Visualizzazione post con etichetta olimpiadi invernali 2006. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta olimpiadi invernali 2006. Mostra tutti i post

20 maggio 2024

Report - le olimpiadi (in)sostenibili e il tesoro della lega

SFORO OLIMPICO Di Claudia Di Pasquale

Le Olimpiadi di Milano Cortina sono state vinte con delle premesse chiare: essere sostenibili in termini ambientali ed economici, invece il primo atto dell’operazione è stato l’abbattimento di migliaia di alberi per far spazio alla nuova pista da bob.

In faccia al progetto dove si parlava di mantenere i larici in due punti specifici della pista: Claudia Di Pasquale ne ha chiesto conto al presidente Zaia, che ha cercato di evitare di rispondere alle domande. La pista è più corta, mi hanno detto che pianteranno più alberi, abbiamo riqualificato una pista da bob abbandonata… Ma se non riuscissimo a costruire per tempo la pista dovremmo andare a gareggiare all’estero.

La pista da bob nel dossier iniziale doveva essere risistemata: era stata costruita per le Olimpiadi del 1956, la ristrutturazione era stimata in 47ml, ma alla fine la nuova pista costerà 118ml di euro, tutti a carico dello Stato.
LA pista deve essere a Cortina – spiegava Salvini in conferenza stampa – senza spendere soldi in più: alla fine il progetto per la gara diventa light, per spendere di meno, togliendo le opere di mitigazione.
Ma alla fine il progetto light sarà solo una pista di cemento, senza servizi per disabili, senza coperture a verde e costerà pure di più.
L’autorizzazione paesaggistica è arrivata dalla regione Veneto solo dopo 4 giorni l’approvazione del progetto: questa pista sarà usata solo da pochi alla fine delle olimpiadi, sarà solo un peso per le future generazioni.
Il Cio aveva scritto a Zaia che una nuova pista da bob sarebbe stato un azzardo, come la pista realizzata a Torino per le olimpiadi del 2006 e oggi abbandonata.
Ma alla fine la pista di bob si farà, sarà una cattedrale nel deserto? “Questo lo dice lei” è la risposta di Zaia alla giornalista, tutto dipende dal piano economico.
Secondo il dossier di candidatura con cui l’Italia ha vinto avremmo dovuto spendere il meno possibile, ma oggi sembra tutto carta straccia: Malagò, di fronte alle carte del dossier (dove si parla di ristrutturazione della pista da bob), tira fuori motivi ideologici, per poi chiuderla dicendo che la politica ha voluto fare così, costruendo una nuova pista.

Nel frattempo gli austriaci stanno sistemando la loro pista per 28ml di euro, se Pizzarotti non dovesse consegnare l’impianto entro marzo 2025, le gare si faranno in Austria (ma noi avremmo comunque speso 118 ml di euro per una cattedrale nel deserto).
Ma in questo progetto ci sono altre opere di mezzo: ci sono i lavori di ristrutturazione del palazzo di ghiaccio, il trampolino Italia che non è usato dagli anni 90, ci sono i lavori per il villaggio olimpico (39ml di euro) realizzato con case usa e getta. Tutte opere ancora da fare.
C’è poi la tangenziale per Cortina per evitare che i mezzi pesanti per le opere debbano passare per la città: la variante dovrebbe attraversare la valle, in una zona dove è presenta una frana, con tanto di movimenti franosi verso valle.
Lo scorso dicembre il ministero dell’Ambiente ha bloccato questo progetto, chiedendo una variazione che prevede un impatto su diversi condomini della zona.
Altri costi deriveranno dai lavori sul ponte, poi una galleria sotto le montagne (costo 483ml di euro): quest’ultima opera è escluso che verrà realizzata per le olimpiadi.
Ci sono poi le varianti per diminuire i tempi di percorrenza per arrivare a Cortina: costo per 250ml di euro, per un risparmio di 2 minuti di tempo per chi arriva qui.
C’è poi la bretella ferroviaria di pochi km, di cui una buona parte sotto terra (con una galleria a cappio), in una zona ad alto rischio idrogeologico.
Altra opera essenziale per le olimpiadi, ma in realtà è una bufala perché questa bretella collega Mestre a Venezia, poi non ci sono treni per Cortina.

Alla fine queste opere collegate per le olimpiadi a chi convengono? Non sono olimpiadi low cost dunque, si parla 1,5 miliardi di opere che dovrebbero migliorare la condizione del Veneto (pagati dai cittadini delle altre regioni).
La fondazione Milano Cortina metterà 1,6 miliardi di euro per la gestione dell’evento, i soldi arriveranno dagli sponsor, dal Cio e dalla vendita dei biglietti.
Il costo totale per le olimpiadi è salito da 2,4 a 3,6 miliardi di euro col governo Meloni: si spenderanno soldi anche in Trentino dove gli impianti erano già funzionanti.
Nel dossier si parlava di una spesa di 8ml di euro, oggi siamo saliti a 18ml di euro, per investimenti su impianti esistenti, si prevede di prendere acqua da un torrente in una zona protetta, sono in attesa delle autorizzazioni del comune, ma tanto sanno che andranno in deroga.
I trampolini di Predazzo sono stati smontati e verranno costruiti: i costi sono quadruplicati rispetto al dossier iniziale, anche qui si è scelti di non ristrutturare, approfittando delle olimpiadi per costruire opere nuove.
Sempre a Predazzo si costruirà il villaggio olimpico, dentro la zona militare, nella scuola alpina della Guardia di Finanza. Anche qui, in una zona verde, si andranno a ristrutturare dei palazzi, da 11 ml di euro si parla 41 ml di euro.
Altri soldi saranno spesi per costruire parcheggi, cementificando delle zone verdi, per comprare dei bus.

