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18 gennaio 2022

Report - il caso Lotito, la politica di Amazon e la quotazione di Helbiz

Il senatore Lotito e altri 18 senatori sono ancora sub iudice: chi eleggerà il nuovo presidente (e quanto sarà regolare)?

Poi un servizio sulla quotazione di Helbiz in borsa, nell'anteprima Report è tornata ad occuparsi degli imprenditori che usano la piattaforma di Amazon, che problemi hanno incontrato?

Amazon venduto e reso Emanuele Bellano

Il marketplace è il luogo dove in Italia, vendono 18mila aziende: uno di loro ha testimoniato, mettendoci la faccia, della sua esperienza con lo Store, ovvero i costi nascosti dietro la presenza su Amazon: raccogliendo queste testimonianze si ha l'impressione che la multinazionale abbia trovato un modo per accedere a della liquidità senza ricorrere alle banche, usando il meccanismo dei resi o ritardando i pagamenti ai venditori, sfruttando la sua forza.

Amazon trattiene sul valore del prodotto venduto una sua percentuale, la commissione: si stimano in 100ml di euro, il totale di commissioni, per la spedizioni delle merci.

Il primo venditore ascoltato da Report ha raccontato di aver ricevuto i pagamenti in ritardo, almeno un tre volte l'anno, con slittamenti di almeno due mesi: è un modo, ruotando sui venditori, per avere liquidità senza passare per gli istituti bancari, sulle spalle dei venditori.

Anche un farmacista, che vendeva i suoi prodotti sullo store, ha avuto la stessa esperienza: dopo un mese di vendita gli hanno bloccato l'account, perché i prodotti venduti risulterebbero contraffatti.

Il farmacista ha fatto ricorso, mostrando le fatture, ma Amazon non gli ha dato risposte, prendendo tempo: passati due anni, il farmacista è tornato sul suo account e ha trovato quei 2600 euro ancora trattenuti.

A Milano un'altra storia di un altro venditore che vende prodotti per l'ufficio: mandava un certo numero di fotocopiatrici ad Amazon che però, le smarriva e le rimborsava al venditore ad un valore nettamente inferiore: ma le stampanti non erano perse, perché appiccicate a queste macchine c'era un volantino con i contatti del venditore. Quelle macchine che Amazon diceva che si erano perse erano invece state vendute da qualcun altro.

Attraverso i numeri di matricola delle fotocopiatrici, il venditore ha inoltre scoperto di essere stato danneggiato con la tecnica dei resi: macchine restituite dai clienti perché rotte, dunque dovrebbe pagare un addebito ad Amazon. Ma erano macchine non vendute attraverso Amazon, così dicono i numeri delle matricole.

Solo uno dei tre resi risulta venduto dal negozio, ma il venditore ha dovuto comunque dovuto pagare i tre resti e anche l'onere per lo smaltimento.

Tutto questo in soli dieci mesi di lavoro con Amazon.

L'azienda ha risposto alle segnalazioni di Report, con risposte molto sibilline: la merce del venditore era contraffatta oppure le fatture riportate dal farmacista non erano sufficienti (ma allora, che documentazione doveva fornire?).

E sul meccanismo di rimborso dei resi, c'è un accordo standard ..

Il senatore Lotito Luca Chianca

Silvio Berlusconi è il candidato ufficiale del centro destra per la presidenza della Repubblica: tutti i partiti stanno tessendo le loro strategie. Il senato avrà un ruolo fondamentale ma c'è un terzo incomodo, il senatore Lotito la cui nomina è sub iudice.

Lotito ha presentato ricorso alla giunta delle elezioni, dopo la sua mancata nomina nel 2018: dopo 4 anni quasi la situazione non si è ancora sbrigliata e oggi ci sono ben 18 senatori nella stessa situazione, un fatto che non ha precedenti.

Anche le votazioni per il ricorso di Lotito contro il renziano Carbone nel dicembre 2021, in Senato, non hanno portato a nulla, c'è stato un altro rinvio.

Italia Viva si è stretta attorno a Carbone e il Senato non è ancora convalidato: Lotito e Boccardi avevano presentato ricorso nel 2018, ma la giunta presieduta da Gasparri non è riuscita a risolvere il problema che avrebbe dovuto essere chiuso nei 18 mesi.

Oltre ai ritardi, è emerso un problema di schede mancanti in alcuni seggi campani: in 72 sezioni erano emerse delle anomalie e la giunta aveva affidato i controlli ad un comitato che aveva tra i membri il senatore Grasso.

Ma a seguito dei riconteggi, emergeva che le anomalie erano più vaste e che spettava un seggio in più a Leu e uno in meno a FI: il riconteggio viene così bocciato e si torna ai dati che Grasso considerava errato.

Così il Senato decide sulla rielezione in base a dei dati errati (quelli del 2018 che si sa essere sbagliati), una norma per favorire Lotito? Quest'ultimo non ci sta, nessun favoritismo, stesso punto di vista del presidente Gasparri.

Ma Lotito voterà Berlusconi? Al momento non ha ancora ricevuto la famosa telefonata da Arcore.

In Parlamento Lotito viene considerato un personaggio scomodo – commenta Ranucci: Lotito è coinvolto in tante faccende strane nel calcio, come la questione dei tamponi dei giocatori della Lazio.

Era l'ottobre del 2020, diversi giocatori erano positivi al covid: le analisi erano state fatte da Synlab, ma la Lazio fa analizzare i suoi tamponi in Campania, ad Avellino nei laboratori della famiglia Taccone. Perchè andare negli ospedali era scorretto, per togliere posto ai malati.

Il laboratorio campano da negativi i giocatori, tra cui Immobile, che scende in campo e segna.

MA a tamponi successivi, Immobile risulta positivo, mentre ad Avellino continuava ad essere negativo. Possibile?

Potrebbe essere un falso positivo, dicono i consulenti di Lotito tra cui Presciasco, ma di parere diverso il microbiologo Crisanti: Lotito è stato condannato, ma la condanna è stata diminuita a due mesi da un collegio di Garanzia dello Sport presieduto da Franco Frattini, ora promosso al vertice del consiglio di Stato.

