31 marzo 2007

Dico incesto e pedofilia

Sbaglia il mons. Bagnasco, quando pala dei Dico.
Perchè mette in unico calderone "dico, incesto e pedofilia".
Argomenti diversi sui quali forse la chiesa dovrebbe guardare più la trave nel suo occhio.
Sbaglia perchè non si possono tirare in ballo discorsi etici solo quando fa comodo. Perchè l'etica deve essere applicata solo sui Dico?
Altri comandamenti condannano ladri, assassini, avidi .. basta andare in Parlamento, lì non manca proprio niente. Hanno pure i Dico, gli onorevoli.
A chi si sta rivolgendo la Cei? Ai credenti, oppure è un monito al governo?
E poi, perchè magistrati, medici, ecc. dovrebbero fare obiezione di coscienza solo su questione inerenti la sfera sessuale. Se non si deve uccidere, allora anche il poliziotto non dovrebbe più sparare. O sbaglio?

PSI: Botte al congresso


Nuovo Psi: botte al congresso, arriva polizia.
Ma non per storie di mazzette ...

Sono 4 gatti e litigano pure!

Da che parte stiamo, a destra o sinistra?
State dove vi pare: basta che quelli come De Michelis si tolgano dalle p...

(domanda: cosa sta indicando il simpatico onorevole ex ministro veneziano nella foto?)

Il noir è di sinistra

Parola di Carlo Lucarelli, intervistato ieri da Daria Bignardi a Le invasioni barbariche.
Il noir inteso come romanzo che va ad indagare sui problemi sociali, i lati oscuri delle città, dei suoi abitanti.
Un romanzo che affronta, ne mantiene in vita la memoria, i grandi misteri della nostra storia, i suoi omissis e cerca di darne una risposta.

Che parla della tragedia della stazione di Bologna che, per Lucarelli è stato uno dei misteri d'Italia più sentiti, forse proprio perchè capitata a Bologna, la sua città.
Ecco, un romanzo del genere non può che essere di sinistra.
Anche se sono romanzi con personaggi come il commissario De Luca o il sovrintendente Coliandro: entrambi poliziotti, uomini dello stato.
Ma anche uomini con un alto, superiore, senso della giustizia.

Nel corso dell'intervista ha spiegato perchè si veste sempre di nero:
- per vecchie reminiscenze punk
- perchè è diventato ormai uno stile e
perchè è pratico
- perchè il nero smagrisce. Come dice il suo amico Baldini "el negher smegher" (spero di aver scritto giusto ..)

Il segreto di Ortelia di Andrea Vitali

Un altro capitolo della saga di Bellano: paese sul ramo lecchese del lago di Como, gia cornice dei precedenti romanzi di Andrea Vitali.
Tutti ambientati nell'Italia rurale degli anni 30, con il fascismo degli "anni ruggenti" non ancora sfociato nella tragedia della seconda guerra mondiale.
Ritroviamo in questo libro tutto il microcosmo dei personaggi cari a Vitali: il signor Curato, la podestà, il medico, i carabinieri e l'immancabile casa di tolleranza ..


A far da protagoniste, ne Il segreto di Ortelia, sono le donne, chiamate al difficile compito di porre rimedio agli errori dei rispettivi mariti, genitori, compagni ...
In una storia che ruota attorno ad una macelleria, che passa dal signor Idreno Crippa ad Amleto Selva, che ne sposa la figlia per prendere in un colpo solo, partito e un lavoro.
Ma putroppo per Amleto, la moglie, la timida Cirene, ha un difetto che non riesce a soddisfare la voglia di carne del marito. Intensa non come la carne che vendono nel loro negozio.
E il "povero" Amleto dovrà soddisfare altrove i suoi desideri.
E il segreto che Ortelia deve confidare alla figlia Ortelia riguarda proprio la vitallità sessuale del padre.
Da ibs:
"Sfiorando qualche volta la tragedia, qualche volta il ridicolo, la storia di Vitali racconta la parabola di una famiglia di provincia, dei segreti, degli amori, delle avventure nascoste dalle mura domestiche. Vero fulcro degli episodi spassosi del romanzo, Amleto, un uomo che certo non si esime dal dimostrare la sua mascolinità in tutti i modi possibili, finendo ogni volta per trovarsi a dover correre ai ripari e destreggiarsi tra i pettegolezzi paesani."

Meno riuscita rispetto alle altre storie raccontate negli altri libri. C'è un pò di tragedia (la malattia che colpisce Amleto), un pò di grottesco (specie nelle scorribande degli amici di Amleto nel casino): ma rimane l'impressione di un libro scritto con troppa superficialità, troppo in fretta forse.
Al di sotto di altri libri di Vitali.

Il sito di Andrea Vitali
Technorati:

30 marzo 2007

Annozero: amore mio

La violenza sulle donne, tema della trasmissione Annozero:
"La violenza sulle donne è una vergogna e non ha limiti geografici nè di reddito" questa l'opinione di Veronica De Laurentiis (figlia di Silvana Mangano e del produttore De Laurentiis), che in studio ha portato la sua testimonianza di anni di violenze subite dal marito. Che ha raccolto nel suo libro "Rivoglio la mia vita": "bisogna rompere il silenzio: in Italia 7 milioni di donne subiscono violenza e il 90% non viene denunciato per l'omertà. Perchè se se ne parla si paga. Perchè ci hanno insegnato a vergognarci: la vittima si deve sentire colpevole ..".


Il marito in america è stato condannato a 14 anni: lì non ci vanno teneri.
"Da quali segnali riconoscere nel partner un violento? Da episodi di violenza che scoppia senza un
motivo (uno schiaffo), dall'isolamento in cui ti tiene il compagno, dal disprezzo. E quando lui arriva da noi, piangendo, a chiedere perdono, noi donne proviamo pena".

Il reportage di Maria Grazia Mazzola
La violenza non è solo un problema delle donne italiane. Non c’è differenza tra culture quando si parla di violenza, ma le condizioni in cui versano alcune donne musulmane fanno riflettere sull’opportunità di una discussione politica intorno alla questione islamica.
La giornalista è andata ad intervistare donne mussulmane ma anche italiane, a Torino, vittime di violenza. Tema comune di tutte le storie: la sottomissione nelle quale erano costrette a vivere. E l'omertà dei vicini che, nonostante sentissero le grida, preferivano guardare da un'altra parte. Non solo nei palazzoni, una volta occupati da famiglie di emigranti meridionali e ora occupate, per lo più, da marocchini.
Una di queste donne era stata chiusa in casa dal marito, senza cibo. Donne trattate peggio degli animali. Maria Del Tore, italiana, è stata invece picchiata dal marito, in un bar davanti a tutti. E nessuno ha detto niente.
L'aspetto più triste della vicenda è come la violenza sia stata accettata come parte integrante del costume: molte ragazze mussulmane, intervistate, ridevano dicendo che le botte "fanno bene", "ogni tanto le botte ci vogliono, così camminiamo diritte".

I numeri:
Ogni giono 7 donne in Italia subiscono violenza.
Nell' 85% dei casi il responsabile è il marito o il convivente.
1 donna su cinque ha subito almeno una volta vioelnza nella vita.

C'è veramente poco da ridere.
E' un problema di cui parlare, perchè altrimenti la storia si ripete, di generazione in generazione.

I politici in studio:
I politici in studio, Katia Belillo e Carolina Lussana, erano per una volta d'accordo sulla gravità del problema. Nato dall'accettazione di una cultura arcaica che vede la donna assogettata all'uomo, non un soggetto alla pari. A questa arretratezza, presente ancora nel mondo arabo, si è arrivati anche a causa di un aumento della povertà in alcune aree del mondo: come ricordava la Belilllo, una volta a Kabul, in Iraq, le ragazze andavano in giro in minigonna, come me. Cosa è successo in questi anni? Come ha potuto affermarsi l'estremismo religioso? Sono venuti meno i valori della laicità, dell'uguaglianza e dell'emancipazione, sia delle masse che delle donne.

