Sono diversi gli argomenti toccati dai
servizi dei giornalisti di Report: alcuni sono un approfondimento di
inchieste già andate in onda, come la App della regione Sicilia per
il contact tracing. O come l'invenzione dell'ingegner
Palazzetti, per frenare il contagio negli ambienti chiusi.
C'è poi un'inchiesta sul sindacato
della Cisl che sta già provocando rumore sui social, e poi in tema
di difesa dell'ambiente, un servizio su come e da chi sono stati
controllati gli scarichi delle navi in questi mesi di pandemia.
L'invenzione di Mario Palazzetti
Mario Palazzetti ha inventato il
sistema di frenata ABS (poi ceduto alla Bosh), il totem un motore
capace di produrre elettricità per un palazzo intero e di recuperare
il calore per riscaldarlo.
Report col giornalista Michele Buono lo
ha incontro a giugno per parlare della nuova scoperta.
Il “Biostopper”, un sistema
per frenare il contagio del virus: un sistema che ci consentirà di
stare assieme nei locali, in modo più rilassato e che piacerà ai
ristoratori. Si tratta di un dispositivo che si mette in mezzo al
tavolo che crea una barriera biologica tra i commensali.
Il giornalista ha raccontato della
scoperta al Politecnico di Torino: l'idea ha convinto il rettore
Guido Saracco, perché economicamente fattibile e può essere usato
ovunque, non solo nei locali ma anche nei luoghi di lavoro che ha
fatto partire subito la sperimentazione.
La scheda del servizio: Biostopper
di Michele Buono
Un ingegnere, Report e il
Politecnico di Torino entrano in relazione e creano un ecosistema che
dà vita a un progetto che potrebbe risolvere il distanziamento
sociale nei luoghi chiusi: ristoranti, bar, uffici. Ma chi è questo
ingegnere? Progettista di lungo corso del Centro ricerche Fiat,
realizzò l’Abs, il sistema frenante poi ceduto alla Bosch, e
ancora prima il Totem, un piccolo motore capace di produrre
elettricità per un palazzo intero e recuperare il calore per il
riscaldamento. Report nella sua storia ha incontrato diverse volte
l’ing. Palazzetti. Qualche mese fa l’ingegnere contatta il
programma per parlare di una nuova idea: creare un isolamento
biologico tra persone sedute a un tavolo per mezzo di un dispositivo
da collocare nel mezzo che genera dei vortici che producono una
barriera protettiva intorno a ogni persona. Report racconta l’idea
al Politecnico di Torino. Partono i test immediatamente e si simulano
le condizioni del mondo reale. Com’è andata a finire?
Le sorelle di Immuni - come è
andata a finire
Prima della App di Stato, Immuni, la
regione Sicilia ha rilasciato la sua di app per il contact tracing,
Siciliasicura, sotto la regia di Guido Bertolaso, chiamato dal
presidente della regione Musumeci per gestire la fase due della
pandemia. Sono emerse subito le prime criticità: per usarla
bisognava registrare su un portale i luoghi visitati, alcuni utenti
hanno lamentato difficoltà a scaricarla dagli Store.
Poi è emerso che questa app registra
la posizione degli utenti tramite GPS (e non solo i dati di
prossimità), di fatto rendendola meno sicura di Immuni.
L'autorità garante della privacy, se
venisse confermato l'uso illecito dei nostri dati, potrebbe stopparla
o perfino sanzionare l'ente.
In un servizio precedente, Lucina
Paternisi aveva raccontato che ad oggi sappiamo ancora in quanti
l'abbiano scaricata, si sa solo è che è costata 80mila euro, via
convenzione Consip, soldi pagati alla Ies Solutions, società romana
con sede operativa in Sicilia, di proprietà del figlio dell'ex
assessore alla provincia Cristaldi, ai tempi in cui Musumeci ne era
presidente.
Questa app fa parte di un progetto più
ampio, per seguire a distanza le persone (non solo i turisti) affetti
da Covid: progetto da 800 mila euro in affidamento diretto senza
gara.
La scheda del servizio: Sicilia
.. si cura di di Lucina Paternesi in collaborazione di
Alessia Marzi
Anche la Sicilia, questa estate, si
è fatta la propria app. Grazie all’ex capo della protezione civile
Guido Bertolaso, chiamato dal presidente Nello Musumeci per la
riapertura della stagione estiva, è nato il protocollo Sicilia
Sicura. Che, tra le altre cose, prevedeva un’app obbligatoria per
chiunque volesse andare nell’isola a trascorrere le sue vacanze. Ma
chi l’ha realizzata e dove vengono raccolti i dati dei turisti e
degli utenti? Non solo un’app per turisti, in Sicilia da maggio
scorso è attivo il progetto Telecovid19. Tramite un’app e device
collegati, consente di seguire a distanza gli utenti affetti da Covid
che non necessitano di ricovero in ospedale. Per il progetto,
presentato dall’Irccs di Messina e approvato dall’assessorato
alla Salute neanche 24 ore dopo, la Regione ha stanziato 800 mila
euro, ma l’affidamento è avvenuto in modo diretto, senza alcun
tipo di bando.
