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25 aprile 2016

Report – il tallone d'Achille (l'inchiesta su FNM e sui gettoni della Rai)

Cosa hanno in comune l'inchiesta sulgruppo Ferrovie Nord e le spese del presidente, con quella suigettoni d'oro della Rai? Due casi dove qualcuno coi soldi pubblici voleva farsi i comodi suoi.
Però poi qualcuno ha voluto controllare fino in fondo (e non far finta di niente), nel primo caso un funzionario dell'Audit nel secondo una vincitrice.

5 aprile 2013: a Rai 1 hanno assegnato un premio di 100mila euro, alla signora Maria Cristina, che li ha fatti valutare. Scoprendo che non erano d'oro puro: anche Sigfrido Ranucci li ha fatti analizzare, sono risultati 995 e non 999 come timbrati dalla zecca.
Una frode nei confronti della Rai e dei vincitori?
Chi ha frodato, allora? L'oro è fornito da due banche, una nella maggior parte dei caso: banca Etruria.

E poi ci sono quelli che fanno le cresta sulle tasche di tutti: la Corte dei conti stabilisce in 328ml di euro la cifra di soldi rubati: questa sera Report si è occupata di Ferrovie nord e le debolezze del presidente Achille.
E di un funzionario che è andato fino in fondo, nonostante gli avessero detto di fermarsi...

Andrea Franzoso è il funzionario dell'Audit, anzi ex funzionario: ha raccontato dei viaggi fatti con l'Audi aziendale, da usare solo per servizio e che invece era usata per andare in vacanza.
Assieme a Franzoso indagano Nocerino e Schoch: hanno trovato spese per abbigliamento, profumeria, cene, spese per vacanze. A Forte dei Marmi e al Twiga. Conti da 900 euro.
E poi telefonini, 120mila euro pagati in bollette, per figli e moglie.
Le multe pagate da FNM, le scommesse sportive: l'audit presenta il conto all'azienda che avrebbe dovuto segnalare alla procura le carte. Perché si figurava un illecito.

Nel frattempo i treni sono affollati, in violazione del regolamento di servizio perché con meno carrozze di quanto previsto: il servizio ferroviario è gestito da Trenord, quotata in borsa, metà Trenitalia metà FNM.
Quando ci sono ritardi, arriva il bonus: la riduzione dei proventi per i ritardi però la paga la regione, cioè noi, non i manager responsabili.

Lombardia versa 400ml di euro ogni anno, ma non bastano per colmare i servizi, come nel dicembre 2012 quando sono andati in tilt i sistemi informatici. Il DG Biesuz nel frattempo era finito ai domiciliari, per una questione legata al suo passato lavoro.

Le spese anomale di Biesuz e Achille finiscono nel report dell'audit: su cui si sono riversate molte pressioni, da parte del collegio sindacale, per ammorbidire la posizione.
A capo del collegio c'era Belloni, che convoca il funzionario dell'audit che registra tutto: se voi stavate più prudenti .. non bisognava scrivere certe cose ..

Belloni ha paura che l'audit vada fino in fondo: l'ex membro del CDA Quaini ha raccontato della sua esperienza, delle sue amicizie, era politicamente appoggiato.
Achille era ostaggio di Belloni: costui aveva come amici l'ex ministro Gelmini.
EMANUELE BELLANO FUORI CAMPOTra gli agganci politici di Belloni c’è Maria Stella Gelmini, che da ministrodell’Istruzione lo nomina nel cda di Espero, il fondo pensione che gestisce i risparmidei professori. Spese di viaggio e di alberghi sostenute per Espero Belloni se li faanticipare da Ferrovie Nord. Ma Belloni è anche un militante politico: è il coordinatore regionale dei circoli di Agorà Liberi e Forti, l’associazione interna a Forza Italia guidata dall’eurodeputato Lara Comi.
C'è un forte legame tra Agorà e FNM: ci sarebbero assunzioni anomale dentro il gruppo, come Vagliati e Di Renzo, sempre dal circolo Agorà.
Armando Vagliati è l'uomo delle nomine in Lombardia di FI: Rizzi, quando stava per passare a NCD, chiese un posto di lavoro per il fratello, Vagliati lo candida in una società del comune, Metropolitana milanese.

