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05 febbraio 2026

L’ultimo colpo, di Don Winslow


 
Un criminale vecchio stampo, di quelli con un codice d’onore, più o meno, alla ricerca del suo ultimo colpo.

Il passaggio all’età adulta di un giovane ragazzo del Rhode Island che guadagna consegnando alcolici la domenica, uno di quelli costretti a crescere in fretta.

Un altro bravo ragazzo, Doug, che ha sempre voluto fare il poliziotto perché credeva in quel “protect and care”, che però diventerà un poliziotto corrotto per proteggere un suo cugino.

Storie di mafiosi, tanto incredibili da apparire irreali, ma tutte storie vere. Come i soprannomi dei boss, come quel “Lenny senza calzini”.

Poi un gruppo di amici, surfisti della “pattuglia dell’alba” ma anche investigatori all’occorrenza, costretti a fare da bodyguard ad un’attrice capricciosa.

Infine la storia di un dirigente di una catena di resort che, in un attimo di follia, diventa un criminale e vedrà cambiare la sua vita.

Perché la vita è fatta di collisioni, tra ciò che vogliamo essere e ciò che siamo.

Sono questi i sei racconti raccolti di Don Winslow che troverete in questo romanzo: ogni volta mi sorprende la capacità che ha questo scrittore nel prenderti per mano e nel portarti dentro questi nuovi mondi. Perché sa scrivere bene, perché i suoi protagonisti li possiamo vedere, quasi toccare, sono reali. Perché il tempo narrativo dei suoi racconti è nel presente. Perché chi legge queste storie si trova dentro quella realtà, che si tratti del Rhode Island o delle acque della costa della California del sud.

Nella prefazione, lo scrittore Reed Farrel Coleman scrive:

Don è un camaleonte nel senso migliore del termine e, a prescindere dai colori o dai camuffamenti con cui dipinge i suoi personaggi, non importa se sotto le spoglie di una pupa del cartello, di un detective corrotto della polizia di New York, di un mafioso locale o di un investigatore privato, il suo lavoro brilla senza mai richiamare l’attenzione sull’uomo che c’è dietro.

Ci sono loro, le storie, dentro cui il lettore riesce ad immergersi subito, i protagonisti di questi racconti che sembra quasi di conosce da sempre. C’è questo stile, in presa diretta, a volte brutale come il racconto del mondo del carcere dentro cui si trova a vivere Brad McAlister, da ex direttore di un resort.

Perché il carcere è progettato per far impazzire una persona. L’affollamento, il rumore, l’ansia, la paura, la reclusione, il tedio, la violenza, la disperazione generano una psicosi individuale e di massa.

C’è anche tanta ironia, non può mai mancare quella: come le storie “vere” che si raccontano i mafiosi, come quando un piccolo criminale viene scoperto ad aver fatto una rapina dentro un locale della famiglia.

«Jerry va da Bats coi settemila dollari restanti, dice che gli dispiace molto, non sapeva che lui avesse una quota del club, e che non lo farà mai più. “Certo che non lo farai più, cazzo” dice Bats. “Non farai mai più niente.”»

«Io mi sarei cagato addosso. Cos’ha fatto Jerry?»

«Si è cagato addosso.»

«Sul serio?»

«Sul serio. Bats è così disgustato che lo butta fuori dal suo ufficio.»

«Così Jerry l’Irlandese si è salvato la vita cagandosi addosso.»

In questa raccolta ritroviamo i tre surfisti della Pattuglia dell’alba, Daniel Boone, David the love god e il samoano High Tide, con i loro amici, alle prese con un incarico spinoso: un’attrice viziata che ritiene di essere minacciata da uno stalker. Ma che alla fine scoprirà che esiste un’altra vita fuori dai capricci di Hollywood, osservando la meraviglia del tramonto da sopra una tavola da surf.

Sono storie di ragazzi abituati a dover prendere delle decisioni difficili, come Doug, il bravo poliziotto, costretto a proteggere il cugino, uno che campa vivendo alla giornata:

Doug non era così. Aveva un obiettivo e non se ne discostava mai. Voleva diventare un poliziotto.

O ragazzi come Nick che, nell’America degli anni ‘70, sanno che per scampare al Vietnam c’è solo il collage, ma servono soldi per entrarci. E i soldi arrivano anche da lavori umili. Come consegnare alcolici ad una lista ristretta di clienti la domenica mattina. La sua sarà un’estate di formazione, questa del 1970:

Dovrà andare alla fabbrica del pesce. O in Vietnam. L’estate è finita. E l’infanzia con essa. Nick è ormai un adulto.

Infine il racconto da da il nome alla raccolta: un vecchio rapinatore che deve fare un ultimo colpo, per lasciare il segno come una leggenda e per lasciare qualcosa a sua moglie. Perché sa che dopo quel colpo, non uscirà più di prigione.

Adesso ha bisogno di denaro per il conto corrente del carcere, che fa una gran differenza nella qualità della vita di un detenuto. Ma, cosa ancora più importante, ha bisogno di denaro sufficiente per garantire a Jewel un’esistenza confortevole.

Questi i titoli dei racconti e gli incipit:

L’ULTIMO COLPO

John Highland morirà in prigione. È stato dichiarato colpevole di rapina a mano armata, in questo caso ai danni di un furgone blindato. Si tratta di venticinque anni in un carcere federale,

LA LISTA DELLA DOMENICA

Rhode Island, 1970

Ogni domenica, Nick McKenna prende in mano la lista. Nota, per ovvi motivi, come la “Lista della Domenica”. Vedete, in tutto il Rhode Island la domenica non si vende alcol.

L’ALA NORD

La notte in cui Chrissy Pritchett uccide Sarah Gaines non è molto diversa da tante altre notti. Chrissy si ubriaca al Seaside, si mette al volante e cerca di orientarsi verso casa nella fitta nebbia del Rhode Island.

UNA STORIA VERA

«È una storia vera. Conosci Lenny, no?» «Lenny il Barbiere o Lenny Senza Calzini?» «Il secondo.» «Scherzi? Lo conosco da quando portava ancora i calzini.»

LA PAUSA PRANZO
«Dave-eh!» Nessuna risposta. «Dave-eh!» Dave the Love God, il già citato “Dave-eh” nel gergo della Generazione Z femminile della West Coast, finge di non sentire.

COLLISIONE

La vita può essere vista come una serie di collisioni. In effetti, alcuni scienziati direbbero che tutta la vita, tutta l’esistenza, è una serie di miliardi e miliardi di collisioni tra atomi.

