Finalmente
il servizio che tutti i troll e hater della rete, specialmente tifosi
di certe squadre, rinfacciavano a Report: i rapporti pericolosi tra
Inter e Milan con diversi esponenti criminali delle curve, le
infiltrazioni ndranghetiste e i segreti finanziari.
I
nemici della sostenibilità ambientale
Un
altro pezzo di Pnrr che si perde via, come anche la possibilità di
trasformare le nostre città in luoghi più vivibili: uno
degli obiettivi del piano era piantare 6,6 ml di alberi entro il
2024 per contrastare i cambiamenti climatici e contrastare la perdita
della biodiversità.
Ma
è stata l’ennesima occasione persa: anziché degli alberi ci siamo
accontentati di piantare semi nei vivai.
Non
tutti hanno per fortuna adottato la soluzione (furbetta) dei semi: a
Genova, alla discarica di Scarpino, hanno messo a “dimora” 30mila
piante: “a dicembre è avvenuta la fase di piantumazione in sito”
spiega Agostino Ramella dirigente della città metropolitana di
Genova “e no si è dovuto ricorrere ai semi piantati dentro i
vivai”. Hanno sperimentato anche la via dei semi ma questa poi si è
rilevata poco efficace, “perché abbiamo ingrassato i ghiri della
zona”, diverse piante si sono seccate dopo la piantumazione, oltre
a questo c’è stato il problema della siccità che ha infierito
sulla vita delle piantine.
LAB
REPORT: IL
SEME DELLA DISCORDIA
di
Roberto Persia
Collaborazione
Stefano Lamorgese
Nel
2022, il PNRR prometteva 6,6 milioni di alberi con 330 milioni di
euro. Nel 2024, l'obiettivo scende a 4,5 milioni di alberi e 210
milioni. Il problema? Mancano gli alberi.
I
tempi del PNRR hanno imposto una logica economica alla crescita degli
alberi. Con una produzione insufficiente, si è optato per contare
anche i semi, trasformando la riforestazione in un’operazione
contabile. La Corte dei conti ha sollevato dubbi sulla gestione, ma
il Governo ha eliminato il "controllo concomitante",
abdicando alla trasparenza.
Mentre
le città metropolitane soffocano, la riforestazione rischia di
restare una promessa vuota.
Le
curve pericolosa
Il
4 settembre, un mese prima degli arresti di esponenti delle curve
milanesi, decapitandone i vertici, viene ucciso Antonio Bellocco da
Andrea Beretta, colpito da 11 coltellate letali: improvvisamente
quello che prima era già noto a molti, diventava notizia nazionale,
l’infiltrazione della ndrangheta dentro le curve di Inter e Milan.
Una
questione di soldi e consenso – così la racconta a Report il
giornalista Klaus Davi: “sembriamo sorpresi di qualcosa di cui se
ne parlava” ammette il ministro dello sport Abodi “ma ci sono
stati altri segnali in questa direzione di questa infiltrazione della
criminalità organizzata.”
Sette anni prima di questa storia,
era emerso da una indagine a Torino come la criminalità aveva
infiltrato giù la curva della Juventus, due vicende speculari, quasi
da copia e incolla.
Beppe Marotta, spiega il servizio di Report,
sa bene quanto sono profonde le infiltrazioni criminali negli stadi
fin dai tempi in cui era AD della squadra torinese.
Andrea
Beretta coi magistrati ha raccontato di aver incontrato anche Marotta
con cui parlava in milanese.
A
valle dell’inchiesta della procura di Milano è stata aperta
un’inchiesta dalla procura federale perché c’è un articolo che
vieta espressamente i rapporti tra i tesserati e gli ultras: il
giornalista di Report ne ha chiesto conto all’allenatore dell’Inter
Simone Inzaghi, delle telefonate e Marco Ferdigo con altri
calciatori.
Inzaghi
ha spiegato di essere tranquillo “ho chiarito nelle sedi opportune
tutto quello che dovevo dire e con molta tranquillità, non mi adesso
di dilungarmi .. quello che dovevo dire l’ho detto.”
