12 febbraio 2018

Scurdammone 'o passato


Deve godere di una sorta di lasciapassare, di licenza di mentire, il candidato non candidato Silvio Berlusconi.
Non so se avete visto la puntata di In mezz'ora, condotta da Lucia Annunziata: per par condicio erano presenti un candidato di destra e uno di centro destra, Salvini e Berlusconi.
Che si sono lanciati in un gioco di sorrisi, complimenti reciproci, rassicurazioni.
Lo sanno tutti che, fosse per Berlusconi, Gentiloni bis con qualche innesto di amici suoi (come Galliani allo sport a gestire gli affari calcistici per conto di Mediaset).
Mentre Salvini ha veramente ambizioni da presidente.
Per prendere il paese per mano e consegnarlo come era ai tempi dei nonni. Forse si riferisce all'Italia del dopoguerra: pensare oggi di portare l'Italia fuori dagli accordi europei, è quasi illusorio.
Togliere di mezzo il controllo europeo sulle nostre manovre, togliere di mezzo il pareggio di bilancio, togliere di mezzo i vari six pack.
Oltre alla Fornero, all'abolizione della legge Mancino, alla chiusura dei centri islamici, alla legittima difesa e ad una legge in difesa delle donne (una sorta di cortocircuito).
Perché è un sovranista, lui. Anche se dietro sembra ci sia l'ombra russa, come racconta nell'ultimo numero l'Espresso:

Ma il clou è il racconto dell'Italia che vorrei è quello di Berlusconi.
Ecco, qualcuno, come Cacciari, ha sostenuto in una puntata di Otto e mezzo, che Berlusconi è stato bravissimo, a condurre questa campagna elettorale.
Vero, da buon intenditore che è, sa come vendere il suo prodotto ai suoi elettori che ha formato in anni di televisione commerciale.
Ma è altrettanto vero che ad oggi nessun giornalista si è permesso di rinfacciargli il Berlusconi che è stato: corruttore di magistrati, condannato per frode fiscale, l'arcipelago di società offshore per non pagare le tasse, i soldi dati a Cosa nostra.
L'informazione distorta italiana ha raccontato la querela a Di Battista (che ha ricordato queste cose l'altro giorno ad Arcore) come fosse lui l'anomalia. Non l'ex cavaliere.
L'uomo delle leggi ad personam, dello scontro con la magistratura, dei condoni, del controllo dell'informazione, dai TG Rai ai giornali.
Tutto è perdonato, citando una copertina del giornale satirico Charlie.

Come superare la bomba sociale dei 600mila clandestini (da dove arrivano le cifre? Non viene chiesto e non viene detto)? Facendo accordi con le milizie dei paesi del nord Africa, per fermare i flussi dei migranti dall'Africa. Come aveva fatto lui col dittatore Gheddafi, come ha fatto la Germania con Erdogan per i siriani.
E poi portare lì le nostre aziende per creare occupazione: aiutiamoli a casa loro.
Magari non come fa l'Eni (o la Shell) che dovrà rispondere delle accuse di corruzione, che per noi fa la vera politica estera (Renzi dixit, in un'intervista a Che tempo che fa).
Perchè lui una volta ha visto in un villaggio del Congo gli africani attratti dal nostro paese, per le immagini della nostre televisioni su un megaschermo alimentato da un generatore alimentato a pedali.
Non ridete, è tutto vero.

Questi sono quelli competenti, moderati, capaci.
Peccato che Renzi lo abbia tradito, perché in fondo lui ha realizzato tutte le sue riforme.
Anche i militari per strada, una scelta ribadita dal ministro Pinotti recentemente, viene dal calmiere del centro destra berlusconiano.

C'è un'altra cosa che accomuna l'ex cavaliere e l'ex rottamatore: il richiamo al voto utile.
C'è un solo voto utile, per un governo stabile magari quello per le riforme chieste dal governatore Visco, lo sbadato vigile delle banche italiane): quello per Berlusconi o Renzi.
Se poi si metteranno d'accordo, dopo il 4 marzo, voti uno o l'altro, è la stessa cosa.
In fondo, hanno entrambi combattuto quei cattivoni dei comunisti ..

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