31 maggio 2006

Grazie e graziati

Nella storia della nostra repubblica ci sono stati illustri graziati:
Walter Reder, responsabile delle stragi di Marzabotto e S.Anna di Stazzema
Graziano Mesina, il bandito sardo.

Sofri, se gli verrà concessa la grazia, non sarà l'ultimo, nè il caso più ecclatante.
Mastella andrà ad illustrare i motivi della sua decisione ai familiari di Calabresi.
Poi dovrebbe andare a parlare ai familiari di Piazza Fontana e spiegare perchè i loro morti non hanno ottenuto giustizia.Una capatina a Brescia, poi a Bologna, per chiedere scusa dei depistaggi dei servizi segreti.
Quanta strada dovrebbe fare, caro ministro.
Magari dovrebbe cercare di far più luce sul delitto del commissario Calabresi: perchè la confessione tardiva del pentito Marino? Siamo sicuri dei responsabili condannati?

30 maggio 2006

Le provocazioni sull'islam

L'ultima provocazione della Fallaci:
Non esiste un islam buono e un islam cattivo ...

Mi ricorda tanto l'affermazione del generale Sheridan americano "non esiste un indiano buono" e che "un indiano buono è un indiano morto" ...
Peccato che questi maledetti islamici non si convincano a vivere nelle riserve e a farsi sterminare come i pellerossa.

Ma abbiamo proprio bisogno di queste icone, per rappresentare l'occidente? per difendere i nostri valori?
Se poi si pensa che il Gup di Milano l'aveva prosciolta dall'accusa per diffamazione lanciata da Agnoletto con le parole "una donna che e' stata universalmente riconosciuta quale testimone di pace".E se fosse stata una testimone di guerra, cosa faceva? Sempre con tutto il rispetto per quello che è stato ...
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Nulla è cambiato

Chi dava a queste elezioni un valore pro o contro l'attuale governo Prodi ha perso.

Nulla è cambiato: Milano rimane alla CdL e la Sicilia alla mafia.
A Milano la sinistra le ha provate tutte: per confondere gli elettori di destra ha persino messo un ex prefetto, ma più del valor, potè lo fischio. Ma ha vinto lo statto la Moratti.

Ora le ruspe stanno già spianando le macerie a piazza Piola, per sgombrare il Politecnico: farà posto ad una comunità di recupero delle Santissime Orsoline Immacolate, una nuova struttura sanitaria scolastica convenzionata col comune.
Dove verrà insegnato alle ragazze l'uso del Tombolo e del pizzo Cantù.
Sono già in azione le ronde padane per lo sgombero degli abusivi dalle case occupate, delle scuole islamiche (ma ne sono rimaste?) e dei centri sociali. Faranno posto a dei nuovi centri commerciali.

E cosa vogliamo dire della Sicilia? Se la CdL e l'UDC ha potuto permettersi mantenere lo stesso candidato, Cuffaro, sebbene sia sotto inchiesta per favoreggiamento a Cosa Nostra, significa solo una cosa. Che aveva la sicurezza di vincere.
E non aggiungo altro. Mi dispiace per i giovani di Locri, per quelli che hanno manifestato a Palermo per ricordare Falcone: il vostro entusiasmo non è bastato.

29 maggio 2006

Influenze sgradite

A volte le influenze della Chiesa non sono gradite ....
Una polemica forse non troppo opportuna alla vigilia del voto e che appare chiaramente una risposta alla Lega Nord che non molti giorni fa, replicando all'appello di Tettamanzi che ai candidati chiedeva di «non considerare gli stranieri un problema, ma una risorsa», aveva organizzato un girotondo intorno al Duomo per stigmatizzare «quei vescovi che si svegliano con la voglia di fare gli imam». Era stato Matteo Salvini, europarlamentare della Lega e capogruppo in Comune, ad invitare a pensare «anziché agli immigrati, ai milanesi poveri e a quelli che non vanno più in chiesa perché ormai sono stufi marci». (il Giornale)

l'Udc considera «davvero di troppo»: «Sarebbe dovere civile non citare i punti del programma dei candidati» fa sapere Luca Volontè. (Il Giornale)

Dov'erano Volontè, Salvini & C. quando Ruini e soci esternavano su Pacs, Gay, Ru486, aborto??

Il nazismo di nessuno

I tedeschi ingannati:
«I potentati del terzo Reich», dei «criminali», ingannarono un intero popolo che fu «usato ed abusato come strumento» di «distruzione e di dominio» in nome «di prospettive di grandezza, di recupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza» dice Ratzinger e lo fa certamente sapendo che le sue parole apriranno polemiche mai sopite.

Come spiega, caro Ratzinger, la "Notte dei cristalli"? Anche lì furono ingannati i tedeschi?
E come spiega, Ratzinger, le aziende tedesche che impiegarono manodopera ebrea: non si arricchirono, loro? Non sono anche loro colpevoli?
E le adunate oceaniche, le manifestazioni di massa? I Tedeschi si fecero ingannare, da questa persona, che sbandierava l'antisemitismo come risposta ai mali della Germania, come la recessione economica.E quando i tedeschi videro sparire il vicino ebreo, fecero finta di niente.
Preferirono non guardare, non chiedersi nulla.
Obbedivano agli ordini, come dei buoni soldati.
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Report: "Regalo di laurea".

Che differenza c'è tra il percorso di laurea di un ragazzo di vent'anni e un dipendente di un ministero (interno, giustizia, ecomonia) o dell'inps?
Il primo faticherà almeno tre anni per il titolo base, il secondo avrà un percorso privilegiato.Si chiama "laureare l'esperienza": l'ho imparato ieri, dall'inchiesta di Report "Regalo di laurea".E non importa se non hai fatto, nella tua carriera impiegatizia, corsi di formazione, esami, per certificare in modo "serio" la tua esperienza. Se l'ente ha aperto una convenzione con l'università, ti vengono riconosciuti un bel pò di crediti.

E tutto grazie alla Riforma Berlinguer del 1999 prima e alla legge 448 della finanziaria del 2001.
Un bello scambio all'italiana: io azienda ti garantisco un certo numero di rette, e tu università in cambio mi fai uno sconto sulla retta e mi agevoli la laurea.
Ma chi lavora presso un ente convenzionato (min. interni, inps, polizia, guardia di finanza) non ruba il posto a nessuno, direte voi. Certo peccato che quella laurea insanguinata serva poi fare carriera e a dare una parvenza di professionalità a certi loschi figuri (vedi caso Ricucci).

E poi c'è la questione dei centri di eccellenza: quello di Lucca I.M.T., sponsorizzato da Marcello Pera con un finaziamento da 1,5 milioni di euro l'anno. Proprio nel suo colleggio elettorale.
E quello di Genova, I.I.T., sponsorizzato dal creativo Giulio Tremonti, con un bel finanziamento da 100 milioni di euro all'anno per 10 anni.Il tutto mentre l'univesità statale italiana ha subito dei tagli per 75 milioni di euro, grazie alla Letizia della signora Moratti (ex ministra). E il finanziamento dato all'I.M.T. non è stato nemmeno discusso in aula, è passato come emendamento alla finanziaria.

Quanta voglia credete che abbia adesso il ragazzo di prima, vent'enne, di passare i prossimi 3/5 anni a studiare sodo?
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28 maggio 2006

La guerra sporca

C'è un filo rosso che lega le stragi di Sant'Anna di Stazzema, del villagio di My Lai in Vietnam e della città sunnita di Haditha :
non importa il colore della giubbe, o se la strage avviene in un paese sull'appennino, nel sud-est asiatico o nel deserto iraqeno.
E' il filo rosso del sangue dei civili uccisi per rappresagli, per vendetta, contro la morte di un commilitone (un soldato delle panzergrenadier, un marines....).s

Qualcuno dirà "sono gli effetti collaterali della guerra", oppure "in guerra queste cose possono capitare...".

Ecco, appunto, visto che non siamo capaci di non farle capitare queste cose, in guerra, dai nostri soldati, vediamo di evitarle le guerre. Come è possibile che, ancora oggi, la guerra sia l'unica via diplomatica? L'unica strada?
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Highway to hell

Diario di un pazzo: giorno 1
Anche oggi mi trovo costretto a guardarti solo di spalle, da dietro. I tuoi capelli, il collo che s'indovina dietro. Tutto molto bello, ma inizia ad essere frustrante. Non posso continuare così.

Diario di un pazzo: giorno 2
Mi piacerebbe un giorno darvi ragione e cambiare modo di pensare, di agire di concepire l'amore. Come diceva quell'espertone? “l'amore non esiste. Esiste solo scopare, scopare ...”. Scopare, scopare, scopare: come può una parola rendere così volgare e inanimata una cosa così bella? Mi piacerebbe avere il coraggio e prendere tutti i libri che leggo, i giornali e buttarli nella spazzatura .. ma poi penso che quello che siamo non si può cambiare di punto in bianco, spazzando via una parte di ciò che è in noi. No, non sono io quello sbagliato. E non importa se starò ancora solo, senza amore. Allora tipo fuori i libri dalla spazzatura, li ripulisco e continuo per la mia strada. A costo di sembrare l'eroe della valle solitaria, con tante macchie e tanta paura.

Diario di un pazzo: giorno 3
C'è una prima fase dell'innamoramento, di cui vorrei parlare. Quella dove ti immagini solo i momenti felici insieme alla persona cui vuoi bene. Anche se ancora nulla di concreto è successo.
Stop.
Già qui hai sbagliato. Hai immaginato. L'immaginazione nutre la tua mente di un cibo virtuale che non sazia. Che non esiste. E quanto questa specie di droga non ti basta più, inizi a guardare la realtà. E iniziano i dolori.
Diario di un pazzo: giorno 4La chiamo? Non la chiamo? Cosa le dico? Faccio lo spiritoso? Il dolce, il romanticone, il duro, il cinico, l'intellettuale ... in ogni caso sarai destinato a sbagliare. Mettilo in conto. Senza che ti prepari la frase. Non pensare.

