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03 dicembre 2023

Report – i ladri di spid, l’acqua in Val Stura, la carota del senatore e i pannelli per il superbonus

UNO, NESSUNO E CENTOMILA SPID di Lucina Paternesi

Col bonus cultura i ragazzi possono comprare libri, biglietti per un concerto: fino ad oggi si sono spesi 1 miliardo di euro per questa misura voluta dal governo Renzi (e che il governo Meloni ha tagliato come fondi).

Per avere il bonus serve registrarsi al sito con lo spid: una volta registrati, si usa la App per comprare libri e biglietti in modo abbastanza semplice.

Ma ad alcuni ragazzi il plafond è sparito: è una truffa che ha coinvolto 600 ragazzi, al momento. Dietro il furto del bonus si nasconde però il furto dell’identità: i bonus sono stati prosciugati da qualcuno che ha creato i buoni per acquisti, in due ondate. Il ministero ha inizialmente dato la colpa agli studenti e ai genitori. Ma l’account spid dei ragazzi non è stato violato: in molti casi i buoni sono stati creati a favore di un esercente, residente a Novara, che però non esiste.
L’esercente è associato ad una partita IVA, con un indirizzo inesistente: forse era il ministero che doveva controllare meglio chi siano gli esercenti controllati per i bonus.
Tutti gli esercenti della truffa sono inventati: è bastato accreditarsi al sito con una partita IVA, poi avranno attivato una nuova identità associata agli studenti, senza che gli studenti ne avessero consapevolezza.

Non è una buona notizia: col lo spid si vedono i nostri dati medici, il fascicolo sanitario.

Il punto è che l’identità digitale potrebbe non essere unica, per una stessa persona, questo è legato al fatto che abbiamo 12 provider, se c’è stata una duplicazione è molto probabile che ci sia stata connivenza da parte di qualcuno (serviva l’identificazione in presenza per rilasciare lo spid).
È possibile, in base alla convenzione di AGID, che una persona possa attivare una seconda identità digitale, con un diverso provider: il punto è che quando si attiva un nuovo spid, la persona non viene notificata. Ecco come si è creata la truffa.

Uno dei provider che ha generato i doppi spid, non richiesti dagli studenti, è Namirial: sono stati già sanzionati da AGID, dovrebbero certificare le mail e le identità.

Come ha spiegato a Report un consulente informatico, si possono creare identità digitali con una delega, con questa si possono ritirare delle firme digitali fittizie: in questo modo si salta l’identificazione di persona, basta avere già uno spid.

Dopo il servizio di Report Agid avvierà una verifica sui 12 provider, ma la domanda rimane, esistono altre nostre identità digitali?

WATER-GATE di Chiara De Luca

I Tir attraversano i paesini della Valle Stura, per trasportare l’acqua dallo stabilimento di Acque Sant’Anna verso il valico in Francia, che viene preferito perché gratuito.
Questo passaggio ha reso impossibile la vita in Valle, a Demonte i tir passano proprio in mezzo ai portici medioevali, che alla fine trattengono lo smog.
Sono polveri cancerogene, emesse dai motori diesel: a Demonte secondo Arpa si respira la stessa aria che c’è a Torino, la città più inquinata. C’è poi il rumore, le vibrazioni che creano problemi ai palazzi storico.
I tir, dal primo servizio di Report, continuano a passare, anzi sono in aumento: le persone stanno abbandonando la valle, i negozi chiudono, le case hanno il cartello vendesi.
L’azienda ha fatto una scelta, quella del profitto, facendo passare i tir lungo il percorso più economico: il presidente e AD di Acque Sant’Anna non ha voluto commentare questa storia, l’azienda non si ritiene responsabile di quello che succede nella valle da cui trae le risorse per fare i ricavi, stiamo parlando 300 ml l’anno, di fronte ad un canone di 2 ml di euro.

Almeno pagassero un canone più alto.

Dietro l’acqua nel cuneese c’è una guerra sui marchi: nei sei stabilimento di Cuneo c’è anche quello di Acqua Eva, l’acqua più alta in Italia.

Questa acqua è finita nel mirino di Bertone: voleva comprare le quote della società Acqua Eva, ma alla fine hanno vinto i Rivoira.

