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12 giugno 2019

Sicurezza cercasi

Sicurezza è sparare ad un ladro, dal balcone di casa, mentre sta scappando.
Ha fatto bene, così impara anzi, non impara, essendo morto.
Sicurezza è condannare duramente i manifestanti in piazza, quelli che travisano il volto, quelli che lanciano oggetti, quelli che imbrattano vetrine.
Sicurezza è punire chi salva vite in mare: è sparita la multa da 5000 euro per migrante, rimane la multa da 50000 euro per l'armatore e il comandante.

Si sentiva il bisogno di questa sicurezza (bene, bravo, bis!), non è vero? E si sentiva proprio il bisogno di un decreto per agevolare queste norme ..

Specie dopo aver seguito i servizi di Report di lunedì dove si parlava dei 49 ml di euro della Lega, spariti in un giro di società create ad hoc, di commercialisti, di fiduciarie.
Dove si parlava della sanità pubblica a rischio perché tra pochi anni mancheranno medici (grazie ai blocchi nelle università, grazie al pensionamento anticipato di quota 100).
Dove si parlava della flat tax occulta applicata ai portali del web Booking.com ed Expedia.

In un momento in cui dobbiamo mediare con l'Europa per evitare una procedura di infrazione, in cui la magistratura è alle prese col problema delle correnti, in cui si invoca una questione morale nei partiti ma poi si lasciano indagati e maneggioni al loro posto..

Ci sentiamo più sicuri oggi con questo decreto?
Bene, buona giornata allora.

PS: dal blog di Alessandro Gilioli

Ma è il secondo aspetto - il voltafaccia pentastellato - quello che rende ancor meglio la cifra dell'impudicizia politica, dello smarrimento di ogni coerenza, del vendere i propri principi per la permanenza del proprio sedere su una poltrona.Il che non è certo una prerogativa grillina, certo, ma fa ancora più impressione quando viene da quelli che fino a poco tempo fa rivendicavano il valore assoluto della coerenza accusando - non a torto - tutti gli altri di essersene dimenticati.Quelli del Movimento che ieri hanno approvato il decreto più repressivo che l'Italia repubblicana abbia mai avuto - molto oltre la legge Reale e il decreto Cossiga - sono gli stessi che nel marzo del 2017 (due anni fa, non duecento) proponevano in Commissione Affari Costituzionali di mettere il numero identificativo sui caschi della polizia, con un apposito emendamento firmato tra gli altri dai deputati Roberta Lombardi e Danilo Toninelli?

28 aprile 2019

Cronache di un ritorno al passato


A mettere assieme tutti i fatti avvenuti in questi giorni ho l'impressione di fare un tuffo nel passato.

La norma sulla legittima difesa che è appena diventata legge per esempio, su cui non mi consola per niente il monito del presidente Mattarella, visto che servirà a poco.
Caro cittadino, io ministro dell'Interno non posso garantirti alcuna sicurezza, ma se vuoi armarti e sparare, nessun problema.

Chissà se anche per i fatti di Manduria in Puglia si sarebbe potuto parlare di legittima difesa: parlo del pensionato seviziato per anni da una banda di ragazzini e di cui in tanti nel paese sapevano, ma sono stati zitti. Omertà si chiama. E immaturità di questi adolescenti a cui nessuno evidentemente ha spiegato che di fronte a certe violenze, soprusi, non si ride né si gira la testa dall'altra parte.

Avete letto le proteste contro il post dei riders milanesi: no, mica le proteste per le loro condizioni di non lavoro, per l'assenza di tutele, per il lavorare a cottimo senza nemmeno un cottimo calcolato i tempi di lavoro effettivi (come ai tempi di Lulù protagonista del film “La classe operaia va in paradiso”).
Lo scandalo è che si sono permessi di tirare in ballo i vip: purtroppo per malafede o per analfabetismo, in molti ci hanno visto una minaccia da parte dei ridersi, ma come si permettono questi qua?
No, i riders hanno ricordato ai vip taccagni (e a tutti gli utenti social) che noi diamo i nostri dati gratis e senza accorgercene ai signori del web che poi sanno tutto di noi.
Finché ci portano il cibo, bene.
Ma quando poi si arriva alla discriminazione, come sembrerebbe nel caso della App Ovia, usata per controllare i ciclo da circa 10 milioni di utenti donne, secondo il Washington Post i proprietari avrebbero venduto i dati alle aziende per discriminare le dipendenti.

Non è pieno ottocento (o primi del novecento) tutto questo sfruttamento, questo caporalato delle persone con la pelle scura, questi campi abusivi riempiti di schiavi che raccolgono frutta e verdura per noi?

Ritorno al passato anche per quanto riguarda l'ennesimo salvataggio di Alitalia a cui contribuiranno i nuovi-vecchi patrioti, come i Toto e i Benetton in un probabile gioco di do ut des col governo del cambiamento.
Qualche milione in cambio di altri milioni per le loro autostrade in concessione.

Quest'ultima storia dovrebbe far riflettere su quanto sia facile fare promesse e quanto sia difficile mantenerle. Vale per il caso di Alitalia, che non è stata salvata da Berlusconi prima né Renzi poi (“Alitalia torna a volare” ve lo ricordate?). E vale anche per l'Ilva, che a Taranto inquina ancora di più e avvelena ancora di più.

Tuffo nel passato anche per questo 25 aprile dove in tanti si ostinano a chiedersi cosa ci sia da festeggiare ancora, visto che nessuno va più in giro vestito in orbace e camicia nera.
Certo, i fascisti occupano case dellaregione a Milano (e allora il PD?), srotolano striscioni inneggianti al Duce in piazzale Loreto, sfidano i Questori sempre a Milano per la manifestazione di domani, 29 aprile.
I fascisti oggi si sentono protetti dall'atteggiamento di rappresentanti dello Stato (che dovrebbe essere democratico e antifascista), che deviano il corso delle manifestazioni dell'Anpi per non infastidire Casa pound.