A Lotito la legge è stata applicata perché ha messo a rischio la salute dei suoi giocatori, ma erano falsi positivi, i giocatori erano stati sottoposti ad altri tamponi ad Avellino: ma alle persone normali è permesso fare dei contro test dopo un tampone positivo? Ora la procura di Avellino ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di falso.

Lotito ha cominciato come imprenditore nel settore dei servizi, poi ha avuto una infatuazione per il calcio, compra la Lazio per soli 21 milioni ma con un debito con l’Erario di 140.

Si vanta di aver risanato il bilancio della Lazio, ma come?

Il consulente Bellavia racconta di come il risanamento non esista: è una società che perde sempre, sta in piedi perché le società di Lotito mettono soldi dentro la squadra.

Sono le società di security, di servizi, che lavorano tanto per la Lazio: da una parte le sue società drenano soldi dalla Lazio, dall'altro danno soldi per i bilanci della squadra.

Ma queste società, oltre alla Lazio, fanno utili modestissimi, pochi ricavi e molti debiti, Lotito guadagno molto di più come presidente della Lazio, con 50mila euro al mese.

Tra i gioielli del gruppo c'era anche la Salernitana, l'aveva comprata dopo il fallimento assieme all'imprenditore Mezzaroma: in dieci anni la squadra arriva in serie A, grazie anche al direttore sportivo Fabiani. Ma Lazio Marketing, società del gruppo, mette 3,5 ml dentro i bilanci della Salernitana, ci sono poi gli acquisti fatti dalla Lazio di giocatori della Salernitana, con tanto di plusvalenze (che vengono chiamate valorizzazioni).

Quando la Salernitana torna in A, Lotito deve vendere il trust per vendere la società, per non condizionare il campionato.

IL trust è stato comprato dal fondatore dell'università Pegaso, per 10ml, dall'imprenditore Iervolino: Lotito ha fatto ricorso, per questa vendita a cui è stato costretto.

Lotito voleva anche comprare le quote dell'Alitalia: la passione per gli aerei non è nascosta, tanto che nel 2020 ha comprato un aereo per la sua squadra, un po' vecchiotto, preso da una compagnia bulgara.

Si trattava di un aereo che viaggiava tra Roma e l'aeroporto di Trapani, dove arrivava vuoto dopo aver portato i calciatori: a metà 2021 la compagnia aerea della Lazio chiude e anche l'aereo smette di volare. E da Trapani ancora aspettano i crediti della compagnia bulgara.

Già nel 2008, quando Berlusconi voleva mettere in campo la cordata dei capitani coraggiosi, Lotito si era interessato ad Alitalia. Stessa storia nel 2018, quando Ferrovie dello Stato cerca soci di minoranza per una operazione industriale per prendersi Alitalia anche allora in crisi: Lotito vuole entrare in questa operazione, assieme ad un altro imprenditore che si chiama Guizzetti che era il rappresentate italiano di una compagnia colombiana.

Racconta Guizzetti che Lotito portava come garanzia la sua esperienza personale, ma la proposta non andò avanti. Così Lotito decide di proseguire lo stesso, per entrare in Alitalia assieme a Ferrovie, incontrando il commissario di Alitalia Laghi (che aveva valutato anche il valore della Salernitana), incontro smentito da Laghi.

Come garanzia per questa operazione Lotito porta una lettera a Ferrovie dello Stato, con un fido di 375 ml di euro con una lettera di garanzia del banco Santander, che è un falso clamoroso: lo dice in un'altra lettera lo stesso Santander, i firmatari del documento di Lotito non sono nostri dipendenti.

Ma Lotito aveva la liquidità per coprire quei 375ml di euro, per comprarsi il 37% delle azioni di Alitalia? Sempre secondo i calcoli dei Bellavia, sono numeri che stonano con la storia societaria del gruppo di Lotito.

Colpa di qualche collaboratore, ha risposto il presidente della Lazio, “quel documento mica l’ho preparato io”. Ma chi ha preparato questa lettera falsa?

Il mago di Helbiz di Daniele Autieri (I lupi di Wall Street)

Salvatore Palella è un imprenditore con una storia di alti e bassi che ora ha avuto successo con la Helbiz, società per lo sharing dei monopattini.

Ad agosto è entrata a Wall Street: come ha fatto ad entrare nel Nasdaq?

Si è tratta di una operazione finanziaria (un'altra società già quotata che ha fatto da veicolo per la quotazione a Wall Street), oggi Helbiz ha i chiuso i bilanci in perdita, la società italiana ha ottenuto dei prestiti garantiti dallo Stato italiano che garantisce la liquidità alla holding che ha sede nel Delaware, superiore al fatturato globale di Helbiz nel 2020.

Dietro questa operazione finanziaria, come viene fuori da una cena a Capri, ci sono nomi noti: Massimo Ponzellini e il figlio dell'ex ministro Profumo. E Giovanni Borrelli capo delle operazioni finanziarie. Uomo che risolve i problemi dell'azienda al posto del contry manager, un ex commesso che Palella ha messo sotto la sua protezione.

Come lo stesso Palella è stato messo sotto le protezioni di altri imprenditori, quando è salito a Milano, come Michele Cilla, come Lele Mora, come Stefano Ricucci.

17 gennaio 2022

Anteprima inchieste di Report – il caso Lotito, Amazon e la quotazione di Helbiz

Questa sera Report parlerà del Lotito imprenditore nel settore calcistico, presidente della Lazio ed ex della Salernitana, poi imprenditore nelle compagnie aeree.

Report tornerà a parlare di Amazon e dei venditori che usano la sua piattaforma per vendere i loro prodotti e della Helbiz, l'azienda di sharing dei monopattini.