Il benefattore di Arconate: in questo paese Mario Mantovani è considerato un benefattore, braccio destro di Silvio Berlusconi, di Formigoni in regione, nel suo comune dove è stato sindaco, ha fatto tanti lavori.
Ai lavori contribuisce FNM, che da soldi anche alla fondazione Mantovani: alcuni giovani del suo paese li ha piazzati, dicono i pm, in Ferrovie Nord.
Una consulenza a Caianiello, pagata da Nord Energia: consulenza formata da Achille, per i comuni di Legnano e Abbiategrasso.
Proposte mai arrivate nei comuni.

L'assessore regionale Del Gobbo (ex presidente di Nord Energia), ammette che si trattava di una consulenza finta: “io non avevo il controllo del progetto”.
La consulenza da 45mila euro è stata pagata ma non è servita a niente.
E i pendolari viaggiavano stipati.

I regali del presidente.
La cassa di FNM è stata usata per usi personali e anche per omaggiare l'ex presidente Formigoni: dipinti classificati come omaggistica.
Tre dipinti per un totale da 17mila euro: dipinti che sono andati direttamente a casa di Fomigoni.
Ora il presidente è Gibelli, che ai tempi era vice di Formigoni: davanti il giornalista garantisce che i soldi presi indebitamente.

Ci sono poi gli appalti finiti a uomini di CL: come le auto affittate a Kaleidos, società della CDO ad un prezzo maggiorato.
Viene arrestato il presidente di Kaleidos, i pm sospettano che ci sia stata un mazzetta per l'appalto.
La società Sems (del gruppo) ha avuto una sede a Saronno, in una sede di proprietà di Kaleidos, ad un prezzo molto superiore al valore di mercato.
Le cene di Natale ora non si fanno più, mentre si fanno ancora le cene per ospiti particolari: come quella del vicepresidente Arnoldi con ospite Vegas. Vegas, presidente Consob, dovrebbe vigilare sulle società quotate come FNM.
Per Arnoldi, non c'è niente di male ad andare a cena assieme, non è corruzione.

Sono cambiati i tempi oggi, col nuovo management? Non sembrerebbe, vista la sponsorizzazione di FNM a Terra insubre, del consigliere Mascetti.
Mascetti, oltre ad essere manager di FNM, è anche vicina alla Lega.

Come è andata a finire?
Voi non vi occuperete di audit per il resto della vostra vita”: Franzoso è stato spostato in un'altra funzione creata ad hoc, non si occupa più di audit.
Il nuovo cda, dopo lo scandalo, lo ha rimosso: Gibelli parla di riorganizzazione, in ragione di una esigenza organizzativa ..
Siamo maliziosi a pensare male?
Franzoso si è dimostrato capace, indipendente rispetto alle pressioni: meritava di meglio.
Un uomo che non ha un prezzo, purtroppo sono quelli che pagano il prezzo per tutti.

Qui la trascrizione pdf della puntata.

24 aprile 2016

Tanto non sono soldi pubblici – Report e il caso Ferrovie Nord

“Trenord non gestisce soldi pubblici” - così si giustificava l'ex presidente di Ferrovie Nord Milano (la controllata che si occupa di trasporto pubblico in Lombardia), Noberto Achille, nell'intervista in cui Marco Lillo gli contestava le spese “pazze” che si faceva rimborsare dal fondo di presidenza. Soldi pubblici, perché rimane una società controllata dalla regione Lombardia, i cui vertici in questi anni sono sempre stati legati alla regione stessa (Formigoni prima e Maroni ora).

Quali sono queste spese? Le multe dell'auto: una da 1000 euro, per un totale di 17mila euro, su auto che la società mette a disposizione della dirigenza e che invece, in alcuni casi, erano in uso ad altre persone.
I quadri comprati alla Galleria Sacerdoti per 17 mila euro.
Spese per i telefonini per migliaia di euro.
Le spese pazze di Norberto Achille, presidente della società controllata da Regione Lombardia e partecipata da Fs: 70mila euro dal 2011 al 2015. Tra poker sul web, abbigliamento, carburante, telefonino e multe. Continua l'inchiesta del Fatto Quotidiano.
La procura acquisisce gli estratti conto, il cda commissiona un report per verificare illegalità. Interrogazioni M5S” [Fatto quotidiano del 11 maggio 2015]

