Forse non tutto è perduto.
Forse è vero che il tempo è galantuomo.
Il nuovo processo sul caso Cucchi sta facendo emergere, grazie alla forza di quella persona incredibile che è Ilaria Cucchi, tutta l'omertà, i depistaggi dentro l'arma (e non solo) che hanno fatto sì che per anni Stefano Cucchi fosse morto per caso.
L'inchiesta sulle spese pazze dell'ex capogruppo leghista Rixi: ha usato fondi pubblici per spese personali. Che è l'accusa che i leghisti hanno fatto al sindaco di Riace, Mimmo Lucano.
E poi l'esito delle elezioni in Baviera che ci dice come il grande centro, la grande coalizione ha fatto i suoi giorni, dopo aver, di fatto, aiutato all'ascesa i partiti dell'estrema destra. Vi ricordare quando dicevano siamo l'argine ai fascismi e ai populismi?
Ecco, leggendo le principali notizie dai quotidiani di oggi (un riassunto lo fa Gilioli) mi è tornato il buon umore.
Fino a che ho letto di un nuovo rogo in un centro rifiuti in Lombardia (questo alla Bovisasca): non è il primo e non sarà l'ultimo, finché non si capirà cosa c'è dietro.
Ecco.
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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15 ottobre 2018
09 gennaio 2018
In questo paese
Penso di aver vissuto abbastanza campagne elettorali per avere il giusto distacco dalle promesse, dall'effetto simpatia del venditore di turno.
Ho sentito ieri sera l'ex presidente Renzi rivendicare l'operato del suo governo: i posti di lavoro, il PIL, l'aver cambiato rotta ad un paese che (Obama dixit) era a rischio Grecia.
Ho sentito domenica il candidato Grasso presentare la sua proposta di abolizione delle tasse universitarie.
Non ho sentito nessun candidato mettere nero su bianco la lotta alla mafia (spot a parte): la lotta alla mafia e ai reati civetta, la lotta ai voti sporchi e ai candidati impresentabili (cosa che non è stata fatte alle passate regionali).
non ho sentito nessuno finora mettere in agenda la lotta agli ecoreati.
Come quelli che potrebbero nascondersi dietro gli incendi di questi mesi negli impianti al nord, l'ultimo quello di Corte Olona.
Su questo episodio è stato indagato un giornalista della Provincia di Pavia, Giuseppe Scarpa, colpevole (se ho capito bene) di aver voluto fare il suo lavoro.
Perché questo succede in questo paese, che a voler far bene il tuo lavoro, rischi pure di passare dei guai.
A proposito: da parte di nessun candidato (credo proprio nessuno) ho sentito parole in difesa dei giornalisti (se non per attaccare gli avversari).
Ho sentito ieri sera l'ex presidente Renzi rivendicare l'operato del suo governo: i posti di lavoro, il PIL, l'aver cambiato rotta ad un paese che (Obama dixit) era a rischio Grecia.
Ho sentito domenica il candidato Grasso presentare la sua proposta di abolizione delle tasse universitarie.
Non ho sentito nessun candidato mettere nero su bianco la lotta alla mafia (spot a parte): la lotta alla mafia e ai reati civetta, la lotta ai voti sporchi e ai candidati impresentabili (cosa che non è stata fatte alle passate regionali).
non ho sentito nessuno finora mettere in agenda la lotta agli ecoreati.
Come quelli che potrebbero nascondersi dietro gli incendi di questi mesi negli impianti al nord, l'ultimo quello di Corte Olona.
Su questo episodio è stato indagato un giornalista della Provincia di Pavia, Giuseppe Scarpa, colpevole (se ho capito bene) di aver voluto fare il suo lavoro.
Perché questo succede in questo paese, che a voler far bene il tuo lavoro, rischi pure di passare dei guai.
A proposito: da parte di nessun candidato (credo proprio nessuno) ho sentito parole in difesa dei giornalisti (se non per attaccare gli avversari).
13 dicembre 2017
Un assaggio del pasto
Ieri sera a diMartedì un assaggio del pasto che ci aspetta per la prossima campagna elettorale.
I timori per l'instabilità dopo il voto, causati dall'attuale situazione tripolare e da una legge elettorale che, ha spiegato Veltroni, il prossimo governo dovrebbe cambiare (e pensare che l'abbiamo appena riformata, dopo i rilievi della Corte Costituzionale).
L'unica possibilità per avere maggiore stabilità (o governabìlita, alla Scalfari) è un alleanza PD - FI.
E poi c'è la miniera delle banche in crisi: tra furbetti, cattivi controllori, cattivi amministratori, porte girevoli per controllori/controllati e clienti truffati fatti passare per speculatori finanziari, c'è spazio per per tutti.
Per accusare Bankitalia che non ha vigilato, i banchieri (felici con le loro elargizioni agli amici), la sinistra che a Siena (MPS) ha fatto fallire una banca (che ha concesso prestiti anche a destra e a imprenditori ma non si può dire), a De Benedetti (ovvero Repubblica, tirato in ballo ieri da Mario Giordano).
L'inchiesta Consip che, dalle presunte rivelazioni delle cimici e dalla presunta corruzione per il mega appalto, è diventata l'inchiesta sul depistaggio dei carabinieri del NOE (e non la rivelazione dell'indagine ai vertici della Consip): "abbiamo le prove" scrive Repubblica.
Ovvero la distruzione della chat sui loro telefonini.
Si vota a marzo, ci sono ancora tre mesi belli pieni.
I timori per l'instabilità dopo il voto, causati dall'attuale situazione tripolare e da una legge elettorale che, ha spiegato Veltroni, il prossimo governo dovrebbe cambiare (e pensare che l'abbiamo appena riformata, dopo i rilievi della Corte Costituzionale).
L'unica possibilità per avere maggiore stabilità (o governabìlita, alla Scalfari) è un alleanza PD - FI.
E poi c'è la miniera delle banche in crisi: tra furbetti, cattivi controllori, cattivi amministratori, porte girevoli per controllori/controllati e clienti truffati fatti passare per speculatori finanziari, c'è spazio per per tutti.
Per accusare Bankitalia che non ha vigilato, i banchieri (felici con le loro elargizioni agli amici), la sinistra che a Siena (MPS) ha fatto fallire una banca (che ha concesso prestiti anche a destra e a imprenditori ma non si può dire), a De Benedetti (ovvero Repubblica, tirato in ballo ieri da Mario Giordano).
L'inchiesta Consip che, dalle presunte rivelazioni delle cimici e dalla presunta corruzione per il mega appalto, è diventata l'inchiesta sul depistaggio dei carabinieri del NOE (e non la rivelazione dell'indagine ai vertici della Consip): "abbiamo le prove" scrive Repubblica.
Ovvero la distruzione della chat sui loro telefonini.
Si vota a marzo, ci sono ancora tre mesi belli pieni.
24 novembre 2017
Tre indizi una prova (o no?)
Solo nei gialli tre indizi fanno una prova, in politica le cose sono spesso più complicate, sottili, sfuggenti.
Gli indizi sono l'esito delle elezioni in Sicilia e ad Ostia (e prima ancora le sconfitte a Roma, Torino), la finta trattativa per unire la sinistra e l'intervista al fondatore di Repubblica Scalfari (tra Di Maio e Berlusconi voterei Berlusconi). E infine l'uscita di Salvini che ora chiede un patto davanti al notaio per prevenire eventuali ribaltoni o inciuci dopo il voto (che lui vorrebbe prima possibile).
La prova o, meglio, la conclusione che ne ricaviamo? Che a marzo (o forse dopo) non assisteremo ad uno scontro tra tre poli ma tra due poli e mezzo, dove il mezzo è il raggruppamento attorno al PD. Per la prima volta, dal 2013, il PD non è più davanti, il dato per vincente, anzi.
Tutto questo, gli indizi, la prova, ci dice quanto l'elettorato storico della "sinistra" abbia apprezzato le riforme e le politiche del governo del mille giorni (in buona continuità coi governi precedenti, se escludiamo qualche buona legge).
Anziché chiedersi su quale leader votare dovremmo chiederci: da che parte stiamo, dalla parte degli interinali che lavorano al polo di Piacenza o dalla parte delle multinazionali?
Gli indizi sono l'esito delle elezioni in Sicilia e ad Ostia (e prima ancora le sconfitte a Roma, Torino), la finta trattativa per unire la sinistra e l'intervista al fondatore di Repubblica Scalfari (tra Di Maio e Berlusconi voterei Berlusconi). E infine l'uscita di Salvini che ora chiede un patto davanti al notaio per prevenire eventuali ribaltoni o inciuci dopo il voto (che lui vorrebbe prima possibile).
La prova o, meglio, la conclusione che ne ricaviamo? Che a marzo (o forse dopo) non assisteremo ad uno scontro tra tre poli ma tra due poli e mezzo, dove il mezzo è il raggruppamento attorno al PD. Per la prima volta, dal 2013, il PD non è più davanti, il dato per vincente, anzi.
Tutto questo, gli indizi, la prova, ci dice quanto l'elettorato storico della "sinistra" abbia apprezzato le riforme e le politiche del governo del mille giorni (in buona continuità coi governi precedenti, se escludiamo qualche buona legge).
Anziché chiedersi su quale leader votare dovremmo chiederci: da che parte stiamo, dalla parte degli interinali che lavorano al polo di Piacenza o dalla parte delle multinazionali?
08 ottobre 2017
Stabilità, legge elettorale e un programma per il paese
Moody's considera stabile il rating
dell'Italia, preoccupa però la stabilità politica
TG1 – ore 13.30
Tenetele bene a mente queste parole:
stabilità politica. Sono parole che abbiamo già sentito, venivano
ripetute continuamente ai tempi del referendum passato e anche prima.
Serve un governo e una maggioranza
stabile per risolvere i problemi del paese, compreso il terrorismo
internazionale.
Questo ha prodotto prima le larghe
intese, poi una serie di leggi e proposte di leggi elettorali che
portavano a questa stabilità drogando il voto con un premio di
maggioranza abnorme.
Almeno avessero risolto i problemi del
paese
Legge elettorale che i commentatori sui
giornali (come sul Corriere Meli e Verderami) non nascondono nemmeno più che
è contro il movimento 5 stelle.
Renzi apre al centro sinistra? Si, un
centro sinistra che parte da Pisapia (e Tabacci, e Pisacane) e che
arriva fino ad Alfano.
“Con questo sistema sappiamo chi ha
vinto la sera stessa delle elezioni”: anche questa è un'altra
storiella che ci hanno proponinato per farci digerire Italicum e le
sue varianti.
Come se questo non fosse la legislatura
dei cambi di casacca, delle maggioranze variabili (con Verdini sempre
pronto a dare sostegno al governo).
In realtà la governabilità, il
conoscere subito il nome di chi ha vinto le elezioni non servono a
nulla se poi ci troviamo qui ancora a discutere di Berlusconi (il
Rosatellum è nato appunto da un accordo PD-Lega-FI e Alfano).
Come ha detto ieri Zagrebelsky intervistato da Silvia Truzzi: [il ritorno del cavaliere] “è
un capolavoro che ci meritiamo: non siamo in grado di produrre novità
politiche”.
Nessuna novità dal centro destra e
nulla di nuovo all'orizzonte nemmeno dal centro sinistra o dalla
sinistra.
Col Pd a rivendicare numeri e stime che
indicano la bontà del governo e delle riforme.
Con i tanti partiti a sinistra che
difficilmente staranno assieme, ancora non si capisce se con o contro
il pd renziano, con quale programma. Ci aspettiamo sorprese, se
vogliamo credere a quello che ha detto Civati l'altra sera ad Otto e
mezzo.
Eppure ci sarebbe tanto di cui parlare,
se togliamo di mezzo quel milione di posti di lavoro, le stime del
PIL, i report dell'OCSE e delle agenzie di rating (che sono sempre le
stesse della passata crisi finanziaria).