Ma dietro c’è stata una battaglia usando delle notizie non vere: nel 2018 era uscito un articolo per cui Acqua Eva era di proprietà di Lidl, notizia che creò un allarme nella GDO.
L’acquisto di Acqua Eva fu sospeso da alcune catene di supermercati, per non favorire Lidl: un danno per Acqua Eva, che fece una denuncia in procura.
L’indagine portò alla scoperta che l’articolo fu scritto da persone dentro Acqua Sant’Anna.

Si parla di pressioni da parte del direttore commerciale e dell’AD verso il blogger che scrisse l’articolo.

Per questa brutta storia, Acqua Eva ha perso quote di mercato, non è riuscita a fare un accordo per l’internazionalizzazione del marchio.

SPY GAME 2Carote e spyware di Lorenzo Vendemiale e Carlo Tecce

Report è tornata sul caso Gasparri e all’origine della carota: la convocazione in commissione Rai, gli attacchi a Report e a Ranucci avevano una motivazione chiara, ora che l’inchiesta è ben nota.
Gasparri conosceva dell’inchiesta da fine settembre, quando la trasmissione ha mandato una mail al senatore con le domande riguardanti una società di cybersecurity, che dentro ha persone legate ai servizi segreti israeliano.

Nel servizio andato in onda Report ha dimostrato che il senatore ha fatto attività di lobbying, che non è stata comunicata al Senato e alla giunta per l’elezione, di cui Gasparri fa parte.

L’ingresso nel mondo della sicurezza informatica nasce dai tempi di Telit, quando il senatore ha conosciuto Leone Ouzana e Ouzi Cats: il primo è stato contattato da Report mentre era in un bunker, facendo intendere che stia svolgendo un incarico delicato coi servizi.

Il secondo invece sta ancora svolgendo la sua attività in Italia: sarebbe stato mandato ad un incontro presso l’agenzia delle Dogane, a cui Cyberealm, era interessata, incontro anticipato da una telefonata introduttiva del senatore Gasparri.

Gasparri? Mi aiuta a capire lo scenario italiano nel settore della sicurezza”, dice l’italo-israeliano Leone Ouazana quando Report gli chiede perché abbia scelto lui per la presidenza della sua Cyberealm.

Gasparri è sia membro della commissione esteri, che un lobbista per Cyberealm assieme a Ouzi Cats e Ouzana o Arik Ben Haim, ex dell’intelligence israeliana.

Nel 2016 lo stesso Gasparri si era opposto alla nomina di Marco Carrai a capo della società di sicurezza informatica del paese, per i rapporti di amicizia con Renzi.

È tutto normale questo genere di relazioni, tra il senatore Gasparri (che ha in mano dossier sulla sicurezza) e uomini legati a servizi stranieri (ufficiali o occulti)? È normale che faccia attività di lobbista? Forse no, visto che su questo si sta interessando il Copasir.
Per Cyberealm Gasparri dovrebbe curare i rapporti con le istituzioni, altro che solo una nomina di facciata come il senatore aveva inizialmente detto nell’intervista a Report.
Alla giunta delle elezioni e delle immunità avrebbe dovuto dichiarare tutte le cariche: nel 2021 sulla sua eleggibilità avrebbe dovuto decidere lo stesso Gasparri, presidente della giunta.

Oggi la giunta per le elezioni del Senato ha aperto una istruttoria: nel frattempo Gasparri ha anche partecipato al congresso della cybersecurity, annunciando nuovi investimenti pubblici in un settore dove lui stesso ha degli interessi.

Ora che succederà? Sarà la maggioranza a dover decidere sulla incompatibilità del suo senatore, immagino con quale imparzialità.

Cyberealm è una società che vende tecnologie di sicurezza di altre aziende israeliane: tra i prodotti venduti c’è il Trojan Achille, simile al software Pegasus usato nell’omicidio Khasshogi.
Ma possiede anche quote di una società che si chiama Atlantica Cyber: nel 2022 queste azioni sono vendute a Smart4
(un gruppo francese) con la regia del manager Carlo Torino, ricavandone delle plusvalenze. Come mai questa plusvalenza? Cos’ha in pancia questa azienda di sicurezza informatica?
Atlantica Cyber Security lavora con Atlantica Digital per software “aggressivi”, ovvero in grado di fare attacchi informatici di tipo pen test,
in pancia ci sono commesse anche appalti con la pubblica amministrazione.