Diario di un pazzo: giorno 5
Penso che, l'effetto di ogni delusione che ho avuto sia stato quello di farmi chiudere dentro me stesso. Ad ogni mazzata, un giro di chiave. E tanto più ti chiudi, tanto più sembri distante, trasparente, alieno da questo mondo. Tu guardi gli altri, ma hai la sensazione di essere trasparente. Ridono, scherzano, fanno le battute, e tu ti senti escluso. Tagliato fuori da questo mondo che sembra non avere bisogno di te. Ma se non esisto, perchè allora sto così male?

Diario di un pazzo: giorno 6
Ogni delusione, anziché farmi crescere e rendermi più forte, mi porta ad una regressione adolescenziale. Come se non avessi più difese immunitarie per contrastare questo male. Sindrome da immunodeficienza, che cresce, cresce ...

Diario di un pazzo: giorno 7
Mi ricordo di quella volta, avevo vent'anni, che innamorato di una ragazza, la aspettai fuori della sua scuola con una mazzo di fiori (di campo). E in quel momento non mi importava delle risate delle ragazze che uscivano dal cancello. Le battute, le strizzate d'occhio “guarda, che scemo ...”. Beh: che c'è da guardare? Sono uno scemo. Sono il buffone della sorte, perchè in quel momento non importava di niente.Non è che lei gradì molto quel regalo e la figuraccia fuori la sua scuola davanti le compagne. Ma quando mi chiese un altro incontro, per conoscermi meglio (ma chi sono in realtà?), non ci sono andato. Mi sono tirato indietro. Perchè ho avuto paura. Perchè sono un maledetto codardo. Sono uno che continua ad inseguire un ideale di amore e contemporaneamente a sfuggire la realtà delle cose.

Diario di un pazzo: giorno 8
Vedrai, mi prenderò cura di te. Ti vorrò bene. Voglio averti accanto, quando mi sveglio. Voglio stringere il tuo corpo quando ho bisogno di amare. Voglio baciarti, come se volessi mangiare parte del tuo essere, in modo che una parte di te sia in me”.
Tu mi insegnerai a correggere le mie spigolature, i miei difetti. Mi insegnerai ad essere un uomo. E io per questo ti vorrò bene. Ti voglio bene perchè tu mi ami”.

Io queste parole non le ho ami dette a nessuna. Sono forse anche belle parole. Ma, come i fiori dopo il loro tempo, anche se da fioriti sono stati belli, sono destinati a sfiorire e marcire. E io mi sento marcio dentro. Tutto è polvere, alla fine.

Diario di un pazzo: giorno 9
Dopo la fase illusoria, viene la crisi. La crisi del rifiuto: ancora peggio del rifiuto senza nemmeno avere avuto il coraggio di tentare. Perdente in partenza.E allora cresce la sensazione, che ti prende all'addome, di dover morire. Di voler morire. La sensazione per cui, se non avrò lei, non avrò nessun'altra. Finchè non mi toglierò lei dalla testa, il suo sguardo, quel modo di sorridere, non riuscirò a pensare a nessun'altra.
Ti prego lasciami libero. O lasciami morire in pace.

Diario di un pazzo: giorno 10
E' notte. Non riesco a dormire. È come un interruttore. Si accende e, tac, basta dormire. Dentro come un fuoco che lentamente ti consuma. Come se niente si possa più fare o dire. Inesorabilmente. Ecco allora che mi assalgono i miei demoni notturni. Che non mi lasciano solo, loro, no. Proprio no.
Vi prego, stanotte, non fatemi stare troppo male.
Diario di un pazzo: giorno 11Se potessi scappare, andrei lontano da tutto questo, per farmi piccolo e invisibile. Irraggiungibile. E poi? Mi rendo conto che non vorrei stare in nessun altro posto fuori che questo. Voglio stare contemporaneamente qui, ora, in questo luogo, davanti a te, e allo stesso tempo, il fuoco che mi brucia dentro, mi fa scappare lontano. Come è possibile? voler stare qui e cento miglia lontano. Lontano da te non ci so stare. Ogni luogo mi ricorderebbe della tua immagine, è di come sarebbe bello amarti.
Siamo nati per soffrire.

Diario di un pazzo: giorno 12
Come mi sento? Come un estraneo su questa terra. Come un alieno, come un ingranaggio tenuto fuori dalla sua ruota. Che vede gli altri (ingranaggi) compiere sempre più lontani il loro percorso.
Come se le sensazioni che provi, gli odori i colori, i suoni siano sensibili solo a te; e viceversa, i loro odori, suoni, sensazioni non sono percepibili dai tuoi sensi. Ma dove sono finiti i sentimenti, in questo mondo? Dove sono andati finire? Travolti anch'essi dal ritmo sempre più veloce dell'esistenza dell'omo, si erano macari loro adeguati: avevano capito di rappresentare una pausa ed erano scomparsi, perchè oggi come oggi nisciuna pausa può essere concessa in questa sempre più delirante corsa che si nutre di verbi all'infinito: nascere, mangiare, studiare, scopare, produrre, zappingare, accattare, vendere, cacare e morire. Verbi all'infinito, però della durata di un nanosecondo, un vìdiri e svìdiri. Ma non c'era stato un tempo nel quale c'erano altri verbi? Pensare, meditare, ascoltare e, perchè no?, bighellonare, sonnecchiare, divagare?

Diario di un pazzo: giorno 13

Fa freddo, nella mia camera, il pollice mi duole. Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa .....



Vorrei tanto dire che quanto scritto è solo opera di fantasia (tiatro, direbbe il maestro). Vorrei tanto.

26 maggio 2006

Inutile dire

Inutile dire che queste elezioni amministrative potrebbero (assieme al voto sul referendum sulla Devolution) essere la svolta definitiva, per chiudere con un passato politico da dimenticare.
O, per l'altra coalizione, la possibilità di prendersi la rivincita dopo il voto di aprile.Inutile dire che, in caso di sconfitta, per il centrodestra potrebbe essere veramente la fine dell'era Berlusconi. E questo non sarebbe necessariamente un male per la CdL.
Inutile dire che, in caso di vittoria, squillerebbero tutte le trombe, annunciando la riscossa. Se ancora adesso non si riesce a chiudere il discorso brogli (ma chi li deve contare ancora, l'ONU?), la vittoria, specie a Milano e Napoli, li ringalluzzirebbe.
Inutile dire che mentre parliamo ancora di comunisti, comunisti, comunisti ... i problemi dell'Italia sono ancora lì che aspettano.
Aspettano come i pendolari quando il treno non arriva, e gli racconti delle grandi opere. Non siamo molto contenti.
Inutile dire quanto sarebbe importante vincere ... allora diciamolo lo stesso.

Pensavamo fosse di sinistra

E noi che lo avevamo anche preso per uno di sinstra. E si era scritto che la Confindustria era schierata a sinistra ....
Dal discorso di Montezemolo:
Legge Biagi: Confindustria difenderà questa riforma che va completata con l'importante capitolo degli ammortizzatori sociali: in soldoni, lo stato sganci altri soldi per sanare la precarietà ..Come al solito, sono i lavoratori che devono pagare i costi della precarietà.

Sulle grandi opere ci aspettiamo uno scatto in avanti: ecco allora, perchè non le finaziate voi?

Dopo autonomia operaia, autonomia industriale Gli imprenditori sono pronti, prontissimi a mettersi in gioco, a intraprendere, a innovare, a proiettarsi nel futuro .. viviamo nella Repubblica dei veti. Lasciateci creare nuove imprese: dove le volete creare, in Italia o all'estero. Dove sono queste imprese che investono? Con i cervelli d'Italia in fuga all'estero?

direi un drastico taglio ai numerosi sprechi della spesa corrente, e non con aumenti della pressione fiscale: e dell'evasione fiscale, ne vogliamo parlare?
Bene, Confindustria ha parlato. Ma è una parte dell'Italia.
Che rimane un paese di operai, impiegati, professori, ... E la storia che se tita l'industria tira tutta l'economia, mi inizia a sembrare tutta una balla.
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25 maggio 2006

Non vorrei sembrare comunista

Ma questa frase mi suona come eversiva:
Sinistra attenta o scendiamo in piazza
Berlusconi: «Se dovessimo portare in piazza l'Italia che io vedo in giro intorno a me in tutte le regioni, male sarebbe per loro»


Dopo che la vittoria è stata sancita da tutti gli organi costituzionali, appellarsi ancora ai brogli mi sembra o stupido o anticostituzionale.
Proprio di chi, quando le leggi non gli danno ragione, non le vuole ricoscere.

La quinta stagione di Piero Colaprico

Come definirlo, questo libro? Un romanzo giallo che racconta di una realtà vera, o un'inchiesta sulla realtà scritta in modo romanzato?
Difficile distinguere la linea di demarcazione tra ciò che è invenzione (il personaggio del maresciallo Binda) e ciò che è realtà (le bande di albanesi e il traffico di droga).
Proprio per il background di Colaprico, cronista di nera per Repubblica e autore di altri saggi sulla nostra attualità.
Ma anche di gialli, come quelli scritti con Pietro Valpreda o il bellissimo "Trilogia della città di M."
E allora perchè non approfittare di questa lettura per andare a vedere quello che si nasconde dietro la città definita "la locomotiva d'Italia" e la "capitale morale": ed è una realtà che fa paura.
Colaprico parla di un ritorno al un medioevo, dove i nuovi barbari, le bande degli albanesi che gestiscono il traffico di droga in Italia, hanno sostituito la mafia e la 'ndrangheta e usano la criminalità italiana come propri galoppini.