“Quale potrebbe essere il programma a grandi linee?Non ci vogliono mille pagine ma nemmeno il poco spazio che abbiamo a disposizione. Però si potrebbero elaborare proposte concrete sugli argomenti più urgenti che conosciamo tutti: lavoro; flussi migratori; cultura e scuola pubblica; diritto alla salute, corruzione, evasione fiscale. Poi c’è un tema fondamentale: l’ambiente, il territorio, il diritto dei cittadini di avere sotto i piedi una terra sana, accessibile, bella. I cittadini di Taranto non devono vivere nel terrore di ammalarsi per l’aria che respirano, si deve abitare in case sicure e non abusive. E se uno vuole andare in spiaggia deve poterlo fare senza pagare. Sono programmi che costano e allora, oltre a dire che cosa si vuol fare, bisogna dire che cosa non si vuol più fare”.
Siamo sicuri che al centro dei pensieri
dei padrini del Rosatellum (e che stanno preparando le liste civetta,
i cespugli per le prossime elezioni) siano interessati a Taranto e ai
dipendenti dell'Ilva?
Dei giornalisti di Sky di Roma che sono
stati lasciati a casa.
O dei dipendenti della Perugina
(Nestlè) in esubero.
Degli impresentabili nelle liste per le
elezioni regionali, da Pietro D'Alì a Paolo Ruggirello.
Degli studenti che, per l'alternanza
scuola lavoro, hanno fatto i camerieri per la festa del PD (o hanno
pulito i cessi, come ha raccontato Crozza venerdì sera).
Dei ricercatori costretti ad accettare
concorsi e nomine truccate dai baroni dell'Università.
14 luglio 2017
La cabina di regia
I retroscena, le tattiche, le alleanze, le congiure e le trame.
Tema che appassiona molti, che seguono le cronache dei movimenti, dei papabili leader, delle alleanze sui retroscena pubblicati sui giornali.
La caduta dell'Ulivo, il primo scontro con Bertinotti, lo strappo dentro rifondazione, le pressioni esterne per fermare un governo poco affidabile.
Il secondo ritorno del Caimano fino alla nascita del Partito Democratico.
Nei giorni passati è toccato a Renzi: dalla guerra di logoramento a Letta, #enricostaisereno, al patto del Nazareno.
La stagione delle riforme del governo dei mille giorni, che ci ha consegnato un paese con gli stessi problemi (compresi i roghi e l'emergenza incendi) e ancora più spaccato tra tifosi pro o contro qualcuno.
Repetita iuvant.
Aiuta a ricordare cosa è stato in Italia: quanti anni abbiamo perso ad inseguire garantismo e presunzione di innocenza (ma solo per quanto riguarda i colletti bianchi).
Ad inseguire il famoso centro, l'elettorato di centro (che alla fine si è scoperto che non esiste). E non è solo Bersani con (meteora) Monti e Casini.
Repetita iuvant anche D'Alema e la Bicamerale e le riforme assieme al cavaliere che difendeva il suo conflitto di interesse.
Repetita iuvant anche per Renzi, pure lui ad inseguire l'elettorato di centro per poi scoprire che questi preferiva l'originale e non la copia.
Tutto queste blobbate dovrebbero servire anche ai tanti leader riconosciuti (o auto riconosciuti) che oggi si aggirano a sinistra.
Gli elettori non vi seguono più. Basta, vi hanno detto alle scorse elezioni amministrative.
Non è detto che succeda lo stesso alle prossime elezioni politiche.
Ma se dovessimo arrivare nuovamente ad una situazione con bassa affluenza e col ritorno al governo della destra, di questa destra imbarazzante, ecco, noi ve l'avevamo detto.
Tema che appassiona molti, che seguono le cronache dei movimenti, dei papabili leader, delle alleanze sui retroscena pubblicati sui giornali.
Al Nazareno seguono le mosse della sinistra con un certo interesse. La riflessione che viene fatta è questa: «Senza Pisapia candidato quel cartello elettorale si indebolirà tantissimo». Il presidente del Pd Matteo Orfini va dicendo da tempo che alla fine, a suo avviso, le liste alla sinistra del Partito democratico saranno tre: «Insieme», Sinistra italiana, magari in accoppiata con il movimento di Anna Falcone e Tomaso Montanari, e Rifondazione. E la reazione che ha avuto ieri Nicola Fratoianni di fronte alla notizia di una «cabina di regia» Pisapia-Bersani-D’Alema parrebbe dare ragione a Orfini. «Fanno questa cosa? Auguri e in bocca al lupo», è stato il commento in Transatlantico del leader di Sinistra italiana. Come a dire: non è cosa che mi riguarda. D’altra parte lo stesso ex sindaco di Milano non aveva escluso l’eventualità di più liste.In questi giorni Blob ha mandato in onda un ripasso delle ultime stagioni politiche: dal crepuscolo del prima Repubblica, alla stagione di Mani Pulite, la discesa in campo del signore delle televisioni Berlusconi, la stagione dell'ulivo con Prodi.
La caduta dell'Ulivo, il primo scontro con Bertinotti, lo strappo dentro rifondazione, le pressioni esterne per fermare un governo poco affidabile.
Il secondo ritorno del Caimano fino alla nascita del Partito Democratico.
Nei giorni passati è toccato a Renzi: dalla guerra di logoramento a Letta, #enricostaisereno, al patto del Nazareno.
La stagione delle riforme del governo dei mille giorni, che ci ha consegnato un paese con gli stessi problemi (compresi i roghi e l'emergenza incendi) e ancora più spaccato tra tifosi pro o contro qualcuno.
Repetita iuvant.
Aiuta a ricordare cosa è stato in Italia: quanti anni abbiamo perso ad inseguire garantismo e presunzione di innocenza (ma solo per quanto riguarda i colletti bianchi).
Ad inseguire il famoso centro, l'elettorato di centro (che alla fine si è scoperto che non esiste). E non è solo Bersani con (meteora) Monti e Casini.
Repetita iuvant anche D'Alema e la Bicamerale e le riforme assieme al cavaliere che difendeva il suo conflitto di interesse.
Repetita iuvant anche per Renzi, pure lui ad inseguire l'elettorato di centro per poi scoprire che questi preferiva l'originale e non la copia.
Tutto queste blobbate dovrebbero servire anche ai tanti leader riconosciuti (o auto riconosciuti) che oggi si aggirano a sinistra.
Gli elettori non vi seguono più. Basta, vi hanno detto alle scorse elezioni amministrative.
Non è detto che succeda lo stesso alle prossime elezioni politiche.
Ma se dovessimo arrivare nuovamente ad una situazione con bassa affluenza e col ritorno al governo della destra, di questa destra imbarazzante, ecco, noi ve l'avevamo detto.
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01 giugno 2017
La bolla politica
Voglio proprio vederli, i nostri rappresentanti fare campagna elettorale sotto il sole agostano o appena rientrati dalle ferie a settembre.
Voglio proprio vederli, fare campagna elettorale in Toscana o ni Veneto, a chiedere voti ai (diversamente) truffati delle banche popolari, Etruria o Banca Popolare di Vicenza.
Voglio vederli andare a Taranto (o a Genova), casa per casa, dagli ex dipendenti dell'Ilva, lasciati a casa dopo il salvataggio della cordata Mittal-Marcegaglia (a proposito, interessante scoprire come Marcegaglia, esposta con le banche per 2ml, prenda ora dallo Stato 4ml di euro).
Voglio vederli, mentre se vanno a fare campagna elettorale al sud, con slogan contro la mafia e citando Falcone e Borsellino, dopo l'alleanza con Berlusconi.
Voglio vedere come si presenta questo PD davanti agli elettori, mentre spiega che non hanno potuto approvare la legge sulla tortura, sul conflitto di interessi, sul fine vita perché dovevano fare l'accordo con Berlusconi per le prossime elezioni.
E voglio vedere come farà Berlusconi a spiegare ai suoi che i comunisti del PD, quelli che l'hanno cacciato dal Parlamento come un criminale comune (come in effetti è) non sono più i cattivi, non mangiano più i bambini.
E sono curioso anche di capire cosa vogliono fare ora Grillo e il M5S (che è la stessa cosa): quale programma, quali ministri, quali alleanze. Sempre che intendano veramente vincere alle elezioni, cosa di cui dubito visto che non intendono allearsi con nessuno (in un modello proporzionale).
Riassumendo: nessuna commissione sulle banche, specie dopo l'autoassoluzione del governatore Visco nel suo discorso di fine settennato.
Nessuna riforma della giustizia (per fortuna, visto che non aiutava il lavoro dei magistrati). La Rai continuerà ad essere occupata dai partiti (e con i vertici nominati da loro).
La lotta alla mafia? Si è fermata il 23 maggio, con la serata a Palermo: Saviano ci ricorda che "la lotta alla mafia è sparita dalle priorità politiche".
La mafia porta vti e favori. L'antimafia no.
La bolla politica continua a gonfiarsi , alimentata dalle polemiche da ambo le parti, dei big contro i partitini che dovranno superare il 5%, dalle accuse di inciucio..
Voglio proprio vederli, fare campagna elettorale in Toscana o ni Veneto, a chiedere voti ai (diversamente) truffati delle banche popolari, Etruria o Banca Popolare di Vicenza.
Voglio vederli andare a Taranto (o a Genova), casa per casa, dagli ex dipendenti dell'Ilva, lasciati a casa dopo il salvataggio della cordata Mittal-Marcegaglia (a proposito, interessante scoprire come Marcegaglia, esposta con le banche per 2ml, prenda ora dallo Stato 4ml di euro).
Voglio vederli, mentre se vanno a fare campagna elettorale al sud, con slogan contro la mafia e citando Falcone e Borsellino, dopo l'alleanza con Berlusconi.
Voglio vedere come si presenta questo PD davanti agli elettori, mentre spiega che non hanno potuto approvare la legge sulla tortura, sul conflitto di interessi, sul fine vita perché dovevano fare l'accordo con Berlusconi per le prossime elezioni.
E voglio vedere come farà Berlusconi a spiegare ai suoi che i comunisti del PD, quelli che l'hanno cacciato dal Parlamento come un criminale comune (come in effetti è) non sono più i cattivi, non mangiano più i bambini.
E sono curioso anche di capire cosa vogliono fare ora Grillo e il M5S (che è la stessa cosa): quale programma, quali ministri, quali alleanze. Sempre che intendano veramente vincere alle elezioni, cosa di cui dubito visto che non intendono allearsi con nessuno (in un modello proporzionale).
Riassumendo: nessuna commissione sulle banche, specie dopo l'autoassoluzione del governatore Visco nel suo discorso di fine settennato.
Nessuna riforma della giustizia (per fortuna, visto che non aiutava il lavoro dei magistrati). La Rai continuerà ad essere occupata dai partiti (e con i vertici nominati da loro).
La lotta alla mafia? Si è fermata il 23 maggio, con la serata a Palermo: Saviano ci ricorda che "la lotta alla mafia è sparita dalle priorità politiche".
La mafia porta vti e favori. L'antimafia no.
La bolla politica continua a gonfiarsi , alimentata dalle polemiche da ambo le parti, dei big contro i partitini che dovranno superare il 5%, dalle accuse di inciucio..
02 maggio 2017
Licenza di uccidere (e di salvarsi dal processo)
Non so se dipenda dal clima febbrile nella maggioranza, dalle elezioni che (forse) si avvicinano, dal "tutti a destra" per andare a caccia dell'elettore medio...
Ma due indizi fanno una prova: le modifiche chieste alla Camera al DDL Penale, per diminuire il tempo della prescrizione per i reati penali (dovevano aumentare della metà, l'emendamento li alza di solo un terzo).
E la riforma della legittima difesa: per chi spara per difendersi in casa niente giudice né indagini della polizia.
Le chiedono gli alfaniani (l'ultima proposta assieme alla Lega e FI).
Una specie di licenza di uccidere che, nel paese dei femminicidi (domestici) a me fa molta paura.
Ma due indizi fanno una prova: le modifiche chieste alla Camera al DDL Penale, per diminuire il tempo della prescrizione per i reati penali (dovevano aumentare della metà, l'emendamento li alza di solo un terzo).
E la riforma della legittima difesa: per chi spara per difendersi in casa niente giudice né indagini della polizia.
Le chiedono gli alfaniani (l'ultima proposta assieme alla Lega e FI).
Una specie di licenza di uccidere che, nel paese dei femminicidi (domestici) a me fa molta paura.
01 febbraio 2017
Al voto al voto
Renzi ha pronto il crono-programma, non
per le riforme ma per andare al voto.
