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17 luglio 2016

Succede tutto troppo in fretta







Il referendum sulla Brexit.

La strage di Dacca.
La strage dei poliziotti a Dallas.
Il profugo nigeriano ucciso a Fermo.
L'incidente ferroriario in Puglia.
La strage di Nizza.
Il tentato golpe dell'esercito turco contro Erdogan.

Succede tutto troppo in fretta in questo momento, non c'è più quasi tempo per metabolizzare uno di questi eventi, politici, tragedie, episodi di cronaca. Tutto si deve consumare in fretta. Come se fossero banali episodi di cronaca a cui dobbiamo volenti o nolenti abituarci.

Così ci siamo lasciati, dopo il referendum sulla Brexit, col popolo che non deve decidere sulle questioni importanti, meglio che lasci ai tecnici.

Abbiamo scoperto dell'esistenza del Bangladesh e degli italiani uccisi  a Dacca dal commando forse collegato all'isis. Paese povero e imprese straniere che sfruttano la manodopera. Terreno fertile per i reclutatori che puntano sull'odio per gli occidentali.

A Dallas un ex militare, con qualche problema alle spalle, ha ucciso dei poliziotti sparandogli da un edificio e finendo ucciso da un drone.
E così si continuerà ad uccidere, specie altre persone di colore, specie per mano di agenti. E qualcuno ancora sostiene che servano altre armi, per fermare la violenza e il sangue?

Emmanuel è riuscito a sfuggire a Boko Aram per essere ammazzato da un tifoso della Fermana .. Perché noi italiani, come i poliziotti americani, mica siamo razzisti. Sono loro che se ne vengono in Italia e nemmeno abbozzano quando gli diamo delle scimmie. Poi gli dai un pugno e muoiono ..

Dell'incidente in Puglia si è detto che non è colpa del binario unico, che forse è errore umano, il commissario Cantone ha tirato in ballo la corruzione quando forse è più un problema di regole e di deroghe alle regole. E controlli manuali che oggi, su una linea trafficata, non hanno ragione di essere.
E a quanti oggi chiedono giustizia, ricordo che il processo sulla strage di Viareggio (altro incidente ferroviario, nel 2009, 32 morti ..) finirà in prescrizione.

Dopo Nizza in tanti han detto è finito il tempo della pace, via con le maniere forti.
Chiudiamo le frontiere, come fece Valls a Ventimiglia per i profughi africani.
Ma i terroristi del Bataclan e ilpazzo” di Nizza (e la sua radicalizzazione improvvisa) erano già in Francia, sebbene di origini nord africane.
E quest'ultimo era un piccolo delinquente, ma non era un fanatico.
E questo che rende tutto più spaventoso.

Il golpe turco: quando fa comodo al potere, pure i social vanno bene. Altrimenti, se sollevano critiche al potere, meglio censurarli e chiuderli. Come ha fatto Erdogan, prima di affidarsi ai social per sollevare il suo popolo.
Che, a quanto pare, sta dalla sua parte. Nonostante i diritti civili, la repressione della libertà di stampa.
In tanti, anche in italia, hanno tirato un sospiro di sollievo, dopo il fallimento del golpe.
Meglio Erdogan, perché democraticamente eletto (come lo erano Mussolini e Hitler).
Anche qui emerge la contraddizione: se il golpe serve a stabilizzare il sistema come nell'Egitto del generale Al Sisi, vada pure per il golpe (e l'oblio sulla morte di Giulio Regeni), altrimenti viva la democrazia e il presidente eletto.
Specie se deve tenere per l'Europa i profughi siriani.

PS: in questa settimana è morto anche il vecchio boss Bernardo Provenzano che, assieme a Riina, è stato il boss delle stragi di Capaci e via D'Amelio, ma anche delle centinaia morti della mafia (magistrati,prefetti,sindaci,carabinieri, poliziotti,..).
Non mi ricordo un titolo contro la “razza mafiosa” o contro la “razza siciliana”.
Sempre in tema di (dis)valori: ieri a Laveno, nel varesotto, un uomo ha ucciso la colpito a martellate e l'ha lasciata agonizzante in casa, mentre andava a costituirsi dai carabinieri.
Ha perso la testa ha detto, per colpa di un litigio.


17 giugno 2016

Sulla Brexit

Nonostante le notizie sul referendum in Inghilterra (Brexit) riempiano i giornali, specie ora con l'omicidio della deputata Jo Cox, non ho ancora compreso bene quali effetti avrebbe per l'Europa l'uscita. O benefici per gli inglesi il "remain".
Non ho capito come mai tanti soggetti finanziari (non solo politici) siano contrari all'uscita dell'Inghilterra dai trattati europei.
Mi piacerebbe cavarmela con una battuta, se non fosse una questione tremendamente seria: abbiamo sperimentato l'austerità, la dittatura dei mercati e dello spread, le banche da salvare perché too big too fail. Perché non provare a vedere cosa succedere con la Brexit?

Ma poi ieri è arrivata la notizia dell'omicidio della laburista Joe Cox e del suo assassino, che avrebbe gridato Britain first.
E forse ora sarebbe il momento di riflettere su cosa è stata questa campagna referendaria, sui toni e sui temi su cui si è basata.
Il muro contro muro, il discorso che si fermava su un si o su un no, semplicemente.

E penso anche che sta succedendo lo stesso in Francia con lo scontro tra governo e CGT sulla riforma del lavoro.
E ancora sull'emergenza profughi, coi muri che si alzano e i controlli alle frontiere (che non bloccano i terroristi né i capitali dei mafiosi).

Ed è un clima che non mi piace.