Dopo
la vittoria del suo ventesimo scudetto, lo scorso aprile, la squadra
è stata salutata a 9000 km di distanza dal presidente Zhang, in Cina
a cercare di risolvere i problemi finanziari del gruppo Suning.
I
dati finanziari del gruppo sono stati analizzati da un analista che
Report ha contattato: “questi hanno fatto un casino che la Parmalat
è niente in confronto” racconta ridendo al telefono al
giornalista.
L’Inter
appartiene ad un fondo americano, Oaktree a cui il gruppo cinese di
Zhang ha concesso il timone non essendo in grado di restituire i 360
ml del prestito ricevuto.
Ma
l’Inter non può fallire, come molte altre società di calcio a
cui sono concesse deroghe che non vengono però date ad altre aziende
italiane.
Il
perché lo spiega il tifoso numero uno dell’Inter: “non è una
normale società” secondo il presidente del Senato Ignazio La
Russa, tifoso della squadra, “una società dove il dare e l’avere
si devono bilanciare, qui ci sono in ballo le emozioni, e quando ci
sono in ballo le emozioni vanno gestite con una attenzione, una
sensibilità diversa da qualunque altra attività imprenditoriale
..”
Che detto da un giurista non mi sembra una grande
affermazione è stato il commento alle dichiarazioni di La Russa da
parte dell’analista finanziario ed esperto di diritto penale, Gian
Gaetano Bellavia perché “i bilanci non si fanno con le emozioni
..”
Le
emozioni non hanno salvato Zhang: dopo non aver restituito il
prestito da 360 ml a Oaktree, il 19 maggio il fondo americano ha
preso il controllo della squadra di calcio: “i veri soldi li hanno
messi gli americani” spiega Bellavia “che però non sono
americani perché anche loro sono nelle Cayman, tutto il controllo
arriva dalle Cayman, cioè nebbia..”
Nonostante
il fallimento di Zhang e i bilanci negativi, lo scorso agosto il
nuovo presidente della Covisop
(la commissione per la revisione dei bilanci delle squadre) Tommaso
Miele risponde agli esponenti della fondazione “identità
bianconera”.
Ne parla l’avvocato Patrisso a Report “ci
dice che tutti i controlli dovuti, nel rispetto delle norme federali,
a loro avviso danno garanzia ampia del regolare svolgimento dei
campionati e dell’equa competizione”.
Dunque la commissione
sui bilanci Covisoc assicura che non ci sono anomalie: è la stessa
commissione che nel mese di maggio, quando scoppia il caso Inter,
viene di fatto commissariata dal governo Meloni. Il ministro dello
sport Abodi annuncia che i controlli sulle squadre di calcio saranno
condotti da esperti esterni e di nomina governativa.
La
commissione dovrebbe controllare anche le effettive proprietà delle
squadre, come l’Inter? Il ministro Abodi spiega a Report di non
voler mettere in discussione la serietà e la correttezza, “perché
sarebbe grave e superficiale da parte mia e anche inopportuno, lo
dovremo dimostrare però che una commissione indipendente ed esterna
al sistema da un lato possa rispettare le decisioni e dall’altro
garantire una maggiore efficienza. E questo non solo vale per i
controlli economici, i corretti adempimenti nei confronti dei
tesserati, ma anche la struttura proprietaria dei club, come
prevedono le norme federali, deve esserci trasparenza. ”
A
Report il ministro aggiunge che, pur essendoci una norma sulla
trasparenza, nel passato è mancata la corretta applicazione
sistematica della norma, puntuale ed efficace “che potesse mettere
tutti in condizioni di vedere cosa c’è dentro questa scatola che
deve essere di vetro.”
Ma queste sono accuse che il numero uno
del calcio italiano respinge: il presidente Gravina racconta che
tutte le decisioni della Covisoc che sono state impugnate presso
organi terzi, come il TAR e il Consiglio di Stato, hanno sempre dato
ragione alla Covisoc.
Dunque non c’erano condizioni che
ostacolavano il controllo delle società: ma come mai Gravina e la
Federcalcio e la Covisoc non ha sentito la necessità di approfondire
la questione del passaggio del controllo dell’Inter al fondo
Oacktree nel maggio scorso?