Per bocca di Orfini, se entro 10 giorni
non si trova un accordo sulle modifiche alla legge elettorale, si va
al voto.
Al voto si prepara anche D'Alema: se
Renzi toglie la fiducia a Gentiloni senza uno straccio di congresso,
scissione e voto.
Preparatevi (e raccogliete fondi per la
campagna elettorale): “è difficile anche aprire un dibattito con
questi, di solito arriva uno col camice bianco ..”.
Sta parlando del suo stesso partito..
Bersani è stato sibillino: “non
minaccio ma non garantisco” sulle scissioni. Come a dire che per il
momento è ancora la mia casa (ma traslocare è un attimo, la battuta
è di Diego Bianchi ieri sera a Gazebo).
Al voto al voto anche per M5S e Lega
che, diversamente da quanto scrivono molti giornali, non faranno
alcuna alleanza.
Salvini deve capitalizzare, come anche
il M5S: la differenza è che Salvini sa di non poter vincere, di
arrivare al 40%. A meno di non mettersi con Berlusconi che, però, di
andare a votare non ci pensa.
Ci sono le sue aziende da salvare,
prima.
E il paese (metteteci dentro tutto
quello che volete, terremoto, lavoro, la scuola, la riforma della
giustizia..)?
La ricetta per vincere le elezioni,
dice il segretario PD (nostalgico del palazzo e delle televisioni)
Renzi, è arrivare al 40%. Come al referendum dove ha perso.
Per il momento il 40% raggiunto è
quello della disoccupazione giovanile, che non è proprio un vanto
per il suo governo.
Come nemmeno può vantarsi di quei 17miliardi di recupero dell'evasione: parte di quei miliardi non sono
frutto della lotta all'evasione (i furbetti premiati con
l'innalzamento del contante, la voluntary disclosure, la rottamazione
di Equitalia, i minori controlli), ma derivano dalla “liquidazione
automatizzata, cioè i rilievi immediati dell'Agenzia delle entrate
sulle dichiarazioni dei redditi”.
Come scrive oggi Stefano Feltri, si
doveva scegliere se chiedere soldi o i voti agli evasori e ha optato
sulla seconda.
18 dicembre 2014
Senza ricatti (ovvero il patto del bavero)
ROMA - Un uomo con il bavero alzato esce dalla sede di Forza Italia, martedì sera, percorre 150 metri a piedi e s'infila non visto nel portone secondario di palazzo Chigi. È Denis Verdini, la sua ultima missione in qualità di "sherpa" di Berlusconi prima di lasciare ogni incarico. Ad attenderlo al primo piano il braccio destro del premier, Luca Lotti. Renzi, impegnato al Quirinale per il saluto di Napolitano alle cariche dello Stato, si unirà alla coppia poco dopo.Questi sono i fatti.
È in questa riunione, due giorni fa, che viene messo nero su bianco l'accordo finale sull'Italicum. Quello che porterà Forza Italia a votare la legge elettorale, con buona pace di Renato Brunetta e dei fittiani, prima dell'elezione del nuovo capo dello Stato. L'intesa c'è. Su questa Renzi ha costruito il calendario di gennaio: Italicum 2.0 e riforma costituzionale entro il 20 gennaio, poi urne aperte per il successore di Napolitano. Senza subire ricatti.
Poi ci sono le chiacchiere.
L'autoriciclaggio, la legge contro la corruzione presentata in Parlamento (e lì fatta morire), gli 80 euro e le tasse che diminuiscono (come i servizi delle regioni), i soldi agli alluvionati, per sistemare le scuole..
Il batto del bavero lo chiama Gilioli.
Quello con Verdini e Berlusconi.
Quelli del falso in bilancio, delle leggi vergogna, della prescrizione che ammazza i processi, delle società offshore.
E ora i due leader si mettono d'accordo, cane non mangia cane: per togliere l'uno all'altro l'arma del ricatto.
Ma è il paese che ci finisce, sotto ricatto.
Come ha detto oggi N. : a Renzi non avevo alternative.
09 giugno 2014
Niente di nuovo sul fronte ..
Piccola rassegna stampa di inizio estate.
Il PD tiene al secondo turno, ma non sfonda come alle elezioni europee, perdendo Livorno che finisce al M5S. Solo con la faccia di Renzi si vince.
Invece è vincente la vecchia formula PDL + Lega che vince a Padova (dove era stato presentato il vice di Zanonato). Del porco non si butta via niente.
Vicenda Stamina: un giudice civile ordina ad una struttura medica pubblica di andare avanti con una cura che la stessa medicina non riconosce. E a controllare la somministrazione, tale Andolina, delle cure un medico sotto indagine da un altro giudice penale.
Facciamoci del male: a sinistra, o quello che rimane, iniziano le prime divisioni, dopo che Barbara Spinelli ha deciso di andare a Strasburgo.
La mafia gode come un matto: oggi Sallusti era molto ispirato.
Qui al nord. Dove esiste pure l'omertà e gli imprenditori taglieggiati che non denunciano. Capito Sallusti?
Non siamo razzisti: Jean Marie le Pen prende le distanze dalpadre, per un suo video dove fa una battuta antisemita. Spiegatelo a Salvini (e al suo alleato moderato Berlusconi).
E poi le altre solite notizie: le tasse (l'Imu è viva e lotta insieme a noi), il debito, la corruzione (spunta una tangente per Tremonti, si vede che gli euro non gli fanno tanto schifo), i tagli alla spesa pubblica per gli 80 euro, i poteri a Cantone che arriveranno (prima o poi), la disoccupazione.
Niente di nuovo, dunque.
Buona giornata.
Il PD tiene al secondo turno, ma non sfonda come alle elezioni europee, perdendo Livorno che finisce al M5S. Solo con la faccia di Renzi si vince.
Invece è vincente la vecchia formula PDL + Lega che vince a Padova (dove era stato presentato il vice di Zanonato). Del porco non si butta via niente.
Vicenda Stamina: un giudice civile ordina ad una struttura medica pubblica di andare avanti con una cura che la stessa medicina non riconosce. E a controllare la somministrazione, tale Andolina, delle cure un medico sotto indagine da un altro giudice penale.
Facciamoci del male: a sinistra, o quello che rimane, iniziano le prime divisioni, dopo che Barbara Spinelli ha deciso di andare a Strasburgo.
La mafia gode come un matto: oggi Sallusti era molto ispirato.
Saviano, lo scrittore di mafia, gode come un matto. È entusiasta perché una recente sentenza della Cassazione ha stabilito, per legge, che la 'ndrangheta del Nord non è una parente povera della 'ndrangheta del Sud, ma è la stessa cosa. «Avevo ragione io - dice e scrive in queste ore -, il Nord...Commentando la sentenza della Cassazione che riconosce che al nord la ndrangheta esiste e non è la sorella povera della ndrangheta calabrese, il giornalista da la colpa a Saviano. Come al solito, la colpa è di chi parla della mafia, non di quei politici che comprano pacchetti voti dalle ndrine, che fanno entrare i boss dentro i consigli comunali o dentro i Cda.
Qui al nord. Dove esiste pure l'omertà e gli imprenditori taglieggiati che non denunciano. Capito Sallusti?
Non siamo razzisti: Jean Marie le Pen prende le distanze dalpadre, per un suo video dove fa una battuta antisemita. Spiegatelo a Salvini (e al suo alleato moderato Berlusconi).
E poi le altre solite notizie: le tasse (l'Imu è viva e lotta insieme a noi), il debito, la corruzione (spunta una tangente per Tremonti, si vede che gli euro non gli fanno tanto schifo), i tagli alla spesa pubblica per gli 80 euro, i poteri a Cantone che arriveranno (prima o poi), la disoccupazione.
Niente di nuovo, dunque.
Buona giornata.
26 aprile 2013
Servizio pubblico – o la piazza o il re
Nel giorno dove si festeggia il 25
aprile (con un intervento in trasmissione di Roberto Saviano ) e
la giornata della liberazione dal nazifascismo, il dibattito politico
è concentrato sulla formazione del nuovo governo e sulle spaccature
dentro il PD. Il partito della non vittoria alle passate elezioni.
Lo scontro Fassina – Travaglio è andato avanti quando Travaglio ha ricordato le parole di Letta “la prospettiva di una alleanza col PDL ..”.
Inciucio è una parola che nessuno vuole sentire nel Partito Democratico, eppure mi viene da chiedere, come mai il PD ha eletto persone di cambiamento, con un blitz a maggioranza, alla Camera e al Senato, mentre al Quirinale ha cercato l'accordo con Berlusconi. Significa che la strada col M5S era stata già accantonata?
Cacciari si auspicato allora una rottura nel PD, dove le divisioni sono ormai insanabili. Si potrebbe comunque arrivare ad una soluzione politica di governo ma con persone competenti in materia sociale ed economica.
Altrimenti, si chiedeva il filosofo, a chi arriveranno i voti persi dal PD? Speriamo veramente che finiscano a Grillo e non ad altri.
La strada di un governo con persone competenti non è stata percorsa nemmeno da Grillo, d'altronde. I nomi non li ha fatti.
Ora, vista la situazione, varrebbe la pena di provarci almeno a fare un governo, il commento di Santoro.
Landini: Le elezioni hanno posto un problema di rappresentanza nei partiti e nei sindacati: è venuta fuori una domanda di cambiamento e coerenza. I partiti che hanno sostenuto Monti hanno perso voti: molti non sono andati a votare o hanno votato Grillo. Questo è indice di una scarsa rappresentanza politica.
Nella
copertina della puntata, Santoro ha difeso le celebrazioni di
questa giornata (il 25 aprile è ancora vivo) e ha parlato della
crisi dentro la sinistra citando una vecchia puntata di Samarcanda.
Era il 1992, e nel quartiere delle Vallette a Torino si protestava
contro la chiusura degli asili. Santoro mandò in quel quartiere
Maurizio Torrealta, chiedendo alla gente di scendere in strada.
Il giornalista si trovò di fronte un
mare di folla che gridava basta tasse, basta tagli alla scuola,
nessuno ci rappresenta in politica.
In studio chiese a D'Alema “tutta
questa gente in un quartiere dove lei prende voti non le dice
niente?”.
“Mi dicono che la televisione ha grande potere”. Dopo la caduta del muro di Berlino la politica doveva cambiare forma, e invece è successo che ha cambiato gli elettori. Ora quelle persone, delle Vallette, avranno votato per Grillo o per Berlusconi.
“Mi dicono che la televisione ha grande potere”. Dopo la caduta del muro di Berlino la politica doveva cambiare forma, e invece è successo che ha cambiato gli elettori. Ora quelle persone, delle Vallette, avranno votato per Grillo o per Berlusconi.
Anni dopo - è sempre Santoro a
ricordare – Nilde Iotti mi chiese “ma lei cosa ne pensa di
D'Alema?”. Santoro rispose “lo
trovo distante e supponente .. dovrebbe almeno tagliarsi i
baffi”.
“Non credo servirebbe, e a una certa età il carattere non cambia”.
E così gli elettori delle Vallette hanno cambiato partito e D'Alema non ha tagliato i baffi. Il sogno dei partigiani del 25 aprile si è allontanato: una Repubblica fondata sul lavoro significa che il diritto al voto non è sufficiente. In questo punto di rottura sembra che la soluzione sia la repubblica presidenziale: ma questa fa nascere nel paese il bisogno di un uomo forte.
Ora c'è Napolitano. E dopo, cosa succederebbe?
Gli abitanti delle Vallette volevano solo essere rappresentati, mentre i partiti non hanno risposto alle loro esigenze. Oggi ci hanno tolto il diritto di scegliere, hanno tolto ai territori il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Noi dobbiamo ricordare che questo sogno (quello del 25 aprile) è democrazia che vuol dire che è il governo di un popolo intero.
“Non credo servirebbe, e a una certa età il carattere non cambia”.
E così gli elettori delle Vallette hanno cambiato partito e D'Alema non ha tagliato i baffi. Il sogno dei partigiani del 25 aprile si è allontanato: una Repubblica fondata sul lavoro significa che il diritto al voto non è sufficiente. In questo punto di rottura sembra che la soluzione sia la repubblica presidenziale: ma questa fa nascere nel paese il bisogno di un uomo forte.