A Bolzano, ad Anterselva c’è l’impianto di Biathlon: si dovevano spendere 4 ml di euro e si spenderanno invece 51 ml per nuovi lavori, alcuni inutili.
A Dobbiaco dovrebbe realizzarsi un’opera stradale di cui però manca il progetto.
A San Candido grazie alle olimpiadi costruiranno un cavalcavia per eliminare un passaggio a livello, che rovinerà la visuale del paese. Da 7 ml il costo è aumentato a 15 ml: l’opera è stata decisa alle spalle del comune, nemmeno il sindaco ne era a conoscenza.

LA pista di pattinaggio di Baselga doveva essere solo coperta: rispetto alla cifra iniziale, i costi dei lavori sono raddoppiati, ma alla fine la sede di Baselga è stata tolta dalle olimpiadi, poco dopo che il comune aveva approvato il progetto.
Alla fine la sede di Baselga era stata inserita nel piano iniziale solo perché c’era un impianto esistente: è stata sacrificata per lasciar spazio alla pista di Cortina?
Colpa della politica – la risposta di Malagò: il Cio aveva chiesto in nome della sostenibilità a rinunciare all’ammodernamento alla pista di pattinaggio di Baselga e alla pista di bob a Cortina.
Ma alla fine i soldi arriveranno anche a Baselga, dalla provincia autonoma di Trento.

A che punto sono i lavori in Lombardia? La sede designata per lo sci alpinismo è Bormio, nel dossier la pista Stelvio è già considerata omologata, si spenderanno però altri soldi per dei lavori di ammodernamento (per 78ml di euro).
Che senso ha investire tanti soldi per una pista dove, tra qualche anno, non ci sarà più la neve?
Ci sarà una nuova cabinovia che passa a pochi metri dalle case, per un costo da 28ml di euro.
La neve in primavera si trova a Livigno, anche qui si ospiteranno le gare (su piste in gestione a privati): per i lavori delle due piste si passa da 17 ml di euro a 150 ml di euro.

L’importante è che siano opere utili – racconta l’assessore alla montagna: sono nuovi parcheggi, uno interrato sotto la montagna, una nuova cabinovia in project financing (ma parte dei soldi sono coperti dallo Stato).

La Lombardia spenderà fondi pubblici per migliorare la viabilità da Milano verso Sondrio, per un totale di 74ml di euro.
Altra opera è quella chiamata tangenziale sud di Sondrio: si tratta in realtà di un viadotto che non toglierà traffico dal paese: il cavalcavia forse non sarà pronto per le olimpiadi e se non sarà pronto “ce ne faremo una ragione” spiega il sindaco di Bormio.

In generale le opere in Lombardia a che punto sono? Secondo l’assessore Sertori sono a buon punto, Fontana ha deciso di non rispondere a Report e, anzi, alla fine ha allontanato la giornalista accusandola di avere risposte preconfezionate.
Trasparenza cercasi, in questo paese.

Secondo l’audizione dell’ex commissario Santandrea nel 2023, le opere sono in ritardo (e per la maggior parte nemmeno sono utili per le olimpiadi).
Report non è riuscita ad avere informazioni sul cronoprogramma ad Anas, al ministero delle Infrastrutture, senza riuscirci: spenderemo 3,6 miliardi euro in opere che violano anche vincoli ambientali e nemmeno sappiamo come li spenderanno.

A Milano si costruiranno impianti per le gare: dovrebbero realizzarle i privati, andando a ritrutturare opere esistenti, come il palazzetto del Palasharp. Ma alla fine le spese sono salite e i privati, come Ticket One, hanno chiesto aiuto al comune.
Ticket One non ha realizzato lavori dal 2019, il comune ha revocato la concessione pochi mesi fa: ci sono voluti tanti anni per rendersi conto della situazione?
Il Palasharp andrebbe demolito in quanto abusivo, il comune ha usato le olimpiadi per accelerare la riqualificazione: ora il Palasharp è cancellato dalle gare, che si sposteranno in altre zone.

Le gare di Hockey saranno eseguite in zona Santa Giulia da una società privata: anche qui i costi sono destinati a crescere, così Sala ha chiesto al governo di contribuire alle spese del privato.
Nell’ex scalo di Porta Romana si costruirà il villaggio olimpico, dopo le gare diventeranno alloggi per studenti: dentro ci sono investimenti di CDP, soldi pubblici dunque.

