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20 maggio 2024

Report - le olimpiadi (in)sostenibili e il tesoro della lega

SFORO OLIMPICO Di Claudia Di Pasquale

Le Olimpiadi di Milano Cortina sono state vinte con delle premesse chiare: essere sostenibili in termini ambientali ed economici, invece il primo atto dell’operazione è stato l’abbattimento di migliaia di alberi per far spazio alla nuova pista da bob.

In faccia al progetto dove si parlava di mantenere i larici in due punti specifici della pista: Claudia Di Pasquale ne ha chiesto conto al presidente Zaia, che ha cercato di evitare di rispondere alle domande. La pista è più corta, mi hanno detto che pianteranno più alberi, abbiamo riqualificato una pista da bob abbandonata… Ma se non riuscissimo a costruire per tempo la pista dovremmo andare a gareggiare all’estero.

La pista da bob nel dossier iniziale doveva essere risistemata: era stata costruita per le Olimpiadi del 1956, la ristrutturazione era stimata in 47ml, ma alla fine la nuova pista costerà 118ml di euro, tutti a carico dello Stato.
LA pista deve essere a Cortina – spiegava Salvini in conferenza stampa – senza spendere soldi in più: alla fine il progetto per la gara diventa light, per spendere di meno, togliendo le opere di mitigazione.
Ma alla fine il progetto light sarà solo una pista di cemento, senza servizi per disabili, senza coperture a verde e costerà pure di più.
L’autorizzazione paesaggistica è arrivata dalla regione Veneto solo dopo 4 giorni l’approvazione del progetto: questa pista sarà usata solo da pochi alla fine delle olimpiadi, sarà solo un peso per le future generazioni.
Il Cio aveva scritto a Zaia che una nuova pista da bob sarebbe stato un azzardo, come la pista realizzata a Torino per le olimpiadi del 2006 e oggi abbandonata.
Ma alla fine la pista di bob si farà, sarà una cattedrale nel deserto? “Questo lo dice lei” è la risposta di Zaia alla giornalista, tutto dipende dal piano economico.
Secondo il dossier di candidatura con cui l’Italia ha vinto avremmo dovuto spendere il meno possibile, ma oggi sembra tutto carta straccia: Malagò, di fronte alle carte del dossier (dove si parla di ristrutturazione della pista da bob), tira fuori motivi ideologici, per poi chiuderla dicendo che la politica ha voluto fare così, costruendo una nuova pista.

Nel frattempo gli austriaci stanno sistemando la loro pista per 28ml di euro, se Pizzarotti non dovesse consegnare l’impianto entro marzo 2025, le gare si faranno in Austria (ma noi avremmo comunque speso 118 ml di euro per una cattedrale nel deserto).
Ma in questo progetto ci sono altre opere di mezzo: ci sono i lavori di ristrutturazione del palazzo di ghiaccio, il trampolino Italia che non è usato dagli anni 90, ci sono i lavori per il villaggio olimpico (39ml di euro) realizzato con case usa e getta. Tutte opere ancora da fare.
C’è poi la tangenziale per Cortina per evitare che i mezzi pesanti per le opere debbano passare per la città: la variante dovrebbe attraversare la valle, in una zona dove è presenta una frana, con tanto di movimenti franosi verso valle.
Lo scorso dicembre il ministero dell’Ambiente ha bloccato questo progetto, chiedendo una variazione che prevede un impatto su diversi condomini della zona.
Altri costi deriveranno dai lavori sul ponte, poi una galleria sotto le montagne (costo 483ml di euro): quest’ultima opera è escluso che verrà realizzata per le olimpiadi.
Ci sono poi le varianti per diminuire i tempi di percorrenza per arrivare a Cortina: costo per 250ml di euro, per un risparmio di 2 minuti di tempo per chi arriva qui.
C’è poi la bretella ferroviaria di pochi km, di cui una buona parte sotto terra (con una galleria a cappio), in una zona ad alto rischio idrogeologico.
Altra opera essenziale per le olimpiadi, ma in realtà è una bufala perché questa bretella collega Mestre a Venezia, poi non ci sono treni per Cortina.

Alla fine queste opere collegate per le olimpiadi a chi convengono? Non sono olimpiadi low cost dunque, si parla 1,5 miliardi di opere che dovrebbero migliorare la condizione del Veneto (pagati dai cittadini delle altre regioni).
La fondazione Milano Cortina metterà 1,6 miliardi di euro per la gestione dell’evento, i soldi arriveranno dagli sponsor, dal Cio e dalla vendita dei biglietti.
Il costo totale per le olimpiadi è salito da 2,4 a 3,6 miliardi di euro col governo Meloni: si spenderanno soldi anche in Trentino dove gli impianti erano già funzionanti.
Nel dossier si parlava di una spesa di 8ml di euro, oggi siamo saliti a 18ml di euro, per investimenti su impianti esistenti, si prevede di prendere acqua da un torrente in una zona protetta, sono in attesa delle autorizzazioni del comune, ma tanto sanno che andranno in deroga.
I trampolini di Predazzo sono stati smontati e verranno costruiti: i costi sono quadruplicati rispetto al dossier iniziale, anche qui si è scelti di non ristrutturare, approfittando delle olimpiadi per costruire opere nuove.
Sempre a Predazzo si costruirà il villaggio olimpico, dentro la zona militare, nella scuola alpina della Guardia di Finanza. Anche qui, in una zona verde, si andranno a ristrutturare dei palazzi, da 11 ml di euro si parla 41 ml di euro.
Altri soldi saranno spesi per costruire parcheggi, cementificando delle zone verdi, per comprare dei bus.

A Bolzano, ad Anterselva c’è l’impianto di Biathlon: si dovevano spendere 4 ml di euro e si spenderanno invece 51 ml per nuovi lavori, alcuni inutili.
A Dobbiaco dovrebbe realizzarsi un’opera stradale di cui però manca il progetto.
A San Candido grazie alle olimpiadi costruiranno un cavalcavia per eliminare un passaggio a livello, che rovinerà la visuale del paese. Da 7 ml il costo è aumentato a 15 ml: l’opera è stata decisa alle spalle del comune, nemmeno il sindaco ne era a conoscenza.