La seconda parte del reportage ha portato alla luce aspetti più nascosti del mondo islamico: strani personaggi che si autoproclamano imam senza avere i titoli di studio e che celebrano matrimoni senza averne i titolie che sono matrimoni proibiti dalla legge italiana.

E ancora, nel corso della trasmissione vengono mandate in onda interviste su violenza fisica a figlie di musulmani, mogli obbligate ad accettare nuove spose senza consenso (dove la poligamia è usata come strumento per delegittimare la prima moglie), immagini di donne mutilate e torturate per non essersi sottomesse.

Tramite una telecamera nascosta la Mazzola ha ripreso l'imam della moschea salafita di Torino, Khohaila, che predicava ai suoi fedeli di "non mescolarsi con gli occidentali", di "star lontano dagli infedeli" e che invita "a tenere la donna sottomessa".
Non manca la propaganda terrorista. Nella moschea di via Cottolengo a Torino vengono ripresi, in una stanza, giornali di propaganda di Al Qaeda che invitano alla guerra santa. "Con gli atei nessun compromesso: si uccidono e basta".

Esiste un islam, al di fuori della religione islamica, nelle nostre città, le cui idee non possiamo accettare: Khalid Choucki, giovane componente della Consulta per l’Islam muoveva un'accusa al governo italiano, nel non aver voluto risolvere la questione islamica al nodo. "Mi sono dimesso dalla comunità dei giovani musulmani perchè ho visto un uso strumentale della religione islamica. Ho visto tanta ignoranza nel Coran, che in questi secoli è andato evolvendosi; invece oggi c'è gente che ne fa un uso politico e strumentale".
Quello che lo stato avrebbe dovuto stabilire una volta per tutte, con una specie di concordato tra Islam e Stato Italiano, è il ruolo degli Imam (come si da la patente agli Imam?), quante e quali moschee riconoscere ("perchè noi dobbiamo vergognarci di andare a pregare" diceva Khalid riferendosi alle moschee improvvisate che esistono in Italia).

Infine la storia di Samira, obbligata dal marito a portare il velo, e poi, punita per non aver accettato le imposizioni, segregata, violentata e la incaprettata.

La posta prioritario di Travaglio:
Lettera indirizzata al vicepresidente del consiglio Rutelli, in relazione all'ostruzionismo di questo governo nella vicenda del rapimento Abu Omar.

Perchè il governo si è appellato alla corte costituzionale contro le idagini dei giudici milanesi, sugli agenti segreti italiani e della Cia?
Una volta tanto, la risposta è arrivata subito, e la potete leggere qui.

Il video della puntata.
Technorati: ,

Duro colpo ai servizi

Radiata la fonte betulla dall'ordine dei giornalisti.
Duro colpo per i servizi.

Ma non preoccupatevi: assicura lui stesso, dal giornale da cui non dovrebbe scrivere, che continuerà "la sua collaborazione con questo quotidiano, non più in veste di giornalista, bensì di libero pensatore".

Pensatore del c..o, mi vien da dire: visto quello che pensa di Bertinotti e del governo italiano. Paragonato al Bancomat per i talebani, per come si è comportato nella vicenda Mastrogiacomo.

Lui era abituato al governo zerbino, agli ordini del signor Bush.

Juventus: prescritti e contenti

La Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione per Giraudo e Agricola` per cio` che concerne la somministrazione illecita di farmaci. Contro questa assoluzione aveva fatto ricorso la procura generale di Torino rappresentata da Giancarlo Caselli e da Raffaele Guariniello.
Una decisione, quella originale, dovuta al fatto che, era stato sostenuto, `per quanto l`abuso dei farmaci fosse deprecabile non e` punito della legge`.
Il punto e` che, ritenendo applicabile la legge 401 del 1989 sulla frode sportiva, il reato cade in prescrizione.
(
datasport).

In pratica è stata ritenuta provata la illecita somministrazione di farmaci ai calciatori della Juventus, eccetto che per la eritropoietina (Epo).

Cala così un'ombra pesante sui più bei trionfi bianconeri della gestione Moggi-Giraudo: tre scudetti, una Champions League, due Supercoppe italiane, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale. (repubblica)

Il commento di Agricola:
"Sono molto felice". Cosi' il direttore dello staff medico della Juventus, Riccardo Agricola, commenta la sentenza della Cassazione. "In modo definitivo - spiega - rende giustizia sull'aspetto piu' infamante che ha colpito la mia persona". "Per quanto concerne le altre parti della sentenza - aggiunge - e' finalmente terminato il doloroso iter che vedeva imputato solo me per l'uso di farmaci che tutti i medici sportivi, senza eccezioni, hanno usato negli anni oggetto dell'indagine".

Mi chiedo cosa ne pensano quelli che il doping l'hanno preso. Sapendo i rischi che hanno corso e che correranno. Per loro, il calvario, deve ancora cominciare.

29 marzo 2007

Il Re Silvio

Ormai parla solo con espressioni altisonanti:
Con l'Udc siamo "In regime di separazione" (ma non erano contrari all'aborto?); che trattandosi di due divorziati la dice lunga ..
E poi il colpo:
"La Cdl siamo noi, anche senza l'Udc con il quale siamo in stato di separazione"
Dopo Napoleone, il Re Sole "L'état, c'est moi!" ("Lo Stato sono io!").
Technorati:

Mai più la verità di Marco Bettini

Una comunità di recupero tossicodipendenti, ricca e fiorente, nella campagna di Ravenna, nei primi anni 90. Una comunità, Mai più, con alti e potenti agganci politici. Tra i fondatori e investitori la moglie di un ministro del governo.

Un primo morto: una ragazza che si suicida, buttandosi dal tetto di una costruzione del complesso. Morto che il giovane commissario Mormino, alla sua prima esperienza da inquirente , archivia come suicidio.

Ma al secondo morto, un caposettore della comunità pestato a morte, ritrovato sepolto nelle paludi alla periferia di Ravenna, Mormino inizia a dare ascolto alle voci che circolano sulla comunità. Raccolte dal suo assistente Foiera: dietro l'apparenza di un luogo di salvazione si parla di sevizie, di pestaggi, di umiliazioni rivolte in pubblico ai ragazzi che che non rispettano le regole della comunità. E il leader, Ernesto Magnani, forse non è quel santone come appare.
Addirittura, si dice che esisterebbe una squadra recupero, dai metodi poco “ortodossi”, dei ragazzi che cercavano di scappare dalla prigionia.

Le indagini diventano subito uno scontro tra due mondi: quello della comunità, che ha le spalle coperte dagli appoggi politici, e quello della magistratura e polizia. Che decide di mettere sotto inchiesta la comunità, i “picchiatori”, nonostante i segnali lanciati tramite i media.

“Perchè questo accanimento giudiziario?”
“Perché volete processare una persona che salva vite umane”.

Mormino e il magistrato che porta avanti le indagini si trovnao di fronte un muro di omertà, alzato dagli ex tossici e dai vertici della struttura.

Temi quanto mai attuali, come la lotta alla dipendenza delle droghe, che nel libro viene descritta in modo dettagliato:

“Nessun'altra droga è paragonabile all'eroina, se lo ricordava bene. Nessun eccitante, nessun ipnotico, nessun narcotico e nessun allucinogeno di cui aveva fatto uso dava quella sensazione. L'eroina coniugava il massimo piacere con il massimo della serenità. Né tremore, né fatica, né angoscia possono turbare l'orgasmo del tossico che si è fatto una pera”.

Ma oltre allo scontro tra comunità e magistrati, Mormino vive un suo personale scontro: perché non solo questa sua prima indagine scalfisce le sicurezze, le idee che aveva sul lavoro di poliziotto; sul basarsi sui fatti piuttosto che su quello che gli ruota attorno. Ma anche perché inizia una relazione con una ex dipendente di “Mai più”, Roberta, molto legata al fondatore, Magnani, cui deve la vita. Come comportarsi con lei? Devo usarla per le mie indagini? Deve rivelarle che dietro la maschera di sant'uomo si nasconde un mondo di ipocrisie e falsità?