Se il fascismo è roba del passato, cosa ci fa qui in Italia Bannon, l'ex consigliere di Trump, che qui in Italia ha deciso di impiantare la sua scuola di formazione per sovranisti?
Ne parlerà Report domani sera: i rapporti di Bannon con Arata e Salvini, la concessione ottenuta dal ministero dei Beni Culturali, la lettera Bergoglio in cui sono state scritte delle bugie (la scuola per sovranisti è dipinta come luogo di ritrovo di una comunità francescana).

In tutto questo passato forse l'unica eccezione di nuovo (o è finto nuovismo anche questo) è il ministro per la sicurezza interna, Salvini, in campagna elettorale permanente: ora è al sud, in Sicilia, per ricordarci che se la linea della Palma di Sciascia sale verso il nord (e oramai ha varcato le Alpi), la linea del sovranismo è scesa fino al sud, quello che una volta era fatto di terroni che non si lavavano.
Qualche promessa, qualche slogan buono, molti riciclati dai vecchi partiti del centrodestra, e anche qui sarà finita la pacchia.
In Sardegna aveva promesso ai pastori che il prezzo del latte sarebbe salito. Qui in Sicilia cosa prometterà? Maggiore autonomia (dunque altri sprechi)?

28 marzo 2019

Sola propaganda


Da oggi la difesa è sempre legittima dice Salvini.
Ma chi stabilisce che la persona stesa per terra è un ladro e che tu, novello sceriffo, eri in stato di turbamento?
Un giudice.
Dunque, che cambia?
Una Sola dunque. Sola propaganda

07 marzo 2019

(Dis)valori di destra


Chissà ora che diranno i progressisti europeisti dopo che perfino la compagna Carfagna ha espresso soddisfazione per l'approvazione dell'inutile legge propaganda sulla legittima difesa.
Ma come, non era lei (come il compagno Crosetto, come Rotondi) una delle persone da rivalutare?

E, per mettere altra carne al fuoco, non avevamo detto che le ideologie erano morte, che le etichette destra e sinistra erano finite?
Dire "la difesa è sempre legittima" non è ideologia, anche questo? Anzi, a voler veder bene, è proprio una idiozia.
Perché a giudicare se, la persona che ha sparato (magari alle spalle) era in uno stato di turbamento, sarà ancora un giudice.

Le ideologie forse sono morte, visto che tutto ciò che potremmo etichettare "di sinistra" è considerato vecchio e antico: salari dignitosi, tutele per le fasce deboli e via discorrendo.
Non è un caso se una proposta di legge analoga sulla legittima difesa era stata presentata dal PD nel 2017.

Vi ricordate i sempre e soliti progressisti europeisti quando scoprirono che il reddito di cittadinanza era superiore a certi salari da fame? Vogliamo alzare i salari? Ma dove vogliamo arrivare?

No, con la sinistra, stanno morendo anche quelle che una volta erano i suoi valori di sinistra: la scuola libera e di valore per tutti, la sanità per tutti, la lotta contro le discriminazioni (per esempio quelle che costringono le donne a rimanere lontane dal mondo del lavoro).


Sono le idiozie che vivono e lottano insieme a noi.
L'idiozia delle grandi opere a tutti i costi.
Delle mani libere per le imprese.
Dei difensori della famiglia tradizionale, vecchi maschilisti repressi, secondo cui il ruolo della donna è solo partorire e crescere figli.

Ecco, a proposito di progressisti europeisti: stiamo rischiando una sanzione dalla Corte Europea per la qualità dell'aria nelle città italiane.
L'aria inquinata che ci costa migliaia di malati e di morti per malattie respiratorie.
L'Europa ci aveva chiesto di fare qualcosa (come dovevamo far qualcosa per il ciclo virtuoso dei rifiuti).
Ma valori come ambiente, salute, vincoli per le imprese nel ciclo rifiuti sono cose antiche, vecchie, senza appeal.

28 febbraio 2019

Fatevene una ragione

Il potere da alla testa, specie se è un potere senza controlli e senza alcun obbligo di dover rispondere delle sue azioni.
Questo spiega il lessico berlusconiano nel ministro dell'Interno Salvini che risponde alle critiche (legittime) dell'ANM con un "fatevene una ragione" e "fatevi eleggere".
Si parla della legittima difesa, la legge truffa sbandierata per aiuntare i poveri cittadini italiani nel difendersi dai ladri, lasciati liberi dai magistrati e dai politici "sinistri" e "buonisti".
Legge truffa perché ci sono rischi di incostituzionalità, perché il ministro dell'interno dovrebbe garantire lui la sicurezza ai cittadini tramite le forze dell'ordine, perché esiste già una legge sulla legittima difesa (modificata nel 2006 dall'altro leghista Castelli).

Legge truffa perché è solo una legge di propaganda, buona a prendere consensi ma non per risolvere i problemi dei furti in casa, che nascono da anni di leggi svuota carceri, leggi blocca carcere fatte dai passati governi.

Legge truffa, infine, perché non riguarderà la sicurezza dei cittadini che è minacciata, dalle altre cose, anche dalle mafie: quelle che oggi portano i rifiuti dal sud al nord, in Lombardia e Veneto.
Rifiuti scaricati in siti di stoccaggio illegali che poi, casualmente prima dei controlli, vanno a fuoco.

Ieri a Milano la DDA ha arrestato 12 persone per traffico di rifiuti illegale:

È la prima volta però che uomini così vicini alla ’ndrangheta emergono in inchieste sui roghi dei rifiuti in Lombardia. Tra gli arrestati di ieri c’è anche Massimo Sanfilippo, 49 anni, di Lissone. Lui non ha alcun legame con le cosche, ma ha precedenti specifici proprio per gestione di rifiuti non autorizzata. Era lui, amministratore della «Winsystem Goup», a fare da intermediario tra i depositi abusivi di via Chiasserini, Verona e Lodi. A lui, il 3 e il 17 ottobre, erano stati sequestrati dai carabinieri del Noe due capannoni a Cornaredo pieni di rifiuti.

Il ministro ha qualcosa da riferire?

