07 marzo 2016

Presa diretta – sazi da morire

Lisa Iotti, nel servizio sull'obesità di Presa diretta, è partita dalle strade di Napoli.
Pizza fritta alla domenica mattina: ricotta, provola e ciccioli. E poi frittata di pasta, poi calzone imbottito e altri stuzzichini prima del pranzo, come la trippa: un antipastino, un aperitivo per aprire lo stomaco.

E questo è solo l'inizio: andando avanti nella giornata ci sono i taralli alla sugna, i babà .. e infine il ragù da passeggio.
Il risultato è che oltre il palato, si allargano anche le bilance: prima erano tarate fino a 150 kg, ora siamo a 200 kg.
Il professor dell'unità dietetica di Napoli spiega che gli obesi sono in aumento al sud non solo in Campania: anche la sola obesità di primo grado comporta rischi di diabete e pressione alta.
A Napoli metà della popolazione è sovrappeso, la gente va ad operarsi per la riduzione dello stomaco, nella speranza di diminuire peso: vengono da tutta Italia qui, dopo averle provate tutte per perdere peso.
Qui la giornalista ha incontrato un ragazzo di 120kg a 22 anni: il suo metabolismo è quello di uno di 37 anni, è come se il grasso facesse invecchiare il fisico.
Il diabete incide nell'obeso al 80%: gli obesi costano per la sanità per decine di miliardi di euro l'anno per le cure, per le giornate di malattia.
La percentuale di obesi in Italia è la stessa di quella americana, e noi saremmo la patria della dieta mediterranea.

Sempre a Napoli i bambini delle fasce più povere soffrono di obesità, sembra paradossale ma questo dicono i medici: in laboratorio arrivano bambini di 90kg, ingrassati per le bevande zuccherine, per i dolci, per i fritti.
Tutto il centro sud è sopra la norma, per l'obesità dei bambini: 70mila obesi, di cui 20mila obesi gravi solo in Campania e spesso le madri non hanno nemmeno la percezione del problema.

Nemmeno al nord si scherza: il ministero dice che anche se c'è stata una diminuzione del problema, per la prevenzione nelle scuole, i valori italiani sono ancora elevati. Il 20% dei bambini sono obesi in Italia: abbiamo i bambini più grassi in Europa, assieme alla Grecia.

Sazi da morire.
Siamo pazzi ad ucciderci così per il cibo?
Lisa Iotti è andata all'ospedale Bambin Gesù a Roma: l'unico reparto che cura le disfunzioni della alimentazione infantile. Il primario è uno degli esperti di fegato grasso nell'età infantile: in questi bambini il fegato letteralmente deborda, il grasso infarcisce le cellule del fegato. Si rischia la cirrosi, come gli alcolizzati: sono piccoli ma il loro corpo è già danneggiato.
Pressione alta, glicemia elevata: si rischiano le cardiopatie e il diabete 2, una malattia degli anziani.
Tutto questo deriva dall'alimentazione, colpa nostra: ci costa circa 3 miliardi l'anno, ogni anno.
Più del 70% dei bambini obesi rimangono obesi anche in età adulta: non vale nemmeno la scusa che poi avranno una vita per dimagrire. Stiamo progettando dei bambini obesi che si dovranno poi riempire di medicine per curarsi.

Andiamo in Romagna, dove si mangiano i ciccioli: sono gli scarti del maiale, fritti. A Forlì alla sagra del maiale, si mangia carne di suino in tutte le maniere: la Romagna è la regione dove c'è il maggior consumo di insaccati ma anche la regione con la maggior incidenza di tumore allo stomaco. Maggiore in Italia e anche rispetto ai paesi dell'est Europa.
Ospedale di Forlì, qui Lisa Iotti ha incontrato il team che cura il tumore gastrico: tra i fattori di rischio ci sono anche le abitudini alimentari della zona. Carne rosse, la carne conservata sotto sale o affumicata (che rende la mucosa gastrica più debole) ..
Negli anni '80 il tumore era proprio una epidemia: oggi mentre i giovani si ammalano di meno, mentre il tumore incide ancora tra gli anziani, per cui è difficile cambiare abitudini alimentari.
La ricerca del dottor Saragoni è stata presentata al congresso di S Paolo, sul tumore gastrico.

Il costo delle malattie prevenibili, cioè che dipendono da noi, aumenta: la Gran Bretagna spende 24 miliardi l'anno, in tumori.
Aumentano le malattie croniche in Europa, malattie che non si curano nella vita, come il diabete: siccome l'aspettativa di vita aumenta, aumentano gli anni di cattiva salute delle persone e anche i costi.
Gli anziani aumentano e diminuiscono i giovani che dovrebbero pagare le loro pensioni: è un sistema, quello della spesa sanitaria, che non possiamo permetterci.

Che fare? Siamo il paese che campa di più nel mondo occidentale, 82 anni. Ma nella statistica Osce siamo il paese che ha la minore aspettativa di vita sana.
Nella Silicon Valley Google ha fondato una società per combattere l'invecchiamento. Stesso fine per una startup a S Diego: tutti cercano l'elisir di lunga vita.