Nel precedente libro “Lei è il mio peccato”, Bettini evidenziava i conflitti personali del personaggio e il rapporto che esiste tra polizia e carabinieri, che si dividono il territorio e i casi di competenza, e che alla fine devono arrivare ad una conclusione dell'indagine che consiste soltanto nel «confezionare i fatti in modo che siano digeribili per il pubblico».

Questo si presenta più come “romanzo di formazione”: formazione professionale, prima di tutto
“Non lasciarti mai condizionare da quello che ruota intorno ad un'inchiesta. Cerca la verità dei fatti, e basta. È l'unica cosa che puoi dimostrare, che ti può sostenere, l'unica ragione di fare quello che facciamo. Se cominci a scendere a patti con la realtà, a modificarla come ti torna comodo, non ti resta più niente. Non in questo mestiere, almeno”.

Ma anche formazione personale: le indagini su Magnani metteranno in crisi il rapporto con Roberta. Quanto vale la vita di un un uomo, anche se tossicodipendente? È giusto accettare i metodi “autoritari” di Magnani? Che su 1000 tossici che salvava, ne metteva in pericolo altri 10?

Fin qui il libro: ma come non fare un parallelo la storia di San Patrignano? Il ministro è l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti. Che a San Patrignano organizzava addirittura le dirette della Rai, in occasione delle feste. Al posto di Ernesto Magnani scriviamo Vincenzo Muccioli, morto dopo un breve periodi di malattia nel 1995.

(leggete prima il libro, altrimenti vi rovino il finale)

Da wikipedia:
Anche per Muccioli si parlò di fatti di violenza avvenuti all’interno della sua comunità, con eccessi sfociati in delitti anche gravi. Muccioli utilizzò un metodo coercitivo per trattenere gli "ospiti" all'interno della Comunità durante le crisi di astinenza e fu oggetto di procedimenti giudiziari aperti al fine di verificare se tali coercizioni configurassero indebite restrizioni della libertà personale dei soggetti interessati. Durante i processi emersero pubblicamente dettagli sull'uso di catene ed altri analoghi metodi di contenzione. Nel 1993 la rivelazione di un ex ospite, Franco Grizzardi, diede nuova linfa alle polemiche: questi sosteneva che un ragazzo napoletano, Roberto Maranzano, dato per disperso dal 1989 dopo essersi allontanato in circostanze mai chiarite dalla Comunità, in realtà era stato ucciso dagli eccessi di un pestaggio subito nella porcilaia della struttura terapeutica .

Il sito di Marco Bettini.
Ordinate il libro online su internetbooksop.
Technorati:

I pendolari de Le Nord in televisione

Ogni tanto capita: che i problemi dei pendolari (su rotaia) arrivino in televisione.
E' accaduto ieri sera, al TG regionale, Lombardia. Cosa più incredibile, si parlava delle vecchie Ferrovie Nord Milano: 150000 pendolari al giorni, per un totale di 52 milioni di passeggeri all'anno.

Le immagini del servizio mostravano, da una parte treni stipati, vecchi di 30 50 anni, pieni di pendolari rassegnati. Dall'altra, le parole rassicuranti di uno dei vertici (il vice dir. Gen.) de Le Nord:
"da settembre le cose cambieranno". Forse termineranno i lavori a Bovisa: un appalto da 100 ML di euro.
L'ultimo giornata di passione proprio il 27/03, col guasto ad uno scambio:
Questa mattina, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei tecnici di FERROVIENORD, il treno in partenza da Milano Cadorna alle ore 7.53 ha provocato un guasto agli scambi, con il conseguente blocco di 4 binari su 10 che sono rimasti inutilizzabili per circa 40 minuti.

Technorati:

La sicurezza a centrosinista

Si sono riuniti a Brescia alcuni sindaci del centrosinistra (link cliccate sul 28/3): senza invocare la piazza, senza far troppo rumore. Senza delegare ad altri le loro responsabilità sulla sicurezza. Come invece succede a Milano.
Dove il sindaco chiede altri poliziotti allo stato ma taglia i fondi ai vigili.
Con toni pacati è giunta la risposta di Amato al sindaco Moratti: «Milano è al centro della nostra attenzione, così come lo sono altre città quanto Milano, anche se in modi diversi, interessate da fenomeni vecchi e nuovi di criminalità».

Sempre a proposito di sicurezza, un anno fa veniva ferito a Como Rumesh Rajgama Achrige da un agente di polizia della squadra antiwriters.
Avevo scritto che non si poteva accettare un sistema che voleva "muri puliti e strade insanguinate".
Nessuno ha pagato per il ferimento. Ma forse Rumesh, in quanto congalese, diverso, non è un cittadino cui offrire sicurezza.

28 marzo 2007

Processi sotto silenzio

A furia di parlare di Vallettopoli, ci dimentichiamo di altri processi più importanti.
Quello alla Juve, in Cassazione domani.

Giovedì 29 marzo la Cassazione si pronuncerà in merito al processo per doping e abuso di farmaci che vede coinvolti l'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo e l'attuale capo dello staff medico bianconero Riccardo Agricola. La sentenza arriverà quindi prima del 1 aprile, data che in caso di un'eventuale accettazione dei ricorsi contro le assoluzioni avrebbe visto cadere in prescrizione i reati che potrebbero essere addebitati a due dei protagonisti del vecchio corso juventino.

E l'inchiesta su Telecom. Il silenzio del mondo politico dopo la trasmissione di Report è ancora più preoccupante dell'inchiesta sul dossieraggio.

Paghiamo troppo poco


Padoa-Schioppa: «Tariffe treni troppo basse»
«Gli anni di blocco negli aumenti hanno prodotto un danno gravissimo ai conti della società»


E noi che avevamo dato la colpa ad Elio Catania ...
Da domani sui treni, oltre al controllore, passerà il chierichetto per la questua.
Oppure faranno pagare il prezzo del biglietto anche agli animali a bordo.

La RAI diffida YouTube

Da punto-informatico:
YouTube è stato formalmente diffidato a rimuovere i contenuti video di proprietà dell'operatore nazionale: per ora non si parla di richieste di risarcimenti miliardari alla stregua di Viacom, ma le intenzioni di Viale Mazzini sono serie.

La RAI si muove per difendere le sue proprietà in rete. Va bene: ma se non ci fosse youtube non potrei sentire la parola di Quelo.
Oppure Il Caso Scafroglia.

In compenso su raiclick ho trovato il meglio de L'ottavo nano.

Abbandonare la nave

Gli effetti della politica USA in Iraq (che magari si vorrebbe esportare anche in Afghanistan): Iraq, strage nel nord ovest oltre cento morti, 190 feriti.
Bush sfiduciato dalla Camera prima e dal Senato poi.
In Italia gli opinionisti del corriere li chiamerebbero amici dei terroristi, antiamericani ...
Semplicemente è una cattiva politica, estera, che viene condannata.

Come in Italia, ieri sera, sul voto alle missioni all'estero. La CdL ha pagato lo schiacciamento alle posizioni berlusconiane.
E si è ritrovata spaccata.
E a Berlusconi non rimane che rilanciare "Il governo non è più legittimato".
Come spiegheranno a Bush e Blair (alla Nato) che per loro la politica estera è solo strumentale al teatrino della politica interna?

Educazione al martirio


La televisione Al-Aqsa l'8 marzo 2007, mandò in onda un'intervista ai figli di una donna palestinese, che si fece saltare in aria uccidendo 5 israeliani.
L'ho trovato molto duro.

«Tu ami la mamma, vero? Dov'è adesso».
«In paradiso».
«Che cosa ha fatto?».
«Ha scelto il martirio».
«Ha ucciso degli ebrei? Quanti ne ha uccisi?».


Minuscoli, affondati in due enormi poltrone nere, Doha e Mohammed rispondono a domande troppo grandi. Un'intervista agghiacciante: ma utile per capire i meccanismi di incitamento all'odio, ad una non cultura che porta alla violenza, al terrorismo.
I bambini devono essre educati fin da piccoli.