A tutte queste contestazioni, che non hanno trovato molto spazio sui giornali, l'ex presidente ha risposto che toccherà alla magistratura dare una risposta, che FNM non è pubblica, che mica può ricordare tutto...
Forse perché sono un pendolare, a me queste risposte danno molto fastidio: come tante altre persone, ogni giorno mi scontro con ritardi, treni affollati, dove d'estate manca l'aria condizionata.
Magari cambierà qualcosa con la nuova dirigenza, chissà. Ma rileggendosi l'intervista, gli articoli, rimane l'impressione di di un manager che considerava quella poltrona come un feudo personale.
Che si è interrotto grazie agli accertamenti dell'audit interno, che con grande coraggio e senso dell'etica, hanno fatto le pulci alle spese per quadri, scarpe, viaggi e pranzi, per cui Norberto Achille è stato indagato per peculato e truffa e l’ex presidente del collegio sindacale Carlo Alberto Belloni per tentato favoreggiamento.
Si chiama Andrea Franzoso, il funzionario dell'audit: la sua storia però non ha avuto lieto fine, FNM lo ha rimosso dal suo ufficio, niente più funzioni di controllo per questa persona colpevole di aver collaborato coi magistrati e non aver tenuti i panni sporchi ben nascosti.

Dal Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2015: si parla del colloquio che Franzoso ha registrato parlando con l'ex capo dell'Audit Belloni
Io vi avevo spiegato, sia a te che a Nocerino, di non insistere sulla strada su cui stavate insistendo”.
Belloni è amareggiato perché dopo l’arresto del precedente capo del servizio audit voleva promuovere proprio le due serpi piene di un veleno chiamato onestà che si era cresciuto in seno. “Io pensavo da voi, o da te o dall’altro di tirare fuori il responsabile dell’Internal Audit… non l’avete voluto capire… sono uscite cose che negli audit non andavano scritte… io te lo dico con molta franchezza: dal 26 maggio in poi quell’ufficio lì (Internal Audit, ndr) viene smantellato”.
La questione interessante è che Belloni sta parlando del nuovo corso di Andrea Gibelli, il nuovo presidente leghista: “Gibelli secondo te cosa fa? Si tiene questo audit? Si tiene questo Odv (Organismo di vigilanza, ndr)? si tiene questa gente qua? Secondo te? Gibelli la cambia. Il minimo che deve fare. Se a te ti mandano a Como? E Nocerino lo mandano ad Iseo? Cosa facciamo? Eh? Ci hai pensato a questo? Ci avete pensato, te e Nocerino, a questa roba qua? Che forse bastava venire su e dire le cose man mano che venivano avanti, e seguire quello che vi dicevo io, e stare più prudenti… e non farvi prendere dalla foga di capire, di avere”.
Belloni fa un ragionamento sottile. Franzoso e il suo collega hanno sbagliato a usare quelle carte nell’interesse della società e non nel loro. Come direbbe Razzi, “fatti un po’ i c… tuoi”, sembra dire Belloni. “Non dicevo che non bisognava trovarle… bisognava trovarle, fare come faceva Orlandini (l’ex responsabile Internal Audit Fnm, poi arrestato per altre storie, ndr), a cui le davate le cose. Orlandini veniva dal presidente e le mediava… a suo vantaggio, a suo vantaggio… che Orlandini fosse un figlio di puttana lo sapevate. Bastava dirmele le cose”.
Poi c’è l’apologo agghiacciante sul campo di sterminio: “Il comandante di Auschwitz, che di certo non era uno stinco di santo (…) l’unica cosa che non ha mai fatto è indagare sui revisori dei conti che gli mandava Berlino. Mai. Mai fatto. Aveva il Comitato di controllo interno, aveva l’Odv interno del campo, fatto da Ss. Quando una Ss si svegliava, in questo caso l’Ss Quaini (ex membro del Cda, ndr) si svegliava e diceva: bisogna indagare sul comandante, su su… sul presidente dei revisori dei conti che arriva da Berlino, gli diceva: ‘Guarda, tu non sei ariano perfetto, comincia ad accomodarti dentro al forno crematorio’”. La leghista Laura Quaini era allora presidente del Comitato controllo e rischi, ed è stata decisiva nell’aiutare i controllori onesti come Franzoso. Dopo essere stata paragonata da Belloni al controllore onesto di Auschwitz, non è stata confermata nel cda scelto dalla Regione a guida leghista.

