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29 ottobre 2018

Le inchieste di Report: i giornali, i dentisti e l'oro nero

Si parla di finanziamento ai giornali, del franchasing per le cure odontoiatriche e dell'oro nero, il tartufo (ma sarà tutt'oro, per quello che paghiamo?).

Esistono ancora finanziamenti pubblici a testare, che ora il sottosegretario Crimi vorrebbe eliminare.
E poi, come funziona il mondo del giornalismo dal di dentro, tra giornalisti a cottimo e sottopagati e quotidiani in crisi.

Le schede dei servizi:
UN EQUO FINANZIAMENTO di Bernardo Iovene, in collaborazione di Michela Mancini e Carla Rumor
I finanziamenti diretti ai giornali vanno a cooperative di giornalisti, come il Manifesto, e a società controllate da cooperative, come Italia Oggi. Sono finanziate anche fondazioni come quella che fa capo alla Cei, nel caso di Avvenire, e come la San Raffaele degli Angelucci per Libero. I giornali che ricevono un contributo diretto sono 54, costano allo stato 60 milioni di euro, ma l’80 per cento dei finanziamenti viene diviso tra 20 quotidiani. Il nuovo governo ha annunciato il taglio di tutti contributi, anche di quelli indiretti, complessivamente parliamo di 180 milioni di euro. Il sottosegretario Vito Crimi spiega alle nostre telecamere come e quando avverrà. Dall’altra parte ci sono gli editori rappresentati dalla Fieg, che invece chiedono un intervento per far fronte alla crisi. In un’intervista esclusiva a Report Urbano Cairo dichiara invece di non chiedere aiuti pubblici. Nel panorama dei quotidiani reggono molto bene quelli locali, che vivono ancora grazie ai propri lettori. Come, per esempio, la Libertà di Piacenza, la Gazzetta di Parma, ma anche il Gazzettino, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso e le cronache locali di Repubblica e Corriere della Sera, dove però lavorano centinaia di giornalisti collaboratori a 2, 4 ,6, 9 euro ad articolo, ne scrivono anche 5 al giorno con uno stipendio che non arriva a 1000 euro, anche dopo decenni di collaborazione continuativa.
Si può mettere in franchising anche i centri dei dentisti, come fossero supermercati qualsiasi?
E che succede se uno di questi chiude?

GLI SDENTATI di Giuliano Marrucci in collaborazione di Alessia Marzi e Silvia Scognamiglio
Da qualche anno, al fianco dei tradizionali studi professionali dei dentisti, sono cominciate a spuntare ovunque cliniche odontoiatriche appartenenti a piccole e grandi catene. Parliamo di circa l’8% del mercato, che secondo gli osservatori potrebbe diventare il 20% nell’arco di pochi anni. Più o meno come in Spagna, dove l’odontoiatria organizzata ha una tradizione molto più lunga e solida, e dove l’anno scorso è esploso il caso iDental, una catena che ha chiuso i battenti dalla sera alla mattina lasciando migliaia di pazienti sdentati in mezzo a una strada. Succederà anche da noi?
ORO BIANCO, ORO NERO di Cecilia Andrea Bacci

Il tartufo muove ogni anno in Italia 500 milioni di euro. Per renderlo fruibile anche fuori stagione lo abbiamo imbottigliato sotto forma di olio, crema, salsa e molto altro ancora. Ma cosa entra nel barattolo insieme a questo prezioso fungo? L’aroma di sintesi è il metodo più economico per rievocare l’odore del tartufo bianco pregiato, il tuber magnatum pico, l’unico impossibile da coltivare. Ma è tutto oro (nero o bianco che sia) quel che luccica? O che profuma...

28 maggio 2016

La lezione di Walter Tobagi

Oggi è il 28 maggio, e per ricordare la strage di Piazza della Loggia e il contesto storico in cui è avvenuta, ho usato il bel libro di Benedetta Tobagi.
Ma purtroppo è anche una data in cui si deve ricordare il giornalista Walter Tobagi, papà di Benedetta cui la scrittrice ha dedicate un altro suo libro “Come mi batte forte il tuo cuore”.
Tobagi, giornalista del Corriere, ucciso da uno dei tanti gruppi armati dell'estrema sinistra, che intendevano così accreditarsi (che brutta parola, lo so) presso le Brigate Rosse.
Così scriveva, del terrorismo rosso (dove scrive anche che i brigatisti non sono samurai invincibili):
La lezione pare fin troppo chiara: le lotte sindacali più dure, quelle oltre i limiti convenzionali della legalità, sono servite agli arruolatori delle Br come un primo banco di prova e di selezione. Il sindacato dovrà tenerne conto, giacché i proclami nobili vanno accompagnati con revisioni coerenti. Questo può implicare anche una temporanea diminuzione del potere sindacale in fabbrica. Ma la scelta non ammette grandi alternative, se è vero come è vero (e tutti i dirigenti sindacali lo ripetono) che il terrorismo è l’alleato «oggettivamente» più subdolo del padronato, e se non viene battuto può ricacciare indietro di decenni la forza del movimento operaio.
La sconfitta politica del terrorismo passa attraverso scelte coraggiose: è la famosa risaia da prosciugare. Tenendo conto che i confini della risaia sono meglio definiti oggi che non tre mesi fa. E tenendo conto di un altro fattore decisiv l’immagine delle Brigate rosse si è rovesciata, sono emerse falle e debolezze. E forse non è azzardato pensare che tante confessioni nascano non dalla paura, quanto da dissensi interni, laceranti sull’organizzazione e sulla linea del partito armato.


Tobagi come Guido Galli, come Guido Rossa, come Emilio Alessandrini, uccisi proprio perché sapevano fare bene il proprio lavoro: perché dimostravano ogni giorno, con le loro dee e con il loro impegno che lo Stato non era un nemico da abbattere, ma una istituzione capace di funzionare.
Una guerra, sì ma una guerra asimmetrica, contro cittadini inermi e indifesi.