“Molte
volte si confonde il debito del club con il debito che è in capo al
titolare del club” risponde Gravina, come a dire che questi
controlli non dovevano essere a capo della commissione. E sull’Inter
aggiunge che il problema non è il debito, ma il vivere nelle
condizioni di poter soddisfare il debito.
Ma
nonostante questo il 17 maggio il sindaco Beppe Sala consegna ai
vertici del club l’Ambrogino d’Oro: alla consegna
dell’onorificenza il presidente Marotta ha voluto ribadire come la
squadra intenda continuare con questa striscia di successi, alzando
ancora di più l’asticella. Quale
asticella?
Ci
ci nasconde dietro l’azione dei magistrati, “aspettiamo l’esito
delle inchieste”?
Non
dovremmo aspettare le indagini per commentare le immagini dove
l’attuale ministro dei trasporti, Matteo
Salvini, tifoso del Milan, abbraccia Luca Lucci, capo ultras
della curva. Un leader criminale accusato dalla procura di essere
anche il terminale finale di traffici di droga, capace, in nome degli
affari, di stringere patti di non belligeranza coi rivali dell’Inter.
C’è
una intercettazione dell’incontro tra Lucci e Beretta in cui i due
parlano proprio di questo patto “perché siamo tutti ragazzi seri,
ragazzi per bene..”
Ma Lucci ha continuato a fare i suoi
affari nello stadio: ne parla l’ex capo dei commandos tigre
Anghinelli “se non l’arrestavano, avrebbe continuato ancora
adesso, perché là c’è ancora qualcuno”.
Milan e Inter
erano d’accordo sulla gestione di questi affari: Anghinelli conosce
le regole del mondo ultras e il codice e sa che dietro la fede si
nascondono gli affari, la rivendita dei biglietti, la gestione dei
parcheggi, il business del merchandising. Quegli affari che i capi
criminali delle curve riescono a mettere in piedi esercitando
pressioni sui club, come si evince da una intercettazione tra il capo
degli ultras Marco Ferdico e Matteo Norrito (un pugile interista che
oggi figura tra i 19 arrestati dalla procura di Milano): “sarà
bene che entro il 16, 17 ci danno una risposta, se riesce, che sennò
io metto in piedi .. io faccio finta di contestare la società, la
campagna acquisti, ma gli faccio arrivare qualcosa, o mi danno le
tessere o è guerra”.
C’è un forte rapporto tra i
capi ultras e i dirigenti delle società: “tu mi devi dire come mai
la curva sud del Milan sono seimila persone, se tu vuoi un biglietto,
è tutto prenotato, perché già loro hanno tutte le tessere, chi
gliele da stè tessere e gli abbonamenti? La società. Certi del
direttivo [della curva] vanno in giro per lo stadio col braccialetto
” spiega a Report Anghinelli “i soldi sono tanti, sono due
milioni di euro che guadagnano in un giorno solo coi
biglietti..”
Solo per la finale di Champions del 2023
col City, Beretta, Bellocco e Ferdico si mettono in tasca 150 mila
euro ciascuno dalla rivendita dei biglietti, una circostanza che lo
stesso Beretta ha raccontato in uno dei suoi interrogatori:
“nell’ultima Champions, quella persa in finale col City io mi
sono portato a casa 150 mila euro, 150 Marco e 150 Bellocco, tutta la
società dell’Inter lo sapeva che dietro la We are Milano c’ero
io che muovevo i fili, perché io ero il responsabile dichiarato
della curva nord..”
Il
27 novembre si tiene un evento a Roma dedicato al mondo del calcio:
alla kermesse organizzata dal Corriere partecipano i rappresentanti
delle istituzioni e i presidenti di club, compreso il numero uno del
Milan, Paolo Scaroni.
Nessuno,
nemmeno Scaroni, vuole parlare delle indagini milanesi, delle
infiltrazioni criminali e dei rapporti di questi personaggi con la
società.
Stiamo parlando di personaggi con dietro un Daspo
anche da 15 anni parlavano con dei dirigenti di club: il presidente
di Federcalcio Gravina a risposto che ci sono delle indagini quindi
bisogna aspettare per capire i reali contenuti di queste relazioni..