LA pista di pattinaggio di Baselga doveva essere solo coperta: rispetto alla cifra iniziale, i costi dei lavori sono raddoppiati, ma alla fine la sede di Baselga è stata tolta dalle olimpiadi, poco dopo che il comune aveva approvato il progetto.
Alla fine la sede di Baselga era stata inserita nel piano iniziale solo perché c’era un impianto esistente: è stata sacrificata per lasciar spazio alla pista di Cortina?
Colpa della politica – la risposta di Malagò: il Cio aveva chiesto in nome della sostenibilità a rinunciare all’ammodernamento alla pista di pattinaggio di Baselga e alla pista di bob a Cortina.
Ma alla fine i soldi arriveranno anche a Baselga, dalla provincia autonoma di Trento.

A che punto sono i lavori in Lombardia? La sede designata per lo sci alpinismo è Bormio, nel dossier la pista Stelvio è già considerata omologata, si spenderanno però altri soldi per dei lavori di ammodernamento (per 78ml di euro).
Che senso ha investire tanti soldi per una pista dove, tra qualche anno, non ci sarà più la neve?
Ci sarà una nuova cabinovia che passa a pochi metri dalle case, per un costo da 28ml di euro.
La neve in primavera si trova a Livigno, anche qui si ospiteranno le gare (su piste in gestione a privati): per i lavori delle due piste si passa da 17 ml di euro a 150 ml di euro.

L’importante è che siano opere utili – racconta l’assessore alla montagna: sono nuovi parcheggi, uno interrato sotto la montagna, una nuova cabinovia in project financing (ma parte dei soldi sono coperti dallo Stato).

La Lombardia spenderà fondi pubblici per migliorare la viabilità da Milano verso Sondrio, per un totale di 74ml di euro.
Altra opera è quella chiamata tangenziale sud di Sondrio: si tratta in realtà di un viadotto che non toglierà traffico dal paese: il cavalcavia forse non sarà pronto per le olimpiadi e se non sarà pronto “ce ne faremo una ragione” spiega il sindaco di Bormio.

In generale le opere in Lombardia a che punto sono? Secondo l’assessore Sertori sono a buon punto, Fontana ha deciso di non rispondere a Report e, anzi, alla fine ha allontanato la giornalista accusandola di avere risposte preconfezionate.
Trasparenza cercasi, in questo paese.

Secondo l’audizione dell’ex commissario Santandrea nel 2023, le opere sono in ritardo (e per la maggior parte nemmeno sono utili per le olimpiadi).
Report non è riuscita ad avere informazioni sul cronoprogramma ad Anas, al ministero delle Infrastrutture, senza riuscirci: spenderemo 3,6 miliardi euro in opere che violano anche vincoli ambientali e nemmeno sappiamo come li spenderanno.

A Milano si costruiranno impianti per le gare: dovrebbero realizzarle i privati, andando a ritrutturare opere esistenti, come il palazzetto del Palasharp. Ma alla fine le spese sono salite e i privati, come Ticket One, hanno chiesto aiuto al comune.
Ticket One non ha realizzato lavori dal 2019, il comune ha revocato la concessione pochi mesi fa: ci sono voluti tanti anni per rendersi conto della situazione?
Il Palasharp andrebbe demolito in quanto abusivo, il comune ha usato le olimpiadi per accelerare la riqualificazione: ora il Palasharp è cancellato dalle gare, che si sposteranno in altre zone.

Le gare di Hockey saranno eseguite in zona Santa Giulia da una società privata: anche qui i costi sono destinati a crescere, così Sala ha chiesto al governo di contribuire alle spese del privato.
Nell’ex scalo di Porta Romana si costruirà il villaggio olimpico, dopo le gare diventeranno alloggi per studenti: dentro ci sono investimenti di CDP, soldi pubblici dunque.

Sala (che non ha accettato l’intervista mandando il suo assessore), Fontana, Zaia, sono sempre presenti in televisione a parlare delle olimpiadi: poi però quando gli chiedi di essere trasparente sui costi, spariscono, non vogliono rispondere, mostrano tutta la loro insofferenza al lavoro del giornalista.
Sembra che in questo paese abbiano tutti paura della trasparenza.

TERA NOSTRA Di Luca Chianca

Lo scandalo dei fondi della Lega scoppiò dopo un articolo del giornalista Giovanni Mari, nel 2012: è la storia dei fondi in Tanzania, i magistrati dopo lo scoop cercarono traccia dei soldi della Lega, che stavano andando in Tanzania e Cipro.

L’ex tesoriere Belsito viene indagato dalle procure di Milano e Genova, per truffa (reato prescritto) e per riciclaggio, che costò al partito una confisca di beni per 49ml.

Alla fine ad essere condannato è stato Belsito perché Bossi fece un accordo col nuovo segretario Salvini, la sua Lega non si costituì parte civile nei processi.

Report racconta che grazie al finanziere Colucci che Bossi e Belsito continuarono a fare affari assieme: Colucci fa aprire a Renzo Bossi una società a Londra con un capitale da 1,5ml di euro.

Luca Chianca per incontrare Renzo Bossi è andato fino a Bucarest: la società non ha fatto nulla, spiega il figlio del senatur, l’aveva aperta Londra per non aver rotture .. Ma a cosa serviva?

Secondo Belsito i soldi c’erano in cassa, ma alla fine la magistratura ha stretto un accordo col vecchio partito per pagare quei 49 ml in lunghe rate, ricorrendo al 2 per mille.
Siamo certi che non ci siano parti di quel tesoretto della Lega da recuperare?
Belsito era a disposizione della famiglia Bossi per ogni loro esigenza: nella cassaforte del suo ufficio fu sequestrata la cartella con su scritto “the family”.
C’era anche il documento di laurea di Renzo Bossi, la laurea albanese: un documento precostituito che sarebbe poi servito per la sua carriera politica – spiega l’ex magistrato milanese Robledo.