Come racconta Alessandro Mantovani oggi:

Francesi e israeliani propongono software di spionaggio anche molto invasivi. “Soluzioni d’attacco –­spiega a Report l’esperto Francesco Zorzi –­ Anche tool hardware per intercettazione massiva che sono attività di fatto vietate”. È il caso di Achille di Magen, simile a Pegasus, usato per l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Ma propongono anche qualche apparente patacca: in una nota al bilancio 2022 Atlantica Cyber si attribuisce un ruolo chiave nella vittoriosa partecipazione di Deloitte ed EY a un’importante gara Consip, valutandone il guadagno possibile in 7 milioni di euro, ma Deloitte ed EY negano qualsiasi collaborazione. Se non mentono la nota è falsa. E le false comunicazioni in bvilancio sono ancora un reato.

IL BONUS È FINITO di Luca Bertazzoni

Per ristrutturare un palazzo, nel senso del risparmio energetico, in Olanda ci mettono pochi mesi: questi interventi di efficientamento energetico hanno creato un indotto, posti di lavoro, sviluppato nuove tecnologie.

I pannelli per l’isolamento, il trasporto dei materiali, i materiali scelti, sono sottoposti a specifiche regole stabilite dallo stato: in pochi mesi si mettono pannelli solari, pannelli esterni per il cappotto. Cappotti caldi ed ecologici con cui si possono ristrutturare vecchie case.

Questo succede in Olanda nelle case popolari, dove si è fatta una precisa scelta politica: in Italia il superbonus in Italia ha avuto una diversa musica.

In tre anni si sono spesi 94 miliardi, rinnovando solo il 3% del patrimonio immobiliare italiano.

Il servizio di Bertazzoni ha raccontato con che criteri sono stati messi questi pannelli: non certo quelli della sicurezza, come è emerso dall’incendio del palazzo di Colle Aniene la scorsa estate.

I materiali usati per il cappotto erano fatti con materiale combustibile, più economici per i lavori.

Oggi le famiglie del palazzo, seppur continuando a pagare l’affitto, non sanno quale sarà il loro futuro: i lavori di ristrutturazione sono fermi, l’azienda ha chiesto alle persone di pagare i lavori, se li vogliono vedere finiti.

Gli italiani sanno che stanno mettendo materiale combustibile attaccato alle loro case?

Dobbiamo aspettarci altri incendi come quello di Colle Aniene?
Il governo Meloni metterà una pezza alla legge sui lavori di ristrutturazione. proibendo l'uso di materiali che prendono fuoco così facilmente?

Anteprima inchieste di Report – spy Game Gasparri, il superbonus, l’elettrocuzione,i ventilatori della Philips, la situazione in valle Stura e lo spid

Sono tanti i servizi programmati per la puntata di questa sera: un servizio sarà dedicato al bonus 110% e a come sono stati messi i cappotti alle case, poi il servizio dedicato alla società di cybersecurity del senatore Gasparri. A seguire alcuni servizi su temi di cui si era già occupata Report: i respiratori della Philips, gli abbattimenti dei suini tramite scossa elettrica e la situazione in Val Stura col traffico di tir per lo stabilimento dell’Acqua Sant’Anna.

Infine il servizio sullo Spid che doveva andare in onda settimana prossima.

Gli interessi del senatore Gasparri

Ora che non è più vicepresidente del Senato, posto ceduto a Ronzulli, Gasparri non rischia di creare un problema ad una delle istituzioni della Repubblica.