Ora c'è Napolitano. E dopo, cosa succederebbe?
Gli abitanti delle Vallette volevano solo essere rappresentati, mentre i partiti non hanno risposto alle loro esigenze. Oggi ci hanno tolto il diritto di scegliere, hanno tolto ai territori il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Noi dobbiamo ricordare che questo sogno (quello del 25 aprile) è democrazia che vuol dire che è il governo di un popolo intero.
Il palazzo circondato dai
cittadini.
Il voto per il presidente della Repubblica ha messo da parte gli elettori, in nome di un equilibrio di potere che fuori dal palazzo non trova comprensione e lascia spazio a troppi sospetti.
Le immagini delle proteste, dei deputati del PD circondati dalla folla, dallo stato maggiore del partito fermo, sotto il palazzo. Giovani, vecchi, precari, esodati, ex elettori delusi.
Il voto per il presidente della Repubblica ha messo da parte gli elettori, in nome di un equilibrio di potere che fuori dal palazzo non trova comprensione e lascia spazio a troppi sospetti.
Le immagini delle proteste, dei deputati del PD circondati dalla folla, dallo stato maggiore del partito fermo, sotto il palazzo. Giovani, vecchi, precari, esodati, ex elettori delusi.
Dovendo scegliere tra il re e la
piazza, è stato scelto il re.
In studio gli ospiti della puntata di ieri erano Massimo Cacciari, il giornalista Mario Giordano, il segretario Fiom Landini e l'onorevole Fassina.
Massimo Cacciari, ha esordito ricordando il discorso di forte accusa del presidente contro i partiti. E la delusione degli elettori PD cui era stato detto mai un governo col PDL nelle settimane passate.
In studio gli ospiti della puntata di ieri erano Massimo Cacciari, il giornalista Mario Giordano, il segretario Fiom Landini e l'onorevole Fassina.
Massimo Cacciari, ha esordito ricordando il discorso di forte accusa del presidente contro i partiti. E la delusione degli elettori PD cui era stato detto mai un governo col PDL nelle settimane passate.
Ora, se parte un governo, Grillo non
terrà più i suoi eletti che si apparteranno da qualche parte. E
dunque deve collocare la sua forza da qualche parte per condizionare
il nuovo governo: l'unico suo gioco è l'allenza PD + PDL che è
quello che voleva.
Prima di sentire gli altri ospiti, sono
stati trasmessi due spezzoni di intervista.
Bertazzoni Bersani:
“vogliamo un soggetto politico o uno spazio politico?”. Il
paese ha bisogno di soggetti politici che prendano decisioni per il
paese. Rammarico? Di non aver detto subito qualcosa al
partito.
Bertazzoni Ferrara: il giornalista si è detto fiducioso del governo che potrebbe dare al PD la posibilità di diventare forza di governo. E il cavaliere uomo di Stato.
Se non ci fosse stata la rigidità di Grillo, ha ricordato Ferrara, oggi avremmo Rodotà o Prodi: Berlusconi si è salvato per un capello.
Fassina, è partito da qui. Il PD non è stato all'altezza in queste giornate drammatiche. Affronteremo i problemi al congresso: ma ci sono altri responsabili, come Grillo per la sua indisponibilità nel trovare una forma di collaborazione. Bersani ha cercato di costruire un punto di intesa per far partire un governo di cambiamento. Il responsabile di questa situazione è Grillo: voleva l'accordo PD e PDL per lucrarci sopra.
Travaglio e Fassina hanno avuto un vivace scambio di opinioni su questo punto: perché il vicedirettore del Fatto ha ricordato a Fassina la proposta di votare Rodotà.
Bertazzoni Ferrara: il giornalista si è detto fiducioso del governo che potrebbe dare al PD la posibilità di diventare forza di governo. E il cavaliere uomo di Stato.
Se non ci fosse stata la rigidità di Grillo, ha ricordato Ferrara, oggi avremmo Rodotà o Prodi: Berlusconi si è salvato per un capello.
Fassina, è partito da qui. Il PD non è stato all'altezza in queste giornate drammatiche. Affronteremo i problemi al congresso: ma ci sono altri responsabili, come Grillo per la sua indisponibilità nel trovare una forma di collaborazione. Bersani ha cercato di costruire un punto di intesa per far partire un governo di cambiamento. Il responsabile di questa situazione è Grillo: voleva l'accordo PD e PDL per lucrarci sopra.
Travaglio e Fassina hanno avuto un vivace scambio di opinioni su questo punto: perché il vicedirettore del Fatto ha ricordato a Fassina la proposta di votare Rodotà.
Dopo qualche bu da parte della platea,
Santoro ha rimesso tutti all'ordine: “i bu non sono accettati, non
siamo allo stadio. Già vedo troppi tifosi in giro”.
Fassina è poi ritornato
all'elezione di Napolitano: il presidente non deve essere una figura
partigiana, sarebbe stata una torsione nella nostra Costituzione.
Voglio vedere cosa diranno nel PD quando verrà eletto col
presidenzialismo Berlusconi....
L'auto manifestazione del M5S.
Sono state immagini bellissime:
elettori ed eletti in un faccia a faccia quasi inedito (quanti altri
onorevoli o senatori potrebbero permettersi questo).
Lo scontro Fassina – Travaglio è andato avanti quando Travaglio ha ricordato le parole di Letta “la prospettiva di una alleanza col PDL ..”.
Inciucio è una parola che nessuno vuole sentire nel Partito Democratico, eppure mi viene da chiedere, come mai il PD ha eletto persone di cambiamento, con un blitz a maggioranza, alla Camera e al Senato, mentre al Quirinale ha cercato l'accordo con Berlusconi. Significa che la strada col M5S era stata già accantonata?
Cacciari si auspicato allora una rottura nel PD, dove le divisioni sono ormai insanabili. Si potrebbe comunque arrivare ad una soluzione politica di governo ma con persone competenti in materia sociale ed economica.
Altrimenti, si chiedeva il filosofo, a chi arriveranno i voti persi dal PD? Speriamo veramente che finiscano a Grillo e non ad altri.
La strada di un governo con persone competenti non è stata percorsa nemmeno da Grillo, d'altronde. I nomi non li ha fatti.
Ora, vista la situazione, varrebbe la pena di provarci almeno a fare un governo, il commento di Santoro.
Landini: Le elezioni hanno posto un problema di rappresentanza nei partiti e nei sindacati: è venuta fuori una domanda di cambiamento e coerenza. I partiti che hanno sostenuto Monti hanno perso voti: molti non sono andati a votare o hanno votato Grillo. Questo è indice di una scarsa rappresentanza politica.
Anche Landini ha ricordato il diverso
comportamento del PD alla Camera e Senato , rispetto a quello per il
presidente della Repubblica.
Il punto è cosa vogliamo fare adesso, visto che Grillo ha detto che non vuole mescolarsi con questi partiti.
Landini ha parlato di un governo di scopo, per fare la legge elettorale e poche altre cose. Ma teme che il governo delle larghe intese abbia in mente anche altro. I guai giudiziari di Berlusconi, le sue aziende...
Il giornalista Mario Giordano ha tirato in ballo un argomento che oggi passa in secondo piano. I privilegi della Casta, nati grazie ad un sistema di leggi, che favorisce chi è nel Palazzo. Le case degli enti pubblici comprate a prezzi stracciati (da Grasso, a Marini), i vitalizi. È un sistema legale che non funziona e che, aggiungo io, grida pure vendetta e che allontana la gente dalla politica.
Ora ci sarà un governo politico Letta: Berlusconi cosa farà? Ha stoppato i falchi su Imu e sulla presenza di politici di primo piano del suo partito nel governo. Ma B. non fa le cose gratis. Cosa vuole fare questo governo?
Landini ha indicato tra le priorità il lavoro e la rinegoziazione dei vincoli europei. Ma per “battere i pugni in Europa”, ha ricordato Cacciari, serve un governo credibile e forte.
Programmi e promesse alla mano, PD e PDL hanno poco in comune.
Ma in politica le cose cambiano in fretta.
Il punto è cosa vogliamo fare adesso, visto che Grillo ha detto che non vuole mescolarsi con questi partiti.
Landini ha parlato di un governo di scopo, per fare la legge elettorale e poche altre cose. Ma teme che il governo delle larghe intese abbia in mente anche altro. I guai giudiziari di Berlusconi, le sue aziende...
Il giornalista Mario Giordano ha tirato in ballo un argomento che oggi passa in secondo piano. I privilegi della Casta, nati grazie ad un sistema di leggi, che favorisce chi è nel Palazzo. Le case degli enti pubblici comprate a prezzi stracciati (da Grasso, a Marini), i vitalizi. È un sistema legale che non funziona e che, aggiungo io, grida pure vendetta e che allontana la gente dalla politica.
Ora ci sarà un governo politico Letta: Berlusconi cosa farà? Ha stoppato i falchi su Imu e sulla presenza di politici di primo piano del suo partito nel governo. Ma B. non fa le cose gratis. Cosa vuole fare questo governo?
Landini ha indicato tra le priorità il lavoro e la rinegoziazione dei vincoli europei. Ma per “battere i pugni in Europa”, ha ricordato Cacciari, serve un governo credibile e forte.
Programmi e promesse alla mano, PD e PDL hanno poco in comune.
Ma in politica le cose cambiano in fretta.
L'intervento di Marco
Travaglio.
L'intervento di Roberto Saviano “la storia ci chiederà conto”.
L'intervento di Roberto Saviano “la storia ci chiederà conto”.
28 marzo 2013
Si salvi chi può
La giornata delle due dirette, una in streaming l'altra dalla Camera, hanno mostrato a tutti il grado di disfacimento delle istituzioni.
Alla Camera, l'ex salvatore della patria professor Monti, l'uomo dell'agenda oggi disconosciuta da tutti, ha cercato per l'ultima volta dii difendersi sulla gestione del caso dei due marò.
Fa molta tristezza vedere come sia stato proprio il centrodestra, quel centrodestra berlusconiano che ha portato il paese in questo stato, quello degli attacchi più violenti.
Brunetta, il ministro dei fannulloni, degli attacchi ai precari, delle promesse non mantenute.
C'è proprio una sensazione del si salvi ci può: ministri contro ministri, tecnici che non vedono l'ora di tornare al proprio incarico (dopo essersi lasciati alle spalle blande leggi anticorruzione, la questione degli esodati, l'inquinamento dell'Ilva a Taranto, ...).
E poi la seconda diretta, fatta in streaming perchè al popolo non bisogna nascondere nulla (tranne quello che decidono Casaleggio e Grillo), in cui il M5S ha chiuso la porta in faccia (mai aperta tra l'altro).
Nessuna fiducia, perché voi non siete credibili, avete promesso riforme da anni: "Noi del Pd non ci fidiamo, ma certo, se Napolitano fa un altro nome, cambia tutto". Stiamo aspettando.
Però, quanta superficialità e supponenza da parte dei due portavoce.
"Sembra di stare a Ballarò" (no, è il paese reale che vorrebbe da voi delle risposte, grazie).
Vero, il PD aveva già preparato il matrimonio con Monti e mai si sarebbe sognato di fare leggi serie contro corruzione e conflitti di interesse senza la scoppola delle elezioni di febbraio.
Bersani doveva, come prima cosa, chiedere scusa e prendere atto della non vittoria. E farsi da parte.
Ma la vostra proposta quale è? Il modello bulgaro? Il 51%, il prendere o lasciare? il dateci la fiducia e noi poi vi diciamo i nomi per il governo?
Certo, i partiti sono i padri puttanieri, e anche "lo stato sociale siamo noi" (che suona come "lo stato siamo noi"): non esistono più giornali, più sindacati, più strati intermedi tra il popolo e chi governa. Ma la politica non dovrebbe essere anche dialogo, incontro, convincere le persone della validità delle proprie opinioni?
Io, alla teoria che serva una dose minima di dittatura per salvare il paese, non ci credo.
Anche perché prima di arrivare al governo il M5S deve fare i conti con l'altro partito che non ha vinto le elezioni: Berlusconi è ancora lì a dettare le sue condizioni.
Dove sta andando il Titanic.
Mentre a Roma (o anche in Toscana dove è previsto un incontro segreto tra Grillo e i suoi eletti ) il paese avrebbe bisogno di qualcuno che governi la nave allo sbando.