La scheda del libro sul sito di Harper&Collins

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29 aprile 2023

Città di sogni, di Don Winslow


 

Canto le armi e l'eroe, che per primo dalle coste di Troia
profugo per fato toccò l'Italia e le spiagge
lavinie, lui molto sbattuto e per terre e per mare
dalla forza degli dei, per l'ira memore di Giunone crudele,
e tribolato molto anche da guerra, finchè fondasse la città 
e portasse gli dei per il Lazio; donde (venne) la razza latina
i padri albani e le mura dell'alta Roma.

Virgilio, Eneide, Libro

Città dei sogni è il secondo capitolo della trilogia di Don Winslow ispirata ai classici della mitologia antica, partita con il primo “Città in fiamme” (le fiamme di Troia, raccontata da Omero nell’Iliade) dove la guerra tra Achei e Troiani diventa la guerra tra la mafia italiana e la criminalità irlandese a Providence, qualche migliaio km più in là dalla piana di Troia e qualche migliaio di anni più tardi.

Questo secondo invece parte dai capitoli dell’Eneide di Virgilio: l’uomo in fuga si chiama Danny Ryan ed è scappato dalla sua città, dal suo quartiere, Dogtown, col padre e col piccolo figlio, dopo aver perso la guerra (e dopo esser finito in una trappola per l’astuto inganno di un consigliere della mafia).

Questa guerra tra irlandesi e italiani era scoppiata per una donna, la bellissima e fatale Pam (nel ruolo di Elena di Troia), circuita dal giovane Liam Murphy, capo della famiglia irlandese che controllava i porti di Providence.

Ma forse questo è stato solo un pretesto: gli italiani, i mafiosi della famiglia Moretti che fino a ieri andavano d’amore e d’accordo con gli irlandesi, cercavano solo un pretesto per mettere le mani sui docks, sugli affari nel porto.

Dunque la guerra, il sangue, i morti: l’eroe troiano, o irlandese, ucciso per vendetta da un capitano della famiglia Moretti a cui hanno ucciso l’uomo che amava (vi ricorda per caso Achille e Patroclo) e che trascina il corpo dell’uomo legato alla sua auto.
E poi l’astuto inganno, che mise fine alla guerra, costringendo alla fuga i pochi superstiti della famiglia Ryan, Danny con pochi fidati uomini, il padre Marty e il piccolo Ian.

L’alba

Deserto Anza-Borrego, California, aprile 1991

Danny avrebbe dovuto ucciderli tutti. Ora lo sa. E avrebbe dovuto saperlo anche allora. Se fai una rapina a mano armata da quaranta milioni di dollari, non devi lasciare che i proprietari possano inseguirti. Devi prendergli i soldi e la vita.

Nel prologo del romanzo incontriamo Danny Ryan legato e con una pistola puntata alla testa: come ha fatto a finire nel deserto e chi sono queste persone (che Danny avrebbe dovuto uccidere) che ora lo vogliono morto?
Dobbiamo fare un salto indietro di qualche anno, seguendo la fuga di Ryan dalla città in fiamme, Providence, mentre si spinge ad ovest, seguendo quello che dovrebbe essere il sogno americano, mentre per lui è solo un desiderio di salvezza.

Devono mettere più distanza possibile tra loro e l’organizzazione criminale dei Moretti, la polizia cittadina, quella statale, i federali… insomma, tutti quanti.

Tante persone desiderano la sua morte: ci sono i Moretti, che hanno usato l’esca della droga per attirare i Ryan e i Murphy nella trappola, usando un agende dell’FBI corrotto a cui ora però manca qualche kilo di cocaina che pensano sia in possesso dell’irlandese.

Ci sono le accuse per quei morti, quei delitti della guerra e ci sono anche i federali, per il traffico di droga: in particolare c’è una donna che, come Giunone nel libro di Virgilio, prova molta “ira” nei suoi confronti. Si chiama Reggie Moneta e non è una dea dell’Olimpo ma la vicedirettrice dell’Olimpo che ha deciso che deve vendicarsi di Ryan:

«Perché Moneta ha questa fissazione per Ryan?» chiede Harris.
«Andava a letto con Phil Jardine.»
«Merda.»

E poi c’è il vecchio capo mafia oggi in pensione, Pasco Ferri, oggi rimasto lontano dalla guerra ma sempre informato su tutto. Su quel pacco di droga dal Messico che aveva fregato gli irlandesi e che oggi è sparito, e Danny sapeva che quella droga gli avrebbe procurato solo problemi.

Aveva sempre voluto visitare la California, parlava con Terri di trasferirsi lì, ma lei lo liquidava sempre come un sogno utopistico.

Così, lungo la strada del sogno americano, Danny, l’amico di infanzia Jimmy Mac, i due Chierichetti Sean e Kevin approdano a San Diego.

Così inizia la seconda vita di Danny, che si ritrova a dover fare da padre col piccolo Ian a riscoprire un rapporto col suo di padre, il vecchio Marty, per la prima volta dopo tanti anni. Ma non è facile: anche se tiene un profilo basso, c’è sempre uno sguardo che lo fa trasalire, qualcuno che sembra fissarlo un po’ più a lungo. Non è facile vivere da profugo, col pensiero di essere braccato.

Come nei libri del mito, agli eroi arrivano in soccorso i sogni, a mandargli dei messaggi che dovranno decifrare:

E cosa voleva dire che quel posto non era per lui? E cosa c’entra Pasco? E come mai non riusciva a trovare la tomba di Terri?

Ma dall’altra parte, a Providence, le cose nella famiglia vincente dei Moretti non vanno meglio: come racconta Omero, gli Achei avevano vinto ma non avevano rispettato il volere degli Dei, non si erano comportati in modo degno.

La casa è costata un occhio della testa, senza parlare delle spese di mantenimento. Peter è sotto di milioni, e Celia continua a dare feste come in quel film, come si chiama, con Robert Redford

Altri lutti arriveranno, altre morti, un nuovo re nella famiglia dei Moretti (come successe qualche migliaio di anni prima ad Agamennone).

Ma non si può sfuggire al passato per sempre: il male che hai fatto, prima o poi ti si ritorce contro e, per quanto puoi andare lontano, qualcuno busserà alla tua porta.

Ma questa volta non saranno solo i sicari dei Moretti o dell’FBI: qualcuno in alto nell’Olimpo (o di Washington) propone a Danny un’operazione con cui in cambio avrà la sua libertà. Meglio uno come Ryan vivo, da impiegare in una operazione “poco pulita” di autofinanziamento:

«Noi invece possiamo fare un uso migliore di Ryan.»
Penner guarda il monumento a Washington, in basso.
Sospira e dice: «Il pubblico americano vuole tutto, energia, protezione, rispetto della legalità.

