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21 marzo 2026

Anteprima Presadiretta – l’intelligenza artificiale, l’illusione del ponte

Il ponte sullo stretto di Messina

In Presadiretta Open si parlerà del ponte sullo stretto di Messina, la grande opera su cui il ministro Salvini e il governo stanno puntando tanto. Costo dell’opera, che ha già ricevuto una prima bocciatura da parte della Corte dei Conti (eh ma con la riforma Nordio nessun giudice si permetterà..), è al momento di circa 13 miliardo. Che succederà adesso al progetto?
Quali rilievi ha fatto la Corte dei Conti a cui ora il governo deve rispondere?
Cosa succederà adesso alle famiglie colpite dagli espropri necessari per costruire questa opera strategica, anche in funzione di un attacco militare da sud (così è stato affermato da eminenti ministro). Come la casa della signora Di Domenico, che si affaccia su uno dei posti più magici dello Stretto, vicino la spiaggia di Capopeloro che nel 2022 è stata premiata dal National Geographic come la spiaggia italiana col panorama più bello.

Questa zona sarà completamente trasformata dal progetto del ponte, stravolgendo la vita del territorio e delle persone che ci vivono.

Il valore delle loro case è stato diminuito per colpa del ponte, non conviene vendere o affittare, come anche fare lavori migliorativi, uno ci pensa prima di partire. Sono famiglie bloccate anche se gli espropri non sono partiti ancora e a rendere ancora più precaria la loro situazione è proprio l’ultima decisione della Corte dei Conti che ad ottobre 2025 ha negato il visto di legittimità, l’ennesimo stop che pesa sulla vita degli abitanti di queste zone e sul loro futuro.

Io sono arrabbiata” racconta a Presadiretta “perché avere questa gente che dice domani cominciamo, tra tre mesi cominciamo, insomma è ridicolo. Preoccupata no, perché lo so che il ponte non lo fanno. E lo sanno anche loro che non lo possono fare.”

Il mondo con l’intelligenza artificiale

L’uso dell’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante e strategico nel mondo: nella medicina, nella ricerca, per costruire robot che possano essere addestrati per lavori pericolosi. Purtroppo anche nell’ambito militare l’AI.

Stiamo parlando della rivoluzione tecnologica del secolo: che futuro avremo in un mondo dove domina l’intelligenza artificiale? Quanti posti di lavoro perderemo? E che futuro avrà l’Europa stretta nella morsa tra Stati Uniti e Cina?


Riccardo Iacona è andato a Hangzhou, la capitale cinese dell’intelligenza artificiale perché qui sono nati i “sei dragoni”, le aziende protagoniste dell’innovazione tecnologica cinese. Aziende come Deep Robotics che ha realizzato i robot cane, capaci di muoversi su qualunque terreno, di nuotare nell’acqua: gli algoritmi e i sistemi di controllo di questo robot sono all’avanguardia e sono usati per ispezionare le fabbriche, i parchi industriali. Sono usati in caso di incendi, catastrofi. Coi loro sensori possono vedere e registrare le immagini, registrare la temperatura esterna. Un robot nato nell’università della città di Hangzhou, dove la stessa Deep Robotics e i suoi fondatori fanno ricerca.

Quanti lavori perderemo per l’AI? E quali figure servono per addestrare l’algoritmo?

Come si può capire dall’anteprima del servizio:

Non servono ingegneri per addestrare l'intelligenza artificiale: servono umanisti. Linguisti, traduttori, psicologi e scrittori stanno alimentando, attraverso piattaforme online, i grandi modelli linguistici che sempre più spesso sostituiscono le loro professioni. Un fenomeno silenzioso ma in rapida crescita, che in Italia coinvolge già migliaia di giovani laureati intrappolati nella gig economy del dato.

Ma, oltre alla questione dei posti di lavoro, c’è un altro punto da tenere in considerazione quando si parla degli impatti dell’AI: il consumo energetico e di acqua degli enormi data center dentro cui si elaborano o dentro cui girano gli algoritmi, quello che noi chiamiamo il cloud.

Energia per addestrare l’AI, energia per le elaborazioni. Presadiretta partirà dallo studio fatto dall’università della California: una singola richiesta al chatbot costa come il consumo di una lampadina da 60 watt per una decina di secondi e un consumo d’acqua equivalente a quello di un bicchierino.. Ma, citando Totò, è la somma che fa il totale.

