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01 dicembre 2020

Report – Alitalia, il piano pandemico e i medici in corsia

Non è vero che in questo paese, nel mezzo della seconda ondata, si parla solo di cenoni e di piste da sci.

Dell'improrogabile voglia di seguire la messa di mezzanotte...

Report ieri sera si è occupato di Oms, del piano pandemico, di una organizzazione che dovrebbe dimostrare terzietà nei confronti di un paese e che invece ha fatto da “foglia di fico” al nostro governo.

E poi Alitalia: azienda che doveva ripartire con gli arabi e che invece no, ha portato i libri in tribunale. Ma a sentire l'allora presidente del Consiglio non è colpa di nessuno.

Ma prima di tutto una questione che secondo me è scandalosa: la carenza di medici per i pronto soccorsi e che vengono reclutati da delle cooperative.

La mission impossible del pronto soccorso di Adele Grossi

Pure Tom Cruise si è dovuto fare il tampone all'Umberto I a Roma: è stato curato da uno dei 12mila medici che lavorano nei pronto soccorsi italiani.

Sono pochi: il governo per arginare la pandemia aveva messo sul tavolo 200ml di euro ma sono rimasti sulla carta. La riforma della sanità ha solo cambiato i codici della priorità degli interventi, come dire ai medici, sbrigatevi così visitate più pazienti.

Mancano i medici e cosa hanno fatto le ASL? Si sono rivolte al privato, alle cooperative che spesso erano senza esperienza e, in alcuni casi, nemmeno sapevano parlare italiano.

Le modifiche sperate dai medici non sono state fatte i rinforzi se ci sono stati sono di poche unità: i 192 ml stanziati dal governo non sono serviti per rendere i pronto soccorsi come un fiore all'occhiello.

Beniamino Susi dirigente del Pronto Soccorso del San Paolo a Civitavecchia “faccio un esempio, la nostra ASL ha fatto un concorso per 53 posti a tempo indeterminato, medici di urgenza, si sono presentati in cinque.”

I laureati in Italia in medicina sono 15mila, i posti in specializzazione sono 905: i numeri li decide governo e ministeri, in base ai soldi che ci sono, ma sono troppo pochi e così le ASL hanno trovato i medici come se dovessero cercare una badante.

Come fanno la selezione le cooperative? Adele Grossi ha fatto finta di essere un medico e ha provato a candidarsi: anche se non si hanno esperienze nel settore, la branca del pronto soccorso è l'unica – dice il selezionatore – che permette di inserire professionisti anche non specialisti.

La giornalista si è candidata anche senza avere specializzazione, nessuna delle società di selezione ha fatto problemi, solo poche si sono fatte scrupoli: stiamo parlando di selezionare una persona che dovrà occuparsi della salute di altri, di persone che rischiano la vita.

I medici delle coop prendono da 38 a 50 euro l'ora, mentre all'ASL costano anche 1500 euro al giorno: insomma anche con la salute si fa somministrazione di personale e non di un appalto, lo Stato risparmierebbe se assumesse questi medici.

Ci sono annunci pubblicitari in cui si richiamano anche medici senza specializzazione, sono medici coop di cui il personale interno non sa nemmeno il nome.

Esistono pronto soccorsi completamente appaltati, escluso il primario: siamo arrivati a questo dopo anni di tagli e il futuro è anche peggio.

Daremo in appalto il pronto soccorso e poi magari il resto della sanità.

Il piano pandemico che non c'era – la consapevole foglia di fico di Valesini e Ciccolella

L'Oms a settembre ha elogiato l'azione del governo italiano per come ha gestito la pandemia: Giulio Valesini si era occupato della relazione fantasma pubblicata da un team di ricercatori dell'Oms di Venezia, coordinato da Francesco Zambon.

Questo dossier era stato subito ritirato dall'Oms perché conteneva informazioni false, non controllabili: era in realtà un rapporto che criticava l'Italia, parlava del piano pandemico non aggiornato da anni, dal 2006, dei medici mandati allo sbaraglio. Un messaggio completamente diverso da quello lanciato dall'Oms a settembre.

Nello scorso servizio, Report ipotizzava che col suo comportamento, l'Oms mondiale avesse preferito proteggere il “pesce grosso”, Ranieri Guerra, ex dirigente del ministero della salute.

Report è entrato in possesso di un leak che contiene delle mail: sono mail di pressione di Ranieri Guerra contro Zambon, perché nascondesse l'assenza del piano, l'assenza di scorte di dispositivi da dare ai medici per proteggersi durante la pandemia.

I ricercatori hanno tenuto la schiena dritta, non hanno cambiato le date e allora Ranieri Guerra si è brigato di far sparire il rapporto del gruppo dei ricercatori italiani.