Qui la trascrizione dell'intervista.

Qui il video.
Qui una raccolta di articoli che commentano, con diversi punti di vista, il video.
Technorati: , ,

Poveri magistrati

Poveri magistrati (di frontiera).
Non è vero che le inchieste di Woodcock finiscono in nulla.
Prima di finire sui giornali per le intercettazioni ai vip aveva condotto inchieste su bande di criminali che rubavano auto a smerciare sui mercati esteri con un volume d'affari di milioni di euro. O chiedeva la concussione l'arresto del dirigente della Cancelleria del Tribunale Fallimentare del capoluogo della Basilicata, Mario Campana.

Non è vero che è una toga rossa: nel 2001 ha fatto arrestare un ex senatore dei DS, Rocco Loreto, poi sindaco di Castellaneta, con l'accusa di calunnia e violenza privata.

Non sono i magistrati quelli fanno uscire le intercettazioni. Che vantaggio avrebbe W. ad attirarsi addosso le critiche di tutti? Chiedete agli interessati, agli avvocati difensori, alle talpe negli uffici giudiziari ....

Non è vero che i magistrati si controllano da soli. Lo stabilisce la costituzione l'autogoverno del CSM sui magistrati. Ma parte dei magistrati al CSM sono eletti dal Parlamento, come il vicepresidente, altri sono magistrati di Cassazione. Non sono piovuti dal cielo.

Non è vero che con la fuga di notizie è stata distrutta la nostra privacy. La mia no di certo. Che di certe vicende personali non mi interessa nulla. Non leggo giornali o trasmissioni di gossip.
Io devo essere tutelato da giornalisti a stipendio dei servizi.
Io devo, eventualmente, essere tutelato da politici a trans, in barca a vela, che sniffano coca ..

Durante la guerra di mafia erano i magistrati a saltare per aria. Ad essere uccisi. Dopo il 1993 ci voleva molto coraggio ad andare in certe procure scomode. Lo stato emanò nel 1998 una legge che favoriva il trasferimento dei magistrati che prestavano servizio in una sede disagiata.
Che avevano il coraggio di trasferirsi in Sicilia o in Calabria.
Coraggio che non è stato ricambiato da parte dello Stato.

Leggetevi l'articolo di Gian Antonio Stella, dei magistrati che si sono fatti beffa dei magistrati di frontiera, e il finale:

E dove lavorano questi servitori del bene pubblico che ritengono ingiusto non avere loro pure le stesse agevolazioni di chi ha a che fare con le cosche mafiose di Palma di Montechiaro o Africo Nuovo? Tre lavorano al tribunale di Latina (quante zanzare, d'estate!), uno alla procura di Napoli, uno a Rieti, un paio a Tivoli (che fresco, la sera!) e tutti gli altri sono sparsi tra i vari palazzi del potere giudiziario e politico romano. Dodici al ministero della Giustizia, uno a quello delle Finanze, uno al Csm, un paio alla Corte Costituzionale, tra cui Luca Varrone, figlio di quel potente consigliere di Stato di lunghissimo corso, Claudio Varrone, che dopo aver avuto nel solo '92 arbitrati e incarichi extragiudiziari per 350 mila euro, fu collocato tempo fa (tra mille polemiche) ai vertici del Poligrafico dello Stato. Come piuttosto noto è il cognome anche di un'altra ricorrente, Noemi Coraggio, figlia di Giancarlo, presidente dell'Associazione Magistrati del Consiglio di Stato. Pure coincidenze, si capisce. Pure coincidenze. Ma resta una domanda. Se i magistrati bidonati urlano «andateci voi, a rischiare la pelle contro la mafia e la 'ndrangheta!», cosa può rispondere lo Stato? Sta succedendo esattamente questo, in questi giorni, a Reggio Calabria: non ci vuole andare nessuno. Troppi bidoni, grazie.

Agguato al senato

Oggi altra resa dei conti, al Senato. Forza Italia si asterrà nella votazione sulle missioni militari all'estero: prima li mandano in missione i nostri soldati e ora, dopo aver votato A FAVORE alla camera, si astengono, che è come votare no, per una pura questione politica.

I nostri sodati capiranno: d'altronde Silvio non ha detto che tutti gli chiedono di far cadere il governo Prodi?
«Silvio, ma quando mandate a case questo governo, unico in Occidente che comprende al suo interno dei partiti comunisti».
Oggi vediamo chi salverà Prodi l'afghano,
si chiede ironicamente G. Paragone. E chi salverà la vostra di faccia, ci avete pensato?

La trappola potrebbe venire dall'OdG dell'UDC che chiede un rafforzamento (in termini di armamento e di militari impegnati) della missione. A parte che la richiesta dovrebbe provenire dai militari stessi (che non si sono espressi in tal senso richiedendo più armi), che senso ha allora, parlare ancora di missione di pace?
Bisognerebbe almeno cambiare denominazione.
Se questa è pace, si chiede peacereporter, riportando i
racconti dei civili vittime della guerra, ricoverati nell’ospedale di Emergency a Lashkargah

Miracolo a Milano


Ieri abbiamo assistito alla moltiplicazione delle manifestazioni a Milano .. da una se ne sono fatte almeno tre.

Quanti erano ieri sera: cinquantamila come grida Il giornale, o settemila come dice la Questura?
Una città che ha paura, angosciata, scrive addirittura Mario Cervi.

Questa è «una manifestazione sociale e non politica» ha dichiarato il sindaco di Milano Letizia Moratti.
Subito smentita dal boss:
«Questa è una manifestazione politica. I cittadini che denunciano un problema e dicono allo Stato: non state proteggendo la nostra incolumitá personale, e non state proteggendo la nostra integritá patrimoniale. Così venite meno a un compito primario dello Stato, uno Stato che non adempie adeguatamente questi compiti non è uno Stato legittimo»

Che replica alla richiesta di condanna all'appello del processo Sme: «Se credono di fermarmi con questi metodi, allora vuol dire che non mi conoscono».
Ti conosciamo, ti conosciamo ....
Berlusconi che parla di sicurezza è un controsenso: parla forse da persona informata sui fatti?


Il problema sicurezza a Milano è un problema del governo, a quanto pare. Diversamente da quanto successo a Brescia.
Questa estate, dopo la catena di omicidi Brescia, è scattato l'allarme sicurezza: "Più Stato, più sicurezza, più integrazione", le richieste del sindaco. Contro il quale partirono subito gli attacchi politici da parte della Lega soprattutto.

Ieri a Milano, in pratica, il comune ha organizzato, coi nostri soldi, una manifestazione di partito, contro il governo.

Torniamo al problema della violenza: tra i reati in aumento ci sono quelli contro le donne. Una violenza domestica, quotidiana, per la quale non servono i poliziotti di quartiere. Servono maggiori garanzie e tutele alle donne che denunciano il reato. Ieri, tra le contromanifestazioni, c'era anche il presidio dell'organizzazione "Usciamo dal silenzio" e della Onlus "Casa delle donne maltrattate di Milano".
Se volete aiutare queste organizzazioni, potete donare il 5% mille qui, o fare una sottoscrizione qui.

26 marzo 2007

Le ragioni dei fischi

Bertinotti contestato a Roma. Perchè parte di un governo che appoggia le missioni militari all'estero. Contestano l'avvicinamento a partiti e associazioni su posizioni diverse, che poi sono le posizioni centriste.
Sul sito uniriot.org il manifesto della contestazione:

Potete anche seguire i consigli del “Corriere della sera”, che vi suggerisce di fare ciò che il Pci non volle: essere agenti di inclusione democratica dei movimenti. Trent’anni fa Lama e l’arroganza di Pci e sindacato venivano cacciate dall’università di Roma. Si sa: quando la storia si ripete due volte, la prima lo fa come tragedia, la seconda come farsa. Oggi in nome di un rinnovato compromesso storico l’ex segretario e attuale Presidente della Camera viene a Lettere, invitato da Comunione e Liberazione, legittimando un’organizzazione che gli studenti di questa facoltà hanno sempre ripudiato.
Il tentativo di cattura e cooptazione, all’insegna di una governance all’amatriciana, è proprio questo: una farsa. Siete destinati alla sconfitta. Avete già perso. Perché la costruzione di autonomia significa innanzitutto estraneità al sistema della rappresentanza. Autoformazione e autogestione dei saperi significano esodo e conflitto.Perché noi siamo la forza dell’autonomia dei movimenti, voi la violenza della rappresentanza.Lasciate stare il Corrierone, seguite il nostro di consiglio: andatevene !

