Strada spianata per i sovranisti, specie su determinati canali, come La7.
Rete dove Salvini e Meloni sono di casa (e dove invece altri partitini non sono quasi mai presenti, come Possibile).
Strada spianata per l'operazione simpatia che mette una maschera di finto patriottismo in faccia a questi politici costruiti proprio negli studi (non parlate di gavetta).
Da Giletti ieri il saluto alla figlia del capitano "ciao da zio Giletti"; sulla Rai invece la versione satirica (ma la satira non doveva servire a riportare i potenti coi piedi per terra?) delle parole usate dalla Meloni in piazza San Giovanni (sono cattolica .. a proposito, l'ostentazione della fede non è cosa buona per un cristiano).
Così, mentre va avanti questa operazione simpatia, ci si dimentica che esponenti di Fratelli d'Italia vanno alla cena in ricordo della marcia su Roma, schedano le case popolari date ai rom.
E che questi partiti (lega e fdi) fanno parte del centro destra assieme a Forza Italia, il partito di Dell'Utri (Dell'Utri chi era costui - semicitazione)
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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11 novembre 2019
14 maggio 2012
Fine delle trasmissioni
Vieni via con me è stata una delle trasmissioni di maggiori successo della Rai della passata stagione (strepitoso, l'intervento nella prima puntata di Benigni): la Rai e la sua dirigenza han pensato bene di privarsi di questa trasmissione (per non turbare troppo qualche forza politica come l'anno passato) in questa stagione, e infatti stasera Fazio e Saviano debutteranno su La7 con "Quello che non ho".
Bene, significa che c'è concorrenza , direte voi.
No, perchè La7 manderà in onda le tre puntate della tramissione in questi tre giorni: come se un giocatore di poker decidesse di giocarsi il jolly subito alla prima mano.
Se avessero mandato in onda le puntate cadenzadole una alla settimana, si sarebbe creato un effetto attesa, per le puntate successive, che avrebbe dato benefici allo share de La7 per più settimane.
Forse, troppa concorrenza con Raiset non va bene.
Bene, significa che c'è concorrenza , direte voi.
No, perchè La7 manderà in onda le tre puntate della tramissione in questi tre giorni: come se un giocatore di poker decidesse di giocarsi il jolly subito alla prima mano.
Se avessero mandato in onda le puntate cadenzadole una alla settimana, si sarebbe creato un effetto attesa, per le puntate successive, che avrebbe dato benefici allo share de La7 per più settimane.
Forse, troppa concorrenza con Raiset non va bene.
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01 luglio 2011
Annozero non può cominciare
”Siamo di fronte ad una nuova, eloquente e inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse”. Michele Santoro non ha dubbi sulle motivazioni che hanno spinto La7 a interrompere con lui le trattative.
“Un accordo praticamente concluso – prosegue il giornalista -, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.
La trattativa del giornalista Santoro con Telecom si è interrotta: cosa succederà ora? Un esilio dorato alla Fazio (per non far nulla) o come Freccero (per lavorare su Rai 5), o magari qualche spazio (ma in tarda serata) ancora sulla Rai?
Forse è veramente un'illusione sperare nella crescita di un terzo polo televisivo, che permetta una informazione meno condizionata dalla politica e che sottragga share al monopolio Raiset (due azienda, una governance).
Passi per lo share rubato a mamma Rai, tanto i conti in tasca all'azienda di stato non li fa nessuno (il flop di Sgarbi, il Tg1 di Minzolini, Ferrara), ma rubare risorse a Mediaset, no.
”Improvvisamente – spiega oggi il giornalista – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione”.
“Ricordiamo a tutti – aggiunge Santoro – che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia”. Inevitabile allora chiedersi: “Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”
“Per tornare a crescere – conclude Santoro – l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.
“Un accordo praticamente concluso – prosegue il giornalista -, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.
La trattativa del giornalista Santoro con Telecom si è interrotta: cosa succederà ora? Un esilio dorato alla Fazio (per non far nulla) o come Freccero (per lavorare su Rai 5), o magari qualche spazio (ma in tarda serata) ancora sulla Rai?
Forse è veramente un'illusione sperare nella crescita di un terzo polo televisivo, che permetta una informazione meno condizionata dalla politica e che sottragga share al monopolio Raiset (due azienda, una governance).
Passi per lo share rubato a mamma Rai, tanto i conti in tasca all'azienda di stato non li fa nessuno (il flop di Sgarbi, il Tg1 di Minzolini, Ferrara), ma rubare risorse a Mediaset, no.
”Improvvisamente – spiega oggi il giornalista – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione”.
“Ricordiamo a tutti – aggiunge Santoro – che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia”. Inevitabile allora chiedersi: “Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”
“Per tornare a crescere – conclude Santoro – l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.
30 giugno 2009
Speciale la7 sul terremoto in Abruzzo
E' passato quasi sotto silenzio, così come è silenziata l'informazione sullo stato attuale degli aquilani in tenda, in attesa della ricostruzione, dopo il terremoto di Aprile.
Lo speciale TG de La7 "Abruzzo, il G8 la speranza" riportava le telecamere lì dove stanno preprando il G8. Da una parte commessi in livrea, bodyguard della security , hostess col fazzoletto verde al collo.
Dall'altra parte i terremotati che ancora non sanno quando vedranno ricostruite le loro case.
Il difficile lavoro dei Vigili del Fuoco, costretti a protestare (per le mancate promesse del governo) in silenzio per la mancanza di fondi.
I monumenti a rischio crollo, la vita sotto le tende.
Lo speciale TG de La7 "Abruzzo, il G8 la speranza" riportava le telecamere lì dove stanno preprando il G8. Da una parte commessi in livrea, bodyguard della security , hostess col fazzoletto verde al collo.
Dall'altra parte i terremotati che ancora non sanno quando vedranno ricostruite le loro case.
Il difficile lavoro dei Vigili del Fuoco, costretti a protestare (per le mancate promesse del governo) in silenzio per la mancanza di fondi.
I monumenti a rischio crollo, la vita sotto le tende.
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