Di tutto questo si occuperà il servizio di Emanuele Bellano per Report: il tallone d'Achille
Carburante auto per uso privato, pranzi in giorni festivi e scommesse sportive. Tutte spese effettuate da Norberto Achille, presidente di Ferrovie Nord Milano, il gruppo controllato dalla Regione Lombardia che gestisce il trasporto ferroviario lombardo e caricate dal presidente sulle casse della società. Di domenica il presidente Achille paga con la carte di credito aziendale 480 euro in un ristorante a Forte dei Marmi. Ma a spese della società va anche in discoteca: 900 euro al Twiga, il locale di Flavio Briatore in Versilia. Le spese vengono raccolte nel rapporto dell'internal audit, l'organo di controllo interno di Ferrovie Nord, stilato da Andrea Franzoso insieme ad altri funzionari incaricati di controllare i conti. Tra le spese anomale individuate dall'audit anche l'acquisto di tre quadri, in totale 17 mila euro, pagati da Ferrovie Nord e regalati all'allora presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni. E non solo: appalti sospetti a una società di Comunione e Liberazione per oltre un milione di euro, consulenze, sponsorizzazioni e favori a compagni di partito e associazioni amiche. Nonostante controllare i conti e denunciare le anomalie sia il suo compito, Franzoso riceve intimidazioni dai vertici della società. Il funzionario non si ferma e denuncia la vicenda in procura. Oggi che fine ha fatto? Il nuovo presidente di Ferrovie Nord Andrea Gibelli, nominato per risollevare l'azienda dopo lo scandalo delle spese anomale, lo trasferisce in un altro ufficio e oggi Franzoso non si occupa più di controlli. Chi è Andrea Gibelli? Era il vice di Formigoni in Regione.

Il secondo servizio riguarda i gettono d'oro, con cui la RAI premia i vincitori dei concorsi. Ma è tutt'oro quel che luccica? Una signora che ha vinto un premio ha voluto controllare..

Chi vince i gettoni d’oro si sente baciato dalla fortuna e non gli viene in mente di andarci a guardare dentro. Perché a caval donato di solito non si guarda in bocca. Noi invece siamo talmente rompiscatole che l’abbiamo fatto. La Rai sborsa ogni anno dai 6 ai 10 milioni di euro in gettoni d’oro che acquista dalla Istituto Poligrafico Zecca dello Stato. Sono i gettoni con cui premia i vincitori dei concorsi a quiz. Il premio in gettoni d’oro è ormai un meccanismo consolidato dal 1955, con la trasmissione Lascia o Raddoppia; i gettoni vengono usati al posto del denaro contante per non violare la legge sul gioco d’azzardo. Ma la Rai si distingue perché è l’unica televisione al mondo a premiare con gettoni d’oro 999,9, che significa che su un chilo ci sono più di 999 grammi di oro: il massimo della purezza. Le altre emittenti televisive, come Mediaset, pagano con gettoni in oro 750. La Rai ha un contratto di fornitura esclusiva con la Zecca dello Stato, la quale conia i gettoni d’oro e li certifica. Ma è davvero tutto oro quello che luccica, anche se proviene dalla Zecca? E soprattutto, da chi compra la Zecca i lingotti d’oro per coniare i gettoni della Rai?

Terzo e ultimo servizio, i costi di produzione delle targhe delle auto: privatizzarle ci farebbe risparmiare soldi?

In Italia la produzione delle targhe auto è affidata in regime di monopolio al Poligrafico dello Stato. L'automobilista le paga oltre 42 euro, mentre nei paesi europei dove il servizio è privatizzato i costi sono molto più bassi. Ma cosa succede se la targa prodotta dallo Stato si rovina? Secondo il codice della strada va sostituita e per il cittadino arriva un'altra beffa perché c'è un conto ancora più salato da pagare. 

26 maggio 2015

Un'altra occasione persa

Nel 2013 l'allora centrosinistra che si accingeva a smacchiare il giaguaro, non si rendeva conto di quanto, a furia di bazzicare l'agenda di Monti e il centro di Casini, stesse perdendo di vista il suo elettorato di riferimento.
Quello delle leggi vergogna da cancellare, il falso in bilancio, la prescrizione, la ridistribuzione del reddito, la lotta alla corruzione, alla casta, contro le grandi opere .. La difesa della scuola pubblica, della sanità pubblica.