Falsa la laurea albanese e anche la delega ad un avvocato albanese che doveva poi gestire il documento col titolo da laureato (pagato con denaro pubblico).

A pochi passi da Gemonio Renzo e Riccardo Bossi hanno creato una fattoria, Tera nostra, dove si sarebbe prodotto formaggio di capra.
Renzo Bossi ha poi aperto una società di consulenza, Resil, che ha diversi clienti a Milano e nel varesotto: dopo il 2019 non ha più presentato bilanci.
Nel 2022 avrebbe aperto una società a Londra, chiamata Tera nostra anche lei, con un capitale da 1,5 ml di Sterline: la fonte di Report mette la pulce nell’orecchio al giornalista, da dove vengono i soldi nel capitale iniziale di Tera nostra?
Chianca ha intervistato il commercialista che ha aiutato la fondazione della società, che non ha potuto rispondere alle domande senza il consenso di Renzo Bossi.
Le domande rimangono, da dove vengono i soldi?
A dare una mano a Bossi è Francesco Colucci che ha aperto Tera nostra a Londra: a Milano si occupa della promozione di diverse opere.
A Report spiega che non è stato lui a fondare la società, ma la società inglese Best Choice, a sua volta fondata da un italiano: Best Choice ha creato tante società, spesso scatole vuote, alcune che movimentavano milioni di sterline.

Colucci racconta però che Renzo Bossi gli è stato presentato da un altro italiano, Nicolò Pesce, finito nell’inchiesta sulle truffe degli investimenti in diamanti.
Renzo Bossi nell’intervista con Report racconta della volontà di creare un agriturismo, per cercare investitori ha contattato Colucci. Secondo Bossi il valore del capitale sociale iniziale è sbagliato, aveva solo 10mila euro, avrebbe anche segnalato questo errore formale.

L’inchiesta di Report fa emergere una rete di personaggi, oltre a Colucci e Belsito: anche un imprenditore italiano, Loforese, executive vicepresidente di Rockfeller standard carbon.
Cosa fa questo personaggio? Stringe rapporti con le persone, questa la sua qualità, da ex vicepresidenti americani, sceicchi arabi, agenti della Cia.

È uno che sa muoversi bene in medio oriente: Loforese ha aperto una filiale italiana della Rockfeller, contatta Colucci che era interessato all’idea.
Ma a Loforese consigliano di bloccare l’ingresso di Colucci, perché era finito in una inchiesta su investimenti in criptovalute e opere d’arte.
Il servizio passa poi da Colucci a Calebasso ad un certo Molendini, cavaliere di un ordine non esistente, per tornare a Belsito: tutti legati in operazioni finanziarie, si parla di una operazione per spostare soldi in Moldavia, dove esiste ancora il segreto bancario.
Belsito avrebbe chiesto a Colucci di aprire un conto corrente in Moldavia, nel 2019 ben dopo la fine della vicenda giudiziaria a Genova sui rimborsi. Colucci avrebbe messo a disposizione il marchese Molendini, con forti agganci in Moldavia, che a sua volta individua un tecnico.

C’è una chat che racconta i dettagli di questa operazione: Belsito avrebbe cercato di far partire un carico di statuette di legno dalla Costa d’Avorio verso la Moldavia.
I giornalisti del Fatto Quotidiano hanno cercato di capire cosa ci fosse dentro le casse: erano oggetti di antiquariato, come sostiene Belsito?
Secondo i giornalisti del Fatto si tratterebbe di esportazione di denaro (nelle casse c’erano soldi) che doveva finire in Russia: Belsito sarebbe entrato in contatto coi russi grazie a Renzo Bossi.
Il tentativo di esportazione fallisce e gli imprenditori russi chiedono conto a Bossi: di diverso avviso Renzo Bossi che parla solo di aver fatto un preventivo per Belsito per una spedizione in Russia..
Se questa operazione è saltata, da una seconda chat nel 2019 Calebasso e Colucci si scrivono per far mettere 20ml di euro su un conto corrente in Moldavia: ancora una volta, Belsito non ne saprebbe nulla.

Si pensava di aver chiuso la vicenda dei 49ml di euro, invece ogni tanto questi soldi tornano fuori, come fantasmi.

19 maggio 2024

Anteprima inchieste di Report - le famose olimpiadi sostenibili e il tesoro della lega

Le olimpiadi che dovevano essere sostenibili

Le Olimpiadi di Milano e Cortina dovevano essere quelle nel segno della sostenibilità, economica ed ambientale. Almeno queste erano le promesse. E invece..


Lo scorso febbraio il taglio di decine di larici a Cortina d’Ampezzo ha dato il via ai lavori per la nuova pista da bob, prevista per le Olimpiadi invernali del 2026. Gli alberi tagliati avevano dimensioni considerevoli, avevano più di cento quarant’anni anni, sono nati alla fine dell’ottocento spiega Silverio Lacedelli a Report: per completare la nuova pista si stima che verranno tagliati 400-500 alberi “distruggiamo un ecosistema composto da alberi, arbusti, licheni e costruiamo una cementificazione sul territorio con strade, piste ed edifici.”
Gli ambientalisti e tutti gli abitanti di Cortina ci tengono a questo bosco, che la politica ha scelto di sacrificare, perché è un pezzo di Cortina, “la pista poteva essere realizzata senza dover fare questo grande ambaradan, questo distruzione” conclude l’intervista Lacedelli.

L’ultimo progetto esecutivo della pista da bob ha previsto il taglio di 19980 metri quadrati di bosco ma allo stesso tempo ha prescritto il mantenimento delle alberature esistenti nelle due aree, dietro l’anfiteatro e all’interno della curva cristallo.
Nonostante ciò, gli alberi sono stati tagliati – racconta la consigliera regionale Cristina Guarda che ha mostrato a Report le immagini del bosco prima e dopo l’abbattimento. Per questo motivo hanno fatto un esposto ai carabinieri della forestale.
Dicevano tutti che dovevano essere olimpiadi sostenibili e rispettose dell’ambiente ma non sarà così: il presidente della regione Veneto ha tenuto un atteggiamento quasi sprezzante dei rilievi portati da Report, “avete contato tutti gli alberi”, “voi volete dimostrare che le olimpiadi non servono”, come se fosse questo il punto.
Il punto è che ci sono delle incongruenze tra il progetto presentato al Cio e quello che verrà realizzato: ha spiegato che è vero, sono stati tagliati 500 alberi, ma verranno piantati 10 mila alberi, e che la pista sarà più corta..
Ha poi aggiunto che esisteva una pista che era la più vecchia del mondo e che loro hanno bonificato un bob abbandonato.