Sala (che non ha accettato l’intervista mandando il suo assessore), Fontana, Zaia, sono sempre presenti in televisione a parlare delle olimpiadi: poi però quando gli chiedi di essere trasparente sui costi, spariscono, non vogliono rispondere, mostrano tutta la loro insofferenza al lavoro del giornalista.
Sembra che in questo paese abbiano tutti paura della trasparenza.

TERA NOSTRA Di Luca Chianca

Lo scandalo dei fondi della Lega scoppiò dopo un articolo del giornalista Giovanni Mari, nel 2012: è la storia dei fondi in Tanzania, i magistrati dopo lo scoop cercarono traccia dei soldi della Lega, che stavano andando in Tanzania e Cipro.

L’ex tesoriere Belsito viene indagato dalle procure di Milano e Genova, per truffa (reato prescritto) e per riciclaggio, che costò al partito una confisca di beni per 49ml.

Alla fine ad essere condannato è stato Belsito perché Bossi fece un accordo col nuovo segretario Salvini, la sua Lega non si costituì parte civile nei processi.

Report racconta che grazie al finanziere Colucci che Bossi e Belsito continuarono a fare affari assieme: Colucci fa aprire a Renzo Bossi una società a Londra con un capitale da 1,5ml di euro.

Luca Chianca per incontrare Renzo Bossi è andato fino a Bucarest: la società non ha fatto nulla, spiega il figlio del senatur, l’aveva aperta Londra per non aver rotture .. Ma a cosa serviva?

Secondo Belsito i soldi c’erano in cassa, ma alla fine la magistratura ha stretto un accordo col vecchio partito per pagare quei 49 ml in lunghe rate, ricorrendo al 2 per mille.
Siamo certi che non ci siano parti di quel tesoretto della Lega da recuperare?
Belsito era a disposizione della famiglia Bossi per ogni loro esigenza: nella cassaforte del suo ufficio fu sequestrata la cartella con su scritto “the family”.
C’era anche il documento di laurea di Renzo Bossi, la laurea albanese: un documento precostituito che sarebbe poi servito per la sua carriera politica – spiega l’ex magistrato milanese Robledo.

Falsa la laurea albanese e anche la delega ad un avvocato albanese che doveva poi gestire il documento col titolo da laureato (pagato con denaro pubblico).

A pochi passi da Gemonio Renzo e Riccardo Bossi hanno creato una fattoria, Tera nostra, dove si sarebbe prodotto formaggio di capra.
Renzo Bossi ha poi aperto una società di consulenza, Resil, che ha diversi clienti a Milano e nel varesotto: dopo il 2019 non ha più presentato bilanci.
Nel 2022 avrebbe aperto una società a Londra, chiamata Tera nostra anche lei, con un capitale da 1,5 ml di Sterline: la fonte di Report mette la pulce nell’orecchio al giornalista, da dove vengono i soldi nel capitale iniziale di Tera nostra?
Chianca ha intervistato il commercialista che ha aiutato la fondazione della società, che non ha potuto rispondere alle domande senza il consenso di Renzo Bossi.
Le domande rimangono, da dove vengono i soldi?
A dare una mano a Bossi è Francesco Colucci che ha aperto Tera nostra a Londra: a Milano si occupa della promozione di diverse opere.
A Report spiega che non è stato lui a fondare la società, ma la società inglese Best Choice, a sua volta fondata da un italiano: Best Choice ha creato tante società, spesso scatole vuote, alcune che movimentavano milioni di sterline.

Colucci racconta però che Renzo Bossi gli è stato presentato da un altro italiano, Nicolò Pesce, finito nell’inchiesta sulle truffe degli investimenti in diamanti.
Renzo Bossi nell’intervista con Report racconta della volontà di creare un agriturismo, per cercare investitori ha contattato Colucci. Secondo Bossi il valore del capitale sociale iniziale è sbagliato, aveva solo 10mila euro, avrebbe anche segnalato questo errore formale.

L’inchiesta di Report fa emergere una rete di personaggi, oltre a Colucci e Belsito: anche un imprenditore italiano, Loforese, executive vicepresidente di Rockfeller standard carbon.
Cosa fa questo personaggio? Stringe rapporti con le persone, questa la sua qualità, da ex vicepresidenti americani, sceicchi arabi, agenti della Cia.

È uno che sa muoversi bene in medio oriente: Loforese ha aperto una filiale italiana della Rockfeller, contatta Colucci che era interessato all’idea.
Ma a Loforese consigliano di bloccare l’ingresso di Colucci, perché era finito in una inchiesta su investimenti in criptovalute e opere d’arte.
Il servizio passa poi da Colucci a Calebasso ad un certo Molendini, cavaliere di un ordine non esistente, per tornare a Belsito: tutti legati in operazioni finanziarie, si parla di una operazione per spostare soldi in Moldavia, dove esiste ancora il segreto bancario.
Belsito avrebbe chiesto a Colucci di aprire un conto corrente in Moldavia, nel 2019 ben dopo la fine della vicenda giudiziaria a Genova sui rimborsi. Colucci avrebbe messo a disposizione il marchese Molendini, con forti agganci in Moldavia, che a sua volta individua un tecnico.