Da una verifica di Report, il file del piano pandemico risale sempre al 2006, anno dopo anno il contenuto era sempre lo stesso, si è solo fatto il copia e incolla.

Di questo parlava il rapporto dei ricercatori di Venezia: qualcosa che metteva in difficoltà Ranieri Guerra e anche il governo italiano.

L'Oms è stata la consapevole foglia di fico delle criticate scelte del governo italiano”: a dire queste cose è l'organizzazione mondiale stessa, dentro le mail di cui Report è venuto in possesso: la strategia della foglia di fico per proteggere l'Italia, il ministro Speranza. A questo si è ridotta l'Oms?

Non c'è solo Ranieri Guerra, anche Brusaferro dell'ISS si lamentò del report a cui contribuì anche il Kuwait, i cui fondi furono dirottati su questa ricerca fatta dal team europeo.

Ma per l'Oms era importante non imbarazzare il governo italiano e dunque quel rapporto doveva sparire, anche le dieci copie finite al paese arabo.

Farebbe ridere questo, ma quel rapporto avrebbe potuto salvare vite umane: nessuno parla ora. Non parla l'Oms, non parlano i nostri rappresentanti.

Report ha chiesto alla portavoce dell'Oms in Europa e la risposta è stata “quel dossier non è riferibile all'Oms”, come se il team di Zambon non fosse un collega.

A febbraio l'OMS racconta agli italiani che il virus era contenuto in Cina, che si doveva ringraziare la Cina per il suo comportamento: un messaggio rassicurante che poi cozzerà con la realtà delle migliaia di morti nelle rsa, negli ospedali e nelle case in solitudine.

L'Oms si preoccupa di non urtare la sensibilità del governo italiano, perché c'era stata la donazione da 10ml di euro da parte del governo italiano.

Per tutelare i rapporti c'era bisogno che una persona italiana (cosa alquanto inusuale per l'Oms) fosse mandata in Italia a controllare le cose: così il ministro Speranza può uscirsene con frasi del tipo “Ranieri Guerra e l'Oms ci dicono che siamo il paese più preparato”.

Preparato a far cosa? Abbiamo messo i malati nelle RSA, non avevamo mascherine, non avevamo procedure da far seguire ai medici. L'Oms ci ha fatto la foglia di fico, ha protetto il nostro governo, in cambio di un bello spot.

Ma oggi sta succedendo qualcosa di peggio: la procura di Bergamo vorrebbe sentire i ricercatori dell'Oms, nell'inchiesta sulle morti per covid, ma l'Oms ha sollevato la questione dell'immunità diplomatica.

Pare che Ranieri Guerra sia coperto da immunità diplomatica: così sostiene l'Oms che ha scritto alla Procura di Bergamo e ai ministri Di Maio e Speranza, dove mostrava una certa irritazione nei confronti della procura lombarda ricordando che i loro ricercatori e funzionari godono di una immunità e che dunque non sarebbero tenuti a rispondere ai magistrati italiani.

L'Oms ha invitato i suoi ricercatori a non presentarsi di fronte ai giudici anche contro la loro volontà di testimoniare: una fonte del ministero della sanità racconta di come l'Italia in questo momento sia al centro di uno scontro diplomatico istituzionale a livello internazionale, per via dell'indagine della procura di Bergamo.

I magistrati avevano chiamato a testimoniare oltre a Ranieri Guerra anche gli autori del rapporto poi censurato, ma l'Oms non vuole che si presentino e ha creato ostacoli. La procura ha allora chiesto sponda alla Farnesina, per sentirli il 25 novembre, anche in questo caso l'Oms ha messo il veto facendo intendere ai ricercatori che se fossero andati il loro posto di lavoro sarebbe stato a rischio.”

In che modo l'Oms può ostacolare la giustizia italiana, nonostante le migliaia di morti? Con lo strumento dell'immunità: sempre la fonte anonima del ministero “legga questa comunicazione che gira nei nostri uffici, l'Oms dice che preferiscono rispondere per iscritto, si appellano ai trattati internazionali.”

Anche Francesco Zambon è stato convocato dai magistrati di Bergamo ma non c'è mai andato: il ricercatore è in difficoltà a rispondere al giornalista di Report, per la situazione che sta vivendo.

Il giornalista racconta che nella sua deposizione, Ranieri Guerra avrebbe criticato il rapporto dei ricercatori di Venezia sostenendo che fosse pieno di inesattezze.

“Questa è una cosa che respingo al mittente, il rapporto è stato scritto da una persona che ha scritto quattro rapporti mondiali sulla salute, scrive su Lancet, non è assolutamente pieno di inesattezze, questa non è una cosa che è possibile dire.”

