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16 giugno 2014

Mondiali di nuoto

E' ufficiale: Roma è pronta per i nuovi mondiali di nuoto. 
Le gare si terranno direttamente sul grande raccordo anulare, niente piscine olimpioniche o cosa.
Un bel risparmio, dopo tutti i soldi buttati per gli appalti pubblici gestiti dalle cricche varie.


08 novembre 2011

Presadiretta Live da Genova

Le telecamere di  Presadiretta ieri hanno mostrato le immagini di una guerra: case sventrate, negozi con i vetri spaccati, case pericolanti che andranno demolite, strade dissestate e invase dal fango, macchine accatastate e distrutte. E poi le morti: 6 morti a Genova, 10 morti a Vernazza, 1 morto a Monterosso, 5 vittime a Borghetto Vara.
Soltanto che questi disastri, queste morti, questa distruzione non sono stati causati da una guerra qualunque (Al Qaeda,  un rigurgito di terrorismo): tutto quello che Iannacone, Iacona, ci hanno mostrato è stato causato dal partito del cemento, dall'incuria del territorio, dal dio della speculazione, dal condono usato come voto di scambio o per tener buono l'elettorato.
"Siamo in Italia, non in Afghanistan" raccontava di fronte alle auto ammonticchiate, un superstite di questa guerra.

A Genova, dopo due giorni di lavoro, gli angeli del fango, l'esercito, la protezione civile, gli studenti da tutto il nord hanno iniziato a pulire le strade dal fango venuto giù dalle colline, dai fiumi. Ma se non cambia la cultura della prevenzione, se non cambia il modo di costruire (o di non costruire), il modo di allertare le persone (in modo capillare, non con dei comunicati sulla segnaletica delle strade), saremo condannati a rivedere questo scenario di guerra.

A Presa diretta ci si è andati a chiedere il perchè del nubifragio, non si è solo fatta la solita TV del dolore (le morti, gli atti di piccolo eroismo ..).
Cristiano Abbondanza, di un comitato di quartiere ha portato il giornalista di Presa diretta a ritroso lungo il corso del Bisagno: nel quartiere Incrociati, con le case e la via costruita laddove c'era la sede del fiume che è stato ristretto. Sul ponte S. Agata dove la strada ha preso il posto dell'alveo,a piazzale Adriatico con le case popolari costruite sotto il livello del fiume.
E la foce: dove l'acqua del mare entra nel fiume, creando un muro pericoloso nei giorni di alta marea.
Se si cementificano le sponde dei fiumi, se si restringono gli alvei, se il letto dei fiumi è lasciato sporco, pieno di piante e altro, cosa credete che succeda?
Si è costruito in zone franose, in deroga alle leggi: in cima alla sorgente del Bisagno si vedono persino le case sul letto del fiume.


E si continua a ripetere che questo è stato un evento straordinario: forse la prima volta, si può usare questa espressione. Se un evento si ripete ogni n anni, non è straordinario. Se gli eventi metereologici diventano sempre più concentrati nel tempo e di tipo tropicale, non è più qualcosa di straordinario, ma qualcosa di cui tenere conto.

Come anche del rapporto di Legambiente 2011: si sapeva tutto. Che buona parte dei comuni della Liguria sono a rischio iderogeologico. Lo si sapeva ma lo stesso in Liguria si è costruito molto: come la casa sul fiume Chiaravalle.

Secondo Marta Vincenzi (che nelle ore successive ha sbagliato tutte le dichiarazioni), sindaco, si è sbagliato nel comunicare con le persone: servirebbero più soldi per lavori strutturali, servirebbe costruire in modo più intelligente, un progetto nazionale di messa in sicurezza.
Ma non può nascondere le sue colpe di sindaco, per aver tenuto le scuole aperte.

Ma almeno,a differenza del ministro Prestigiacomo, è scesa in mezzo alle persone. Sorprende la tranquillità del ministro, di fronte alla tragedia, che parlava di fondi stanziati (36 ml per il bisagno), delle sue proteste (mi volevo dimettere). Eh, sì: alla fine ha anche ammesso che di condoni non se ne possono più fare.
Basta che ne parli col suo governo, signor ministro.

Ferruccio Sansa ha parlato del "partito del cemento": "umiliante per Genova vedere le assenze del governo, qui non è venuto nessuno".
Governo e politici locali, che invece oggi stanno preparando, nel silenzio del palazzo, le prossime alluvioni del 2020.
La distanza di sicurezza dai fiumi è stata diminuita a 3 metri dalla giunta Burlando; sono stati coperti i fiumi (quartiere Adriatico): se il centrodestra è il partico dei condoni, il centrosinistra ha pesanti responsabilità nell'uso che è stato fatto del cemento.
A Sanremo, continuava Sansa, la giunta di sinistra ha trasformato in edificabile una zona franosa, nel Maestrale (l'associazione di Burlando) si ritrovano costruttori, architetti, assessori.

