 25 aprile ad Onna.
E' riuscito a fare un discorso sulla Liberazione, senza dire una volta la parola fascismo, la parola partigiani. La Costituzione? Il miglior compromesso possibile.
Sui partigiani ha parlato delle pagine oscure della lotta di liberazione.
Le solite frasi senza senso sul rispetto anche per chi combatteva dall'altra parte.

Abbiamo fatto un bel regalo a Berlusconi e al centrodestra: si è preso pure il 25 aprile.
Si è detto del clima di concordia, di pacificazione: occorre riunire il paese, aprire una nuova fase costituente, magari con i neofascisti da cui nel 1945 ci siamo liberati.
Operai, tramvieri, insegnanti, preti, soldati che scelsero l'esercito del Sud.

A Milano da una parte l'ATM nega i tram per il museo itinerante all'Anpi. E il sindaco diserta la manifestazione perchè ammalata.
A Roma, dopo tanti episodi di aggressioni squadriste, Alemanno diserta la manifestazione a Porta San Paolo.

Noi siamo quelli che il 25 aprile stanno dalla parte dei cittadini di Lampedusa, che rivogliono la loro isola.
Noi siamo quelli che il 25 aprile stanno dalla parte dei siciliani (come il sindaco di Gela) che aspettano ancora la liberazione dell'isola da parte della mafia.
Noi siamo quelli che pensano che la democrazia sia anche questo: libertà di parola, di espressione, di culto, di fede politica. Un prima e un dopo, di cui non ci dobbiamo dimenticare.

Se voi volete andare in pellegrinaggio
nel luogo dove è nata la nostra costituzione,
andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano
per riscattare la libertà e la dignità,
andate lì, o giovani, col pensiero,
perché lì è nata la nostra costituzione.

Piero Calamadrei

24 aprile 2009

Il pesce ha abboccato

Secondo Berlusconi i no-global non andranno a L'Aquila per manifestare contro il G8.

«Si sbaglia di grosso» attacca Luca Casarini, uno dei leader della protesta, sottolineando che la mobilitazione non sarà solo a L'Aquila, «ma in tutte quelle zone rosse di questa società in crisi, per riaffermare la lotta in difesa dei beni comuni».

Ora e sempre resistenza


Grazie, signor presidente Napolitano, per le sue parole sulla Resistenza.

"L'importante è che ci si unisca quest'anno nella giornata del 25 aprile, per celebrarla in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo, per celebrare l'una o l'altra delle componenti della Resistenza": ad affermarlo è il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti all'ossario dei partigiani caduti in Val Sangone, nell'ultima giornata della sua visita a Torino. Napolitano, visibilmente commosso, ha ricordato di aver sottolineato fin dal suo primo giorno al Quirinale il valore della Resistenza "con l'impegno di ricomporre in spirito di verità la storia della Nazione, della Repubblica per giungere finalmente a un comune sentire storico". Occorre celebrare il 25 aprile, ribadisce con forza, "senza svalutare e diffamare, come purtroppo è accaduto e ancora accade l'esperienza partigiana il cui contributo, piaccia o non piaccia, fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all'Italia".

Le sue parole sono un argine, al ritorno di fascismo nel paese.
Con situazione davvero paradossali.
Dal sindaco di Parigi che accusa Alemanno di fascismo.
Al sacristano di Vigevano che si fa riprendere con la svastica al braccio.
"Sono di estrema destra e fiero di esserlo - spiega - sono un seguace della Repubblica di Salò". Chissà cosa ne penserebbe Don Pietro Pappagallo?
Le parole del ministro La Russa, sui partigiani buoni e quelli cattivi.
La proposta di legge (1360) che mette sullo stesso piano i combattenti per la libertà e i repubblichini.
Il 25 aprile usato dal premier per l'ennesimo spot, la sua sfilata particolare con giornalisti al seguuito.

Annozero Il paese dei manganelli

Dal partigiani Biagi, al Montanelli dei manganelli: la puntata di annozero ha approfittato dei 100 anni dalla nascita di Indro Montanelli, per parlare dello stato dell'informazione italiana.Ci sono ancora spazi per la critica, per il giornalismo di inchiesta? Gli editori sono permeabili alle pressioni (che ci sono sempre state) da parte del potente di turno, che sia Craxi su Berlusconi (per gli articoli sul governo Craxi del 1983) o Agnelli sullo stesso Montanelli (per gli articoli sul processo per le tangenti Fiat)?

Verrebbe da rispondere di no: ci sono notizie che spariscono dai media di massa (Telegiornali e i grossi giornali), come la prescrizione a Dell'Utri (processo con Virga); la tragedia dei profughi sulla Pinar; il tribunale del riesame che cancella il reato che Gioacchino Genchi non ha commesso; Berlusconi assolto per la vicenda Sanjust.
C'è anche un certo conformismo, sempre più diffuso: il caso Bianchetti Silvan per tutti.

Poi, è vero: Vauro è rientrato ad Annozero; Report continua a trasmettere nonostante le pressioni, le indagini interne alla Rai. C'è internet, che ancora non è controllata (ma fino a quando?).
Ma quanti italiani guardano internet, i blog, Youtube (che non censura nulla), soprattuto di una fascia di età medio alta?La puntata è iniziata con la risposta di Santoro agli editoriali di Mario Giordano, che aveva riportato i costi di una puntata di Annozero (220000 euro); tre volte meno il costo medio di una prima serata Rai.E parliamo di una tramissione che fa pure guadagnare la RAI. Vogliamo parlare delle tante trasmissioni flop in Rai?
Nella puntata sono stati trasmessi pezzi di interviste a Indro.Sulla satira: "Ogni regime democratico, accetta la satira .. solo Mussolini non ammetteva la satira"."Gli italiani non riescono ad andare a destra senza finire sul manganello", dall'intervista con Biagi. Berlusconi? "un bugiardo in buona fede".
Il primo numero della Voce, intitolato "L'attesa", con l'immagine del balcone di Piazza Venezia. Qusta voglia di autoritarismo, del padrone da ossequiare, di ordine e pulizia (per gli altri).





23 aprile 2009

Residuato bellico?

Ma se la costituzione è un residuato bellico, allora noi (e per noi intendo coloro si oppongono a questo regime soft, al pulismo mediatico, al neofascismo rampante, alle letteronze a Strasburgo, ai giornalisti cortigiani che fanno pure le vittime ..) cosa siamo? Prigionieri di guerra?

Quelli che si oppongono alle leggi salva manager, alle assoluzioni preventive dei costruttori in Abruzzo, che non vedono la mafia che c'è, quelli che pensano che fare il G8 in Abruzzo sia sbagliato, che non accetano di vivere nella perenne emergenza (Barbara Spinelli su La Stampa), che fine faranno: nei lager, a Villa Triste picchiati dalla banda Koch, nelle carceri di via Tasso?

Un brutto clima si sta creando in Italia.



Stato avanzamento lavori

Cosa andrà a dire, il sindaco di Milano Letizia Moratti, a Parigi, sullo stato avanzamento lavoro pel l'Expo?
Che l'amministratore delegato, ha scelto di mantenere la doppia cartica nonostante la giunta comunale?

Ci sono voluti i morti

Ci sono voluti 27 bambini morti in Molise per decidere di fare scuole antisismiche.
Ci sono voluti i morti dell'Abruzzo per decidere, per decreto, l'eliminazione della proroga del rinvio dell'applicazione delle norme antisismiche.

P.S.: una notizia che mi era sfuggita, a proposito di droga e tolleranza zero:

.. ma alla Lega Nord siete andati fuori di testa, forse allora comincio a vedere che certi episodi, che non vengono né trasmessi né detti sui giornali come l’arresto della segretaria della Lega Nord con otto chili di cocaina in Svizzera, aveva otto chili di cocaina messa in certi vasetti! Con otto chili fai 200.000 dosi: per chi erano queste dosi? Per le ronde? Allora ditelo, “ erano per le ronde”, perché volete avere le ronde più veloci d’Europa e allora vi capirei. [Beppe Grillo]

22 aprile 2009

Eurofanulloni


Come si dirà fannullone in Europa, a Bruxelles?
Perchè i politici italiani considerano il Parlamento europeo come una occupazione di ripiego, dopo una trombatura italiana?
L'articolo di G. Antonio Stella, sui peggiori europarlamentari:
In com­penso dominiamo le posizioni di coda, quelle oltre il 900esimo po­sto, con Fabio Ciani, Gianni De Michelis, Gian Paolo Gobbo, Ar­mando Veneto, Alessandra Mus­solini, Rapisardo Antinucci, Pao­lo Cirino Pomicino, Raffaele Lom­bardo, Adriana Poli Bortone e Um­berto Bossi. Qualcuno, come ad esempio Pomicino e Bossi, può invocare problemi di salute. Altri no. «Pesati» i valori massimi e i va­lori minimi, i più presenti e i più assenti, i più loquaci e i più muti, i più attivi nel presentare interro­gazioni e i più pigri, le tabelle of­frono anche una specie di classifi­ca finale. Da cui viene fuori che, tra i primi cento deputati euro­pei, ne abbiamo otto. Con in te­sta, unica tra i primi dieci, Luisa Morgantini. Può bastare, insieme con la presenza di un po’ di «me­diani » che fanno dignitosamente il loro lavoro, per consolarci?

No alla norma salva manager

Il presidente della Repubblica Napolitano si è espresso contro la norma salva manager (art. 10 del testo unico sulla sicurezza del lavoro), per le probabili ricadute sulle morti della Thyssen, che rimarrebbero senza colpevoli.

La rivoluzione eliocentrica del Vaticano

La stato Pontificio si lancia sull'energia solare: il sole è al centro dei programmi energetici del Vaticano? Una bella svolta da Galileo ..

Accoglienza alla milanese

Lo sgombero di via Senigallia dei rifugiati politici.

21 aprile 2009

La discesa in piazza


Dopo la discesa in campo, annunciata a reti unificate nel 1994, Berlusconi annuncia la discesa in piazza per celebrare (ma non si sta allargando, anche il sacerdote vuole fare?) il 25 aprile ...

Berlusconi: "Il 25 aprile sarò in piazza .."

Peccato, stava così bene con i capelli...

Nemmeno la faccia

In corso il processo sull'omicidio di Abdoul Salam Guiebre, Abba: ucciso a sprangate per un pacchetto di biscotti.
Dei responsabili, i TG (in genere sempre pronti con le telecamere per riprendere i volti dei romeni stupratori, degli albanesi ), non han dato nemmeno un'inquadratura del volto. Almeno, io non ne ho viste. Il garantismo non dovrebbe avere colore.

Come non dovrebbe avere colore la carità, il rispetto della vita umana, come invece non è avvenuto con la vicenda della Pilar: dei disperati lasciati per giorni in mezzo al mare, mentre la politica discuteva sul fatto se fossero dell'Italia, di Malta della UE ...

Good Night and Good Luck....

Finale del film di George Clooney con il discorso sull'utilità della televisione come veicolo di informazione di un impeccabile David Strathairn.

Good Night and Good Luck: buongiono informazione!

Da imdb, un discorso di Edward Murrow (in inglese):

No one familiar with the history of his country, can deny that congressional committees are useful. It is necessary to investigate before legislating. But the line between investigating and persecuting is a very fine one, and the Junior Senator from Wisconsin has stepped over it repeatedly. His primary achievement has been confusing the public mind as between the internal and the external threats of communism. We must not confuse dissent from disloyalty. We must remember always, that accusation is not proof, and that conviction depends upon evidence and due process of law. We will not walk in fear, one of another, we will not be driven by fear into an age of unreason. If we dig deep into our history and our doctrine, we will remember we are not descended from fearful men. Not from men who dared to write, to speak, to associate, and to defend causes that were for the moment unpopular. This is no time for men who oppose Sen. McCarthy's methods to keep silent or for those who approve. We can deny our heritage and our history but we cannot escape responsibility for the result. There is no way for a citizen of the republic to abdicate his responsibilities. As a nation we have come into our full inheritance at a tender age. We proclaim ourselves as indeed we are, the defenders of freedom wherever it still exists in the world. But we cannot defend freedom abroad by deserting it at home. The actions of the Junior Senator from Wisconsin have caused alarm and dismay amongst our allies abroad and given considerable comfort to our enemies. And whose fault is that? Not really his, he didn't create this situation of fear, he merely exploited it, and rather successfully. Cassius was right, the fault dear Brutus is not in our stars, but in ourselves. Good night, and good luck.


Antifascismo o fascismo omeopatico a Milano

Negata all'Anpi di Milano la possibilità di usare i tram per un viaggio mostra nei luoghi dell'antifascismo milanese.

L'Anpi di Melegnano si dissocia dal comune e dal manifesto scelto per la ricorrenza del 25 aprile.

A Roma, per la ricorrenza per la nascita della città, trasmesso un filmato con la dichiarazione di guerra di Mussolini.Perchè non le immagini della ritirata in Russia?