Ma il problema rimane, nonostante la notizia sia sparita dai telegiornali e anche da molti quotidiani, che han preferito dedicarsi alle notizie sul presunto scontro toghe – politica (che non esiste): trovate una anticipazione del servizio sul Fatto Quotidiano (unico giornale a seguire i servizi di Report)

L’italo-israeliano dal bunker: “Gasparri ci serve a Palazzo”

STASERA A “REPORT” - Lobbismo. Leone Ouazana, patron di Cyberealm, spiega il ruolo del senatore presidente (azzurro)
DI ALESSANDRO MANTOVANI

“Gasparri? Mi aiuta a capire lo scenario italiano nel settore della sicurezza”, dice l’italo-israeliano Leone Ouazana quando Report gli chiede perché abbia scelto lui per la presidenza della sua Cyberealm. Con questa azienda e anche con la partecipata Atlantica Cyber Security, Ouazana offre servizi a soggetti pubblici: proprio Gasparri ha favorito lo scorso 12 luglio un appuntamento dell’italoisraeliano all’Agenzia delle Dogane, per un affare che poi è saltato. Insomma, secondo l’inchiesta di Report in onda stasera, il capogruppo FI in Senato fa il lobbista. Un senatore, vicepresidente del Senato fino a quando si è dimesso nel pieno di questa storia, che fa il lobbista. Dal 17 giugno 2021 è delegato a “curare e gestire i rapporti istituzionali con enti pubblici e privati”.

Chi meglio di lui, membro della commissione Esteri e Difesa? Come farà il Senato, presieduto dall’ex camerata Ignazio La Russa, a non sanzionarlo per la mancata comunicazione dell’incarico? E come fanno a tenerlo in commissione di Vigilanza Rai quando ha usato quella posizione contro Report, convocando Ranucci quando già sapeva dell’inchiesta?

Gli appalti, come sappiamo, li prende Atlantica Digital, colosso in mano al gruppo Smart4 del francese Cyril Roger e dell’italiano Carlo Torino, già coinvolto in un’indagine poi archiviata sulle conferenze di Matteo Renzi negli Emirati Arabi. Report elenca 6,9 milioni di euro da Sogei, l’occhio telematico dello Stato; 132 mila dai Carabinieri; circa mezzo milione dalla Rai “vigilata” da Gasparri. La società che gestisce il Soc, il centro operativo di sicurezza informatica, è però Atlantica Cyber: Smart 4 ne ha ha acquisito il 25% decisivo nel 2022 pagandolo 1,2 milioni di euro a Cyberleam che ne conserva il 24%.

Il settore della cybersecurity è uno di quelli che non subiscono tagli, vale ogni anno 6 miliardi di euro e, per colpa delle falle nella sicurezza informatica nel nostro paese, è un settore molto remunerativo, siamo anche uno dei paesi al mondo che subiscono maggiori attacchi (come i casi di attacchi ransomware agli ospedali e alle ASL). Dal 2024 il sottosegretario Mantovano ha promesso maggiori investimenti nel settore, per arrivare a 220 ml di euro (quest’anno sono 80ml). Avere un senatore nello staff di un'azienda di questo settore può aiutare.

La scheda del servizio: SPY GAME 2 di Lorenzo Vendemiale e Carlo Tecce

Dopo le anticipazioni degli scorsi giorni, l'inchiesta integrale di Report sugli interessi privati del senatore Maurizio Gasparri nella cybersicurezza. Report ha scoperto che Gasparri, da vicepresidente del Senato prima e ora da capogruppo di Forza Italia, è stato ed è ancora presidente anche di Cyberealm, una società specializzata nella sicurezza informatica. Ma chi c’è davvero dietro Cyberealm? E qual è il ruolo, mai dichiarato al Parlamento, di Maurizio Gasparri? Dall’inchiesta emerge che l’azienda, in cui operano rappresentanti ufficiali e occulti vicini ad apparati stranieri, ha rapporti diretti e indiretti con le nostre istituzioni.

Cosa rimane dopo il superbonus

Dopo i lavori fatti col superbonus quanto sono sicure le nostre case? Report lo scorso anno aveva dedicato un servizio al bonus al 110%, nato col governo Conte II per rilanciare il settore delle costruzioni e consentire un ammodernamento delle case. L’assenza di controlli e la solita furbizia italiana avevano trasformato questa opportunità per rendere sicure e sostenibili le abitazioni in una opportunità per arricchimento per pochi: un business dentro cui sono entrati attori come Poste Italiane e le banche che hanno gestito la cessione dei crediti senza troppi controlli.
Il servizio raccontava anche di come, ad aver usufruito di più del bonus, dunque dei soldi pubblici, siano state persone che non avevano problemi economici, che hanno potuto ristrutturare le loro case o seconde case.