Tutti
sapevamo, dai vertici delle curve fino ai dirigenti delle squadre. Ma
sono stati tutti zitti.
Nel
servizio si tornerà a parlare della Juventus:
Report è venuta in possesso di una mail in cui Fabio
Germani (ex capo ultras) scrive a Stefano Marulla, responsabile
biglietteria della Juventus riporta una lista di biglietti che la
squadra avrebbe dovuto assicurare a Rocco
Dominello. L’uomo delle cosche poteva vantare una posizione
dominante anche grazie ai rapporti che, secondo Report, aveva con
Andrea Agnelli.
Dominello
era, per la Juventus, il referente per i rapporti con tifoseria: di
questo ne parla lo stesso Germani quando racconta “vedevo Dominello
in rapporti molto amichevoli con dirigenti della Juve, cosa di cui
ero all’oscuro”.
Anche
rapporti personali con Andrea Agnelli: a processo quest’ultimo ha
detto di aver visto Dominello sempre con gli altri tifosi e di non
averlo incontrato singolarmente. Circostanza smentita da Germani che
invece riporta di diversi incontri nello studio privato in piazza CLN
dove c’è l’immobiliare di famiglia, “io l’ho visto, l’ho
aspettato sotto”.
Germani ha poi raccontato, tramite messaggio
vocale, un’altra storia inedita: un pomeriggio avevano un
appuntamento in piazza San Carlo a Torino, dopo averlo chiamato
diverse volte, Dominello al telefono lo invita ad andare in piazza
CLN e suonare ad un certo numero. Germani sale al sesto piano ed
entra in uno studio dove sono presenti D’Angelo (il security
manager della Juve), Dominello e l’AD della società immobiliare
di Andrea Agnelli.
“Mi
sono reso conto che per le cose ufficiali potevi andare dalla
Juventus e per le cose meno ufficiali nell’immobiliare di fiducia
per non farti vedere.”
La
scheda del servizio: IL
DERBY D’ITALIA di Daniele Autieri
Collaborazione
Andrea Tornago
I
segreti delle infiltrazioni mafiose e quelli finanziari della squadra
Campione d’Italia. Report ricostruisce i risvolti inediti
dell’inchiesta sulle infiltrazioni nella tifoseria dell’Inter e
svela un collegamento tra le infiltrazioni della ‘ndrangheta emerse
nel 2017 nella Juventus e quelle attuali nella città di Milano.
L’inchiesta mette in luce le responsabilità dei Club e delle
istituzioni sportive, tanto sul fronte criminale, quanto su quello
finanziario. Per la prima volta parla un analista che nel 2020 stilò
un report dal quale emergevano anomalie sul bilancio dell’Inter, e
rivela di aver comunicato quelle informazioni alle massime
istituzioni sportive, Federcalcio e Uefa. Nessuno però è mai
intervenuto e chi ha tentato di farlo ha subìto pressioni affinché
non fossero alterati gli equilibri del Campionato.
Come
viene fatto il Passito in serra
Per
ridurre i tempi di essiccamento delle uve da cui poi si produce il
famoso Passito di Pantelleria, un produttore ha pensato di usare la
strada delle serre. Nelle serre si raggiungono temperature di 70
gradi che “cuociono l’uva come fosse un forno lento”. Ma che
differenza c’è tra un appassimento in filiera e uno in serra?
Hanno gusti diversi – racconta a Report il presidente delle cantine
Abraxas – gusti diversi che poi ti ritrovi nel prodotto finale
Perché
più alta è la temperatura a cui sono sottoposte le uve e maggiore è
la degradazione di queste sostanze aromatiche (che danno il sapore al
vino).
Ma il Consorzio di tutela del Passito è mai intervenuto,
ha fatto qualcosa per cercare di eliminare questa contraddizione col
disciplinare? Al momento no, racconta il servizio di
Report.
Benedetto Renda è presidente del Consorzio dei vini Doc
di Pantelleria: a Report spiega che questo procedimento, le serre, è
solo un accelerare leggermente quello che è il processo di
essiccazione. In realtà i tempi di essiccazione si dimezzano, l’uva
appassisce prima e può essere sostituita con altra, sotto le serre,
aumentando la produzione, risparmiando tempo e spazio.