Va tutto bene madama la marchesa

Tremonti:la paura è finita
Marcegaglia: il peggio è passato, a luglio la ripresa
Sacconi agli industriali: non licenziate

Tra un pò diranno che la situazione in Abruzzo non è tanto grave ...
Sul referendum, gli antireferendari (come Calderoli e Buttiglione) oggi dicono che l'onore dei costi è a carico di quelli che lo hanno proposto.
In realtà il referendum si fa proprio per ovviare a leggi porcata, votate dalla attuale maggioranza.
Poi magari a qualcuno le leggi porcata piacciono ...

20 aprile 2009

Report come tu m'insegni

In che modo la nuova riforma della scuola del ministro Gelmini coniuga taglio dei costi, taglio degli sprechi e premiazione del merito?
La puntata di Report iniziava, come è giusto, con le immagini di una scuola in Abruzzo: come per altre costruzioni, tirata su senza rispetto delle norme antisismiche.

Mancano i soldi, si dice, e la scuola italiana è sempre stata definita come luogo di sprechi, di baronie, "un ammortizzatore sociale".
Vero: ma in che direzione si è mosso il governo?
La tramissione ha valutato la scuola italiana, il posto in cui formiamo i cittadini di domani, il nostro futuro, quello che dovrebbe essere il nostro bene più preziono, secondo le quattro voci: tagli, sprechi (mai toccati), merito e il controllo del merito.

Stefania Rimini è partita dalle scuole elementari, alle scuole medie, fino alle superiori, per vedere quale è lo stato dell'istruzione.
Iniziamo dai tagli alla scuola elementare: tolto il terzo maestro, bene. Tolta anche la compresenza: il problema è che poi i bambini sono controllati peggio di prima.

Il punto è che i tagli anzichè essere per tutti, non hanno riguardato la scuola privata, nè le scuole all'estero (che pare costino 70 ML di euro anno). Nessun taglio nemmeno agli insegnanti di religione (800 ML euro anno) Se si voleva risparmiare si poteva far svolgere le mansioni di pulizia ai bidelli e non alle ditte esterne: come la cooperativa Multiservizi, che costa 84000 euro all'anno, come 4 bidelli.Stesso discorso per le scodellatrici: anche qui anzichè servirsi delle bidelle, si appalta al minimo ribasso il lavoro.

Il risultato è che le scuole non hanno i soldi per le spese correnti, e i genitori si devono autotassare per carta igienica, carta, sapone.Che vergogna!
Altro spreco sono i lavori per la messa in sicurezza degli istituti: 590000 euro dal comune di Napoli, per lavori che sono stati mostrati impietosamente dal servizio. Come l'ascensore che non funziona da 95000 euro.

Scuole medie: nelle scuole medie per risparmiare si sono tagliate di tre ore i corsi settimanali. Meno 1 ora di informatica, inglese e italiano.Un bel risparmio, dunque: compensato dai soldi spesi per gli insegnanti che si buttano in politica, che si dedicano al sindacato, per la ricerca delle supplenze.Il risultato è che i ragazzi fannommeno ore di lezione, e si scivola indietro nelle classifiche dell'OCSE.
C'è poi tutto il discorso dei master per far guadagnare punti ai professori: corsi che costano ai maestri e che spesso sono delle vere bufale (almeno a sentire il servizio). Ne aveva già parlato Iacona nella sua inchiesta, mesi fa.

La ministra vorrebbe arrivare alla chiamata diretta da parte del dirigente scolastico: il problema è che il dirigente deve essere competente per la scelta, ma anche chi gli sta sopra, fino ad arrivare al signor ministro. Un ministro competente sceglierà collaboratori competenti e bravi dirigenti: ma lla Gelmini lo è?

Scuole superiori.
A Pisa, un istituto aveva la muffa sui muri e gli studenti erano senza riscaldamento.A Pozzuoli, gli studenti aspettano da anni di essere spostati nella nuova sede. Si dice la nuova sede faccia gola anche all'ex presidente del Napoli, Ferlaino. Che si voglia fare un favore al presidente?
altro spreco sono i corsi europei: POM e POR, un fiume di milioni che servono a progetti del tipo "Bailar Do Brasil" (56000 euro ad una scuola di Napoli), oppure a corsi fittizi che tolgono gli studenti dalle scuole. Come a Nettuno (danno erariale stimato dalla Corte dei Conti di 200000 euro) e a Benevento "Le streghe".
Poi scopri che i corsi sono tenuti dalla figlia del preside, il nipote, l'amichetta ....La solita Italia.Come a Matera (liceo scientifico di Policoro), dove il preside riceveva dei compensi cui non poteva accedere. Sono arrivati gli ispettori e il preside è ancora lì.

E il merito? Chi controlla che i fannulloni vengano allontanati (o comunque non premiati) e chi lo merita invece venga premiato? Riguardatevi la storia dei cartellini falsi, in una scuola di Parma: la dirigente che lo ha scopero ha passato i guai 10 giorni a casa e due anni di progressione di carriera fermi. In seguito Valeria Vicini ha subito un'ispezione amministrativa, e i professori che han fatto tutta l'operazione sono ancora là.

Poi c'è l'università: quella dei ricercatori precari a vita, dei concorsi truccati e dei baroni.
Per la rivoluzione sul merito e sull'efficienza, possiamo ancora aspettare.
Chissà se la Gelmini farà come il collega: chiederà la cassetta della tramissione per mettere sotto inchiesta Report.
Technorati:

L'irrinunciabile linea del Piave

Dice il premier che non si devono riempire le pagine di giornali con le azioni della magistratura.Forse si riferiva a Cogne, al delitto di Garlasco, di Perugia?

Dice il premier che prima si deve ricostruire, poi pensare alle responsabilità penali dei costruttori e di quanti non han vigilato e controllato. Non si può perdere tempo a ricercare le responsabilità mentre altri "si rimboccano le maniche".
Gli altri sarebbero le persone della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le forze di polizia, l'esercito.
Ma è vero il contrario.

Proprio perchè nel passato non ci sono stati abbastanza titoli dei giornali sulle costruzioni in Abruzzo (e nel resto d'Italia) che oggi ci ritroviamo con i volontari e i vigili del fuoco ad estrarre corpi dalle macerie, a piantare tende, a fare aiuto alla popolazione.

Proprio perchè le azioni della magistratura non ci sono state, o se ci sono state, non sono riuscite nel loro compito di sanzionare gli eventuali errori. Proprio perchè la politica (in comune governava il centrodestra fino al 2007 e non Cialiente, e all'Aquila provincia fino al 2004 governava il centrodestra, e non la Pezzopane) non ha fatto il suo dovere.

Compito dell'informazione è proprio quello di controllare, vigilare, gare il cane da guardia nei confronti della politica, della magistratura, della classe dirigente. Dell'esecutivo, che sull'Abruzzo (nonostante i miracolanti sondaggi) ha inanellato una serie di errori: dal piano case case non c'è, agli allarmi inascoltati, ai soldi per la ricostruzione che non si sa dove prendere, dal referendum disaccorpato (buttando via qualche milioncino), ai ricatti della Lega.

E allora, diamola un pò di quella informazione, di quelle notizie che passano sotto silenzio.

Come la protesta degli albergatori del nord est della Sardegna, contro i vincoli imposti dalla protezione civile per il G8.
Che praticamente costringeva gli albergatori a bloccare le prenotazioni per i diplomatici in arrivo.

Il processo sul dossieraggio Telecom ad opera della security di Tavaroli: il Gup si aspetta la pronunzia della Corte Costituzionale sul fatto di poter usare nel processo i dossier illegali.

Il prossimo governatore dello Ior potrebbe essere Antonio Fazio. Quello dei furbetti.

19 aprile 2009

Brunetta mi scrive ..

Perchè Brunetta mi manda una mail (per visitare questo sito)? Per annunciare la rivoluzione?
In realtà è la promozione del suo prossimo libro "Rivoluzione in corso", ed Mondadori.

Bene: ma lo sa che io viaggio ancora a 56 kbs e che scaricare email, aprire siti carichi mi costa fatica?
Visto che lo staff del ministro scrive a me, invito anche io, staff e ministro, a seguire la puntata di Report di stasera (Come tu m'insegni), che parla di meritocrazia nella scuola.

Un viaggio nel cuore della città degli untori - Corrado Stajano

Un viaggio nel cuore della città degli untori, la Milano di manzoniana memoria. Alla ricerca della sua anima smarrita, oggi, tra dove le cronache raccontano solo di inchieste della magistratura, di palazzinari e locali alla moda . Dove è finito lo spirito della borghesia imprenditoriale degli anni del boom? Il socialismo umanitario, la Milan col coeur in man ..?

Poche altre volte mi era capitato di avere tra le mani un libro per cui ogni pagina va soppesata, fonte di riflessioni e di altri viaggi con la memoria e con i ricordi.
I ricordi di una Milano che c'era: quella del boom economico che sembrava non dovesse finire mai, con i meridionali che arrivavano a migliaia e venivano stipati nei quartieri dormitori.
La Milano di Paese Sera e del Giorno.


Un viaggio fatto attraverso il ricordo di alcuni personaggi che ne hanno fatto la storia: personaggi che oggi abbiamo dimenticato, come Guido Galli. Giudice Istruttore a Milano, ucciso dai terroristi di Prima Linea il 19 marco 1980, nell'aula 305 dell'Università Statale.
Al giudice e ai suoi assassini è dedicata il primo capitolo del viaggio.

Un capitolo che mette assieme vittime e carnefici: Giorgio Ambrosoli, Emilio Alessandrini, Guido Galli e Antonio Sciesa (patriota milanese fucilato dagli austriaci, cui rispose sprezzante "Tiremm innanz") da un parte.
Sergio Segio, Corrado Alunni (su cui aveva appena chiuso l'indagine il giudice Galli), Antonella Bertani, Marco Donat Cattin. Ma anche Michele Sindona e il suo successore (nelle trame oscure che legano servizi italiani e Cia, mafia, Ior).

La prima parte del viaggio, alla ricerca dell'anima di Milano, termina con la domanda sul perchè della morte Galli: la risposta la danno i terroristi stessi. Perchè era bravo e sapeva fare il suo mestiere.
Srivevano nel comunicato, i terroristi, che con la sua morte "Si tratta di produrre un intervento per cui lo schieramento capitalista esca da questa fase pesantemente indebolito, destabilizzato e su questo tentativo si costituisca stabilmente lo schieramento proletario rivoluzionario".

Povertà politica, povertà di intelligenza e povertà di cultura che si rispecchiano in quel linguaggio. I terroristi difettano dei sentimento più elementari, ignorano la parola pietà, non sanno che esiste anche tra gli uomini della foresta. Le ragioni ideali non traspaiono mai, astralmente assenti dal loro argomentare oltre che dal loro agire.

Continua la sua analisi Corrado Stajano, sui terroristi:
Vivono chiusi tra di loro, isolati dal mondo che presumono di poter cambiare senza sforzarsi di conoscerlo. Che cosa pensano di poter fare i terroristi di Prima Linea e i loro fratelli maggiori delle Br?
Sanno poco della società italiana, non possegono una cultura politica neppure elementare, sono incapaci di un'analisi e di un'interpretazione dei bisogni di una comunità, mancano di un progetto capace di coprire i buchi dei saperi manchevoli.
Non hanno dubbi sulle difficoltà si agire in nome della parola rivoluzione urlata in un mondo diviso in due in modo ferrigno?

Buona lettura.

Il link per ordinare il libro su ibs.

Io gioco pulito di Antonio Padellaro

Cosa si intende per giocare pulito? Significa fare informazione senza riguardo per alcun padrone. Significa rispettare le regole della stampa: il rispetto del lettore, la ricerca dell'informazione, fare da cane da guardia della politica, quale che sia il governo in carica.

Significa anche avere il coraggio di guardarsi dietro alle spalle e riconoscere i propri errori: come nel confronto tra l'autore e il suo io, che apre il libro.
Ammettere l'eccessivo entusiasmo col quale si è raccontata la campagna elettorale del Partito Democratico assieme a Walter Veltroni, alle passate elezioni. Quel distacco che non si è voluto riconoscere.
Così come non si sono volute riconoscere i peccati originali della campagna: il tono soft usato, la scelta dei candidati, la scelta della coalizione.

Il libro manifesto di Padellaro è anche un lungo racconto della storia del giornale: da vicedirettore dell'Unità, ai tempi della direzione di Furio Colombo, poi diventato direttore, fino all'ingresso di Concita De Gregorio: il miracolo con cui hanno fatto rinascere il giornale di Gramsci e della sinistra dall'orlo del fallimento. Per farlo diventare il giornale di riferimento di tutta una opposizione che non riconoscendosi nell'azione (o inazione) del centronistra ai tempi del Berlusconi II, scese in strada con i girotondi, denunciò le leggi vergogna varate, il clima di chiusura per le libertà che si stava instaurando (le censure dei kapò, i direttori dei giornali e dei TG che venivano spostati, l'editto bulgaro).
L'Unità, il giornale su cui scrive Marco Travaglio, Andrea Camilleri, Saverio Lodato, Enrico Fierro, Moni Ovadia.