Il caso del senatore Lotito

A fine gennaio inizieranno le votazioni per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica, quando in seduta congiunta (forse) si uniranno senatori, deputati e i consiglieri regionali scelti dalle regioni. Ma in Senato è ancora aperto il caso del senatore Lotito: candidato nel 2018 con FI, ha fatto ricorso per la sua mancata elezione e in tre anni non si è riusciti a fare chiarezza perché dal 2018 la giunta per le elezioni, presieduta dal senatore Gasparri, non è ancora riuscita a svolgere le verifiche per il riconteggio dei voti in Campania.

Un po' perché cane non mangia cane, un po' per ignavia, - spiega il senatore Pellegrino avvocato del senatore Boccardi (anche lui aveva fatto ricorso dopo le elezioni del 2018) – a seguito di nostre plurime diffide e minacce finalmente la giunta a settembre 2020 ha affrontato il caso e ha accolto il ricorso.

Ci sono voluti due anni per una procedure che poteva essere chiusa in 18 mesi: il senatore Gasparri ha risposto spiegando che ci si è mossi nei tempi accettabili, perché serviva fare l'accertamento sui dati, sui verbali, “un giorno la magistratura ci comunicò che alcune sezioni non avevano conservato le schede..”

A causa di questi ritardi i 18 senatori eletti in Campania devono ancora essere validati, una cosa grave se si pensa che saranno loro ad eleggere il presidente della Repubblica: per la prima volta nella storia della Repubblica italiana abbiamo un senato non convalidato.

Ma se fosse senatore, per chi voterebbe Lotito? Luca Chianca lo ha chiesto al presidente della Lazio, che ha preferito non fare nomi e parlare di una figura che porta alla stabilizzazione del paese.

Report racconterà della storia di Lotito come imprenditore, una storia che si intreccia con quella della Sanbenedettese, squadra di cui fino a poco tempo fa era DG Colantuono, attuale allenatore della Salernitana. Le due squadre sono state molto legate: la scorsa primavera la squadra marchigiana è fallita la scorsa primavera (ed è il quinto fallimento nella sua storia) che oggi è ripartita dalla serie D e così l'ex sindaco Piunti di FI prende in mano la partita.

Alla manifestazione di interesse per rilevare la squadra si presenta una cordata locale e una rappresentata dalla signora Antonella Pennacchi: alle riunioni con quest'ultima cordata si presenta il marito Bucci, imprenditore di Artena molto legato a Claudio Lotito.

A lui il sindaco offre la possibilità di rilevare la Sanbenedettese perché la cordata locale non dava le dovute garanzie.

Roberto Ascani era il rappresentante di quest'ultima: a Report racconta che il sindaco, alle riunioni, parlava di aver ricevuto contatti da Lotito il quale spiegava che avrebbe aiutato Manolo Bucci a fare la squadra.

Il sindaco, avute le garanzie da Lotito, invia tutta la documentazione alla FIGC di Gravina per l'iscrizione al campionato, ma prima devono partite le verifiche interne, per valutare se il progetto finanziario presentato stia in piedi.

Lotito era interessato all'operazione o voleva aiutare Bucci? Intervistato da Report Lotito tira in ballo un motto latino, “dicunt dicitur”, come a dire che quelle sul suo interessamento sono solo chiacchiere. E' stato il sindaco a chiamare Lotito per avere informazioni su Bucci, si è trattato solo di dare consigli a costo zero.

Strano, perché Lotito non era a conoscenza di una pena per corruzione che Bucci ha patteggiato nel 2021, “sono cose personali”.

Ancora una volta non si capisce chi stia raccontando il vero, Bucci e Lotito sono amici, si conoscono? Nell'intervista a Vera TV, Bucci parla della sua stima per Lotito “conosce la mia famiglia, conosce i miei bambini, c'è un'amicizia importante .. quando hai bisogno di un consiglio da chi vai? Da un amico vero.”

La presenza di Lotito e Bucci nella nuova società può essere un problema, racconta poi Michele Natalini, giornalista dell'emittente Vera TV, tanto è vero che non compare lui ma la moglie.

A settembre la FGCI accusa la nuova società di essere priva delle risorse finanziarie.

Sul Fatto Quotidiano Ilaria Proietti ha pubblicato una anticipazione del servizio:

L’ultima di Lotito: lettera falsa di garanzia per il 37% Alitalia

Scoop - “Report” scopre il documento farlocco con cui il patron della Lazio e aspirante senatore di destra offriva 375 milioni di euro

Ha urlato, strepitato, usato tutti i mezzi a sua disposizione pur di agguantare il seggio che ancor gli sfugge, nonostante tutto. La voglia matta di Claudio Lotito di indossare il laticlavio senatoriale è la partita della vita e intende giocarsela anche oltre il 90º minuto: domani ancora una volta Forza Italia tornerà alla carica per mettere la questione della conferma della sua elezione nel calendario dell’aula di Palazzo Madama prima che inizino gli scrutini per il Quirinale che non vorrebbe perdersi.

Ma la vigilia della conferenza dei capigruppo si preannuncia amara per il patron della Lazio ché Report, la trasmissione di inchiesta di Sigrfrido Ranucci su Raitre, ha deciso di tornare a occuparsi di lui, della sua passione per il calcio ma soprattutto della vicenda Alitalia per la quale era sceso in campo nel 2019 con un’offerta sorprendente, 375 milioni di euro per il 37 per cento delle azioni. Con quali garanzie? Quella di Banco Santander che però si è rivelata farlocca, come ha certificato lo stesso Banco Santander in una lettera inviata a Ferrovie Italiane, partner industriale dell’operazione di salvataggio della compagnia di Bandiera avviata nel 2018.