Ecco, l'allora PD, la ditta di Bersani, non si rendeva conto che l'elettorato, più intelligente forse di quanto si sperasse, non sarebbe stato a guardare. Dopo la riforma Fornero, dopo i salva Italia. Dopo la difesa del TAV in Val di Susa.
Aveva perso la sua occasione storica.
Ecco, lunedì ne ha perso un'altra: all'assemblea degli azionisti di Trenord, dove Grillo ha fatto il suo show (più pacato del solito), dov'era l'opposizione in regione Lombardia?
Non fisicamente, si intende.
La battaglia contro le spese pazze, contro il sistema clientelare messo in piedi da CL e ora dalla Lega che piazzerà, in sostituzione dell'ex presidente Achille, il vice di Maroni, Gibelli.

La battaglia contro il sistema Trenord è la battaglia dei pendolari (come me) che prendono questi treni regionali tutti i giorni. Contro manager che consideravano le partecipate come un feudo privato.
Mica sono soldi pubblici, si difendevano di fronte ai rimborsi per cene e multe.

Ecco, poteva diventare una battaglia in difesa del servizio pubblico. Non fatemi pensare che in regione sono troppi occupati per Expo e che i pendolari non portano voti ..

Qui il link dell'intervento all'assemblea di ieri (la parte finale):
Vorrei ricordare a tutti i soci la mission di questa azienda: «la finalità di “muovere” persone (non i figli del Presidente con le auto aziendali!), beni e informazioni (non scarpe firmate e video porno!) per rispondere alle nuove esigenze di mobilità e di comunicazione di individui e imprese (non le mogli dei dirigenti che parlano per ore al cellulare con la sim aziendale!).»Il problema delle partecipate è chi le guida e come le guida, come vengono usate e mal gestite! FNM dovrebbe incentivare il trasporto pubblico locale e l’infrastrutturazione del nord Italia su ferro.Chi doveva controllare, cosa ha fatto per tutti questi anni? Cosa ha fatto il Collegio Sindacale? E’ mai stata fatta una verifica di cassa? Esiste una contabilità parallela?.Chi doveva controllare guardava da un’altra parte, spendeva soldi (anche lui) in telefonate e ostacolava i funzionari che chiedevano spiegazioni. Ostacolavano gli onesti. Noi invece siamo qua per tutelarli! Noi siamo qui per dire agli onesti che sono qui dentro: “Soffiate nel fischietto”. Soffiare nel fischietto, in inglese “whistleblowing”Il Whistleblower riferisce di un illecito compiuto (o a compiersi), in danno delle Istituzioni, del quale sia stato diretto testimone – nell’esercizio delle proprie funzioni -, all’interno della propria organizzazione lavorativa. Un agnello in mezzo ai lupi. Un onesto.In FNM alcuni cittadini ONESTI hanno deciso di tutelare il bene di tutti e noi siamo qua per sostenerli e per difenderli. Il MoVimento 5 Stelle ha una proposta di legge sul whistleblowing, depositata in Parlamento. Tuteliamo i pentiti di Mafia e non tuteliamo chi si attiva per difendere gli interessi della collettività. Il M5S vuole far tornare di moda l’onestà e non lasceremo solo chi si batte per il nostro stesso fine. Pretendiamo che venga totalmente rinnovata la Governance di FNM, che vengano inserire persone scelte per merito e competenza. In maniera trasparente. Persone oneste. Non i soliti trombati dalla politica o ex parlamentari. Gli onesti non devono limitarsi a denunciare, possono e devono amministrare le società di interesse pubblico e il Paese, solo così lo cambieremo. FNM deve costituirsi contro chi ha gestito l’ente fino a oggi in maniera impropria e se verranno accertate le responsabilità vogliamo che chi ha sbagliato paghi! E che questo non si ripeta mai più. Noi, come soci, crediamo che ci siano i presupposti per chiedere un’azione di responsabilità verso il management. Ma voi non azzardatevi a pagare buone uscite a chi oggi ha sottratto soldi alle casse della nostra società e a chi ha mantenuto gli occhi chiusi mentre ciò accadeva! Chi ha sbagliato se ne deve andare e deve essere allontanato per sempre da qualsiasi incarico pubblico.

11 novembre 2013

Treni a bassa velocità


La settimana scorsa c'è stato un grave incidente sulla linea per Bergamo delle Trenord: una ambulanza è stata investita da un treno locale, mentre attraversava i binari. Le sbarre si erano alzate nel momento sbagliato: colpa di un errore umano, hanno anticipato i telegiornali.