Il popolo americano vuole tutta l’omelette, ma non vuol saperne di rompere le uova».

La città dei sogni che da il titolo alla storia è Los Angeles a cui Danny si presenta, in questa sua seconda vita di uomo benestante: una nuova vita, certo, anche se “il suo passato resta con lui. Gli omicidi, i morti, le persone care che ha perduto..”.

Città dei sogni perché da a tutti la possibilità di sognare, il sogno americano di potercela fare coi tuoi mezzi e diventare qualcuno, essere importante.
Qui per un momento Danny riscopre un momento di felicità, proprio a Hollywood nei cui studios stanno girando un film sulla guerra di Providence, partendo dalle memorie di un personaggio minore.

Era stata una lettura affascinante. E aveva imparato un passaggio a memoria. «“Eravamo come fratelli, cuccioli di lupo della stessa cucciolata. Ridevamo insieme, mangiavamo insieme, vivevamo e sanguinavamo e morivamo insieme.”

Con le sue capacità potresti fondare un impero – gli racconta quella madre, Madeleine che l’aveva abbandonato da piccolo: ma al momento Danny si accontenta dell’amore con un’attrice del film, anche lei come lui con un passato ingombrante e pericoloso.

Ma non è quello il destino di Danny: perché, come l’Enea di Virgilio, per lui gli dei hanno un progetto più importante, non è ancora il momento di fermarsi.
Perché anche lì negli studios, dove girano le star, i soldi, dove brillano le luci, c’è la lunga mano della mafia. Perché l’ira degli dei ancora non si è placata. Per salvare sé stesso, dovrà fuggire nuovamente, lasciandosi alle spalle nuovi lutti.

Più che per la storia che racconta, questo libro mi ha appassionato per il contesto che disegna alle spalle: la guerra interna alla mafia e i precari equilibri che devono essere rispettati (perché anche la mafia fa parte del sogno americano). Per come racconta il mondo del cinema, l’illusione del sogno americano tanto bello quanto distruttivo. Per come racconta il mondo della politica, dei segreti e dei ricatti nelle agenzie governative. Nessuno è innocente dentro il sogno americano.

Infine questo protagonista, inquieto, indurito dalle morti che ancora gli pesano sulla coscienza, che da semplice soldato si ritrova generale di un esercito in fuga, un uomo che ora si chiede cosa vogliano da lui le anime dei morti e quale debba essere il suo futuro

Cosa significa questa folla verso il fiume? Cosa vogliono le anime dei morti? Virgilio, Eneide, Libro VI

Come il precedente, anche questo romanzo è scritto con uno stile asciutto, con dialoghi veloci che catturano il lettore: rispetto a Città in fiamme, però, il respiro si allarga per gli ampi spazi in cui si muovono i protagonisti di questa epopea di guerre, di tradimenti, di agguati e di scontri: non c’è solo la città dei sogni Los Angeles (con tanto di citazione della Dalia Nera di Ellroy), c’è il l’infinito deserto del Nevada, caldo di giorno e freddo all’alba, c’è l’infinito dell’oceano Pacifico coi suoi tramonti.
Scommetto che anche a voi, arrivati alla fine di questo romanzo, verrà voglia di leggervi le imprese di Enea, raccontate da Virgilio

La scheda del libro sul sito di Harpes Collins

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10 maggio 2022

Città in fiamme, di Don Winslow


 

Prima parte – Grigliata di mare da Pasco Ferri Goshen Beach, Rhode Island agosto 1986

Danny Ryan guarda la donna uscire dall’acqua come una visione che emerge dai sogni del mare. Ma lei è reale e porterà guai. Le donne così belle di solito li portano. Danny lo sa. Quello che non sa è quanti guai porterà. Se lo sapesse, se sapesse quello che sta per succedere, forse entrerebbe in acqua e le terrebbe la testa sotto fino a vederla smettere di muoversi.

City on fire apre il ciclo per una nuova trilogia dello scrittore americano Don Winslow che segue quella dell’agente della Dea Art Keller, sul fiume di droga che avvelena le persone in America, corrompe i governi, distrugge le vite delle persone.
Anche questi nuovi romanzi parleranno di criminalità, di guerre e anche di droga, di bande che si spartiscono il territorio, di alleanze di si creano o che si distruggono, per avidità, interesse. O per una lite scoppiata a causa di una donna. Non è un caso che il libro cominci con la citazione dell’Eneide di Virgilio

Oh, allora tutta Troia mi sembrò sprofondare tra le fiamme ..

La città che verrà messa in fiamme dallo scontro tra due gruppi criminali è Providence, nel piccolo Stato di Rhode Island, dove i due gruppi, quello degli irlandesi che dal loro quartiere di Dogtown gestiscono i moli, controllano i sindacati dei pescatori, ogni tanto qualche rapina. E poi gli italiani, la famiglia Moretti e le famiglie collegate, che seguono anche altri traffici come quello della droga.

Per anni le cose sono sempre andate bene, l’alleanza e la spartizione delle zone e del business è stata sancita da un patto tra le famiglie Moretti e quella dei Murphy. A capo di tutto il vecchio boss Pasco Ferri (“il boss di tutto il New England meridionale, ma è felice di lavorare in mezzo al fango come un vecchio paesano”) che, ogni anno invita i suoi bravi ragazzi alle sue grigliate sulla spiaggia, a Goshen Beach. Ogni anno lo stesso rituale, sempre uguale,

Ogni agosto scendono da Dogtown a Goshen Beach perché è quello che facevano i loro genitori e loro non sanno fare altro. Danny e Terri, Jimmy ed Angie Mac, Pat e Sheila Murphy, Liam Murphy

Dopo tanti anni di conflitti, le due tribù avevano trovato un accordo, che li metteva al riparo anche dal controllo delle famiglie di Boston e New York, ben più importanti

Come si erano combattute, quelle due tribù di immigrati, per conquistarsi un posto al sole. Gli irlandesi a Dogtown, gli italiani a Federal Hill,[..]
Prima erano arrivati gli irlandesi, all’epoca della guerra civile. Avevano popolato i terreni fuori dai macelli,

[..] All’inizio del Ventesimo secolo erano arrivati gli italiani, da Napoli o da altri posti del Mezzogiorno, e avevano combattuto gli irlandesi. Due gruppi di schiavi che lottavano per le briciole

Ma, come migliaia di anni fa, anche adesso sarà una donna a far riaccendere quella miccia che porterà allo scontro tra le due famiglie, quella dei Ryan e i Moretti: la novella Elena di Troia si chiama Pam, ed è la fidanzata di Paulie Moretti che una sera viene importunata da Liam Murhpy, ultimo figlio del re irlandese, John Murhpy.