Valesini ha chiesto poi a Zambon se fosse vero che Ranieri Guerra ha fatto pressioni sul suo gruppo perché avevano detto che il piano pandemico non era aggiornato, ma che era stato riproposto dal 2006, sempre uguale.

Su questo Zambon non ha voluto parlare: c'è ancora la sensazione di essere a rischio licenziamento, “da maggio non è una situazione piacevole, io non so come andrà a finire ..”

Pensa di essere finito in qualcosa più grande di lei? - Chiede Valesini

Non lo so, sicuramente in qualcosa sono finito ma non so in cosa...”

Ricercatori che rischiano il licenziamento per aver fatto il loro lavoro.

L'Oms manda Ranieri Guerra alla procura di Bergamo mentre mette ostacoli ai ricercatori che avrebbero messo in difficoltà l'organizzazione e Ranieri Guerra stesso.

Da che parte stanno i ministri Speranza e Di Maio? Dalla parte dei ricercatori che rispondono alla scienza e alla loro coscienza o dalla parte di chi ha messo in scena bella favoletta per far bella figura al governo?

Allacciate le cinture di Danilo Procacciati

Cosa rimane dell'esperienza con Etihad di Alitalia? Sprechi, divise non usate, privilegi ai sindacati.

Sponsor politico della gestione Alitalia – Etihad è stato Renzi, che oggi scarica sul governo Letta la scelta della partnership.

Oggi i vertici di Alitalia di quella gestione sono sotto indagine: gli italiani erano solo formalmente controllori, le scelte erano fatte dagli arabi.

Arabi che dovevano portare soldi e investimenti e che invece hanno preso degli asset importanti, come gli slot di Heathrow venduti ad Etihad (e che Alitalia poi ha dovuto prendere in affitto).

C'è poi Alitalia Loyalty, venduta in saldo ad un valore inferiore di quello reale, la questione di Piaggio Aerospace (progetto fallito col mistero di un drone caduto in mare) e infine l'aero che il governo di Renzi ha preso in leasing da Etihad.

Il mio governo è stato l'unico che non ha messo un euro in Alitalia -dice Renzi.

Ma poi, grazie alla gestione fallimentare degli arabi, i governi italiani hanno dovuto metter mano al portafoglio per non far fallire Alitalia.

11 giugno 2019

Report – finale di stagione 2018-19

Chi ci cura? Sos medici (Giulia Presutti)

Nel 2025 mancheranno circa sedicimila medici nel servizio sanitario, grazie al pensionamento, favorito da quota 100.
Come ci cureremo? Abbiamo troppi medici specializzati, una peculiarità che ha un costo.
E abbiamo anche un numero programmato di medici nelle università: limite che a Ferrara stanno cercando di superare.

Avremo carenza di pediatri, dovrebbero essercene uno ogni 600 bambini: basterà una app per superare l'assenza di questi medici specializzati?
Sos pediatria non vuole fare speculazione – dicono, ma in questo vuoto si stanno infilando in tanti nel privato.

Le regioni nel frattempo hanno alzato il numero di bambini per pediatra, costringendo le famiglie a muoversi sempre più lontano.
Nel Trentino, la coperta corta è stata gestita spostando i bambini tra 7 e 14 anni dal medico di base.

In Piemonte, nella provincia di Ivrea hanno richiamato i pensionati. Alla Asl 4 si sono rivolti al privato per colmare i vuoti.

Cosa dice il ministro Grillo? Hanno aumentato il numero di borse, programmando assieme al Miur quante borse servono. Ma non sarebbe meglio che fosse gestito dal ministero della sanità?
Tra pochi anni rischiamo di avere il 25% di medici in meno: in altri paesi sono le regioni (o le regioni federali come in Germania) che scelgono quanti medici formare.

Occhio al portafoglio (Emanuele Bellano)
Il servizio di Report del 2016 aveva fatto nascere un'inchiesta sulle società di investimento di diamanti e sulle banche che hanno sponsorizzato questi investimenti.
I banchieri avrebbero pure preso dei regali da parte di queste società (accusate pure di autoriciclaggio): IDB offriva ai banchieri delle vacanze in resort di lusso.
Chi sono i manager che hanno incassato i benefici?
Sono i manager di Unicredit, MPS, Intesa, BPM ..
Federico Ghizzoni di Unicredit, Gabriele Piccini (pres Unicredit), Guidetti (BP Verona), Alessandro Profumo (MPS), Cristiano Carrus (Credito Bergamasco), Carlo Lombardi (Banca Popolari Lodi), Chelo (Unicredit).

Oltre alle vacanze, tra i regali anche reperti archeologici.

E gli impiegati delle banche (molte delle quali hanno avuto problemi con le recenti crisi) ricevevano pure delle pressioni per piazzare questi diamanti, dai vertici bancari.