L'inchiesta sulla CISL
Nessuno mette in discussione
l'importanza del sindacato, ma quello che l'inchiesta ha cercato di
mettere è la trasparenza dell'organizzazione. Cosa sta facendo ora
per tutelare i suoi iscritti e in generale i lavoratori italiani,
specie in un momento di crisi come questo (come ricorda l'anteprima
120 tavoli di crisi per 160mila lavoratori coinvolti)?
Si parte dal caso Whirlpool, allo
stabilimento di Napoli dove si producevano le lavatrici di alta
gamma: il 31 ottobre la produzione è cessata e 350 dipendenti ora
sono rimasti senza lavoro, dopo essere stati avvisati con un sms.
Il governo e l'ex ministro Di Maio li
avevano rassicurati, staremo al vostro fianco ma ora in piena
pandemia hanno solo la loro rabbia.
Nel torinese questa estate è fallita
la ex Embraco, società del gruppo Whirlpool ceduta solo due anni fa
ad un'altra azienda, la Ventures che però non ha mai iniziato una
nuova produzione: l'azienda ha preso i soldi, ha dato l'impressione
di voler iniziare la produzione ma poi è fallita, scaricando tutti i
problemi sui dipendenti.
La pandemia ha messo in crisi il
settore dell'automotive, nel 2020 è crollata la vendita di
automobili, mandando in crisi anche tutto il settore dell'indotto, le
aziende che per FCA, Maserati come la Lear Grugliasco producevano
parti delle auto, alcune delle quali erano già in cassa
integrazione.
Sono 120 i tavoli di crisi aperti al
ministero: il 25 giugno i lavoratori del settore metalmeccanico sono
scesi in piazza per chiedere il rinnovo del contratto nazionale e il
blocco dei licenziamenti.
Alla manifestazione erano presenti i
segretari delle tre federazioni nazionali, compreso l'ex segretario
Marco Bentivogli che oggi ha lanciato una sua associazione, Base
Italia: nella lettera di dimissioni ha precisato che la sua è stata
una scelta libera. Lo scorso anno 42 dirigenti Cisl avevano firmato
una lettera contro di lui, accusandolo di protagonismo politico.
Contro Bentivogli ci sarebbe stata una
guerra interna - racconta Giovanni Guerisoli, ex segretario
amministrativo Fim Cisl, guerra che lo ha indebolito portandolo alle
dimissioni.
Il 13 luglio la Fim Cisl si è riunita
per scegliere il nuovo segretario: è stato nominato Roberto Benaglia
che proviene dalla federazione agricola.
La giornalista lo ha incontrato alla
manifestazione di novembre: anche lui non vuole parlare delle vicende
interne, forse per non rischiare ispezioni interne
A luglio a Roma è stato tenuto un
incontro della Cisl sulla crisi a cui hanno partecipato il segretario
aggiunto Luigi Sbarra e la segretaria generale Annamaria Furlan:
Claudia Di Pasquale aveva strappato ad entrambi la promessa di una
intervista sul sindacato, sulle loro storie.
Passano le settimane, arriva settembre
e la giornalista per incontrare i due sindacalisti deve andare alle
loro manifestazioni: in Sicilia, allo sciopero del 18 settembre ma
anche qui nessuna domanda.
Sbarra ha iniziato la sua carriera in
Cisl in Calabria a Locri , dagli anni 80 inizia a ricoprire incarichi
dirigenziali nella CISL fino a diventare segretario regionale tra il
2000 e il 2009. In quegli anni la stampa locale pubblica la notizia
della sua assunzione presso l'Anas.
La giornalista gli ha chiesto del suo
stipendio, per capire quanto sia trasparenza il sindacato che
rappresenta: “Ha qualche dubbio? Se insinua facciamo parlare gli
avvocati.”
Sulla sua assunzione in Anas non ha
nulla da aggiungere, “sono stato assunto con regolare concorso, ho
preso servizio e sto utilizzando l'aspettativa sindacale regolata
dalle legge e dai contratti ..”
Il segretario si è impuntato con la
giornalista nel non voler dire la data dell'assunzione (“vada al
centro per l'impiego”), nei giornali si parla del 2004 quando era
già segretario regionale.
Quanti giorni ha lavorato all'Anas?
Quando è stato fatto il distacco?
“Ho lavorato il tempo necessario nel
rispetto della legge e dei contratti .. il tutto è stato reso
pubblico..”
Anni fa Sbarra, Furlan e altri
dirigenti Cisl sono finiti nell'occhio del ciclone per una serie di
articoli che riportavano i dati dei loro stipendi, che apparivano
superiori al tetto stabilito dal regolamento economico interno
stabilito dalla legge.