Ma forse, come tanti storici raccontano, quella di Elena, o di Pam, è solo un pretesto perché tra i due gruppi l’alleanza era comunque messa a rischio dalle ambizioni dei giovani rampolli. I Moretti che vogliono prendere il posto del capo, Pasco Ferri e dall’altra parte, le ambizioni di Danny Ryan, figlio di un re caduto in disgrazia,

Quando Danny era piccolo, il nome di Marty Ryan faceva paura. Adesso faceva solo pena. Danny comunque quel posto non lo voleva, non voleva avere nulla a che fare con i racket,...

Al momento Danny è solo un gregario, nel gruppo degli irlandesi, il vero capo è Pat, il figlio maggiore di John Murhpy. Ma quel bisticcio scompaginerà le carte: perché la Elena di Troia, la bella ragazza di nome Pam che si era messa con un “italiano” per far arrabbiare la sua famiglia anglossassone e protestante, ora è passata di mano, è diventata la fidanzata di Liam, l’ultimo dei Murphy che fino a quel momento ha solo pensato a godersi la bella vita e a circondarsi di belle donne. Come Pam che, però, era la fidanzata di un Moretti. Uno sgarro che farà da miccia alla guerra che incendierà tutta Providence.

Tra le righe del racconto si intravede l’ispirazione coi poemi classici di Omero e Virgilio: in questo romanzo incontreremo una Cassandra, Cassie, una ragazza “Seria e triste. Come se vedesse qualcosa che loro non vedono” ma che, come Cassandra, non sarà ascoltata. Incontreremo delle Amazzoni, vestite di cuoio, all’interno di un locale per gay.
Come nell’Iliade, un dei soldati (o guerrieri) degli italiani uscirà dalla guerra per il dolore della perdita del suo compagno ucciso dagli avversari perché scambiato per lui. Come Achille e Patroclo. E come Achille andrà ad uccidere Ettore sotto le porte Scee, trascinando il suo corpo per tutto il corso delle mura, allo stesso modo verrà ucciso, e trascinato per strada, uno dei guerrieri di questa guerra moderna, non meno tragica, non meno dolorosa.

Ancora una volta, sarà l’ingegno di un novello Ulisse a trovare l’inganno che consentirà agli Achei, i Moretti, di entrare e prendersi il quartiere irlandese di Dogtown. Non sarà un vero cavallo di legno, come a Troia, ma un carico di droga.

Questa guerra sarà raccontata con gli occhi del gregario Danny Ryan, come un novello Enea, dell’opera di Virgilio: racconterà degli inganni, del doppio gioco, di tradimenti e di fedeltà fino all’estremo, del dolore per la perdita delle persone. Di come le sciagurate scelte delle persone siano dettate dall’avidità, dalla brama di possesso e di controllo. E anche del senso di rispetto per la famiglia e del loro modo di intendere la religione e il peccato. Tipicamente irlandese. Toccherà a lui prendere le decisioni più difficili per tenere in vita la famiglia dei Ryan.

Città in fiamme è un romanzo perfetto: perfetto nello stile, scorrevole nella lettura, che va in profondo nella descrizione dei personaggi di questa tragedia che è antica e moderna allo stesso tempo. Non ci sono eroi come gli Achei dalle chiome fluenti, ma uomini che mettono il loro destino nelle mani dei loro capi, come fossero dei re: capi che devono proteggerli con le loro famiglie e, quando la città andrà in fiamme, portarli verso una nuova terra.

La scheda del libro sul sito di HarperCollins

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15 aprile 2021

Ultima notte a Manhattan di Don Winslow

 


Walter Withers non ci stava male, alla Cia. Era solo che gli mancava New York.

O, come disse a Morrison, che presto sarebbe stato un suo ex collega alla ScandAmerican import/export:- Non è che ami meno la Compagnia, è che amo Manhattan di più.
Non credeva che Morrison comprendesse il riferimento al Giulio Cesare di Shakespeare o apprezzasse la simmetria, ma dopotutto il piacere di una frase ben detta non stava nella reazione che suscitava, ma nel dirla.

Questo romanzo, scritto da Winslow nel 1996, è una storia di spie, di ricatti, di tradimenti e di segreti per cui si è disposti ad uccidere, o a rischiare di morire, a seconda della prospettiva.

Nonostante tutta la storia copra l'arco temporale di pochi giorni, a ridosso del Natale del 1958 fino al capodanno, è uno dei romanzi più intensi e complicati che io abbia mai letto dell'autore: perché non si parla solo di spie (siamo nel pieno della guerra fredda, dove la macchia di essere definiti comunisti significava la prigione se non peggio), è anche un omaggio a New York, anzi alla New York di fine anni cinquanta.

Gli anni in cui l'America si considerava al culmine della sua storia, potenza mondiale, nazione florida, dove ognuno aveva la possibilità di cullarsi col sogno americano.

E la New York di quel Natale 1958 doveva essere magnifica, specie se appartenevi alla upper class: erano gli anni dei locali dove si suonava jazz, dove potevi incontrare le star del cinema ma anche scrittori di successo.

Perfino dover accompagnare ad un cocktail un senatore degli Stati Uniti, probabile candidato democratico alle presidenziali del 1960.

E' quello che succede a Walter Withers, con un passato da agente della CIA sotto copertura in Svezia: in questo paese aveva il compito di reclutare agenti nemici, blandendoli col miraggio di una vita nel lusso e nell'agiatezza occidentali. Si definiva “il grande pappone scandinavo”, per il suo stile che non falliva mai. Ma anche “reclutatore letale”, perché ad un certo punto, molti dei suoi contatti sono iniziati a sparire.

Non tira una bella aria dentro la compagnia per Walter, per il sospetto che qualcuno pensi che sia lui la talpa dei russi e così decide di tornarsene in America, a New York.

Ma non perché non ami più la Compagnia, ma perché amo Manhattan di più.

E non sono Manhattan, anche la cantante jazz Anne Blanchard, conosciuta nei suoi spostamenti nel vecchio continente, con cui ha un rapporto intenso e diretto, nonostante non le abbia mai detto del suo lavoro nella CIA, nonostante il suo carattere impetuoso, molto vicino a quelle posizioni di sinistra che per qualcuno vogliono dire alto tradimento. Sono gli anni immediatamente successivi alla caccia alle streghe del senatore Mc Carthy.