Nella Lombardia del 2013, è possibile che non ci siano automatismi, controlli e che sia tutto affidato all'uomo (sempre che sia vera l'ipotesi della responsabilità umana).


Ancora una volta dobbiamo sperare che sia un'inchiesta della magistratura a fare luce su eventuali malfunzionamenti o inefficienze delle nostre linee ferroviarie, quelle dove si spostano ogni giorno migliaia di persone (e che anche incrociano anche le strade degli automobilisti).
Nel passato ci sono stati altri episodi di problemi ai passaggi a livello, anche su altre linee di Trenord: problemi che hanno costretto i convogli a viaggiare a vista, quando passavano nelle città, con la conseguenza di accumulare ritardi.

Perché anche questo è nella vita del pendolare: sapere a che ora parti alla mattina ma non sapere quando si arriverà al lavoro, o a casa la sera.



Oggi sul FQ c'è un articolo proprio sui pendolari e sulle loro esperienze di viaggio
Pendolari KO: meno linee, più soldidi Vincenzo Iurillo, Roberto Morini, Tommaso Rodano, Francesco Tamburini, Giulia Zaccariello
Sono almeno 2 milioni e 903 mila (secondo il rapporto Pendolaria di Legambiente). Sono i pendolari italiani. Quanti gli abitanti di una metropoli. Ma loro passano buona parte delle loro giornate sui treni, pullman, bus. Non per sfizio, ma per andare a lavorare. Intanto a causa della crisi e della cattiva politica si registrano tagli del 10-15 per cento ai servizi. E corrispondenti aumenti a botte del 10-20 per cento l’anno (l’ultimo è stato annunciato da Trenitalia proprio nei giorni scorsi). Ma dimenticare i pendolari non significa soltanto spreco di denaro e ricadute enormi sull’inquinamento e il traffico delle città. Significa “rubare” a donne, uomini e molti giovani fino a mille ore l’anno. Cinquanta giorni trascorsi su treni e pullman, talvolta indecenti. Tempo sottratto alla vita. Ecco come vivono i pendolari italiani sulle linee più famigerate. 
1. Milano-Novara, impresa salireMilano, stazione di Piazza Repubblica. Chi sceglie di pagare il biglietto con la carta di credito si mette in coda, perché solo una delle quattro macchinette presenti accetta le carte magnetiche. "Sono rotte da una vita”, dice uno dei ragazzi in fila. Ecco il biglietto da visita. Sono passate da poco le 18 e sta per arrivare, con cinque minuti di consueto ritardo, il treno della linea suburbana S6, l'incubo di tutti i pendolari che vivono sul tragitto che va da Milano a Novara e lavorano nel capoluogo lombardo. Ancora prima che il convoglio si fermi, la folla si è già divisa in gruppetti in corrispondenza delle porte, con la speranza di ottenere un posto a sedere oppure, più realisticamente, almeno di riuscire a salire. "Cinque minuti di ritardo non è niente, siamo abituati a ben peggio, come le cancellazioni", spiega Patrizia, impiegata di Magenta. Saliti a bordo, i pendolari tirano un sospiro di sollievo. Ma è ancora presto per rilassarsi. Tutti i posti a sedere sono occupati dai primi fortunati e la gente si ammucchia vicino alle porte e sugli scalini bloccando il passaggio. Basta il minimo imprevisto per fare scatenare litigi. A ogni fermata, intanto, i passeggeri sono sempre più numerosi. E ai pendolari che lavorano a Milano si aggiunge, alla fermata Villapizzone, un fiume di studenti universitari del Politecnico. A un tratto buio: si spengono le luci del vagone. Qualcuno è stupito, ma la maggior parte dei passeggeri non batte ciglio. L’importante è arrivare. Vivi. 
2. Milano linea 91, il lusso di respirareLunedì mattina, ore 8.00. Ventidue persone alla banchina tra Viale Romagna e Piazzale Susa aspettano la 91, l'autobus che attraversa Milano passando attorno al centro, lungo la circonvallazione esterna. Il bus arriva puntuale, ma prima di partire è già pieno. Al punto che buona parte dei presenti non riesce a salire. Peggio della metro di Tokyo. C'è anche una ragazza con un figlio neonato. Rinuncia. Piazza Piola, scende un gruppo di studenti universitari del Politecnico e si torna a respirare. Ma la tregua non dura molto. L’autobus inizia a percorrere la circonvallazione e comincia a riempirsi di nuovo: salgono uomini in giacca e cravatta, ma anche studenti e molti stranieri. Tra questi c’è una donna indiana che aiuta il figlio a ripassare l’ultima lezione di inglese. Fino a quando il mezzo è talmente affollato da non riuscire a tenere aperto il quaderno. E scatta il battibecco. “Può spostare il braccio?”, dice rivolgendosi a un signore, che risponde visibilmente infastidito: “Non è colpa mia, mi spingono per provare a salire”. Ordinaria amministrazione sulla linea 90-91.Da qui in poi è sempre peggio. Piazzale Lugano: una ragazza prova comunque a salire con un passeggino. Inizia così un vero lavoro di squadra per aiutarla, con due giovani che prendono le ruote davanti e un altro che fa spazio. Altre fermate, ma decine di persone guardano sconsolate il bus passare, restano sul marciapiedi. Arriveranno tardi.
Le altre storie le potete trovare sull'articolo del Fatto Quotidiano.