Il superbonus verrà chiuso il prossimo anno, quando le detrazioni passeranno dal 110 al 90% ma, la domanda che si è posta Report col servizio di Luca Bertazzoni, alla fine le nostre case saranno più sicure ed efficienti?


Il 2 giugno 2023 un incendio ha distrutto un palazzo a Colle Aniene, nella periferia di Roma, una persona morì nell’incendio e 17 rimasero ferite, molte delle quali con delle ustioni che rimarranno sul loro corpo per il resto della vita. Nel condominio erano in corso i lavori di ristrutturazione con il superbonus 110% : il giornalista ha visitato il palazzo, dopo l’incendio, partendo dalla zona più danneggiata che è quella dove si era iniziato a mettere il cappotto termico. Erano quadrati di plastica che vengono attaccati al soffitto, erano rimasti depositato in uno dei piani del palazzo, a mo di deposito. Nel momento in cui è scoppiato l’incendio tutto il materiale plastico ha preso fuoco: l’incendio si è sviluppato all’esterno, dalle finestre è entrato nelle scale e da lì negli appartamenti.
Il giornalista ha chiesto un parere a Davide Luraschi, presidente del collegio ingegneri di Milano, è anche perito per l’incendio che ha colpito due anni fa la Torre dei Moro a Milano: per la costruzione di un cappotto termico si usano isolanti di diverso tipo, ci sono quelli totalmente incombustibili come la lana di vetro o la lana di roccia. Ma il 70% del materiale venduto è combustibile perché sono sostanzialmente come le EPS, polistirene espanso sinterizzato, di origine organica o sintetica che evidentemente bruciano.

Sono più vendute perché costano meno? L’ingegner Luraschi: “sicuramente più venduto perché più economico, questa norma sul superbonus avrebbe dovuto attenzionare di più il tema della sicurezza”.

Bertazzoni ha intervistato l’economista Giuseppe Pisauro, uno tra i primi a denunciare il pericolo dietro il superbonus, per tramite l’ufficio parlamentare di bilancio che allora presiedeva (dal 2014 al 2022): “quando ci sono stati tentativo col governo Draghi di ridimensionarlo c’è stata una opposizione trasversale di tutte le forze politiche. La cosa un po’ più triste di tutta questa storia è che c’è chi ha potuto approfittarne del 110% e chi invece non c’è riuscito per vari motivi, ma che fosse una lotteria doveva essere chiaro fin dall’inizio, perché non potevano usufruirne tutti.. ”
Alla fine la lotteria è costata agli italiani quasi 100 miliardi di euro ma a vincerla è stato solo il 3% del patrimonio immobiliare. E chi non si è reso conto che fosse un gioco d’azzardo ha perso tutto: come Paola Fantoni che su quei soldi contava per completare la ristrutturazione dell’abitazione, per lei e per i figli. Al 31 dicembre il superbonus termina e ora mancano i soldi per terminare i lavori. Per aver creduto ad una legge dello Stato.

La scheda del servizio: IL BONUS È FINITO di Luca Bertazzoni

collaborazione Marzia Amico

Il prossimo 31 dicembre finirà l’era del Superbonus 110% che in questi anni è costato quasi 100 miliardi di euro alle casse dello Stato per 440mila interventi di ristrutturazione. L’inchiesta traccia un bilancio della misura voluta dal Governo Conte II. L’iniziale cessione multipla dei crediti fiscali ha avuto come effetto un enorme numero di truffe ai danni dello Stato: Report racconta quella di Mister Miliardo, un imprenditore di San Severo finito sotto indagine per presunta emissione di fatture inesistenti. L'inchiesta si occupa anche dei materiali che sono utilizzati per costruire i cappotti termici in Italia, partendo dall’incendio dello scorso giugno in un palazzo di Colli Aniene a Roma, dove ha perso la vita una persona.

