18 giugno 2015

Cose sinistre

Il paradosso è che questo governo, sulla carta pure di centro sinistra, si è fatto superare sui temi del lavoro, dell'ambiente, dal papa. Il vescovo di Roma.
Che, dicendo cose di sinistra (da comunista massimalista), non viene ascoltato oggi dalla classe dirigente.
Bei tempi quelli in cui Benedetto, o Giovanni (o Bagnasco, o Bertone) parlavano e tutti pronti a soddisfare i loro desideri.
L'ici sulla chiesa, i soldi alle scuole private cattoliche (intoccabili), la lotta alle pedofilia, la trasparenza dello Ior (una vera sfida per papa Bergoglio).

Ora è il papa che difende la dignità del lavoro, la lotta alla povertà, alle diseguaglianze, agli sprechi. E' il papa che difende l'ambiente, che parla del clima come bene comune, che addirittura difende l'acqua pubblica.
«Quando si propone una visione della natura unicamente come oggetto di profitto e di interesse, ciò comporta anche gravi conseguenze per la società. La visione che rinforza l’arbitrio del più forte ha favorito immense disuguaglianze, ingiustizie e violenze per la maggior parte dell’umanità, perché le risorse diventano proprietà del primo arrivato o di quello che ha più potere: il vincitore prende tutto».
E' sempre questo papa ad aver detto parole chiare sul tema dell'immigrazione:
"Chiedete tutti perdono per le istituzioni e le persone che chiudono le loro porte a gente che cerca aiuto e cerca di essere custodita".
Ecco, a mettere in fila tutti i provvedimenti, le riforme, le leggi messe in campo dal governo della rottamazione, viene da star male: il voto di scambio politico mafioso che è stato codificato (bene) ma reso inutilizzabile (male) dai pm.
Il falso in bilancio che è stato re introdotto solo per le società quotate. Le altre potranno fare come prima.
L'autoriciclaggio che è punibile a meno che uno non auto ricicli per se.
E poi ci sono le norme per le trivelle al largo delle coste (contro cui si è già mosso il neo governatore della Puglia Emiliano).
La finta riforma del lavoro, quella che rende più semplice licenziare, demansionare il dipendente, che permette il controllo a distanza del lavoratore e che non creerà posti nuovi. Quelli sono creati solo grazie a sgravi fiscali per i neo assunti.

La legge Severino doveva alzare le pene per concussione e corruzione, poi si scoprì che  una clausoletta  scritta  in piccolo mandava salvi i concus-sori per  induzione (quelli  che non impugnano  le armi,  cioè quasi tutti). La legge sul voto di scambio doveva sanzionare più duramente chi contratta voti mafiosi in cambio di favori, poi si scoprì che il reato non c’è se manca la prova che il mafioso ha avvertito  il politico  che gli avrebbe procurato le preferenze con i suoi tipici metodi intimidatori: cioè non c’è mai. L’autoriciclaggio doveva incastrare chi ripulisce da sé il bottino dei suoi stessi reati, poi si scoprì che il delitto non scatta se uno lo fa per godimento personale: cioè non scatta mai.  Il decreto sui reati  fiscali doveva  bastonare evasori e frodatori, poi si scoprì che  questi rischiano  qualcosa solo se evadono e frodano più del 10% del fatturato dichiarato: cioè non rischiano niente. È laversione renziana 2.0 del vecchio adagio “fattala legge, tro-vato l’inganno”.
(Marco Travaglio - Fatto quotidiano del 18 giugno)

E' di sinistra dare gli 80 euro a tutti e poi lasciare le scuole, gli asili, gli ospedali, i treni dei pendolari (non i freccia rossa) nelle condizioni in cui sono?
E' di sinistra usare l'arma del ricatto delle assunzioni, per far passare la riforma dei presidi sceriffi?

1 commento:

Elson Cade ha detto...

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