29 novembre 2018

Un caso di cronaca

Nel giorno in cui il governo riesce a far approvare il suo decreto (in)sicurezza, un episodio che una volta sarebbe stato catalogato sotto la voce di cronaca (l'imprenditore che ad Arezzo spara ad un ladro dopo l'ennesima rapina) fa tornare in auge il tema della legittima difesa.
Un episodio drammatico, un imprenditore costretto a dormire in azienda con l'arma a portata di mano e una persona (perché il ladro rimane sempre una persona) ucciso dai colpi sparati.
Un episodio che ci racconta dello scarso controllo da parte dello stato, della sfiducia dei cittadini (che pure pagano le tasse per avere sicurezza dallo Stato) costretti a difendersi da soli.
Eppure, per quello strano fenomeno per cui noi leggiamo la realtà al contrario, il ministro Salvini e la sua Lega sono riusciti a cavalcare anche questa storia e ad usarla per la loro propaganda.
Ogni volta ci tocca ricordare come la soluzione del far west non risolve nulla: esiste già una legittima difesa che passa per delle indagini e per un giudice.
E anche con la riforma Salvini ci saranno delle indagini ed un giudice: solo, le persone si sentiranno autorizzate ancor di più a sparare.
Lo stesso effetto collaterale che otterremo col decreto sicurezza: meno integrazione, meno cura dei migranti che arrivano, più materiale per i signori populisti.

PS: tempi difficili per il paese ma nemmeno l'opposizione se la passa bene e quanto ne avremmo bisogno di una opposizione seria che sia presente nel paese e meno sui social e che non se ne esca con baggianate del tipo meglio Berlusconi di Salvini.
Abbiamo già dato, grazie. Non rimpiangiamo Berlusconi e non apprezziamo (per usare un eufemismo) l'attuale ministro dell'interno.
Così come non apprezzavamo la proposta sulla legittima difesa del PD

25 ottobre 2018

Personaggetti in cerca di visibilità (e di futuro)

Personaggetti è un termine coniato dal governatore De Luca e riproposto da Crozza nella sua strepitosa imitazione.
E' chiaramente usato in modo dispregiativo, non per fare un complimento: a Giggino di Maio, Di Battista e agli altri grillini con cui se la prende quotidianamente dal suo canale tv.
Personaggetto però si può usare anche con altri "personaggi" politici in cerca di visibilità (e non d'autore, come nel libro di Pirandello).
Moscovici e le sue patenti di fascismo, che ora si sta preoccupando di una nuova occupazione finito il suo incarico in Europa (e senza un partito alle spalle).
L'eurodeputato leghista Ciocca e il suo inutile gesto buono solo a far parlare di sé sui social.
Il ministro Salvini, ministro della sicurezza, nel tour della campagna elettorale contro gli immigrati (da sgomberare, mica sono Casapound) è andato in visita al quartiere San Lorenzo con l'obiettivo di prendersi Roma.

A proposito di sicurezza: è passata al Senato la riforma della legittima difesa coi voti del M5S, ma su un articolo ha votato a favore anche il PD.
Quanti personaggetti.

21 luglio 2018

Genova 2001 – Italia 2018


Ci sono voluti anni per riuscire ad avere un minimo di giustizia per i fatti di Genova: l'irruzione dellapolizia alla Diaz, la macelleria messicana e poi la più grave sospensione dei diritti umani per le persone (persone, non sottouomini o zecche comuniste) che hanno avuto la sfortuna di finire imprigionati a Bolzaneto.
I responsabili di quelle violazioni dei diritti umani hanno continuato a far carriera, godendo di una sorta di protezione politica.

La sentenza di condanna è stata accolta da molti come un'infamia nei confronti di così solerti servitori dello Stato. Poliziotti che avevano arrestato mafiosi e che, si in effetti, avevano fabbricato prove false, non avevano impedito quelle violenze (non so se siete riusciti a vedere il film di Vicari, Diaz).

Sono passati tanti anni e ancora Carlo Giuliani è rimasto fermo in quello scatto: quell'immagine che lo ritrae con un mano un estintore vuoto, mentre si avvicina ad una jeep dei carabinieri a cui altre persone stanno dando l'assalto.
Brutto destino quello di Carlo: rimasto imprigionato in quello scatto. Stava aggredendo i carabinieri, voleva fare violenza.
Non era un eroe ...

No, Carlo Giuliani non era un eroe, in effetti. Era solo un ragazzo che si trovato di mezzo ad una profonda ingiustizia, le cariche, i black bloc che non venivano fermati.
Ed era così pericoloso che è stato ucciso, legittima difesa dirà il tribunale e alla fine quella jeep preda dei barbari gli è pure passata sopra.

Era il 20 luglio 2001. Il mondo non aveva conosciuto ancora l'11 settembre.
Ma avevamo visto quelle immagini di una città in balia dei black bloc, imperturbabili e inarrestabili.
Colpivano e poi scappavano.
E la polizia a manganellare, le persone sbagliate.
Nel 2001 eravamo ancora in tempo a cercare di mettere un argine alla globalizzazione per cercare di arrivare ad un mondo diverso.
Quelle violenze hanno impedito ogni discussione, ogni dibattito.

Per la cronaca, quella jeep non era isolata e faceva parte di un battaglione di carabinieri che aveva colpito il corteo in modo non autorizzato, anzi, in un modo tale da mettere a rischio l'incolumità delle persone.

Sono passati anni e non siamo andati molto avanti.
Nessun segno distintivo per i poliziotti.
Il reato di tortura è stato molto annacquato e ora l'attuale governo potrebbe perfino toglierlo.
Il governo che vuole dare mano libera ai poliziotti. Ai cittadini per armarsi.

Una regressione. E di certo non ci renderà più sicuri.

16 ottobre 2017

Presa diretta – Legittima difesa

Dal 2015 in Italia c'è stato un boom delle armi: sono aumentate del 12%.
La gente ha paura e cerca una sicurezza fai da te – racconta il giornalista Gianluca Murgia, a proposito di quanto è successo a Pesaro (dove nei primi 3 mesi del 2017 il numero di armi vendute è cresciuto del 30%): è una paura giustificata dal fatto che non ci sono sufficienti volanti della polizia e allora per difendersi dai furti in casa sta passando il messaggio che è meglio fare da soli.
Comprandosi un'arma e chiedendo un porto d'armi per sport: la giornalista Elena Stramentinoli ha percorso l'iter per avere il tesserino ed essere abilitato all'uso di un'arma per uso sportivo.
Un certificato di idoneità fisica dal medico di base e un corso all'uso delle armi in un centro nazionale di tiro a segno: poche norme di base, due serie di colpi e, se hai fatto centro sul bersaglio, è fatta, basta consegnare il certificato di idoneità in Questura.

