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25 novembre 2021

Non basta la giornata contro le violenze sulle donne

Non basta una giornata contro la violenza sulle donne, come non basta la giornata in ricordo delle vittime della mafia, per cercare di cambiare le cose.

Ovvero fermare l'elenco delle donne vittime della violenza dei loro compagni, mariti, ex mariti o compagni.

Superare le discriminazioni salariali e in generale nel mondo del lavoro tra donne e uomini.

Serve partire dall'educazione, sin nelle scuole e percorsi per curare i maschi malati che considerano le donne solo come oggetti di cui disporre a loro piacere.

Serve aumentare le risorse per le strutture che accolgono le donne vittime di violenza.

Serve limitare (facendo controlli rigorosi ogni anno) l'uso delle armi, anche quelle che vengono comprare per fini sportivi.

E purtroppo servono anche le quote per la parità di genere, nelle liste elettorali, nelle amministrazioni, nei giornali. Almeno finché i ruoli di comando non saranno più considerati luoghi per soli uomini.

Se non si parte da questo, la giornata contro la violenza sulle donne rimarrà il giorno delle lacrime da coccodrillo, dove si elencano i tristi elenchi delle vittime.

08 marzo 2021

8 marzo ai tempi della pandemia: le disuguaglianze, le diversità e i femminicidi

Non sono solo le sedici donne morte quest'anno.

Il problema delle donne riguarda anche la discriminazione salariale, i diritti dimenticati, la difficoltà nel rimanere nel mondo del lavoro.

Dopo un anno di pandemia questi problemi sono anche peggiorati, perché la crisi ha colpito più duro proprio sulle fasce deboli, a perdere il lavoro sono stati per lo più i precari e la fascia femminile.

Senza un lavoro non si ha indipendenza economica e senza indipendenza si è succube del marito, compagno, ex.

C'è ancora molto da fare per arrivare ad una vera uguaglianza di diritti e di lavoro, per arrivare a zero femminicidi (nemmeno una morte è tollerabile), per arrivare ad una piena occupazione femminile.

C'è ancora da fare e ancora si sta facendo poco per questo: ci si indigna sempre troppo poco per le donne uccise in casa dal compagno o dal marito, ancora oggi molti giornali trattano queste storie come i vecchi delitti passionali, mentre nascono solo dal considerare la compagna, la moglie, la fidanzata come un oggetto di sua appartenenza.

E nel mondo del lavoro la strada è ancor più in salita, non so nemmeno quanto ci si possa aspettare da questo governo dell'uomo solo al comando (che nemmeno si sente in dovere di riferire della sua politica al paese e al parlamento).