C’è una chat che racconta i dettagli di questa operazione: Belsito avrebbe cercato di far partire un carico di statuette di legno dalla Costa d’Avorio verso la Moldavia.
I giornalisti del Fatto Quotidiano hanno cercato di capire cosa ci fosse dentro le casse: erano oggetti di antiquariato, come sostiene Belsito?
Secondo i giornalisti del Fatto si tratterebbe di esportazione di denaro (nelle casse c’erano soldi) che doveva finire in Russia: Belsito sarebbe entrato in contatto coi russi grazie a Renzo Bossi.
Il tentativo di esportazione fallisce e gli imprenditori russi chiedono conto a Bossi: di diverso avviso Renzo Bossi che parla solo di aver fatto un preventivo per Belsito per una spedizione in Russia..
Se questa operazione è saltata, da una seconda chat nel 2019 Calebasso e Colucci si scrivono per far mettere 20ml di euro su un conto corrente in Moldavia: ancora una volta, Belsito non ne saprebbe nulla.

Si pensava di aver chiuso la vicenda dei 49ml di euro, invece ogni tanto questi soldi tornano fuori, come fantasmi.

10 dicembre 2019

Report – l'affaire CSM

Il più grande scandalo della storia che ha colpito la magistratura, poi i Benetton tra autostrade e capi di abbigliamento.

Ma prima una sciata sulla neve con Claudia di Pasquale

Natale in Bianco – di Claudia di Pasquale

Il servizio della giornalista di Report racconta la situazione degli impianti sciistici, come la Via Lattea in Piemonte: qui gli affari vanno bene, sono stati due anni straordinari.
Via Lattea, del signor Brasso gestisce impianti privati e pubblici, costruiti per le olimpiadi del 2006 in concessione al privato che paga zero per il loro utilizzo.

Stato, regioni e comuni hanno costruito, poi hanno concesso l'uso ai privati in cambio della manutenzione e dell'obbligo a fare gare per la gara, dove vince sempre uno.

La Sestrieres SPA è la società privata che gestisce gli impianti ma non paga nulla al pubblico per la concessione della seggiovia di Trebials: Brasso ha mostrato tutti i dati a Report, mostrando come gli impianti pubblici diano utili al privato.

Così alcuni comuni hanno cercato di mettere a gara gli impianti, nessuno si è presentato e alla fine hanno dato in concessione gli impianti sempre a Sestrieres, che gestisce anche dei bacini idrici, sempre senza canone.

Il pubblico da 3ml di euro al privato, tramite la regione, per l'innevamento: tutto è nata dalla concessione partita dagli Agnelli, dopo le olimpiadi del 2006.
Si dice che siano stati un regalo agli Agnelli, in cambio dell'aiuto dato a Samaranch, dopo lo scandalo del CIO di fine anni 90, un caso di corruzione in cambio delle olimpiadi svoltesi negli Stati Uniti.
Agnelli e Kissinger avrebbero pulito le macchie sul CIO di Samaranch.

L'affaire CSM di Luca Chianca

L'inchiesta sulla fondazione Open e il più grave scandalo della magistratura scoperto questa estate: sono due storie che portano a Firenze e al clan renziano.
Luca Chianca è partito dall'inchiesta su Open, che ha raccolto 6 ml di euro fino al 2018: tra i finanziatori anche Maestrelli, imprenditori nell'ortofrutticolo, il figlio è stato nominato in una società di CDP, mentre la madre, anni dopo, ha fatto un bonifico a Renzi con cui l'ex presidente ha comprato casa (somma restituita qualche mese dopo).

Dei 700mila euro dati a Renzi, solo 400mila euro sono stati usati dalla casa: il giornalista ne ha chiesto conto a Renzi stesso, che ha spiegato dei suoi introiti ricevuti per i suoi discorsi in giro per il mondo.
Sono soldi guadagnati onestamente: Renzi contesta la pubblicazione della chat, delle perquisizioni su imprenditori che hanno finanziato regolarmente Open.
Secondo i magistrati era un finanziamento alla politica; hanno indagato anche l'ex presidente Bianchi, per traffico di influenze e per una storia di una consulenza col costruttore Toto.

Renzi, nella conferenza stampa, attacca la magistratura: non è lei che deve decidere cosa è partito e cosa no.

Ma la politica dovrebbe anche chiarire se è normale che politici e magistrati (del CSM) si incontrino per decidere delle prossime nomine nelle procura italiane, come Roma, Perugia, Firenze, Genova …

A Roma i pm hanno chiesto di archiviare la posizione dei genitori di Renzi, mentre a Firenze Giuseppe Creazzo li ha indagati e portati alla condanna.
Di queste nomine parlavano nei mesi passati Luca Palamara con Luca Lotti e Cosimo Ferri: per l'inchiesta sul CSM sarebbe saltata la partita del cuore a San Luca, dopo le scorse elezioni comunali.