Una domanda: chi rappresenta politicamente le posizioni di questi studenti? Chi porta avanti le loro battaglie, le loro rivendicazioni, se non lo si fa ora, con un governo di centrosinistra?
Si sta creando (e, se già esisteva, sta aumentando) un vuoto, tra le esigenze di una certa classe sociale, e chi dovrebbe rappresentarla ...

Quelli che: Chiedono a Berlusconi

Tutti «Mi chiedono quando caccio Prodi» dice Berlusconi.
«Silvio, ma quando mandate a case questo governo, unico in Occidente che comprende al suo interno dei partiti comunisti».
Ma è la solita bufala.
Javier Jimenez, che del Ppe è il portavoce, non ha perso tempo ha smentire il nostro ex presidente del Consiglio.
«L'unico punto in agenda del vertice era il cinquantenario dell'Unione europea», ha detto il portavoce del Ppe.
Invece è notizia vera che al processo d'appello per la vicenda Sme, il sostituto procuratore abbia chiesto, per Berlusconi, 5 anni di reclusione senza attenuanti generiche.
C'è chi si chiede se non sia la solita giustizia ad orologeria.
Noi ci chiediamo, semplicemente, fino a quando potrà farla franca.

Aggiunta dell'ultim'ota: avevano previsto pioggia su Milano, oggi. E ora il cielo si è aperto su corso Buenos Aires: inizio a temere quest'uomo ...
Technorati:

Quelli che: noi non trattiamo!

Non si tratta coi terroristi. Mai! Questo a parole, ma nei fatti?

Teheran: crisi degli ostaggi:
Il 4 novembre quando i Pasdaran, capeggiati dal 23enne studente rivoluzionario Mahamoud Ahmadinejad, sequestrano 55 persone tra il personale diplomatico dell'ambasciata americana a Teheran .


I sequestratori tengono gli ostaggi per ben 444 giorni.
Questa è la storia ufficiale che tutti sanno. Mancano alcune cosette che però i giornali dell’establishment come il Washington Times, si sono dimenticati casualmente di ricordare:

- Scandalo Irangate: all’epoca gli Usa vendevano armi agli iraniani (c’era la guerra con l’Iraq) e con i soldi ricavati finanziavano i Contras (truppe militari controrivoluzionarie) in Nicaragua. La guerra nel paese sudamericano provocò oltre 30.000 morti!
- In quel periodo l’amministrazione americana supportava militarmente l’amico Saddam Hussein. In pratica con la mano destra armavano l’Iran e con la sinistra l’Iraq. La guerra durata 8 anni provocò oltre un milione e mezzo di morti. In pratica gli Stati Uniti hanno lasciato che i due paesi (stranamente dell’OPEC) si distruggessero a vicenda. Ed è ciò che è avvenuto
- Per liberare gli ostaggi nell’ambasciata USA, il già direttore della CIA sotto la presidenza Carter, George Herbert Walker Bush (massone del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato), fece ritardare la consegna degli ostaggi fino all’insediamento del suo protetto e burattino Reagan perché sapeva che Carter avrebbe perduto le elezioni del 1980. Bush senior divenne infatti vicepresidente sotto Ronald Reagan quando Carter perdette proprio per non aver risolto la crisi degli ostaggi.
Il 16 gennaio del 1981 la Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra (le Banche Centrali dei due paesi) trasferirono 7 milioni di dollari (5 milioni dalla Chase Manhattan Bank e 2 dalla Citibank, entrambe della famiglia Rockefeller) in un conto presso una banca iraniana a Teheran. Dopo qualche giorno, il 21 gennaio del 1981, durante il discorso di insediamento Reagan annuncia la liberazione degli ostaggi! Oltre ai 7 milioni di dollari furono inviate anche armi agli insorti iraniani…


Elezioni in Iraq 2005:
L'amministrazione americana trattò in Iraq con i ribelli. A rivelarlo è l'ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq, Zalmay Khalilzad che ha «confessato» al New York Times di aver incontrato rappresentanti di gruppi insorti sunniti iracheni in vista della formazione del governo dopo le elezioni parlamentari irachene del dicembre 2005.


Il rapimento Jill Carroll:
La giornalista di Christian Science Monitor viene rapita il 7/1/2006. Dopo la liberazione è tornata in Trexas, non ha più rilasciato dichiarazioni. al-Arabiya, fece l'ipotesi secondo cui la 28enne americana sarebbe stata liberata dopo la scarcerazione di cinque irachene in mano alle forze statunitensi.


E il governo italiano? Come si comportato coi terroristi? Linea dura con Aldo Moro. Ma poi?

Il dirottamento della nave
Achille Lauro
Il governo italiano di Bettino Craxi si oppose all'intervento americano che chiedeva i membri del commando palestinese che aveva assalito la nave Achille Lauro. I VAM ( Vigilanza areonautica militare) furono schierati a difesa dell'areo contro la Delta Force statunitense. Si trattò della più grave crisi diplomatica del dopo guerra tra l'Italia e gli Stati Uniti, che si risolse con la rinuncia degli USA ad un attacco all'aereo sul suolo italiano. Il ministro della difesa Giovanni Spadolini ed altri due ministri repubblicani presentarono le dimissioni in segno di protesta contro Craxi, provocando la caduta del governo.
L'italianissimo governo di Craxi permise che un aereo di nazionalità jugoslava prendesse in consegna Abu Abbas, per trasferirlo dall'allora amico Saddam Hussein.

E che dire della linea di comportamento del governo italiano nei sequestri D'Urso e del consigliere regionale
Ciro Cirillo (dove si arrivò a far leva sui servizi segreti deviati e sulla camorra di Raffaele Cutolo con cui Cirillo era, forse, intrigato).

Report: debiti e spie

L'inchiesta di Sigfrido Ranucci sul caso Telecom.
Perchè un'azienda come Telecom dovrebbe costruire quasi 6000 dossier su politici, uomini d'affari (come Della Valle), vip, ma anche gente comune il sig. Fialdini, colpevole solo di una lettera di reclamo a Tronchetti Provera?
Perchè questa centrale di spionaggio, che poteva fare invidia persino ad un servizio segreto, che legava membri del Sismi (come Marco Mancini e Pio Pompa, ora tornato al lavoro), ex membri del Sisde (come Marco Bernardini), poliziotti corrotti e agenzie investigative (come la Polis d’Istinto), agenti dei servizi esteri, come Bob Lady ex capocentro della Cia, legato al rapimento di Abu Omar?
Cosa volevano ottenere Tavarolo, Ghioni, Sasini e Cipriani? E, soprattutto, i vertici di Telecom, non ne sapevano nulla?
Lei Tronchetti Provera, non ha nulla da dichiarare?
E i politici, qualche reazione?
Ieri sera mi sembrava di esser tornato indietro di vent'anni e, anzichè parlare di Telecom, della Loggia P2. E uno degli obiettivi della loggia massonica era controllare le informazioni: la divulgazione, la raccolta, ...

Per il dossieraggio Tavaroli e soci si appoggiavano ad agenzie molto disinvolte nel raccogliere e manipolare informazioni sulle manager, come un dirigente della Coca Cola, monitorato e sputtanato indicandolo come un pedofilo. Su giornalisti, come il vicedirettore del Corriere Massimo Mucchetti, spiato questa volta dall'genzia di Bernardini poichè Cipriani era già sotto inchiesta dall'ottobre 2004. Mucchetti aveva scritto un articolo dedicato all’analisi dei conti di Pirelli e di quanta ricchezza degli azionisti era stata distrutta dalla scelta di Tronchetti di comprare la Telecom: un miliardo 377 milioni di euro.