Il governo Prodi poi, con tutte le aspettative che si portava dietro; i mesi dell'Armata Brancaleone, in ostaggio dell'allora opposizione e delle liti interne. I girotondini messi alla porta, come tutti i movimenti nti dal basso. Fino al ritorno del cavaliere nel 2008.

Come è potuto accadere è la prima domanda che gli autori si pongono. Si, perchè questo è un libro corale: Antonio Padellaro si è confrontato con altri giornalisti e politici che hanno assistito alla fine dell'esperienza del governo Prodi e allo spreco di tutte le energie messe in campo con passione dai militanti delle primarie: da quelle di Prodi nel 2005 a quelle per Veltroni nel 2007.
Furio Colombo e Marco Travaglio, Antonio Tabucchi e Corrado Stajano, Nando Dalla Chiesa e Oliviero Beha, Maurizio Chierici e Sandra Amurri.
Tutti, dal loro punto di vista, raccontano la sconfitta della sinistra, il vuoto della politica, inteso come vuoto di proposte, di leader capaci, vuoto di valori, vuoto di prospettive.
Vuoto che si esprime tramite il non voto nelle elezioni: come è possibile che il centrosinistra che negli anni tra il 2003 e il 2005 aveva vinto tutti i confronti col centrodestra, avesse poi fatto quella fine?
Qualcuno si dovrà pur chiedere che fine han fatto quei voti, chi li ha presi?
La rabbia è tanta, come tanta è la delusione, di chi, come le persone che Padellaro ha interpellato, può oggi dire, noi l'avevamo detto. Che se non si fosse stati capaci di distinguersi dallo stile berlusconiano, gli italiani avrebbero votato la bella copia.

"Ma se i partiti diventano deboli perchè non hanno più il sostegno degli elettori e degli iscritti, diventano invece fortissimi per la loro famelica capacità d'interdizione e di occupazione di ogni anfratto della società, visto che stanno dapertutto . Partiti che nei sondaggi precipitano dal 33 al 23 per cento, come il Pd, oppure spariscono come l'Udeur, ma controllano le stesse Asl di prima, gli stessi posti nel cda Rai e nelle cosidette Authority, le stesse municipalizzate, le stesse fondazioni bancarie, le stesse poltrone nei giornali, gli stessi fondi pubblici per giornali politici clandestini e così via. Il loro potere reale, in questo sistema fuori controllo, prescinde completamente dal loro consenso. Svengono per una battuta, tremano per una vignetta, li vedi sempre più terrorizzati e incattiviti perchè sentono che gli rimane poco da vivere, ma quel poco te lo fanno pagare salatissimo."
Dal colloquio con Marco Travaglio.

"Doveva esserci un'opposizione assoluta e completa, c'è stata un'opposizione mite e generica, giunta in certi casi al voto comune con la maggioranza. Ad esempio, per anni resterà inspiegabile il voto del Pd all'accordo militare con la Libia. Nel giorno in cui alla camera, nonostante l'opposizione di poche voci ha votato questo patto per fare un piacere alla Lega, che vuole l'intercettazione dei clandestini, se è possibile nel deserto, dove muoiono senza che nessuno li veda, qul giorno stesos Gheddafi ha pubblicato sul New York Times una lunga e dettagliata lettera, nella quale sosteneva che non ha più senso dire due popoli e due stati, quello di Israele e di Palestina".
Dal colloquio con Furio Colombo.

"I segni del revanscismo sono molteplici. Il tentativo di porre sullo stesso piano partigiani e fascisti non è mai venuto meno. Non si riesce a far comprendere che i morti di ogni fede meritano tutti un eguale rispetto, ma che non è possibile giudicare allo stesso modo fintamente pacificatorio le ragioni per cui andarono a morire. Iragazzi di Salò si batterono al fianco dei nazisti per resuscitare un regime che aveva tolto la libertà agli italiani; i partigiani per un'Italia nuova che aveva al Sud un governo legittimo".
Dalla lettera di Corrado Stajano.

"Come hanno potuto e come possono milioni di persone affidarsi, e seguitare a farlo, ad un uomo privo di cultura non soltanto politica, un personaggio spregiudicato, un borderline del novecento come Silvio Berlusconi, che è riuscito a farsi luce in un mondo di ombre dove nulla è chiaro e dove nulla è stato chiarito a proposito delle origini della sua ricchezza?"
Dalla lettera di Corrado Stajano.

"Mi sono anche domandato tante volte quale visione sciagurata di partito avesse portato tutte, e di nuovo sottolineo tutte, le componenti del nuovo partito a immaginare un'assemblea costituente di quasi tremila persone. Ossia il nulla, per quanto gradevole e suggestivo sia stato vedere finalmente in un luogo rappresentativo della politica tante donne e tanti giovani. Perchè tremila persone non sono un'assemblea che decide. Sono un platea che ratifica, sono un pubblico da Telegatto, un gioioso sfondo di plaudenti in grado di dare grandiosità estetica ad una ripresa televisiva".
Nando Dalla Chiesa.

Cosa fare ora: questa la seconda e vera domanda. Non rassegnarsi, come qualcuno vorrebbe, ed attendere pazientemente le prossime elezioni.
Primarie vere per i candidati. Un'opposizione vera. Occuparsi dei problemi quotidiani dei cittadini che stanno perdendo lavoro, garanzie sul lavoro, diritti, per causa di quanti han giocato sporco in questi anni.
Staccarsi di dosso privilegi e aspetto da "casta": meno auto blu e più mezzi pubblici. Chi sa mai che si inizi a conoscere la gente comune e riallacciare il rapporto con gli elettori.
E, per l'informazione, continuare a fare un "gioco pulito".

Il blog dell'autore: Io gioco pulito.
La scheda sul sito dell'editore Baldini Castoldi.
Il link per ordinare il libro il libro su internetbookshop.
Technorati:

17 aprile 2009

Dopo Annozero, Report

Annozero e la puntata riparatrice.
Vauro sospeso per 6 mesi.
Report citata a giudizio per la puntata su Catania, dall'editore Ciancio, che porterà la trasmissione ad un lungo processo civile.
E non è finita qui per Report.
La puntata sulla Social card non è piaciuta a Tremonti, che tramite il suo consigliere Angelo Maria Petroni (nominato dal tesoro), ha chiesto di visionare la cassetta e "inviato al giudizio del Comitato etico dell'azienda".
Lo stesso comitato che aveva dibattuto sulla vicenda Saccà.

A quanto si apprende, infatti, la puntata della trasmissione del 5 aprile scorso, dedicata alla «social card» e alla fallimentare politica sociale italiana, non è piaciuta al superministro dell'Economia Giulio Tremonti, intervistato a lungo all'interno del reportage di Giovanna Boursier. Da via XX settembre sarebbe partita perfino una telefonata furibonda al settimo piano di viale Mazzini. E non a caso nei giorni scorsi Angelo Maria Petroni, il consigliere di amministrazione Rai nominato direttamente da Tremonti, ha sollevato il caso Report all'interno del cda chiedendo a Masi di occuparsene. Il direttore generale, come nel «caso Vauro-Santoro», si è prontamente attivato per riparare ai malumori del governo. Prima ha visionato la cassetta dell'inchiesta «incriminata», poi ha anche chiesto informazioni sul contratto di collaborazione dell'autrice.

Forse per eccesso di zelo non sapeva, o voleva accertarsene per valutare meglio eventuali contromisure, che i giornalisti di Report non lavorano per la Rai ma sono giornalisti freelance che «vendono» al servizio pubblico le proprie inchieste.

Ma non è finita qui. Come denuncia Nino Rizzo Nervo, ex direttore del Tg3 e membro del cda per il Pd, il caso potrebbe perfino finire al comitato etico di viale Mazzini.

Un organismo misto costruito ad hoc solo in caso di gravi inadempienze deontologiche o comportamentali dei dipendenti.Alla redazione di Report non commentano le indiscrezioni che li riguardano. E almeno per il momento la «scaletta» della puntata di domenica prossima sulla scuola resta invariata.

Milena Gabanelli è molto prudente: «Aspettiamo e vediamo cosa eventualmente ci viene contestato. Ognuno svolge il proprio ruolo. Masi fa il suo, io il mio, ossia curare un programma e farlo al meglio. Il resto non mi interessa. Se poi questo comitato etico prenderà dei provvedimenti li valuteremo. Non mi allarmano queste cose. Mi risulta però che Report è in cima all'indice di qualità curato dalla stessa Rai per qualità, indipendenza e accuratezza dei suoi servizi con oltre l'87% del gradimento. L'unica cosa che mi chiedo - dice la giornalista - è quale sia a questo punto il margine del diritto di critica quando un servizio giornalistico è documentato e ben supportato».

Pendolari appiedati a Milano




Chissà che con l'Expo e con i lavori connessi, non si riesca a far qualcosa anche per i pendolari lombardi.
Questa mattina, mentre entravo a passo d'uomo in Cadorna (le mitiche Ferrovie Nord Milano), vedevo il treno a fianco del mio fermo, con la gente che veniva fatta scendere sui binari e avviarsi a piedi alla stazione.
Per chi ama iniziare la giornata col rischio ...

Annozero: caccia agli abusivi

Puntata riparatrice doveva esserci e c'è stata. Alla maniera di Santoro, che ha iniziato la puntata in attacco, ricordando la vicenda della vignette contro Maometto.Per cui Fini disse che la loro censura sarebbe stato un segnale di intolleranza.
In messaggio anche ai lettori del Giornale: siamo un TG4 fatto bene e serviamo a far vincere Berlusconi.

Travaglio ha continuato sulla stessa lunghezza d'onda: i titoli contro governo e Protezione Civile dopo il terremoto in Umbria 12 anni fa, governo Prodi."manca solo l'Iva per il terremoto" tuonava la Lega, che oggi boicotta l'Election day e il risparmio di 400 ml di euro.

Si è poi dilungato sugli articoli che nei giorni successivi al sisma, segiovano l'opera del premier. Il giornalismo intonato: Il corriere, Il giornale, La Stampa di Minzolini
."Il paese ha trovato il vero uomo della provvidenza".
Un racconto in stile Istituto Luce, che ha leggermente irritato l'onorevole avvocato Ghedini: in realtà si voleva prendere in giro un certo tipo di giornalismo, dalla schiena poco dritta.

Nel complesso una puntata con alcuni colpi di scena. Il primo: la vignetta di Vauro che ha fatto infuriare l'arcivescovo non è quella sui morti, ma bensì quella che rappresenta un Berlusconi in versione Nerone
"New town".
Secondo: il piano casa ancora non esiste ancora, parola di Ghedini che aveva le bozze con se in studio. Di cosa parlano tutti i giornali allora? E i ministri in conferenza stampa?
A questo punto andrebbero smontate tutte le critiche (comprese quella del prof. Salvatore Settis, della Normale di Pisa, che parlava dell''aumento di cubature come escrescenze funeste).Verrebbe da dire che forse il governo, con le sue uscite, ha voluto un pò tastare il polso, ma queste sono solo cattiverie di noi dietrologi.

L'importante è che la discussione in studio si è svolta su toni pacati, cercando di fare chiarezza su prevenzione, cosa si sarebbe dovuto fare e cisa non si è fatto. In studio il giornalista Maugeri del Sole 24 ore, autore dell'articolo "Prevenzione zero".

Titti Postiglione, dirigente della Protezione Civile, che esponeva le difficoltà di fare prevenzione in un paese come l'Italia.
I servizi di Ruotolo e Bertazzoni, che mettevano a nudo cattive costruzioni, il fatto che la regione avesse messo l'Abruzzo a rischio 2, per rendere meno stringenti i voncoli dei costruttori.
E infine le domande, al momento senza risposta, dei familiari delle vittime.
Lilly, e il padre di Nicola Bianchi. Qualcuno dovrà dare risposte e fare giustizia.
P.S Vauro non c'era, ma il suo spirito e le sue vignette sì. Corrosive come al solito, sul calvario dei precari.
La parte peggiore della puntata? La lite tra Ghedini e Di Pietro, sul piano casa, sull'assessore dell'Idv in regione e in comune ... Sembrava un pò un rozzo tentativo di estendere le colpe.

16 aprile 2009

Il noto servizio

Del Noto Servizio, o Anello, avevo letto per la prima volta nel libro di Rita di Giovacchino "Il libro nero della prima Repubblica": nel capitolo sugli anni di piombo, le stragi e i depistaggi dei servizi, era venuta fuori questa struttura parallela ai servizi, nascosta ai cittadini e ai servizi dell'esecutivo.

"L'Anello della Repubblica" di Stefania Limiti (editore Chiarelettere) con prefazione di Giuseppe De Lutiis affronta uno dei misteri italiani si cui si dovrebbe fare una volta per tutte luce.
Come diceva Carlo Lucarelli in Blu Notte, nella puntata dedicata "OSS, CIA, Gladio, i rapporti segreti tra America", questa è una storia che non esiste. Almeno ufficialmente.