Il professor Longo ha fatto uno studio sull'allungamento della vita: ha studiato un gruppo di persone in Ecuador, che non si ammalano mai.
Sono nani che non si ammalano mai, di diabete né di tumore: lo scienziato Walter Longo ha scoperto perché non si ammalano.
Lisa Iotti è andata ad incontrare i Laron: nel loro codice genetico è custodito il segreto della lunga vita.
Mangiamo come nel mondo occidentale, le bibite zuccherine come noi: Longo ha pubblicato i risultati della sua ricerca nel 2011 su Science.
La mutazione genetica dei Laron spiega come sia possibile non ammalarsi di queste malattie della vecchiaia: tutto è legato alla mutazione del ricettore della crescita, IGF1, che regola la proliferazione delle cellule.
Secondo la loro ipotesi, il basso livello di questo ormone tiene lontano le malattie, anche nei soggetti obesi.
Ora si sta studiando il loro cervello, per capire se la mutazione li ripara anche dalle malattie degenerative del cervello: lo studio di questa popolazione è importante perché ci permette di capire come rimanere sani a lungo.
Non dobbiamo consumare proteine di natura animale da adulti: queste proteine lanciano segnali al cervello di rilasciare l'ormone di crescita, il che provocherebbe cancro e altre malattie.
Servirebbe anche digiunare: per non incorrere in problemi legati al digiuno, esistono diete programmate.

La dieta è stata testata all'istituto di Milano dove lavora Longo: sui topi l'esperimento ha dato buoni risultati, vivono più a lungo e con meno tumori.
Ora si stanno facendo studi su pazienti umani: eliminare proteine e calorie per pochi giorni l'anno avrebbe così effetti positivi, grazie alle cellule staminali. Che alla fine del periodo di semi digiuno, facilitano la ricreazione degli organi, come il fegato.
È come se pigiassimo il tasto reset, durante il digiuno: si eliminano i grassi negli organi e il glucosio nel sangue.

Anche Lisa Iotti ha provato la dieta, senza stramazzare al suolo: alla fine del ciclo è diminuito il valore dell'ormone IGF1.

Sono diete da portare avanti assieme al controllo medico, è bene non seguire diete fai da te, ma un percorso alimentare che porti a mangiare diversamente, cibi diversi, meno carne e più legumi e verdure.

L'Italia, di fronte a queste scoperte, dovrebbe investire in ricerca clinica, perché riducono i costi della sanità e danno buone prospettive di salute alle persone.
Chissà se al ministero hanno seguito la trasmissione.

Berlino, il più grande policlinico d'Europa.
Alla facoltà di medicina del Policlinico di Berlino si studia la scienza di guarigione naturale, tra queste il digiuno.
Ai pazienti si da a pranzo un frullato e un succo di frutta (e anche tisane): il digiuno terapeutico serve a curare malattie legate all'alimentazione ma anche l'artrosi.
Durante il digiuno si decongestiona l'organismo, che alla fine riesce a curarsi da solo e i malari possono riprendere a camminare normalmente.
Qui si curano artrosi, ipertensioni, diabete, senza usare troppi farmaci: si usa la dieta al posto delle pillole, limitando i costi per lo Stato.
Al Policlinico sono certi che il digiuno sia una certezza nella cura del tumore: l'ipotesi di Walter Longo è stata verificata su malati di tumore che erano sotto chemioterapia.
Siamo davanti ad una rivoluzione, dicono: un cambiamento nella medicina, anche se servono altri studi.

Che fine ha fatto la dieta Mediterranea?
È ancora valida, sebbene gli italiani non la seguono più. Ormai a fare la vera dieta è meno del 10% della popolazione, sono aumentati i consumi di carni e zuccheri.
L'iss ha fatto un quadro allarmante della salute dei bambini: fanno una colazione sbagliata, non consumano frutta e verdura, prendono bibite gassate e zuccherate (e noi ad Expo abbiamo lasciato un bello stand a Coca Cola).

Le linee guida dell'OMS indicano la diminuzione del consumo di zuccheri: l'Italia ha preso male queste linee guida, siamo stati l'unico paese che si è scagliato contro queste linee guida (a voce del ministro Lorenzin).
Il ministro ha spiegato le sue ragioni alla giornalista: in nord Europa non hanno una cultura gastronomica come noi, tendono a demonizzare alcuni cibi.
Le malattie croniche valgono l'80% della spesa sanitaria, circa 1000 miliardi in Europa: se sposassimo la dieta indicata da professori come Longo potremmo risparmiare soldi e fare prevenzione.

Noi spendiamo di meno di prevenzione in Europa: il ministro ha risposto che l'importante è spendere bene, che dipende dalla spesa delle regioni.
“Eh, ma anche i miei parenti non mi danno retta …”. Se l'è cavata con una battuta il ministro.


1 commento:

Giuseppe Stramaglia ha detto...

molto interessante, ma a chi rivolgersi per farsi prescrivere questa dieta?