Ma ora Walter conduce una nuova vita, come impiegato presso la Forbes e Forbes alla “sicurezza del personale”: ogni volta che un'azienda deve promuovere un suo dipendente, chiede a questa società di investigazioni private di scandagliare la sua vita, per capire se ci si può fidare, se vende segreti industriali alla concorrenza, se ha una doppia vita. Come quella del signor Howard, ad una passo dalla promozione alla American Electrics.

Alla vigilia di Natale riceve un incarico direttamente dal signor Forbes jr: fare da “scorta” alla moglie del senatore Keneally, in un ricevimento al Plaza.

Keneally è in procinto di candidarsi alla presidenza, è il giovane principe del partito, vincente e affabile e Madaleine è la sua principessa, splendente e discreta al suo fianco.

Al suo fianco assieme al fratello Jimmy, risolutore dei problemi del fratello, tra cui uno che Walter scopre quasi subito: le donne.

C'è una giovane attrice che gira attorno alla coppia dei Keneally, la giunonica attrice svedese Marta Marlund: bella, bionda, da far perdere la testa, anche ad un candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Siccome Walter è uno che “sa fare gioco di squadra”, si cala completamente nella parte di uomo della scorta, aiutando la principessa Madeleine a respingere una suo vecchia fiamma, uno scrittore “beatnik” distrutto dal successo ottenuto dal suo ultimo libro.

E prenotando una camera al Plaza, che ospiterà la coppia di amanti per il loro focoso incontro.

Ma, qualcosa inizia a girare nel verso sbagliato. Non è solo la sua Anne che, vedendolo assieme all'attrice bionda, lo tratta in modo freddo. La mattina successiva ad un party a Broadway passato assieme a Marta e ai Keneally, l'attrice viene trovata morta nella sua stanza al Plaza. Stanza prenotata a nome di Walter Withers.

E le cose per lui iniziano a mettersi male: l'ex agente della Cia inizia a comprendere di essere finito in un gioco più grande di lui. C'è la polizia che lo sospetta di averla uccisa lui l'attrice svedese.

E c'è anche l'FBI si mette alle sue calcagna: sono gli anni di Hoover, il direttore dell'agenzia che aveva raccolto segreti su tutti, un'ossessione che gli permetteva poi di ricattare le persone.

Come un presidente degli Stati Uniti che va a letto con la sua amante in una stanza del Plaza.

Walter, da investigatore abituato a pedinare le persone (“seguire qualcuno su un marciapiede affollato è una forma d’arte”, specie se lo fai in una felice vigilia di Natale), si trova ad essere pedinato, inseguito, la sua casa perquisita palmo per palmo.

E anche la sua fidanzata inizia a comportarsi in modo strano, come se avesse anche lei qualcosa da nascondere..

Il sogno, quella notte, si presentò in una serie di immagini frantumate. Ma nella più vivida lui non era più sul bordo della scogliera che guardava giù, era aggrappato anche lui alla roccia. I corpi dei suoi informatori, strappati via dall'oceano, stavano per essere sbattuti sugli scogli, e l'onda saliva come un muro d'acqua. Verso di lui.

Come fare a salvarsi dalla polizia, dall'FBI e dai Kennedy?

Come fare a salvare sé stesso e proteggere anche quello che si ama, l'insegnamento più importante che il padre gli aveva lasciato?

Lo scopriremo solo arrivando fino alla fine di questo romanzo che è veramente intenso e pieno di colpi di scena, con quell'ultima notte a Manhattan.

Un omaggio alle spy stories, ma anche un omaggio a quella New York, le sue luci, i negozi sfavillanti, capodanno a Times Square, gli odori dei quartieri (“il Village per lui era anche odori. Quelli dei fagiolini appena lavati sul banco delle verdure. O delle pesche..”), e i suoi sapori (“una granita italiana in una giornata calda. Spaghetti in salsa marinara. Pane imburrato ..”). I locali dove incontrare musicisti e scrittori. Il suo essere cosmopolita e unica.

Inutile nascondere che dietro il personaggio di Keneally si intravede il JFK che, di lì a poco sarebbe veramente diventato presidente, vincendo la campagna contro il repubblicano Nixon, col sogno della nuova frontiera

Prendetevi tutto il tempo che vi serve per leggervi questo libro o non iniziatelo nemmeno.

Buona lettura!

La scheda del libro sul sito di Einaudi

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

12 agosto 2020

Broken di Don Winslow







In questa raccolta troviamo sei racconti ambientati nell'America di oggi dove Don Winslow ci parla di vendetta e di rabbia, di poliziotti e di criminali, di investigatori ossessionati dal loro caso, di poliziotti in cerca di un'occasione buona. Di stelle del surf al tramonto della loro carriera, di un paradiso contaminato su un'isoletta nelle Hawaii.

Infine l'ultimo racconto, che secondo me entra di diritto nella grande letteratura americana e che ci racconta dell'America di oggi, quella che alza i muri (che in realtà sono stati pensati anni fa dai democratici), quella che soffia sul fuoco dell'intolleranza, quella che gioca una partita pericolosa con i gruppi di bianchi armati che si sentono uno stato nello stato, l'America che separa i bambini dalle madri e dai padri.
L'America dell'egoismo nei confronti degli altri, dei nemici che premono alla nostra frontiera per contaminare il nostro modo di vivere..

Sono molte le attinenze con la realtà di cui leggiamo sui giornali: dall'omicidio da parte della polizia di Minneapolis e il tema della violenza contro i neri da parte della polizia americana.
Al tema della fallimentare lotta alla droga, di cui si parla nel primo racconto. Per chiudere con la politica di Trump nei confronti dei migranti: l'ipocrita Trump che usa la Bibbia come un simbolo da sbandierare, dimenticandosi del messaggio evangelico contenuto.