"La storia di un servizio segreto di cui per più di mezzo secolo non è emersa pubblicamente nessuna informazione"
Giuseppe De Lutiis

“Il Noto servizio o Anello ha svolto un ruolo che non avrebbe mai potuto garantire alla luce del sole: indirizzare scandali, campagne di stampa, corruzione, sparizione di documenti, ricatti, arruolamenti di delinquenti.”
Dalla postfazione di Paolo Cucchiarelli.

Una scoperta per caso.
Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla venuto fuori dagli archivi del Viminale. Una storia tutta italiana, quasi incredibile. Il “noto servizio” o “Anello” è una struttura occulta che ha avuto un ruolo decisivo nella storia della Repubblica. Compito principale: ostacolare le sinistre e condizionare il sistema politico con mezzi illegali, senza sovvertirlo. Non è stata una meteora: ha operato dal 1945 fino agli inizi degli anni Ottanta, alle “informali” dipendenze del capo del governo.

Creato per volontà dell’ex capo dei servizi segreti fascisti(!), il generale Mario Roatta, e poi gestito da Adalberto Titta, un ex repubblichino, fu promosso dalla Cia e costituito da ex ufficiali badogliani, imprenditori, faccendieri, giornalisti. Tutto in collaborazione con la malavita e la mafia.
Seguendo le tracce del “noto servizio”, il libro rivela il coinvolgimento di questa struttura in tre episodi fondamentali: la fuga del nazista Kappler dal Celio, frutto di un accordo tra governo italiano e tedesco; la trattativa del Vaticano con le Brigate Rosse per la liberazione di Aldo Moro; l’accordo con la camorra per la liberazione dell’assessore democristiano, Ciro Cirillo.

Testimoni e preziosi riscontri sui documenti che Aldo Giannuli ha scoperto nel 1996 indagando sullo stragismo nero confermano quello che fino a ieri era solo un’ipotesi: la “sicurezza” della nostra Repubblica nasce in continuità con il fascismo, è controllata dagli americani, e affidata a personaggi senza scrupolo e spesso coinvolti con la criminalità.
Complice la Democrazia cristiana. Andreotti sapeva, ma anche Moro e Craxi. Noi no. Ecco le prove.

Scoperto il colpevole

Il giornale: La Rai punisce Santoro: riequilibrare Annozero
Il corriere: Santoro, sit-in di protesta. Il Pdl: «Niente piazzate»
Libero: Annozero tv dell'odio.
Libero (ancora): "Annozero fazioso sul sisma" E la Rai sospende Vauro .
La Stampa: "Annozero", la Rai sospende Vauro

Trovato il colpevole. E i ritardi e le inefficienze degli aiuti? E i palazzi crollati? Senza agibilità?
L'importante è riaprire le scuole, apertura mediatica, si intende. Ad uso e consumo delle telecamere.

Perchè nelle scuole vere mancheranno i professori, grazie ai tagli della Gelmini: 42000 docenti in meno. Della riforma Gelmini e delle spese per la scuola ne parlerà Report domenica prossima (fino a quando andrà in onda?) nella puntata "Come tu mi insegni".

Meglio parlare delle polemiche di Santoro, allora, per non disturbare il manovratore. Non parliamo dell'accordo separato tra Confindustria e sindacati.

Dei tagli dell'Alitalia a Malpensa.
Dei 21 boss scarcerati a Bari (mica erano romeni), per la lentezza della giustizia.

Reato di lesa maestà

Prima i rimbrotti a Crozza, da parte di Maroni a Ballarò.
Poi la cacciata di Vauro, da Annozero, per le sue vignette che offendono le morti in Abruzzo (e chi le ha causate?).
Poi, senti alla radio la notizia per cui a Lodi è vietata la rappresentazione dello spettacolo teatrale su Fiorani, tratto dal libro (del 2007) "Capitalismo di rapina".
Sembra che la satira, la messa in berlina del potente, stiano diventando atti di "Lesa maestà".
Che strada stiamo prendendo, in termini di libertà, di informazione, di controllo del potere?

Stasera ad Annozero viene chiesta una puntata riparatrice, come per Report (quando aveva parlato della mafia che non uccide più).
Cosa andrà in onda? Una trasmissione stle Domenica In, tipo Matrix, tipo Cucuzza?
Tanto vale spegnere la televisione.
E l'opposizione dove sta?
A parte Di Pietro, che ha capito l'importanza di fare quadrato attorno alle poche trasmissioni amiche, le solite voci: ''Le critiche sono legittime e in parte condivisibili ma non possono originare provvedimenti sanzionatori''.

15 aprile 2009

Otto per mille per l'Abruzzo

Accorpare referendum e votazioni è incostituzionale. Così dicono alla Lega: fa ridere, detto da loro, ma è così.
Le altre proposte che si sentono sono il cinque per mille da devolvere in favore dei terremotati, che scatenerebbe una guerra tra poveri.
Lo scudo fiscale, per far rientare capitali dall'estero.
Un prelievo una tantum.
Di lotta all'evasione, agli abusi edilizi, alla criminalità organizzata, a parte qualche slogan, nulla di concreto.


Alla fine, la ricostruzione sembra che la pagheremo noi. Perchè non destinare tutto l'otto per mille (anche quello per la Chiesa) all'Abruzzo?
PS: lo sciame sismico continua. Ma qualcuno non aveva detto che stava cessando?
"Dal 6 aprile abbiamo registrato un numero rilevante di scosse che però negli ultimi giorni è diminuito e, pur se le previsioni sono impossibili da fare su base scientifica, anche gli esperti dicono che questa diminuzione fa ben sperare"

La città del sole nero di Leonardo Gori

Firenze 1505: cupi segnali arrivano al primo segretario della Repubblica di Firenze, Niccolò Machiavelli. L'ingresso del cardinale Giovanni De Medici travestito da frate: forse un tentativo di rovesciare la Repubblica, sfruttando i nemici interni alla città?
Tre frati trovati morti, fuori dalle mura della città: frati vestiti con tuniche colorate, morti in circostanze misteriose, con indosso delle pergamene con disegni allegorici. Il primo bruciato come fosse una statua ; il secondo letteralmente bollito nell'acqua. L'ultimo che è riuscito prima di morire a far arrivare un messaggio che parla di una minaccia che incombe su Firenze.

Questo il principio del racconto di Leonardo Gori, che ci trasporta direttamente nella Firenze repubblicana, negli anni successivi alll'epoca di Lorenzo il Magnifico, dopo la congiura De Pazzi (1478), soffocata nel sangue e fallita per il mancato appoggio della popolazione.
Una repubblica instabile, governata con l'uso dei “birri”, delle spie al servizio del primo segretario, in un'Italia ancora divisa in signorie, principati, in fragile equilibrio tra impero e papato.
Un'epoca di scoperte: le nuove indie scoperte da Cristoforo Colombo; gli studi sul corpo umano, sugli animali, sulle forze della natura di quel gran genio di Leonardo Da Vinci (la cui ombra incombe nel libro, pur comparendovi in un ruolo marginale).

Ma anche un periodo di intrighi, di lotte di palazzo, di congiure, di spie e birri e complotti: un clima perfettamente ricostruito dalla maestria dell'autore (e qui si vede il grande lavoro di studio).
Spie come Fiammetta da Candia, personaggi sinistri come Violante (il capo dei birri), o dalla mente offuscata dal dolore come Vittorino De Pazzi (per la morte del figliolo Lapo, per mano dei palleschi). Menti ingegnose come lo scienziato polacco Mikolaj Watzenrode, che intende allestire una dimostrazione pubblica sui meccanismi che governano le sfere celesti.
Artisti come Sandro Botticelli, finito pazzo e mendicante nella sua bottega (qui l'autore si è concesso qualche libertà.)

E anche il mistero della città di Semifonte (costruita su una piana poco distante da Firenze e da questa distrutta); un fuoco misterioso che qualcuno vorrebbe lanciare sulla città per purificarla dai suoi peccati, come Dante racconta per i sodomiti nell'Inferno. Aquile dalla straordinaria forza, che aleggiano sulla città, anche loro a presagio di una minaccia.

Non voglio aggiungere altro: in una lotta contro il tempo messer Niccolò, facendo leva sul suo ingegno, sulla forza e sulla violenze utilizzata per la ragion di Stato, dovrà sventare la minaccia, svelare il volto di chi ha architettato il piano, salvare la Repubblica e la città.
Un libro costruito per enigmi, dove dietro ad un mistero se ne cela un altro, come in uno dei meccanismi di Leonardo.

Il sito dell'autore e il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Technorati:

14 aprile 2009

Giornalismo all'italiana

Ma quando si parla di sciacalli, di speculare sul terremoto, di chi stiamo parlando? Di quali tramissioni, quali giornalisti?

In Giappone non ci sono i comunisti

Ad Omnibus questa mattina si parlava della tragedia in Abruzzo, della trasmissione Annozero, delle passerelle del premier, di cosa si deve fare per la ricostruzione.
In collegamento parlava uno dei tanti berluscloni che eludeva le domande su possibili responsabilità sui crolli, rinfacciava al direttore di Liberazione la solita storia dei comunisti. La conclusione ve la riporto: “in Giappone si fanno i ponti come a Messina perchè non ci sono i comunisti e i verdi come te”.

Se non ci fosse la tragedia ci sarebbe anche da ridere. Riassumendo: il terremoto non si può prevedere. Le responsabilità dei crolli e di chi non ha controllato non interessano ora (l'Unità nazionale, per carità !!).
In ogni caso, qui il premier ha invocato la separazione delle carriere, pardon dei poteri: tocca alla magistratura accertare e sanzionare i reati.
Salvo poi farsi da parte se viene fuori un politico, un assessore, un amico … In quel caso deve lasciar il campo alla superiorità della politica.

Le mani della criminalità sugli appalti (vedi la statale 106, la Salerno Reggio Calabria, l'Expo)?
I ricercatori dell'istituto Geofisico precari che rischiano di andare a casa?
La lotta agli abusi edilizi, la messa in sicurezza di ospedali e scuole?

Ma allora non lo avete capito? Perchè farsi tante domande quando abbiamo questo governo del fare, che dopo la scommessa in Campania (ha aperto l'inceneritore ad Acerra, pure questo ho sentito), vincerà pure la scommessa in Abruzzo.
Come Bush, anche lui avrà il suo Ground Zero, Anno zero permettendo. L'unica nota stonata secondo il presidente Fini: non si specula sulla tragedia.
E quelli che hanno commissionato il sondaggio che parla di un aumento della popolarità del presidente del consiglio (onnipresente in tutte le tasmissioni) dopo il terremoto?

Scrive oggi sulla sua rubrica Michele Serra, come, dopo il terremoto ci sia stata una vera e propria processione alla Madonna dell'Arco, alla quale lo spirito popolare delega compiti di protezione civile, nel napoletano, specie nelle case costruite (e mai smantellate, né censite) sotto il Vesuvio. Magari funziona ...

Segnalazioni:
Il partito del cemento che assedia l'Abruzzo di Roberto Saviano.
Gli intreressi di Cosa Nostra: l'allarme del procuratore antimafia Pietro Grasso.
L'ospedale San Salvatore e le mire degli imprenditori.

12 aprile 2009

Lo stato c'è

Lo stato c'è la frase del presidente del senato ad una volontaria in Abruzzo.
Si è vero: lo stato c'è, dopo, però con le tende, i volontari, la solidarietà degli italiani.
E prima, dov'era, lo stato? Il sindaco, il presidente di regione e provincia? La protezione civile, i vari ministri e sottosegretari?

Lo stato c'è: e per gli aiuti pensa ad una tantum. Al 5 per mille. Con la solidarietà con sms: ma non era meglio costruire case antisismiche prima, e magari vigilare su appalti, costruttori?
E via con l'emergenza, con i commissari straordinari per la ricostruzione paracadutati da Roma.

Non agli stipendi doppi dei parlamentari.
Alla farsa dell'accorpamento tra ballottagio e referendum per accontentare la Lega.
Buona Pasqua.

La resurrezione: perchè oggi è un altro giorno

Chissà se a furia di scavare nelle macerie dell'Aquila, si riuscirà a far emergere la verità e a dare giustizia per i familiari delle vittime.
Verità .. giustizia … parole il cui senso spesso sfugge, specie in questo mondo di Corifei.
Allora cerchiamo di portare alla luce qualche notizie che è stata sotterrata.

Come la notizia che il tribunale del riesame ha annullato l'ordinanza di sequestro dei computer del signor Genchi. Qualcuno farà luce su qautno successo a Catanzaro?
La Corte dei Conti ha condannato in primo grado l'ex ministro Castelli: dovrà pagare una multa di 100000 euro per un contratto di consulenza con la Global Brain.
Sciacalli siete voi: l'attacco del Giornale ad Annozero, che muoveva alcune critiche all'opera della Protezione Civile e all'organizzazione sul territorio.