Il
disciplinare del passito di Pantelleria vieterebbe l’essiccazione
in serra (“in ambienti condizionati”) ma, guarda caso, il
presidente del Consorzio di tutela è anche un produttore di questo
vino (Donnafugata SRL) dove si usa il procedimento in serra e dunque,
a domanda di Report, risponde che tutto avviene nel rispetto delle
norme.
La
scheda del servizio: VINO
IN SERRA di Emanuele Bellano
Collaborazione
Madi Ferrucci, Raffaella Notariale
Il
Passito di Pantelleria è un vino dolce apprezzato in tutto il mondo.
La produzione si basa sull'appassimento delle uve di zibibbo
sfruttando il sole d'agosto dell'isola e seguendo un metodo
tradizionale: le uve appena raccolte vengono stese sugli
"stinnituri", gli stenditoi in pietra esposti a sud tipici
della tradizione pantesca. La lentezza del processo di produzione
insieme ai rischi, alle difficoltà e al territorio geograficamente
limitato, fa sì che il Passito di Pantelleria arrivi a costare anche
65 euro a bottiglia. Ma il più grande produttore dell'isola ha da
tempo adottato un altro metodo per essiccare le uve: le serre. Con
temperature che superano i 60 gradi, le serre riducono i tempi di
essiccamento ma intervengono anche sul sapore delle uve appassite. Il
controllo delle procedure di produzione è in mano al consorzio di
tutela del Passito di Pantelleria Doc, di cui un’azienda in
particolare è uno dei soci principali. E finora ha ritenuto di non
dover intervenire.
Dove
finiscono le donazioni alle associazioni per gli animali?
Quanto
è trasparente il meccanismo delle donazioni fatte verso le
associazioni a difesa degli animali? Report è venuta in possesso di
materiale esclusivo inerente la contabilizzazione della società
Leidaa, di cui è presidente Michela Vittoria Brambilla, trovando
delle spese quanto meno anomale. C’erano fatture intestate alla
Leidaa ma altre non c’entravano nulla coi cani, come alcune che
hanno come fornitore la “Autoblu SRL”, società di noleggio auto:
questa società offre il servizio di noleggio con vetture di alta
gamma con tanto di autista.

L’azienda
– racconta a Giulia Innocenzi un lavoratore della Onlus – serviva
[la Brambilla] quando lei andava a Roma in Parlamento “la mia
collega ha chiamato la Autoblu per chiedere se avesse un’altra
azienda che potesse risultare come fornitore. ”
Infatti le
fatture successive hanno come fornitore non più Autoblu SRL bensì
La Valle Beniamino, tutte e due le società hanno lo stesso indirizzo
e email, nell’oggetto della fattura scompare il noleggio ed è
invece presente la scritta “servizi resi per vostro conto”.
Continua
il dipendente della Onlus: “immagina una associazione del terzo
settore che prende il 5 per mille con su scritto Auto Blu, sono cose
incompatibili con una associazione che si occupa di aiutare gli
animali”.
In
totale, Leidaa ha pagato un totale di fatture alla Autoblu per 7515
euro: nel periodo natalizio vengono fatti due acquisti di bottiglie,
uno da 1263 euro e l’altro da 2550 euro per l’acquisto di 15
bottiglie da 139 l’euro l’una.
Ma
ci sono criteri da rispettare per le associazioni di volontariato
sulle spese che possono sostenere? “C’è solo il buon senso”
spiega l’esperto di diritto penale all’economia Bellavia “io
spendo per le necessità dell’associazione, per fare un rifugio per
dar da mangiare agli animali, per soccorrerli, per pagare i
veterinari.”
Pagare
delle bottiglie 140 euro non avrebbe senso..
Ci sono poi altre
fatture, di cui Report è venuta a conoscenza, tutte intestate alla
Leidaa per servizi dell’albergo Principe di Savoia a Milano, un
albergo a 5 stelle, come l’affitto di una sala per 1400 euro, un
evento comprensivo di pranzo da 4675 euro e una notte in cui Michela
Vittoria Brambilla risulta aver soggiornato nell’albergo con cena
in camera per la cifra di 3200 euro, per un totale in una sola
ricevuta da 17165 euro. Ma il totale delle ricevute pagate dalla
Leida somma a 29761 euro.