Francesco Fuso Nerino è il diretto di Climate change action a Presadiretta racconta di come nel 2030 si è stimato che il consumo di acqua per i server dell’AI negli Stati Uniti potrebbe arrivare fino a 1100 milioni di metri cubi, un valore importante se i server sono installati in regioni degli Stati Uniti o nel mondo dove c’è scarsità di acqua. Si basa sul documento pubblicato su Nature Sustainability che dice che negli USA nel 2030 l’intelligenza artificiale arriverà a consumare l’acqua che in genere è consumata da 10 ml di cittadini americani.

Lo studio ha preso in esame anche il consumo energetico: sempre nel 2030 i server negli USA arriveranno a consumare fino a 200-250 TW/ora di elettricità l’anno, più della metà del consumo elettrico annuale di un paese come l’Italia. Se l’elettricità arriva da fonti rinnovabili e a basso contenuto di carbonio l’impatto resta più contenuto, se arriva da fonti fossili l’effetto sul clima può diventare rilevante.

La scheda del servizio:

Il Ponte sullo Stretto di Messina, tra questione ambientale, mancata gara, aumento dei costi: questo il tema in apertura della nuova puntata di “PresaDiretta Open”, in onda domenica 22 marzo, alle 20.30, su Rai 3. Dopo la delibera della Corte dei conti e il nuovo decreto del governo Meloni, il racconto tra gli abitanti di Messina che rischiano l’esproprio delle abitazioni, i comitati che si oppongono a un’infrastruttura da oltre 13 miliardi di euro e quelli che la vogliono a tutti i costi. Viaggio nella città col più alto tasso di spopolamento in Europa e dove solo un cittadino su tre riceve l’acqua 24 ore al giorno. Il ponte, secondo uno studio di Unioncamere Sicilia, avrà un impatto sul Pil di oltre 23 miliardi, col paradosso che a beneficiarne saranno Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. In studio, Riccardo Iacona ne discuterà con Peter Gomez direttore del Fatto Quotidiano online.
A seguire, la puntata di “Presa diretta” si occuperà di “Rivoluzione Artificiale”, con un reportage dentro la più grande trasformazione tecnologica del nostro tempo. Il programma partirà dalla Cina per raccontare come un intero Paese stia trasformando l’intelligenza artificiale nella propria infrastruttura produttiva. Dal piano governativo “AI Plus” - 200 miliardi di dollari investiti a partire dalle scuole primarie - ai laboratori di robotica di Pechino e Suzhou, dove robot umanoidi imparano a camminare, lavorare e prendersi cura degli anziani. Dodicenni che programmano rover spaziali, fabbriche che girano al buio senza operai: una corsa globale che non riguarda solo la Cina, ma il futuro del lavoro nel mondo intero. Ma c’è anche un costo nascosto dell’intelligenza artificiale: nell’hinterland milanese i datacenter avanzano sui terreni agricoli del Parco Agricolo Sud, divorando acqua ed energia, senza una legge nazionale che li regolamenti e senza che nessuno abbia risposto alla domanda più scomoda: questi impianti servono davvero all’Italia, o solo alle grandi aziende digitali straniere? E poi l’attenzione su chi lavora nell’ombra: traduttori, grafici, laureati che guadagnano 12-13 euro l’ora addestrando la stessa IA che li ha rimpiazzati o che lo farà presto. L’ultima frontiera si chiama “IA Agentica”: agenti software invisibili che svolgono compiti aziendali - dalle note spese ai contratti legali - interfacciandosi via WhatsApp come fossero colleghi. All’Aquila, dove i call center sono il principale datore di lavoro, per il 60-70% donne, l’automazione è già entrata in silenzio. Una rivoluzione che rischia di colpire soprattutto chi ha meno strumenti per reinventarsi: i lavori più a rischio sono storicamente quelli svolti dalle donne. Cosa succederà alle decine di migliaia di persone che fanno lavori ripetitivi e non possono semplicemente “reinventarsi”?
"Rivoluzione artificiale" è un racconto di Riccardo Iacona e Maria Cristina De Ritis con Marcello Brecciaroli, Marco Della Monica, Irene Fornari, Luigi Mastropaolo, Teresa Paoli, Paola Vecchia, Emilia Zazza, Fabio Colazzo, Riccardo Cremona, Massimiliano Torchia.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

29 giugno 2025

Anteprima inchieste di Report – in tour col Gambero Rosso, i prestiti all’Ucraina, l’assalto alla Corte dei Conti e una gara al Senato particolare

Quanto è importante ottenere i tre bicchieri del Gambero Rosso per un vino italiano e a che prezzo?