Scrive il direttore Giordano:
Il suo ultimo Annozero, mi permetta, è stato uno spettacolo squallido, un atto di sciacallaggio ributtante, che non mette più la polemica sull’asse di ciò che è di sinistra o non di sinistra, ma di ciò che è civile e ciò che non lo è più. E mi chiedo se sia possibile che lei e i suoi sottopanza siate così accecati dall’odio e dalla faziosità da perdere non dico l’equilibrio politico, che quello l’avete già perso da tempo, ma anche il senso di umanità.

Enzo Carra: "Santoro è un cannibale: la sua tv è sale sulle ferite" . E le ferite fisiche delle persone morte sotto le macerie della casa dello studente? Dell'ospedale chiuso?
Crosetto: "Ignobile sparare sullo Stato per ragioni di share". Forse il sottosegretario si riferiva al TG1 che dedicava qualche minuto all'autocelebrazione degli ascolti.

Oggi sono tutti dalla parte dei volontari, dei sismologi, dei vigili del fuoco.
Speriamo lo siano anche domani. Quando i Vigili chiederanno stipendi e organici più adeguati.
Quando i precari dell'Istituto di Geofisica e vulcanologia (357 tra contratti a termine, cocopro e assegni di ricercca) verranno mandate a casa.

The show must go on: la serie A non si ferma dopo il terremoto. Bello spettacolo, ieri a Roma.
Berlusconi promette le case: quali, per cortesia? Anziché promesse difficili da mantenere, non sarebbe meglio pensare alle tende senza acqua ed elettricità?
Aperto un fascicolo da parte della magistratura, dopo il terremoto, per disastro colposo. Speriamo che si riesca a trovare anche qualche colpevole, senza aspettare troppi anni. E chissà quanti anni dovranno rimanere in tenda, in Abruzzo …

10 aprile 2009

Annozero resurrezione

Non può finire in un amern la tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Non possiamo accettare le solite parole della tragedia imprevedibile (uno sciame sismico che durava da mesi), dell'eroico lavoro dei volontari, che non si può offendere la persona di Bertolaso, che la sola colpa è delle costruzioni non a norma e di chi le ha permesse (ossia dunque le vittime stesse e gli amministratori locali).
Da questa ennesima tragedia all'italiana (dove chi si preoccupa viene chiamato Cassandra, imbecille, lasciato solo) non ne possiamo uscire con tutti colpevoli, dunque nessun colpevole.
Come mai l'informazione nazionale non ha parlato delle scosse che da mesi si susseguivano a L'Aquila e in Abruzzo?
È vero o non che non esisteva una pianificazione da parte della protezione civile in caso di sisma?
Chi ha costruito quei palazzi? L'ospedale, Il tribunale, il palazzo del governo?
È vero o no che in comune a Pescara (poco distante) si devovo riscuotere 1,5 miliardi di euro dai condoni edilizi?

Qui nessuno vuole accusare Bertolaso di essere responsabile: semplicemente ci si pone delle domande. Quale deve essere il ruolo della Protezione Civile: pianificare gli interventi, prevenire i disastri, occuparsi della messa in sicurezza dei comuni nella nostra Italia?
Oppure occuparsi dei grandi eventi: la morte del papa nel 2005; il G8; i giochi del Mediterraneo a Pescara (!!); i mondiali del ciclismo a Varese.
5800 comuni a rischio idrogeologico.
70% del territorio è a rischio.
Solo il 18% degli edifici pubblici è a norma. 9000 scuole a rischio.

Vogliamo nascondere la testa come lo struzzo e sperare che la scossa non arrivi mai? Oppure vogliamo fare le cose come le fanno negli altri paesi (Giappone, California ad es.) a rischio terremoto?
Può il capo della Protezione Civile occuparsi di così tante cose, associare tanti incarichi (pure le rovine archeologiche a Roma)?
Ieri sera ad Annozero si è cercato di parlare del terremoto in Abruzzo mettendo in luce alcuni aspetti che stonano nel quadro che viene dati dai TG e dalle trasmissioni televisive.
Aiuti che in alcune zone sono arrivati tardi.
Tende che sono arrivate tardi.
Una scarsa organizzazione, nelle prime fasi. Ancora non esiste un coordinatore unico per gli interventi.
Ne possiamo parlare, oppure deve calare il segreto di stato anche qui. Chi ha dato a dato …
La casa dello studente: “i ragazzi a L'Aquila per studiare non per morire .. l'emergenza sicurezza è anche avere edifici sicuri” queste le parole di una ragazza che in quella casa ha perso degli amici.
“In Italia vogliamo fare i ponti, vogliamo costruire il 20% di metri cubi in più .. facciamo qualcosa per i nostri figli”. Parole di un padre di una delle 281 vittime.

Cosa lasciamo ai nostri figli?
Un paese in cui gli edifici non hanno fondamenta solide. Dove i costruttori (citati nell'intervento di Marco Travaglio ad inizio trasmissione) che lavorano non a norma, rubano sul cemento e sul calcestruzzo, truffano la pubblica amministrazione, anche se vongono condannati, non vengono estraniati dal mercati ma fanno carriera in politica.
Il paese della Salerno Reggio Calabria; la Palermo Messina (inaugurata dal politico di turno e poi chiusa); dell'ospedale di Gela, dell'Aquila ..
Il paese dove la più grande impresa di cemento, la Calcestruzzi Spa, oggi Italcementi, è sotto indagine a Caltanisetta e i cui impianti sono finiti sotto sequestro per rapporti con la criminalità organizzata.
Criminalità, appalti pubblici e imprese che con il cemento fanno ricchi affari.
Anche in questo clima maturano le tragedie del nostro paese.
Anche grazie al clima di assenza di prevenzione, di scarso rispetto delle regole (tanto chi controlla? Tanto tutti fanno gli abusi?).

Non serve la bacchetta magica: basta far rispettare le regole. Basta fare i controlli. Oggi, ora.
Più penso a quello che è successo, più mi ritorna in mente un'altra storia, avvenuta anni fa. La tragedia del Vajont raccontata dalla voce di Marco Paolini: anche allora si diede la colpa alla natura. Anche allora chi aveva espresso i suoi dubbi, aveva denunciato il rischio, era stato denunciato (penso alla giornalista Merlin). Anche allora l'uomo fece la sua scommessa con la natura e la perse.
Da allora cosa è fatto per l'emergenza ambientale?
Non basta un bel funerale di stato, con tutti i politici nelle prime file e tanti (parenti impossibilitati ad arrivare a Coppito, amici il cui ingresso è stato negato) lasciati fuori.
P.S: a proposito di sciacalli, leggete qua:
Solo due giorni fa, mentre l’Abruzzo crollava, si son ricordati che siamo il paese più a rischio d’Europa e hanno cancellato l’art.6 e, al suo posto, hanno infilato qualche riga di «misure urgenti in materia antisismica»: gli ampliamenti delle case non saranno autorizzati «ove non sia documentalmente provato il rispetto della normativa antisismica». Ci son voluti 260 morti, per ripristinare la legalità. A proposito di sciacalli. Vergogniamoci per loro, e per i loro servi.

Technorati:

09 aprile 2009

Un bell'avvenire: la polizia fascista a Milano

Un'altra pagina del libro "Un bell'avvenire" di Marco Videtta: le mille polizie fasciste, di un regime in fase cadente, spesso in contrasto.

Tra l'estate e l'autunno del 1944 nella sola Milano c'erano venti polizie. Don Alfonso me ne elencò una decina: la Ettore Muti, l'Ufficio speciale di polizia antifascista, il Nucleo di polizia autonomo, l'Ispettorato speciale di polizia antipartigiana, l'Ufficio politico investigativo, il Centro del servizio informazioni e difesa della RSI, il servizio di polizia speciale, il Centro di spionaggio fascista, l'Ufficio investigativo del gruppo rionale fascista Mussolini di Porta Volta. Ogni nucleo era autonomo dagli altri. E tutti avevano gli stessi poteri. Si facevano concorrenza gettando discredito gli uni addosso agli altri.

I controlli e le norme rinviate

Pare, leggendo l'articolo di Repubblica a cura di Carlo Bonini, che ci sia stato un allarme inascoltato, sulla non applicazione delle norme antisismiche.
Norme del cui rinvio scrive nella sua lettera Matteoli al ministro l'ingegner Martelli.
Lettera di febbraio, che difficilmente avrebbe evitato la tragedia, ma magari ne avrebbe attenuato i danni. Forse.

Certo è che, dopo la fase iniziale, in cui prevalgono i sentimenti "buonisti", escono fuori le solite magagne: norme che non sarebbero applicate, controlli rinviati, speculazione edilizia (con l'ombra anche delle mafie).
Come per la legge sulla sicurezza nel lavoro (ex 626): cosa ci aspettiamo che succeda avendo reso meno pesanti le sanzioni e diminuito i controlli?
Con che faccia andremo a presentarci di fronte alla prossima Thyssen?
O agli sfollati (e non campeggisti, come qualcuno dice), i cui allarmi sono stati inascoltati.

Scrive Stella sul corriere:
C’è un’emergenza, infatti, in Italia: uscire dalla cultura dell’emergenza. Quella che ci fa tirare fuori il meglio di noi stessi nei momenti più complicati o, come in questi giorni, più traumatici. Che ci fa dire con indulgenza che «anche nel calcio diamo il meglio quando rischiamo l’eliminazione». Che spinge qualcuno (il primo fu Gianni De Michelis) a teorizzare l’obbligo di darci delle «date- catenaccio» come un campionato mondiale, un’Expo, un’Olimpiade, un vertice politico planetario per essere poi costretti a rispettare i tempi. Che induce chi governa lo Stato o un Comune, una Regione o un ente pubblico, a rinunciare a priori alla corretta gestione di qualunque impegno per invocare un commissariamento. Col risultato che diventano «emergenza» anche un vertice italo-russo a Bari, un pellegrinaggio del Papa a Loreto, un mondiale di ciclismo su strada o addirittura il «compleanno» dell’Unità d’Italia del 2011 previsto, ovvio, da un secolo e mezzo.

Privacy a giorni alterni

Partiamo dal caso Genchi e dall'allarme che Geronimo lancia sul Giornale:
Il comitato ha accertato, sul materiale finora pervenutogli, che il dottor Genchi, secondo i carabinieri dei Ros, avrebbe ottenuto le anagrafiche (cioè le tracce dei tabulati telefonici) di circa 392mila intestatari.
[..]
Insomma, quella che in altri tempi si sarebbe giustamente definita una rete spionistica al comitato per la difesa della Repubblica sollecita solo qualche preoccupazione per la privacy dei cittadini richiamando l’attenzione del governo sull’eventualità di apporre il segreto di Stato sui dati finora consegnati. E Rutelli si ferma qui. E meno male che abbiamo un comitato per la difesa della Repubblica, la cui sicurezza, come si vede, rischia davvero di essere messa male, come da tempo peraltro andiamo dicendo.
Chissà quale mente ha allora partorito le proposte antipirateria che vorremmo applicare in Italia, sul modello francese. Scrive l'onorevole Cassinelli (riportato su Punto informatico):

Importare in Italia la legge francese, spiega Cassinelli, significherebbe violare il diritto alla privacy del cittadino con rastrellamenti di indirizzi IP da tradurre in abbonati, significherebbe attentare alla libertà del cittadino di esprimersi e di informarsi online, significherebbe investire del denaro in un progetto inefficace. Ci sarebbero dei "tecnicismi" a rendere di fatto inapplicabile una legge simile, i netizen finirebbero per non rinunciare allo sharing approfittando delle darknet.

Brescia come Napoli

Dopo il caso di Napoli, un altro a Brescia: un immigrato che voleva curarsi in un ospedale pubblico, è stato denunciato èerchè irregolare, da una guardia giurata.

Voi direte: embè? Era irregolare, dunque clandestino, dunque un criminale.
E se fosse stato sofferente di una malattia contagiosa, diciamo l'aviaria, e per paura di essere arrestato (e espulso), non fosse andato in ospedale?

Nello stesso giorno in cui
il governo è battuto (o è il Parlamento a vincere?) su Ronde e i mesi di detenzione nei CIE.

Maroni è furibondo.
Parla di indulto: lui che siede in una coalizione che lo ha votato.

Leggete che titolo da Libero "Liberano 1000 clandestini": lanciano l'allarme per la popolazione.
Loro che con prescrizione, indulto, depenalizzazioni varie hanno fatto ben di peggio.

Lo scempio edilizio e ambientale italiano, che poi porta alle tragedie che vediamo, è anche colpa di chi ha portato avanti politiche di evasione e condoni.

Domanda: ma la casa del Grande Fratello (che ieri è andato in onda) sarà antisismica?

08 aprile 2009

La peggiore tragedia

Secondo Bertolaso, quella in Abruzzo è stata la peggiore tragedia del millennio.
Prima o poi qualcuno indagherà su chi (eventualmente) ha le colpe.
Ma parlando di tragedie, allora a che punto della classifica mettiamo la strage silenziosa dell'Eternit (le cui morti continuano anche oggi)?
E gli immigrati che affondano davanti alle nostre coste, come i 300 disperati della scorsa settimana che partivano dalla Libia?