La scheda del servizio: VOLA UN'AQUILA NEL CIELO di Luca Chianca con la collaborazione di Alessia Marzi

Claudio Lotito è diventato proprietario della Lazio nel luglio 2004. La prende dalle ceneri della squadra di Cragnotti, sull'orlo del fallimento. In pochi anni la riporta al centro della scena calcistica vincendo ben sei coppe. Ma Lotito vuol dire anche Salernitana quando decide, con suo cognato Mezzaroma, di comprarla e portarla fino alla Serie A. Un conflitto d'interesse che obbliga la Figc a intervenire costringendolo alla vendita della squadra campana. Ma Claudio Lotito è anche politica, quando nel 2018 si candida al Senato con Forza Italia. Esce sconfitto, fa ricorso e il Senato, dopo quasi quattro anni, non si è ancora espresso, creando una situazione di impasse senza precedenti nella storia della Repubblica. A causa della mancata decisione non sono stati ancora convalidati i senatori eletti in Campania nel plurinominale che a breve dovranno votare il nuovo Presidente della Repubblica. Ma i suoi rapporti con la politica sono sempre stati alla base delle sue iniziative imprenditoriali, come quando nel 2019 cerca di entrare in Alitalia, sorprendendo tutti con un'offerta da ben 375 milioni di euro che però verrà rifiutata. Chi lo ha appoggiato nell'ennesimo salvataggio dell'Alitalia e perché la sua proposta è stata bocciata?

I capitani coraggiosi amici della Helbiz

Lo scorso anno Report aveva raccontato le passate fortune (o sfortune) del giovane imprenditore Palella, fondatore della Helbiz, la compagnia di monopattini che, nel primo lockdown, aveva stretto accordi con diverse città (tra cui Milano) per i suoi monopattini elettrici.

Non era stato ben accolto Daniele Autieri nella splendida sede di Helbiz a New York, non a tutti piace dover rispondere (e dare conto) del proprio passato da imprenditore, delle amicizie giuste o sbagliate.

E nemmeno questa volta il servizio di Report sarà ben gradito, nonostante alla fine la società di monopattini sia riuscita a quotarsi in borsa al Nasdaq l'agosto scorso: si tratta della prima azienda di sharing quotata alla borsa americana.

Alla quotazione la Helbiz ci è arrivata grazie ad una complessa operazione finanziaria che passa attraverso una SPAC, una “special purpuse acquisition company” ovvero un società veicolo già listata al Nasdaq. In questo caso la SPAC è la Green Vision che investe nella Helbiz, la società non quotata, la prende per mano e l'accompagna al gran ballo della borsa di New York.

Ancora una volta l'ausilio del consulente Gian Gaetano Bellavia aiuta a comprendere l'operazione: “in questa maniera i gestori della SPAC decidono di comprare una società che a loro piace o che hanno degli interessi, infilando nel portafoglio degli investitori una società che magari non è innovativa”.

Nel caso di Green Vision, racconta nell'anteprima il giornalista, molti investitori scappano via, più del 90%, “di quelli che investono al buio” specifica Bellavia.

Chi sono i signori di Green Vision allora?

“Dietro a questa Green Vision ci sono dei cinesi accompagnati da un americano, c'è un finanziere con una esperienza sui mercati finanziari [..] c'è un altro signore che forse ci ha messo i soldi che è un oncologo che quindi non c'entra proprio niente e poi un americano che opera nel settore della finanza. Quindi, a parte l'oncologo, è tutta gente che opera nel settore della finanza che ha montato questa operazione per Helbiz.”

La scheda del servizio: O LA BORSA O LA VITA di Daniele Autieri con la collaborazione di Federico Marconi

La Helbiz ce l’ha fatta ed è divenuta la prima compagnia di sharing di monopattini quotata al Nasdaq di New York City. È il sogno fatto realtà di Salvatore Palella, il giovane imprenditore partito da Acireale e finito a Wall Street.
Chi sono però i capitani coraggiosi che hanno reso possibile l’impresa, portando in Borsa un’azienda che nei primi nove mesi del 2021 registra una perdita di oltre 50 milioni di dollari a fronte di ricavi per appena 8 milioni?
Proprio grazie a una serie di rapporti privilegiati, la Helbiz Italia ha ottenuto nel 2020 un prestito bancario di 5,5 milioni di euro garantito dal Fondo centrale di garanzia per le PMI. Nell’anno in cui l’intero gruppo mondiale Helbiz fatturava appena 4,4 milioni di euro, lo Stato italiano ha assicurato un prestito superiore al fatturato globale di una società controllata da una holding nel Delaware, di cui di fatto si sa poco o nulla dell’origine dei capitali e degli azionisti.
Ma questa è solo una delle anomalie che segna la storia della Helbiz e di Salvatore Palella, una storia che interseca personaggi come Lele Mora, Stefano Ricucci, cantanti neomelodici napoletani e personaggi che hanno avuto rapporti con imprenditori vicini ai clan di camorra.

I venditori di Amazon

Due settimane fa Report aveva raccontato del mondo di Amazon, di come il più grande store online avesse ammazzato la vendita nei grandi store (che a loro volta avevano portato alla chiusura dei piccoli negozi nei paesini). E di come Amazon bloccasse o rimandasse i pagamenti agli imprenditori che vendono i loro prodotti, senza alcuna ragione apparente.

Un venditore, che ha scelto di raccontare la sua storia in anonimo, spiegava come a volte la merce che inviava ad Amazon veniva dichiarata come non spedita, il 50% dei capi (prodotti per la casa) e perfino il 100% in un caso: poiché la merce non è mai arrivata ai magazzini, Amazon blocca i pagamenti, nonostante il venditore abbia mostrato i documenti delle spedizioni che dimostrano che la merce è in realtà arrivata (con tanto di timbro Amazon).

Alla fine, arrivati a 70mila euro di merce non pagata, spunta una trattativa, in cui Amazon propone di pagare la metà del dovuto al venditore, in cambio quest'ultimo dovrà rinunciare a qualsiasi rivendicazione. Poi, alla proposta di rinnovo contrattuale, questo venditore si è visto aumentare le trattenute, dal 5 o 6%, fino a tre volte tanto e il pagamento da trenta giorni va a novanta giorni.