Ma, numeri alla mano, alla fine saranno ripiantati alberi solo per 4200 metri quadrati: “lei è più brava di me” è stato il commento di Zaia.

Secondo il dossier del 2019 con cui l’Italia si è aggiudicata le Olimpiadi la vecchia pista da bob di Cortina andava solo ristrutturata, invece nel 2023 è stata demolita per costruirne una nuova di zecca. La giornalista di Report ne ha chiesto conto al presidente del comitato olimpico Giovanni Malagò che ha risposto così “se lei va a guardare nell’ambito del dossier l’impianto di Cortina era previsto”.
In realtà nel dossier si parlava di ristrutturazione, mentre la pista è stata demolita “ma non si è mai parlato di ristrutturazione..”. Ma nelle carte del dossier, che Claudia di Pasquale ha mostrato al presidente c’era proprio scritto così: “lei non voleva che questa pista si facesse” ha ribattuto Malagò, tirando in ballo anche posizioni ideologiche della giornalista, ma allora è ideologico anche il CIO che era contrario alla nuova pista, per motivi di legacy, però – aggiunge Malagò “la politica, il governo hanno ritenuto che fosse giusto rifarlo, più chiaro di così cosa vi devo dire?”.

E cosa deve dire il ministro Salvini? “Io ci tengo che ci facciano le Olimpiadi e che l’Italia abbia l’immagine che merita di avere in tutto il mondo”.
Anche se con questo progetto light per la pista sono state tolte le coperture a verde che mimetizzavano la pista, sono stati tolti dei servizi per i disabili: “parlatene con le aziende” la risposta del ministro, che preferisce fare la figura di quello che non sapeva niente.


Intanto lo scorso 21 novembre sono partiti i lavori per la nuova arena Santa Giulia dove si svolgeranno le gare di Hockey maschile, la struttura sarà costruita e finanziata da capitali privati, cioè dalla società tedesca Eventim, per un costo da 180 ml di euro. Il colosso tedesco si occupa di gestione eventi, è proprietario di Ticket one: si faranno carico dei costi per l’opera che però, per i ritardi e per l’inflazione sono cresciuti, si stima che alla fine si passerà da 180 a 270ml di euro.
Eventim ha fatto presente al comune che ci sarà questo incremento – racconta a Report l’assessore alla rigenerazione urbana del comune di Milano Tancredi – “ci stiamo attivando per evidenziare il problema” che tradotto dal politichese significa che dovrà intervenire il governo con soldi pubblici “penso che sia anche ragionevole chiedere questo..”.
Alla faccia delle promesse.

Anche Livigno ospiterà alcuni eventi per le Olimpiadi: qui sono già presenti 115 km di piste ma da piano sono previste nuove opere i cui costi delle opere aumentati di quasi dieci volte.
Claudia Di Pasquale ha chiesto al presidente Fontana se è preoccupato di questo. Viste le non risposte ottenute, viene da pensare che, no, la regione, come il comune di Milano, come il ministro non siano preoccupati di questo. “Lei sa tutto, è inutile che viene a chiederle a me le cose” – questa la battutina con cui Fontana ha cercato di uscire dall’impasse, per poi passare ad una accusa felpata “voi le avete già preconfezionate le risposte”.

Peccato che Report parli coi dati forniti dagli stessi enti pubblici, coi dati presenti nel dossier di candidatura. Alla fine, quando le battute non sono bastate ha sbottato “posso chiederle di lasciarmi stare?”.

Chiedere un po’ di trasparenza a questi amministratori è quasi un atto di lesa maestà.

La scheda del servizio: SFORO OLIMPICO Di Claudia Di Pasquale

Collaborazione Giulia Sabella

Nel 2019 l'Italia con il tandem Milano-Cortina si è aggiudicata le Olimpiadi invernali del 2026, c'è riuscita presentando un dossier di candidatura che aveva alcuni punti saldi: Olimpiadi sostenibili sia da un punto di vista ambientale che economico, utilizzo di impianti sportivi già esistenti così da non costruire nuove cattedrali nel deserto, solo due nuove strutture permanenti ma finanziate da investitori privati. Lo Stato in pratica non doveva spendere un soldo. Olimpiadi a costo zero s'era detto. A distanza di quasi cinque anni le cose sono un po' cambiate. L'ultimo piano delle opere olimpiche, che risale al settembre 2023, prevede 3,6 miliardi di costi, finanziati per la maggior parte dallo Stato, e dentro non ci sono solo gli impianti sportivi, ma anche opere infrastrutturali, soprattutto strade. Saranno veramente sostenibili le Olimpiadi del 2026, per l’ambiente e per le nostre tasche?

Il tesoro della Lega

Report torna ad occuparsi della Lega a 12 anni dall’inchiesta sui fondi del partito che venivano usati dal tesoriere Belsito per occuparsi della famiglia, quella del segretario Bossi.
Gli investigatori hanno sequestrato nella cassaforte dell’ex tesoriere una cartellina con su scritto “the family” e altri documenti riservati della famiglia.
Belsito aveva sostituito nel ruolo di tesoriere l’ex senatore Balocchi nel 2010 mettendosi a disposizione della famiglia Bossi per tutti i loro desideri, “come faceva Balocchi prima di me” racconta al giornalista Luca Chianca “per risolvere i problemi di qualsiasi natura”, il fax, la stampante, il telefonino, tutto pagato coi soldi del partito.
Di questo caso, i fondi della Lega spesi per la famiglia del segretario, si era occupato per primo l’ex magistrato Alfredo Robledo nel 2012: “venne fuori una questione abbastanza strana, Renzo Bossi si sarebbe diplomato nel luglio 2009, e nel settembre del 2010 si sarebbe laureato a Tirana ..”