Protagonista di questo viaggio alla scoperta del lato oscuro di Milano e, in generale, della nuova criminalità italiana e il maresciallo Pietro Binda, che non ne vuole sapere di andare in pensione. Un incontro casuale con un "ladro gentiluomo", Pallonetto, che Binda aveva conosciuto nella sua infanzia negli anni della guerra, è l'inizio di tutta la vicenda.
Dalla memoria di Binda escono i ricordi della guerra: il padre partigiano salvato proprio dal Nibbio, il padre dell'amico, la fucilazione del gappista Giancarlo Puecher, ucciso dai fascisti ad Erba nel 43, la paura dei rastrellamenti, gli aeroplani americani che sorvolavano i cieli per bombardare le strutture industriali di Milano, ma a volte anche strutture civili.
E questi ricordi cupi si sommano alla tristezza per la lontananza del figlio e dal fatto di non essere più capace di riconoscere la città nella quale è vissuto.
Pallonetto chiede a Binda di rintracciargli la fidanzata, una ragazza zingara, rapita da una banda di albanesi. Forse per il debito che Binda sente di avere nei confronti dell'amico, si lancia impulsivamente nella ricerca, non sapendo che queste persone sono in realtà a capo di un'organizzazione che gestisce tutto il traffico di droga dall'est, un traffico di prostituzione, ma soprattutto una banda di spietati assassini, per i quali vige ancora un codice di comportamento tribale di occhio per occhio e dente per dente.
Sarà la sua quinta stagione, una nuova stagione della sua vita:

"Zuppa di cavolo. Cavolo rancido. Con ruggine e pozzanghere. L'aveva identificato, era questo il miscuglio di odori delle scarpe dell'albanese. Cavolo ammuffito, un pò com'era diventato lui, si disse Pietro Binda: era rimasto sordo alla voce dell'esperienza e pagava di tasca sua. Logico, demenziale.
Un dente gli sanguinava, la schiena era a pezzi, le mani indolenzite. Respirava schifezze. E rischiava di rimetterci molto più dei quarantamila euro del debito di Pallonetto.
Ricordò l'energia con la quale si era alzato dal letto, appena tre giorni prima. Grazie a quel tubo della doccia rotto, di coincidenza in coincidenza, aveva incontrato il Robin Hood dei borsaioli innamorato di una ragazza che poteva essere non tanto sua figlia, quanto sua nipote, e aveva mollato la sua inchiesta, aveva chiamato i suoi ex colleghi e ora si sentiva quello che era: molto, molto stupido. Ora - ora- subiva il contrappasso: l'umiliazione e la paura, combinate al suo starsene accucciato tra i sedili di un'auto, alla mercè di persone che non avrebbero esitato a piantargli qualche proiettile nelle gambe, nelle braccia, nelle palle ..."

Ma il titolo è riferito anche alla nuova stagione criminale che sta vivendo la città di Milano, passata dalla criminalità delle tute blu edel boom degli anni 50-60, a quella delle grandi bande criminali, agli anni di piombo, fino a Tangentopoli. Per arrivare ad una quinta stagione:

"E, invece nessun mago, nessun religioso, nessun politico aveva previsto la quinta stagione, la stagione delle città dentro le città. La stagione della mala nottambula e straniera, con le sue storie e codici e vite e casini indecifrabili, inafferabili. La stagione di un terrorismo medioevale, in cui la religione c'entrava poco, c'entravano molto di più le trame di potere che, tessute in paesi scordati troppo a lungo da tutti gli altri, rivendicavano un nuovo scenario, proponevano nuove mistificazioni.
La quinta stagione er anche la stagione delle Plasticopoli: dopo Tangentopoli, Plasticopoli. A vederla in maniera pessimistica e autopunitiva poteva sembrare il degno contrappasso. Eppure, nemmeno Binda aveva mai voluto osservare sino in fondo che stava accadendo sotto il proprio portone.
La quinta stagione era rappresentata dai Barbari. I barbari arrivati ancora una volta, forse l'ultima, la definitiva, alle porte dell'impero: sul piatto della bilancia gettavano non la spada di Brenno, ma le loro pistole automatiche calibro 9. Pronunciavano il rispolverato "Guai ai vinti" a forza di proiettili. Forse stava semplicemente assistendo all'nizio della fine del mondo."

Il libro è frutto di fantasia, ma uno dei personaggi citati, Giancarlo Puecher, viene ricordato da una targa in via Broletto, a Milano, dove si parla della sua "medaglia d'oro al valor militare- fucilato ventenne il 21 dicembre 1943 a Erba- reo di aver amato intensamente la patria e la libertà - Per lo stesso ideale morì di stenti nel campo di Mauthausen il 17 aprile 1945 suo padre notaio Giorgio Puecher".
Padre e figlio morirono per un ideale, cioè non per una cosa che si mangia (o si rimangia). Sui partigiani della Brianza s'è scritto molo poco, ma c'erano: esistevano. [dalle note finali del libro]

Oltre alla meoria di Giancarlo Puecher, questo libro è dedicato al vecchio compagno di scritture di Colaprico: Pietro Valpreda. La sopravvivenza di Binda permette, pur se in minima parte, di far pensare a Valpreda anche come scrittore di gialli, e non solo come la vittima di ingiuste indagini contro gli anarchici.
I link per comprare online il libro: su bol e ibs
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E il blog divenne giornale

Dal blog al giornale, per il momento solo in diffusione limitata.
Non so in quali città lo stanno distribuendo, ma oggi a Milano, all'uscita del metrò, ho avuto la piacevole sorpresa di trovarmi, accanto ai magazine free, anche "La settimana". Accanto a giornali che parlano di oroscopi, diete dimagranti o dello scandalo del momento, il faccione di Grillo con gli articoli di "scandali post-datati", "L'agonia della televisione" ...

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Piazza della Loggia: la fine del processo

A quattro giorni dall'anniversario della strage di Piazza della Loggia (28/5/1974) sta per essere depositata la sentenza del processo per la strage.
La verità giudiziaria che emergerà dal processo non potrà mai ristabilire la verità storica, che vede, dietro la bomba, i neo-fascisti di Ordine Nuovo, i servizi segreti italiani e americani.
Dalle testimonianze di Carlo Digilio, Martino Siciliano e altri, sembra netto il coinvolgimento del gruppo ordinovista veneto.
Responsabili della strage Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi: se la loro condanna non restituirà i morti ai familiari, almeno si potrà cancellare la vergogna della sentenza di Piazza Fontana.
E sarà un forte invito, al nuovo governo italiano, a chiedere con maggiore decisione l'estradizione di Delfo Zorzi al governo giapponese.
Sul perchè no si deve dimenticare, leggete l'intervista a Manlio Milani, Presidente Associazione dei caduti di Piazza della Loggia
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La sentenza Maiocchi

Per la rapina in via Ripamonti la sentenza è stata di 1 mese e 18 mesi, rispettivamente al padre e al figlio gioielliere.
Per omicidio colposo, con tutte le attenuanti.D'ora in avanti, dopo la sentenza della prima sezione della Corte d'Assise di Milano, chiunque potrebbe sentirsi in diritto di sparare a dei rapinatori in fuga.
E non è stata nemmeno applicata la nuova legge sulla legittima difesa.
E dov'è il problema, direte voi?
Un giorno potrebbe capitarvi, mentre siete a fare una passegiata, diciamo in corso Buenos Aires, di essere coinvolti in una tentata rapina.
Sperate solo che il gioielliere sappia sparare. Perchè le pallottole non hanno mittente.
È terribile, vale così poco la vita di un ragazzo di 21 anni? si chiedeva la madre della vittima, Mihailo Markovic, morto per un orologio rubato.
Colpevole, per l'orefice di "non ha fatto nulla per mostrare che non voleva mettere in pericolo la nostra incolumità".
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24 maggio 2006

Italia in crisi

Italia in crisi economica, come emerge dall'analisi dell'Istat. Povertà frutto di una politica che è stata, in questi anni, la politica delle volgarità dei raggiri e dei condoni.
Volgarità emersa in piena nella scorsa campagna elettorale, con le dichiarazioni del tipo "meglio essere fascita che frocio".

Oppure che se si fosse votato un certo candidato al Quirinale, la CdL avrebbe fatto lo sciopero fiscale. L'ultima offesa, quella alla Bindi.

Una classe politica che sa esprimersi a suon di offese, e una opposizione che, fino a ieri, sapeva rispondere solo timidamente, non possono che portare ad un paese a loro immagine e somiglianza. Arrogante e incapace di affrontare i problemi dei cittadini:
"Conti? Con noi erano in ordine .. La sinistra, gridando al disastro sui conti pubblici, si sta preparando la scusa per aumentare le tasse".
Come se i numeri fossero interpretabili. Come se la gente non vivesse sulla propria pelle i problemi del quotidiano.
Per questo apprezzo il monito di Prodi: "Parlare di meno, lavorare di più". Il tempo delle barzellette è finito.
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23 maggio 2006

Gli impegni dimenticati

L'abbiamo esportata all'estero, la democrazia. Ma ci siamo dimenticati di applicarla al nostro interno:
Amnesty denuncia l'incapacità delle grandi potenze, Stati Uniti su tutte, di trasformare in azioni concrete gli impegni dichiarati. Più di questo: Amnesty parla chiaramente del pericoloso "uso di un doppio linguaggio e di doppi standard, da parte delle grandi potenze, che indebolisce la capacità della comunità internazionale di affrontare gravi crisi dei diritti umani".

