18 novembre 2015

Ci salveremo insieme - la lingua della paura



La partita allo stadio che viene annullata.
I concerti che vengono annullati.
I tanti allarmi, anche fasulli, che rimbalzano in rete.
I blitz della polizia, forse tardivi, contro le menti degli attentati di Parigi.
I pronunciamenti dei leader politici, dove si parla di guerra ma si intende bombardare dall'alto.
Lasciando la guerra in terra ai Peshmerga curdi.
E continuando a far proliferare il commercio delle armi, sia per il commercio illegale che quello legale.
Hollande ha fatto intendere che seguirà una modifica della Costituzione, una stretta alle nostre libertà in cambio della sicurezza.
Perché a stringere sui nostri diritti si fa in fretta (vedi il ragazzo che ieri è stato subito arrestato dopo aver espresso in diretta TV le sue opinioni - malsane- sugli attentati).
Ad unire le teste dei paesi europei dal punto di vista della politica, della sicurezza e dell'intelligence ancora non ci pensa nessuno.
A quando strette analoghe in Italia? 

Non dobbiamo avere paura, dicono, non dobbiamo rinunciare ai nostri valori, ad uscire la sera, ad ascoltare musica..
Come reagiscono le persone di fronte a questi atteggiamenti, non sempre lineari e comprensibili?

C'è un bel libro scritto da Patrick fogli e uscito questa primavera: "Io sono alfa".
Un libro che parla di bombe e del terrore che nasce dalla gente, perché la paura è "l'unica lingua che tutti capiscono".
"Ci salveremo solo insieme, pensa. Chiude gli occhi. E proprio per questo non si salverà nessuno".
E insieme significa considerare tutte le vittime dell'ISIS allo stesso modo, per esempio.
Insieme significa che non ci sono noi e loro, islamici contro cristiani. 

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