Non sono tragedie anche quelle?

Un bell'avvenire: le prime elezioni repubblicane

Un pagina significativa del libro "Un bell'avvenire" di Marco Videtta: quella in cui il protagonista si ritrova in mezzo ad un comizio elettorale per le imminenti elezioni dell'aprile 1948.
In fondo non c'era molta differenza rispetto ai cmoizi cui avevo assistito da bambino. La propaganda cambia contenuti e a volte anche la forma, ma sempre propaganda è.
Questa era più caotica, forse più spontanea, ma si trattava comunque di convincere qualcuno con le buone e con le cattive ad affidarti il potere. In quelle prime elezioni repubblicane avrebbe vinto la paura o la speranza. Personalmente avevo chiuso i conti con entrambe.
Tutta quella gente mi dava l'idea di essere soltanto alla ricerca di qualcuno che ancora una volta indicasse loro cosa fare, come pensare e dove andare.Stalin diceva che il popolo è bove, Mussolini che la folla è femmina. Ora quel prete [padre Riccardo Lombardi] scomodava addirittura Gesù Cristo, indossando i panni di Pietro l'Eremita alle crociate. Lo avevano già fatto i tedeschi usando il motto "Gott mitt uns". A quanto pareva, dio è sempre con qualcuno, possibilmente con il più forte. Io avevo smesso di sentirlo dalla mia parte il giorno in cui mio padre mi aveva detto che Lucio era stato ammazzato come un cane.

Soltanto la verità

Dopo aver visto il video (se non ci fosse youtube, quante cose non sapremmo ....), la tesi dell'infarto (e del suo soccorso sotto una fitta sassaiola ) sembra reggere meno.
«Guardando il video, posso dire che la polizia ha avuto contatto con Ian: se questo sia stato o no causa della morte non lo so, ma sono sicuro che arriveremo alla verità, nuove prove saltano fuori ogni giorno e questa non sarà l’ultima», continua Paul Tomlinson. La famiglia chiede ora di poter ascoltare l’agente che ha spintonato la vittima e i due agenti della cinofila che le immagini - girate da un turista statunitense - mostrano in piedi dietro di lui. «Vogliamo delle risposte: perché? Aveva chiaramente le mani in tasca e aveva la schiena rivolta agli agenti, non c’era alcun bisogno di intervenire», ha concluso Paul.
Credo che fare chiarezza sia anche necessario per la polizia stessa. Sono episodi come questo che alimentano Acab.

La privacy sul dolore


Tutti i giornali mostrano le stesse foto: volti sofferenti, spesso di anziani, vittime del terremoto in Abruzzo.
Ma l'ossessione del dolore, nell'andare a ricercare quei volti, a inseguire quasi le persone che hanno perso tutto, un familiare, la casa, la vita, non è una violazione della privacy? Tanto sacra quando si parla dell'onorevole, del signor presidente, del senatore ...

Dove finisce l'informazione e inizia invece la voglia di essere i primi della classe? La curiosità morbosa nelle disgrazie altrui?
Lo show che comunque deve andare avanti
. La ricerca della lacrima da mandare in onda.
Quante televisioni, quante telecamere, quanti giornalisti hanno invece fatto la domanda sul perchè. Perchè le case non erano a norma? Si è fatto veramente tutto il possibile?
E, soprattutto, fino a quando gli sfollati dovranno vivere nelle tende? Come avverrà la ricostruzione: nel rispetto dei tempi e delle leggi, o alla solita maniera (vedi terremoto in Irpinia)?

Almeno il
CDM improvvistato (telefonicamente) a Porta a Porta potevano risparmiarcelo.
E anche
certe uscite, in mezzo alla disgrazia, utilizzata a fini politici:
Andate sulla costa, è Pasqua, prendetevi un periodo che paghiamo noi. State tranquilli, noi facciamo l’inventario delle case danneggiate e voi vi spostate sulla costa. Sarete serviti e riveriti. Bambini, dite alla mamma di portarvi al mare.
Silvio Berlusconi, tendopoli di San Demetrio
(L’Aquila), 7 aprile

Doppio stipendio per l'Expo

Riusciamo sempre a far le cose all'italiana.
Il presidente designato dell'Expo, l'ex ministro Stanca, non rinuncia al posto di Parlamentare.
Doppio incarico, doppio stipendio: quando si occuperà dell'Expo, nel tempo libero?

07 aprile 2009

Un bell'avvenire di Marco Videtta

Un gran bel noir, come ne ho letto pochi, con una tensione che non cala, ma anzi cresce andando avanti con la lettura. E oltre al racconto giallo, anche la capacità di raccontare l'atmosfera che si viveva in Italia al termine della seconda guerra mondiale. Con le macerie, non solo fisiche, che addossavano le vie. Un'atmosfera in cui sembra che tutti avessero voglia di lasciarsi alle spalle qualcosa di imgombrante: il passato fascista, le responsabilità, le colpe. I conti col passato.

In questa Italia del 1948, alla vigilia delle elezioni dell'aprile, avviene il lungo viaggio di Fulvio alla ricerca del fratello Lucio, fanatico repubblichino, morto ufficialmente per mano dei partigiani il 29 aprile 1945 a Milano.

Lucio, voce parlante del libro, è sempre cresciuto nel mito del fratello maggiore, che lo ha trascinato prima ad abbracciare il fascismo (l'Idea, la Rivoluzione ..) e poi ad arruolarsi volontario per andare in guerra. In un lungo flashback, in cui le memorie del passato si alternano alle pagine del oggi, Lucio ripercorre il suo viaggio.Dalla natia Napoli, si trova nelle steppe della Russia, fino alla ritirata del 1943. All'arruolamento nella Guardia Nazionale Repubblicana, in Piemonte. I rastrellamenti, la lotta ai Partigiani, fino all'armistizio ..

Nulla di tutto questo sembra ritrovarsi nell'Italia del 1948: l'assenza di riferimenti per ritrovare il fratello, si riflette nell'assenza di riferimenti con cui orientarsi nel mondo di oggi.
Con nuovi partiti i cui manifesti tappezzano le città; nuovi slogan che ricordano tanto i vecchi (usati dal regime); vecchi fascisti nascosti sotto falso nome e nuovi fascisti che si ritrovano sotto la fiamma.

Il viaggio per scoprire la verità sulla morte del fratello diventa così l'occasione per raccontare cosa fosse realmente l'ideale fascista che spinse tanti giovani a mettere la camicia nera.
Nel viaggio, tra Roma, Milano e la Toscana del Chianti, Lucio incontra torturatori fascisti della banda di Pietro Koch; doppiogiochisti per opportunità politiche (i vecchi nemici che a fine guerra sarebbero diventati nuovi alleati) e per avidità.
Preti aguzzini e funzionari di polizia pronti a riciclarsi nella nuova Italia.
Un romanzo che racconta la genesi della nostra repubblica, a partire dalla fine del regime fascista.

Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
La recensione su Milanonera.
Technorati:

Io gioco pulito - il blog di Antonio Padellaro

In attesa di leggere il libro "Io gioco pulito" di Antonio Padellaro, leggiamoci il blog.

Il Presidente Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi dice: “L’ospedale, le case, gli edifici pubblici, la Casa Famiglia, La Casa dello Studente, non sono state costruite per sopportare una scossa, non particolarmente aggressiva, in un territorio ad altissima densità sismica”. La comunità scientifica, concorda e aggiunge: “Dai terremoti ci si difende solo costruendo con norme antisismiche”.
Si sa dove ci sarà il terremoto. Non si sa quando ci sarà il terremoto. Tutte le regioni, Friuli, Campania,Marche, Calabria, Sicilia, Abruzzo, dove i terremoti hanno distrutto e ucciso, sono regioni altamente sismiche. Ma si continua a dire: il terremoto non è prevedibile. E’ evidente che questo non è il momento per le polemiche politiche.
E’ scontato che il Governo, ora debba dedicarsi con tutte le forze a cercare di salvare le vite umane e a dare assistenza ai sopravvissuti e agli sfollati. Ma il dolore, di queste ore, un dolore che attraversa l’animo di tutti noi, e fa emergere la forza della solidarietà, non deve ammutolire le coscienze e far tacere la consapevolezza che si tratta di una tragedia annunciata e ignorata da chi queste regioni ha governato.
Chi se non la Regione, che ne ha la competenza, deve provvedere a che un ospedale, come quello dell’Aquila, sgretolatosi come carta pesta, venga costruito nel rispetto delle leggi antisismiche?
Chi, se non le istituzioni, siano esse regionali o statali, debbono garantire che la Casa dello Studente, la Casa della Famiglia che ospita bambini, le scuole, vengano costruite nel rispetto delle leggi antisismiche? Questo è avvenuto? No.

Non siamo nemici delll'Islam

Dopo le parole sulla pace atomica, per un mondo senza armi nucleari, ancora una frase del presidente USA che genera speranza per il futuro.
"Non siamo nemici dell'Islam".

Un altro distacco dalla politica di Bush.
Ben distanti dalle parole di quel presidente che aveva affermato la superiorità della cultura occidentale .. per poi smentire subito.

Non quando, ma dove e come


Giusto per chiudere il discorso di ieri, sul terremoto in Abruzzo.
Non sappiamo quando la terra tornerà a tremare.
Ma sappiamo dove: la dorsale appenninica, la Calabria, l'est della Sicilia (proprio dove si farà il ponte).
E sappiamo come si deve costruire e come non costruire. Qualcuno si dovrà chiedere come ponti in calcestruzzo con l'anima in ferro sono abbattuti.
Come palazzi costruiti "a norma" non hanno retto ad un terremoto lungo, ma con eccezionale.

Dobbiamo farlo prima possibile, anche se ci sono altri morti sotto le macerie: perchè non sappiamo cosa potrà accadere domani.

Precisazione sul ponte di Messina: dice Lombardo «Ogni occasione è buona per depredare il Sud anche di quello che non ha come il Ponte» (Lombardo, vicesindaco di Scapagnini nella gestione fallimentare del comune di Catania fino al 2005).

06 aprile 2009

Report: poveri noi!

In in giorno come questo verrebbe voglia di fare piuttosto che parlare.Di fronte al dramma che la gente in Abruzzo sta vivendo sulla propria pelle, non si dovrebbe parlar d'altro.
Giusto un commento sulla puntata dedicata alla Social Card e alle altre azioni del governo, per contrastare la crisi.
La social card, che doveva essere pagata in parte dalla Robin Hood tax, è costata fin'ora 21 ml di euro.
Prevista per 1 milione 3 300 mila italiani, è stata richiesta da 700000 ed è stata concessa (dopo una lunga trafila burocratica) a 517000 cittadini.
"Perchè non si sono dati i soldi sulla pensione?" chiedevano i poveri pensionati che saltavano dal Caf all'Inps alle Poste. La carta è arrivata anche a persone che non erano abilitate (in base ai paletti messi dal ministero). Per cui hanno scoperto di aver la carta scarica solo alle casse del supermercato.

Cosa si fa negli altri paesi? Si stabilisce una soglia di povertà (cosa che manca in Italia), e lo stato si impegna a portare le persone fuori da questa soglia. Si chiama Reddito minimo garantito, uno strumento di cui aveva già parlato Tito Boeri nel suo libro.

In Italia non sappiamo con certezza quanti siano i poveri (sappiamo solo i consumi e i redditi presunti delle persone); abbiamo una frammentazione dei paracaduti sociali: cassa integrazione, bonus vari, mensa della caritas ...

Come funziona in Germania: lo stato da un sussidio di 351 euro al mese per 7 milioni di tedeschi (in tutto la spesa è pari a 26 miliardi di euro). Lo stato paga acneh a particolari categorie affitto, riscaldamento, scuola.
Sono tanti? Sono troppi? Pensati a quante risorse perse per l'evasione, per la manovra dell'Ici e di Alitalia.
Senza politiche sociali, l'Unione Europea ha calcolato che la povertà sarebbe al 24%, mentre oggi si assesta al 20%. La media europea è al 16%.
Ma non si tiene conti delle altre misure che abbiamo in Italia, come le pensioni di invalidità.

Spiegava la Gabanelli:
Ha ragione, il nostro sistema pensionistico è buono, per i parlamentari è ottimo, lo dice anche Bruxelles, talmente buono che se vogliamo continuare a mantenerlo dovremmo riformare il sistema. Chissà com’è poi che la maggior parte delle social card e dei bonus famiglia sono finiti proprio ai pensionati. Per quel che riguarda invece le pensioni di invalidità, bisognerebbe aprire un capitolo a parte, tanto per dare un dato, il più recente a Napoli, 90 persone percepivano la pensione di invalidità e invalidi non erano. Scandali di questo genere saltano fuori ogni 6 mesi. Comunque il reddito minimo garantito che viene dato nella maggior parte dei paesi europei è un’altra cosa, è una misura che non seleziona, stabilisci che lo stato integra per chi è sotto una certa soglia di reddito. La crisi potrebbe essere un’occasione per predisporre anche da noi un piano di questo genere, ci metti le poche risorse che hai e lavori sui tempi lunghi, certo devi però rinunciare alla visibilità immediata che ti dà l’annuncio di misure straordinarie, magari quelle misure che poi alla resa dei conti sono a costo zero.