Ipocriti.
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Borrelli capo ufficio indagine

E cosa diranno adesso i garantisti ad oltranza?
Ora che uno dei protagonisti del pool di Mani Pulite entra nelle indagini sul calcio?
Facciamo una previsione: amnistia entro l'anno?
Scurdammoce o passato e chi si è visto si è visto?

Domanda: ma quando un garantista vede un ladro rubare un auto, cosa fa? Chiama la polizia, grida al ladro, oppure dice "ma no aspettiamo le sentenze"?

Aggiornamento: le reazioni non si son fatte attendere ...

Quanto non ci costa il ponte

La balla che ci hanno raccontato è che non costruire il ponte costerebbe una penale altissima. 500 milioni .. boom!
Balle: sono 50 milioni di euro. Lo ha dichiarato il ministro Alessandro Bianchi nel corso di una conferenza stampa insieme con il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro.

E la Impregilo? Aspetta il suo turno. Come tutti i siciliani quando devono far la fila per l'acqua in agosto, davanti alle autobotti.
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A un secolo da Capaci

23 maggio 1992, Capaci: 500 chili di Semptex T4 e Giovanni Falcone, la moglie, e gli uomini della scorta muoiono nello scoppio della bomba.
E' l'attentatuni ("a Capaci, unni ci facimmu l'attentatuni", da un'intercettazione di Nino Gioè).
Quando si parla di senso delle istituzioni, senso del dovere, non può non venire in mente la frese di Falcone, raccolta durante un'intervista:
"Ma a lei chi glielo fa fare?" "Lo spirito di servizio".
Detta da un uomo che sapeva di essere nel mirino della mafia, un uomo sul quale Riina aveva emesso la sua sentenza di morte, la frase assume un significato molto profondo.
Un significato oggi dimenticato: come ci siamo dimenticati delle manifestazioni contro la mafia, della folla festeggiante all'arresto di Riina.
Sono passati 14 anni.
Sembra un secolo.

Bertinotti al discorso di inaugurazione della Camera ha parlato di Marzabotto, come luogo ideale dove tenere l'assemblea. Come luogo di nascita della nostra Repubblica: allora forse Capaci è allora il nostro forte Apache.
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22 maggio 2006

La farsa dei garantisti

In risposta al post di Luca Sofri sul parallelismo Tangentopoli e Calciopoli.

Punto numero uno: Moggi non ha solo vinto degli scudetti, ma ha anche, grazie alle vittorie, influito sull'andamento del titolo azionario della Juve. Ha truffato quanti giocavano alla schedina. Quanti scommettevano. E chi non era nell'impero veniva messo fuori gioco: non lavoravi.
Punto numero due: il cinghiale bianco (quello delle monetine) era uno che prendeva e gestiva mazzette. Come altri. Ed era anche uno che amava mostrarsi in pubblico assieme al suo circo di nani e ballerine. Che piazzava qua e là, in televisione, sui giornali ....
Quando il tiranno è caduto, volevate uno stile oxfordiano? Va bene: che siano i politici a dare il buon esempio, con uno stile più british.
Punto numero tre: i suicidi in carcere. Credo si riferisca alla morte del presidente dell'Eni Cagliari. Non conosco i dettagli relativi alle ferie del PM, che si oppose al suo rilascio tre giorni prima (17 luglio 1993) del suicidio (il 20 luglio). L'ultimo rapporto "Morti di Carcere" di "Ristretti Orizzonti", mette in evidenza come il suicidio sia ancora una delle maggiori cause di morte nelle carceri italiane (5 i casi nel solo mese di marzo): non solo i ricchi manager muoionodietro le sbarre, ma tanti signor nessuno, che a differenza del signor Cagliari, non fanno notizia.

E' vero, durante Tangentopoli c'è stato un uso eccessivo della carcerazione e delle manette nei confronti degli indagati. E' mancato il rispetto: ma perchè il rispetto deve essere dovuto sempre e solo nei confronti del potente e mai viceversa. La Costituzione italiana stabilisce la regola per cui "la legge è uguale per tutti".
Ma qualcuno è più uguale degli altri: più uguale dei truffati dal caso Parmalat, dal caso Cirio, dei cittadini che pagano le tasse e non si arricchiscono con tangenti.
Per non voler parlare del rispetto dei morti per mafia, per le stragi di stato ... ma qui allarghiamo troppo il discorso.

Il vero problema è che in Italia si passa con troppa facilità dall'intoccabilità dei potenti ad un clima da "Rivoluzione francese": ex potenti cui tutti fino a pochi giorni prima si prostravano per chiedere grazie e favori, di colpo ridotti in mutande.
Si passa dal "nessun giustizialismo" (con ruberie, tangenti, favoritismi, il tutto sotto la lice del sole, tanto tutto è concesso), al "giustizialismo veloce".
Cos'è? è quel clima di "sbatti il mostro in prima pagina", per cui si individua il colpevole (Craxi per gli scandali della prima repubblica, Moggi oggi per Calciopoli) e lo si usa come capro espiatorio.
A prendere gli insulti dei tifosi o le monetine davanti all'hotel Raphael. Non credo che tutte quelle persone fossero sfaccendate.
A Sofri non è piaciuta quell'immagine? Facciamo così: ci facciamo ridare i soldi, la dignità che abbiamo perso, come italiani, e poi chiediamo scusa.

Tutto il sistema politico della Prima Repubblica era malato, ma la politica ha ripulito le camere? Si è date le regole affinchè quel sistema non si potesse ricreare? La risposta è no.
Il sistema calcio si darà delle regole per evitare una nuova stagione degli candali? Difficile. Già sarà difficile vedere la Juve in serie B.

C'è del marcio in Danimarca, dice Marcello nell'Amleto di Shakespear: ma siamo sicuri che è sempre colpa dei danesi e i regnanti non abbiano colpe?
L'impunità e il garantismo fino all'estremo devono valere per tutti o per nessuno. Anche per chi lancia le monetine. Anche per chi sbarca sulle nostre coste e viene sbattuto in strutture-lager chiamate Cpt. O sono persone che non hanno diritto alla dignità?

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Scoprite le differenze ..

Scoprite le differenze tra questa immagine e questa.
Tra l'altro, ho scoperto che il candidato sindaco
Malvano rientra nelle intercettazioni di Moggi:
L’ex questore di Napoli, Malvano, ora candidato sindaco contro Iervolino, aiuta Alessandro Moggi cui hanno rubato l’auto .

Che dire? Alto senso delle istituzioni.
Prima delle intercettazioni era solo sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.

Non cambia la ricetta del panino

La ricetta è sempre la stessa, per il panino del TG1: una fetta per la maggioranza (quella in carica, quale che sia il colore), poi in mezzo l'opposizione in un miscuglio veloce, poi a chiudere un'alra fetta di maggioranza.
L'esempio? Sabato, sulla polemica dei fischi ai senatori "anziani".

E intanto sui titoli dei giornali impera ancora l'inchiesta sul calcio: "siamo un paese a 9 colonne", diceva ieri sera Michele Serra, ricordando di come avremmo bisogno, nel nostro paese, di maggior rispetto e gentilezza.

Paese che invece premia la furbizia e che, dunque, è destinato a rimanere servo nell'anima.
Non ha caso, sempre secondo Serra, il titolo migliore di Cuore è stato "Hanno la faccia come il culo". Un titolo che va bene per tutti gli scandali.

Report: Le mani sulle pensioni

Ovvero, sul come ci stanno rubando la pensione.
Chi ha visto la puntata di Report che parlava di Fondi Pensione si sarà fatto l'idea del furto (senza scasso ma con destrezza) che è in corso. Il furto della nostra pensione.

Se una volta una persona, dopo una vita di lavoro poteva consolarsi con la pensione, oggi questo potrebbe non valere più.
Due numeri: nel TFR confluisce il 6.9% del nostro stipendio, che sommato per tutte le buste paga dei lavoratori, fa un capitale di 13 Miliardi di euro all'anno. Pari alla capitalizzazione della Fiat.
Sono soldi che fanno gola a tanti: specie le banche e le assicurazione che, con la riforma della previdenza, metteranno le mani sulla nostra pensione.
E, per quello che l'inchiesta della Gabanelli e dei giornalisti Michele Buono e Piero Riccardi ha mostrato, è bene non fidarsi.
- i fondi pensione principali non rendono: rendono meno dei Buoni Ordinari e l'esperimento della scimmietta dimostra che anche con la scelta casuale delle azioni si ottiene lo stesso risultato.
- Le banche stesse propongono Fondi obbligazionari che non rendono: un dipendente diceva "ci si guarda bene dal descrivere le vere caratteristiche del prodotto". E i venditori delle banche sono incentivati tramite bonus ed elettrodomestici a vendere fondi spazzatura che rendono meno dei Bot.
- Le S.G.R., le società che gestiscono i fondi, sono possedute al 96% da banche ed assicurazioni, in un enorme conflitto di interessi. Dove a vincere è, ovviamente, l'interesse della banca e non del cliente. E si lega il tuo futuro di pensionato al rendimenti di titoli azionari: il tuo futuro legato alla fortuna ...
- Significativo il caso dei Fondi San Paolo: avevano due fondi spazzatura (soluzione 6 e soluzione 7) e un fondo fondo (Azioni Italia) nel fare invece confluivano solo i guadagni. Ovviamente ai clienti di San Paolo veniva proposto solo soluzione 6 e soluzione 7. Chissà cosa ne pensano ora, la Gialappa's, di San Paolo?
- Quando la Consob si è accorta del raggiro, ha sancito una multa: che non è stata pagata perchè recapitata con due giorni di ritardo. Benedetta Italia! Migliaia di risparmiatori truffati e la colpa e sempre del solito Bin Laden e del petrolio.
- Il conflitto di interessi tra banche, assicurazioni e S.G.R. si è rivelato per i casi Cirio e Parmalat: la banche si sono liberate del debito con le aziende trasformandolo in obbligazioni da far pagare ai risparmiatori. Nel casi di Parmalat la S.G.R. si chiama Nextra e ora siede la bando degli imputati al processo di Milano.