Chi controlla le acque termali? Da dove arrivano queste acque?
Lo sapevate che le cure termali sono rimborsate dallo Stato (per sempre, se il medico da la prescrizione)?

A Padova a Montegrotto l'acqua arriva dalle falde: in Veneto ci sono 144 strutture termali, che usano l'acqua calda dal sottosuolo, in cambio di un canone (che spesso non è nemmeno calcolato in base all'acqua consumata).

Le strutture termali versano allo Stato solo lo 0,1% in tasse, in base a quanto guadagnano: sono 33mila gli ettari di terreni dati in concessione alle termi, poi ci sono le terme libere.
Ma chi controlla la qualità delle acque?
Non controlla il ministero, né l'Ispra e nemmeno le regioni.
Sono le strutture termali che inviano i dati alle regioni: ma i controlli fatti sono pochi, in alcuni dei quali hanno fatto emergere persino la presenza di legionella, di PFAS (in Veneto, ma in quantità accettabile)..

L'anno scorso il Tribunale di Ancona ha riconosciuto il danno ad un paziente che, in una struttura termale, si è sentito male: nell'acqua era presente una contaminazione, acqua che veniva data ai pazienti.
Tutte le carte dicevano, negli anni passati, che le acque derivavano da pozzi inquinati.
Non esistono studi scientifici che confermano la bontà delle cure termali – spiega il medico Garattini: perché dobbiamo pagarle allora dal servizio sanitario?
Basta una ricetta del medici per farti fare una vacanza rimborsata presso una struttura termale.

Queste strutture succhiano acqua dalle falde, con pozzi profondi fino a mille metri: nel 2016 il ministero del Tesoro segnalava la criticità su quanta acqua veniva estratta dalle falde.
IL presidente di Federterme non è a conoscenza di casi di falde che si sono abbassate: ma la giornalista ha riportato diversi casi, come a Chianciano.

Ogni struttura termale dovrebbe misurare la profondità del pozzo e le regioni dovrebbero raccoglierli: in regione Toscana scaricano le colpe sui comuni, perché manca una banca dati comune dal 2004.

Senza misuratori termali le concessioni dovevano essere revocate: ma in realtà molte terme hanno continuato a non rispettare la legge (Chianciano e Montecatini, per esempio).
Proprio a Montecatini il CNR raccomandava di misurare la falda, per evitare crolli e situazioni a rischio: ad Abano Terme, in Veneto, a furia di sfruttare il sottosuolo il terreno cede e si arriva ad un fenomeno di “subsidenza catastrofica”.
Stessa storia a Chianciano, crepe sui muri nelle case in prossimità delle terme e strade che sprofondano, porte che non si chiudono perché sconnesse.

Ci sono dei rischi per le abitazioni, per le persone?
Pare di sì. A Guidonia ci sono nuclei familiari abusivi a casa propria: sono persone che non dovrebbero stare in casa ma non sono arrivati i vigili per controllare.

La regione dice che deve essere il comune a fare i collaudi: i certificati di agibilità dove sono finiti? I collaudi dovrebbe averli fatti la regione, ma al sindaco di Guidonia non risultano questi documenti..

“Guidonia è una città morta” racconta un cittadino: eppure Federterme continua a non vedere il problema e a continuare a far finta di niente.
E a pompare acqua prendendola da falde e dai laghi, come succede a Tivoli, dove l'ex sindaco è ora direttore sanitario delle terme.

Nel dubbio, la regione ha preferito portare avanti la politica dello struzzo: non vedono il problema e dunque possono ignorarlo.
In Italia si deve sempre arrivare alla tragedia prima di prendere in considerazione il problema.

I commercialisti (Luca Chianca)

Un commercialista si è preso la maggioranza delle quote della fonte Gaverina: da questo episodio Luca Chianca ha ricostruito parte della storia dei 49 ml di euro finiti alla Lega e che questa avrebbe dovuto ridistribuire allo Stato perché i rendiconti di Belsito non erano regolari.

30ml di euro sono fuoriusciti dalle casse del partito come oneri per le associazioni: una di queste è quella di Centemero, finita nell'inchiesta per il costruttore Parnasi a Roma.

Nelle carte della Lega gli investigatori hanno trovato delle società, fino ad una società anonima lussemburghese.

E' complicato ricostruire la storia di queste società, riconducibili ai commercialisti della Lega, Centemero e Manzoni, schermate da una fiduciaria di un altro professionista bergamasco.
Queste società sono state usate per nascondere i soldi, quei 49ml?
“Come cazzo fanno a sparire quei 49ml? C'è qualcosa che non mi torna..” così parla l'imprenditore Lazzari, che ha preso la fiduciaria di Balduzzi con dentro le società dei commercialisti della Lega.