Cioè, per ottenere una parte dei suoi soldi, il venditore dovrà accettare queste nuove condizioni: “ci siamo trovati in una condizione dove avevamo anticipato i soldi in banca le fatture stavano scadendo, le banche ci chiedevano di rientrare e quant'altro a quel punto abbiamo detto, vabbè trenta per cento in meno almeno chiudiamo quella situazione e poi andiamo avanti.”

Un cappio insomma, che si stringe nemmeno troppo piano perché, passati sei mesi, la situazione si è ripresentata.

In questo momento il venditore ha un credito verso Amazon di 300mila euro e si sta ritrovando con le banche che chiedono il rientro delle fatture scadute e se non ci pagano non riusciamo a rientrare.

Per sbloccare i pagamenti Amazon pretende dal venditore documenti sensibili sui suoi fornitori, le fatture coi nomi, i prezzi di acquisto.

“Se non ci mandi anche la fattura noi non ti rimborsiamo”: ma questo esporrebbe il venditore ad una concorrenza altissima perché Amazon potrebbe andare direttamente dal fornitore e potrebbe proporre anche solo un euro in più e immettere sul mercato un prodotto identico a quello del venditore tagliandolo fuori.

Questa sera il servizio di Emanuele Bellano riporterà altre storie, di account sospesi e di pagamenti non , effettuati con la scusa di aver venduto merce contraffatta oppure facendo pagare rimborsi per merce che non era stata venduta.

La scheda del servizio: AMAZON: VENDUTO È RESO di Emanuele Bellano con la collaborazione di Greta Orsi

Il gigante dell'e-commerce macina affari non solo sul versante della vendita ma anche su quello della distribuzione e della logistica. Il motto di Amazon e di Jeff Bezos è "Il cliente prima di tutto". Tra il cliente e il colosso Amazon nel mezzo ci sono i venditori costretti ad accettare le regole di Amazon o uscire dal marketplace. Report ha documentato pagamenti sospesi o negati unilateralmente, commissioni calcolate sui costi oltre che sui guadagni dei venditori e meccanismi che strangolano il venditore imponendogli di accettare accordi capestro.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

28 febbraio 2021

Speciale Report - #TerraAcquaFuocoAria

Questa sera il chiacchiericcio, il talk tra amici, la satira che non fa ridere, lascia temporaneamente il posto ad una puntata speciale di Report: verranno riproposti alcuni servizi già andati in onda che riguardano argomenti ancora attuali.

La crisi Alitalia, per esempio: sarà una delle crisi che dovrà affrontare il governo Draghi, di cui Renzi è stato grande sponsor. Il suo (di Renzi) governo avrebbe dovuto rilanciare, avendo concesso la gestione agli arabi di Etihad. Che invece hanno lasciato solo debiti a carico nostro.

Cosa rimane dell'esperienza con Etihad di Alitalia? Sprechi, divise non usate, privilegi ai sindacati.

Sponsor politico della gestione Alitalia – Etihad è stato Renzi, che oggi scarica sul governo Letta la scelta della partnership.

Oggi i vertici di Alitalia di quella gestione sono sotto indagine: gli italiani erano solo formalmente controllori, le scelte erano fatte dagli arabi.

Arabi che dovevano portare soldi e investimenti e che invece hanno preso degli asset importanti, come gli slot di Heathrow venduti ad Etihad (e che Alitalia poi ha dovuto prendere in affitto).

C'è poi Alitalia Loyalty, venduta in saldo ad un valore inferiore di quello reale, la questione di Piaggio Aerospace (progetto fallito col mistero di un drone caduto in mare) e infine l'aero che il governo di Renzi ha preso in leasing da Etihad.

Il mio governo è stato l'unico che non ha messo un euro in Alitalia -dice Renzi.

Ma poi, grazie alla gestione fallimentare degli arabi, i governi italiani hanno dovuto metter mano al portafoglio per non far fallire Alitalia.

Allacciate le cinture di Danilo Procaccianti

Il pesce che arriva sulle nostre mense, per i nostri bambini: dovrebbe essere branzino invece è pesce persico che arriva dalla Tanzania. Pesce di qualità inferiore che può essere anche contaminato. La prossima pandemia potrebbe arrivare dal pesce di allevamento.

Emanuele Bellano è andato a vedere come viene lavorato il pesce nelle strutture che raccolgono il persico, prima di spedirlo in Italia: nessuna di queste strutture ha acconsentito a far entrare le telecamere, dobbiamo fidarci di quello che dicono le aziende che poi vendono il pesce.

La filiera è etica?

Sempre in Kenia si trovano le migliori miniere d'oro nel mondo, eppure le persone vivono in povertà: la polizia e le guardie delle miniere non gradiscono i giornalisti che fanno domande e mostrano la situazione in questo paese.

La gente viene tenuta lontano dalle miniere e dall'oro a colpi di fucile; l'acqua del bacino è avvelenata e inquina anche il vicino fiume Mara, con cianuro e boro.

E le acque del fiume Mara sfociano nel lago Vittoria: le sostanze tossiche finiscono nel persico del lago Vittoria, che raccoglie anche le acque reflue dei villaggi vicini, dell'inquinamento dei campi degli agricoltori, che usano i pesticidi.

Muto come un pesce di Emanuele Bellano

La vergogna della terra dei fuochi in Campania, la sventura di una terra dove si sono sversati e interrati illlegalmente rifiuti tossici, vere e proprie bombe chimiche, ammazzando persone, terreni, le falde.

E non è stata solo la criminalità: criminale lo stato che non ha voluto vedere, criminale la politica locale connivente con le mafie, criminali le imprese che hanno affidato alle mafie lo smaltimento dei rifiuti.

Il governo Draghi avrebbe dovuto creare un ministero per la transizione, per dimostrare che la svolta verde non era solo una chiacchiera. Vedremo cosa farà su rifiuti, sul riciclo dei materiali e sugli inceneritori (da chiudere).

Perché la terra dei fuochi, la zona tra Napoli e Caserta, è destinata a rimanere maledetta?

Bernardo Iovene è andato con la sua telecamera a Villa Literno, per mostrare le immagini delle discariche abusive, dei roghi illegali, in una zona martoriata dalle ecomafie da anni.