Gli abbattimenti tramite scossa elettrica

Giulia Innocenzi torna ad occuparsi degli abbattimenti dei suini negli allevamenti dove è stata trovata la peste suina: a Roma un allevatore ha filmato come i suoi animali sono stati uccisi tramite elettrocuzione, le difficoltà da parte degli operatori nel bloccare gli animali a cui applicare gli elettrodi. Un metodo poco rispettoso degli animali tanto che l’allevatore ad un certo punto ha dato in escandescenza col titolare della cooperativa che ha gestito gli abbattimenti, che dovrebbe essere Ido Bezzi, responsabile degli abbattimenti in provincia di Pavia oltre che di quelli vicino Roma. Come mai gli è stato consentito di usare lo stesso metodo a distanza di un anno, che presenta tante criticità?


La scheda del servizio:
LA SCOSSA di Giulia Innocenzi

Collaborazione Greta Orsi, Giulia Sabella

Dopo l'inchiesta del 5 novembre, in cui Report aveva mostrato che per contrastare la peste suina erano stati abbattuti in Lombardia oltre 10.000 suini con l'elettrocuzione, e che erano stati commessi diversi maltrattamenti sugli animali, la procura di Pavia ha aperto un fascicolo e il ministro dell’agricoltura Lollobrigida è stato chiamato alla Camera dei deputati a dare spiegazioni. Chi ha autorizzato l'elettrocuzione, pratica sconsigliata su così tanti maiali, e perché? Giulia Innocenzi è inoltre entrata in possesso di alcune immagini sull'allevamento dove sono stati fatti gli abbattimenti. C'è un'emergenza benessere animale, fondamentale anche per evitare il rischio di propagazione di malattie?

I ventilatori della Philips

Nel giugno 2022 Report aveva denunciato in un servizio dei problemi di sicurezza dei respiratori della Philips, quelli usati dalle persone con problemi di apnee notturne: la schiuma fonoassorbente contenuta nei dispositivi a lungo andare si degrada e finisce nelle vie aeree.
È stato un incidente oppure c’è stata una falla nei controlli?
Come racconta il servizio di Giulio Valesini, Philips conosceva il problema dal 2015, per le segnalazioni che riceveva dai clienti e non ha posto rimedio. È stato dopo il 2020, quando i respiratori sono stati usati anche per il Covid, quando sono arrivate molti più reclami, che si è fatto qualcosa. Si è sacrificata la sicurezza dei pazienti per il profitto?
Il medico della società tedesca che ha risposto alle domande di Report spiega che la loro reputazione si basa sulla sicurezza dei pazienti. Ma questi modelli sono stati usati, e alcuni anche approvati in emergenza, proprio durante la pandemia, con pazienti con importanti difficoltà respiratorie. Nonostante il management della Philips sapesse del problema del particolato. Finita l’ondata di malati del covid, c’è stato un recall di questi dispositivi, come il Trilogy 100 e 200.

Ci sono state poi polemiche sulle perizie fatte sulle morti che si ritengono collegate all’uso di questi respiratori: sono state fatte dalla stessa azienda, come chiedere all’oste se il vino è buono. Le perizie e gli studi andrebbero fatti da un ente indipendente: Philips ha commentato dicendo che stanno facendo le loro valutazioni, perché al momento non ci sono dati che stabiliscano una correlazione tra le morti e l’uso dei loro dispositivi.

La scheda del servizio: C’è (ANCORA) POLVERE NEL VENTILATORE di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella

Collaborazione Lidia Galeazzo, Alessia Pelagaggi

Report torna a occuparsi dei CPAP, BiPAP e ventilatori distribuiti in tutto il mondo da Philips, che dovevano aiutare i pazienti a respirare meglio. Nel 2021, 15 milioni di dispositivi sono stati dichiarati pericolosi per la salute dei pazienti. Philips ammise che la schiuma usata per insonorizzare il motore rilasciava una polvere potenzialmente cancerogena per gli utilizzatori. In Italia sono 100 mila gli utilizzatori di apparecchi per respirare di Philips non sicuri, il 70% in comodato d'uso attraverso la convenzione con le Asl. L'azienda olandese è chiamata a sostituire tutti i dispositivi ma a distanza di due anni, nel nostro paese ce ne sarebbero ancora circa 15 mila che nessuno sa dove siano finiti e chi li stia utilizzando, anche perché ad oggi non esiste ancora un registro che aiuti la tracciabilità dei respiratori.