Al Poligono arrivano 1000 persone nuove per chiedere il diploma alle armi, persone nuove che poi non ritornano ad esercitarsi o a fare tiro a segno: non sono persone che vogliono fare sport, a queste persone serve solo avere un'arma in casa.
Peccato che le armi che si può comprare con questa idoneità siano armi simili a quelle per uso di difesa: puoi prenderne fino a 9 di pistole e fucili.
Ma portandoti a casa una pistola non risolvi sempre il problema di sicurezza: devi saperla usare senza farti del male.
A Guastalla, al poligono fanno corsi per gestire lo stress, quando devi usare un'arma: devi conoscere i propri limiti fisici e mentali.

Insomma, l'arma non è un elettrodomestico qualsiasi: in casa ti sei messo uno strumento che può uccidere, e chi le compra le armi ha deciso che può usarle.
Ma il proliferare di armi porta più sicurezza?

Legittima difesa – il servizio

Secondo i dati del Viminale sono circa 1,2 ml le licenze per porto d'armi: di queste 483mila sono licenze per uso sportivo, ma solo 95mila sono persone che frequentano poligoni.
Sono cioè armi prese per difesa, usando l'escamotage dello sport, perché prendere questa licenza è più facile.

Le licenze per usare le armi per uso personale sono difficili da ottenere: la giornalista ha intervista un gioielliere, rapito dalla banda della Magliana che ha spiegato come ogni anno deve sostenere degli esami.
E ha spiegato anche che non userebbe mai le armi per sparare a casaccio e colpire altre persone: se ti entrano con le armi spianate, puntandotele in faccia, è inutile avere una pistola.

Ad ogni omicidio per legittima difesa arrivano subito i commenti dei pistoleri all'italiana: persone che inneggiano alla legittima difesa, specie se il ladro sparato è rom o immigrato.
LA Lega è il partito che specula su questi episodi, sostenendo le persone che in una rapina hanno sparato ai ladri (il caso Stacchio, il caso Cattaneo, il caso Sicignano): la difesa è sempre legittima sostengono Salvini.

Ci sono anche quelli che sostengono il diritto a possedere armi liberamente: per Maurizio Piccolo la difesa è sempre sacrosanta, è insito nell'uomo, dice.
Deve entrare nella cultura comune che i ragazzini inizi a prendere confidenza con le armi, come in America, magari.
Chi possiede pistole e fucili deve poter girare con le armi, liberamente: ci sono gruppi in rete che rivendicano questo diritto. Dicono che, se fossimo tutti armati, ci difenderemmo meglio dai terroristi. Altro che difesa proporzionale all'offesa, dobbiamo difenderci da soli.

Le armi in Italia però sono più diffuso di quello che crediamo: non esiste un censimento delle armi aggiornato, nonostante ci siano obblighi di registrare le armi, 48 ore dopo averle comprate.
Le stime arrivano a parlare di 12 armi, in totale: il Viminale non ha dato alla giornalista i dati ufficiali, facendo crescere il sospetto che non ci sia la volontà politica di comunicare questo dato.
Siamo il paese nel G8 con più armi, dopo gli USA: quanti sono gli omicidi con armi legalmente detenute, allora?
A Secondigliano un signore ha sparato a delle persone col suo fucile a pompa, nel 2015: tutto nato da un banale litigio col fratello, poi ha sparato al fratello e alla cognata. Sono dovute intervenire le forze speciali, per prenderlo.
L'assassino era un infermiere, incensurato e aveva molte armi legalmente possedute, oltre ad un AK47.

Ma noi non siamo come gli Stati Uniti, dove c'è la libera circolazione delle armi, anche se siamo secondi agli USA per persone uccise con armi da fuoco.
Come è successo a Vasto: Roberta Smargiassi è stata uccisa, investita in motorino da un auto.
Il marito vuole giustizia, vuole che l'investitore sia arrestato, in paese si organizzano manifestazioni contro Italo che pure aveva dato soccorso alla donna morta. Non era ubriaco né drogato: ha solo sbagliato mentre guidava in auto.
Fabio Di Lello non ha aspettato il processo e lo ha ucciso a colpi di pistola: una vera e propria esecurizione. Ora Fabio è stato condannato a 30 anni: ha comprato la pistola due mesi dopo la morte della moglie, il suo omicidio è stato premeditato.
Nessuno alla Questura di Chiesti si è preoccupato che una persona, che aveva manifestato il suo odio nei confronti di una persona, avesse comprato una pistola e delle pallottole.
Hanno tutti fallito: una città, i familiari, la Questura.

Nel 2017 con armi legalmente posseduto sono state compiuti 27 omicidi, 32 episodi di minacce, a fronte di 1 solo episodio di legittima difesa.
Sono stati 108 gli episodi di illegittima offesa, tra queste anche molte donne: sono 153 le donne uccise con armi legalmente possedute per uso sportivo o da caccia.
Francesco Marigliani ha ucciso la fidanzata con una Glock comprata il giorno prima di ucciderla: arma comprata con porto d'ami “per uso sportivo”.

Ieri a Latina un uomo si è trovato davanti tre rapinatori e ne ha ucciso uno, per legittima difesa: ora toccherà al giudice valutare se c'è stata offesa.
Ma la politica è intervenuta a gamba tesa sull'argomento: lo stesso PD ha presentato una proposta di legge per la legittima difesa, criticata da più parti.

Come si vive in un paese dove si possono portare le armi in giro?
In America succedono stragi come quella di Las Vegas, dove un pensionato ha ucciso 59 persone con le sue armi, legalmente possedute.
Non gradiva la musica, forse.