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21 maggio 2006

Paperon de Berlusconi


Che periodaccio, cavaliere!
Ora anche la
Cossiga torna a picconare "Non posso accettare «accuse di immoralità da un, anche se simpatico e abile, Paperon dei Paperoni prestato alla politica, e non senza utile personale".
Passare da Napoleone al personaggio di Walt Disney: che tonfo!


Intanto la cattedrale nel deserto non si farà: nessun ponte sullo stretto. Beh? Cosa c'è da stupirsi: non si era detto che con tutte quelle poltrone il governo Prodi sperperava i soldi del contribuente?
Prima ci sono altri problemi: l'acqua, la rete nell'isola (in gran parte a binario unico, la malasanità, la mafia ....).

Per sempre giovane di Gianni Biondillo

Gianni Biondillo ha cambiato genere. E pure sesso. Ma solo per il momento. Dalle atmosfere noir della metropoli milanese, con l'ispettore Ferraro del commissariato di Quarto Oggiaro, alla storia di un'amicizia femminile.
Un viaggio nella memoria del passato, narrato dalla voce e dai ricordi di Francesca, che racconta di un altro viaggio, compiuto 16 anni prima da lei e dalle altre componenti della sua band, le Viceversa, per partecipare ad un concorso.
Un romanzo al femminile, che alterna momenti dell'oggi, a momenti del passato, con i battibecchi tra le ragazze, le avventure del viaggio (un furgone che si ferma quando gli pare), i momenti difficili e i momenti intensi vissuti assieme. Le delusioni ma anche le gioie.
Il tutto sulle note delle canzoni degli anni 70/80, che fanno da colonna sonora alla storia: da Battiato a De Andrè, Vasco Rossi, Guccini, fino a Falco, Trio ..).
L'importanza di ricordare, di mantenere memoria del passato, anche degli avvenimenti cui forse abbiamo dato poca importanza ma che invece col passare del tempo, si rivelano ancora più preziosi.
Dice Francesca “ricordo quei giorni, quando tutto sembrava finito e quando tutto forse doveva cominciare”.

Sono gli anni 80, col crollo del muro di Berlino, la svolta di Occhetto e l'inizio della crisi Jugoslava.
Anche se breve, l'esperienza “on the road” vissuta delle quattro ragazze Paola, Francesca, Sara e Daniela, le segnerà per sempre. Anche se le loro vite saranno destinate a separarsi, anche se la band verrà sciolta.

Nel finale Biondillo lascia la sua firma di giallista (pur non essendo questo un libro del genere), con una sorpresa che da senso a tutta la storia, raccorda il passato e il presente, saldati da quella amicizia unica dei vent'anni.

I link per comprare online il libro su bol e ibs. Il sito dell'editore Guanda.
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19 maggio 2006

La bestia di satana

E forse parlare di bestia è ancora troppo poco.
Scusate, ma sento questa notizia in modo personale: perchè lo stupro è avvenuto dalle mie parti, a Mariano Comense, e perchè trovo che questo reato sia particolarmente odioso.

Reato che, le nostre leggi, non puniscono abbastanza, colpa di una cultura sessuofoba (perchè lo stupro è un atto di violenza, non ha nulla a che vedere col sesso), maschilista e retrogada che ancora ci portiamo dietro.

Fino a quando la donna dovrà ancora pagare le colpe del peccato originale? Fino al giorno del giudizio?
Spero che il nuovo ministro delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, promuova delle leggi punitive in tal senso, che sgombrino il campo dalle ambiguità che le recenti sentenze della Cassazione hanno creato (non è grave se non la prima volta, non vale se indossa i jeans, non è grave se incinta, la palpata non è reato ...).

Sperando che non sia la solita notizia che arriva sui giornali per l'interesse morboso che suscita in noi italiani.

Il codice Da Moggi

Dal Codice Da Vinci (al rogo, al rogo!) e l'Opus Dei, a Moggi e la Ior.

'In Vaticano i fondi segreti della Gea' I sospetti dei Pm: soldi depositati nello Ior della società di Moggi jr.Fondi neri della Gea e conti bancari segreti in Vaticano, ma anche in Svizzera, alle Isole Cayman e in Liechtenstein.

Consiglio a Sindona di non bersi nessun caffè ...ma proprio nessuno. E di non accettare viaggi a Londra.
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Un governo presentabile

Ho letto delle reazioni alle parole di Prodi come capo del governo.
Anche l'affermazione "la guerra in Iraq è stata un errore" sembra è sembrata rivoluzionaria.
No è la verità. Basta vedere quello che sta succedendo oggi a Baghdad: morti, morti, morti ...
E alla semplice verità che abbiamo più paura oggi del teorrirismo che ieri.

Oppure, basta con le grandi opere fini a se stesse "investimenti mirati in una logica integrata piuttosto che di singole grandi opere" .... beh, dov'è la novità? Mi sembra giusto.

Abituati ad un governo impresentabile, anche queste parole di buon senso sembrano oro colato.
Invece è il solito governo di centro, con la solita attenzione agli equilibri, alla spartizione delle poltrone: realpolitik, la chiamano.
E lo squilibrio a sinistra di Ostellino?
Quando ci saranno le leggi che permettono unioni civili in tempi brevi, la riforma del mercato del lavoro, della scuola, del fisco, della legge sulla fecondazione assistita, ne riparleremo.
Oggi Giovanni De Mauro, su l'nternazionale dice "Però pensate che bello se il nuovo presidente del consiglio avesse stupito tutti, e con un gesto forte e coraggioso avesse messo a tacere gli interessi dei partiti, grandi e piccoli. E si fosse presentato con un governo di appena sedici ministeri, la metà dei quali affidati a donne. Non sarebbe stato incredibile?"

Vero, sarebbe stato incredibile.
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18 maggio 2006

Una lezione di calcio



Barcellona - Arsenal: 2-1. Il Barcellona vince la Champions League.

Voler vincere anche contro la sfortuna (errori arbitrali, pali, aver preso un gol mentre stavi facendo il massimo sforzo per segnare) ...
Dimostrare che un campione è tale anche se non fa colpi di classe.
Ieri sera abbiamo goduto di una lezione di calcio.

Intanto, sul palcoscenico nostrano, assistiamo ad un altro spettacolo: dalle intercettazioni emerge quanto sia esteso il cancro. Monsignori, giudici, agenti della Digos come scorta per le amiche ....

Dobbiamo meravigliarci? No è lo stesso meccanismo che vige in politica, applicato al mondo del calcio. E se la stagione di Mani Pulite non è stata capace di pulire il mondo della politica, dubito che questa, breve, parentesi di indignazione collettiva, farà pulizia del calcio.
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La sottile linea scura di Joe R. Lansdale

Chi ha amato, come me, le atmosfere selvagge e pulp dei libri con Hap e Leonard, si troverà quasi spaesato da questo libro, dove Lansdale fa uso dalle memorie della sua giovinezza, per costruire una storia delicata e tragica, che cresce d'intensità man mano che si legge. Triste e malinconica, come la sensazione che si prova quando ci si guarda alle spalle e la mente corre al passato che non ritorna.

Romanzo di formazione: siamo nel Texas orientale, nella calda estate del 1958, a Dewmont. Stanley Mitchell è un ragazzino di 13 anni, che si è appena trasferito con la sua famiglia da No Enterprise, un posto sperduto di 300 anime.
Stanley è un ingenuo: inesperto dell'amore, del razzismo, dell'odio e della miseria. Un giorno, giocando in un bosco scopre una cassetta con delle lettere che una ragazza ha scritto al suo amante.
E' l'inizio di un'avventura, a fianco di un uomo di colore che lavora col padre, che lo porterà ad indagare su due tragiche morti del passato.

Cos'è la sottile linea oscura, che Stanley si trova a dover attraversare? E la linea di separazione tra la spensierata giovinezza, e la consapevolezza di un mondo violento, dove la povertà e l'ignoranza portano a sitazioni di violenza estrema (come il padre di Richard, un amico di Stanley), che è in realtà una guerra tra poveri.
Un mondo dove l'arroganza delle famiglie ricche porta ad una giustizia amministrata dal denaro. Che appiana tutte le questioni e mette a tacere tutte le voci.
E, in mezzo a tutta questa bruttezza, la famiglia di Stanley appare come un isola di felicità, pronta ad accogliere tutte le anime perse e bastonate del Texas, come la donna di colore Rosy, picchiata dal marito ubriacone.
Come Richard, picchiato dal padre, che, nella sua pazzia, si sente come Abramo cui un Dio (che non esiste) gli ha chiesto di uccidere il proprio figlio Isacco.

Lansdale usa il solito stile di narrazione: dialoghi pieni di un significato profondo e di una grande ironia. Per descrivere il mondo visto con gli occhi di un bambino, che vede tutto con stupore, dal sesso (mondo misterioso), alle ragioni della segregazione razziale. Perchè i bianchi non possono stare coi neri?
"Erano capitate più cose alla mia famiglia in quella sola estate di quante ne fossero accadute in tredici anni di vita. E forse ancor più di quante ne fossero accadute anche ai miei genitori, anche se tante cose loro ancora non le sapevano. Nel trovare e poi aprire quel cofanetto, dovevo aver sicuramente offeso gli dei del male, dovevo aver fatto loro varcare di gran carriera la sottile linea scura che separa i misteri delle tenebre dalla realtà; dovevo averli trasportati da questa parte, furibondi, diabolici e malvagi più che mai."