Luca Palamara era presidente dell'ANM, promotore dell'iniziativa a San Luca: assieme a Lotti e Ferri e ad altri consiglieri del CSM, si discuteva delle nomine dei futuri capi delle procure a Roma e Firenze.
Tra i papabili Viola, assieme a Creazzo e Lo Voi: dalle conversazioni sembra emergere una guerra per bande, per mettere il cappello sulla procura più importante d'Italia.

Ferri ha contestato l'uso del Trojan nell'indagine, nei confronti di due politici: come mai da ex magistrato continua ad occuparsi delle carriere dei magistrati?
Perché cercano di mettere in cattiva luce il procuratore di Firenze Creazzo?

Creazzo è il procuratore che ha indagato sui genitori di Renzi, per una storia di bancarotta: Creazzo ha ricevuto un esposto da parte della procura di Genova che ne potrebbe pregiudicare la nomina.

Le intercettazioni captate dal Trojan forse non saranno usate nel processo, per una questione di forma: ma dovremmo anche occuparci della sostanza, di come usano il loro potere i nostri rappresentanti.

Renzi ha accettato l'incontro col giornalista, uno dei pochi giornalisti ad aver accettato il confronto: anche per Renzi sono intercettazioni illegittime, frutto di un reato.

Fare la guerra a Creazzo .. Renzi era amareggiato per la vicenda dei genitori ..

Sull'esposto di Genova contro Creazzo decideranno i magistrati di Genova: i due politici volevano usarlo contro Creazzo, con l'accordo di Palamara?
A Roma è stata trasferita l'inchiesta Consip, dove Lotti è stato rinviato a giudizio dalla procura retta di Pignatone: l'inchiesta è costato il posto a Marroni, ex AD di Consip che ha confermato ai magistrati il fatto che fosse stato Lotti a raccontargli delle cimici ambientali messe nel suo ufficio dai pm di Napoli.

Secondo l'avvocato di Marroni, erano arrivati dei segnali per farlo ritrattare.
E Palamara racconta di incontri tra Pignatone e Lotti con Renzi: per discutere di Consip?
Ma io ero presidente del Consiglio – spiega Renzi.

Una storia complicata: il procuratore aggiunto Ielo che fa indagare Palamara a Perugia, Palamara che parla con un altro pm per contrastare Ielo, usando il fratello avvocato per Eni, per l'inchiesta che ha toccato l'AD Descalzi (che avrebbe fornito delle carte a Lotti) ..

Eni smentisce, Lotti ha smentito le ricostruzioni emerse dalle intercettazioni.
Attorno alla procura di Roma ci sono tanti interessi, anche usando qualche schizzo di fango.

Ci sono sms tra Lotti ed Ermini, vice presidente del CSM.
Ci sono avvicinamenti tentati col consigliere laico Lanzi, sempre per forzare le nomine. Lanzi sarebbe stato fregato già una volta, per il ruolo di vice presidente, da Ermini.

In ogni caso, il quadro che emerge dall'indagine giudiziaria è un quadro sconcertante – sono le parole del presidente Mattarella.

Nel plenum al CSM Mattarella era seduto poco distante dal pg della Cassazione Fuzio, amico di Palamara: è lui che firma i procedimenti contro i consiglieri coinvolti nello scandalo (sono cinque i consiglieri coinvolti), ma a luglio dovrà lasciare l'incarico quando si apprende che era indagato per “rivelazione di segreto d'ufficio”.

Luca Chianca è ritornato al caso Amara, il sistema corruttivo che ha minato il funzionamento della magistratura, specie in Sicilia.
Amara a Calafiore avevano un livello relazionale importante: avevano rapporti con Palamara e l'imprenditore Centofanti che con la Cosmec, organizzava eventi per la magistratura..

Tutto si mescola, tutto si lega assieme: magistrati e imprenditori con politici.
Difficile capire i contorni dei rapporti, capire quanto i fatti e gli incontri siano opportuni o meno.

Lotti compare anche in un'altra storia, raccontata dall'avvocato Amara, che lo lega con l'imprenditore Bacci in un affare non andato in porto con Eni.

Nel finale del servizio, Sigfrido Ranucci ha espresso il suo giudizio sul rapporto politica e magistratura: la magistratura deve essere indipendente dalla politica: se non può esserci una magistratura senza correnti, dobbiamo far si che almeno le correnti servano a fare da filtro alle mele marce, non siano in mano ad una mela marcia per portar avanti i suoi interessi.

09 dicembre 2019

Le inchieste di Report: l'inchiesta sul CSM, le concessioni di autostrade e piste da sci e i Benetton


Sono diverse le inchieste di questa puntata di Report: dall'inchiesta sulle nomine pilotate nel CSM, alle reti autostradali (quanto sono sicure?), gli affari della famiglia Benetton.

Si parte con l'inchiesta di Claudia di Pasquale sulle piste da sci (due settimane fa la giornalista si era occupata degli impianti realizzati per le olimpiadi invernali di Torino 2006 e di quelli che saranno realizzati per le prossime a Cortina).