C'è la vicenda Taranto, dove ora rischiamo una infrazione per l'inquinamento dell'Ilva.
Chi paga? L'azienda che verrà amministrata dal manager dei tagli Bondi?
O più probabilmente nessuno?
Dalla Cassa depositi e prestiti (i nostri risparmi)?
Si salvi chi può ...
Alla Camera, l'ex salvatore della patria professor Monti, l'uomo dell'agenda oggi disconosciuta da tutti, ha cercato per l'ultima volta dii difendersi sulla gestione del caso dei due marò.
Fa molta tristezza vedere come sia stato proprio il centrodestra, quel centrodestra berlusconiano che ha portato il paese in questo stato, quello degli attacchi più violenti.
Brunetta, il ministro dei fannulloni, degli attacchi ai precari, delle promesse non mantenute.
C'è proprio una sensazione del si salvi ci può: ministri contro ministri, tecnici che non vedono l'ora di tornare al proprio incarico (dopo essersi lasciati alle spalle blande leggi anticorruzione, la questione degli esodati, l'inquinamento dell'Ilva a Taranto, ...).
E poi la seconda diretta, fatta in streaming perchè al popolo non bisogna nascondere nulla (tranne quello che decidono Casaleggio e Grillo), in cui il M5S ha chiuso la porta in faccia (mai aperta tra l'altro).
Nessuna fiducia, perché voi non siete credibili, avete promesso riforme da anni: "Noi del Pd non ci fidiamo, ma certo, se Napolitano fa un altro nome, cambia tutto". Stiamo aspettando.
Però, quanta superficialità e supponenza da parte dei due portavoce.
"Sembra di stare a Ballarò" (no, è il paese reale che vorrebbe da voi delle risposte, grazie).
Vero, il PD aveva già preparato il matrimonio con Monti e mai si sarebbe sognato di fare leggi serie contro corruzione e conflitti di interesse senza la scoppola delle elezioni di febbraio.
Bersani doveva, come prima cosa, chiedere scusa e prendere atto della non vittoria. E farsi da parte.
Ma la vostra proposta quale è? Il modello bulgaro? Il 51%, il prendere o lasciare? il dateci la fiducia e noi poi vi diciamo i nomi per il governo?
Certo, i partiti sono i padri puttanieri, e anche "lo stato sociale siamo noi" (che suona come "lo stato siamo noi"): non esistono più giornali, più sindacati, più strati intermedi tra il popolo e chi governa. Ma la politica non dovrebbe essere anche dialogo, incontro, convincere le persone della validità delle proprie opinioni?
Io, alla teoria che serva una dose minima di dittatura per salvare il paese, non ci credo.
Anche perché prima di arrivare al governo il M5S deve fare i conti con l'altro partito che non ha vinto le elezioni: Berlusconi è ancora lì a dettare le sue condizioni.
Dove sta andando il Titanic.
Mentre a Roma (o anche in Toscana dove è previsto un incontro segreto tra Grillo e i suoi eletti ) il paese avrebbe bisogno di qualcuno che governi la nave allo sbando.
C'è la vicenda Taranto, dove ora rischiamo una infrazione per l'inquinamento dell'Ilva.
Chi paga? L'azienda che verrà amministrata dal manager dei tagli Bondi?
O più probabilmente nessuno?
"Angelo Bonelli, leader dei Verdi che sull’Ilva ha condotto una battaglia spesso solitaria: “Da sempre chiediamo che l’Ilva paghi per le bonifiche e per questo abbiamo anche chiesto che venissero sequestrati i beni del gruppo Riva. Come denunciamo da mesi, per Taranto, il principio ‘chi inquina paga’ rischia di essere carta straccia: al danno enorme che subisce la città – ‘malattia e morte’, scrive la Procura - ora si somma anche la beffa di una possibile ‘infrazione europea’, ossia una multa che pagherebbero tutti gli italiani, mentre ancora oggi per le bonifiche ai Riva non è stato chiesto nemmeno un euro”" (Marco Palombi su il Fatto).La questione RCS:
"Rcs che vuole fare fuori 800 dei 5 mila dipendenti per tagliare i costi e non chiedere troppi sacrifici a soci forti come Mediobanca, Fiat, Intesa Sanpaolo. E di Telecom Italia che dichiara 3 mi-la esuberi distribuire ai dipendenti un centinaio di milioni di stipendi in meno, dopo aver annunciato la distribuzione di 450 milioni di dividendi a soci forti come Mediobanca e Intesa Sanpaolo (sì, sono sempre gli stessi, non è un refuso). Le Fs hanno deciso di indebitarsi con le banche per 1,5 miliardi per poter pagare gli stipendi, perché lo Stato non paga i suoi debiti neppure a loro, mica solo alle piccole e media imprese. L’unica cosa certa è che il contribuente dovrà pagare fior di commissioni e interessi alle banche." (Giorgio Meletti su Il fatto)Gli esuberi Telecom:
"Ma la vicenda di Telecom Italia desta qualche interrogativo. È stato siglato un accordo per cui non si licenzia nessuno, però siccome ci sono 3 mila esuberi, 500 si mandano in prepensionamento, con buona pace del rigore del ministro Elsa Fornero, e gli altri 2.500 esuberi si assorbono con i contratti di solidarietà: lavorare meno e guadagnare meno. Così Telecom Italia risparmierà circa 100 milioni di euro, in parte scaricati sul contribuente grazie al meccanismo dei contratti di solidarietà. Ma una cifra poco inferiore sborserà ai circa 54 mila dipendenti come premio di risultato per il 2012 (mille euro a testa). I sindacati - secondo un’antica tradizione del loro atteggiamento nel gruppo Tele-com - hanno sottoscritto una politica del lavoro opposta a quella che proclamano nei vertici a palazzo Chigi o nei talk-show. Telecom Italia ha terminato nello scorso novembre due anni di contratto di solidarietà, che hanno consentito di risparmiare qualche centinaio di milioni di euro, e negli stessi due anni ha distribuito agli azionisti dividendi per circa 2 miliardi. Adesso i lavoratori tornano in solidarietà mentre l’azienda paga 450 milioni di dividendo e continua a premiare i manager (anche se con bonus calanti)." (Giorgio Meletti su Il fatto)A breve potrebbe scattare un altro downgrade delle società di rating, lo spread potrebbe tornare a risalire. A luglio scatta l'aumento dell'Iva. Le banche sono in sofferenza, avrebbero bisogno di una ricapitalizzazione, ma dove trovare i soldi?
Dalla Cassa depositi e prestiti (i nostri risparmi)?
Si salvi chi può ...
22 marzo 2013
Servizio pubblico - decide Grillo
Chissà che sarà, che sarà di noi ... cantava Battisti. E che ne sarà di noi e del nostro paese si chiedono gli italiani, e anche Santoro nella copertina della puntata di ieri dove si è parlato del prossimo (incerto) governo, del mandato di Bersani e delle scelte di Grillo.
Grillo che si sente oggi il vincitore: i suoi capigruppo rivendicano di essere il primo partito (e non è vero), rivendicano Questori e presidenti di Commissione (na non sarebbe la solita spartizione partitocratica?).
Napolitano ci dia l'incarico pieno e noi indicheremo il premier: un salto nel buio, insomma.
Grillo con la stampa italiana non parla: parla solo con i giornalisti stranieri. La televisione è finita, la stampa è finita, ma poi il M5S rivendita un posto dentro la Rai.
I partiti sono finiti: negli scenari raccontati alla giornalista turca, Grillo spiega quella che è la sua visione. Azzerare tutto, eliminare i filtri intermedi tra cittadino e il governo del paese: con un click il cittadino della Repubblica 3.0 potrà votare per le leggi, per i referendum senza quorum. Vivrà in case coibentate che non sprecano energia e si muoverà su mezzi pubblici che usano energie rinnovabili.
Tutto bello: ma tutto troppo lontano, se una persona si guarda attorno e vede quello che sta succedendo nel paese.
Uno ha votato Grillo per protesta, perché credeva nel loro programma, perché stufo di una sinistra in mezzo al guado. Che ha guardato sempre al centro dimenticandosi del suo elettorato: che nelle passate elezioni ha sempre salvato B. nella giunta per l'eleggibilità dei parlamentari (c'è una legge del 1957 a proposito, sempre disattesa). Come voterà il PD adesso?
In studio, dopo un servizio di Bertazzoni davanti il Quirinale, gli ospiti erano Pippo Civati, Lara Comi e l'ex onorevole, sovrintendente .. Sgarbi.
Sgarbi, molto in forma e stranamente d'accordo con Travaglio, sulla questione Schifani:
In studio il vicedirettore del Fatto ha spiegato le sue ragioni, sul perché anche Grasso è una candidatura poco di cambiamento (si è sempre tenuto lontano dai rapporti mafia politica ...):
"Il dualismo Grasso - Schifani non andava impostato in maniera così manichea".
Il neo presidente del Senato ha anche chiamato in trasmissione e chiesto di poter intervenire. Vedremo come finirà il duello.
Andremo a votare nuovamente?
Secondo Campanella, senatore a 5 stelle, potrebbe essere "un male necessario". Anche Civati ha spiegato che le nuove elezione potrebbero non essere un dramma.
Anche se ora si aspetta da Bersani che vada avanti con la sua missione impossibile, anche facendo un passo indietro a favore di un nome importante.
Lara Comi ha ripetuto il refrain di Berlusconi eletto, dunque degno di avere un ruolo nell'agone politico. Non è un ostacolo per il PDL, Berlusconi.
Il governissimo, auspicato dal PDL, dovrebbe affrontare le riforme urgenti: lavoro, legge elettorale.
Sgarbi, in un secondo intervento, ha spiegato come, queste nuove elezioni con Renzi candidato, potrebbero far fuori i vecchi dei partiti. Bersani, Grillo, Berlusconi.
Ma sarebbe come ballare sul Titanic: è stato compito di Dragoni ricordarci i freddi numeri.
Pare che sia passato di moda, col tramonto di Monti, lo spread e i tassi di interesse, ma sono ancora la. Come i debiti della ppaa nei confronti delle aziende. La disoccupazione, l'evasione fiscale, la corruzione.
Basta andare a vedere come stanno i comuni, come Civitella di Romagna.
L'intervento di Travaglio
Grillo che si sente oggi il vincitore: i suoi capigruppo rivendicano di essere il primo partito (e non è vero), rivendicano Questori e presidenti di Commissione (na non sarebbe la solita spartizione partitocratica?).
Napolitano ci dia l'incarico pieno e noi indicheremo il premier: un salto nel buio, insomma.
Grillo con la stampa italiana non parla: parla solo con i giornalisti stranieri. La televisione è finita, la stampa è finita, ma poi il M5S rivendita un posto dentro la Rai.
I partiti sono finiti: negli scenari raccontati alla giornalista turca, Grillo spiega quella che è la sua visione. Azzerare tutto, eliminare i filtri intermedi tra cittadino e il governo del paese: con un click il cittadino della Repubblica 3.0 potrà votare per le leggi, per i referendum senza quorum. Vivrà in case coibentate che non sprecano energia e si muoverà su mezzi pubblici che usano energie rinnovabili.
Tutto bello: ma tutto troppo lontano, se una persona si guarda attorno e vede quello che sta succedendo nel paese.
Uno ha votato Grillo per protesta, perché credeva nel loro programma, perché stufo di una sinistra in mezzo al guado. Che ha guardato sempre al centro dimenticandosi del suo elettorato: che nelle passate elezioni ha sempre salvato B. nella giunta per l'eleggibilità dei parlamentari (c'è una legge del 1957 a proposito, sempre disattesa). Come voterà il PD adesso?
In studio, dopo un servizio di Bertazzoni davanti il Quirinale, gli ospiti erano Pippo Civati, Lara Comi e l'ex onorevole, sovrintendente .. Sgarbi.
Sgarbi, molto in forma e stranamente d'accordo con Travaglio, sulla questione Schifani:
In studio il vicedirettore del Fatto ha spiegato le sue ragioni, sul perché anche Grasso è una candidatura poco di cambiamento (si è sempre tenuto lontano dai rapporti mafia politica ...):
"Il dualismo Grasso - Schifani non andava impostato in maniera così manichea".
