Visualizzazione post con etichetta Zunino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zunino. Mostra tutti i post

28 luglio 2009

Il lupo perde il pelo

Il lupo perde il pelo, ma non il posto nel CDA.
Il proverbio calza a pennello la situazione.

Zunino rimane nel CDA di Risanamento, nessuna dimissione.Vincenzo Mariconda sarà presidente di garanzia (un segnale di forte discontinuità dicono) per traghettare Risanamento fuori dalla crisi.Un viaggio su un mare di soldi, ottenuti tramite aumenti di capitale, emissione di un prestito obbligazionario, crediti chirografari e un prestito convertendo a scadenza 2014.

Un piano da 500 milioni di euro, per un buco di miliardi.
In tempo di crisi, dopo i crac finanziari delle banche estere, dopo i casi Parmalat e Cirio, una notizia che non farà piacere alle tante famiglie strette dai mutui. Alle piccole imprese cui le banche non danno credito.
Ma l'Italia deve partire, anzi ripartire dal mattone. Ricordiamoci che nel mare, il mattone affonda.

Aggiornamento del 28 sera: Zunino cede anche il posto nel CDA. Mantenendo però il 33% della società. E sperando anche che questo basti per evitare la richiesta di fallimento da parte della magistratura.

21 luglio 2009

Il risanamento di Risanamento

Richiesta istanza di fallimento da parte della procura di Milano per Risamento , l'immobiliare del cavaliere Luigi Zunino.
Ex furbetto del quartierino tutt'ora sotto inchiesta per false comunicazioni sociali e bancarotta.
Ieri sera si è dimesso da presidente del gruppo, in una riunione del Consiglio di Amministrazione.

Un suo fallimento trascinerebbe dietro se le banche creditrici (3 miliardi di debiti bancari ), come Intesa Sanpaolo, UniCredit, Bpm e Mps, e forse avrebbe anche riflessi sui progetti di sviluppo di Milano. Come l'Expo.

Approfondimento da Il fatto:

Se il Tribunale accogliesse questa impostazione, sarebbe il '92 del sistema creditizio italiano: la Madre di tutte le magagne bancarie. Forse la fine dell'epoca dei "consulenti bancari" con il mantello da Risanatore.

Infine, come abitudine di questa rubrichina, vi faccio una domanda: visto che il patrimonio immobiliare di Zunino varrà almeno un 30% in meno di quanto è scritto nei bilanci e nelle delibere di fido, e visto che il maxi-debito impone maxi-vendite, chi si comprerà tutto quel ben di dio? E se per caso anche lo Stato, con i nostri soldi, parteciperà agli acquisti, siamo sicuri che comprerà a prezzi di saldo? Oppure in questo caso assisteremo alla solita stangata? Speriamo solo che su questa storia così emblematica non cali troppo in fretta il solito sipario dei giornali, che quando si parla di banche si annoiano in fretta.