Vedremo anche lo spreco di denaro nella pubblica amministrazione, ben 180 miliardi. Chi controlla?

Si torna a parlare di vino, una delle tante eccellenze italiane, che spesso però sono eccellenze solo sulla carta, visti i pochi controlli (e la poca trasparenza) anche in produttori di vino dal nome importante.

Gli aiuti all’Ucraina

L’Europa ha erogato aiuti per l’Ucraina per 50 miliardi: per due terzi sono prestiti concessi dietro precise condizioni.

Ogni quadrimestre – spiega l’europarlamentare tedesco Michael Gahler – la commissione esamina le leggi approvate dal parlamento ucraino e poi condivide il risultato con gli stati membri e solo allora la commissione libera il pagamento della tranche del fondo. L’Ucraina vuole entrare nell’Unione Europea? Bene, chi entra nel club deve rispettare le sue regole, le imprese devono trovare in Ucraina un quadro giuridico che favorisca gli investimenti per la ricostruzione.

Marta Kos slovena è la commissaria per l’allargamento e sta seguendo in prima persona il percorso di ingresso in Unione dell’Ucraina: “le imprese non aspetteranno la fine della guerra ma stanno già investendo e l’UE offre loro un sostegno finanziario e strumenti per ridurre il rischio. Stiamo facendo buoni affari.”

Ma in cambio dei prestiti che cosa viene chiesto all’Ucraina? Vengono chieste privatizzazioni, liberalizzazioni: in un paese povero e prostrato dalla guerra potrebbero avere conseguenze molto dure: “noi li aiuteremo ad ottenere degli investimenti” risponde la commissaria “non avranno più bisogno del nostro aiuto, diventeranno sempre più competitivi ..”

Di doverso pare l’economista ucraino Alexey Kusch: “i requisiti dell’UE porteranno solo alla vendita delle risorse più preziose al prezzo di rottami metallici. Chi acquisterà il porto di Odessa,
le industrie chimiche di Sumy, le officine meccaniche di Kharkiv e lo stesso vale per l’energia, già oggi l’industria paga prezzi più alti rispetto all’Europa, se ora l’elettricità viene venduta allo stesso prezzo nelle campagne si scatenerà una crisi sociale..

Sul Fatto Quotidiano Manuele Bonaccorsi e Chiara D’Ambrosio hanno pubblicato una anticipazione del servizio

Ucraina, una “troika” per Kiev: prestiti solo in cambio delle privatizzazioni

di Manuele Bonaccorsi e Chiara D’Ambros*

Domani sera a Report (Rai3), FMi: “Il memorandum lo scriviamo noi, non gli stati”

Ogni quadrimestre c’è la pagella, altrimenti non arriva la paghetta. Così l’Ue tratta l’Ucraina, dipendente dai suoi prestiti, dato che quasi tutta la raccolta fiscale di Kiev finisce nella guerra. Funziona così il meccanismo di aiuto varato nel 2024 dall’Ue, l’Ukraine Facility Plan, salutato come una dimostrazione del totale e incondizionato appoggio a Zelensky all’invasione russa. Non del tutto incondizionato, a guardare bene: sono 130 i paletti che la Commissione pone all’Ucraina in cambio dei suoi prestiti, un programma di riforme che impegna la Verkhovna Rada notte e giorno. Altrimenti niente prestiti. E l’Ucraina, oggi non riesce a finanziarsi autonomamente sui mercati internazionali.