NATALE IN BIANCO di Claudia Di Pasquale

La nuova stagione sciistica è alle porte e Claudia di Pasquale è andata a vedere in che condizioni sono gli impianti: per esempio in Piemonte, al comprensorio della via Lattea, 47 impianti e 400 km di piste, costo dello skipass 38 euro al giorno.
Il presidente del consiglio di amministrazione di Sestriere SPA, ha raccontato che gli impianti consentono ricavi per 5 ml (3ml dopo le tasse) per un fatturato di 30ml di euro (nei dieci anni).
L'azienda sta bene, gli ultimi due anni sono stati straordinari, ammette il presidente: oggi con la Sestriere SPA gestisce 31 impianti privati e i 16 impianti realizzati per le olimpiadi di Torino 2006, finanziati con soldi pubblici.
Ma quanto paga la Sestriere SPA per averli in concessione?
Organizzare le Olimpiadi è come firmare un assegno in bianco, spiega Bent Flyvbjerg, docente di Oxfod che ha studiato i costi di tutte le Olimpiadi: i costi aumentano sempre, dopo le stime iniziali, gli stati si indebitano e a guadagnare sono solo i privati.
Chi non ha mai sognato di trascorrere le vacanze di Natale sulla neve? A dicembre si inaugura la nuova stagione turistica invernale con la riapertura degli impianti di risalita, che devono essere pronti e ben manutenuti. E perché tutto funzioni alla perfezione serve però lei, la neve, e se non ha ancora nevicato la neve bisogna produrla artificialmente e spararla con i cannoni. Servono i bacini di innevamento che però costano e spesso vanno realizzati in zone vincolate. Una volta però che le opere sono state realizzate, chi le gestisce e come funzionano le concessioni per gli impianti?

Il caso CSM

Dalle intercettazioni captate (grazie al trojan di cui si era occupata una passata inchiesta di Report sulla cybersecurity) dall'ex capo dell'ANM Luca Palamara, emerge l'inchiesta che coinvolge le alte sfere della magistratura e due parlamentati, Luca Lotti e Cosimo Ferri.
Nelle intercettazioni si parlava delle nomine di magistrati, tra cui quelli candidati alla procura di Roma: i due parlamentari puntano (almeno così emerge dalle intercettazioni) a far eleggere Marcello Viola a discapito di un altro magistrato, Giuseppe Creazzo, “colpevole” forse di aver aperto una indagine prima sui genitori del senatore Renzi, leader di Italia Viva e poi sui finanziamenti stessi ricevuti dalla fondazione Open negli anni tra il 2012 e il 2014, quando Renzi conquistò la segreteria del PD.

Renzi e la sua fondazione hanno raccolto 6 milioni di euro, arrivati anche da imprenditori e aziende: su questi soldi i magistrati stanno indagando per finanziamento illecito.
La fondazione non è un partito politico – così si è difeso Renzi nella conferenza stampa: la differenza tra fondazione e un partito la decide un politico o un magistrato?

Anche l'inchiesta scoppiata questa estate tocca il nervo scoperto della separazione dei poteri tra politica e magistratura: il 9 maggio il consigliere Palamara si è incontrato con 5 altri magistrati e i due deputati Lotti e Ferri, con l'obiettivo secondo i pm che li indagavano, di pilotare le future nomine delle procure italiane.
Per la nomina di procuratore a Roma puntano su Marcello Viola, procuratore generale a Firenze. Ma in lizza c'è anche il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo (che ha indagato i genitori di Renzi e ora ha aperto il fascicolo sui finanziamenti ricevuti da Open).

Sia Lotti che Ferri, contattati dal giornalista, smentiscono la ricostruzione: a Renzi è stato chiesto se il vulnus siano le perquisizioni della finanza oppure gli incontri dove si pilotavano le nomine (o si sarebbero pilotate).
“LA corrente di Palamara supportava e ha portato i voti in sede di commissione il giudice Creazzo ..” la risposta ottenuta: a cosa si riferiva Lotti quando diceva allora “bisogna fare la guerra contro Creazzo”?
Domande che non sono piaciute al senatore Renzi, che ha tacciato di maleducazione il giornalista.
Il presidente della Repubblica, nonché presidente del CSM, ha definito il quadro emerso dall'inchiesta sul CSM “sconcertante”, non proprio una questione di maleducazione.
Nel plenum al CSM Mattarella era seduto poco distante dal pg della Cassazione Fuzio, amico di Palamara: è lui che firma i procedimenti contro i consiglieri coinvolti nello scandalo, ma a luglio dovrà lasciare l'incarico quando si apprende che era indagato per “rivelazione di segreto d'ufficio”.

Riccardo Fuzio aveva scritto una lettera a Fiammetta, la figlia del giudice Paolo Borsellino: in essa spiegava come avesse voluto far luce sui misteri della strage di via D'Amelio ma che gli era stato impedito.
Un'offesa, così la considerata Fiammetta Borsellino: Fuzio e il CSM avevano altro da fare questo 19 luglio, 27 esimo anniversario della strage.
Perché il depistaggio del falso pentito Scarantino è potuto accadere anche grazie al cattivo lavoro di magistrati, contro cui i familiari del giudice avrebbero voluto che fosse aperto un procedimento.
Invece nulla, passano i mesi e si rimane in uno stato di inerzia: una situazione che Fiammetta ha esposto al presidente Mattarella.