La Gabanelli, per far comprendere meglio i perchè, ha ricostruito la vicenda della privatizzazione Telecom: dalla prima privatizzazione del 97; la grande Opa di Colaninno, Gnutti e soci del 99 (trasforma la piu’ importante società italiana di telecomunicazioni in un sistema di scatole cinesi); fino all'ultimo passaggio: l'acquisto, tramite quasi una trattativa privata da parte di Tronchetti che compra Olivetti per una quota inferiore al 30%. Per cui non si richiede un'OPA. I soldi li fornisce sempre una banca americana, la Chase Manatthan che aveva gia’ finanziato la scalata di Colaninno.
A guadagnare da questi passaggio sono i soliti noti, a rimetterci i piccoli azionisti. Tronchetti si dimette nel settembre 2006, lasciando all'aziende debiti enormi ..

Cusani:
"Nel 1999 il gruppo Telecom capitalizzava in borsa 114 miliardi di euro, a fine 2006 ne capitalizza 42 miliardi di euro con una perdita di 71 miliardi di euro di capitalizzazione, quindi hanno bruciato un valore di 71,7 miliardi, tenga presente che siamo a dicembre, ad oggi, parliamo al 16 marzo, a ieri esattamente, la capitalizzazione era circa 40 miliardi di euro, quindi ancora inferiore rispetto a dicembre. Io questo lo definirei senza tanti complimenti il cosiddetto risparmio tradito: quelli che hanno investito quando valeva 114, oggi si trovano un valore dell’azienda, del gruppo di 42. "
C'è, nella puntata, un passo fondamentale circa gli obiettivi di Tavaroli (ex brigadiere dei cc):

"Mai un semplice ex brigadiere dei carabinieri era diventato capo della Security di una grande multinazionale. Nel maggio del 2005 durante la perquisizione, nella sua abitazione vengono trovati documenti riguardanti l’ Opus Dei, del Sisde, volantini delle br, gli organigrammi segreti dei servizi di sicurezza del nostro paese. Tra le carte spunta anche quello che è il suo grande progetto... One Security."

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
One security, doveva essere finanziata dalla Pirelli e dagli Istituti di Vigilanza dell’ Ivri e secondo i magistrati avrebbe potuto trasformarsi in una formidabile macchina attraverso la quale ricattare e promuovere manovre occulte. Ma un altro mistero avvolge la figura di Giuliano Tavaroli. Nel maggio del 2006, nel corso delle indagini sul rapimento di Abu Omar , vengono intercettati il funzionario del Sismi, Pio Pompa e il vice direttore di Libero, Renato Farina, che parlano degli sviluppi dell’inchiesta Telecom.

....
Dall’ oratorio del Sacro Cuore di Albenga a capo della Security di Pirelli e Telecom, di strada Giuliano Tavaroli ne ha fatta. Negli anni 80 entra nel nucleo antiterrorismo dei carabinieri di Milano dove incontra Mancini, entrambi sono al comando di Umberto Bonaventura di colui cioè che fece irruzione nel covo delle br di Monte Nevoso, dove furono rinvenuti e alcuni dicono asportate parti del memoriale di Aldo Moro. Tavaroli e Mancini arrestano uno dei Leader di Prima Linea: Sergio Segio, che aveva fatto parte del commando che aveva ucciso nel 1979 il magistrato Emilio Alessandrini.


Per arrivare poi all'omicidio/suicidio di Adamo Bove, accusato di aver violato il sistema di audit per estrapolare i tabulati del calciatore Vieri e dei vip della Finanza Geronzi ..
Una vicenda piena di ombre:

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Dopo la morte si scopre che Bove stava aiutando i magistrati di Milano nel caso Abu Omar, rapito dalla Cia il 17 febbraio del 2003, con l’aiuto di uomini del Sismi. La Procura di Milano apre un’inchiesta. Ipotesi di reato: sequestro di persona e chiede il rinvio a giudizio dei vertici del Sismi, Nicolò Pollari, del suo vice Marco Mancini Marco Mancini, e di alcuni agenti della Cia.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Giovedì scorso è stato arrestato Pier Guido Iezzi ex responsabile della Security Pirelli e poi Fulvio Guatteri, ufficiale di collegamento fra i servizi francesi con quelli italiani, mandato per Paul Spinelli, ex agente Cia ed ex socio di Bernardini, e poi un artificiere, un ex poliziotto della forestale, un ex Sisde, un ex Alitalia, un carabiniere. Secondo il Gip questa rete serviva a creare un scudo di protezione contro qualsiasi azione contraria agli interessi aziendali e di Tronchetti Provera proveniente da concorrenti commerciali, da avversari politici, da magistrati, da giornalisti.

Non sono presenti le opinioni di molti protagonisti nelle vicende narrate perché non hanno accettato l’intervista e ci dispiace.
Invece l’ufficio stampa della Pirelli ci manda una nota nella quale si precisa che: Per rispetto all’autorità giudiziaria Tronchetti Provera si astiene da dichiarazioni sulla vicenda dei dossier. Sottolinea però che molte irregolarità erano state denunciate da Pirelli e da Telecom in seguito a verifiche interne come quelle del radar presente già dal 99, e che la Telecom non ha mai fatto intercettazioni. E infatti non di intercettazioni si parla, ma di raccolta illegale di informazioni.

Technorati: ,

Quelli che: la Moratti

Intervista modello zerbino, quella cui abbiamo assistito ieri a Che tempo che fa, al sindaco di Milano, Moratti. Sindaco da un anno, già; ex ministro della Pubblica Istruzione, nonchè ex presidente della Rai. Dunque un politico di lungo, non una novellina.

Che se sceglie di fare una manifestazione "per la sicurezza" a Milano, sotto le amministrazioni provinciali (e magari anche in vista da qui ad un anno di muove elezioni), un motivo ci sarà. Domande scontate, fatte con tono titubante, timido; Fazio ha scelto di non lanciarsi in nessuna polemica col sindaco.
Eppure avrebbe potuto, e dovuto, essere più cattivo:
- il problema della sicurezza è scoppiato solo in questi ultimi mesi? Cosa hanno fatto le precedenti amministrazioni (sempre centro destra)?
- perchè sta così a cuore il problema della sicurezza (tra l'altro smentito dai fatti, dai numeri, dalle statistiche) e non il problema dello smog? Del traffico?
- perchè non una parola sugli scandali della sanità (sulla cui responsabilità fa a metà con la regione)? Sullo scandalo degli stipendi d'oro ai manager assunti dal comune?
- perchè non una parola sulla spaccatura interna alla maggioranza su Sgarbi?

Non una parola quasi sulle contromanifestazioni organizzate dai comitati. Solo un accenno alle parole di Tettamanzi, che condannava chi cavalca la paura «Non è certo alimentando la paura che si risolvono i problemi della sicurezza».

Lo sapevate che i Vigili del Fuoco hanno criticato la manifestazione del sindaco, ma bensì "scenderemo in piazza presto per rivendicare l'assunzione a tempo indeterminato dei precari, per il contratto scaduto da 15 mesi e contro i tagli dei fondi da parte del Ministero dell'Interno".
Strano, no? Non chiedeva maggiore sicurezza.
Fazio ha quasi trattato peggio Travaglio, quando è venuto a presentare il suo libro. Forse perchè Travaglio non ha nessun aneddoto curioso da raccontare ("ha cucinato il risotto anche stasera?"). Sarà che Travaglio è bollato come giornalista scomodo, non ci tiene ad essere falsamente simpatico a tutti i costi.

25 marzo 2007

Quo vadis baby?