LAB REPORT: I GENEROSI

Di Manuele Bonaccorsi e Chiara D’Ambros

Collaborazione Madi Ferrucci

Il sostegno finanziario occidentale è fondamentale per l’Ucraina, impegnata da oltre 3 anni a difendersi dall’aggressione militare russa. Ma a quali condizioni vengono concessi questi aiuti? L’Ue e il Fondo monetario internazionale hanno stanziato miliardi di prestiti a Kyiv ma in cambio chiedono liberalizzazioni, privatizzazioni, riduzione della spesa pubblica. Obiettivo: rendere l’Ucraina appetibile agli investimenti privati, anche grazie a un basso costo del lavoro. Una medicina amara, per uno Stato piegato da anni di guerra, con centinaia di migliaia di senza casa, profughi, mutilati, e una popolazione sempre più anziana dopo la fuga all’estero di milioni di giovani. Il Paese avrebbe bisogno di welfare per sanare le sue ferite e non di austerità.

I bicchieri del Gambero

In che modo si ottengono i “tre bicchieri” del Gambero rosso?
Report è andata fino a Washington per seguire il tour del Gambero rosso dove marchi rinomati di vino presentano i loro prodotti: questi eventi del Gambero rosso non sono gratuiti, gli espositori devono pagarsi anche il viaggio e l’alloggio, oltre che lo spazio per l’esposizione delle bottiglie.

Gambero rosso invia ai vari produttori un modulo in cui propone alle cantine di partecipare al tour nord-America, ogni tappa ha un costo di iscrizione di 3600 euro + iva.

Si paga l’affitto della location si paga il catering, Gambero Rosso arriva a spendere anche 30000 mila dollari, da detrarre a quanto si incassa dalle aziende. Nella tappa di Miami erano ad esempio 30 e nel complesso hanno pagati circa 100000 euro, così Gambero Rosso ha ottenuto un guadagno da 70mila euro circa. Ma ci sono eventi dove si arriva, negli Stati Uniti, anche a 200 aziende, come a New York, dove l’incasso è stato circa 700 mila euro.

In Nord America ci sono le tappe poi di Los Angeles, San Francisco, Chicago, Las Vegas.. il peso delle attività all’estero per Gambero Rosso è importante, in totale sono 34 le tappe del tour in giro per il mondo, con cui si arriva ad un incasso totale da milioni di euro dalle cantine.

Le stesse cantine che poi Gambero Rosso deve poi valutare se meritano o meno i “tre bicchieri”.

La scheda del servizio: VINO DIVINO

di Emanuele Bellano

Collaborazione Raffaella Notariale, Carmen Baffi

Il Gambero Rosso è il gruppo editoriale che si occupa di vino e pubblica ogni anno una guida in cui recensisce quelli che vengono definiti i migliori vini d'Italia. Le cantine che devono essere premiate però pagano grandi somme di denaro al Gambero Rosso attraverso pacchetti commerciali e pubblicitari. L'editore del Gambero Rosso, Paolo Panerai è titolare di una rinomata cantina toscana che vende grandi vini di pregio. In base a informazioni esclusive Report è in grado di ricostruire che questa cantina acquista e imbottiglia ingenti quantità di vino sfuso dal commerciante toscano Cantine Borghi. I pezzi del puzzle si ricompongono e mostrano un meccanismo che ruota intorno a Borghi e coinvolge produttori, valutatori di vino e istituzioni di controllo. E intanto nella Fondazione Cotarella, creata da Famiglia Cotarella per raccogliere denaro in beneficenza a favore dei ragazzi colpiti da malattie del comportamento alimentare, emergono ulteriori profili poco trasparenti.

L’insofferenza ai controlli: I fondi del PNRR e la Corte dei Conti

Dopo la pandemia, il governo Conte è riuscito ad ottenere dall’Unione Europea la fetta maggiore dei fondi europei, 194 miliardi di euro: sono soldi in prestito per la maggior parte, è vero, ma sono soldi, tanti. Soldi da spendere in progetti da completare entro il 2026.


Il governo Meloni ha avuto una narrazione sullo stato di avanzamento dei lavori del PNRR molto diversa da quella del governo Draghi – racconta a Report il giornalista di Openpolis Luca dal Poggetto – ha sempre cercato di tranquillizzare l’Unione Europea sul fatto che si stava procedendo nei tempi previsti per il completamento dei progetti andando anche ad eliminare l’attività di controllo della Corte dei Conti.

Quello che ha lasciato perplessi ” continua Antonio Giuseppone procuratore generale della corte dei Conti della Campania “sono state le modalità dell’eliminazione di questo tipo di controllo, il decisore politico è come se si fosse sentito in qualche modo punto sul vivo e ha detto eliminiamo questo controllo”.