Riccardo Iacona è andato a Chicago a raccontare della guerra, nelle strade della città: dall'inizio dell'anno ci sono stati 209 omicidi, 2800 persone ferite, ogni 2 ore e 45 minuti una persona viene sparata a Chicago.
Assieme ad un giornalista che segue questo casi di cronaca, Iacona ha seguito una notte di sparatorie: sull'autostrada Kennedy, ad un incrocio. Ogni mattina Chicago si sveglia con le immagini di morti e feriti con le armi da fuoco: si uccidono i membri delle gang e anche persone colpite per sbaglio o per caso.
A Chicago la sicurezza è fuori controllo: ci si spara anche in mezzo alla gente, ci sono casi di discussioni finite a pistolettate. E naturalmente sparano anche i poliziotti.

Fanno più morti le armi a Chicago che le guerre: 7916 omicidi tra il 2001 e il 2016, più che Afghanistan e Iraq.
Le madri dei ragazzi morti si riuniscono, nella sala parrocchiale: raccontano della facilità con cui si spara, con cui ogni piccolo delinquente possa andare in giro armato, protetto dalla legge, e di come sia facile finire sparati, finendo in mezzo ad una rissa.
La deputata dell'Illinois Collins si è battuta contro la circolazione delle armi, ma anche i Democratici sono favorevoli al secondo emendamento, la lobby delle NRA è così forte.
Ma di fronte alle vite da proteggere non può esserci emendamento che tenga: le armi non ti rendono più sicuro, la storia di Chicago racconta questa verità semplice.
La Lobby delle armi fino ad oggi ha impedito che qualsiasi provvedimento restrittivo sull'uso delle armi diventasse legge: sempre più gente può comprare le armi, le aziende che producono armi fanno affari e chi ne paga le conseguenze sono le comunità più povere.
Sta succedendo oggi con le armi quello che è successo negli anni settanta con la droga: si preoccuperanno delle armi sono quando colpiranno direttamente anche loro.

I ragazzini che sparano e che vengono uccisi hanno in mano armi automatiche: lo racconta Amina, figlia di un gangster di Chicago oggi in carcere. Con 75 dollari ti compri una Glock calibro 9 e con questa puoi andare in giro.

Per mettere in sicurezza i bambini delle scuole, il comune ha inventato il safe passage: un controllo lungo il passaggio dei bambini, controllato da volontari che comunicano con walkie takie. Se c'è pericolo i bambini non escono dalla scuola: è come vivere in guerra, come vivere nella Bosnia della guerra sporca dei cecchini e della pulizia etnica.

Ogni 34 ore una bambina viene uccisa da un proiettile, mentre nella città la situazione è anche peggio: il 20% dei bambini ricoverati in ospedale sono vittime di armi.

Al centro anti violenza dell'Illinois lavorano da 42 anni per limitare le armi: la calamità per gli omicidi con armi da fuoco costa alla comunità milioni di dollari, non è solo un discorso sociale.
Le armi arrivano alle gang e ai criminali partendo dal giro legale, comprate da qualcuno in un negozio oppure vengono rubate.

400 dollari per una Beretta.
700 dollari per un mitragliatore AR.
Gli affari vanno bene nel negozio di armi visitato da Iacona: in questo trovi uomini, donne, gente normale. Tutti hanno il diritto ad avere un'arma – dicono i responsabili del negozio di armi: le persone per bene devono potersi difendere.

Peccato che le uccisioni di massa siano compiute da persone che hanno comprate le armi legalmente: ad Orlando l'assassino aveva comprato un AR15 pochi giorni prima della strage, a San Bernardino una coppia ha ucciso 14 persone con armi comprate lo stesso giorno.
In Oregon al campus c'è stato un campus compiuto da un uomo che aveva comprato armi, tutte le armi, in modo legale.
Anche la strage di poliziotti a Dallas nel 2016 è stata realizzata con un AK74 regolarmente comprato in un negozio.
Anche la strage di Las Vegas ha lo stesso copione: tutte le armi dell'assassino erano registrate.
Per ogni persona uccisa per legittima difesa ce ne sono altre 34 uccise per sbaglio. Uccise nel far west americano.

E queste stragi fanno scoppiare il sistema carcerario: a Los Angeles la polizia arresta dalle 600 alle mille persone.

Ma nonostante questo, il reato di possesso illegale di armi non è un reato “grave”: tutto questo grazie al potere e all'influenza della NRA.
La politica e gli agenti non hanno gli strumenti per vincere la guerra delle armi: siccome si ha la certezza di trovarsi di fronte qualcuno armato, ogni criminale è armato (e possedere un'arma non è reato grave). È una escalation senza fine.

La politica delle armi la fa la lobby della armi. Vogliamo questo anche in Italia?

Cosa pensa la politica in Italia.
La Lega sostiene che la legittima difesa va modificata: la difesa è sempre legittima, la vittima non deve diventare carnefice.
Durante la stagione di Maroni ci sono stati tagli alle forze di sicurezza, eppure nonostante questo oggi la Lega parla di nuovi fondi alle polizie.

Meloni, FDI: la gente non denuncia i furti, per sfiducia. Da dove prende i dati non lo dice, parla con la gente: dunque per dare sicurezza, la difesa è sempre legittima.
Se entri dentro casa mia, nel dubbio mi devo difendere: questa l'idea di Fratelli d'Italia.
Così avremo più armi in casa, e poi nelle strade.

Stesso ragionamento lo fa il m5s: il cittadino è portato a difendersi se si sente minacciato in casa, così lo Stato non deve processarlo, ma tutelarlo.

È un gioco sporco quello della legittima difesa, quello che fanno i partiti, che giocano sulla paura e sull'insicurezza e allora giocano la fiche delle armi in casa.

Il Partito democratico ha portato alla Camera una sua legge: se sei di notte e sei turbato la legittima difesa c'è sempre.
Una proposta che ha subito critiche e che è rimasta bloccata in Senato: il senatore Lumia è esplicito, si è voluto strizzare l'occhio alla pancia del paese.
Più armi in giro, più delitti si compiono: dobbiamo fare in modo che ci siano in giro meno armi e nello stesso modo maggior sicurezza.
Non bisogna toccare il principio della proporzionalità, che la Lega e FdI vuole togliere: quandi si dice al cittadino che la sua difesa deve prevalere, non lo si sta difendendo, ma lo sta mettendo a rischio.

