Non aveva mai avuto bisogno della sveglia e già da un po’, senza aprire gli occhi, era cosciente del sole che si infilava tra le due sottili fessure delle persiane quando finalmente sentì un trillo soffocato provenire dalla stanza di sopra. Era un’angusta mansarda, proprio sulla sua testa. Ne conosceva ogni angolo, il letto di ferro con la coperta rosso scuro, la bacinella su un treppiede di legno tornito e la brocca di smalto per terra, il lembo di tappeto marrone che non stava mai a posto ...
È una domenica come tante, quella con cui inizia questo romanzo di Simenon: alla Bastide, una locanda nel Midi, in Costa Azzurra, si stanno svegliando tutti. Emile, il padrone, Berthe a fianco nel suo letto che fa ancora finta di dormire. E Ada, una delle donne che lavorano in quella casa, che ancora dorme nella mansarda sopra la loro stanza.
Ma quella non è
una domenica come le altre: qualcosa sta per succedere, qualcosa che
Emile ha preparato con cura, stando attento a tutti i particolari,
cercando di tenere a bada quell’ansia che lo attanaglia da mesi...
da quel giorno in cui un piccolo incidente gli rivelo quale potesse
essere la soluzione al suo problema.
Ma ora deve stare
attento, a non farsi tradire, deve ripetere le stesse azioni di
sempre, come andare a prendere il pesce col suo furgoncino. E mentre
scende le strade verso il paese, ripercorre con la mente la strada
che l’ha portato a quel punto. In modo impietoso, tremendamente
onesto. Avete presente quando si legge sui giornali “un uomo
accoltella la moglie alla fine di una lite?”. Ecco, cosa ha portato
a quella lite? Perché le coltellate? Simenon, non ci racconta il
dopo, ma la genesi di quella lite, di quella violenza.
Se ammettiamo infatti che esista la vocazione di assassino, possiamo supporre che esista anche la vocazione di assassinato, e ne deriva che, in un delitto, chi viene ucciso ha qualcosa di cui rendere conto al pari di chi uccide.Non ha un solo inizio, questa storia che Emile ci sta raccontando, ce ne sono molti: quel viaggio assieme al padre, proprietario di una locanda su al nord, a Lucon, a trovare i Harnaud, come loro proprietari di una locanda. È qui che il vecchio Louis racconta della sua scelta di andare al sud, comprarsi un locale vicino Cannes, campare col turismo, una vita semplice…
La prima volta che vide Ada, sul ciglio della strada dalla Bastide al paese: una selvaggia, una zingara – così la chiamavano gli altri – fino a quando il padre, un muratore -selvatico pure lui – la portò a lavorare proprio alla sua locanda, come uno che porta a vendere un animale al mercato.
Ma l’inizio di tutto è stato forse quella lettera del padre, cosa inusuale per quel genitore così taciturno: la signora Harnaud l’aveva informato che il suo amico Louis aveva avuto un ictus nel suo locale giù in Costa Azzurra, e vorrebbe che lui, Emile, andasse a lavorare da loro per aiutarli.
In definitiva lui non aveva desiderato niente, voluto niente, né la Costa Azzurra né Berthe. La sorte lo aveva messo in quella casa, che era diventata la sua quasi senza che lo sapesse.
Emile diventa
così l’uomo di casa, a Bastide: non solo il cuoco della locanda,
ma anche il futuro marito della figlia della signora Harnaud, Berthe.
Una bella ragazza bionda, formosa, ma che Emile aveva sempre
considerato come una sorella.
“Prima o poi dovrai sposarti
..” pensa Emile, che si lascia usare da Berthe, dalla madre, da
tutti, come un bambino incapace di prendere una decisione.
Ma giorno dopo,
quella situazione strana, essere diventato marito di una donna che
nemmeno desidera e che, anzi, lo fa sentire in soggezione perché
sembra sempre volergli leggere il pensiero, inizia a diventare più
pesante.
Sebbene a Bastide lui si senta a casa e in paese tutti
lo abbiano accettato, non è più lui il padrone. Non è il padrone
della sua vita, quella dell’eterno “bambino che non pensava ad
altro che ai compiti e alle biglie”.
Aveva ottenuto tutto quello che desiderava. Non solo Émile le apparteneva, ma pure La Bastide, e anche se qualche cliente credeva il contrario la vera padrona era lei.Da questi momenti è maturata in lui la decisione di prendersi una rivincita nei confronti della moglie, questa donna con cui è come se avesse sancito un contratto non scritto, sono un bene di tua proprietà. Questa donna che lo osserva come fosse la madre, che lo controlla, anche per le sue “scappatelle” con altre donne.
Cosa succederà, allora, questa domenica di così importante per Emile?
Mi sorprende ogni volta Simenon per questa sua capacità di condensare in poche pagine un racconto così intenso che cresce in una tensione che sfogherà in un finale drammatico e imprevedibile.
Pochi scrittori sono stati capaci nel raccontare in modo così onesto e chiaro la psiche umana con questi personaggi così reali in cui, soprattutto per i loro difetti, si arriva a riconoscervi.
Ancora una volta, come in altri romanzi, varrà la regola che non si può sfuggire al proprio destino.
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