Ora la fiduciaria è stata acquisita ad una anonima lussembrughese..
La Lega per Salvini premier ha sede presso un commercialista, guarda caso, Michele Scilieri.
Quest'ultimo è cascato dal pero – racconta al giornalista: dopo l'accordo con la procura di Genova, la sede del partito torna in via Bellerio.

Scilieri entra poi in Lombardia Film Commission, grazie a Di Rubba, che compra una sede da un cliente di Scilieri, in una botta sola: 800mila euro passati dalla Film Commission all'immobiliare Andromeda, un cliente di Scilieri.
La perizia per il valore dell'immobile è fatta da un perito che ha sede in via delle Stelline.

Da Immobiliare Andromeda, dopo pochi giorni, parte un bonifico ad un geometra, Maffeis, proprietario della Eco SRL.
Dalla società di Maffeis sono stati bonificati 300mila euro alla Barachetti Service, vicino di casa del commercialista De Rubba.

Questa società avrebbe avuto incarichi per 1,5 milioni di euro dalla Lega: perché Barachetti versa 400mila euro ai commercialisti della Lega? – la domanda che il giornalista Giovanni Tizian si poneva nell'intervista con Luca Chianca.

Questa è solo una parte dei soldi pubblici finiti nelle mani di società vicine a Di Rubba, per un totale di 800mila euro, in un intreccio che coinvolge anche i familiari dei direttore amministrativo.
Nel maggio 2018 viene costituita la Vadolive SRL dalla cognata di Rubba (di professione barista in un bar a Clusone): dopo 8 giorni il gruppo Parlamentare al Senato della Lega sottoscrive con lei un contratto da 480 mila euro. Ufficialmente per comunicare le attività del gruppo sui canali social.
“Io non sono tenuta a rispondere” la risposta che ha dato questa persona al giornalista.
Il contratto è stato interrotto dopo qualche mese ma parte di quei soldi sono finiti a persone dello staff del ministro Salvini, come Luca Morisi.

Perché questo contratto, perché questa società fondata da una barista (con tutto il rispetto)? Domande a cui il capogruppo al Senato Romeo non ha voluto rispondere: “stiamo andando a votare lo sblocca cantieri”.

La legge consente ai gruppi parlamentari di affidare soldi pubblici a società esterne: ma dovrebbero rendicontare, senza passare per società di comodo come quella fondata dalla barista di Clusone.

Nero come il petrolio - I vampiri (Giorgio Mottola)

Mottola ha raccontato la storia dei ladri di petrolio che bucano le pipeline per rubarlo.
E poi i ladri di petrolio che frodano il fisco grazie al carburante in nero, dove non si pagano né tasse né accise, presso delle pompe di benzina che fanno concorrenza sleale ai gestori onesti.

In questi traffici si trovano dentro camorristi, imprenditori che non sanno o fanno finta di sapere da dove arriva il petrolio. E soldi che sono passati pure per la tonaca di un prete che li avrebbe portati a San Marino.

600mila euro di falsi crediti iva è, solo nel 2019, il totale dell'evaso in Italia nel comparto del petrolio: potremmo monitorare ogni litro di petrolio che entra nel paese, come fatto in Polonia.

Un fisco per l'estate di Emanuele Bonaccorsi

Prenotate via Booking o via Expedia? Pagate l'albergo e pagate pure la commissione (dal 18- 30%), soldi che poi finiscono all'estero, soldi su cui le tasse sono ridicole.
Se gli alberghi vogliono vendere di più, devono sottostare al ricatto di queste società: più paghi, più ti metto in top alla lista degli hotel.

Booking incassa 14,5 miliardi in commissioni, Expedia incassa invece 11 miliardi di provvigioni.
I rispettivi CEO sono pagati in milioni di dollari.
Dei 23 miliardi di euro, il mercato degli alberghi in Italia, circa 7 finiscono nelle tasche di questi due portali.
Altro che flat tax, pagano tasse ridicole e i soldi che incassano finiscono in paradisi fiscali: non avendo una sede stabile, questi portali non pagano l'IVA. Se vai a dormire in una casa prenotando via Booking (che sta sfidando Air BNB) nessuno rilascia una fattura e questo è un bel problema.

Il deputato PD Boccia parla di evasione fiscale: i rappresentanti di Expedia e Booking sono stati invitati alla Camera, Expedia nemmeno si è presentata.
Nessuno dei deputati ha chiesto conto a Booking della loro evasione, nemmeno i grillini che pure dovrebbero essere attenti ai soldi e alla casta...