Speriamo che Lumia venga ascoltato nel suo partito.

La criminalità nelle strade e nelle piazze delle nostre città.
Ci sono zone delle nostre città dove è pericoloso girare, presidiate dalla criminalità e non dallo stato. Elena Stramentinoli è andata a Bari: nel corso degli anni è diminuito il numero di volanti in giro per la città, con macchine vecchie.
E la criminalità oggi è molto bene armata, come testimoniano i sequestri ai clan: armi estere o con matricola abrasa.
Nel quartiere Iapigia sono avvenuti tre omicidi, zona del clan Parisi che, dopo l'arresto, è diventata una zona contesa da altri gruppi.
Per ora la guerra tra i clan è esplosa nella periferia di Iapigia: ma altri quartieri, dove pure ci sono situazioni di degrado, sono a rischio.
Quartieri senza caserme, senza vigili, senza uffici delle Poste e farmacie: nessuno vuole vivere nel quartiere di San Pio. I commercianti raccontano di rapine subite da ragazzi che vivono in questa zona: rapine per accreditarsi nei confronti dei boss.
E le denunce non hanno seguito.

Quartiere Libertà: nessuno ha voluto parlare con la giornalista di Presa diretta, nessuno si è voluto far riprendere. Tutti hanno paura, c'è tanta omertà da parte della popolazione: servirebbe maggiore controllo del territorio.
Non solo il controllo del parroco del quartiere, don Francesco Preite. Racconta, il prete, che qui circolano i baby boss che Saviano ha raccontato a Napoli.
Ma dice anche che la soluzione sta nell'occuparsi dei ragazzi fin da subito: nel suo oratorio ci sono campi per giocare, dopo scuola, centri di formazione e corsi di musica e di scherma.
Nel centro i volontari si occupano dei 550 bambini.
Nella struttura del Redentore c'è anche un pub e anche una comunità che accoglie persone uscite dal carcere, per dargli una seconda possibilità.

Il lavoro che don Francesco fa a Bari andrebbe replicato in altri quartieri delle altre città.
Ma non è tutto nero a Bari:nel corso degli ultimi anni la zona di Bari vecchia è stata restituita alla città, non si rischia più la propria incolumità, se giri per le strade.
Grazie alla scelta politica di portarci dentro lo Stato, fare luce.

A Modena un'altra storia di successo, nel quartiere dove si trovava il palazzo R nord, che sembrava i cubi grigi di Scampia: hanno portato un centro professionale, la sede della Croce Rossa, appartamenti per universitari, un Fab Lab un'officina sperimentale legata al MIT.
Nel quartiere sono state portate le Poste, il portierato sociale ed altri uffici, come quello che serve per aiutare la convivenza tra persone di etnie diverse.
Il comune ha investito nel palazzo R Nord, soldi presi da un finanziamento ministeriale e da altri programmi: sono stati fatti lavori per 7,5 milioni di euro per far vivere le persone in una zona bella, perché è sperimentato che se vivi in una zona bella, vivi meglio.

Non possiamo lasciar andare le periferie in mano alla criminalità: a Milano sono arrivate le Pandillas, gang sudamericane che fanno paura.
Arrivano dal Salvador anche se queste bande si sono formate in America, dove hanno imparato a strutturarsi in modo gerarchico.

Il 3 luglio 2016 un ragazzo albanese è stato aggredito da una gang sudamericana, ucciso a coltellate.
Nel 2015 un macchinista è stato aggredito da un'altra banda, colpito ad un braccio da un machete.
La polizia milanese si occupa di queste pandillas e di altre bande sudamericane dal 2014: hanno arrestato la cupola di due di queste, scoprendo una realtà di questi gruppi impressionante.
Il reclutamento dei giovani, i collegamenti con El Salvador.

Salviamo le periferie, con grandi investimenti di riqualificazione che riportino dentro esse pezzi dello Stato, prima che sia troppo tardi.

Sicurezza fai da te – l'inchiesta di Presa diretta

Provate ad aprire uno dei tanti quotidiani online che gravitano nell'area politica della nostra destra, populista e pure poco istituzionale: è un proliferare di notizie su stupri, omicidi, scippi, furti compiuti quasi sempre da immigrati.
E ora provate a spostarvi su una delle trasmissioni televisive su Mediaset, tipo quella di Belpietro: di cosa parlano? Dei poveri italiani che non possono uscir di casa la sera perché hanno paura di venir rapinati, violentati e poi, tornando a casa, scoprire che qualche ladro è entrato dentro.
Così si alimenta la paura delle persone.
Lo stupro di Rimini, un atto violento e da condannare, è stato raccontato in tutti i suoi più morbosi particolari, il mostro, anzi i mostri, i ragazzi di colore figli di un immigrato, sono stati sbattuti in prima pagina.
Altro trattamento da parte della stampa rispetto ad un altro caso di violenza, a Firenze. Presunti colpevoli uomini in divisa, bianchi. Italiani come noi.

Come italiani come noi sono i responsabili dei troppi femminicidi e delle violenze domestiche, per lo più compiuti dentro le mura di casa.