Ma dal 2021 è attiva in Lussemburgo la procura europea che ovviamente si occupa anche dei fondi del pnrr in tutta Europa. Nel 2023 su 223 inchieste totali, 179 riguardavano l’Italia, nel 2024, su 307 indagini totali, ben 228 erano fatte in Italia. Solo 6 in Francia, 4 in Spagna, 0 in Germania.

In Italia c’è stata un distribuzione molto capillare dei fondi che quindi si ramificano in tante direzioni, questo può favorire dei numeri alti anche in termini di accertamento dei reati – spiega a Report il procuratore europeo per l’Italia Andrea Venegoni.

Ma quanto era importante per la corte europea il controllo concomitante della Corte dei Conti sui progetti del pnrr? “Accanto al nostro ruolo, la possibilità di avere dei controlli ad altro livello amministrativo, finanziario da parte di altri organi statali è importante, perché questo aiuta anche a prevenire la frode e a non erogare i fondi in determinate situazioni. Il principio deve essere quello secondo cui più controlli ci sono e più la tutela delle finanze è garantita.”

Eppure il governo Meloni ha voluto ridimensionare il ruolo di controllore da parte della Corte dei Conti sui progetti finanziati dal pnrr.

Qual è il compito della Corte dei Conti? Si tratta della magistratura più antica del paese ed è anche quella più vicina ai cittadini, perché controlla la finanza pubblica,come vengono spesi i nostri soldi (il voto, ricordiamolo sempre, non è una delega in bianco, quello sono le dittature).

Ecco perché una parte della classe politica si sente “imbrigliata” dai controlli sulla pubblica amministrazione, come se il lavoro della magistratura contabile fosse una ingerenza sul proprio lavoro: la destra, dalla Lega a fratelli d’Italia hanno usato questi argomenti, la paura della magistratura, la pistola puntata alla tempia, una briglia per la politica, come alibi per depotenziare i controlli della Corte dei Conti.

Fa più paura la Corte dei Conti che non la corruzione, lo sperpero delle risorse pubbliche: “ci si muove soltanto e si contesta l’amministratore solo quando ha agito con negligenza” racconta Paola Briguori presidente dell’associazione magistrati della Corte dei Conti “parliamo di strade dissestate, costruite con materiale scadente, mi dica lei se il cittadino non vorrebbe che vada ad indagare chi è stato a fare quelle scelte..”
Paolo Evangelista, procuratore della Corte in Lombardia aggiunge “magari avessero avuto timore di firmare, invece hanno firmato eccome [i politici], sottoscrivendo atti palesemente illegittimi. È indubbio che se noi eliminiamo i freni di una autovettura evidentemente va più veloce e però rischia anche di schiantarsi, c’è anche questo aspetto da considerare. Così come il fatto che ci sono tantissime archiviazioni.”

Proprio il numero delle archiviazioni dimostrerebbe che la paura della firma sarebbe infondata: dai dati emerge che nel 2024 le procure contabili hanno archiviato 15722 fascicoli ed emesso solo 986 atti di citazione, solo il 5,9% degli amministratori sono stati citati in giudizio.

Le procure – questo emerge dalla realtà dei dati – svolgono la loro attività con attenzione e con estrema cautela, conclude il procuratore regionale della Campania Giuseppone.

Uno dei fatti scoperti ha riguardato il comune di Ceccano in provincia di Frosinone: una organizzazione criminale faceva la cresta sugli appalti del pnrr e i soldi europei finivano nelle mani del faccendiere Stefano Annibaldi che poi ogni settimana li distribuiva poi a tutti i membri dell’organizzazione.


Una vicenda che racconta a Report il giornalista Clemente Pistilli de La Repubblica: tramite false fatturazioni emesse da alcune ditte compiacenti si creava una percentuale di costi extra per i lavori assegnati durante l’appalto. Fatture false con cui costruire provviste di denaro che settimanalmente veniva trasportato dalla Campania dove si trovavano le ditte, alla provincia di Frosinone. Al di là degli aspetti giudiziari la cosa incredibile è che i fondi del pnrr sarebbero stati utilizzati per lavori inutili come nel caso della piazza principale del centro storico.

