23 settembre 2016

La neutralità della scheda referendaria

Dal blog di Alessandro Gilioli, un'interessante considerazione sulla scheda del prossimo referendum

Scheda referendum del 2005

Scheda (annunciata via twitter) del referendum sul DDL Boschi


Non so, vedete voi la differenza: a me pare che, per la prima volta, si abbandoni la neutralità burocratica per inserire nella scheda alcuni connotati politici.
Peccato che siano solo i connotati su cui argomenta una della due parti in causa: il superamento del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari, il contenimento dei costi, la soppressione del Cnel.
Tutti veri, per carità, ma allo stesso modo (essendo ugualmente vero) si sarebbe potuto scrivere:
Approvate il testo della legge costituzionale concernente"Creazione di un nuovo Senato non eletto dai cittadiniDoppio incarico di senatori e consiglieri regionaliCreazione di nuovi procedimenti tra Camera e Senato fino un massimo di dieci per l'approvazione delle leggiRiduzione dell'autonomia delle regioniTriplicazione del numero delle firme necessarie per le proposte di legge di iniziativa popolare?"
In altre parole, in questa scheda la domanda contiene in sé (solo) argomentazioni a favore di una delle due risposte. Tra l'altro proprio quelle argomentazioni di più facile impatto "anti-casta": meno parlamentari, riduzione dei costi della politica.
Non sono sicuro che questa sia la modalità più fair e neutrale per porre un referendum.
Non sono sicuro che non si potesse arrivare un testo meno burocratico rispetto al passato senza sconfinare nel phishing - e magari concordandolo tra i comitati del sì e del no.
Non sono sicuro che, in assenza di un eventuale accordo, non sarebbe stato comunque meglio ricorrere alle formule - burocratiche ma indubbiamente neutrali - con cui si è votato nei precedenti referendum costituzionali.

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