La vicenda delle nomine si intreccia anche con un piccolo evento nel comune di San Luca, in Calabria, terra di 'ndrangheta: il giornalista Klaus Davi, eletto consigliere in questo comune ha raccontato a Luca Chianca la storia della mancata partita del cuore.
Si dovevano fronteggiare cantanti, magistrati, un evento che tutta la comunità di San Luca aspettava.
A pochi giorni dalle elezioni comunali è tutto saltato, senza che nessuno abbia dato spiegazioni: il capitano della squadra dei magistrati era Palamara (ex presidente dell'associazione nazionale magistrati) e, secondo Davi, potrebbe dare lui una spiegazione.
E' stato lui il promotore di questa iniziativa che ha visto la luce la prima volta due anni fa e che ha consentito la rinascita della squadra di calcio locale.
Un qualcosa di importante, in una terra martoriata dalla 'ndrangheta.
L'incontro di calcio salta per colpa dell'inchiesta di Perugia sulle nomine: l'inchiesta ha già causato le dimissioni di alcuni magistrati dall'ANM, come Pasquale Grasso.

Chi è stato tirato dentro l'inchiesta si è difeso dicendo che si è sempre fatto così: ma è una giustificazione che non possiamo più accettare.

La scheda del servizio: IL CASO CSM di Luca Chianca in collaborazione di Alessia Marzi
A Report il caso Csm: quando la politica cerca di influenzare le toghe. Il magistrato Luca Palamara, cinque componenti del Consiglio superiore della magistratura e i deputati Luca Lotti (Pd) e Cosimo Ferri (Iv) vengono registrati mentre discutono le nomine ai vertici delle procure. Per quella di Roma, in particolare, puntano su Marcello Viola, attuale procuratore generale di Firenze. In lizza c'era anche Giuseppe Creazzo, capo della Procura di Firenze che ha indagato sia i genitori del segretario di Italia Viva Matteo Renzi sia la Fondazione Open.

Lo stato della nostra rete autostradale

Da una parte si invocano maggiori investimenti (pubblici) per nuove infrastrutture, dall'altra parte vediamo come le attuali soffrano di carenze di manutenzione: i viadotti in Liguria sono solo la punta dell'Iceberg (il ponte Morandi coi report sulla sicurezza falsati).

In condizioni stanno i viadotti, anche quelli fuori dalla Liguria?
Manuele Bonaccorsi è andato a vedere come sta il viadotto Cerrano lungo la A14: nell'anticipazione del servizio andata in onda nel TG regionale dell'Abruzzo, si parla di problemi sulle cerniere di taglio, un pezzo dell'infrastruttura. Secondo l'ingegnere Migliorino i viaggiatori non sono a rischio, così ha scritto nella relazione ad Autostrade per l'Italia, ma chiede comunque lo stop dei mezzi pesanti sul viadotto Cerrano.

Ma Aspi non ha proceduto allo stop, ritenendo “non sussistenti le condizioni di rischio”.
La lettera coi rischi è stata dunque inviata al Prefetto di Teramo, chiedendo un intervento sul viadotto in via sostitutiva, ma i prefetti non sono concordi sulla possibilità di porre un divieto al transito.
Spiegano i prefetti che questo esula dalle loro competenze e invece ricade su Anas e società concessionarie: l'unico potere che ha l'ingegnere Migliorino, che rappresenta il ministero dei trasporti, è chiedere alla società concessionaria di porre in atto le prescrizioni richieste.
Di fatto, ha meno poteri di Aspi, che è una società concessionaria privata: la regolamentazione del traffico è una prerogativa esclusiva della concessionaria.

Sul Fatto Quotidiano un'anticipazione del servizio

Infiltrazioni della camorra negli appalti di Autostrade. La puntata di Report in onda stasera su Rai 3 racconta un ulteriore capitolo del sequel che dal crollo del Ponte Morandi a Genova ha acceso i fari sulla società Aspi. In prima serata ci sarà la testimonianza di un testimone di giustizia, Gennaro Ciliberto, 45 anni, di origini napoletane, che da quando ha denunciato vive sotto protezione.

La scheda del servizio: LA RETE AUTOSTRADALE di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Giusy Arena
Il conto lievita. Il degrado della rete autostradale lascia un lungo segno, fatto di code, circolazione dai porti in affanno, riduzioni di corsie a rischio, gallerie non a norma e ponti chiusi al traffico. Dopo l’ennesimo crollo in Liguria in un tratto dell’A6, lo scorso 24 novembre, e dopo la chiusura improvvisa del viadotto sul’A26, si è capito che la ferita aperta dal ponte Morandi è molto più estesa. Autostrade per l’Italia toglie il monitoraggio delle sue infrastrutture alla sua controllata, SPEA engineering, finita sotto inchiesta. E mentre il governo discute se revocare la concessione, alcune procure italiane vanno avanti tra nuovi sequestri e blocchi al traffico dei mezzi pesanti. Con un rilevante dubbio, alla vigilia dell’esodo natalizio: il problema riguarda solo la Liguria o tutta Italia?