Persi posti di lavoro, persa l'importanza strategica del porto, a Genova sono rimasti solo gli interessi dei costruttori, ammetteva il sindaco.

Il viaggio di Presadiretta è proseguito verso Vernazza, distrutta dalla frana staccatasi dalle colline abbandonate: in un paesino di 350 abitanti che è stato sfruttato dal turismo di massa, rendendo i paesi invivibili per l'alto costo della vita. E la gente, abbandonando i borghi, trascura il territorio che, quando piove, porta giù a valle di tutto.

A Borghetto Vara è come se una bomba atomica d'acqua fosse scoppiata sulle colline. E l'acqua scesa ha gonfiato i fiumi che per decenni  non sono stati puliti: "è più facile pagare i danni ora o prevenirli?" si chiedeva ironico un geometra di fronte alle case distrutte.

Update:
- Anche oggi si è abbattuto su Genova un nubifragio

- I soldi per la frana di Giampilieri mai arrivati
- L'alluvione in Piemonte: ore di paura ai depositi nucleari

06 novembre 2011

Il dio della speculazione


“Non bisogna più inchinarsi al Dio della speculazione. Non è più possibile questo ripetersi degli alluvioni. Gli amministratori devono capire che si deve interrompere questo processo di impermeabilizzazione di Genova provocato dalla cementificazione” Vincenzo Scolastico, procuratore capo di Genova, che ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo.

Non possiamo più accettare che dopo queste tragedie ci sia qualche amministratore che tira in ballo l'imprevedibilità dell'evento e il non aver potuto fare altro che lanciare l'allarme.
Le morti di Genova (come quelle delle precedenti alluvioni a Genova, nella lunigiana, e Messina nel 2009, ad Alessandria nel 1994, a Sarno nel 1998..) hanno dei responsabili precisi.
Come gli amministratori che hanno permesso le costruzioni vicino hai fiumi, restringendo i vincoli da 10 a 3 metri, in Liguria (come ha denunciato il WWF). Permettendo la costruzione di un outlet a Brignano, zona alluvionata (operazione voluta dalla Lega e sponsorizzata dagli amici del PD), con i porticcioli da mille posti barca che stanno per sorgere alle foci del Magra, per la gioia dei politici del centrosinistra.
La politica dovrebbe prevenire i problemi, dovrebbe valutare il bene collettivo, non fare gli interessi dei costruttori senza scrupoli (anche loro colpevoli perchè le case non crescono da sole) e delle cooperative.

Ci tocca sorbire pure il lamento tardivo del presidente del Consiglio “è evidente che si è costruito laddove non si doveva costruire , ma forse si possono trovare interventi che scongiurino il ripetersi di questi disastri”.
Ma con che coraggio? Lui che col suo governo a realizzato due condoni nel passato (che hanno permesso la costruzione di troppe case abusive) e che nella manovra pensava nuovamente di inserire norme analoghe.

Esistono già dal 2005 i Piani di assetto idrogeologico che elencano regione per regione gli interventi per ridurre la pericolosità fluviale: basterebbero 150 milioni di euro per risolvere il problema delle piene del Bacchiglione e del Piave, con la costruzione di un invaso per le piene. Per tutti i fiumi d'Italia la stima è di 44 miliardi di euro, ma il ministero dell'Ambiente, assieme ai fondi delle Regioni stanzia 2 miliardi di euro. Ma nessun cantiere di quelli previsti dai Pai è stato aperto.
Lo scolmatore a Genova avrebbe potuto risolvere tutti i problemi (è una bretella per deviare l'acqua del fiume altrove dalla città): se ne parla dagli anni 70, ma l'opera è rimasta ferma per mancanza di fondi. Anche grazie ai tagli selvaggi di questo governo.
Eppure il governo trova 10 miliardi per il ponte sullo stretto; per l'autostrada Mestre Civitavecchia (cara al centrosinistra e a Bersani) siamo oltre i 15 miliardi. E a Genova 400 milioni per imbrigliare il Bisagno.

Perchè? Forse perchè i morti non entrano nei bilanci dello stato, mentre invece quando si cementifica il territorio, condannando a morte degli innocenti, aumenta il PIL?

PS: ci aspettavamo il presidente correre a Genova sui luoghi del disastro, in mezzo agli spalatori di fango. E invece, avrà avuto qualcosa di più importante cui occuparsi.