Assieme a Giovanni Papadimitri, del comitato Basta Roghi ha visitato una discarica di pneumatici dove si trovano i residui di combustioni in modo stratificato, perché l'inceneritore non autorizzato va avanti da tanto tempo: le associazioni denunciano la situazione da anni, ma nonostante questo, i siti erano sconosciuti alle società di raccolta rifiuti.

I pneumatici provengono da un giro di smaltimento illegale di rifiuti e vengono bruciati (come nel mega rogo registrati dagli abitanti delle zone questa estate) per non lasciare tracce.

Le linee sono occupate .. i vigili del fuoco ancora non arrivano” denuncia la voce della persona che ha registrato il video: un incendio così imponente ma di cui nessuno sapeva niente, nemmeno il sindaco del comune dove si trova questa discarica, Villa Literno.

Nemmeno una telecamera, per tenere controllata la situazione in quel sito, già noto per essere una discarica abusiva: “non siamo in grado di garantire il controllo su tutto il nostro territorio” ha dovuto ammettere il sindaco.

Tra Napoli e Caserta La terra dei ciechi – di Bernardo Iovene

Siamo grandi consumatori di pasta eppure ci accontentiamo di mangiare pasta industriale di bassa qualità con grano proveniente anche dall'estero.

Colpa di un sistema industriale che non ha tempo per aspettare i tempi di una essiccazione naturale, che non può permettersi i costi del grano italiano (come quello del senatore Cappelli), che è pure poco.

Il grano del senatore Cappelli rende meno delle altre qualità, ma fa molto bene alla salute: il servizio di Iovene racconta degli effetti positivi sulla salute (meno intolleranze per chi ha disturbi intestinali), ma su cui si sta combattendo una battaglia che rischia di togliere dal mercato questo seme.

Quella del Cappelli non è una leggenda: il Policlinico Gemelli ha fatto un test su una popolazione di persone sensibili al glutine.

Con questo seme, si riducono i sintomi di intolleranza al glutine (mal di testa, gonfiori, dermatite): per confermare il dato va allargato il test su una popolazione più ampia.

La pasta del senatore di Bernardo Iovene

Chi è il re dei monopattini, il fondatore della Helbiz, che in poche settimane si è preso diverse concessioni per i suoi monopattini in diverse città italiane.

Da dove arriva la sua fortuna?

Dietro Helbiz cosa c'è?

Un broker finanziario ha raccontato le sue relazioni, cominciata al Club 10, una palestra esclusiva, dentro cui è entrato grazie all'amicizia con Ricucci (quello dei furbetti del quartierino), aveva relazioni con Ponzellini (ex presidente di BPM), con Emilio Fede e Lorenzo Pellegrino, AD di Skrill, sponsor del Milan.

Tra i finanziatori trova Riccardo Silva, che ha un fondo di investimento che spazia dal calcio all'immobiliare: Silva investe su Helbiz, ma chi sono gli altri?

La società italiana dipende da Helbiz Dublino che è controllata da una Holding con sede nel Delaware: una struttura offshore, che scherma i veri proprietari.

La società italiana ha i conti in perdita, ha raccontato il consulente Bellavia, la società irlandese è anch'essa in perdita, controlla altre società vuote in Inghilterra e in Serbia: se è in perdita, come si giustificano le fortune di Palella?

Milano è il primo comune che apre le porte a Helbiz: ma al comune conoscono Palella? Hanno fatto controlli sui suoi finanziatori?

Il mago di Holbiz (Il re dei monopattini) di Daniele Autieri

26 gennaio 2021

Report – finale di stagione 2020

Ultima puntata per questa stagione invernale: prima di lasciare il passo a Presadiretta, i giornalisti di Report racconteranno degli scontri di questi mesi tra l'Unione Europea e le multinazionali farmaceutiche sui vaccini.

Poi si torna sul piano pandemico con nuove rivelazioni, sulla sottovalutazione del rischio.

Un servizio dedicato alle origini del re dei monopattini e, nell'anteprima, il patto della Lega.

Il patto segreto - L'accordo del 2012 tra Bossi e Salvini

Nel 2014 Bossi e Salvini hanno firmato un accordo, un patto tra vecchio e nuovo, per dare mano libera a Salvini in cambio dei 6 milioni di euro che la nuova Lega avrebbe pagato all'ex senatore Brigandì, avvocato di Bossi.

I patto consentiva a Bossi di continuare a fare politica ma era anche un accordo giudiziario, perché evitava alla Lega di Bossi problemi coi magistrati (visto che poi arrivò il sequestro dei 49 ml).

Luca Chianca è andato a trovare l'ex tesoriere Stefani, ex senatore della Lega ed ex sottosegretario: era anche nel cda della banca Credieuronord, indagato e anche archiviato.

Stefani è un leghista vecchia maniera, Roma ladrona va bene, ma perché Roma rappresentava il potere, poi il potere sono diventati loro.

Report ha trovato le carte dell'accordo privato, firmato anche da Stefani, l'altro firmatario del patto è Brigandì, la cui carriera nella Lega finisce con lo scandalo dei 49 ml.

Dei 49 ml quasi 13 sono stati incassati dalla Lega di Maroni e 800mila euro da quella di Salvini: ma a pagare sono stati Bossi e la sua Lega.

Nel corso di una cena nasce quell'accordo, tra Salvini e Brigandì, da una parte la Lega di Bossi rinunciava i 6 milioni, che l'avvocato reclamava per vecchie parcelle. Ma in cambio Bossi continuava ad avere un ruolo politico.

Ma le cose sono andate diversamente: i 49ml sono spariti, Bossi e Belsito sono indagati e il patto tra Brigandì e Salvini è stato disatteso.

C'era un altro accordo, in cui si garantiva a Bossi la copertura per le sue spese di segreteria (si parla di 400mila euro l'anno): ma il nuovo partito ha messo in cassa integrazione l'ex segretaria di Bossi Cantamessa e gli ha staccato il telefono.