Dove sta andando la politica italiana? Li avete visti Fassino e Berlusconi a palazzo Madama? Inciuciavano come vecchi amici, dopo tutto quello che si sono detti contro. Chissà come sarà stato invidioso D'Alema.
Ma loro avevano cose importanti da dirsi: stavano decidendo della futura legge elettorale. Sempre tra di loro, guai a confrontarsi o a chiedere alla base (dopo la questione di Vicenza poi ..).
I paparazzi al Senato hanno beccato i fogliettini su cui stava scritto “sbarramento”, “nessuna preferenza”, “maggioranza nazionale” ..

Si preannuncia una settimana di passione, per il rifinanziamento alle missioni estere (tutte assieme, in unico voto). Ha fatto tanto discutere la proposta di Fassino, di discutere coi talebani, ma lo aveva detto anche Karzai (che aveva anche parlato di un'amnistia un tempo), presidente democraticamente eletto.
Cosa diranno ora i fondisti del corriere? Ieri Panebianco sosteneva che la sinistra legittima i talebani per dare un contentino alla sinistra estrema. Cossiga addirittura che i talebani sgozzano i prigionieri con gli strumenti di Emergency ..
come sono bravi a far politica da lontano.
Qualcuno mi spiegherà un giorno perchè se non vogliamo la guerra a tutti i costi in Afghanistan mettiamo a rischio la sicurezza dell'occidente, mentre se rimaniamo a guardare quello che succede in Darfur è tutto a posto. Le nostre coscienze umanitarie si risvegliano solo quando guardiamo ad oriente?

Come voterà la CdL? Cosa farà Casini? Cosa faranno i dissidenti? AN si astiene (forse anche per l'ingresso nel periodo di quaresima). Non hanno nemmeno il coraggio di votare contro.

Una volta c'erano maggioranza e opposizione, destra, sinistra e centro. Oggi le Camere sono uno spezzatino di gruppi e gruppetti, ciascuno che tira acqua al suo mulino. Il neo feudalesimo prossimo futuro.
Ci chiedevamo quale fosse la differenza tra destra e sinistra: Bossi per convincerlo sono bastati 70 miliardi. Turigliatto nemmeno mille buoni motivi.

Ignoto numero 272 alle Ardeatine

Non tutti i martiri delle Fosse Ardeatine furono riconosciuti, dai parenti al termine della guerra.
Alcuni rimasero senza nome. Vittime senza colpa della barbarie nazista delle SS di Kappler.
Non fu rappresaglia: fu una strage organizzata subito dopo l'attentato di via Rasella, senza chiedere ai partigiani di consegnarsi.
Dopo aver ucciso i 335 ebrei, detenuti, antifascisti o persone che semplicemente furono prese nel rastrellamento dai tedeschi, uccisi a 5 ala volta, costretti a salire sui cadaveri di chi li precedeva, le SS fecero saltare l'ingresso delle Fosse.
Perchè si vergognavano di quello che avevano fatto.

23 marzo 2007

Stiamo riflettendo

Berlusconi sul rifinanziamento (delle missioni estere):
«Stiamo riflettendo su come comportarci in Senato».
Ma non erano loro quelli dalla linea politica chiara e netta?

Caso Aldrovandi: (forse) a giudizio

Chiesto il rinvio a giudizio per i 4 poliziotti che effettuarono il fermo di Federico Aldrovandi il 25 settembre 2005:
I pm hanno presentato la richiesta di rinvio a giudizio confermando le imputazioni di «eccesso colposo» nell'episodio.

Annozero: la transpolitica

La politica, i paparazzi, i ricatti e le foto compromettenti. Vallettopoli il tema della puntata di Annozero. Dall'inchiesta su Vittorio Emanuele (partita per un caso di usura), fino allo scandalo intercettazioni chiamato Vallettopoli. Come sono partite le inchieste? E' giusto che i politici si tutelino e si eviti la pubblicazione delle intercettazioni?
Prima di partire con le domande, Vauro ha voluto fare nua richiesta al sindaco Veltroni: esporre le immagini dell'interprete di Mastrogiacomo, Adjimal Nashkbandi, e del responsabile della sicurezza dell'ospedale di Emergency, Rahmatullah Hanefi, arrestati pare dai servizi di sicurezza di Karzai, di cui non se ne sa più nulla.


La vere domande su Vallettopoli riguardano la fabbrica del gossip: chi sta dietro, quanto fattura .. In studio il giornalista Belpietro, i cui articoli hanno fatto scoppiare il caso Sircana e Travaglio, che ha difeso l'operato del pm Woodcock, di cui si vocifera un probabile trasferimento.
Primo, far girare le voci sul trasferimento di W. non crea sul magistrate troppe tensioni? Giova ll'inchiesta creare questo clima a lui ostile?
Secondo: non è vero che tutte le inchieste che ha portato avanti sono finite nel nulla. Il magistrato ha l'obbligo di indagare se viene a conoscenza di un reato. Se poi non riguarda la sua giurisdizione, può spiogliarsi dell'inchiesta dall'inizio o proseguire l'indagine fino alla conclusione.
Non è vero che le sue inchieste sono finite nel nulla: il
Savoia è ancora sotto inchiesta, come Sottile. E non è nemmeno vero che è lui a sceglire su chi indagare o meno: questa è semmai l'immagine che la stampa da di lui. Che viceversa, tende ad apparire il meno possibile.

La vera domanda è: se tutte queste inchieste sono partite da una piccola sede come quella di Potenza,
cosa sarebbe successo se tutte le procure avessero lavorato così?
E sulle intercettazioni Travaglio ha chiarito come la maggior parte, circa l'80%, riguarda il traffico di droga. Senza intercettazioni non avremmo avuto il Laziogate (per cui la Mussolini presente in studio, non avrebbe mai saputo quello che stavano facendo nei suoi confronti), Unipo, Calciopoli ...

E' una bufala quella delle intercettazioni eccessive: in america anche la SEC (l'equivalente della Consob) può intercettare: per certi reati, che non avvengono alla luce del sole, servono proprio le intercettazioni.
A meno di non avere dei pentiti che parlano dall'interno.
Limitate da una legge del 2001 dell'Ulivo, per cui non si può nemmeno parlare di leggi vergogna.

I politici presenti in studio (Mussolini e Capezzone) erano contrari al disegno di legge sulle intercettazioni: spero che voteranno contro il ddl Mastella alla camera.
Di vario avviso quelli intervistati da Maria Grazia Mazzola fuori dalla camera a Roma: da chi è favorevole, come Castelli che parlava di fuga di notizie dalla procura; a chi come Stefania Craxi paragonava la vicenda del padre con quella di Sircana. Che non è imputato di nulla. Cicchito parlava di troppe intercettazioni; infine un certo Gero Grassi (Ulivo) unico a dire "la legge deve essere uguale per tutti".

Una cosa mi ha colpito: dei vip ricattati, solo Fernanda Lessa ha denunciato la cosa ai carabinieri. Infatti è sparita dalla televisione. Un caso?
Il sondaggio di
SWG e il sito della trasmissione.
Il video della puntata su media.rai.

Technorati: ,

Premio fedeltà

L'inchiesta Telecom ci fornisce sempre spunti interessanti. L'ultimo, il premio fedeltà versato da Berlusconi a Bossi.
"Berlusconi, versò 70 miliardi per la fedeltà politica di Bossi" .

D'altronde Libero non si chiedeva "Cosa fanno Berlusconi e Bossi sotto il tavolo"?

Ovviamente fin'ora nulla da eccepire penalmente (come per le foto di Sircana).
Certo che getta una luce pià veritiera sul celodurismo della Lega e sul padre padrone della CdL ..
L'ordinanza cautelare che contiene anche questo appunto, ha portato all'arresto di 13 persone, per ipotesi di reato che vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione, dall'appropriazione indebita all'aver utilizzato informazioni acquisite illecitamente ma per alcuni, questa la novità, anche violazione di segreto di Stato e corruzione internazionale.
Della telecommedia ne parlerà Report, domenica prossima:

Telecom: debiti e spie
Pensionati e politici, giovani in cerca di lavoro e uomini della finanza italiana e straniera, calciatori ed extracomunitari, veline: tutti spiati. Migliaia di dossier, decine di società d’investigazione, milioni di euro su conti esteri bruciati per attività illegali.
Siamo passati dal politico con la squillo, all'ultimo squillo di Telecom ..

