4 anni di guerra in Ucraina
Il 24 febbraio saranno 4 anni dall’invasione russa dell’UCraina, l’operazione speciale come l’aveva cinicamente battezzata Putin.
Dopo 4 anni, nonostante il supporto occidentale, la guerra è rimasta in stallo, i soldati russi occupano stabilmente parte delle regioni russofone contese. E nei negoziati, anche grazie all’arrivo di Trump con la sua politica di disimpegno, il potere della Russia sembra aumentato.
LA guerra è entrata nel cuore dell’Europa, la guerra dei droni, dei sabotaggi, della corsa al riarmo (per la felicità dell’industria delle armi). Una guerra che è entrata nell’agenda politica dell’Europa
Accanto alla guerra fatta dai soldati c’è poi la guerra contro la popolazione civile, sotto le bombe, senza riscaldamento, una guerra vigliacca e ancor più criminale.
E poi, la guerra ibrida, quella combattuta con le armi della propaganda, con le infiltrazioni nei parlamenti. Presadiretta ha intervistato il membro del partito socialdemocratico tedesco (SDP) Kakan Demir che al giornalista racconta dei timori nelle commissioni nel condividere informazioni riservate: dal 2020 il partito di estrema destra AFD ha portato avanti 7000 interrogazioni nel Parlamento e nei lander regionali, sulle nostre infrastrutture critiche e su come vengono trasportate le armi in Ucraina, “in quali depositi vengono custodite le armi, quali i dispositivi di sicurezza di quei depositi, quali percorsi fanno i convogli di armi in Ucraina ..”. Normalmente queste interrogazioni si fanno per presentare proposte di legge migliorative, ma AFD non ha mai proposto nulla e il sospetto del deputato è che stiano girando queste informazioni a Putin.
Le pensioni di oggi e i pensionati di domani
La somma di meno lavoratori attivi (nonostante i numeri dati dal governo), di salari più bassi, situazioni lavorative più precarie, una popolazione in decrescita sta mettendo a rischio il sistema pensionistico in Italia: di questa fragilità ne siamo consapevoli da almeno 20 anni, Piero Angela lo aveva raccontato in una vecchia puntata di Quark, quando ci aveva detto che nel 2020 ci sarebbe stato, per ogni italiano in pensione, un solo italiano attivo sul lavoro.
I conti dell’Inps reggeranno?
Cosa possiamo fare – ha chiesto Presadiretta al giornalista Sergio Rizzo? Non possiamo alzare le tasse, nemmeno possiamo tagliare troppo le pensioni, per non mandare alla fame altre persone (i poveri in Italia sono già circa 6 ml). Dovremmo rendere più stabile il rapporto di lavoro, alzare i salari, introdurre un salario minimo, combattere seriamente lavoro nero e caporalato. Ma questo non è nelle priorità né del governo (nemmeno dei precedenti in verità) né di Confindustria o delle associazioni di categoria.
Il sistema pensioni è in disavanzo (per la differenza tra contributi versati e pensioni erogate) – racconta Rizzo – ogni anno lo Stato deve metterci 50 - 60 miliardi: nel 2046 per coprire questo deficit serviranno circa 200 miliardi, il gettito irpef di un anno
Ma oltre a questo abbiamo un altro problema che inciderà sulle pensioni di domani e sull’Italia di domani: i tanti giovani, non solo laureati, che se ne vanno all’estero a lavorare. Sono state 124 mila nel solo 2024
Persone come Federica che è andata a fare la parrucchiera in un salone a Berlino dove lavora con un contratto regolare, è ben pagata (1800 euro al mese con un contratto a tempo indeterminato a part time) e può lavorare 3 giorni su 5. Niente apprendistato eterno, niente sabati in nero, niente sfruttamento. All’estero, diversamente dall’Italia, lavoro non è sinonimo di sfruttamento, pretendere una vita e un salario dignitoso non sono richieste folli.
Anziché
dare bonus (basati sull’ISEE), perché il governo, non questo
certo, non si impegna a dare asili gratis, mese gratis, la scuola
gratis, trasporti gratis (o a prezzi molto calmierati) per venire
incontro alle famiglie?
Perché non si alzano i salari, per
incentivare le persone ad andare a lavorare (anziché rimanere a
casa)?
La
scheda
del servizio:
Torna Presadiretta, in onda domenica 22 febbraio alle 20.30 su Rai 3, con la puntata “Pensione mai”. Le lavoratrici di Savona, Parma e Napoli sconfitte nella battaglia per difendere Opzione donna e costrette ad attendere anni prima di andare in pensione. Le mancate promesse della politica e la lotta di chi in pensione c’è già, ma con importi che in cinque anni hanno perso il 15% del potere d’acquisto. Nell’inchiesta, le misure dell’ultima finanziaria del governo Meloni con le motivazioni della maggioranza, le critiche dell’opposizione, le analisi dell’ex ministra Elsa Fornero e dell’ex presidente dell’Inps Tito Boeri. “PresaDiretta” racconta quanto il sistema italiano, in cui le pensioni sono pagate da chi lavora, sia diventato insostenibile. In alcune regioni come il Molise, i pensionati sono già di più dei lavoratori. L’ex direttore del Pronto Soccorso di Isernia ogni due giorni torna, da pensionato, a dare una mano agli ex colleghi. Remo e sua moglie Venere, precari della scuola, fanno i pendolari tra Caserta e Roma e quanto riceveranno di pensione? E poi, le simulazioni sulle migliaia e migliaia di precari con salari sempre più bassi che versano sì i contributi, ma non sufficienti a raggiungere il minimo necessario e quindi non matureranno la pensione. Nel frattempo, nel 2024 l’Italia ha toccato il record storico di partenze: 156mila persone hanno scelto di andare all’estero, un trend che cresce. Un reportage in Germania per conoscere Alessio, ingegnere informatico della provincia di Verona, e Federica, parrucchiera di Torino. Con loro, lo chef milanese Simone e le mamme Marianna, Francesca, Giulia, Grazia. Ventenni, trentenni ma anche quarantenni che hanno scelto di vivere a Berlino dove lavoro, casa e welfare sono una certezza.
Un viaggio, infine, nel sistema dei bonus, nelle storture dell’Isee, nelle truffe dei falsi braccianti e delle cooperative “scatole vuote”. Con l’evasione contributiva stimata dall’Inps in 10-12 miliardi l’anno e con 119 miliardi di crediti accumulati, mentre per la classe politica i privilegi resistono.
“Pensione mai” è un racconto di Riccardo Iacona e Maria Cristina De Ritis con Marianna De Marzi, Alessandro Macina, Elena Marzano, Andrea Vignali, Emilia Zazza, Fabrizio Lazzaretti e Paolo Martino.
Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.