Broken
Inutile dire a Eva che il mondo è a pezzi. Eva McNabb lavora la notte, smista le chiamate che arrivano alla sala operativa del Pronto intervento di New Orleans, sente la disperazione umana per otto ore buone.
Jimmy e Daniel sono due fratelli, entrambi poliziotti a New Orleans, figli di Eva McNabb, agente alla sala operativa dove arrivano tutte le richieste di aiuto da parte della popolazione.
Tutto il male del mondo che ad Eva, e anche Jimmy e Danny, non può essere nascosto.
Le rapine, le violenze domestiche, gli omicidi e poi il narcotraffico: quello che combatte Jimmy con la sua squadra.
Quando, per vendicarsi di un sequestro, Danny viene ucciso, Jimmy decide di portare avanti sua vendetta, uccidendo in modo cattivo tutti i responsabili.
Lei lo squadra dalla testa ai piedi, a lungo. Poi gli dice: «Sei divorato dalla rabbia, Jimmy. Lo sei sempre stato, sin da ragazzo». Jimmy scrolla le spalle. Eva ha ragione.
Perché non ha saputo proteggerlo, perché Jimmy, per il suo lavoro, ha imparato ad odiare tutti. Non si tratta più di fare il poliziotto, ma di portare avanti una guerra tra noi e loro.
Dove dentro quel noi c'è la famiglia, la tua squadra, le persone a cui vuoi bene.
Può succedere però che, anche quando sei completamente a pezzi, succede qualcosa che ti fa tornare in te stesso e capire chi sei e anche dell'importanza delle persone a cui tieni.
Inutile dire a Eva che il mondo è a pezzi. Conosce la vita, conosce il mondo. Sa che comunque tu ci entri, ne esci a pezzi.
Rapina sulla 101

Highway 101. La Pacific Coast Highway. Cioè, la PCH. Corre lungo la costa californiana come una collana di pietre preziose su un elegante décolleté. Davis ama questa strada come un uomo ama una donna.

Rapina sulla 101 è un omaggio a Steve Mc Queen, con protagonista un ladro gentiluomo (avete presente Robin il gatto nel film di Hitchcock) e un poliziotto della sezione antirapine, convinto che la lunga scia di rapine nei confronti di corrieri di gioielli sia frutto di una sola mente.
Non la mafia, non il cartello di Sinaloa.

David e Lou Lubesnick, il ladro con le sue regole precise, da cui non sgarrare, e il poliziotto considerato dai colleghi uno fissato con la teoria del “lupo solitario” a cui nessun altro nel dipartimento crede.
Rapina sulla 101: Le leggi sono fatte per essere violate in base a regole fatte per essere rispettate. Rapina sulla 101: Arriva prima degli altri.
Il ladro amante delle macchine potenti (Dodge Challenger SRT-8, come la Camaro ZL1), della bella vita, che pianifica al dettaglio tutti i colpi, per arrivare a quella somma che gli consenta di arrivare ad una serena vecchiaia con una casa vista mare.
E il poliziotto con i suoi schemi, con la sua teoria del lupo solitario, che sta vivendo un momento difficile con la moglie e che si trova davanti ad un bivio della propria vita
La mia vita adesso è questa, pensa Lou. Sono un patetico uomo di mezz’età in procinto di divorziare, che va ad abitare in un residence in affitto sulla spiaggia.
Lo zoo di San Diego
Nessuno sa come ha fatto lo scimpanzé a prendere la pistola. Già solo questo è un problema. Ma Chris Shea non pensava che fosse un suo problema, quando alla radio gli avevano comunicato che uno scimpanzé era fuggito dal celeberrimo zoo di San Diego.
Secondo Stephen King, questo è uno dei migliori incipit mai letti: non so se sia vero, ma questo racconto, dedicato al grande Elmore Leonard, mescola assieme houmor e giallo in egual misura, a partire dalla cattura dello scimpanzé scappato dallo zoo di San Diego con una pistola.
«Dobbiamo chiamare la squadra di mediatori?» opina Grosskopf.
«Per trattare?» replica Chris.
«Sì.»
«Con uno scimpanzé?»
A proposito, come ha fatto ad averla?
Chris Shea si occupa di controllo del territorio, nella zona del suo distretto: vorrebbe tanto entrare nella squadra antirapine del mitico Lou Lubesnick (sì, il protagonista del precedente racconto), ma per mettersi in mostra coi capi sta rischiando di finire in cattiva luce (ma farsi passare per uno che non fa gioco di squadra).

Ma a San Diego, a Chris, può capitare perfino di essere salvato da Batman e Robin in persona.

Sunset
Seduto sul terrazzo con un sigaro spento in bocca, Duke Kasmajian guarda la spiaggia dove non va mai. «Troppa sabbia» risponde, quando gli chiedono perché. Sulla sabbia è difficile camminare, specialmente se il tuo metro e settantacinque deve portare centotrenta chili,..
Brutta cosa, per una stella del surf, finire sul viale del tramonto e passare dal cavalcare le onde al rischiare la galera per piccoli reati.
Se non ci fosse Duke e la sua agenzia di garante a pagargli la cauzione, Terry Maddux sarebbe rimasto in cella, a dover fare i conti con la propria esistenza e ai problemi della dipendenza dall'eroina.
L’eroina sì. L’eroina è la grande onda del mondo della droga. Mai sconfitta. Se non la cavalchi, lei cavalca te.
Ma ora, dopo aver scansato la cella, Terry è scappato e così Duke incarica Boone Daniels, uno dei surfisti della pattuglia dell'alba, nonché abile investigatore, di mettersi sulle sue tracce.
Non è un incarico facile per Boone: una persona come Terry riesce ad essere allo stesso tempo imprevedibile e pericolosa.
Ma assieme ad uno strano trio investigativo, riuscirà ad acciuffare il fuggitivo.
Con un finale alla Point break, il film della Bigelow, Terry riuscirà a cavalcare la sua onda più grande ..

Paradise
Hawaii, 2008 Vaffanculo tutti. • • •
È in sintesi quello che pensa O, stesa sulla spiaggia di Hanalei Bay.
Vaffanculo tutti, io sono in vacanza. In vacanza da cosa è un altro paio di maniche, perché quando non è in vacanza O non fa praticamente
Il paradiso è quello dell'isola di Kauai, nello stato delle Hawaii: un paradiso per il clima, per il cibo, per la bellezza delle persone. E anche il posto ideale per far crescere l'erba selezionata da Ben e Chon e Ophelia (O).
Che chiedono aiuto a Tim Karsen e al figlio Kim, che dalla California si sono trasferiti in questo angolo di paradiso per vivere in pace. E vendere erba.
Un'idea che non piace al gruppo criminale dell'isola, “la fratellanza”, che non ama l'arrivo degli “haole”, gli stranieri, che vengono e si prendono tutti.
Sarà uno scontro feroce, dove compare, in un cameo, Frankie Machine (avete letto, vero, L'inverno di Frankie Machine?)
Frank Machianno. “Frankie Machine.” Una volta era il più temuto killer della mafia sulla West Coast. Ha lasciato quella vita per venire a vivere in paradiso.
Non ci sarà posto in quel paradiso per Ben, Chon e O, che verranno scacciato dal paradiso come Adamo ed Eva.