E’ la storia della famosa laurea albanese del “trota” che a Report però racconta un’altra storia: su quel documento la data di nascita era sbagliata, prima di tutto: “quella mattina qualcuno autorizzò ad entrare in tutti gli uffici, la cosa che non si è mai spiegata bene è che di questo pezzo di carta non si contesta neanche il titolo, la magistratura non contesta il titolo, perché io non ho mai dichiarato di essere laureato..”
Come spiega anche Robledo, qualcuno ha preparato quel pezzo di carta per lui: “si cercava di precostituirgli un titolo che avrebbe potuto servirgli per la sua carriera personale e politica.”
Quel documento, la laurea di Tirana, è un documento falso.
Ad essere informato di tutto era l’ex tesoriere Belsito che pagava i servizi resi per la famiglia: a chi è venuto in mente di far laureare Renzo Bossi a Tirana? “Sarà stato qualche collaboratore, immagino, che avrà avuto qualche aderenza con quell’università lì, Riccardo andava alla Cepu.. noi pagavamo le rette, punto.”

Dalle carte dell’inchiesta è spuntata fuori anche un’azienda agricola aperta dai Bossi chiamata “Tera nostra”, alla romana, a pochi km da Gemonio, la residenza della famiglia. “Tera nostra e non si sa nemmeno che cos’è” – il divertito commento del consulente di Report Gaetano Bellavia: dalle foto sui social si scopre che fa formaggi, ci sono le capre.
L’azienda è stata costituita con un capitale iniziale di 200 euro: a Report è arrivata una mail da un ascoltatore su un’altra società aperta da Renzo Bossi a Londra, omonima di quella italiana “tera nostra ltd”. Questa sarebbe dotata di un capitale sociale di ben 1,5ml di Sterline: questa sarebbe stata chiusa dopo un anno e mezzo: un fatto curioso, cosa ci sono andati a fare in Inghilterra i Bossi? Gli agricoltori? Non ci sono evidenze su quello che ha fatto questa società.

La scheda del servizio: TERA NOSTRA Di Luca Chianca

Collaborazione Alessia Marzi

A far scoppiare lo scandalo dei fondi della Lega è Giovanni Mari, un giornalista del Secolo XIX di Genova, che ai primi di gennaio del 2012 pubblica la notizia dei conti offshore del partito. Un'operazione da 1 milione di euro in corone norvegesi, circa 1,2 milioni in un fondo basato a Cipro e soprattutto i 4,5 milioni di euro in Tanzania. Tutto ruotava intorno alla figura del tesoriere della Lega Francesco Belsito che dopo quella vicenda viene cacciato dal partito e indagato dalla Procura di Milano e da quella di Genova per truffa aggravata ai danni dello Stato, poi prescritta, appropriazione indebita per la gestione dei fondi della Lega, costati al partito una confisca da 49 milioni. Soldi che nessuna Procura ha mai trovato. Dopo 7 anni da quelle indagini scopriamo che Belsito e il figlio del Senatur, Renzo Bossi, hanno fatto ancora affari insieme. Una storia inedita che ci ha messi sulle tracce della Tera Nostra, una società aperta a Londra proprio da Bossi con un capitale sociale di 1,5 milioni di sterline e poi chiusa dopo poco tempo. Un viaggio tra imprenditori nel mondo dell'arte, visionari, fiduciari e cavalieri prima a Londra, poi a Malta, Lugano e infine a Bucarest, per capire se una parte dei 49 milioni di euro fosse stata distratta in conti offshore e società all'estero.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

16 maggio 2021

Su centro sinistra e governo

Ieri mattina seguivo il microfono aperto su Radio Popolare dove si parlava di Milano, della possibile candidatura di Albertini (che poi ha rifiutato) e delle differenze tra i due possibili candidati, centrosinistra con Sala e centrodestra con .. chi lo sa.

Mi ha sorpreso il tono di alcuni ascoltatori, elettori di Sala, che se la prendevano con chi contestava alcune scelte di questa amministrazione, come la nuova colata di cemento che coprirà la città a partire dagli ex scali ferroviari.

Non solo, quando veniva tirato fuori il tema della gentrificazione, ovvero le persone costrette ad andarsene dai quartieri riqualificati per l'aumento dei canoni, la risposta era è così in tutto il mondo e le persone povere possono andarsene da via Padova e andare altrove.

Anni di spostamento a destra, hanno prodotto questo: da un sindaco di centro sinistra mi aspetto che ci si occupi anche dei “poveri”, delle persone con meno disponibilità economiche, con alloggi popolari che non siano i soliti casermoni inguardabili.

Ma quando si tirano fuori queste questioni (cosa sta facendo Sala e il centrosinistra in generale) per le politiche abitative, per la qualità dell'aria, per il trasporto pubblico, ti senti rispondere “allora volete la Lega? Volete Salvini?”

Ecco, non voglio Salvini ma nemmeno un amministrazione che chiede i voti “utili” solo perché altrimenti c'è il babau.

E lo stesso vale a livello nazionale: sentir Letta invocare riforme importanti come la giustizia (perché altrimenti non arrivano i soldi, il che è parzialmente non vero) con questo centrodestra, mi da molto fastidio. Perché io e molti elettori di sinistra, non ce lo siamo dimenticati il caimano, conosciamo bene il sistema CL e Lega qui in Lombardia.

Non mi è piaciuta l'operazione Draghi, non mi piace questa santa alleanza con tutti dentro per fare riforme che magari non risolvono i problemi del paese (la sanità territoriale, il trasporto locale, la svolta verde con le rinnovabili) e non mi sta piacendo nemmeno questo PD, la direzione che sta prendendo, sempre meno a sinistra.

Gli elettori non hanno la bocca così buona come si crede: anche sulla questione palestinese, dove non si può tirare in ballo il diritto alla legittima difesa senza ricordare le politiche di occupazione di Israele.