Il nuovo tesoriere Centemero lasciò fuori dalla porta Bossi e la sua segretaria: “per me è stata un'ingiustizia, perché per me, per tutti, tutti dovevano qualcosa a Bossi..”

L'unico punto rispettato del patto è stata la rinuncia alla querela da parte di Salvini, segretario, nei confronti di Bossi. Mentre Belsito ha fatto il processo, lasciato solo dal suo partito, ha pagato lui per tutti.

Il mago di Holbiz (Il re dei monopattini)

Per usare i monopattini si deve scaricare un'app, ci si deve registrare, si inseriscono i dati della carta di credito, e così si può sbloccare il mezzo per iniziare il viaggio.

Il monopattino serviva per decongestionare il traffico e inquinare di meno, per questo le amministrazioni hanno puntato su di lui, senza regolamentarne (nemmeno a livello nazionale) in modo omogeneo il suo utilizzo.

Dietro il monopattino ci sono imprenditori che studiano per essere l'Elon Musk del futuro: uno di loro è sicuramente Salvatore Palella, fondatore della società Helbiz, che è stata uno degli sponsor della cerimonia di insediamento del nuovo presidente Biden.

Helbiz Italia è stata fondata nel 2018 e in pochi mesi diventa in Europa uno dei leader dei monopattini: il nome per questa società è arrivata dalle due parole “help business”, l'idea era trovare un aiuto, un idraulico, un'elettricista attorno a te, poi come tante idee della Silicon valley è cambiata.

Di origini italiane,Palella oggi vive a New York, il suo ufficio è al 32 esimo piano di un grattacielo di Wall Street, dove ha accolto il giornalista di Report in modo “poco amichevole”.

Che tu non sia il benvenuto questo te lo posso dire anche io”: nessuno accoglie Report a braccia aperte, ma in questo caso erano presenti, oltre a Palella, anche i suoi avvocati.

Quello dei monopattini ha un giro d'affari stimato in 30 miliardi nel mondo: dobbiamo essere pronti a monitorare a chi vanno quei soldi, Palella è un imprenditore in tanti settori, ha avuto amicizie sbagliate e amicizie giuste, nel suo cammino.

Dietro Helbiz cosa c'è?

Un broker finanziario ha raccontato le sue relazioni, cominciata al Club 10, una palestra esclusiva, dentro cui è entrato grazie all'amicizia con Ricucci (quello dei furbetti del quartierino), aveva relazioni con Ponzellini (ex presidente di BPM), con Emilio Fede e Lorenzo Pellegrino, AD di Skrill, sponsor del Milan.

Tra i finanziatori trova Riccardo Silva, che ha un fondo di investimento che spazia dal calcio all'immobiliare: Silva investe su Helbiz, ma chi sono gli altri?

La società italiana dipende da Helbiz Dublino che è controllata da una Holding con sede nel Delaware: una struttura offshore, che scherma i veri proprietari.

La società italiana ha i conti in perdita, ha raccontato il consulente Bellavia, la società irlandese è anch'essa in perdita, controlla altre società vuote in Inghilterra e in Serbia: se è in perdita, come si giustificano le fortune di Palella?

Milano è il primo comune che apre le porte a Helbiz: ma al comune conoscono Palella? Hanno fatto controlli sui suoi finanziatori?

Da Milano poi sono arrivati altri accordi con altri comuni in Italia: la legge italiana aveva un buco che di fatto escludeva controlli su queste società di Monopattini.

Palella ha incassato le concessioni dai comuni di Milano, Roma, Salerno .. nessuno gli ha chiesto dei soci, dei soldi: la legge non lo prevede e tutti sono felici e contenti, anche che i soldi finiscono in Delaware, anche se i bilanci non giustificano lo stile di vita in America di Palella.

Come è diventato imprenditore Palella?

Helbiz Inc è stata perfino sponsor della festa per Biden: la sua ascesa nasce ad Acireale, a 19 anni va a Milano, dove fonda la startup Witamine, azienda che vende succhi di frutta.

Finisce coinvolta in una indagine della DDA, ritenuta società di un braccio destro di un boss della mafia: la procura alla fine delle indagini sequestra proprietà e locali per 16 ml, riconducibili al boss Fidanzati.

Il braccio destra era Michele Cilla, legato ai giri della Milano da bere, oggi ai domiciliari: “l'ho creato io [Palella], l'ho messo sotto la mia ala ..”

L'aiuto di Cilla non basta, la Witamine viene messa in liquidazione e così Palella torna in Sicilia e compra l'Acireale calcio, ma anche qui il sogno finisce presto: i giocatori non ricevevano lo stipendio, aspettando il bonifico dal proprietario.

Ad Acireale non ha lasciato un buon ricordo: il giornalista ha raccontato di crediti reclamati da vecchi amici dell'imprenditore, come l'ex autista Rocco Muscolino.

Qual è la verità? Palella ha saldato tutti i debiti, come afferma (ma solo dopo di aver saputo che Report era andata ad Acireale), oppure ha lasciato indietro delle cambiali, dei debiti?

Fatto sta che in pochi anni passa dall'Acireale calcio alle copertine sui giornali.

Ci sono poi le amicizie, alcune imbarazzanti: come Enzo Ercolano, erede della famiglia Ercolano Santapaola, che lo accompagnava quando andò ad incontrare un altro imprenditore, Massimino, da cui voleva comprare il marchio della squadra.

C'è perfino un audio tra Ercolano e Palella, in cui il boss lo insulta per non aver rispettato il patto con Massimino.

Palella non conosceva la parte “dark” di Ercolano, inglesismo per non usare la parola mafia. Ma allora perché si accompagnava con questa persona?

La passione per i bitcoin.

Palella nel 2018 si prende una copertina su Forbes, presso cui Helbiz compra molta pubblicità: presso la rivista spiegano che ci sono stati progetti per 10-12 mila euro al mese, con Forbes e con queste cifre, a quanto pare, si diventa imprenditore di successo.

