09 luglio 2026

La balera da due soldi di Georges Simenon


 

IL SABATO DEL SIGNOR BASSO
Un tardo pomeriggio radioso. Un sole quasi languido nelle strade tranquille della Rive Gauche. E ovunque la gioia di vivere, sui visi, nei mille rumori familiari della strada. Ci sono giorni come questo, in cui l’esistenza è meno banale, e i passanti sui marciapiedi, i tram e le auto sembrano uscire da una fiaba.

Cosa spinge un investigatore come il commissario Maigret a seguire un’indagine, che nemmeno sarebbe la sua, e tralasciare al suo posto casi più importanti?
Il contesto, sicuramente: sappiamo come lo appassionino i crimini nati all’interno delle eleganti case della borghesia parigina, storie di gelosia, di avidità, dove più che arrivare al colpevole, a Maigret preme scoprire il perché.
Ma a volte anche è anche il caso, come in questa indagine che porterà il celebre commissario ad andare a spasso per la campagna francese tra “balere da due soldi” e singolari compagni di bevute molto libertini.

A parlargli di questa “balera” è un criminale che ha appena arrestato, Jean Lenoir, che in carcere sta aspettando la sentenza di condanna a morte (il romanzo è ambientato nella Francia degli anni 30).

«Mai sentito parlare della balera da due soldi, vero? Be’, se va a fare un giro da quelle parti, si ricordi che fra i clienti abituali c’è un tizio che sotto la mannaia, domani, ci starebbe meglio di me...».

Non avendo più nulla da perdere, Lenoir racconta di una certa serata di tanti anni prima quando lui e il socio si imbattono in una strana coppia, un uomo che si porta appresso un altro spingendolo come un sacco e caricandolo in macchina:

Giriamo per un sacco di strade... Il tizio che guida ha l’aria di cercare qualcosa, di essersi sbagliato... Alla fine arriva al canale Saint-Martin, e allora capiamo cosa cerca... Ha indovinato anche lei, eh?... Il tempo di aprire e richiudere la portiera, e il corpo era già a mollo...

Lenoir aveva rivisto quello stesso signore pochi mesi prima proprio in questa “balera”, anche lui meriterebbe di fargli compagnia sulla ghigliottina.
Un cold case, dunque, si direbbe oggi: ma chi è il presunto morto, lanciato nel canale? E dove si trova questa balera? Il caso, dunque: un pomeriggio, prima di prendere il treno e raggiungere la signora Maigret in vacanza, Maigret si imbatte in un cliente di un negozio che parla proprio di questa “balera”:

«Faccia conto che mi serve per uno scherzo... Un matrimonio finto che organizziamo con qualche amico alla balera da due soldi...
Ecco come nasce una indagine, su un assassino senza nome che frequenta una balera che nemmeno si sa dove si trovi, alla ricerca di un cadavere che forse non è mai stato riconosiuto canale: il caso, l’intuizione, la curiosità. Maigret si mette ad inseguire questa persona, Marcel Basso, commerciante in carbone, in giro per Parigi: il negozio di cappelli, un alberghetto dove si accompagna con una signora, che poi si scoprirà essere la sua amante. E infine eccola questa locanda, tra Morsang e Seine-Port, dove Basso si riunisce ad una strana compagnia di amici, tutti travestiti come persone di campagna, pronti ad inscenare un finto matrimonio.

C’è un medico, Basso il commerciante di carbone, il signor Feinstein camiciaio e la sua esuberante signora e un signore inglese, James, che colpisce Maigret per la sua flemma e la capacità di continuare a bere senza ubriacarsi.

Il commissario si unisce a questa strana compagnia e comincia ad osservare questa strana compagnia, passando le loro vite al microscopio: gli atteggiamenti, le relazioni, di queste persone che tutte le domeniche si trovano qui a ballare e ascoltare musica (che esce da una pianola dopo aver inserito delle monete, i famosi “due soldi”).

Maigret si trova a trascurare le altre indagini, la moglie che lo aspetta in Alsazia, tutto pur di continuare ad osservare queste persone, a bere i suoi pernod assieme all’inglese, James, che lo considera quasi un amico.
Finché non esplode un dramma: nel corso di una di queste feste, esplode un colpo di pistola che uccide il camiciaio. Del delitto viene accusato un altro membro della compagnia, che però riesce a sfuggire dalla polizia.

Che cosa fece scattare la serratura? Maigret non avrebbe saputo dirlo con esattezza. Forse il languore della sera? Forse la casetta bianca con le sue due finestre illuminate, in netto contrasto con quell’invasione carnevalesca?

Lo scatto della serratura: quando i fatti a cui sta assistendo iniziano a prendere una certa direzione consentendogli di entrare nella dimensione del caso. L’indagine sul morto e sulla fuga del presunto responsabile consentiranno a Maigret di comprendere le dinamiche dietro le coppie coinvolte nell’indagine e risolvere anche il “cold case” sul morto nel canale.
Il commerciante che ha fatto il passo più lungo della gamba, i debiti, relazioni clandestine nate e poi naufragate. E persone che affrontano la disperazione col bere:

Aveva l’impressione di aver toccato il fondo della più nera disperazione. No! Nera non era il termine giusto! Una disperazione grigia e scialba! Una disperazione senza parole, senza ghigni beffardi, senza contorsionismi. Una disperazione al pernod, un pernod che tuttavia non dava ebbrezza.

Le piccole mediocrità della borghesia francese che tanto attirano il commissario che, arrivato alla fine dell’indagine, è ben felice di rifugiarsi nella placida tranquillità della vita in famiglia.


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