L'ultima cavalcata
La prima volta che l’ha vista, la bambina era in gabbia. Non c’è un’altra parola per dirlo, aveva pensato Cal, all’epoca. Puoi chiamarlo come ti pare: centro di detenzione, centro di custodia, centro di prima accoglienza…
Il cow boy solitario che, cavalcando il suo destriero, sconfigge i cattivi e salva la bambina dalle grinfie dei suoi carcerieri.
Solo che il cow boy si chiama Cal Strickland, ed è un poliziotto di frontiera che possiede veramente un cavallo, Riley, ma che per lavoro una uno squad. Con cui controlla la rete che separa il confine tra Messico e lo stato del Texas.
La bambina si chiama Luz e i suoi carcerieri sono proprio i poliziotti che controllano la frontiera.
Per quelle leggi, per quelle procedure che considerano una bambina solo un numero di matricola e una famiglia di migranti dal Centro America un pericolo.

Questa è l'America di oggi che il presidente Trump ha condotto in guerra, una guerra contro l'immigrazione e gli immigrati (potendo contare anche sul lavoro dei suoi predecessori), ma “senza un progetto su come condurla”: bambini tenuti in cella, senza dentifricio, sapone, lontano dai genitori e col rischio di prendersi delle malattie.

Così come i bambini sono tenuti sotto chiave, senza cure, senza i genitori, anche noi con la nostra parte peggiore, abbiamo messo sotto chiave la parte migliore senza rendercene conto.
Questo pensa Cal, che decide che almeno quella bambina, quella bambina che nemmeno riesce più a piangere, la deve salvare.
Non può salvarli tutti, quei bambini, ma almeno Luz, sì.

Perché altrimenti anche noi, noi uomini e donne, saremo chiusi in gabbia: la gabbia del nostro egoismo, della nostra indifferenza nei confronti degli altri, dei più deboli.
Perché così sta scritto nella Bibbia, quel libro tanto sbandierato da Trump, il libro su cui tutti i presidenti degli Stati Uniti fanno il loro giuramento
Tu leggi la Bibbia, figliolo?».
«Non molto.»
«“In verità vi dico, ciò che fate per l’ultimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”» cita Carlisle. «Matteo, 25,40.»
Cal dovrà compiere quell'ultima cavalcata, per liberare sé stesso, per liberare Luz e fare la cosa giusta, anche se il costo è il più alto di tutti.
Suo padre diceva che molti fanno la cosa giusta quando non costa molto, ma pochi la fanno quando il costo è alto.
La scheda del libro sul sito dell'editore Harper Collins
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

01 luglio 2017

Corruzione, di Don Winslow

Introduzione 
L'ultima persona sulla terra che ci si sarebbe aspettati di veder finire al Metropolitan Correctional Center di Park Row era Dennis Malone. Se qualcuno avesse nominato il sindaco, il presidente degli Stati Uniti, il papa, la gente di New York avrebbe scommesso sulle probabilità di vedere dietro le sbarre loro, prima del detective di primo grado Dennis John Malone.Un poliziotto eroe.Figlio di un poliziotto eroe.Sergente veterano nell'unità più d'elite del NYPD. La Manhattan North Special Task Force. E, soprattutto, uno che sa dove sono nascosti tutti gli scheletri, perché la metà ce li ha messi lui.

Soldi, tanti soldi.
Soldi per aggiustare un processo, per comprarsi un testimone, per cancellare delle prove, per intimidire un teste. In quest'ultimo romanzo di Don Winslow sembra che i soldi siano l'elemento essenziale che fanno giare le cose nella città di New York.
Si usano i soldi per avere un favore da un poliziotto di quartiere, perché un giudice chiuda un occhio, perché gli agenti degli Affari interni (Internal affair bureau, IAB) non vedano il marcio che c'è nei distretti di polizia. Ma coi soldi si comprano gli appalti pubblici, si costruiscono quartieri, si conquista la fama con cui poi iniziare una scalata politica.
I soldi conquistano l'anima della gente. Che tu sia in basso, in mezzo alla strada, in mezzo alla sporcizia, al sangue e alle pallottole. O che viva in cima ad un grattacielo, godendoti il panorama dall'alto della città.
E coi si soldi si compra la droga. Tanta droga che fa felici le persone, sia quelle che devono attaccare il turno alla mattina presto, sia i professionisti che hanno bisogno della spinta per reggere i ritmi e lo stress del lavoro.
Marijuana da fumare, cocaina, eroina da iniettare in vena.
O anche le pastiglie di dexedrina, che i poliziotti come Denny Malone butta giù per stare in piedi un giorno ancora. Dopo una notte di lavoro, una di quelle notte dove una pallottola col tuo nome sopra ti ha solo sfiorato la testa, o una notte passata a festeggiare un sequestro di droga, a base di alcool, cocaina e sesso.
Prologo. 
New York city, le quattro del mattino.Quando la città che non dorme mai alla fine si stende e chiude gli occhi.Questo pensa Denny Malone mentre la Ford Crown Victoria scivola lungo la spina dorsale di Harlem. Dietro muri e finestre, in appartamenti ed alberghi, edifici o palazzoni popolari, le persone dormono o non riescono a dormire, sognano o sono al di là dei sogni. Litigano, scopano o entrambe le cose.

Se ne “Il potere del cane” e poi nel seguito “Il Cartello” abbiamo visto la guerra alle droghe e ai cartelli in Messico, in questo ci troviamo nell'altro fronte di una guerra, quello metropolitano. Una guerra persa in partenza: la droga che arriva nelle strade non si può arginare a colpi di sequestri, di numeri da sbandierare all'opinione pubblica per scalare qualche gradino della popolarità, per farsi una guerra, polizia contro amministrazione locale, o all'interno della stessa polizia.
Vuoi fare bella figura? Il tasso di criminalità è sceso. 
Ti servono più fondi? Il tasso di criminalità è salito.Hai bisogno di arresti? Manda i tuoi uomini a fare una serie di finte retate che non arriveranno mai a una condanna. Non importa, le condanne sono un problema dei tribunali, a te serve solo il numero degli arresti effettuati. 
Vuoi provare che nel tuo settore le droghe sono in calo? Manda i tuoi ragazzi a fare perquisizioni e irruzioni in posti in cui la droga non c'è. 
Questa è una parte dell'imbroglio. L'altro modo di manipolare i numeri è dire ai funzionari di declassare i reati ad infrazioni. Così una rapina diventa un «piccolo furto», il bottino di un furto con scasso diventa «smarrimento di effetti personali», una violenza sessuale diventa un «rapporto non consenziente». E boom, il tasso di criminalità è sceso.