Il vento dell'est

Verrebbe da dire che l'aria dell'est fa male. E fa pronunciare parole che sanno di censura, contro le critiche dei tanti giornali europei che hanno solo commentato quello che era sotto gli occhi di tutti.

Così le parole di Obama, di un mondo senza armi atomiche, passano in secondo piano. Peccato.
Nervoso il presidente. Forse perchè è l'unico membro del G8 ha non aver avuto un colloquio bilaterale col presidente USA?
Parla di notizie diffamanti. Di informazione che non racconta il vero.

Peccato: nel giorno in cui a Perugia si ricordavano i cronisti minacciati dalla mafia: Abbate, Capacchione, Maniaci.

Pare che a Praga, in conferenza stampa, dopo aver parlato ai giornalisti, si sia alzato e andato via senza aspettare le domande. Un pò come ha fatto Grillo ad Exit.

A proposito di notizie non date: oggi inizia il processo contro la Eternit di Casale. Speriamo che dopo i vari Garlasco, Cogne, omicidio Meredith, Porta a Porta riesca a dedicarci una puntata.

"Il tavolo? Glielo do in testa" invece la battuta contro i sindacati e Epifani che avevano chiesto al governo di aprire un tavolo di trattative.

Non è un momento buono per l'informazione e per la stampa. Lo ripetiamo da tempo.
E i vari pacchetti Telecom, dottrine Sarkozy, che tendono a far diventare la rete Internet come la televisione (cioè dare ai citizen un ruolo passivo), fanno pensare male.

La sicurezza nel territorio

Oggi piangiamo i morti in Abruzzo.
Mettere in sicurezza il territorio costa, chiede una pianificazione attenta.
Soprattutto, porta benefici a lungo termine e non nel breve periodo.
Però almeno evita tragedie come quella capitata in Abruzzo.

Ricostruire con norme antisismiche ha un costo. Ma si potrebbe partire dagli edifici pubblici e dagli ospedali. Altro che dalle villette.
Altro che piani edilizi in cui si costruisce sperando "nel buon gusto delgi italiani".
Altro che Ponte sullo stretto:

Qualcuno mi darà dello sciacallo (come il tecnico che avevano predetto la scossa e si era preso dell'imbecille): ma penso sia meglio denunciare prima, che parlare (con le solite parole scontate) poi.
Oggi piangiamo i morti in Abruzzo. Ma domani, dopodomani, cosa faremo? Sarebbe delittuoso se non imparassimo la lezione che la natura ci da, diceva Mario Tozzi intervistato da Rainews.

05 aprile 2009

Peccato signor Di Pietro

L'intervista a Che tempo che fa farà il giro delle televisioni, Blob compreso.
Il suo di pietrese si fa capire, così come le sue battaglie in nome di quei valori etici tanti sbandierati da altri ma tanto disattesi (riguardatevi l'intervista a Mancuso e Augias che presentavano "Disputa su Dio").
Le intercettazioni, i condannati fuori dal parlamento, fuori dal mercato pubblico le imprese con condanne sul groppone ..
Poi la sua candidatura come capolista alle europee, come Berlusconi: perchè si deve sfidare una coalizione forte. Come a dire che il fine giustifica i mezzi ..

Peccato. Ci ripensi.
P.S. Il cilindro di vetro diventerà un tormentone.

Di Pietro: Non sono un mago...... non ho il cilindro di vetro
Fazio: La sfera di vetro?
Di Pietro: vabè pure il cilindro puo essere di vetro

[.....]
Fazio: sono sicuro che risolvera il suo problema...guardando nel cilindro di vetro
Di Pietro: ah-ah anche lei ha sbagliato

Il silenzio di Gianni Palagonia

Che cosa è la mafia? Una associazione criminale come tante altre? Un gruppo di banditi che traffica con stupefacenti, estorsione, appalti? Un qualcosa che c'era una volta ma oggi no c'è più, perchè nessuno viene ucciso, perchè nessun giudice, poliziotto, giornalista viene più ucciso?
Ecco, per scoprire il volto più duro e dunque più vero di Cosa Nostra, è bene leggersi questo libro.
Racconto in prima voce dell'esperienza di unno sbirro antimafia: si chiama Gianni Palagonia, ma non è il suo vero nome. Per quello che ha fatto, per il suo voler combattere, ostinatamente, efficacemente, il potere criminale di Cosa Nostra, ha dovuto cambiare nome e paese.
Chi è Gianni Palagonia? Ci sono persone che da piccoli, quando ancora si gioca a guardie e ladri, sanno istintivamente da che parte stare. Dalla parte dei più deboli. Quelli che vorrebbero “addrizzare le gambe ai cani”, lottare contro i soprusi cui è stato testimone nella sua Catania.

E che città è Catania? Nel lungo racconto si parla del racket delle estorsioni, come avvengono i primi contati, l'amico che ti vuole aiutare e che invece ti mette nelle mani del carnefice.
La dura vita del poliziotto da strada, costretto a usare la violenza per combattere la violenza.
La città etnea di solito sfugge alla cronaca nazionale, per notizie di mafia: eppure in questa città si intrecciano rapporto occulti tra mafia, massoneria, e politica. Rapporti che si saldano nei salotti buoni della città e che si concretizzano poi negli appalti pilotati in cui si sa quale azienda deve vincere e quale no. Rapporti per cui le sale di attesa dei politici si affollano prima delle elezioni, di tanta (brava) gente costretta ad elemosinare un aiuto per un posto di lavoro. Uno qualsiasi. Rapporti che si concretizzano nelle inchieste insabbiate perchè finiscono in mano di un certo magistrato piuttosto che un altro. Oppure che vengono svelate per la solita talpa in Questura o in Procura.

Ecco, questo non è il solito libro sulla mafia, sui poliziotti lontano anni luce dai modelli televisivi. Costretti a sacrifici disumani: lontano dalle famiglie, dalle mogli, dai figli per straordinari; con uno stipendio misero, costretti ad anticipare le spese per le loro inchieste. Non li ringrazieremo mai abbastanza persone così.

Un capitolo è dedicato ai pentiti: siamo negli anni 80, in pieno golpe dei corleonesi, la guerra di mafia che Lucarelli ha raccontato ne La mattanza. La guerra tra clan, oltre ai morti sulle strade, aveva portato a molti mafiosi a pentirsi per salvare la pelle. Molti però sfruttarono l'offerta dello Stato e il regime di protezione per fare “la bella vita”, mentre i poliziotti che li proteggevano dovevano fare i conti per arrivare a fine mese. Molti poi, venivano pilotati per mettere nei guai quel politico, quel magistrato scomodo, quel poliziotto ...

Il silenzio è l'esperienza di uno sbirro antimafia, in terra di mafia, una mafia ben poco silenziosa, molto presente sul territorio, che controlla appalti, attività commerciali, la piccola criminalità dei furti, degli scippi, il traffico di droga.
Ne esce un quadro di una mafia tutt'altro che silenziosa: proprio quando non se ne parla più, è sintomo del potere che ha assunto. E dall'altra parte, a contrastarla, gente come i poliziotti del “Comitato”, il gruppo di poliziotti della squadra mobile di Catania.
Poliziotti scomodi: “La mafia può essere il ragazzo che ti pianta la pistola in faccia, ma più spesso è un tizio con la cravatta, e nella giacca solo la penna per firmare assegni e atti notarili. Io su questo avrei una storia da raccontare. Ho quasi quarant'anni, sono un poliziotto, ma questa non è una biografia. Solo un pezzo di Sicilia, e di me, e di tutti noi. Sono un poliziotto. Non proprio uno dei tanti: uno scomodo, così dicono”.

Le prime pagine del libro.
I soldi sono la forza della mafia.
Il secondo libro di Palagonia "Nelle mani di nessuno".
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Il sole della speranza che verrà

Da questa nottata, da come sarà, dipenderà il nuovo giorno. Quello che cantava Shapiro: il sole che verrà e se verrà dipenderà da quelli che in questa nottata sono stati messi in condizione di affrontarla con dignità e sicurezza.
CGIL in corteo (con i partiti della sinistra) contro le manovre del governo sulla crisi. Una manovra politicizzata, a sentire l'opposizione e gli altri sindacati. E allora, vien da rispondere? Fan paura le 200000 persone (secondo la Questura) che sfilavano contro?
Si è sentito dire che in un momento di crisi bisogna essere uniti e fare proposte “per” e non manifestare contro.
Vero: ma se le proposte sono inefficaci, di facciata, a favore solo di pochi e non dei molti
Si è anche detto che la manifestazione era contro il paese.
Vero: contro il paese che evade; che tollera il lavoro nero; che denuncia i clandestini; le morti sul lavoro (più di 200 fino ad oggi); contro il paese e i politici che minimizzano la crisi.
“Tanto passerà 'a nuttata” come si dice a Napoli, e come detto ieri da Epifani dal palco, nel suo discorso pieno di perchè.
Perchè il governo non ha fatto abbastanza.
E poco han fatto anche gli altri sindacati, che oggi accusano la CGIL di fare politica, dell'errore della battaglia non unitaria. I lavoratori

Cosa risponde il governo alle 200000 persone in cassa integrazione, che han perso o perderanno il lavoro?
Brunetta: “si tratta solo di una scampagnata”. I lavoratori se ne ricorderanno. Quando mio padre ha sentito il commento, si è ricordato che erano le stesse parole che dicevano i politici democristiani nella prima repubblica.
Cicchitto “è la CGIL che cerca lo scontro con il governo”. La manifestazione è stata politica e non sindacale. Ci sa spiegare la differenza?

Alcune segnalazioni.
Il premier ci ha preso gusto alle gaffe internazionali. Ieri con la Merkel, per una telefonata con Erdogan in cui mediava sulla nomina a segretario generale della Nato del danese Rasmussen. L'altro giorno faceva il “giullare” (parole dei giornali inglesi) davanti ad Obama e la regina. Ma veramente si pensa che la crisi internazionale si possa risolvere così?
Fare il primo della classe, non mischiarsi con gli altri leader (che magari lo snobbano pure), prendersi meriti che poi magari non sono nemmeno veri (Erdogan non ha citato Berlusconi nel suo discorso).

Seconda segnalazione: stasera Report ci parla della social card. L'idea governativa di aiuto ai pensionati in difficoltà economiche. Sono servite o no?

Infine: se vi volete preoccupare per le manifestazioni, oggi ci sarà la giornata nera a Milano, col raduno di Forza Nuova e friends.
Si appellano alla libertà di espressione (e lo stessi dice il sindaco): paradossale, no?

03 aprile 2009

Il profumo dei soldi

Un altro pezzo, del libro "Il silenzio" di Gianni Palagonia: il dialogo tra lo sbirro Gianni Palagonia, uno di quelli che si ostinano a non voler guardare dall'altra parte, ostinati a combattere la mafia nonostante tutto. E il mafioso, Cavallaro, amico di infanzia, uno che la vita, la rassegnazione dello stato nella lotta alla mafia, la miseria hanno portato dall'altra parte.
Il poliziotto chiede quale è il livello di penetrazione nei salotti del potere della mafia.

".. Dimmi, è vero quello che si dice in giro, che questi frequentano i pezzi grossi e i salotti buoni, e che hanno corrotto un sacco di gente a tutti i livelli per garantirsi la latitanza?"

"U putere e u saciuri de soddi, il profumo dei soldi, è chissu ca futti tutti l'omini do munnu. Accade lo stesso ad alto livello, anche lì senza soldi non sei nessuno non sei nessuno e non puoi sedere ai posti di potere. Prendi un politico, di cosa ha bisogno per comandare? Di voti. Moi garantiamo i voti, però lui deve ricambiare il favore.
Questo ci porta a conoscere altri politici, e i burocrati che stanno negli uffici giusti. Contatti che ci permettono di controllare la vita economica di questa città, il piano regolatore: sapere in anticipo quali terreni agricoli diventeranno edificabili, e se qualcuno non li vuole vendere passiamo alle minacce. Poi ci sono le gare d'appalto per le costruzioni, se non le vinciamo noi, perchè c'è stato qualche problema, cerchiamo di entrare in subappalto. Se anche questo è impossibile costringiamo le imprese a comprare tutti i materiali dalle aziende dei nostri affiliati. In un mondo o nell'altro mettiamo le mani su tutto."

"Ma non vi preoccupate che qualcuno di questi vi possa denunciare?"