Il libro inizia e si chiude come pagine di un diario, come fosse scritto da uno Stanley invecchiato che vuole lasciare testimonianza di quella calda e tragica estate:
"Nell'invecchiare - e, in realtà, non è che sia poi così vecchio, neanche arrivo ai sessanta - scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità. All'epoca tutto era più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli..... Non sempre la verità da soddisfazione e, a tirar le somme, carne e polvere finiscono per rivelarsi la stessa cosa".

I link per comprare il libro online: su bol e ibs.
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17 maggio 2006

Le Br si, Falcone no ...

Il 23 maggio anzichè la fiction su Falcone, su Canale 5 vedremo quella che riscostruisce l'assassinio di Massimo D'Antona e Marco Biagi da parte delle nuove Br.
Si intitola Attacco allo Stato, regia di Michele Soavi, con Raul Bova nei panni del capo della Digos.

Qualche leggera discrepanza dalla realtà: brigatiste carine, nessun accenno alla scorta tolta a Biagi da parte del ministro Scajola.
E soprattutto non spiega come sono rinate le nuove Br dalle vecchie, morte (si credeva) col crollo del muro di Berlino.
Ma tanto è una fiction ....

La popolarità di Bush

A sentire Il giornale quasi tutta l'America è con Bush:
Tre americani su quattro plaudono a Bush per le sue iniziative di controllo dell'immigrazione illegale e soprattutto per il più simbolico e il più «energico» dei provvedimenti che compongono il «pacchetto»

Se uno non leggesse i giornali esteri ...
Titola il
Washington Post: "Confidence In GOP Is At New Low in Poll."

Un sondaggio del ABC News darebbe in calo la popolarità di Bush e dei repubblicani sulla politica in Iraq, sugli immigrati, sull'economia. Gli americani darebbero ora maggiore fiducia ai democratici.

Sempre sul post trovate
questo articolo "Immigration Proposals Pass Test In Senate", che parla degli sforzi di Bush di far passare la sua legge sull'immigrazione al Senato.
Il
report completo del Post sull'immigrazione.
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Quer pasticciaccio brutto de Palazzo Chigi


Totoministri.
Hanno aggiunto nuove poltrone per soddisfare i commensali a tavola.
Due vicepremier, una a Rutelli e l'altro D'Alema, che faranno sembrare Prodi come Gesù Cristo in mezzo ai ladroni.
Due sottosegratari alla presidenza.
Ministeri scorporati per dare la cadrega a tutti:
"il Welfare «spacchettato» in tre la pasionaria della Margherita andrà alla Famiglia e pazienza se il Prc protesta perché, tolto anche il Lavoro, a Paolo Ferrero restano solo le Politiche sociali. Ha protestato anche lei, la Bindi («Famiglia, e che roba è?»), ma poi si è rassegnata. E Antonio Di Pietro? Annuncia che le Infrastrutture sono sue, ma chissà se lo hanno informato che i Trasporti andranno al Pdci, che visti i veti su Alberto Asor Rosa è pronto a schierare il rettore di Viterbo Marco Mancini o il sindacalista Giampaolo Patta.Alfonso Pecoraro Scanio l'ha spuntata, avrà l'Ambiente. E Paolo Gentiloni le Comunicazioni. Ma nei Ds è di nuovo burrasca tra dalemiani e fassiniani. Il segretario ha ottenuto Rapporti col parlamento e Riforme per Vannino Chiti e Lavoro per Cesare Damiano, così Luciano Violante resterà fuori. Pierluigi Bersani va alle Attività produttive, Barbara Pollastrini alle Pari opportunità e Fabio Mussi all'Università. E Livia Turco soffia la Salute a Beppe Fioroni, che andrà all'Istruzione. Mancava un ministro del Sud e i Ds hanno scelto il bassoliniano Luigi Nicolais per Innovazione e funzione pubblica: ci sperava Linda Lanzillotta, ma dovrà contentarsi degli Affari regionali. "

Dov'è la nuova aria di primavera che era stata sbandierata dopo il voto?
Questa è la solita politica della spartizione delle poltrone.
Politica che se ne infischia delle spinte dal basso, dei messaggi arrivati con i voti delle primarie.
Ora inizierete a pensare ai nostri problemi, dopo che avete sistemato i vostri?

Profanazione e speculazione

Profanato il cimitero ebraico di via jona, a Milano.
Nessuna scritta nè rivendicazione. Ma pronta la speculazione politica:
«... Letizia Moratti, candidato sindaco di Milano per la Cdl - Tutta la mia solidarietà va alla comunità ebraica milanese colpita nel profondo delle memorie più care, ma le deplorazioni non sono più sufficienti. Lo sdegno non basta più. È necessario l'isolamento culturale e politico di chi compie questi atti sacrileghi e la denuncia esplicita dell'area di consenso per queste violenze ancora molto, troppo vasta nella nostra città».

Ma non era lei che ha ha in lista la Mussolini?
Perchè Rifondazione e i gruppi di estrema sinistra non fanno piazza pulita al suo interno?

16 maggio 2006

La Prodi's list

La lista è pronta e il menù è servito.
Che altre delusioni ci sono in arrivo?

Crimini in fiction

Prossimamente sulla Rai, 8 film tratti dalla raccolta noir "Crimini", curata da Giancarlo De Cataldo.
Grazie ad Alberto Giorgi per la segnalazione.

Le mie Google analytics

Analizzavo le mie statistiche d'accesso con Google analytics: le principali fonti di accesso sono, in questo momento i post su calciopoli.
Poi vengono i post su Crozza Italia (stasera ore 21:30, la7), l'appello per il blogger egiziano Alaa.
Il primo post riguardante i libri è quello su La Vampa d'Agosto, l'ultimo giallo di Camilleri.

Le prime 5 parole chiave sono calciopoli, CALCIOPOLI, crozza+italia, Calciopoli, quando+c'era+silvio.
Considerato che, inzialmente, parlavo di libri e basta, direi che sto andando un pò fuori tema.
Speriamo che la febbre da calcio passi in fretta.

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Qualcuno avvisi Lippi

... di quello che sta succedendo nel mondo del calcio.
A furia di stare in casa a preparare il mondiale non avrà letto i giornali.
Altrimenti non avrebbe fatto finta di niente. Come se nulla fosse successo.
Convocando Buffon ad esempio.

In effetti, però ... dopo aver visto un condannato per mafia candidato al Senato ...
Un indagato per mafia candidato alle elezioni regionali in Sicilia.
Deputati e senatori che, una volta raggiunti da avvisi di garanzia, accusano la magistratura:
che la politica faccia la politica e la magistratura non si sostituisca.
Tradotto in termini poveri: "fatevi i cazzi vostri".
Ecco, dopo aver visto questo, non è che Buffon ci deve fare più schifo di altri.

E intanto si scoprono gli intrecci, i soliti, tra politica, enti di controllo che non hanno controllato, giornalisti e addetti al calcio. Un sistema di cui Moggi è solo la punta di un iceberg.
"Ho agito così contro i poteri forti": cosa sono questi poteri forti che riemergono sempre, ad ogni scandalo (Ricucci, ad es.)? Dio, Budda, Allah, Tex Willer?
No, no. Non è Buffon quello che mi fa più schifo adesso.

15 maggio 2006

L' esistenza di dio Raul Montanari

Ma esiste Dio? Questo quello che viene da chiedersi vivendo una storia come quella raccontata da Raul Montanari. Una storia dove il protagonista è sottoposto ad una serie di eventi che lo pongono di fronte a scelte difficili. Cosa salvare tra la propria vita, l'amicizia, l'amore?

In una Milano primaverile, Adriano esce dal carcere dove ha scontato cinque anni per l'omicidio della moglie. L'incontro con un ex compagno di cella, Bruno, cui ha salvato la vita, sarà l'evento scatenante di tutta la storia: quello che vorrebbe essere un gesto di gratitudine sarà l'inizio di una avventura pericolosa per lui. Perchè Bruno è il figlio di un boss mafioso e la riconoscenza che vuole dimostrare rischia di spazzare via il mondo che Adriano stava cercando di ricostruire.

Parte come giallo psicologico, indagando sul rapporto di amore-odio tra Adriano e Sara, la moglie morta. E, in una serie di successivi flash-back avanti e indietro nel passato, viene rivelata la verità sulla sua morte. Parte come noir, dicevo, per finire in una tragedia, e Adriano per sfuggire ad un destino che incalza metterà in gioco se stesso. Una lettura intensa e ricca di spunti per le riflessioni: dimostra (ancora una volta) come Montanari sia uno scrittore capace di raccontare storie che colpiscono.

Perchè questo titolo che tira in ballo Dio?
Lo spiega l'autore parlando della differenza tra illusioni e speranza. Con le illusioni si cresce, fin da bambino. Ma ad un certo punto bisogna liberarsi da queste, per non entrare in ragionamenti del tipo "ma come, io mi sono comportato bene, e mi capita questo?".
Chi vive di illusioni tira in ballo Dio, per le sue disgrazie: "Dio, perchè mi hai fatto questo?".
Con le illusioni si corre il rischio di passare il resto della propria vita a guardarsi alle spalle, al passato dove credevamo che tutto filasse a gonfie vele.Con le illusioni non si cresce, ma ci si fa del male da soli.
Ad un certo punto le illusioni devono lasciare il passo alla speranza: in un futuro diverso, in un cambiamento. La speranza è un qualcosa che ci fa guardare al futuro.