28 gennaio 2010

Mistero alle Ferrovie Nord



Treno delle 7.37 per Milano Cardorna, stazione di Arosio.
Treno in ritardo di 13 minuti:
- potremmo prenderci un caffè ..
- e se poi arriva il treno ??..

E il ritardo aumentava. Gli unici a esultare gli studenti delle superiori: ad ogni aumento di ritardo sul cartellone (15,17,19,20 ..) un grido di giubilo.
Infine l'annuncio: trano fermo a Merone .. arriveranno solo 3 carrozze.
Alle 8.15, arriva il treno: tre carrozze semivuote. Dove sono spariti i pendolari (incazzati) ?
Spariti. Forse risucchiati in un buco temporale come i personaggi di Lost?

Nelle foto, le due immagini più rappresentative delle Ferrovie Nord. Il ritardo (frutto di anni di bassi investimenti, scarsa manutenzione e interesse alle lamentele dei viaggiatori) segnato dal tabellone, e i megaschermi alla stazione di Cadorna.
Inutili.

23 dicembre 2009

Alta velocità - il giorno dopo

Oggi, bis di disagi sui binari della bassa velocità dei treni per pendolari.
Col blocco dell'elettricità dei treni delle Ferrovie dello Stato, tutti i viaggiatori si sono riversati sui treni delle Ferrovie Nord, come il mio.
Trasformato da diretto in treno locale (e dunque costretto a fermarsi a tutte le stazione anche se già pieno), e arrivato a Milano con 35 minuti di ritardo.
Con le persone che si accalcavano per entrare, in compartimenti già ben stivati. Gente che urlava, che spintonava, che aveva un malore per la mancanza di aria e di spazio.
Aveva ragione Moretti (l'Amministratore delegato, non il regista): meglio portarsi dietro cibi e vivande, col gelo e la neve.

Un articolo interessante sullo stato
dell'Alta Velocità sul Fatto.

IVAN CICCONI
“VI SPIEGO IL DISASTRO DEI TRENI ITALIANI”
di Sandra Amurri

Freddo. Pioggia. Neve. Visto che non è estate, le stagioni, almeno quelle, sono normali. A differenza delle Ferrovie, amministrate da un manager da un milione di euro l’anno: in tilt e in un silenzio imbarazzante e bipartisan.
“Moretti fa solo comunicazione e propaganda” sentenzia l’ingegnere Ivan Cicconi, uno dei massimi esperti di infrastrutture. “Nel processo di liberalizzazione del servizio le funzioni sono state separate: la gestione dell’infrastruttura a RFI: il servizio ferroviario a Trenitalia. Due società con due Cda, due amministratori ben retribuiti. Ma nessuno risponde di nulla”.

Ma Moretti, è presidente della holding del gruppo delle Fs, che controlla, per conto dello Stato, l’attività delle 59 società che sono state costituite, tra cui Rfi e Trenitalia al 100% di Fs.