Sono aperte due inchieste a Genova e Roma, per evasione fiscale: vedremo come andrà a finire.
Visto che all'estero a Booking non va bene come in Italia: in Francia Booking ha dovuto pagare 365 milioni di tasse arretrate.

10 giugno 2019

Le inchieste di Report – lunedì 10 giugno

Sono molti gli argomenti affrontati nei servizi dei giornalisti di Report questa sera: andremo sulle tracce del tesoro di Salvini, chiederemo conto sull'efficacia delle cure termali, un aggiornamento sulla storia degli investimenti in diamanti, i ladri di gasolio e il mondo dietro le prenotazioni online degli alberghi.
Infine, se mancano i medici, chi ci curerà?

Sulle tracce del denaro della Lega

Luca Chianca ha seguito le tracce del denaro della Lega, da Bergamo dove risiedono le società dei commercialisti che i beni del partito di Salvini, a Milano dove lavora un altro commercialista con interessi in una società della regione Lombardia.

Una storia, quella dei soldi della Lega, che non finisce mai di stupire.


Nell'anticipazione del servizio, si parla di una società di ristrutturazione, la Barachetti SRL e sui lavori ottenuti nel corso degli anni da parte della Lega nord, della Lega Nord per Salvini e della Pontida Fin, l'immobiliare del partito.
Soldi che poi Barachetti eroga nei confronti dei cassieri del partito, Centemero (tesoriere), Di Rubba (direttore amministrativo dei conti del partito alla Camera) e Manzoni (revisore contabile del gruppo al Senato).


Perché Barachetti versa 400mila euro ai commercialisti della Lega? – la domanda che il giornalista Giovanni Tizian si poneva nell'intervista con Luca Chianca.
Questi fornitori di servizi della Lega sono molti legati ai suoi vertici, vivono negli stessi paesi: operazioni di cui Michele Scillieri, commercialista milanese, era all'oscuro. Presso il suo ufficio era stata fissata la domiciliazione legale della Lega nel 2017, un favore fatto nei confronti del collega Manzoni.

Questa è solo una parte dei soldi pubblici finiti nelle mani di società vicine a Di Rubba, per un totale di 800mila euro, in un intreccio che coinvolge anche i familiari dei direttore amministrativo.
Nel maggio 2018 viene costituita la Vadolive SRL dalla cognata di Rubba (di professione barista in un bar a Clusone): dopo 8 giorni il gruppo Parlamentare al Senato della Lega sottoscrive con lei un contratto da 480 mila euro. Ufficialmente per comunicare le attività del gruppo sui canali social.
“Io non sono tenuta a rispondere” la risposta che ha dato questa persona al giornalista.
Il contratto è stato interrotto dopo qualche mese ma parte di quei soldi sono finiti a persone dello staff del ministro Salvini, come Luca Morisi.


Perché questo contratto, perché questa società fondata da una barista (con tutto il rispetto)? Domande a cui il capogruppo al Senato Romeo non ha voluto rispondere: “stiamo andando a votare lo sblocca cantieri”.

La scheda del servizio: I COMMERCIALISTI di Luca Chianca in collaborazione di Alessia Marzi
Per sapere chi gestisce la cassa della Lega di Salvini Premier bisogna andare a Bergamo, in un immobile dove il partito ha trasferito la sede di alcune società e associazioni gestite da tre professionisti: Giulio Centemero, tesoriere della Lega, Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, rispettivamente i revisori contabili dei gruppo alla Camera e al Senato. Ed è in questo studio di Bergamo che a dicembre scorso i magistrati della procura di Genova, hanno sequestrato decine di carte di alcune società. L'ipotesi è che potrebbero essere state utilizzate per portare all'estero parte dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali percepiti e rendicontati con irregolarità. Ma seguendo le tracce dei commercialisti di Bergamo siamo finiti a Milano in un altro studio di commercialisti dove Matteo Salvini ha fatto registrare, per un breve periodo, la sede del suo nuovo partito e dove abbiamo trovato un altro commercialista con interessi nella Lombardia Film Commission, guidata fino allo scorso anno da Alberto Di Rubba, che ha comprato un fabbricato da 800mila euro. Seguendo chi ha incassato buona parte dei soldi pubblici della Lombardia Film Commission, Report è finito con il tornare da dove era partito, nelle valli bergamasche, e più esattamente proprio nel paese di Di Rubba.

L'efficacia delle cure termali

Le cure termali sono state inserite tra i livelli essenziali di assistenza e offerte dalla sanità pubblica per la cura di una serie di patologie.
Ma le cure termali fanno bene? Domanda che non è oziosa visto che è lo Stato che paga queste cure ai cittadini per 118ml di euro. E visto che le strutture per le terme usano acqua che arriva dalla falda.