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Report, Gli affossatori. Lo scandalo Finmek

Banche compiacenti (Banca Intesa, in questo caso), obbligazioni che non rientrano i soldi (bond da 150 milioni di euro) ai risparmiatori, capitani (o filibustieri) coraggiosi, aziende che falliscono con i soldi dello stato e manager indagati per bancarotta.
Questi gli ingredienti della puntata di Report "Gli affossatori", dove si parla del crack di Finmek che ha portato 10000 persone in cassa integrazione, migliaia di risparmiatori a perdere i propri risparmi (investiti).E l'industria italiana a perdere il controllo sul mercato sull'elettronica: dal modem di Alice, al telefono Sirio. Tutti prodotti che dopo il crack della Finmek producono i nostri concorrenti.

Di chi la colpa?

AUTRICE Quindi nell’elettronica italiana oggi come oggi lavorano molto le procure invece dei lavoratori e la responsabilità di chi è?
GIUSEPPE BIESUZ- Direttore generale Finmek Non è mai colpa degli operai se l’azienda va male, la colpa è dei manager.
AUTRICE In questo caso dell’elettronica, abbiamo visto che i manager sono stati molto attivi nel movimentare quote societarie tra le società del gruppo...
GIUSEPPE BIESUZ- Direttore generale Finmek Hanno fatto molta finanza e poca industria. E niente industria.
MILENA GABANELLI IN STUDIO Chi avrebbe fatto niente industria è il fondatore della Finmek, Carlo Fulchir. Perché ha acquisito aziende per salvarle, e invece sono finite male. Vorrebbe tanto parlare con noi e spiegarci quanto ci tiene al destino dei lavoratori, ma preferisce evitare perché ci sono le indagini in corso, e ci fa sapere che è in Cina, a fare il consulente per la ristrutturazione di aziende. Sappiamo che è una persona che godeva di grande credito. Nel 2000 faceva parte di una rosa di 5 esperti per l’innovazione in un comitato della Presidenza del Consiglio, ed era stato nominato da Massimo D’Alema.
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Monsignore, ma non troppo

Un monsignore sfugge ad un posto di blocco, sulla via dei trans: "voi non sapete chi sono io".
Poi si è difeso: erano "solo maggiorenni e non minorenni"
Sono finiti i tempi di Don Camillo ...

Il cronista Travaglio

Puntualizziamo cosa è Marco Travaglio: un giornalista di cronaca giudiziaria. Un giornalista che riporta, nei suoi libri e articoli, dei fatti.
I giudizi sono a parte. E questo lo testimonia il fatto che, nella sua carriera, ha subio una sola condanna, per aver scritto che Previti era stato indagato (lo so, fa ridere, ma è la verità).
Nell'intervista da Fazio, ha parlato dello scandalo del calcio, argomento caldo di questi giorni: "le intercettazioni rivelano dei fatti. Possiamo aspettare la magistratura per stabilire se questi fatti sono reati. Ma intanto se io vedo un ladro che rapina una banca, grido al ladro subito, non aspetto che sia la magistratura a dirmi che è un rapinatore".

Colpa dell'informazione, che, a differenza di quanto accadeva nel 1992, durante le indagini per Mani Pulite, non informa più. E la gente ora si stupisce se, ogni volta che i magistrati pescano un pesce piccolo, ha sempre attaccato un pesce grande, e questo fa notizia.
L'importanza della informazione, dei giornali, dei media: non soprende il fatto che l'impero Moggi, oltre ad arbitri, designatori, procuratori, prevedesse anche dei giornalisti, che truccassero la realtà a proprio piacimento.
Si è parlato anche delle intercettazioni: servono a portare avanti le inchieste sulla mafia, sul traffico di droga e sul terrorismo internazionale. Senza intercettazioni queste indagini non partirebbero. E le intercettazioni diventano pubbliche solo quando vengono scritte su un atto conoscibile dagli indagati. Che a loro volta ne parlano con giornalisti amici.Compito dei magistrati depurare le intercettazioni, prima di iscriverle agli atti, di tutti gli aspetti legate alla privacy.

Quale la differenza tra giustizialista e legalista: giustizialista è chi fa processi in piazza, chi fa processi sommari, chi dice "aspettiamo che sia la magistratura a fare il suo compito" ...
Lo si dice ora, lo si è detto per Unipol, per Fiorani ....

Come se uno ti entra in casa, e evi aspettare il processo per stabilire se puoi invitarlo a cena oppure forse è meglio tenersi alla larga.
Se ai tempi di Tangentopoli si fosse fatta "piazza pulita", avremmo oggi una situazione meno infetta.
I magistrati avrebbero potuto indagare su degli ex: ex politici, ex manager, ex tutto. Negli altri paesi, quando un politico viene toccato da uno scandali si dimette. InItalia si passa dall'associazione per delinquere, all'assoluzione per delinquere.

Se la politica non fa pulizia da se (sulle persone inquisite, indagate, processate o con condanne in giudicato), non si può pretendere la magistratura non intervenga. E colpisca il potente di turno: a quel punto il potente detronizzato diventa uguale a noi, poveri plebei, e torna vera l'affermazione scritta sulla nostra costituzione "la legge è uguale per tutti".

A fine intervista, Travaglio ha scelto una delle perle riportate nel suo libro, "Le mille balle blu".
Libro scritto grazie alle sparate di Berlusconi:
"la sinistra è collusa con la giustizia".
A sinistra, avrebbero dovuto dire "si è vero e ne siamo orgogliosi". E invece "chi noi? collusi con la giustizia?" ....

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Fiction condicio

Nessuna fiction per il giudice Falcone, ucciso a Capaci il 23 luglio 1992. Lo ha stabilità Saccà, usando come scusa la "la par condicio".
Siccome uno dei grandi amici di Falcone (e coprotagonista) era il giudice Borsellino, non si è voluto dare un vantaggio alla sorella Rita, candidata alle elezioni regionali in Sicilia.
Ma essere contro la mafia non dovrebbe essere bipartisan? Non era Cuffaro quello dei cartelloni "la mafia fa schifo"?
E' colpa nostra se Cuffaro è indagato per mafia?
Ancora una volta la parola proibita scompare dai palinsesti di Rai1 (e non è che nelle altre reti abbondi). La parola "mafia".
E Falcone è stata sostituito da una altra fiction "la moglie cinese".
Meglio la mafia cinese, in una commediola male interpretata, che la mafia nostrana. E' più rassicurante.
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14 maggio 2006

Il calcio secondo me

La domenica di calcio inizia in realtà il sabato sera. Quando tutti gli amici che non giocano iniziano la seconda fase della serata (quella che o ti stronca del tutto o ti traghetta all'alba) e tu ti alzi e dici “scusate, ragazzi, ma io domani mattina mi devo alzare presto, ho la partita!
ma no dai, un altro po', non fare la cenerentola .. non è ancora mezzanotte”.
Ma tu niente, inflessibile. L'allenatore ha detto a letto presto, e devo andare a letto presto. Non che io debba seguire sempre quello che dice l'allenatore, ma domani abbiamo una partita importante. Giochiamo contro la terza in classifica e se vogliamo vincere il campionato, dobbiamo batterla. Nessun passo falso.
E allora, mentre gli altri se la spassano, tu torni a casa, con in mente la celebre battuta di Woody Allen: “il mondo si divide in buoni e cattivi. I primi la notte dormono sonni tranquilli, gli altri la notte se la spassano di più ....”.

Speriamo di esserci guadagnati il paradiso o almeno un posticino in purgatorio. E se deve essere proprio l'inferno, almeno che non sia nel girone dei golosi, immersi nel fango (o peggio!) fino alla testa. E voi direte: beh, potrebbe andare anche peggio! Certo: infatti, finita la ricreazione, si torna ad immergersi.

Pairetto: «Pronto»
Dondarini: «Gigi, sono Donda»
Pairetto: «Ciao Donda, come stai? (...) Mi raccomando domenica che non ci salti tutto»
Dondarini: «Mercoledì, domani»
Pairetto: «Sì mercoledì ecco fai una bella partita, tu sai che lì... sai che son sempre...»
Dondarini: «Eh, son particolari (...). Con cinquanta occhi bene aperti»
Pairetto: «Eh, bravo per vedere anche quello che non c'è, a volte (...) non facciamo subito che si dica "Ah, bene, complimenti per le scelte» (Dondarini è appena stato designato arbitro internazionale, ndr).
Dondarini: «Vedrai che non vi deludo»

Quante occasioni ho perso? Quante ragazze, con le quali, negli anni d'oro (quelli nei quali gli ormoni ti cantano la cavalcata delle Valkirie) non sei uscito, anzi, te ne sei uscito con la frase “scusa ti devo lasciare, domani ho la partita ....”. Coglione!
Dopo una notte tranquilla, la mattina della partita: colazione leggera ma energetica, preparazione della borsa (ricambio dei vestiti, scarpe, parastinchi, completo sportivo ...) e via ...
Eccoli là, i ragazzi. Mentre il resto del paese e della nazione sta ancora godendosi gli ultimi tepori del caldo lettuccio, la parte sana è qui, nei centri sportivi, a prepararsi per la partita.
Le solite battute: “allora oggi quanti gol vuoi fare?
Oh, stai attento a quell'attaccante: all'andata ti ha segnato! Scommetto che stanotte te lo sei sognato

Potresti mai confessare che gli ormoni, quelli che non ti hanno cantato la famosa cavalcata, ti hanno fatto rivivere nel sogno quello che non fai nella realtà? Reginette di playboy, amazzoni con l'arco in mano, infermiere col camice bianco ma senza niente sotto (la mia fantasia preferita, lo devo confessare), poliziotte che dopo averti arrestato, si tolgono il cappello e sciolgono i capelli lunghi sulle spalle. Indigene che ti accolgono frementi, naufrago su un'isola sperduta dell'oceano, e mentre scaldano un pentolone d'acqua (e tu ti chiedi, perchè?), ti fanno il solletico sotto le palme dei piedi.
E mentre sei lì, sul più bello, al vertice della tensione, lei ti guarda con gli occhi di brace (Pappalardo docet) e dice “svegliati che domani hai la partita”.
Ho avuto una giovinezza triste.