Tutto
regolare, ci mancherebbe, ma cosa c’entra questo con la tutela
degli animali, con una associazione senza fini di lucro, anche perché
quando la Brambilla doveva incontrare qualcuno lo faceva nella sede
della Leidaa al centro di Milano, in via Mozart.
L’associazione
per questa sede vicino al quadrilatero della moda paga un affitto di
3000 euro al mese: “avessimo una casa di moda, ha senso” commenta
Bellavia “un’associazione che favorisce il recupero e il
sostentamento degli animali può stare benissimo anche in una zona
periferica”, dove magari coi soldi risparmiati riesce a fare di più
per gli animali.
La
scheda del servizio: BENESSERE
PARLAMENTARE di Giulia Innocenzi
Collaborazione
Greta Orsi, Giulia Sabella
Sono
tanti i cittadini che con generosità donano in favore di
associazioni che si battono per la protezione degli animali. Tutte le
donazioni vanno a finire a destinazione? Grazie a documenti
esclusivi, Report mostrerà spese anomale, di cui siamo andati a
chiedere conto anche a un importante politico.
Chi
sta dietro Wip Finance?
Sabato
1 febbraio è uscita una anticipazione di quanto verrà raccontato
stasera da Giorgio Mottola: i rapporti tra la ministra Santanché e
il “business developer” Altair D’Arcangelo della Wip Finance
(la società che ha rilevato le quote di Visibilia) risalirebbero a
ben prima dello scorso anno: lo
racconta Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano
Visibilia,
il legame del 2022 tra D’Arcangelo e Santanchè
Interessi
- La ministra partecipò a un convegno organizzato dal Fondo Virgo
dell’intermediario e da Luca Paolorossi, oggi sindaco di Filottrano
Filottrano,
popoloso borgo delle Marche a poca distanza dalla riviera del Conero,
da qualche mese tiene banco nelle cronache dei media locali anche per
il suo sindaco, l’imprenditore della sartoria Luca Paolorossi,
eletto a giugno 2024 per una lista civica ma candidato alla Camera
nel 2008 per Forza Nuova. Paolorossi da anni scatena polemiche per le
sue uscite assai “politically uncorrect”. È qui che il 9
dicembre 2022 Daniela Santanchè, meno di 50 giorni dopo essere stata
nominata ministro del Turismo, ha incrociato per la prima volta il
gruppo Virgo di Altair D’Arcangelo. Una intersezione significativa,
perché retrodata di due anni i contatti tra la politica e
l’imprenditore che a Report si è proclamato “business developer”
del contratto preliminare annunciato il 24 dicembre scorso con il
quale Wpi Finance, sconosciuta società svizzera, progetta di
acquisire Visibilia dalla senatrice di Fratelli d’Italia al prezzo
di 2,7 milioni.
Nell’articolo
si parla anche dei rapporti imprenditoriali tra il sindaco di
Filotrattano Paolorossi, D’Arcangelo e la sua Virgo e il deputato
PD De Zan
“le
cui attività imprenditoriali sono legate a D’Arcangelo da
sponsorizzazioni, come quelle al Gay Pride di Padova del quale pure
Paolorossi è stato sponsor.
”
La
scheda del servizio: QUESTIONE DI FIDUCIA di Giorgio Mottola
Collaborazione
Greta Orsi
Report
è in grado di rivelare un nuovo colpo di scena nella vicenda della
vendita di Visibilia da parte di Daniela Santanchè alla misteriosa
Wip Finance. L’inviato Giorgio Mottola è riuscito a scoprire chi
sarebbe il vero proprietario della società anonima svizzera.
Emergerebbe un’altra storia inquietante che getterebbe ombre sempre
più pesanti sulla operazione finanziaria di cui è protagonista la
ministra del turismo.
Le
anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate
sulla pagina FB o
sull'account Twitter
della trasmissione.