"Nessuno ci denuncia, e sai perchè? Perchè con noi si sentono protetti. Sanno che possono lavorare tranquilli e che altre bande non verranno a disturbarli. "

Il Governo è intervenuto

Mi era sfuggito, ma la Elena Russo della pubblicità, è proprio una delle ragazze finite nel giro di telefonate tra il premier e Saccà.
BERLUSCONI: Comunque senta, io la chiamo e le chiedo scusa anche se... ti chiedo scusa se insisto anche su quell'altra cosa. Ho quel problema anche che avevo accennato di Elena Russo. E tu mi avevi detto della produzione Bixio "Questo è amore" e "Betty la fea" ("Betty la brutta", ovvero il riadattamento RAI della soap opera "Ugly Betty", n.d.r.)

SACCA': Esatto. 

BERLUSCONI: E' una cosa possibile? Io ci terrei molto che si concretizzasse, perché...

Avevamo un problema, dice la pubblicità, poi il governo è intervenuto.
E speriamo che intervenga di nuovo: a Roma, a Acerra (dove piove diossina), in Sicilia....

Annozero lacrime e rabbia

La crisi mondiale e le soluzioni trovate dal gruppo del G20.
Le tensioni della piazza: la folla eterogenea che ha manifestato a Londra e che vedeva assieme Black Block, i movimenti, gente che con la crisi ha perso il posto, il popolo delle partite iva, giovani ...
Dalla Londia di formigli, alle proposte di Obama raccontate da Zucconi, all'Italia di Casini.
Annozero: le lacrime di chi urla "non c'ho più il lavoro" alla rabbia di chi si sfoga con i banchieri e le banche.

In Francia il sequestro di un manager della 3M.In Inghilterra dei vandali devastano la villa di un banchiere.
Negli USA Obama ha bloccato i bonus ai manager e li ha tassati al 90% (almeno così si dice).Sarkozy ha proibito i bonus alle aziende aiutate dallo stato.
E in Italia? Nessuna stretta ai bonus dei manager delle aziende quotate in borsa (banche, TLC ecc...): stipendi milionari che lo stesso Sole 24 ore ha pubblicato. Nessuna stretta sull'evasione fiscale, sul controllo dei bilanci delle aziende, sull'etica dei consiglieri di amministrazione, presidenti, A.D.
Come al solito in controtendenza.
Madoff negli Stati Uniti processato alle 7.30 di mattina e sbattuto in cella.

Tanzi e Cragnotti (che hanno fatto qualche giorni di carcere), subiranno solo pene virtuali.
A rischiare il carcere vero, in Italia, sono persone come l'albanese che ha tentato di rubare una vacca.
Raccontava Francesco Greco che in una banca milanese la GdF non ha potuto arrestare un impiegato che aveva sottratto alla banca 22 milioni. In questi casi, spiegavano i finanzieri, la legge non prevede l'arresto.

E allora, di cosa stiamo parlando?
Ci scandalizziamo per i manager rapiti, per le persone che sfasciano vetrine (sono cose che non si fanno, diceva Casini).
Per i giovani arrabbiati con le imprese che in questi anni hanno approfitttato del precariato per fare profitto, come il ragazzo di Foggia. Che si è perfino permesso di criticare l'imprenditore Della Valle, che subito lo ha rimesso al suo posto: "se certi giovani nervosi dedicassero le loro energie meglio anzichè avvitarsi su se stessi ..".
Ma non ci scandalizziamo per chi ha mandato in collasso intere famiglie con i crac, i bond: Parmalat, Cirio ..
Chissà che ne pensano in confindustria della crisi, delle aziende che ne approfittano per chiudere, tagliare i precari, spostare la produzione all'estero. Delle aziende che hanno fondi depositati nei paradisi fiscali (una su due, di quelle quotate in borsa, per 11000 miliardi di dollari).
In Sicilia, Lo Bello ha chiesto l'espulsione degli imprenditori che pagavano il pizzo.

Eppure, chi paga il pizzo è minacciato dalla mafia.Perchè non si fa qualcosa di analogo con chi evade il fisco, con chi usa i paradisi fiscali, con chi trucca i bilanci?Il presidente di Mediobanca, intervistato dopo aver deposto in tribunale, alla domanda se i conti della banca fossero in ordine ha risposto "non ho mai visto un bilancio che fosse in regola".
Ma.Forse aspettano di vedere le scene di devastazione anche in Italia, per poter poi mandare in piazza i reparti di polizia?In questo momento le persone che vengono lasciate a casa (come le ragazze della Limoni) vengono aiutate dalla famiglia.
L'unico ammortizzatore sociale che funziona. E poi li chiamano bamboccioni ...

I soldi potrebbero essere recuperati dall'evasione: 1 miliardo e 500 milioni di mancate entrate per l'evasione. Nel paese delle case fantasma e delle barche parcheggiate nei porti.Dei decreti per aumentare la cubatura delle ville.Dell'evasione fiscale che non viene percepita per quello che è: un furto. Peggio degli scippatori, dei lavavetri, delle prostitute, dei mendicanti.

Technorati:

02 aprile 2009

Abbronzatissimi!


Ma è vero! Sono abbronzati uguali!!
Anzi, a onor del vero, se non ci fosse la lampada a sbattere sulla pelata, quasi è più nero dell'altro.
Si divertono proprio al G20 ... leggo che c'è uno scontro in atto sui paradisi fiscali e che l'Italia si è schierata contro.
Adesso capisco le risate.
E la figura con la regina Elisabetta? "perchè deve urlare così".
Ma perchè noi italiani all'estero dobbiamo farci riconoscere?

La battaglia per l'acqua

Alla fine è apparso, per un mini show di cinque minuti in cui Grillo ha fatto il Grillo che conosciamo: senza troppi problemi ha parlato dei temi che affronta sul blog.
Il conflitto di interessi nelle aziende quotate in borsa, in cui i consigli di amministrazione sono intrecciati.
I giornali che dietro hanno banche, assicurazioni, costruttori (RCS): come può un giornale che dietro ha una banca, parlarne male?
Se poi lo fa, come Muchetti al corriere, viene persino spiato dalla Security di Tavaroli.

Politici eletti senza preferenze, di cui 100 parlamentari condannati.
Che leggi faranno queste persone?

Le mafie che sono una delle realtà imprenditoriali che non risentono
della crisi e che sono in espansione in Europa. Nelle nuove mafie c'è un notaio, un commercialista, un banchiere. A volte non c'è nemmeno un criminale (la battuta è di Grillo).

L'Italia è al 15 esimo posto per investimenti stranieri: ci sarà un motivo?
O è colpa di Grillo e del suo blog?
Si parlava di acqua nella trasmissione: della privatizzazione della gestione dell'acqua (con i ricavi garantiti per legge, per le Spa che amministrerebbero l'acqua in regime di monopolio).

Si parlava delle bollette di Acqualatina.
Dell'arsenico di Ceccano in provincia di Frosinone.
Poi ci sono anche i casi di Catania, come mostrava Report.
L'acqua che non c'è a Reggio Calabria.

La si può girare come la si vuole: ma ogni volta che entra il privato nella gestione dell'acqua, le bollette salgono e i servizi peggiorano.E le società miste pubblico privato o privato (in mano ai soliti gruppi, come a Roma per l'Acea) di chi fanno gli interessi? Dei consiglieri (che spesso figurano in più società), del profitto, o delle persone?
Purtroppo l'intervento è stato un pò troppo a gamba tesa: un monologo raccontato a braccio, senza fermarsi a riprendere fiato, senza la pretesa di voler spiegare a chi guarda (non ai politici) di cosa si parla. Open source, Meetup, Skype, la rete ...

Grillo ha fatto il comico, e questo non è piaciuto agli onorevoli in studio, che avrebbero voluto impostare la trasmissione secondo i classici canoni del dibattito televisivo, dove si parla addosso e alla fine non si cpaisce niente.

Alcune cose vanno chiarite: se fa polemica l'invito a manganellare i parlamentari, altrettanto avrebbero dovuto farlo le dichiarazioni sul manganellamento agli studenti.
Se gli onorevoli si sentono offesi dalle battute e dalle parole del comico, altrettanto si potrebbe dire dei magistrati, degli impiegati del pubblico impiego, degli elettori di sinistra.
Dire che gli studenti dell'onda sono guerriglieri, cosa è?
Che i magistrati sono metastasi?

Se Grillo ha sbagliato al non voler rispondere a Urso e Tabacci, c'è anche da dire che noi siamo stufi di sentire le solite parole, i soliti slogan, spesso falsi.
Le tante inutili promesse mai mantenute ..
Beppe il bullo, o i bulli sono altri?

"Grillo è un fondamento di bugia"
diceva Urso. Che lodava il suo governo per l'accordo sul nucleare con la Francia e per l'inaugurazione dell'inceneritore di Acerra. Dimenticandosi che sul nucleare esistono ancora tanti dubbi sulla sicurezza e che dietro Acerra c'è una storia di ritardi, veti incrociati ...
"Il sistema politico ha delle profonde responsabilità sullo stato delle cose in Italia" commentava il giornalista Sergio Rizzo.
"La responsabilità è dei politici non di Grillo".
Se gli acquedotti sono bucati e perdono.
Se siamo ancora dipendenti dal petrolio.
Se i comuni devono fare i conti con i magistrati della Corte dei Conti.
Anzichè criticare lo stile di un comico, perchè non fanno un pò di autocritica?

Editoria, leggi e blog: la contraddizione di fondo

Pino Maniaci rinviato a giudizio perchè giornalista abusivo.
Blogger citati a giudizio o finiti sotto processo perchè equiparati da una interpretazione della legge a direttori di giornali.
La sentenza della Cassazione che invece non equipara il blog ad un giornale.

C'è una contraddizione in tutto ciò: se Maniaci è abusivo, lo sono anche io.
Che rischio una condanna ai termini del comma 3 dell'articolo 595 del Codice penale.
Anche io devo iscrivermi all'ordine dei giornalisti per scrivere sul blog?
Urge un chiarimento.

'a munnezza

A Pianura continuano gli sversamenti illegali dei rifiuti [TG3 sito] e io soldi per la bonifica del territorio non sono ancora arrivati.
Nonostante l'opera di pulizia governativa (il governo dle fare).
In Lombardia si susseguono inchieste e arresti sul racket dei rifiuti.
Report ci ha già parlato della discarica di Roma di Malagrotta.
Ma siamo sicuri che quello che unisce l'Italia sia la lungua parlata?

01 aprile 2009

Vergognamoci per loro

Primi effetti della legge sicurezza:
Clandestina denunciata dai medici dopo il parto al Fatebenefratelli
[Repubblica Napoli]

Ora Abou sorride in una culla povera, dentro le case-alveare per immigrati clandestini o regolari di Pianura. È un neonato nero che non sa di avere ventisei giorni di vita e, alle spalle, già un'amara esperienza del mondo.
Abou è il volto di un caso politico e sociale.
Forse la prima volta in Italia in cui una norma - quella voluta dalla Lega nel pacchetto sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno: ma a tal punto controversa da avere spaccato persino i compattissimi deputati del Pdl - è stata applicata prima ancora di diventare tale.

Il ritorno di Grillo

Sembrerebbe che torni in TV su la7 . Finchè non lo vedo non ci credo.
Anche se so che la giornalista lo bloccherà subito con la solita frase "lei si assume la responsabilità di quello che dice ...".
Certo, così come ogni giornalista dovrebbe assumersi la sua di responsabilità, per ciò che dice e per ciò che non dice.

I soldi sono la forza della mafia

Da "Il silenzio" di Gianni Palagonia (ediz. Piemme). Quale è la vera forza della mafia?
I soldi sono la forza della mafia. Ci capitava di andare a casa di banditi che avevano ville miliardarie, e ci incazzavamo perchè gli accertamenti patrimoniali non si potevano fare in tempi rapidi o addirittuta non si potevano fare affatto!
La vera arma dello stato è un semplice accertamento sulle dichiarazioni sui redditi.
Quella è gente che non ha mai lavorato, chi gli ha dato i soldi per quelle case? Basterebbe dire non puoi dimostrare la provenienza del capitale e io te lo tolgo. Invece per la confisca dei beni ci vogliono anni e anni in attesa delle sentenze definitive. Spessissimo le cose sequestrate vengono restituite o lasciate in custodia giudiziale alla stessa persona.Basterebbe una legge per entrare in banca e dire al direttore: dammi tutti i conti che riguardano quella persona. Questo effettivamente si fa, ma sempre e solo su decreto del magistrato. Invece la vera forza è operare subito anche sul territorio, accedere tramite il terminale al conto in banca, al 730 o 740 e vedere quali contributi hanno versato.
C'è un proverbio in Sicilia: senza soddi non si canta missa.
Ovvero, toglietegli i soldi e finiranno in niente.

Rischio immondizia nel varesino

Nel varesino, a Mornago, la gara d'appalto per i rifiuti è stata vinta da due società siciliane.
La Iseda srl e la Igm ambiente, che avevano vinto con un ribasso con un ribasso del 3,3 per cento.
Il consorzio che raggruppa i 22 comuni, oggi si è "pentito" e ha rimesso il mandato.

Il rischio è che le spazzatura non verrà raccolta nelle strade.