Il neo presidente del Senato ha anche chiamato in trasmissione e chiesto di poter intervenire. Vedremo come finirà il duello.
Andremo a votare nuovamente?
Secondo Campanella, senatore a 5 stelle, potrebbe essere "un male necessario". Anche Civati ha spiegato che le nuove elezione potrebbero non essere un dramma.
Anche se ora si aspetta da Bersani che vada avanti con la sua missione impossibile, anche facendo un passo indietro a favore di un nome importante.
Lara Comi ha ripetuto il refrain di Berlusconi eletto, dunque degno di avere un ruolo nell'agone politico. Non è un ostacolo per il PDL, Berlusconi.
Il governissimo, auspicato dal PDL, dovrebbe affrontare le riforme urgenti: lavoro, legge elettorale.
Sgarbi, in un secondo intervento, ha spiegato come, queste nuove elezioni con Renzi candidato, potrebbero far fuori i vecchi dei partiti. Bersani, Grillo, Berlusconi.
Ma sarebbe come ballare sul Titanic: è stato compito di Dragoni ricordarci i freddi numeri.
Pare che sia passato di moda, col tramonto di Monti, lo spread e i tassi di interesse, ma sono ancora la. Come i debiti della ppaa nei confronti delle aziende. La disoccupazione, l'evasione fiscale, la corruzione.
Basta andare a vedere come stanno i comuni, come Civitella di Romagna.
L'intervento di Travaglio
21 marzo 2013
Il giorno del Grillo
Chissà, forse oggi Napolitano lo sentirà il boom, dovendo ricevere anche il (leader? capo? presidente?) del Movimento cinque stelle per la formazione del nuovo governo.
Forse le cose sarebbero andate diversamente se il boom fosse stato ascoltato nel 2009 quando Grillo portà in Senato le 350000 firme per la proposta di legge popolare contro i condannati in Parlamento.
Allora, e parliamo di pochi anni fa, il tema del Parlamento pulito, dell'etica pubblica, della lotta alla Casta era ancora tabù.
Un pò come per Berlusconi il conflitto di interessi.
Si è scelto di riformare lo statuto dei lavoratori, col governo dei tecnici: molto più importante quello, piuttosto che accogliere quelle proposte che arrivavano dal paese reale (e non dai partiti o dalle lobby).
Ci ha pensato poi la crisi, la fine dei soldi e della pacchia, a fare un pò di piazza pulita.
Oggi, parlare di riduzione dei costi della politica non è più antipolitica, fare demagogia: è stato il primo atto dei due presidenti (anche questo è una foglia di fico?).
Ma non basta: il PDL e parte del PD spera che l'operazione Bersani (e il piano B di un governo delle eccellenza fallisca). Il Movimento ha fatto sapere che non darà fiducia a Bersani. Che, dunque, dovrà chiedere la fiducia per fare una seria legge contro la corruzione e sul conflitto di interessi al PDL e a Monti.
Oggi l'emergenza è il lavoro, dicono tutti: peccato che per risolvere l'emergenza serva gente nuova, rispetto ai precedenti governanti.
Spero che Bersani capisca la situazione e scelta di sacrificarsi subito, in favore di un governo di eccellenze. Non di larghe intese, non di inciucio.
E spero che Grillo e il movimento si rendano conto della situazione: il tempo è poco e non è così scontato che, con nuove elezioni, il boom sia più forte.
19 marzo 2013
Piazze e piazzate
E' la volta buona per mandar B. fuori dal palazzo: perchè c'è una maggioranza nuova alle camere e i cittadini del M5S hanno messo subito le carte in tavola sull'eleggibilità del caimano. Per le 200000 firme raccolte da Micromega che si appellano ad una legge del 1957 mai applicata fino ad ora in Parlamento.
Non significa nulla tirare in ballo gli elettori che hanno scelto B. (anche Barabba fu salvato dalla piazza) nè il fatto che nelle passate legislature le giunte non lo abbiamo mai giudicato ineleggibile (non fateci ricordare tutti gli inciuci).
B. ora può solo invocare le piazze, gridare al complotto, parlare di occupazione delle Camere da parte del PD (come se nelle scorse elezioni il PDL non avesse fatto esattamente la stessa cosa, mettendo persone di riferimento a Camera e Senato).
Potrebbere essere l'inizio della fine, per sperare poi, in un futuro prossimo, nella nascita di un centrodestra finalmente presentabile.
Tocca al PD adesso, andare avanti con la strada del cambiamento: il "dream team" al governo (senza cercare stampelle agli ex alleati), un candidato credibile per il quirinale, il voto contro B. in giunta.
Non significa nulla tirare in ballo gli elettori che hanno scelto B. (anche Barabba fu salvato dalla piazza) nè il fatto che nelle passate legislature le giunte non lo abbiamo mai giudicato ineleggibile (non fateci ricordare tutti gli inciuci).
B. ora può solo invocare le piazze, gridare al complotto, parlare di occupazione delle Camere da parte del PD (come se nelle scorse elezioni il PDL non avesse fatto esattamente la stessa cosa, mettendo persone di riferimento a Camera e Senato).
Potrebbere essere l'inizio della fine, per sperare poi, in un futuro prossimo, nella nascita di un centrodestra finalmente presentabile.
Tocca al PD adesso, andare avanti con la strada del cambiamento: il "dream team" al governo (senza cercare stampelle agli ex alleati), un candidato credibile per il quirinale, il voto contro B. in giunta.
10 marzo 2013
Ci vorrebbe un governo
Sono passate due settimane dal voto.
Monti si è eclissato, il Tg1 non gli dedica più nemmeno un
servizio. Il professore entrato tecnico a Palazzo Chigi, che si è
creduto premier ed è finito riserva della repubblica. Berlusconi,
alle prese coi processi e la congiuntivite, sceglie la piazza per
attaccare la magistratura e prepararsi alle elezioni.
Grillo e il M5S, che è la stessa cosa, anche dopo essere entrati in Parlamento, si comportano come fossero ancora in campagna elettorale. Che poi è quello cui si stanno preparando tutti, vista la fiducia che l'operazione di Bersani suscita nei partiti. Renzi compreso, nel'intervista di ieri sera già si stava preparando alla campagna elettorale.
Che elezioni saranno le prossime allora? Dai sondaggi e dalla cronaca dei fatti credo che si preparerà uno scontro Berlusconi Grillo, con in mezzo il PD (da solo?) unico a difendere il finanziamento pubblico ai partiti.
È diventato lo specchietto delle allodole, il finanziamento ai partiti, che c'è in Germania e in altre democrazie. Basta toglierlo per risanare i conti e pulire la politica? No, certamente: sarebbe solo un segnale.
Servirebbe altro: il problema è che oggi la gente non ascolta più, non ha più tempo da aspettare, non vuole più sentire parlare di “responsabilità” e rispetto dei conti.
L'elettore grillino, a Servizio Pubblico, è stato chiaro: “dopo Grillo ci sarà il partito dei bastoni”.Serve un segnale di cambiamento, ma quello che vedo oggi, è solo il gridare di slogan buoni solo per tenere buona l'arrabbiatura delle persone.
Non è che la democrazia diretta dei grillini sia necessariamente una democrazia, se serve il 100% per governare, se serve togliere di mezzo i partiti, i sindacati.
Non è vero che democrazia e accordi tra partiti siano un inciucio.
Non è vero che i partiti siano il male e che i giornalisti siano capaci solo di fare propaganda.
Più che il dimezzamento dei parlamentari, spiegava Gramellini nell'intervista di ieri, mi preoccuperei del dimezzamento dei posti di lavoro.
Servirebbe un governo che sia in grado di affrontare questi problemi. Non abbiamo molto tempo.
Un governo serio, non la solita divisione delle poltrone: il senato a Monti, la Camera al M5S ..
Grillo e il M5S, che è la stessa cosa, anche dopo essere entrati in Parlamento, si comportano come fossero ancora in campagna elettorale. Che poi è quello cui si stanno preparando tutti, vista la fiducia che l'operazione di Bersani suscita nei partiti. Renzi compreso, nel'intervista di ieri sera già si stava preparando alla campagna elettorale.
Che elezioni saranno le prossime allora? Dai sondaggi e dalla cronaca dei fatti credo che si preparerà uno scontro Berlusconi Grillo, con in mezzo il PD (da solo?) unico a difendere il finanziamento pubblico ai partiti.
È diventato lo specchietto delle allodole, il finanziamento ai partiti, che c'è in Germania e in altre democrazie. Basta toglierlo per risanare i conti e pulire la politica? No, certamente: sarebbe solo un segnale.
Servirebbe altro: il problema è che oggi la gente non ascolta più, non ha più tempo da aspettare, non vuole più sentire parlare di “responsabilità” e rispetto dei conti.
L'elettore grillino, a Servizio Pubblico, è stato chiaro: “dopo Grillo ci sarà il partito dei bastoni”.Serve un segnale di cambiamento, ma quello che vedo oggi, è solo il gridare di slogan buoni solo per tenere buona l'arrabbiatura delle persone.
Non è che la democrazia diretta dei grillini sia necessariamente una democrazia, se serve il 100% per governare, se serve togliere di mezzo i partiti, i sindacati.
Non è vero che democrazia e accordi tra partiti siano un inciucio.
Non è vero che i partiti siano il male e che i giornalisti siano capaci solo di fare propaganda.
Più che il dimezzamento dei parlamentari, spiegava Gramellini nell'intervista di ieri, mi preoccuperei del dimezzamento dei posti di lavoro.
Servirebbe un governo che sia in grado di affrontare questi problemi. Non abbiamo molto tempo.
Un governo serio, non la solita divisione delle poltrone: il senato a Monti, la Camera al M5S ..
Giusto
per chiarire la situazione, vorrei raccontare quello che sta
succedendo ai lavoratori della Tamburini, a Carugo (Como), un'azienda
nel campo dei rivestimenti anticorrosivi.
Il proprietario ha voluto chiudere l'azienda e ha venduto i terreni, nonostante l'azienda sia il leader del settore.
I dipendenti hanno occupato la fabbrica per impedire la vendita dei macchinari e permettere ad altri imprenditori di rilevare la fabbrica.
Niente da fare: i terreni verranno trasformati ad uso residenziale e i posti di lavoro persi.
Non solo: queste persone sono senza stipendio da mesi e senza copertura della cassa integrazione, per problemi burocratico. Mancherebbero i decreti attuativi della riforma Fornero sul lavoro.
Queste persone si sono sentite abbandonate dalle istituzioni: quanti di loro avranno votato Grillo?
Chissà di cosa avranno parlato ieri al forum Ambrosetti, i vari Letta, Alfano, Brunetta e Grilli ...
Il proprietario ha voluto chiudere l'azienda e ha venduto i terreni, nonostante l'azienda sia il leader del settore.
I dipendenti hanno occupato la fabbrica per impedire la vendita dei macchinari e permettere ad altri imprenditori di rilevare la fabbrica.
Niente da fare: i terreni verranno trasformati ad uso residenziale e i posti di lavoro persi.
Non solo: queste persone sono senza stipendio da mesi e senza copertura della cassa integrazione, per problemi burocratico. Mancherebbero i decreti attuativi della riforma Fornero sul lavoro.
Queste persone si sono sentite abbandonate dalle istituzioni: quanti di loro avranno votato Grillo?
Chissà di cosa avranno parlato ieri al forum Ambrosetti, i vari Letta, Alfano, Brunetta e Grilli ...
07 marzo 2013
Il minimo sindacale
Gli otto punti di Bersani sono proprio il minimo sindacale, per cercare un accordo che diventa ogni giorno sempre più difficile.
Per dire: bene la proposta di anticorruzione, specie se toglie di mezzo le ambiguità e i "favori" (nella legge anticorruzione dei tecnici) che hanno mandato in prescrizione le tangenti ai DS per il sistema Sesto.
Bene anche parlare di conflitto di interesse, ma la proposta di Bersani è veramente light (lo spiega Travaglio nel suo editoriale su Il fatto).
Non impedisce ad un ministro in carica di ricevere finanziamenti da parte di imprese private che dovrebbero essere controllare da quel ministero.
E le norme sul lavoro? Le norme per disboscare la giungla dei contratti precari?
Le spese militari, i caccia F35?