Sì, e poi dice che negli altri paesi sono state cancellate più corse che in Italia. Omettendo che si tratta di cancellazioni programmate di cui gli utenti vengono informati per tempo. Il 70% delle cancellazioni effettuate in Italia sono state annunciate dopo l’orario di partenza del treno. Addirittura, posso testimoniarlo personalmente, accade che un treno venga annunciato in arrivo con ritardo. Uno oblitera il biglietto, poco dopo il treno viene soppresso e non si ha diritto al rimborso perché il biglietto è stato obliterato. Negli altri paesi quando i treni vengono cancellati esiste il rimborso cash. Qui nessun rimborso e se va bene un buono del 50% ma solo per ritardi che superano i 30 minuti. La Corte dei Conti un anno fa ha messo per iscritto parole di fuoco contro il management di Fs, Rfi e Tav. Moretti è il maggior responsabile di questo disastro, ma resta al suo posto, anzi è stato promosso. Merito? Fare parte della casta dei manager lottizzati super pagati e non controllati dalla politica. Non a caso oltre a ricoprire quattro incarichi in Fs, ha anche il tempo per fare il sindaco, come il ministro Matteoli, anche lui sindaco e di Orbetello.

E che dire delle Frecce Rosse, d’Argento che allo stesso costo hanno viaggiato come treni normali?

E nessuno sa che due giorni dopo l’inaugurazione, la galleria dell’Alta velocità Bologna-Firenze, è stata chiusa per problemi di sicurezza e non aveva ancora nevicato. Lo Stato dal 1992 ad oggi ha speso per l’Alta velocità quasi 48 miliardi di euro. Un terzo è venuto dalle varie leggi finanziarie, un terzo da quello che hanno spacciato come finanziamento privato mentre era debito a carico dello Stato, 13 miliardi di euro; il restante dai trasferimenti che ogni anno lo Stato dà a Fs per la sola gestione dei servizi universali che sono stati dirottati sull’Alta velocità in maniera illegittima. Si tratta di circa un miliardo di euro ogni anno da 15 anni a questa parte.

Dicevano che con l’Alta velocità si sarebbero liberate le linee storiche e il servizio potenziato.

Di fatto è successo che gli Espressi e gli Intercity a lunga percorrenza sono diminuiti, sono aumentati i tempi di percorrenza e i prezzi dei biglietti: gli utenti sulla lunga percorrenza infatti sono costretti a prendere una delle due Frecce pagando il doppio. Gli utenti vengono truffati perché pagano sulla loro pelle le inefficienze e i disservizi e tutti i cittadini si ritrovano sulle spalle 4,5 miliardi di euro l’anno, l’equivalente dei trasferimenti dello Stato alle Ferrovie per gestire il servizio in cambio di un servizio pessimo per il 95% dei passeggeri che non prende l’Alta velocità. Su 600 milioni di biglietti staccati ogni anno, infatti, solo 26 milioni sono Freccia Rossa e d’Argento.

22 dicembre 2009

Qualità cortesia e convenienza


Il sito delle Ferrovie Nord.

Cronaca di un disastro annunciato


Sveglia ore 6.00
Scarponi, sciarpa e cappello. E tanta buona volontà, perchè la voglia di rimanere a letto è tanta.
Sono almeno 40 i cm di neve caduti a casa mia: o le catene, o le gomme da neve, o tanta fortuna.
Le strade comunali sono ancora sporche: da ieri sera è passata solo la pala a togliere il grosso. Ma niente spargisale o sabbia.
In stazione arrivo alle 7.45
Il treno precedente, il 7.37 da Arosio (Ferrovie Nord) è partito con 9 minuti di ritardo e arriverà con molto ritardo a Cadorna.
Il treno delle 8.09 è indicato con un ritardo di 20 minuti.
Ma prima si ferma alla stazione di Erba, poi viene sopresso.
In stazione, assieme ad altri pendolari, regna la rassegnazione, la voglia di stemperare la stanchezza, un pò di rabbia, con l'ironia.
"non ci sono i treni di una volta"
Il treno delle 8.37 viene soppresso.
Il treno delle 8.07, finalmente parte da Asso: è la capostazione a darci qualche informazione.
Perchè il sito delle FN è giù.
E l'unico numero di assistenza è a pagamento.

Come Dio vuole, alla fine un treno passa, per Milano: sono le 9.10 quasi e nell'ora e passa di attesa, non uno spargisale.
Arriva il treno, è un TAF.
Sarebbero quelli nuovi, ma sono anche quelli che in inverno si rompono prima.
Infatti si sale e ti accoglie l'aria condizionata. Fredda.
E io come le racconto queste cose? Come fa la gente a crederci, se non sei un pendolare?

Dopo un fermo di 5 minuti in prossimità dei binari di Cadorrna, alle 10.10, sono arrivato.
E questo è solo il principio di una giornata lunga e faticosa.