Una piazza senza problemi – racconta a Report Patrizia Fabi del comitato centro storico di Ceccano – così come l’ascensore messo nel castello, si parla di lavori per la messa in sicurezza ma nessuno ha mai potuto verificare e al momento i lavori sono fermi. La scuola, su cui ci sono stati altri lavori, non è mai partita, dunque oltre al danno la beffa, rischiando così che i fondi per Ceccano, poiché manca poco più di un anno alla scadenza, siano persi.

Un ruolo chiave nell’organizzazione criminale lo aveva il geometra dell’ufficio tecnico Camillo Ciotoli che insieme al sindaco e agli altri sodali, “in cambio dell’indebita assegnazione di appalti per lavori pubblici alle numerose ditte riconducibili ai fratelli Rinaldi [..] ottenevano cadauno il 10% circa dell’importo dell’intero appalto..”
Come la tangente riscossa il 15 giugno 2023 quando il geometra Ciotoli esce dall’ufficio senza nulla e rientra con una carpetta rossa che secondo gli inquirenti nasconderebbe la tangente, come dimostrerebbe anche l’intercettazione tra il geometra e il sindaco in cui si lamentano di un imprenditore che non avrebbe rispettato gli accordi sulle percentuali da dare.

Lo stesso geometra Ciotoli, a proposito di alcuni lavori per il dissesto idrogeologico, appare come un uomo senza scrupoli, “ce ca.. ce frega a noi del dissesto idrogeologico, che andiamo a fa 30,40, 50 mila euro in meno di lavori..”

La scheda del servizio: ASSALTO ALLA CORTE

di Danilo Procaccianti

Collaborazione Goffredo De Pascale, Eleonora Numico

È la più antica istituzione italiana, l'ha creata Cavour perché verificasse che i soldi pubblici venissero spesi bene. Se un amministratore per superficialità o per inadempienza viene meno alla sua professionalità e causa ingenti danni economici è la Corte dei conti a verificarlo e a richiedere che quella somma venga restituita. Così è stato per più di un secolo, ma adesso, con la riforma già approvata alla Camera e attualmente al vaglio del Senato, la magistratura contabile potrebbe rischiare di vedere indebolita la sua funzione e - secondo i magistrati contabili - “sarà trasformata in un enorme ufficio burocratico” impegnato principalmente nel consenso preventivo, mentre le sanzioni sarebbero ridotte a poche decine di migliaia di euro e gli amministratori godrebbero anche di un'assicurazione a spese del contribuente.

Tutto in famiglia – le relazioni di Gasparri

Report ha scoperto che un familiare del senatore Gasparri – di cui la trasmissione si era già occupata per il suo ruolo da lobbista nel settore della difesa – è stato assunto da una società che ha vinto una gara in Senato.

Le relazioni del senatore hanno favorito questa assunzione? Assolutamente no – risponde a Report l’amministratore di Na.Gest Global Service Roberto Rossi, “il senatore Gasparri non è né nelle possibilità né nelle intenzioni di aiutarmi in nessun tipo di manovre strane che lei possa pensare ..”
Gasparri ha scelto di non rispondere alle domande del giornalista, “prendete un appuntamento..” è la solita scusa per evitare le domande scomode. Perché l’appuntamento a Report non è mai stato concesso dal senatore.

Forse ai cittadini interessa sapere come è avvenuta l’assunzione di un suo parente dentro la Na.Gest. Proprio a ridosso di una gara in Senato. Forse è solo una coincidenza.

La scheda del servizio: SENATO AL BANDO

di Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale

Con le sue splendide sedi, un tempo abitate da monaci e cardinali, oggi centro nevralgico della nostra democrazia parlamentare, il Senato della Repubblica è un’istituzione preziosa, di cui prendersi cura non solo politicamente ma anche proprio materialmente. I servizi di manutenzione dei 12 edifici del Senato valgono oltre 20 milioni di euro. Report ha scoperto però che l’ultima gara per affidarli non è stata una grande prova di efficienza e trasparenza da parte delle nostre istituzioni: in fase di valutazione si è scoperto che la società che aveva vinto - di proprietà di un imprenditore la cui fitta rete di relazioni arriverebbe fin dentro Palazzo Madama - non aveva poi fornito tutta la necessaria documentazione per vedersi assegnata la gara.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.