Quelli si che sarebbero costi da tagliare e soldi certi da usare in sanità e ricerca.
C'è la norma contro il riciclaggio e l'autoriciclaggio: ma contro l'evasione? Contro i tesoretti all'estero? Le società fittizie create nei paradisi fiscali?
E poi, comunque stiamo parlando di norme che toccano poco la macchina dello stato, la burocrazia ministeriale.
Si può leggere oggi sul corriere, ad esempio, l'inchiesta di ReportTime sui magistrati e avvocati fuori ruolo: "Uno degli ultimi atti del governo Monti: un decreto legislativo su una serie di incarichi che i magistrati e gli avvocati dello stato possono ricoprire in posizione di fuori ruolo dalla loro amministrazione di appartenenza"
Per non parlare delle banche, della questione derivati, delle società pubbliche e degli stipendi dei supermanager (che un referendum in Svizzera ha ben tosato).
Insomma, dobbiamo scegliere: o salvare il paese, o salvare il palazzo. Ma per salvare il paese serve gente nuova, con un mentalità nuova.
E non ho ancora capito cosa voglano fare in proposito i grillini.
Per dire: bene la proposta di anticorruzione, specie se toglie di mezzo le ambiguità e i "favori" (nella legge anticorruzione dei tecnici) che hanno mandato in prescrizione le tangenti ai DS per il sistema Sesto.
Bene anche parlare di conflitto di interesse, ma la proposta di Bersani è veramente light (lo spiega Travaglio nel suo editoriale su Il fatto).
Non impedisce ad un ministro in carica di ricevere finanziamenti da parte di imprese private che dovrebbero essere controllare da quel ministero.
E le norme sul lavoro? Le norme per disboscare la giungla dei contratti precari?
Le spese militari, i caccia F35?
Quelli si che sarebbero costi da tagliare e soldi certi da usare in sanità e ricerca.
C'è la norma contro il riciclaggio e l'autoriciclaggio: ma contro l'evasione? Contro i tesoretti all'estero? Le società fittizie create nei paradisi fiscali?
E poi, comunque stiamo parlando di norme che toccano poco la macchina dello stato, la burocrazia ministeriale.
Si può leggere oggi sul corriere, ad esempio, l'inchiesta di ReportTime sui magistrati e avvocati fuori ruolo: "Uno degli ultimi atti del governo Monti: un decreto legislativo su una serie di incarichi che i magistrati e gli avvocati dello stato possono ricoprire in posizione di fuori ruolo dalla loro amministrazione di appartenenza"
Per non parlare delle banche, della questione derivati, delle società pubbliche e degli stipendi dei supermanager (che un referendum in Svizzera ha ben tosato).
Insomma, dobbiamo scegliere: o salvare il paese, o salvare il palazzo. Ma per salvare il paese serve gente nuova, con un mentalità nuova.
E non ho ancora capito cosa voglano fare in proposito i grillini.
Mission impossible di Marco Travaglio
Ieri Bersani era chiamato al massimo sforzo per rendere almeno possibile la mission impossible di un governo Pd-M5S. E in un certo senso il suo massimo l’ha dato con gli 8 punti del “nuovo” programma. Purtroppo il suo massimo è molto meno del minimo che potrebbe consentire ai neoeletti del M5S di giustificare davanti ai loro elettori l’eventuale appoggio a un governo. E quel minimo potrebbe garantirlo solo un’alta personalità della società civile, non compromessa con i partiti e gl’inciuci dell’ultimo ventennio: come ha proposto Santoro. Anche perché dire “mai al governo con B” mentre si governa con B. da 16 mesi, fa sorridere (“mai più al governo con B.” sarebbe più credibile). Intendiamoci: fra gli 8 punti ci sono anche cose buone. Che però – a parte la legge elettorale alla francese – sono pure le più vaghe o diluite in tempi lunghi (e nei tempi lunghi saremo tutti morti): rinegoziare in Europa i vincoli di bilancio, peraltro sottoscritti da Monti con l’appoggio del Pd; salario minimo per chi non ha lavoro, che peraltro il Pd definiva insostenibile quando lo proponeva Grillo; norme costituzionali per abrogare le province e dimezzare i parlamentari; legge sulla responsabilità giuridica dei partiti; tagli e taglietti qua e là su compensi e poltrone negli enti locali; nuove norme su corruzione, falso in bilancio, reati fiscali, autoriciclaggio, voto di scambio e addirittura riforma della prescrizione (appena accorciata dalla legge Severino, su proposta del Pd, con salvataggio di Penati e delle coop rosse); e altri bei propositi.
Non una parola sui cavalli di battaglia del M5S che l’han portato al successo in tutt’Italia e addirittura al trionfo in Val Susa, a Siena, a Taranto e così via: via i fondi pubblici a partiti e giornali; via le leggi 30 e Fornero; via dal Parlamento tutti i condannati, anche sotto i 2 anni; no alle grandi opere inutili, dal Tav Torino-Lione al Terzo Valico, e agli F-35; via i sussidi a banche e imprese private (Mps, Fs, Autostrade ecc.); basta con i Riva che violano la legge all’Ilva; inversione di rotta sui rifiuti, per ridurre progressivamente i materiali inceneriti; antitrust per tv e pubblicità; ritiro delle truppe dall’Afghanistan; tetto alle pensioni d’oro. Totalmente ignorata anche la campagna online di MicroMega, che ha raccolto 130 mila firme in cinque giorni, per dichiarare subito ineleggibile B. ai sensi della legge 361/1957 sui concessionari dello Stato.
Anzi il modello da seguire per i conflitti d’interessi è la legge-brodino approvata in commissione “alla Camera nella XV legislatura” (2006-2008). Una barzelletta. Il testo, scritto da Franceschini, Bassanini e Violante (“Si tratta di perfezionare la legge Frattini”) e nobilitato dalle firme di Elia e Onida, riguarda solo i conflitti dei membri del governo, non dei parlamentari; e soprattutto non prevede alcuna ineleggibilità, ma solo il passaggio delle azioni delle imprese del titolare del conflitto a un blind trust, un fondo cieco. Ma così si può risolvere il conflitto d’interessi “attivo”: quello di chi, al governo, potrebbe legiferare a vantaggio delle proprie aziende. Non certo quello “passivo”: di chi, al governo, viene favorito dalle proprie aziende – tipo tv e giornali – nel mantenere o nell’acquisire consenso presso l’opinione pubblica. Insomma, se B. rimane un semplice parlamentare, anche se diventa capogruppo del Pdl o presidente del Senato, non gli succede niente; casomai tornasse al governo, le sue azioni di Mediaset, Mondadori ecc. finirebbero nel fondo cieco, ma i suoi giornalisti continuerebbero a vederci benissimo (e comunque, a quel punto, potrebbe abrogare la legge). Sarà un caso, ma il primo a escogitare il blind trust (Montanelli lo chiamava “blind truff”) per risolvere il conflitto d’interessi di B. era stato, nel 1994, lo stesso B. Insomma, i 5Stelle un governo Bersani non possono appoggiarlo. Ma Berlusconi sì.
06 marzo 2013
Non hanno colto il segnale
Oggi Bersani presenterà le sue proposte alla direzione del PD.
Le riforme da fare e da far votare magari anche dal M5S in Parlamento.
Ma in direzione dovrà affrontare anche quelli dell'ala centrista, che fino a ieri guardavano a Monti e perfino a Renzi ("se ci fosse stato Renzi l'avrebbero votato anche quelli di destra").
E' l'ala che sicuramente spera nell'accordo per il governissimo o per il governo del presidente. Sperano che ancora una volta il colle peschi il coniglio dal cilindro.
Un bel governo balneare per tirare a campare fino ad ottobre, per arrivare a nuove elezioni.
Ieri Monti ha incontrato Renzi a Palazzi Chigi: dobbiamo aspetttarci una nuova scissione dentro il Partito democratico per la corrente renziana (che alle prossime elezioni non farà prigionieri)?.
In questo momento in cui parlano dei grillini, sono un pò spariti di scena Monti, i centristi: in caso di accordo coi cinque stelle finirebbero in soffitta, viceversa con un governo tecnico avrebbero ancora un ruolo.
Alla faccia dell'esito delle urne.
Infine i neoeletti a cinque stelle: non parlano coi giornalisti, parla solo il capo.
Non faranno accordi e non voteranno la fiducia.
Anche loro, secondo me, non hanno colto il segnale.
Non abbiamo tanto tempo da perdere.
La gente, qui fuori, si aspetta un segnale forte: e non è la capigliatura di Casaleggio, la mascherata di Grillo, le sparate sul fascismo buono o il Bersani in versione responsabile.
Le riforme da fare e da far votare magari anche dal M5S in Parlamento.
Ma in direzione dovrà affrontare anche quelli dell'ala centrista, che fino a ieri guardavano a Monti e perfino a Renzi ("se ci fosse stato Renzi l'avrebbero votato anche quelli di destra").
E' l'ala che sicuramente spera nell'accordo per il governissimo o per il governo del presidente. Sperano che ancora una volta il colle peschi il coniglio dal cilindro.
Un bel governo balneare per tirare a campare fino ad ottobre, per arrivare a nuove elezioni.
Ieri Monti ha incontrato Renzi a Palazzi Chigi: dobbiamo aspetttarci una nuova scissione dentro il Partito democratico per la corrente renziana (che alle prossime elezioni non farà prigionieri)?.
In questo momento in cui parlano dei grillini, sono un pò spariti di scena Monti, i centristi: in caso di accordo coi cinque stelle finirebbero in soffitta, viceversa con un governo tecnico avrebbero ancora un ruolo.
Alla faccia dell'esito delle urne.
Infine i neoeletti a cinque stelle: non parlano coi giornalisti, parla solo il capo.
Non faranno accordi e non voteranno la fiducia.
Anche loro, secondo me, non hanno colto il segnale.
Non abbiamo tanto tempo da perdere.
La gente, qui fuori, si aspetta un segnale forte: e non è la capigliatura di Casaleggio, la mascherata di Grillo, le sparate sul fascismo buono o il Bersani in versione responsabile.
04 marzo 2013
Presa diretta - Tsunami
Come ha fatto il cetrosinistra a perdere quasi 4 milioni di viti alle scorse elezioni?
In che modo il centro destra ha recuperato, a livello nazionale e in Lombardia (nonostante gli scandali, i rimborsi, le infiltrazioni della ndrangheta)?
Chissà forse se anziché il buio elettorale, Presa diretta avesse continuato le sue inchieste, mostrando in che modo veniva portata avanti la campagna elettorale, quanto fosse ampia la rabbia nei confronti dei partiti, i risultati di lunedì scorso sarebbero stati meno sorprendenti.
I partiti, in particolare il Partito democratico, avrebbe forse tratto qualche ovvia conclusione. Evitando battute sui giaguari, facendo un pò di autocritica.
Presa Diretta ha seguito la campagna elettorale di Grillo in Sicilia: bastava guardare queste piazze, riempite da Grillo, in cui l'ex comico (che dovrà decidersi a passare il Rubicone) attaccava il sistema dei partiti, ma ha anche dato una speranza alle persone.
Parlando di questioni vicine alla gente: il reddito di cittadinanza, il ricambio della classe politica.
Il redditometro, che porterà ad una diminuzione dei consumi per la paura di finire nel mirino dell'agenzia delle entrate. "Serve un piano di emergenza", gridava Grillo alle persone venute ad ascoltarlo.
Niente promesse di condoni. Niente tasse da abbassare. Basta vivere con la paura: da dove si prendono i soldi? Grillo inizierebbe con i soldi dei contributi ai partiti.
E il resto? Vedremo quando, e se, calerà anche lui le carte in tavola.
In studio Iacona ha spiegato come 16ml di elettori a questo giro non ha votato come nel 2008: il 16% dei voti il M5S li ha presi dal centro sinistra: ma come ha fatto Bersani a perdere tutti questi voti?
Presa diretta ha iniziato con la campagna elettorale di Ambrosoli: anche qui, in pochi si sarebbero aspettati una affermazione così netta di Maroni, dopo tutto quello che abbiamo letto sulla Lombardia.
Eppure il figlio dell'eroe borghese, che ha scelto per i suoi spot un'immagine da famiglia borghese, tranquilla, non ha sfondato nella provincia. E nemmeno nei posti di lavoro.