La scheda del servizio: LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA di Adele Grossi
Le cure termali sono comprese fra i livelli essenziali di assistenza e per questo pagate dal sistema sanitario nazionale per la cura di svariate patologie. Per finanziare queste cure, solo nel 2018 sono stati spesi 118.798.000 euro. Ma le cure termali sono veramente efficaci? È importante chiederselo, visto che per sfruttare la risorsa termale 33.000 ettari di superficie sono dati in concessione ai privati che pompano l'acqua a ritmo continuo dal sottosuolo. Gli enti locali non sanno esattamente quanta acqua viene prelevata, i controlli mancano e le conseguenze dell'impoverimento delle falde possono essere molto gravi. Da Abano a Rapolano terme, da Chianciano sino a Tivoli e Guidonia, dove il depauperamento della risorsa ha portato alla cosiddetta subsidenza catastrofica, vale a dire a uno sprofondamento del territorio che oggi è ancora in atto con rischi concreti per le abitazioni.

Come è andata a finire?


Come ogni finale di stagione, Report fa un aggiornamento di vecchie inchieste, raccontando che evoluzione hanno avuto.

Gli investimenti in diamanti
Un diamante è per sempre, ma non sempre è un buon investimento o, quanto meno, non quell'investimento garantito dalle società che Report aveva messo sotto la lente di ingrandimento nel 2016.
Diamanti venduti a prezzi superiori a quelli di mercato, società di investimento che danno consigli non disinteressati (Diamond Private e IDB), un sistema che coinvolge banche (San Paolo e Unicredit), quotidiani (come il Sole 24 ore che riportava i dati dei rendimenti forniti da queste società di investimento) e che ha rifilato delle fregature a persone che cercavano solo un sistema sicuro dove mettere i loro guadagni.
Ma ad essere fregati sono stati non solo i risparmiatori ma anche i dipendenti delle banche.
La procura di Milano ha sequestrato 700 ml di euro a due di queste società di intermediazione: Report darà i nomi di alcuni dei manager che si sono arricchiti con questa truffa, una anticipazione la potete leggere nell'articolo di Fabio Pavesi sul Fatto Quotidiano
Da Ghizzoni a Profumo: una ventina di top manager ricevevano sculture greche ed etrusche, soggiorni in hotel 5 stelle con spa e massaggi, per rifilare ai clienti preziosi a prezzi gonfiati

La scheda del servizio: OCCHIO AL PORTAFOGLIO di Emanuele Bellano in collaborazione di Ilaria Proietti e Greta Orsi
Diamanti da investimento venduti attraverso i circuiti bancari: era stato proprio Report a svelare, per primo, la truffa, celata dietro a quello che veniva proposto come bene rifugio per eccellenza. A subirne le conseguenze, risparmiatori e lavoratori delle banche. L'inchiesta rivelerà chi sono i top manager che hanno beneficiato del sistema.


I ladri di carburante

In questo paesi ci sono i vampiri, i ladri di carburante che fanno il pieno gratis bucando gli oleodotto: succhiano il prodotto dalle tubazioni. Contro di loro scendono in campo i cacciatori di vampiri, i responsabili della sicurezza, che devono controllare chilometri e chilometri degli oleodotti.


Ma ci sono anche altri vampiri: lo scorso novembre Giorgio Mottola aveva raccontato della rete parallela (e illegale) del gasolio, che arriva anche dalle zone controllate dall'ISIS e, con l'aiuto delle mafie, finisce nelle nostre pompe di benzina.
Un sistema che impoverisce lo Stato e arricchisce le mafie e tutti i colletti bianchi al loro servizio, anche grazie alla liberalizzazione nel settore voluta da Monti (le cosiddette pompe bianche): il costo stimato è di 6 miliardi di evasione.

La scheda del servizio: NERO COME IL PETROLIO di Giorgio Mottola in collaborazione di Alessia Cerantola e Norma Ferrara
Da qualche tempo in alcune campagne italiane sono comparsi i vampiri. Così vengono chiamati i ladri di carburante che di notte bucano gli oleodotti per spillare decine di migliaia di tonnellate di gasolio e benzina all’anno. Per bloccarli, è comparsa una nuova figura professionale: il cacciatore di vampiri. Uomini in passamontagna che tutte le notti perlustrano il tracciato degli oleodotti, servendosi di sensori supertecnologici e telecamere termiche. Ma il grosso dell’illegalità nel settore dei carburanti è causato da un altro genere di vampiri: i colletti bianchi. Imprenditori, commercialisti e broker al servizio della camorra e delle altre organizzazioni criminali che, nonostante il servizio di Report della scorsa stagione, continuano ad arricchirsi grazie all’evasione più grande della storia d’Italia.

