Viva la sicurezza – ma non sulla strada
L’ultima trovata del governo Meloni, quello dell’ordine e della sicurezza, è il metal detector per entrare nelle scuole. Come a dire, cari ragazzi, quello che fate fuori dalla scuola non ci interessa, ma dentro la scuola niente coltelli.
Perché questo è il governo della sicurezza. Ma non sulle strade: niente città a 30 km all’ora, niente limiti, tanti investimenti per nuove autostrade e tagli al servizio pubblico (e i pendolari sanno cosa significa).
E poi situazioni paradossali per cui ci sono persone che hanno preso la multa per aver superato i limiti di velocità (come loro stessi ammettono), ma hanno presentato ricorso sfruttando una sentenza della cassazione del 2024 sugli autovelox che devono essere omologati e anche approvati.
Già dal 2023 il ministro dei trasporti Salvini sapeva della necessità di equiparare omologazione ad approvazione degli autovelox: serviva modificare il codice della strada ma per questo non c’era fretta, nessun decreto in emergenza. Come mai così poca fretta? Se lo è chiesta anche la Citiesse, la principale azienda che fornisce gli autovelox ai comuni che poco tempo fa ha chiesto i danni al ministero per 600 mila euro (che pagheremo noi) per i mancati incassi dai comuni. Perché vista la situazione ambigua, molti comuni hanno spento gli autovelox e non ne comprano più. “L’anno scorso non abbiamo mandato un ordine” racconta a Report Raoul Cairoli AD di Citiesse. Invece di fare una legge chiara Salvini si è basato su un parere dell’avvocatura dello Stato per cui le sentenze della Cassazione non farebbero testo. Così i comuni nell’incertezza hanno preferito spegnere gli autovelox ed evitare contenziosi: Citiesse accusa il ministero di condotta omissiva, l’inerzia del ministero sta provocando un danno economico. E nel frattempo le gente continua a morire per incidenti sulle strade, spesso causati dall’alta velocità.
LAB REPORT: LA CATTIVA STRADA
di Giulio Valesini, Cataldo Ciccolella, Lidia Galeazzo
Collaborazione Alessia Pelagaggi
C’è un lavoro che nessun poliziotto vorrebbe mai fare. Suonare il campanello di una casa, di mattina presto, una casa dove mamma e papà stanno aspettando inquieti. E dire: “mi dispiace, vostra figlia è morta questa notte in un incidente stradale”. In Italia ormai da un decennio ci sono circa 3 mila morti all’anno sulle strade. Negli anni duemila l’introduzione dei tutor sulle autostrade e una serie di altri progressi avevano portato a ridurre di molto la mortalità, che era di 7 mila vite perse annualmente. Ma oggi sembra lontano l’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti entro il 2030. Tra le cause ci sono la velocità e i guard-rail pericolosi che uccidono invece di salvare. Report documenta il confuso quadro normativo che regolamenta autovelox e barriere di sicurezza, mettendo a repentaglio vite umane.
Febbre d’aviaria
Giulia Innocenzi ha preparato un altro servizio sugli allevamenti in Italia: per contenere in questi allevamenti la diffusione dell’aviaria le anatre allevate vengono uccise sotto gli occhi di un veterinario a bastonate. “Le arrivano informazioni che non stanno né in cielo né in terra” è stata la risposta dell’allevatore, ma ci sono le immagini raccolte da Food for Profit, che testimoniano come non si siano rispettate tutte le norme a tutela del benessere degli animali.
La scheda del servizio: FEBBRE ALTA
di Giulia Innocenzi
Collaborazione Greta Orsi
Report ha scoperto a chi è stata venduta la carne scaduta del macello Bervini su cui è stata lanciata l'allerta alimentare e finalmente potrà informare i consumatori che, al momento, non hanno invece avuto risposte dagli enti preposti. E ancora: è scoppiata l'emergenza influenza aviaria, e milioni di polli e galline vengono abbattuti negli allevamenti. Come avvengono gli abbattimenti? Report è entrato in possesso di immagini esclusive e sconvolgenti, che sollevano più di qualche domanda sulla correttezza delle procedure utilizzate anche per contenere la diffusione del virus. Abbattimenti che vengono fatti sotto la supervisione del controllo veterinario, e con milioni di euro dei contribuenti.