26 dicembre 2020

L'altra Milano



L'ha detto e lo ha fatto, il segretario della Lega, il partito che 364 giorni all'anno se la prende con i senza tetto, il giorno di Natale è andato coi city angels a distribuire aiuti ai senza tetto di Milano.

A Natale anche uno come Salvini è più buono: anziché starsene con le sue famiglie, ha dedicato qualche ora per mettersi a favore di telecamere in mezzo ai clochard, mica come quei radical chic della sinistra che se ne sono rimasti a casa col culo al caldo.

Ora ci aspettiamo che, per non passare da ipocrita, si dedichi all'assistenza anche altri giorni all'anno, senza telecamere e fotografi di mezzo.

Ma anche un altro esponente politico ieri era in mezzo ai volontari dell'associazione Pane Quotidiano (persone che dedicano il loro tempo agli ultimi di Milano tutti i giorni): era il sindaco Sala, venuto lì per ringraziarli e per ringraziare il generoso imprenditore che ha staccato un assegno di qualche migliaia di euro.

Eh sì, siamo tutti più buoni.

Certo, un sindaco progressista avrebbe aggiunto anche che, nel suo prossimo eventuale mandato avrebbe fatto tutto il possibile perché a Milano non si vedano più le scene drammatiche delle persone in coda per un aiuto.

Che Milano non è solo la città dei grattacieli, dello shopping sotto la galleria Vittorio Emanuele, degli aperitivi dei bei tempi. O della mega (speculazione) operazione immobiliare attorno al nuovo stadio San Siro, fortemente voluta dal fondo Elliot di cui ancora non si sa bene chi ci sia dietro.

Perché a Milano nessuno deve essere lasciato indietro.

Ma questi sono discorsi da un sindaco di sinistra. Dobbiamo accontentarci.

Accontentarci di questi politici che si accorgono che esiste un'altra Milano solo attorno a Natale.

21 febbraio 2020

Il caso Milano e la sinistra confusa

Ieri, dopo la strage in Germania ad Hanau, improvvisamente (?) ci siamo accorti che esistono le formazioni neonaziste, ben armate e ben determinate a far pulizia nel paese.
La stessa pulizia che due anni fa Luca Traini voleva fare contro le persone di colore che considerava colpevoli della morte di Pamela.
Così, per ribadire il punto, ad inizio trasmissione Corrado Formigli a Piazza Pulita ha intervistato il sindaco di Milano Sala: il sindaco di sinistra, che difende la Costituzione e il valore della memoria dell'antifascismo ..

Lo stesso sindaco che , poche ore prima al TG regionale illustrava la sua proposta per il problema della casa a Milano, specie per i giovani: una bella joint venture con AirBnb.
Capisco che ci sia grande confusione sotto i cieli e che, di questi tempi, sia facile confondere destra e sinistra.
Ma qui stiamo andando oltre: non bastava la privatizzazione di sanità e scuola, non bastava la cementificazione del suolo pubblico, il progetto di San Siro che porterà a nuovo cemento.
Pure per la casa ci affidiamo al buon cuore del privato che, senza lacci e lacciuoli di tasse e burocrazia, ci concederà qualche appartamentino a prezzi modici (tanto AirBnb le tasse le paga con comodo).

E questa sarebbe la sinistra?
La sinistra che sta dalla parte degli ultimi, quella inclusiva, che non lascia indietro nessuno, che non abbandona le periferie, che non lascia il mercato delle case in mano al racket (italiano e straniero)?
Ecco, slogan a parte, specie in giorni di lutto come questi, servirebbe una sinistra che sia meno confusa.
Anche perché diventa veramente poco credibile nei confronti di una destra che invece, confusa non lo è.

29 novembre 2019

C'è grossa crisi

Come diceva Guzzanti, "C'è grossa crisi .."

Il sindaco di Milano Sala, forse pensando alle prossime elezioni, si ricorda di Craxi:

"Penso che politicamente sia il momento di affrontare la questione, che non passi ignorato questo ventennale — ha detto il sindaco di Milano interpellato dai giornalisti —. Poi sulle forme siamo qui per ascoltare proposte e, più che prendere iniziative, io vorrei capire la città che tipo di idee ha. Però giustamente nel ventennale credo sia un passaggio storico da non ignorare"

Ecco, non ignoriamo i nani e le ballerine, il finanziamento illegale al partito, le condanne.

Il deputato di Italia Viva (ex PD) Marattin su Berlusconi (alla caccia di elettori nel centro destra)

Berlusconi aveva possibilità di realizzare una rivoluzione liberale e invece nei suoi anni di governo Berlusconi ha alzato le tasse e non ha fatto leggi sulla libera concorrenza. Ha fallito

Il problema non è Mangano, Dell'Utri, le leggi ad personam, la frode fiscale.. Il problema è la balla della rivoluzione liberale.

Sallusti in difesa di Renzi

 Ormai in Italia funziona così, il nemico politico - e Renzi è un ospite indesiderato nel governo, un problema da risolvere - va fatto abbattere dai giudici se non puoi batterlo con gli elettori (noi del centrodestra ne sappiamo qualcosa).

Certe cose una volta Sallusti le diceva di Berlusconi. Come cambiano i tempi  (qui una volta era tutto sinistra..)

07 luglio 2019

La malattia del tifo

La malattia del tifo sta progredendo: dalla vicenda Sala all'ultimo episodio del veliero Alex con i 46 migranti presi al largo della Libia. 
A seconda di quale giornale uno stia leggendo, la condanna del sindaco di Milano passa da bagatella a colpa grave.
Oggi Repubblica pubblica un suo articolo che è un grido d'allarme: dopo la mia condanna nessuno vorrà fare il sindaco.
Eppure è stato condannato per un verbale retrodatato, che aveva al centro l'appalto per la piastra: si parla di Expo, la mega esposizione in cui tutto rimase fermo dall'assegnazione nel 2008.
E nel 2012 si doveva fare in fretta e, sopratutto, bisognava che l'appalto finisse alla Mantovani, senza gara.