Poiché non c'è stata intervista, la
giornalista ha dovuto porre le domande nel corso degli incontri della
segretaria (quello che molti considerano un agguato): a lei voleva
chiedere della questione dei contributi versati dalla Cisl (un 18% di
contributi in più), emersa dalla relazione del dottor Battista,
consulente della stessa segretaria; della delibera del 2006 che
giustificava l'aumento dei compensi, superiori al limite.
Tutti i redditi e tutti i bilanci sono
pubblicati online – ha spiegato la segretaria Furlan.
Quando è esploso lo scandalo degli
stipendi, segretario amministrativo era Piero Ragazzini, pochi mesi
fa è stato nominato segretario della federazione dei pensionati.
Anche per lui, fare domande è mission impossible.
A denunciare la storia degli
stipendi della Cisl fu nel 2015 un ex dirigente sindacale di Verona,
Fausto Scandola: fu espulso dai probiviri del sindacato per “aver
ecceduto nel diritto di critica” e “avere danneggiato l'onore
della segretaria Furlan”. Dopo la sua denuncia Scandola morì per
una grave malattia.
Su questa vicenda Claudia Di Pasquale
ha intervistato l'ex segretario dei pensionati del Veneto, Luigi
Bonvieri: si era impegnato per riabilitare la memoria di Scandola e
aveva presentato una memoria alla segretaria, per ottenere come
risposta che non decideva da lei.
Pochi mesi dopo aver presentato la
richiesta alla Furlan ha ricevuto una ispezione e la sua federazione
è stata commissariata e la relazione presentata alla fine (per
degli errori che Bonvieri definisce errori veniali) l'ha spinto alle
dimissioni: gli è stato detto, “c'è qui una busta, tu dai le
dimissioni e la buttiamo via e non se ne parla più”.
Si trattò di un commissariamento
politico, di questo ne è convinto Bonvieri (non essendogli stati
riportati i danni che avrebbe arrecato al sindacato): Gigi Bonfanti,
ex segretari generale dei pensionati Cisl scrisse una lettera
personale alla moglie di Bonvieri dove parla proprio di un
commissariamento di natura politico- sindacale e non riferibili alla
persona dell'ex segretario regionale.
La scheda del servizio: Gli
insindacabili di Claudia Di Pasquale in collaborazione di
Federico Marconi e Lorenzo Vendemiale
L'emergenza coronavirus sta dando il
colpo di grazia alla nostra economia. I tavoli di crisi aperti al
ministero sono ben 120, per circa 160 mila lavoratori. Non sappiamo
cosa accadrà quando finirà il blocco dei licenziamenti. In questo
scenario è fondamentale il ruolo del sindacato per difendere i
lavoratori e garantire la giustizia sociale. Ci siamo chiesti allora
come funziona uno dei principali sindacati italiani, quello della
Cisl, ma i vertici del sindacato non hanno voluto concederci
un'intervista istituzionale. Mai in venticinque anni di storia
abbiamo ricevuto così tante porte in faccia. Un grande sindacato
come la Cisl non ha ritenuto di rispondere a domande finalizzate a
capire qual è oggi il ruolo del sindacato, come garantisce ai suoi
iscritti la trasparenza, e quali sono le regole interne, che
garantiscono la correttezza dei comportamenti dei dirigenti
sindacali. Perché i dirigenti Cisl evitano il confronto? È arrivata
anche una querela preventiva per un tweet di Sigfrido Ranucci sugli
stipendi dei vertici. Era il 2015 quando su tutta la stampa nazionale
esplodeva il caso dei maxistipendi della Cisl, a distanza di cinque
anni. Report torna su quella vicenda con testimonianze e documenti
inediti.
Gli scarichi delle navi
Chi controlla le acque di scarico delle
navi che attraccano presso i nostri porti?
Sono previste sanzioni per chi non
conferisce (le acque nere) o di non conferisce la notifica – questo
dice la legge. Ma chi controlla la sua applicazione?
La scheda del servizio: Acque
amare di di Giulia Presutti in collaborazione di Marzia Amico
Le navi producono rifiuti proprio
come case, alberghi, piccoli centri abitati. Le acque nere e grigie
sono i liquidi che provengono dagli scarichi dei WC, dalle docce, dai
lavandini. Vanno depurate e smaltite con attenzione: per questo nei
porti esistono gli impianti di raccolta, ai quali le navi devono
conferire pagando una tassa per lo smaltimento. C'è però una
scorciatoia: le imbarcazioni possono scaricare in mare quando si
trovano a più di 12 miglia dalla costa e, se hanno a bordo un
impianto di trattamento dei rifiuti, persino entro le 12 miglia. Ma
chi controlla gli impianti di bordo? E la manutenzione che deve
essere fatta regolarmente? Con l'arrivo della pandemia di Covid-19
alcune grandi navi sono state messe in quarantena. Dove hanno
scaricato le loro acque nere? E le istituzioni italiane cosa hanno
fatto per proteggere il mare e i bagnanti?