Technorati: ,

22 marzo 2007

Non negoziamo coi terroristi

“We don’t negotiate with terrorists, and we don’t advise others to do so either,” said the State Department spokesman, Sean McCormack (NYTimes).

Loro non negoziano coi terroristi? Certo, quando fanno comodo li finanziano direttamente. Avete mai sentito parlare degli aiuti della Cia ai mujaheddin? O dei finanziamenti a Saddam (nella guerra contro l'Iran)? O delllo scandalo Irangate?

Per loro vale il teorema Luttwak, per cui rilasciare 5 talebani è come rilasciare 5 mafiosi per salvare un solo rapito.
L’esempio spiega quale sarebbe la linea Usa contro la mafia: bombardare Palermo. Così morirebbe (forse) qualche mafioso, insieme a centomila persone perbene. Col risultato, ben visibile in Iraq, che diminuiscono le persone perbene e aumentano i criminali.

Perché non possiamo essere cristiani di Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi parte dal principio, espresso nel capitolo introduttivo, che la religione cristiana sia rivolta ai "creduloni", ai "faciloni" (come testimonia il fatto che cristiano e cretino hanno la stessa radice). Dunque quel noi del titolo sta per noi scienziati, noi persone dall'intelligenza superiore alla media, non possiamo ritenerci "cristiani".

Il libro cerca di dimostrare la non scientificità, la non razionalità, l'incoerenza, la falsità in alcune parti, la suporatezza a tratti, l'ipocrisia presente negli scritti su cui si fonda il cristianesimo. La Bibbia, i 10 comandamenti, i dogmi, non hanno alcuna base scientifica: in una sorta di via crucis Odifreddi, dedica un capitolo, ora alla Genesi, poi ai Vangeli, gli Atti.
La storia della Chiesa dopo la morte di Cristo: la storia del papato (poco edificante) e la sua crescita che, nel corso dei secoli diventa man mano sempre più potere temporale e sempre meno potere spirituale.
Dalla moltitudine degli dei (come si evincerebbe dalla traduzione attenta dallìebraico del brano della Genesi), fino agli scandali dello Ior: nulla viene risparmiato dalla critica del matematico impenitente. Il libro si mantiene sempre in bilico tra l'ironico e lo scientifico (ogni fonte viene citata, come i passi della Bibbia e degli altri libri).

Se i teologi e i cristiani in generale possono liberamente esprimersi su argomenti terreni, influenzando anche le scelte della politica, perchè gli scienziati non potrebbero (per una sorta di par condicio) esprimersi e argomentare su questioni spirituali, verificandone la scientificità?
Scopriremmo che non esistono prove dell'esistenza di Cristo (e di Pietro, il suo primo successore) oltre i Vangeli; nè che Pietro fu indicato suo successore; la falsità dell'editto di Costantino; l'assoluta mancanza di basi scientifiche dei Dogmi della Chiesa; i 10 comandamenti, che sarebbero 11 e che ricordano tanto i codici di Hammurabi o il libro dei morti egiziano.

Ma a cosa e a chi serve questo libro, allora? Ai laici per rafforzare la loro diffidenza nella fede?
A soffiare sul fuoco dello socntro tra religione e scienza? Tra teodem e gli altri?
Speriamo di no: la religione cattolica, come tutte le religioni, si DEVE appoggiare su basi irrazionali, ascientifiche.
Non è questo il punto: il valore di questo libro è il voler mettere di fronte al lettore, cristiano e non, le contraddizioni presenti tra gli insegnamenti e l'esempio, una certa supponenza delle gerarchie ecclesiastiche, autoritarie e anacronistiche su aspetti per lo più legati alla sfera sessuale.
Posizioni che le portano lontano dai credenti.

Che senso ha parlare di non rubare, non uccidere, non commettere atti impuri in un mondo dove siamo circondati da ladri che si genuflettono davanti a papi e cardinali, assistiamo a stragi contro cui non si lancia nessun grido di condanna (scegliete voi se Darfur, Iraq, Afghanistan ..), personaggi dello spettacolo che non riescono a tenere a posto le proprie mutande, con al collo un crocifisso?
La gente guarda e non capisce.

Ben venga allora un libro del genere: la religione dovrebbe insegnare ad amare, a voler bene, ad indicare la via per un mondo più giusto. Non servono tante leggi: come disse Sant'Agostino "ama e fa ciò che vuoi".

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Ascolta l'intervista a Piergiorgio Odifreddi su RadioAlt.
Per ordinare il libro online su internetbookshop.
Technorati:

La ramanzina di Bush

Bush striglia la gestione italiana della liberazione di Mastrogiacomo, la liberazione dei cinque talebani.
Così non si fa: avete bypassato il governo Karzai, consulente della compagnia petrolifera Unocal, democraticamente eletto nel 2004.
Hamid Karzai ha definito la liberazione dei prigionieri «eccezionale ed irripetibile»: tutti preoccupati per questi nuovi terroristi in circolazione.
Anche la Germania, che ora con la nuova era Merkel si schera la fianco dell'alletato americano (all'epoca di Schroeder le relazioni erano più fredde). Anzi non proprio a fianco, dietro.

Gli americani non ci tengono ad avere alleati alla pari: solo loro possono fare crimini di guerra come le prigioni di Abu Ghraib, la strage nascosta di Fallujah (con le bombe al fosforo), senza rendere conto alla comunità internazionale nè agli alleati.

Un'ultima precisazione: Bush non bombarda noi. Bombarda le migliaia di civili che si trovano in Afghanistan, come a Nangarhar. Dopo la strage, anche Karzai aveva condannato il bombardamento.

Bush ha già le sue rogne in casa: l'ultimo scandalo è quello degli 8 procuratori licenziati dal segretario alla Giustizia Alberto Gonzales.

E bisogna ricordare, ancora una volta, che i nostri giornalisti in medio oriente non "vagano oltre le linee, come fossero a spasso a villa Borghese", come scrive il Giornale: sono lì a raccontare la guerra, le stragi di civili, le cluster bomb, l'uso del fosforo ...
Come conciliano tutte queste morti (effetti collaterali della guerra dicono), con i precetti cristiani di non uccidere, i teodem?
Magari questi italiani preferiscono la sera rilassarsi con le solite fiction (medici, nonni, carabinieri ..), o con qualche reality. E non vedere i morti.
Technorati: , ,

21 marzo 2007

Afghanistan: si prepara l'imbostata

Ma non la sta preparando Al Qaeda.
Ma l'opposizione alla maggioranza:
Più armi, più blindati, diverse regole d'ingaggio, cioè mano più libera e più "pesante" per i 1.900 soldati del contingente italiano impegnato in Afghanistan.
Questo l'ordine del giorno che la CdL vuole presentare al senato.
Puntano sul probabile no dell'estrema sinistra al potenziamento, per un nuovo martedì di passioni.
Una domanda: perchè non ci hanno pensato loro negli anni passati?

Moratti come i gatti

Riceve l'impegno del governo a reperire risorse e organici per le grandi città italiane, ma continua a parlare di mancanza di sicurezza.
Incassa un assegno di 512 milioni di euro dal governo , di cui di cui 170 per la realizzazione di nuove case e 70 per la riqualificazione del patrimonio, ma continua a lamentarsi ...E a parlare di una manifestazione che, dice lei non sarà politica.
Strano, vista la partecipazione del leader dell'opposizione che dichiara:
Scenderà in campo lei personalmente?«Ripeto: è mia intenzione politicizzare al massimo la campagna amministrativa. Per far sì che il 57 per cento attribuito al centro-destra dai sondaggi conti anche nelle elezioni dei sindaci e dei presidenti di Provincia. Tenterò di convincere i cittadini a esprimere un voto in sintonia con quanto pensano della politica nazionale».


A Napoli si dice "Fà comme a jatta: chiagne e fotte."
Appunto, Moratti come i gatti.