La scuola modello destra
Nonostante le smentite, le rassicurazioni del segretario Salvini, il generale potrebbe creasi il suo partitino a destra creando qualche problema al “capitano”, come viene chiamato il segretario della Lega.
Che in questo servizio ci spiegherà qual è la sua visione della scuola: gli eroi della decima mas, i poeti del risorgimento, insegnare valori come lealtà, onore, il sacrificio, il valore, la dedizione alla patria.
Io non rinculo – dice al giornalista di Report: nessuna marcia indietro sull’esercito personale di Borghese salvato dalla fucilazione per crimini di guerra dagli americani.
A scuole le classi vanno separate per competenze, le persone disabili non devono bloccare lo sviluppo di quelli bravi (magari pure biondi e con gli occhi azzurri): anche questo è un altro capisaldo della scuola vannacciana.
Meglio mostrare adesso chi sia Vannacci, prima di ritrovarcelo candidato per la presidenza del Consiglio.
La scheda del servizio: NEL MERITO DELLA SCUOLA
Di Danilo Procaccianti
Collaborazione Cristiana Mastronicola, Eleonora Numico
Le recenti iniziative del Ministero dell’Istruzione e del Merito stanno alimentando il confronto nel mondo della scuola. Docenti, dirigenti ed esperti segnalano criticità legate alle nuove Indicazioni nazionali, in particolare per l’insegnamento della storia, e alle possibili ricadute sull’autonomia didattica e sullo sviluppo del pensiero critico. Attenzione anche alle circolari ministeriali su organizzazione e gestione delle attività scolastiche, nonché al clima che si sta creando intorno al dibattito su temi di attualità, rispetto al principio del pluralismo e alla funzione educativa della scuola.
La caccia al tartufo
Non è tutto tartufo quello che luccica – racconta Report nell’anteprima del servizio: andar per tartufi è la gioia della ricerca, raccontano a Report gli appassionati tartufari, una passione per loro e un gioco per i cani, “sei tu, l’animale, la fantasia e la terra..”
Il tartufo è un patrimonio dell’Unesco dal 2021: la ricerca dei tartufi è anche un’attività redditizia e così spuntano anche qui i furbetti del tartufo.
Quelli che mettono il trucco ai tartufi per farli apparire più belli e profumati per indurre l’ignaro consumatore all’acquisto. Per esempio coprirli con della sabbia gialla, “stinkare” il tartufo in gergo, e qualche goccia di aroma di tartufo, bis-metiltiometano, come il gas appunto. Perché l’odore caratteristico del tartufo sparisce a pochi giorni dalla raccolta. Per cui quando vedete un tartufo che arriva da lontano e ha fatto un viaggio di qualche giorno, fatevi qualche domanda.
La scheda del servizio: TRUFFLE LAND
di Lucina Paternesi
Collaborazione Cristiana Mastronicola, Celeste Gonano
Un cane fedele, il vanghetto, scarpe buone ai piedi. Tutto questo è andar per tartufi, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco dal 2021. Ne esistono oltre 100 specie nel mondo, ma in Italia se ne possono commercializzare 9, come il nero pregiato, lo scorzone, il bianchetto e il più pregiato di tutti, il bianco, protagonista indiscusso di fiere e piatti costosi quanto prelibati.
Ma da dove viene tutto il tartufo che troviamo proprio a queste fiere? A causa dei cambiamenti climatici e dell'impoverimento delle tartufaie naturali, la domanda aumenta e l'offerta diminuisce sempre di più. Nonostante per legge sia obbligatorio indicare una zona geografica di raccolta, aggirare la normativa è un gioco da ragazzi. Ma è fondamentale essere sul mercato, anche quando i tartufi non ci sono. Lo sanno bene anche alla Regione Piemonte, che sui tartufi ha organizzato la presenza a Expo 2025 a Osaka.
Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.


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