Documenti interni a Philips, proverebbero che i dirigenti della multinazionale olandese erano a conoscenza del grave problema da anni ma hanno atteso prima di effettuare il più grande richiamo di sicurezza della storia dei dispositivi medici. A Milano i pazienti hanno portato Philips in tribunale promuovendo la prima class action in ambito sanitario del nostro paese.

Lo spid e la nostra identità digitale

Tra il 2021 e il 2023 circa 600 studenti italiani sono stati truffati (e anche lo Stato italiano) sfruttando le falle del sistema di autenticazione SPID.

Questi ragazzi avrebbero speso tutto o quasi il loro plafond dal bonus cultura (che il governo Meloni non ha rinnovato), ma l’ordine non è partito da loro: l’esercente da cui è partito uno degli ordini è una persona di Novara a cui Report ha provato a chiedere spiegazioni. Dai registri della Camera di Commercio non compare la partita iva di questo signore, la libreria dovrebbe essere in un capannone, ma la giornalista non è riuscita a trovare nessun negozio all’indirizzo indicato, perché semplicemente non esiste. In sostanza 15mila euro sono stati erogati dal fondo pubblico ad un esercente che non ha nemmeno una partita iva registrata alla Camera di commercio.

La scheda del servizio: UNO, NESSUNO E CENTOMILA SPID di Lucina Paternesi

Collaborazione Giulia Sabella

Tra il 2021 e il 2023 in alcune città italiane, tra cui Siena, Ancona e altre in Friuli-Venezia Giulia, molti degli studenti che avevano diritto al Bonus Cultura 18App si sono visti azzerare il proprio plafond senza aver fatto accesso alla piattaforma del Ministero della Cultura né aver speso soldi in qualche libreria o acquistando i biglietti per una mostra o un concerto. Ad oggi i casi sono più di 600 e la truffa si aggira sui 300 mila euro. Chi ha sottratto i soldi che i neo diciottenni avrebbero potuto spendere in manifestazioni culturali o testi universitari? Mentre il Governo ha deciso di non rifinanziare il bonus, sostituendolo con una Carta del Merito e una Carta cultura giovani in base all’Isee, qualcuno si è approfittato delle falle nel sistema di autenticazione utilizzato per accedere al Bonus 18App, lo Spid. Ma come, se l’identità digitale di ciascuno di noi prevede l’autenticazione del richiedente? Tra finti librai che incassano buoni mai spesi in assenza di controlli e doppioni delle identità digitali, quanto siamo pronti alla sfida del ‘Wallet europeo’ con cui potremo acquistare un biglietto aereo o autenticarci durante un controllo delle forze dell’ordine?

La situazione in Val Stura

A distanza di due anni Report è tornata in Val di Stura: i tir che attraversano il paese per arrivare allo stabilimento di Acque Sant’Anna sono aumentati, sono collegati al valico internazionale.
Acqua Sant’Anna – racconta a Report il presidente dell’unione montana Valle Stura – ha fatto una scelta commerciale, puntando sulla quantità e sul basso prezzo per generare utili, i volumi sono saliti e di conseguenza il traffico.
Tutto questo ha causato, nella valle, una tendenza allo spopolamento, cartelli con su scritto vendesi e negozi chiusi: la popolazione sta sopportando una situazione sempre più pesante, racconta il sindaco di Demonte (CN), che è sempre meno facile accettare, la difficoltà di vivere una vita sociale in un paese dove i tir passano a pochi centimetri dalle case, tutti i giorni.

Che dice l’azienda? Niente, non una parola. Le difficoltà delle persone di una valle da cui Acque Sant’Anna trae il suo profitto, in modo legittimo per carità, non meritano nemmeno una parola.

La scheda del servizio: WATER-GATE di Chiara De Luca

Report è tornata per vedere come è cambiata la situazione in Valle Stura, dove ogni giorno circa 1000 tir attraversano il centro di alcuni comuni montani. Sono diretti per il 70 per cento allo stabilimento di Acqua Sant’Anna e per il 30 per cento in Francia.

Proprio il management dell’azienda che produce il noto marchio acqua Sant’Anna è protagonista di una vicenda giudiziaria. Tutto ruota intorno a un articolo secondo cui il brand Acqua Eva sarebbe stato di proprietà della Lidl. Una notizia falsa, che però ha allarmato il mondo della grande distribuzione.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.