La sentenza gli ha concesso il beneficio dell'aver agito per un interesse pubblico, ma spero che questo modo d'agire non diventi prassi e non ritorni quando ci saranno gli appalti per le olimpiadi del 2026. Altro che modello Expo: Sala non si è arricchito (anche se l'effetto Expo gli è stato d'aiuto per diventare sindaco), ma i soldi erano pubblici, siamo noi ad averci rimesso.

Sui migranti che c'è da dire?
La libia non è un posto sicuro e i porti libici non sono sicuri. Malta è un'isoletta e non può accogliere ancora migranti. 
Nemmeno la Tunisia coi suoi porti è un approdo sicuro, perché secondo molti giuristi in questo paese non c'è il rispetto dei diritti umani.
Dunque, che facciamo?

Il PD ha gestito in modo tiepido la questione, avrebbe potuto fare un punto e a capo votando no in merito al finanziamento della missione libica.
Invece abbiamo assistito ad una scenetta imbarazzante, con la lettera dello smemorato Renzi e alle risposte piccate di Gentiloni e Minniti.
Renzi aveva detto che non si sarebbe fatto condizionare dai sondaggi, quando si fosse occupato della questione dei migranti: la storia ci ha consegnato invece un leader che ha usato le leggi sui diritti civili (importanti, certo) per poi fare riforme su lavoro e scuola che sembravano provenire dal programma del centrodestra.

Difendere i migranti, come difendere i senza lavoro, come difendere le persone di Taranto è scomodo. Si dice che così si fa il gioco di Salvini.
Si rischia di perdere voti.
Meglio azzuffarsi su retroscena delle passate legislature, sulle intercettazioni fatte per l'inchiesta su Palamara.

02 luglio 2019

Ci vorrebbe un'opposizione

Sull'ultimo numero de l'Espresso campeggiava l'immagine del sindaco PD Sala: l'uomo vincente che ora pensa ad un nuovo partito per prendere il voto dei delusi, quelli che han votato i 5 stelle o che non hanno votato.
Sullo stesso numero il segretario Zingaretti (dello stesso partito di Sala, si presume) spiegava la sua visione del PD.
Il PD a cui oggi in molti chiedono di mandare un segnale su quello che vuole fare, anche per spazzare via tutte le ambiguità che hanno portato alla perdita di voti alle recenti elezioni.
Il partito di Orfini e Delrio, saliti a bordo della Sea Watch ma anche il partito di Minniti, del Daspo e del regolamento alle ONG.

Come voterà il PD, per esempio, sul rifinanziamento degli accordi con la Libia? Facciamo finta che vada tutto bene, che ci sia un governo a Tripoli, che i migranti debbano essere rimandati nei loro centri?
Zingaretti parla di superare la Bossi Fini (creare canali di ingresso, abolire il reato di immigrazione clandestina, di rivedere il jobs act (il lavoro non è solo un numero), di portare avanti politiche green (e come la mettiamo con le trivelle?).
Riuscirà a portare avanti questo programma in un partito dove i cavalli di razza scalpitano per trovare nuovi spazi (al centro, da Renzi a Calenda a Sala)?
Insomma, proprio in un momento in cui la maggioranza rivela tutte le sue crepe, il PD potrebbe non essere pronto a raccogliere la sfida.
Sala è il sindaco dei DASPO ai Rom, del modello Expo (e della pax giudiziaria con la procura di Milano), che parla di ambiente eppure Expo ci ha lasciato solo una serie di padiglioni ora vuoti (e ben diversi dai rendering del progetto iniziale).

Qual è la posizione di Sala e Zingaretti (e delle altre anime del PD) su Ilva, sulle concessioni autostradali ad Atlantia (cioè Benetton), sulle nomine nel CSM?

26 giugno 2019

Il partito del fare

Il partito del fare esulta per la vittoria di Milano (e Cortina) per le olimpiadi invernali del 2026: più infrastrutture, più servizi, più turisti.
Ma senza tirare in ballo gli amici e gli amici degli amici - rassicura il sindaco Sala: non fate come quelli che alle feste si imbucano e si mangiano tutti i tramezzini..



Ieri il titolo di Risanamento in borsa ha guadagnato un +8%: qualcuno ha capito fin da subito che aria tirava, per tutti i progetti che partiranno a Milano, specie nelle aree dismesse di FS che di fatto si trasformerà in una immobiliare. Anziché occuparsi di treni e stazioni.
Comunque vada sarà un successo, forse anche per i milanesi che, come per Expo, si vedranno sfilare davanti un piccolo evento (le olimpiadi dureranno 15 giorni) e potranno dire ai figli, "io c'ero".
Per il momento pagheranno il biglietto di Atm a 2 euro, dal 15 luglio.

Perché per fare servono soldi.
I soldi dell'autonomia differenziata, per esempio: quelli che la regione Lombardia si terrà da parte per gestire scuola, trasporti e gli altri temi, non più in concorrenza con lo Stato centrale.
Giusto ieri l'operazione Grimilde (la regina cattiva delle fiabe) ha portato in carcere esponenti della ndrangheta della famiglia Grande Aracri (e qualche politico locale) nelle province dell'Emilia, altra regione in cerca di autonomia.

Anche le mafie, oggi come nel passato, hanno cercato di sedersi al banchetto delle grandi opere, dall'alta velocità, al TAV, ad Expo. Chissà se questi "amici" saranno tenuti fuori dalle olimpiadi?
Qualche settimana fa una forte perturbazione sull'alto lecchese ci ha ricordato quanto sia fragile il nostro territorio, le immagini dei pini (quelli con cui si costruiscono gli Stradivari) abbattuti dalle raffiche di vento lo scorso autunno dovremmo ancora ricordarcele.  

Eppure c'è qualcuno che afferma che proprio grazie a questi eventi si metterà in sicurezza il territorio.
Gli stessi che dicono che non verranno create altre cattedrali nel deserto, che il pubblico non ci rimetterà (come successo a Torino, a Roma ..).