Il nemico è la fuori, racconta questa campagna sulla paura: non possiamo aspettare che la polizia intervenga per difenderci, dobbiamo essere noi in grado di farlo da soli.
Riempiendo la nostra casa di armi.
E ogni tanto, una di queste armi, regolarmente posseduta perché dietro c'è un porto d'armi, viene usata per uccidere la moglie, come successo a Mira l'anno scorso.
A Pesaro, nelle Marche, nei primi tre mesi di questo anno sono stati vendute 100 armi tra fucili e pistole: il 30% in più rispetto al 2016.
Le notizie su furti, tentate rapine hanno creato una crepa nella testa dei pesaresi – racconta il giornalista Gianluca Murgia a Elena Stramentinoli: “la gente ha paura e cerca una forma di sicurezza fai da te”.
Secondo il rapporto pubblicato dal Sole 24 ore però la provincia di Pesaro è una delle più sicure d'Italia, ma nonostante questo la gente corre ad armarsi, anche perché la polizia è sparita dalle strade.
Lo racconta (la trovate nell'anteprima) il sindacalista della SILP CGIL Pierpaolo Frega: abbiamo organici fermi agli anni 90, se va bene mettiamo in campo una volante H24, e i criminali che conoscono di questa situazione ne approfittano.
I furti nelle case ci sono, come anche i furti nelle ditte: molte persone non denunciano nemmeno, così si sta creando un corto circuito (tra meno forze dell'ordine e più furti) per cui viene legittimato il concetto di fare come meglio si crede. Con le armi: il boom di richieste di porto d'armi per uso sportivo ha avuto un boom, anche da parte di donne e di professionisti o persone con una attività sportiva.
Peccato che se le persone non si addestrano, con una certa regolarità, siano pericolose quasi più dei ladri: magari con quella Glock calibro 9 che un armaiolo (poco furbo) ha mostrato alla giornalista come arma da difesa personale.
Un'arma che non lascia bossoli in giro, così se viene qualcuno a fare un controllo...

Un atteggiamento molto, molto discutibile.
E quanto è facile ottenere un porto d'armi per uso sportivo in Italia? La giornalista ha provato a fare anche questo (sul sito de La Stampa trovate un'altra anteprima). Un certificato dal medico e un corso per maneggio alle armi al tiro a segno nazionale.
E basta.

In Italia ci sono 1,32 milioni di porto d'ami (molti per attività sportive) e 11 milioni di pistole e fucili: ma siamo sicuri che sia questa la strada giusta per avere più sicurezza?
Il lungo servizio di Presa diretta di questa sera affronterà questo tema, partendo da lontano: racconterà di cosa succede in America, la patria delle armi alla portata di tutti (difese dal secondo emendamento della Costituzione), per esempio a Chicago.

A Chicago ogni 2,45 ore una persona viene sparata e ogni 15 ore una persona muore: tra il 2001 e il 2016 sono avvenuti 7916 omicidi. A Chicago si spara di notte e di giorno, nelle stazioni di servizio e nei centri commerciali, in mezzo alla gente.

Sparano gli uomini e le donne, anche i poliziotti: nemmeno le scuole sono risparmiate, tanto che il comune ha istituito il servizio di “safe passage”, per proteggere i bambini dalle pallottole vaganti delle sparatorie.
Racconta una delle mamme, all'uscita di una scuola: “è come vivere in guerra”.
In America, come aveva già raccontato Michael Moore anni fa col suo film-documentario “Bowling a Columbine”, il proliferare delle armi, che chiunque può comprare, anche armi da guerra, non ha portato affatto alcuna maggiore sicurezza. Perfino nelle scuole.

E c'è un altro problema, molto sottovalutato: in Italia sono arrivate le gang di strada sudamericane, le Pandillas, che si stanno radicando nelle città del nord, per esempio a Milano.

I difensori delle armi libere dicono che non sono le armi che uccidono, sono gli uomini. Ma sono gli stessi uomini che considerano la moglie, compagna, fidanzata come un bene di loro possesso. Sono le stesse persone con problemi di instabilità (e che nonostante tutto ottengono certificati con troppa facilità). Le stesse persone che riempiono di insulti la rete nei loro deliri e che se potessero mettere le mani su tizio o caio ..

Non è trasformando il paese in un enorme far west che avremo maggiore sicurezza.

La scheda del servizio: Legittima difesa
PresaDiretta si interroga sul perché gli italiani si sentono sempre più insicuri e sono sempre più armati.Italiani pistoleri? Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno i porto d’armi civili in Italia sono circa 1 milione e 200mila, ma il trend è in crescita e il numero risale al 2016.Di questi, una piccola parte sono quelli “per difesa personale”, di coloro che fanno un lavoro che li espone al rischio di aggressioni, sono magistrati, avvocati, gioiellieri e, naturalmente i vigilantes. Poi c’è l’esercito delle “doppiette”, i cacciatori, che sono quasi 700mila, anche questi in aumento.Infine c’è il porto d’arma cresciuto più di tutti, quello “per uso sportivo”: ce l’ha quasi mezzo milione di italiani. Un certificato medico, due marche da bollo, un pomeriggio di corso presso un Poligono di tiro a segno nazionale per la parte teorica e quella pratica e se superi le prove hai il porto d’arma. PresaDiretta lo ha fatto. Con quel pezzo di carta si possono avere fino a 9 pistole e un numero illimitato di fucili.Ma quante sono davvero le armi nel nostro paese? Non lo sappiamo con precisione perché l’ultimo censimento è di 9 anni fa. Le stime dicono che il numero si aggira tra i 7 e i 12 milioni. Quel che sappiamo però è che l’Italia ha un drammatico record: siamo il paese, secondo solo agli Stati Uniti, con il più alto numero di morti per arma da fuoco. E non è un bel primato.Gli Stati Uniti invece per numero di armi possedute non sono secondi a nessuno, in America le armi sono più numerose degli abitanti.
In un crudissimo reportage girato a Chicago, PresaDiretta ha raccontato cosa succede in un paese dove sono armati anche i bambini. Chicago è una città in guerra, dove ogni 2 ore e 45 minuti si spara a qualcuno e ogni 15 ore si compie un omicidio con arma da fuoco. Un esempio di come il numero delle armi sia direttamente proporzionale al numero dei morti ammazzati. Non il contrario.
A PresaDiretta, testimonianze esclusive, casi di cronaca e di ordinaria violenza, in provincia e nelle grandi città, ma anche storie positive di come le cose possono cambiare. Quando le Amministrazioni locali vogliono e decidono di investire fondi pubblici, interi quartieri considerati invivibili e violenti, possono trasformarsi ed essere restituiti alla vita civile.E la legge sulla legittima difesa, ferma in Parlamento, renderà più sicure le nostre case? A PresaDiretta il punto di vista dei partiti politici.“LEGITTIMA DIFESA”, è un racconto di Riccardo Iacona con Elena Stramentinoli, Elisabetta Camilleri, Elena Marzano, Marianna De Marzi, Raffaella Notariale, Marcello Brecciaroli, Massimiliano Torchia.