Dietro il mondo delle prenotazioni online degli alberghi


Il fatturato del settore alberghiero vale in Italia 23 miliardi: circa il 30% delle prenotazioni avviene tramite due portali web, Expedia e Booking.
Questo però è un sistema che tende a livellare verso il basso i margini di quest'ultimi a vantaggio dei pochi portali: una storia che ricorda quella di Flix Bus o di Air BNB, chi guadagna di più è quello che procaccia il cliente (e che prende commissioni dal 18 al 30%), senza metterci le risorse.
E poi magari le tasse sui profitti (circa 1 miliardo) le paga fuori dall'Italia (o paga pochissimo allo Stato), meno dell'1%.

La scheda del servizio: UN FISCO PER L’ESTATE di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Lorenzo Di Pietro
Prenotare l’albergo per le proprie vacanze sul web è ormai una pratica ordinaria per moltissimi turisti, che si rivolgono principalmente a due portali: dalle loro pagine web passano circa 200 miliardi di dollari di prenotazioni alberghiere in tutto il mondo. Ma cosa si nasconde dietro la comodità di prenotare tutto con un click? Commissioni altissime, tra il 18% e il 30%, che erodono pesantemente i margini di guadagno degli alberghi. E poi una presunta immensa evasione fiscale, dell’Iva e delle tasse sul reddito. Le procure di Roma e Genova indagano su booking, che in Italia incassa commissioni nell’ordine degli 800 milioni, ma paga appena 4,7 milioni di tasse, lo 0,6%. Mentre Expedia accumula le sue provvigioni in una società svizzera, rigorosamente senza IVA. I nostri viaggi, insomma, alimenterebbero grandi ricchezze esentasse. Come fare a rompere questo sistema? Report svelerà qualche trucco, che permette pure di risparmiare un po’.


Il futuro delle cure mediche

Spendiamo meno della media europea nel settore della sanità e, quel che è peggio, parte della spesa si sta spostando sempre più verso la sanità privata. Di fatto avvantaggiando i ceti medio alti che possono ancora permettersi le cure. Che futuro ha la sanità pubblica in questo paese?
Ma un altro problema si sta presentando all'orizzonte: la carenza di medici.

La scheda del servizio: CHI CI CURA? di Giulia Presutti
Siamo a corto di medici specialisti: secondo le proiezioni di Anaao Assomed, da qui al 2025 agli ospedali italiani mancheranno oltre 16mila strutturati. Colpa della "gobba pensionistica": il 67% dei medici dell’intero Sistema sanitario nazionale ha più di 50 anni e nei prossimi tre anni ne andranno in pensione tra i 18 e i 21mila. Le uscite non verranno compensate dalle nuove assunzioni, perché i laureati in medicina che abbiano conseguito anche il titolo della specialità non sono abbastanza. Tra le discipline che soffrono di più c'è la pediatria: i pediatri si dividono tra gli studi e gli ospedali e alcune zone d'Italia iniziano a rimanere scoperte. La coperta è corta, ma chi ha causato la carenza? E soprattutto, si può risolvere prima che gli ospedali restino deserti?

23 novembre 2018

Leggendo i giornali

Ieri abbiamo scoperto che dobbiamo stare attenti anche all'eccesso di altruismo (con tutti i poveri che abbiamo da curare a casa nostra, e poi paga sempre pantalone ...).
Oggi sul giornale leggo delle sciopero dei medici di base e dei penalisti.
I primi che protestano per avere più fondi e per il rinnovo del contratto di lavoro.
I secondi contro la riforma del codice penale che blocca la prescrizione al processo di primo grado (come succede in altri paesi).
Diversamente dai macchinisti (ATM o Trenord) non trovo giornalisti che scrivano del week end lungo, dell'Italia ostaggio di queste categorie rimaste al secolo passato etc etc..
Grazie al cielo aggiungo: il problema della sanità è tremendamente importante, specie nelle regioni del sud, ma anche qui al nord dove rischiamo di trasformare la sanità come servizio per ricchi.
Il problema dei penalisti è che proprio non riescono ad accettare che la giustizia debba essere uguale per tutti, non solo per gli imputati che possono pagarsi un avvocato disposto ad andare per le lunghe.

Sono ormai dieci anni e passa che sento parlare di sanità pubblica (a rischio), di processo penale trasformato in una gara ad ostacoli e dove a furia di cavilli, rinvii (e per un sistema dove si fanno troppi processi) i processi terminano in prescrizione (e il diritto delle vittime a vedersi riconosciuta giustizia?).
E temo che ne sentiremo parlare ancora, vista la tendenza a regredire rispetto alle conquiste del passato: e non posso non pensare alla battaglia delle donne di "non una di meno" (ieri al Consiglio comunale milanese) per la difesa delle fasce più deboli della nostra società.