Ai tempi di Expo i primi anni sono stati sprecati sulla decisione delle nomine: vedremo ora se il partito del fare saprà fare di meglio.

23 giugno 2017

Per completezza di informazione

Non c'è solo Roma, col probabile processo al sindaco Raggi per le sue nomine al comune di Roma.
E non c'è solo il caso del bambino malato di leucemia, morto per morbillo a Monza (preso dai fratelli che non si erano vaccinati).
Se volete indignarvi potreste anche occuparvi del sindaco di Milano Sala e delle sue scelte quando era commissario di Expo.

E ci sono anche i bambini che si ammalano a Taranto, o in Basilicata. E non perché non sono vaccinati.

Così, per completezza dell'informazione.

20 gennaio 2017

I tempi sono maturi

La difficile eredità di Craxi, Unità 20 gennaio 2017 (dove eredità è in senso politico non dei soldi).
Sala apre a Craxi e il Pd si spacca, Corriere 20 gennaio 2017 (apre nel senso di dedicargli una via).

Qui non è solo questione di memoria breve (in senso anche orwelliano), di quando Craxi era il pentapartito, la persona che aveva piazzato i suoi sulle poltroni pubbliche, nella Rai.
E' piuttosto la migrazione, lo spostamento da sinistra (la sinistra Berlingueriana, quella della questione morale per intenderci) di un partito, di una classe dirigente.
I tempi sono maturi per una via.
Qui giace la sinistra..

31 maggio 2016

Alla voce sicurezza

Ieri i due candidati sindaci di milano si sono finalmente incontrati al confronto televisivo su Sky.
I due candidati manager hanno raccontato agli elettori il loro modello di Milano. Si sono divisi almeno all'apparenza su un argomento: l'argomento sicurezza.
Da una parte Parisi che batteva il tasto della sicurezza e del senso di pericolo percepito dai milanesi.
Dall'altra Sala che non può abiurare il lavoro di Pisapia ma che, per tenere buono l'elettorato di centro e di centro destra cui si rivolge, aveva proposto l'uso dei militari nei quartieri a rischio. Proposta su cui Parisi e il centrodestra stesso aveva sbottato "ma è un'idea nostra, ci ha copiato il programma!".

Ecco, la sicurezza è una parola che può essere declinata in tanti modi: c'è la sensazione di insicurezza (alimentata dagli spot elettorali, da molti giornali) per la piccola criminalità.
L'insicurezza nei confronti dei tanti immigrati, l'invasione, le facce strane che si vedono per strada, questi giovani che ciondalano senza fare niente, a spese nostre .. Questo ci dicono tutti i giorni.
Ed ecco allora i militari, le telecamere, i poliziotti di quartiere, i vigili come i marines (by Bertolaso).

Ma c'è anche un'altra sicurezza (o insicurezza se vista dall'altra parte) di chi ha perso tutto col crac delle banche popolari.
Dei senza lavoro o di quanti campano coi voucher o coi contratti a termine (che non sono spariti con le miracolose riforme del lavoro).
Una pattuglia di militari armati di tutto punto magari ci darà più sicurezza, sebbene contro gli attentati l'unica cosa che funzioni è la prevenzione.
Ma una pattuglia può fare poco contro altri pericoli: la criminalità organizzata, per esempio. Per contrastare le mafie nell'economia, le mafie che portano voti, che chiedono favori ai candidati non servono telecamere o ronde. 

Ieri la cronaca ci ha raccontato un altro episodio di femminicidio: a Roma l'ex fidanzato ha ucciso la compagna non accettando la fine della relazione.
Quante donne sono costrette a convivere con la paura per le botte e le minacce dell'ex, del marito, non avendo altre scelte?
Quanti comuni investono soldi e risorse sulle case per le donne maltrattate? 
Ma queste sono insicurezze che non portano voti.
Come non porta voti puntare sulla qualità dell'aria, della vita, del proprio futuro.
E così la parola sicurezza (o insicurezza) si impoverisce di significato.

"sicurezza" La condizione che rende e fa sentire di essere esente da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli, e simili.

26 gennaio 2016

Unfit to Milan


L'Economist aveva fatto una copertina celebre, anni fa, su Berlusconi: "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italia".
Ne servirebbe un'altra per il candidato sindaco di Milano, Giuseppe Sala: why is unfit to lead Milano?
Perché ha gestito Expo in modo non trasparente (per esempio sui costi e sugli ingressi).
Perché non si è accorto dei manager corrotti che gli stavano sotto.
Perché aveva detto che non avrebbe fatto politica né che si sarebbe candidato.
Perché ora che è tutto finito stanno venendo fuori tutte le magagne: i soldi per l'esondazione del Seveso, i lavori di ristrutturazione della sua villa fatti dall'architetto che ha lavorato per Expo, gli appalti senza gara (ad Eataly) ..

19 aprile 2015

La canzone che non piace a Sala


Alla fiera dell'Expo ..
la canzoncina che racconta di quanto e quanti si siano arricchiti su Expo, non è piaciuta al commissario di Expo Sala.
Dispiace.
“Sparare sulla croce rossa è facile, ma è un esercizio da cui mi dissocio”.
Niente critiche, niente sberleffi, niente allusioni ai rischi di Expo per i visitatori. Per le autocertificazioni dei padiglioni tirati su in fretta.
Vorrei ricordare a Sala che, per tutti i soldi che ha preso, per tutti i soldi sprecati, per tutti i ritardi (di cui Crozza non ha colpa), potrebbe anche accettare un po' di satira e tenere il profilo basso.
Perché questa retorica dell'ottimismo, della sfida, del rilancio dell'Italia, ha veramente stufato.
Perché anche quell'altro era ottimista, di fronte alla crisi e ai problemi.
“Non ho mai visto un pessimista combinare qualcosa di buono nella vita”, diceva Berlusconi.

Fa il paio con le ultime uscite di Renzi quando parla “della tiritera tipica dei talk show” e che dobbiamo smettere di piangerci addosso. Se ci fosse fiducia ..
Viva l'ottimismo, allora. 
Alluccate viva 'o Re!