Nei salotti della borghesia milanese, nel centro di Milano, Ambrosoli avrà anche vinto.
Ma ad Adro, dove il sindaco Leghista aveva messo sui tetti della scuola pubblica i simboli, non c'era nessuno ad accoglierlo.
Le Lega è stata più brava a fare propaganda, con i gazebo, con i cartelloni con la faccia di Maroni che parlava del 75% delle tasse per i lombardi.
Il PD ha colto l'emergenza lavoro qui in regione Lombardia? In Brianza, in provincia di Varese, nelle altre province?
Qui in Lombardia la cassa integrazione è cresciuta del 7% a dicembre, 60000 persone hanno perso lavoro, i soldi per la cassa integrazione stanno per finire e la gente, i lavoratori della Alcatel, della IBM sono stanchi e sfiduciati.
Qui le persone tra i 45 e i 50 anni si ritrovano tutti i giorni davanti al bar e si riconoscono.
Destra e sinistra sono uguali ... la gente per protesta ha votato Grillo perchè "Grillo se lo sono creato loro".
Se lo sono creati perché non hanno creato una politica seria per il mondo del lavoro, per il mondo delle imprese.
Nemmeno il PDL ha fatto molto: ma partiva da una percentuale più alta e alla fine ha retto allo tsunami.
E pensare che il PD, il suo Grillo, lo aveva in casa: era Renzi, con i suoi 5000 comitati messi in rete, il candidato capace di parlare sui nuovi (?) media, che ha girato il paese col suo camper.
Se ci fosse stato Renzi ... Pippo Civati ha spiegato bene quale è stato il problema (dall pagina FB di Presa diretta):
"Se il centro sinistra fosse stato sopra di due, tre, quattro punti, Ambrosoli avrebbe vinto le elezioni - ha detto Civati - “Se uno parte con l’handicap … diciamo in questo caso l’handicap siamo noi, insomma chi ha fatto la campagna elettorale per il centro sinistra alla fine si paga. “
L’esponente di punta del PD lombardo, insieme a Matteo Renzi, uno dei rottamatori ha criticato anche la campagna elettorale di Bersani:
“Tutti dicono Se ci fosse stato Renzi. Io dico “Se ci fosse stato Bersani”. Nel senso che se ci fosse stato un Bersani più convinto, più volitivo, più attento, anche a dare un messaggio più preciso, avremmo vinto le elezioni anche con un risultato molto più, come dire, concreto."
Cosa diceva Renzi nella sua campagna elettorale nelle primarie? "temo che a fronte del fallimento del governo Berlusconi, il centro sinistra risponda per slogan".
E poi "cambiano i partiti ma le facce delle persone sono le stesse".
Ecco, è successo proprio questo: qualcuno ha pensato che dopo le primarie ci fosse la vittoria in tasca. E' iniziato il toto ministro, l'alleanza al centro. Il taglio delle ali estreme (che invece qualche punto % lo potevano portare alla coalizione..).
Le elezioni in Campania: in che modo il PDL ha fatto campagna elettorale in quesa regione strategica? Mettendosi dalla parte degli abusivi.
Promettendo condoni edilizi e ondoni tombali.
Sono 70000 le case abusive e, dunque, voti da cercare per le urne.
Case abusive che nascono dall'assenza di piani regolatori, dall'assenza di regole, dal laissez faire vecchio di decenni.
E oggi, per abbattere queste costruzioni, ci si deve mettere contro queste famiglie che in quelle case abusive hanno pure messo i soldi.
E pensare che il PDL ha rinunciato a Cosentino, perché impresentabile, e anche a Landolfi.
Un voltafaccia, per qualcuno a Casale.
Ma per bilanciare il piatto, basta la candidatura di Luigi Cesaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Come anche in Sicilia: il senatore D'Alì, sotto processo per concorso esterno ha preso un posto blindato. Non è impresentabile, come Cosentino.
Così come nemmeno Formigoni, indagato per corruzione, è impresentabile.
I magistrati quantificano in 600 ml di euro la somma di denaro pubblica finita alle cliniche private convenzionate.
Ma la sanità lombarda è l'eccellenza: chissà, se è l'eccellenza per le delibere regionali, per le nomine politiche fatte da Formigoni o per il lavoro di medici e infermieri.
"Sono limpido come acqua di fonte....".
Nel Lazio, alla Polverini è stato dato un seggio blindato alla Camera.
L'assemblea regionale siciliana, addirittura, chiude per ferie (per 3 settimane), per fare campagna elettorale.
Per fare campagna per i i big dei partiti: in questa regione, i ras locali si portano dietro un bel pacchetto di voti e nelle settimane passate si èassistito ad un passaggio di onorevoli (regionali) da destra a sinistra.
Così si fa campagna elettorale in Italia.
Forse potremmo sfruttare questa occasione, l'ingresso in Parlamento dei grillini e dei tanti volti nuovi, per cambiare le regole del gioco.
Sui finanziamenti ai partiti, sulla candidabilità di condannati, sulla trasparenza dei conti. E anche su corruzione, evasione, costi della politica, per dare un piano industriale
Perché poi, sarà troppo tardi.
In che modo il centro destra ha recuperato, a livello nazionale e in Lombardia (nonostante gli scandali, i rimborsi, le infiltrazioni della ndrangheta)?
Chissà forse se anziché il buio elettorale, Presa diretta avesse continuato le sue inchieste, mostrando in che modo veniva portata avanti la campagna elettorale, quanto fosse ampia la rabbia nei confronti dei partiti, i risultati di lunedì scorso sarebbero stati meno sorprendenti.
I partiti, in particolare il Partito democratico, avrebbe forse tratto qualche ovvia conclusione. Evitando battute sui giaguari, facendo un pò di autocritica.
Presa Diretta ha seguito la campagna elettorale di Grillo in Sicilia: bastava guardare queste piazze, riempite da Grillo, in cui l'ex comico (che dovrà decidersi a passare il Rubicone) attaccava il sistema dei partiti, ma ha anche dato una speranza alle persone.
Parlando di questioni vicine alla gente: il reddito di cittadinanza, il ricambio della classe politica.
Il redditometro, che porterà ad una diminuzione dei consumi per la paura di finire nel mirino dell'agenzia delle entrate. "Serve un piano di emergenza", gridava Grillo alle persone venute ad ascoltarlo.
Niente promesse di condoni. Niente tasse da abbassare. Basta vivere con la paura: da dove si prendono i soldi? Grillo inizierebbe con i soldi dei contributi ai partiti.
E il resto? Vedremo quando, e se, calerà anche lui le carte in tavola.
In studio Iacona ha spiegato come 16ml di elettori a questo giro non ha votato come nel 2008: il 16% dei voti il M5S li ha presi dal centro sinistra: ma come ha fatto Bersani a perdere tutti questi voti?
Presa diretta ha iniziato con la campagna elettorale di Ambrosoli: anche qui, in pochi si sarebbero aspettati una affermazione così netta di Maroni, dopo tutto quello che abbiamo letto sulla Lombardia.
Eppure il figlio dell'eroe borghese, che ha scelto per i suoi spot un'immagine da famiglia borghese, tranquilla, non ha sfondato nella provincia. E nemmeno nei posti di lavoro.
Nei salotti della borghesia milanese, nel centro di Milano, Ambrosoli avrà anche vinto.
Ma ad Adro, dove il sindaco Leghista aveva messo sui tetti della scuola pubblica i simboli, non c'era nessuno ad accoglierlo.
Le Lega è stata più brava a fare propaganda, con i gazebo, con i cartelloni con la faccia di Maroni che parlava del 75% delle tasse per i lombardi.
Il PD ha colto l'emergenza lavoro qui in regione Lombardia? In Brianza, in provincia di Varese, nelle altre province?
Qui in Lombardia la cassa integrazione è cresciuta del 7% a dicembre, 60000 persone hanno perso lavoro, i soldi per la cassa integrazione stanno per finire e la gente, i lavoratori della Alcatel, della IBM sono stanchi e sfiduciati.
Qui le persone tra i 45 e i 50 anni si ritrovano tutti i giorni davanti al bar e si riconoscono.
Destra e sinistra sono uguali ... la gente per protesta ha votato Grillo perchè "Grillo se lo sono creato loro".
Se lo sono creati perché non hanno creato una politica seria per il mondo del lavoro, per il mondo delle imprese.
Nemmeno il PDL ha fatto molto: ma partiva da una percentuale più alta e alla fine ha retto allo tsunami.
E pensare che il PD, il suo Grillo, lo aveva in casa: era Renzi, con i suoi 5000 comitati messi in rete, il candidato capace di parlare sui nuovi (?) media, che ha girato il paese col suo camper.
Se ci fosse stato Renzi ... Pippo Civati ha spiegato bene quale è stato il problema (dall pagina FB di Presa diretta):
"Se il centro sinistra fosse stato sopra di due, tre, quattro punti, Ambrosoli avrebbe vinto le elezioni - ha detto Civati - “Se uno parte con l’handicap … diciamo in questo caso l’handicap siamo noi, insomma chi ha fatto la campagna elettorale per il centro sinistra alla fine si paga. “
L’esponente di punta del PD lombardo, insieme a Matteo Renzi, uno dei rottamatori ha criticato anche la campagna elettorale di Bersani:
“Tutti dicono Se ci fosse stato Renzi. Io dico “Se ci fosse stato Bersani”. Nel senso che se ci fosse stato un Bersani più convinto, più volitivo, più attento, anche a dare un messaggio più preciso, avremmo vinto le elezioni anche con un risultato molto più, come dire, concreto."
Cosa diceva Renzi nella sua campagna elettorale nelle primarie? "temo che a fronte del fallimento del governo Berlusconi, il centro sinistra risponda per slogan".
E poi "cambiano i partiti ma le facce delle persone sono le stesse".
Ecco, è successo proprio questo: qualcuno ha pensato che dopo le primarie ci fosse la vittoria in tasca. E' iniziato il toto ministro, l'alleanza al centro. Il taglio delle ali estreme (che invece qualche punto % lo potevano portare alla coalizione..).
Le elezioni in Campania: in che modo il PDL ha fatto campagna elettorale in quesa regione strategica? Mettendosi dalla parte degli abusivi.
Promettendo condoni edilizi e ondoni tombali.
Sono 70000 le case abusive e, dunque, voti da cercare per le urne.
Case abusive che nascono dall'assenza di piani regolatori, dall'assenza di regole, dal laissez faire vecchio di decenni.
E oggi, per abbattere queste costruzioni, ci si deve mettere contro queste famiglie che in quelle case abusive hanno pure messo i soldi.
E pensare che il PDL ha rinunciato a Cosentino, perché impresentabile, e anche a Landolfi.
Un voltafaccia, per qualcuno a Casale.
Ma per bilanciare il piatto, basta la candidatura di Luigi Cesaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Come anche in Sicilia: il senatore D'Alì, sotto processo per concorso esterno ha preso un posto blindato. Non è impresentabile, come Cosentino.
Così come nemmeno Formigoni, indagato per corruzione, è impresentabile.
I magistrati quantificano in 600 ml di euro la somma di denaro pubblica finita alle cliniche private convenzionate.
Ma la sanità lombarda è l'eccellenza: chissà, se è l'eccellenza per le delibere regionali, per le nomine politiche fatte da Formigoni o per il lavoro di medici e infermieri.
"Sono limpido come acqua di fonte....".
Nel Lazio, alla Polverini è stato dato un seggio blindato alla Camera.
L'assemblea regionale siciliana, addirittura, chiude per ferie (per 3 settimane), per fare campagna elettorale.
Per fare campagna per i i big dei partiti: in questa regione, i ras locali si portano dietro un bel pacchetto di voti e nelle settimane passate si èassistito ad un passaggio di onorevoli (regionali) da destra a sinistra.
Così si fa campagna elettorale in Italia.
Forse potremmo sfruttare questa occasione, l'ingresso in Parlamento dei grillini e dei tanti volti nuovi, per cambiare le regole del gioco.
Sui finanziamenti ai partiti, sulla candidabilità di condannati, sulla trasparenza dei conti. E anche su corruzione, evasione, costi della politica, per dare un piano industriale
Perché poi, sarà troppo tardi.
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