05 maggio 2017

La difesa è sempre legittima

Prendiamo sul serio quanto dice Alfano (o anche Salvini, su certi argomenti le sfumature non hanno senso).
La difesa è sempre legittima: non importa che sia giorno "oppure" notte (con tutte le confusioni del caso). Una ha sempre diritto a difendersi, con le armi, andando fino in fondo.. E lo stato risarcirà le spese legali del cittadino (ne vedremo delle belle).

Estendiamo il principio a tutte le offese: le banche ti hanno fregato, perché sei stato "costretto" a comprare titoli delle popolari e poi questi sono crollati?
Beh, legittima difesa anche nei confronti dei top manager delle popolari e degli altri istituti che oggi sono in crisi per i crediti deteriorati.
"Non è che li hanno prestati alle persone sbagliate?" si chiede Report, nel servizio che andrà in onda lunedì sera.

E poi, andiamo avanti: il funzionario del ministero, l'appaltatore che paga la mazzetta (per l'appalto di un opera pubblica) e poi la scarica sui rincari dei preventivi in corso d'opera. Legittima difesa anche in questi casi, no?

Oppure no.

Di cosa si è parlato questa settimana

Di cosa si è parlato questa settimana nelle piazze, nei talk, in Parlamento (e spesso è complicato distinguere il livello del discorso)?
Di come rendere più semplice sparare al ladro che ti entra in casa la sera.
Di come indagare le organizzazioni non governative che salvano le vite dei migranti in mare.

Alitalia, Consip, mafia capitale, la manovrina, i dati sul lavoro, legge elettorale .. tutto in secondo piano.
La legge sulla legittima difesa è l'ennesimo esempio di come ci si stia sostando (speriamo non inesorabilmente) a destra pur di catturare elettori.
Servirà a far sentire più sicuri gli italiani, con un arma in casa (detenuta con la finta licenza sportiva e senza un allenamento serio e costante)? 
Un pasticcio che lo stesso Renzi oggi disconosce. L'avranno approvata a sua insaputa.

La polemica sulle ONG nasce da sospetti, leciti ci mancherebbe, sull'operato di qualche ONG.
I finanziamenti, i presunti (possibili) contatti, i transponder spenti, il numero di migranti salvati in mare in aumento ..
Ma se spazziamo il campo dalle speculazioni e vediamo le cose come stanno, ci dovremmo rendere conto che il problema è altrove.

Queste ONG si occupano di salvare vite umane, facendo quello che gli stati e l'Europa non fanno.
Se vogliamo bloccare i trafficanti, creiamo corridoi umanitari, aiutiamoli veramente a casa loro.
Le idee che sento girare, anche ieri a Piazza Pulita, sono solo inutili: la polizia giudiziaria sulle navi militari a cosa serve, se queste si mantengono a distanza dalle coste libiche.

14 marzo 2017

Lo stato fai da te

Nel lodigiano un uomo spara ad un ladro , entrato per rubare delle sigarette nel suo ristorante, al termine di uno scontro. Siamo caduti, è partito un colpo ..
Non sono in grado di dire cosa si provi, quando ti trovi di fronte un ladro, in casa. Uno sconosciuto che non sai che reazione potrebbe avere. Un ladro che potrebbe prendere e scappare via, oppure prendersela con te, farti violenza a te e alla famiglia.
La legge italiana già oggi tutela chi, in determinate circostanze (che devono essere stabilite da un giudice) si difende anche con le armi. Si chiama legittima difesa.
Quello che, grazie al cielo, la legge non consente, è l'autocertificazione della legittima difesa, quello che la lega di Salvini e il centrodestra (quello che rimane) stanno chiedendo.
Se entri in casa di qualcuno, sai che puoi essere ammazzato.

Questa è giustizia fai da té, ed è un principio portato avanti da partiti politici che hanno una visione delle istituzioni del tipo "stato fai da tè". Fa specie che a portare avanti queste idee che, in fondo, sono contro il senso comune delle istituzioni, siano persone dentro le istituzioni.
Tutto fa brodo, però. Specie quando si deve cavalcare l'onda, le paure delle persone che hanno subito furti in casa, violenza, e giustamente chiedono sicurezza.
Ma, giova ricordare due cose: il centrodestra, questo stesso centrodestra, ha tagliato fondi proprio in questo settore per cui meno pattuglie, meno volanti, meno vigili.
Secondo, quando uno di questi pistoleri, preso dalla paura, si metterà a sparare dal balcone colpendo un passante, come si giustificheranno lorsignori della sicurezza? Effetti collaterali?

Il mese scorso la compagnia dei Carabinieri di Cantù (Como) ha sgominato una banda di ladri che colpiva tra il canturino e il varesotto: non si limitavano a rubare oggetti dentro le ville, spesso ricorrendo alla violenza e alle botte. Erano tutti italiani: siamo sicuri che, se ad essere colpito a Lodi lo scorso fine settimana ci fosse un italiano avremmo avuto le stesse reazioni?

Ma questi sono solo pensieri.
Il ristoratore ha reagito bene. Passate poche ore era pronto alle interviste e a farsi un selfie assieme al segretario della Lega.
Quel Salvini che era appena sceso a Napoli a fare il suo comizio contro centri sociali e clandestini: in nome dei principi delle nostre istituzioni ha giustamente preteso il suo spazio, anche a Napoli. Con tanto di polizia a difendere l'ordine pubblico.
Niente vigilantes, come quelli messi da Maroni sui treni regionali dove si rischia di essere aggrediti (e forse non sempre è vero).

Lo stato fai da te, la sicurezza fai da te, la scuola privata fai da te, la sanità (privata e accreditata) fai da te.
E' questo il futuro?
Non oso immaginare cosa succederà se al processo contro i consiglieri regionali lombardi (anche leghisti) dovessero essere confermare le accuse nei loro confronti. O forse i furbetti dei rimborsi non sono pericolosi come gli altri..