A Londra Palella presenta una società (ICO) che vendeva servizi, pagati con Bitcoin a chi investiva: anche qui il progetto non va come doveva andare, i token quotati in borsa vengono delistati e gli investitori si ritrovano ad aver perso il capitale.

In America inizia una class action, 20000 persone sarebbero state truffate: Palella ha risposto che le persone dietro la class action sono molte meno e che la società di Singapore avrebbe ridato i soldi a tutti.

La class action non è un problema, anche Facebook ne ha subite molte, e forse si aprirà una class action anche in Italia.

Coi monopattini, Helbiz raccoglie i nostri dati, compreso i dati delle nostre carte di credito: anche questo è un punto che andrà regolamentato, come la questione dei monopattini abbandonati in modo scriteriato sui marciapiedi, un ostacolo per gli ipovedenti.

Il braccio di ferro tra governi e le case farmaceutiche – nelle mani del vaccino

I vaccini attualmente disponibili bloccheranno la malattia o anche il contagio? E quanto dureranno?

In Belgio stanno lavorando ad un vaccino nuovo, sulle basi di quello contro la febbre gialla: “noi invece puntiamo sull'immunità permanente e a bloccare la trasmissione” spiega Johan Neyts, professore dell'università di Leuven in Belgio.

A Leuven non stanno lavorando solo al vaccino ma anche alla ricerca di un farmaco anti-covid: “pensate a quanto successo a Bergamo ad inizio pandemia, a quanto avrebbe fatto la differenza avere un farmaco a disposizione. Abbiamo bisogno di un farmaco specifico contro la famiglia del corona virus, che è molto ampia, potrebbe esserci una mutazione immune al vaccino, o magari la prossima volta emergerà un virus più letale o che colpirà i bambini e noi non possiamo farci trovare impreparati.”

Ma forse per le multinazionali del farmaco conviene più un vaccino che debba essere rinnovato ogni anno, un problema per i paesi del terzo mondo: “i big pharma vogliono fare soldi, ma il problema è più grande che contenere il covid nel mondo occidentale, ci vuole un vaccino che sia utilizzabile in tutto il pianeta, altrimenti il virus potrebbe ritornarci come un boomerang”.

Stiamo pagando il ritardo e l'abbandono degli studi sul coronavirus, osserviamo con preoccupazione le sue varianti: dai documenti di Emaleaks, mail e documenti usciti dall'Ema, Report racconterà del braccio di ferro tra i governi, l'Ema e le case farmaceutiche per l'approvazione dei vaccini. E anche del tentativo di Pfizer che avrebbe riservato al mercato dosi di vaccino di qualità inferiore.

Non è detto che il vaccino sia capace di prevenire il virus, che prevenga anche i casi di asintomatici: per capirlo servirebbe uno studio di farmacovigilanza (e non si capisce se verrà fatto o meno).

Non solo, ci sono dubbi anche sulla percentuale di efficacia dichiarata dalle aziende (e che hanno portato al boom dei titoli in borsa). Se nei Trial avessero cercato anche gli asintomatici, la sua % di efficacia sarebbe inferiore, per capirlo sarebbe bastato fare un tampone ogni settimana a chi si sottoponeva ai trial, ma sarebbe costato troppo a Pfizer e Moderna e così, le aziende han preferito fare in fretta e arrivare subito alla certificazione.

Però le aziende farmaceutiche hanno preso soldi pubblici dai governi, ma senza la dovuta trasparenza: così oggi ti vaccini e non sai nemmeno se riuscirai a proteggere gli altri, dunque è probabile che continueremo ad usare le mascherine.

Gli Emaleaks

C'erano due esigenze quasi contrapposte, dietro l'approvazione dei nuovi vaccini: la necessità di fare test sicuri e dare una approvazione in fretta, per salvare vite umane.

Ci sono state pressioni sugli enti certificatori: sia in Europa e anche nell'America di Trump (contro la FDA).

Ci sono mail, arrivate ad un dirigente di Ema (e di cui Report è venuta in possesso), dove si parla di queste pressioni da parte della Commissione ue, dove si racconta che gli stati membri minacciavano di autorizzare in autonomia i vaccini, scavalcando l'agenzia. C' stata anche la presidente Von der Leyen che a novembre aveva fatto una dichiarazione secondo cui Ema avrebbe approvato i due vaccini di Moderna e Biontech entro il mese prossimo.

Ma Ema ha mantenuto la schiena dritta e Pfizer assicura che non ci sono problemi col suo vaccino.

Ora dobbiamo aspettare i vaccini di Astra Zeneca, su cui noi avevamo puntato: costa meno rispetto a quello di Pfizer ma è ancora in attesa di approvazione.

Quello che si capisce è che tutti hanno venduto la pelle dell'orso prima di averlo cacciato: oggi commissione e governo italiano minacciano azioni legali, ma bisognerebbe vedere cosa c'è dentro i contratti, ma sono tutti ancora secretati.

E se ci sono reazioni avverse, pagano gli stati.

E' un'influenza - Il piano pandemico

L'Oms lo scorso gennaio chiede ai paesi di mettere in piedi tutte le azioni per contrastare questa strana influenza e controllare l'influenza.

Report è entrata in possesso dei verbali delle riunioni del CTS: la task force sceglie di non far scattare il piano pandemico perché doveva decidere la politica.

Poteva scattare l'applicazione del piano pandemico ma invece si scelse di fare uno studio su questa pandemia, sul covid.

Ma noi il piano pandemico non era aggiornato dal 2006, lo dice l'ex direttore generale D'Amario per la prevenzione, dal 2018 al 2020 che, aggiunge, il piano di prevenzione non era una priorità per il governo.

Leggendo i verbali della task force, si comprende anche una certa sottovalutazione del rischio: il Covid era solo un'influenza, dicono Ippolito e Brusaferro.

Avremmo potuto avere un'altra storia con un piano pandemico vero, con una maggiore presa di coscienza del rischio, se il governo e il ministro avessero fatto altre scelte?