Attraverso gli occhi di Denny Malone, sergente investigativo della Manhattan North Special Force, vediamo tutto questo: la droga nelle strade, la lotta ai piccoli spacciatori e la guerra ai gruppi più grandi, la polizia che arriva a comprasi la droga, pur di toglierla dalle strade. Come anche la polizia che arriva a comprasi le partite di armi che, dagli altri paesi, arrivano ad infestare la città che non dorme mai.
Perché al secondo emendamento non ci crede nessuno, proprio nessuno.
Dietro le armi, dietro la lobby delle armi, c'è solo il puro e semplice guadagno.
Guadagno con quelle armi con cui un poliziotto stesso rischia di essere ammazzato:
Quei coglioni convinti che la risposta sia dare un'arma a tutti così, per esempio, possono mettersi a sparare in un cinema buio, non si sono mai trovati con una pistola puntata contro e, se succedesse, se la farebbero addosso.Dicono che si tratta di rispettare il secondo emendamento e i diritti della gente, ma in realtà si tratta solo di denaro. I fabbricanti delle armi, che finanziano la NRA, vogliono vendere le armi e guadagnare.

Una guerra del bene contro il male?
Nossignore, toglietevelo dalla testa.
Denny Malone, William Montague e Phil Russo non sono affatto i buoni in questa storia. I poliziotti senza macchia che combattono contro i narcos, contro chi spaccia droga, contro chi sfrutta la prostituzione, contro chi fa le estorsioni.
La loro squadra speciale, l'ennesima squadra speciale era stata costruita per “togliere gli animali dalla strada”, per tenerli in gabbia. Anche a costi di falsificare le prove, anche a costo di usare metodi sporchi.
Perché la verità, che conoscono entrambi,è che senza le testimonianze addomesticate dei poliziotti, dette «testimenzogne», l'ufficio del procuratore non otterrebbe mai una condanna.Questo non disturba Malone.

Tutto pur di togliere la feccia dalla strada, tener pulita la giungla.
Anche a costo di chiudere un occhio nei confronti di un pesce piccolo, se questo ti può portare ad un criminali di livello più alto.
Anche a costo di imboscarsi qualche chilo di droga, e far fuori il boss, come leggiamo subito nel prologo.
Anche a costo di diventare uno che porta in giro buste imbottite di denaro, di soldi, con cui si comprano quei favori, all'Ufficio degli Affari interni, da un avvocato che chiede di poter avvicinare un giudice, dalla mafia, che con quei soldi si compra la pax mafiosa per i suoi traffici.
Perché, se ancora non lo sapete, a New York c'è ancora la mafia:
Tutti pensavano che la mafia fosse finita dopo la legge Rico (Racketer Influenced and Corrupt Organizations), dopo Giuliani, il maxiprocesso noto come la mafia commission trial o il cosiddetto Windows Case.Ed era vero. 
Poi erano cadute le Torri Gemelle.Da un giorno all'altro, i federali avevano spostato tre quarti del personale all'Antiterrorismo e la mafia aveva ripreso forza. Anzi, aveva guadagnato una fortuna con la rimozione delle macerie del Ground Zero. [..] L'undici settembre aveva salvato la mafia.

Tutto questo mondo, tutto questo sistema che per anni era andato avanti immutabile, all'improvviso crolla.
E' il mondo che aveva portato a Malone e alla sua squadra (“Da Force”) onori e medaglie, soldi con cui assicurarsi una serena vecchiaia dopo i venti anni di servizio, soldi con cui pagare l'università ai figli, gli alimenti alla moglie Sheila da cui è separato.
Malone si trova all'improvviso dall'altra parte della barricata: i federali lo costringono a diventare un loro informatore, per portar loro le prove con cui incastrare giudici e avvocati corrotti. Per poi passare ai poliziotti corrotti.
Merda, il mondo intero gli sta crollando addosso. Castillo e i dominicani, i Cimino, i fedeali, lo Iab, la polizia, l'ufficio del sindaco e solo Dio sa quanti altri”.

Ma anche in questa guerra alla corruzione e ai soldi sporchi non è facile distinguere i buoni dai cattivi. Quelli di cui ti devi fidare e quelli che ti possono tradire.
E per Malone, il re della squadra speciale, il poliziotto con tante medaglie sul petto, tradire i propri fratelli, è un peso che non si può sopportare.
Ma come ha fatto il poliziotto Denny Malone, che aveva giurato di indossare la divisa per proteggere e difendere, a finire incastrato in questa situazione? A rischiare anni di galera per le mazzette, per la corruzione, per i soldi sporchi, per quei rapporti con la mafia, con i signori della droga?
Semplice, un passo alla volta. Un passo alla volta, lo sporco della città che ti entra nel sangue:
Suo padre tornava a casa dal lavoro e andava direttamente a farsi una doccia. Ora Malone sa perché.La strada resta con te.Ti entra nei pori, nel sangue.E la tua anima?, si chiede Malone. Anche di quella dài colpa alla strada? 
Un po' di colpa, si.Hai respirato corruzione da quando hai ricevuto il distintivo. Come hai respirato la morte da quel giorno di settembre. La corruzione non è solo nell'aria, è anche nel DNA. 
Sì, dai pure la colpa alla città, dà la colpa a New York. Alla polizia. 
È troppo facile, ti impedisce di porti delle domande. 
Come sei arrivato a questo punto? 
Come si arriva dappertutto. Un passo alla volta.

Nella terza parte del libro, il ritmo del racconto prende una decisa accelerazione: un tutti contro tutti, in cui non importa far pulizia del marcio, ma far fuori l'avversario in guerra di potere. Una guerra in cui Malone si troverà contro tutta la città di New York.
Una guerra in cui, per sopravvivere, dovrà fare delle scelte dolorose.

Una Beretta 8000D nella fondina nella caviglia.Una Glock 9mm in una fondina ascellare.Poi, sopra tutto questo, indossa una maglietta nera larga e infila il coltello Sog nello stivale.Claudette lofissa. - Gesù Cristo, ma chi ti sei messo contro?- La città di New York, - dice Malone

Dietro questo romanzo c'è un grande lavoro di preparazione, che ha permesso a Don Winslow di raccontare la New York, le sue strade, i suoi quartieri.
A raccontare di come stanno veramente le cose, quando si parla di narcotraffico.
E di corruzione nella polizia.
E di corruzione dentro il palazzo del sindaco.
E poi la lotta impari contro il crimine, il potere seduttivo del denaro, il machismo e il razzismo dentro la polizia.
Rispetto ad altri libri di Winslow, forse questo è meno corale, tutto la storia si concentra attorno al personaggio principale. Che ora, ad un passo dalla galera, deve decidere chi tradire.

La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf del primo capitolo

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