Uomo: «Casa Agnelli buongiorno»
Moggi: «Sono Moggi buongiorno. Avrei bisogno di Nalla»
Nalla: «Ciao Luciano»
Moggi: «Io avrei bisogno in tempi rapidi perché siccome dobbiamo fare...»
Nalla: «Sì»
Moggi: «Per un amico importante, di una Maserati»
Nalla: «Sì»
Moggi: «Quattroporte»
Nalla: «Quattroporte?»
Moggi: «Sì. Ti diamo tempo una settimana dieci giorni, va bene?»
Nalla: «Va bene»

Ed ora eccoci qui, in silenzio, nello spogliatoio. Ci guardiamo, mentre l'allenatore ripete lo schema da seguire: “Sella, cavallo, larghi sulle fasce .. fate correre la palla e non correte voi .. le marcature strette. Dovete stargli addosso come foste le loro fidanzate ...”.
E' il momento più bello, dove la tensione della partita ti può prendere alla pancia, ti fa dire poche parole. Perchè basta uno sguardo, per capirsi, non servono le parole. Ti guardi negli occhi e ti fai coraggio, capisci se puoi contare o meno sul tuo compagno. Perchè anche se non è un camionato professionistico, una partita è una partita. La tensione è quella, la voglia di vincere, la voglia di fare un gol o di non farne segnare all'avversario.

Pairetto: «Pronto»
Moggi: «Gigi? Dove sei»
Pairetto: «Siamo partiti»
Moggi: «Oh, ma che c... di arbitro ci avete mandato?»
Pairetto: «Oh, Fandel è uno dei primi...»
Moggi: «Ho capito, ma il gol di Miccoli è valido»
Pairetto: «No»
Moggi: «Sì, come no? (...) Ma poi tutto l’andamento della partita ha fatto un casino a noi»
Pairetto: «Gli assistenti non mi sono piaciuti molto, in assoluto, no, ma stavo pensando ad un altro, quello che aveva alzato era quello di Trezeguet che mi ricordo davanti»
Moggi: «Quello è un altro discorso. (...) Ora mi raccomando giù a Stoccolma, eh?»

Quanti pensieri passano per la mente, in quei pochi minuti che sembrano ore?
Oggi voglio fare un gol in rovesciata ...
Non ti faccio toccare palla, brutto bastardo! Te la vedi solo in fotografia ...
Non voglio farmi male, non voglio farmi male
Questo pomeriggio la porto al cinema e poi ... ”.
C'è sempre la pecora nera che pensa ad altro.
Riscaldamento per prepararsi, appello con l'arbitro “se alzo la mano è di seconda, altrimenti è di prima e potete battere subito ...”.

Ok: la partita è iniziata. Quale è il sapore della partita? È l'odore dell'erba bagnata. E del fango, che diventa una tua seconda pelle, dopo la prima scivolata in tackle. E che, al termine della partita, ci vorrà un maniscalco per staccarlo dalla pelle. Non solo una cura per la salute, è il calcio, ma anche per la tua pelle.
Il maledetto centravanti è smilzo e veloce. Sono i peggiori, quelli che mi fanno impazzire. Li preferisco, grandi e grossi, gli attaccanti. Riesco a marcarli meglio. A meno che non siano veramente alti, perchè allora vado in difficoltà. Diciamo che non sono alto. Un po' svantaggiato verticalmente, per dirla in termini gentili. Basso, per dirla onestamente.
Questo è un osso duro: oggi sarà dura.

Biscardi: «Pronto?»
Moggi: «Vorrei il dottor Biscardi»
Biscardi: «Sono io»
Moggi: «Io sono Moggi Luciano»
Biscardi: «Uehh... Lucia’»
Moggi: «Allora ieri ho chiamato qui il nostro amico di Trieste...Baldas (ex designatore e commentatore delle moviole del «Processo», ndr). Gli ho fatto una bella cazziata, ma non ce n’era bisogno. Lui non ha colpa» (...)
Moggi: «Ma se non viene poi un cambio non prendo più nessuno, ma perché dobbiamo ammazzare il campionato?»
Biscardi: «No, tu non ammazzi un c..., magari l’ammazzavi l’anno scorso, mi dovresti da’ 40 milioni, hai fatto la scommessa con me e hai perso»
Moggi: «Aldo, ma io... sei come un orologio già assicurato, che vuoi che ti dica?»
Biscardi: «E dove sta?»
Moggi: «E lo sai che quando te lo dico...»
Biscardi: «E non lo so. Non me lo mandi mai...»
Moggi: «Ma vaff..., uno te l’ho dato costava 40 milioni»

Il calcio è un gioco di testa e di gambe: se le gambe girano ma la testa no, fai entrate a vuoto, diventi irruento, come un carroarmato. Se invece mancano le gambe, diventi come un pupazzo, molle come un sacco: ti anticipano sempre o non riesci ad anticipare. E la palla la vedi da lontano, solo da lontano, come continuare ad inseguire un qualcosa che sfugge. Una sensazione avvilente.
Finisce il primo tempo: negli spogliatoi ci accoglie il mitico tè caldo e zuccherato. Varrebbe la pena di alzarsi e andare a giocare fuori, al freddo, la domenica mattina presto, in mutande, solo per questo caldo tè zuccherato. Forse.

Secondo tempo: Qui si parrà la tua nobilitate. Qui si vede quanto ci si è allenati, quanto regge la concentrazione. Dopo un'ora di gioco, almeno una delle due (testa e gambe), inizia a cedere.
Ma io ho detto che non ti faccio segnare e non segni. Dovessi cambiare nome.
E intanto la partita rimane inchiodata sullo zero a zero. Bella però: scambi veloci, squadre alte, pochi lanci lunghi. Si vede che i centrali e i mediani stanno facendo un buon lavoro. Evidentemente non sono il solo ad aver fatto il bravo ieri notte.
E sto porco davanti che non la smette di correre: devo stare attento a non farmi anticipare, che è peggio di una lepre. Finirebbe dritto in porta.
Eppure io senza un entrata in scivolata non ci so stare. Il tackle ce l'ho nel sangue: perchè l'entrata in scivolata te la gusti prima, la vedi prima nella tua testa. La sensazione di scivolare sull'erba, o meglio sul fango. E di portar via palla, piede, caviglia, arti connessi, attaccanti interi e uno spettatore che passava di lì e urla “io non c'entro, lasciatemi stare!!”.
Ho detto che non segni e non segnerai: casomai faccio un salto in comune all'ufficio anagrafe.

Enzo: «Pronto?»
Pairetto: «Enzo?»
Enzo: «Ciao Gigi»
Pairetto: «Ascolta volevo dirti la macchina ce l’ho già praticamente»
Enzo: «Quale?»
Pairetto: «Quindi quando vogliamo andare poi a prenderla c’è a disposizione praticamente la Maserati»
Enzo: «Ma dai»
Pairetto: «Sì quindi»
Enzo: «Madonna»
Pairetto: «Adesso quando rientro domani chiamo direttamente la Casa Reale».

Gol: incredibile. L'ala si è improvvisamente svegliata (il fuso orario?) con un dribbling ha messo a terra difensore e portiere e ha siglato il vantaggio. Ora dobbiamo solo tenere per cinque minuti. Gli ultimi cinque maledetti minuti.

Fallo a metà campo: fallo tattico direbbe qualcuno. La realtà è che non riesco più a tenerlo e allora lo devo stendere appena scappa. Ma questi battono subito, mentre io stavo facendo la scena con l'arbitro. Così non vale!!!
Caz... han lanciato la lepre dentro l'area.
Ora è che come se vedessi tutta la scena al rallentatore: il pallone che arriva da dietro. L'attaccante che sta per calciare. Io che entro in spaccata e ....
Voi direte: autogol. Sì, ma che autogol. Nemmeno il portiere si è mosso, dalla rapidità dell'esecuzione. Ho infilato la palla all'incrocio. Un gol alla Gigi Riva, ma forse nemmeno “rombo di tuono” avrebbe fatto un gol così.

Era destino, il pareggio. Almeno così mi spiace sperare. Altrimenti ci sarebbe da sprofondare sottoterra. Scavarsi la fossa con le proprie mani ed erigersi un cippo funereo.
I complimenti potevano comunque risparmiarseli: almeno l'avversario. “Gran gol, complimenti.”
Grazie: a te e a tua sorella. Canaglia.
Sotto la doccia ci laviamo di dosso lo sporco e la stanchezza. E, nonostante le facce, rimane dentro la soddisfazione di aver giocato bene. Io mi sono divertito, e il mio dovere l'ho fatto. Pure troppo, forse. Ma sono incidenti del mestiere. È stata una bella partita.
Ho corso, ho sudato, mi son graffiato. Ho picchiato il ginocchio e ora e gonfio. Ma passerà. Ho fatto i miei tackle, mi son divertito a fare gli interventi in acrobazia (la mia specialità).
Questo è il calcio, secondo me.