Gli affari dei Benetton

I Benetton non sono solo Atlantia, ovvero la società che attraverso Aspi, è concessionaria di autostrade: il loro business è anche quello dell'abbigliamento e di questo si occupa il servizio di Giuliano Marrucci.
Nel 2010 Benetton aveva tremila punti vendita in Italia, oggi ne sono rimasti circa mille.

Centinaia di piccoli imprenditori, dietro questi punti vendita, sono finiti sul lastrico: il giornalista racconterà le loro storie.

La scheda del servizio: UNITED VICTIMS OF BENETTON di Giuliano Marrucci in collaborazione di Giulia Sabella e Silvia Scognamiglio
In un periodo dove le vicende del Ponte Morandi sono tornate a occupare le prime pagine dei giornali, Report torna a parlare di Benetton laddove tutto era cominciato: dalla moda. Ancora nel 2010 Benetton soltanto in Italia contava su una rete commerciale di circa 3000 punti vendita, comprese decine e decine di megastore negli angoli più prestigiosi delle principali città italiane. Di quei negozi a oggi ne sono rimasti appena un migliaio. A rimetterci, tanti piccoli imprenditori che al marchio avevano legato a doppio filo tutta la loro esistenza. Vendevano alle condizioni imposte da Benetton, ma senza che fosse riconosciuto loro nessun diritto, neanche quello di firmare un contratto.

26 novembre 2019

Le inchieste di Report - Qualcuno ci fa sapere

Reazioni al servizio di Report di ieri ne abbiamo?
Il modello Torino per i giochi del 2006 coi debiti e le opere inutilizzate.
Gli investimento immobiliari che arriveranno su Milano e di cui non sappiamo la provenienza.
Il rischio che i giochi olimpici si trasformino solo in una speculazione immobiliare. 

E anche la questione delle quote latte, forse abbiamo pagato multe per quote che non esistevano, solo per coprire il fatto che le aziende italiane prendevano latte dall'estero.

Qualcuno ci fa sapere?

Report – i tedofori (le olimpiadi di Milano Cortina del 2016)

Prima dell'inchiesta sulle future olimpiadi invernali del 2016, tra Milano e Cortina (chi vince e chi perde con queste Olimpiadi), un servizio dedicato a come la scuola pubblica garantisce il diritto allo studio alle persone con disabilità: perché in Italia mancano sempre gli insegnanti di sostegno?
Infine, quali aziende usano latte non italiano per i loro prodotti?

Senza sostegno di Giulia Presutti

Sara è affetta da un disturbo dello spettro autistico che frequenta le scuole italiane: vorrebbe continuare a disegnare, per far sentir felice la gente. Chi sta rubando i suoi sogni?
In Italia mancano gli insegnanti di sostegno, che aiutano persone con disabilità ad integrarsi nella classe e ad apprendere.
Ad ogni anno, mancano gli insegnanti e si ricorre ai supplenti, interrompendo la continuità didattica e così le famiglie devono ricorrere ai tribunali per veder riconosciuti i loro diritti.
E' solo una questione di conti.
E di professionalità, quelle degli insegnanti, che devono instaurare con i propri alunni un rapporto diretto, un iter che dura anni.

E invece non tutti i ragazzi con problemi hanno insegnanti per un numero sufficiente di ore: così le famiglie devono fare ricorso al TAR. Contro lo stesso stato che non garantisce un numero sufficiente di insegnanti: così il ministero deve nominare in deroga ogni anno 75mila insegnanti, perché non si fa un costante investimento una volta per tutte e per sempre?

E' un problema che accomuna nord e sud, perché il ministero ancora oggi si basa per i suoi calcoli su criteri sbagliati (quelli stabiliti dal ministro del 2006).
E sul fatto che lo Stato non investe a sufficienza nella scuola: un insegnante in deroga costa meno e la qualità non è la stessa di uno di ruolo.
Il ministro Fioramonti ha spiegato alla giornalista che vorrebbe mettere a ruolo altri insegnanti, perché stabilizzare i precari converrebbe pure, per non pagare multe, spese legali, supplenze e deroghe: il Miur per la sola Sicilia ha pagato 15 ml di euro.
Ma va fatto capire a chi gestisce il ministero delle finanze, che conviene assumere e non tenere gli insegnanti in stato di precarietà.

Non si risparmia sui più deboli.
Quest'anno il ministero delle finanze ha deciso di investire 11ml per il sostegno, meno dei risarcimenti in Sicilia.
Vergogna.

PS: vogliamo risparmiare? E allora smettiamola di investire soldi pubblici in grandi opere, come il Mose di Venezia.

I tedofori di Claudia di Pasquale in collaborazione di Giulia Sabella e Lorenzo Vendemiale

Chi vince a prescindere dalle olimpiadi del 2026?
A Milano e Cortina si svolgeranno le prossime Olimpiadi invernali: come hanno vinto, chi decide e con quali criteri? Cosa prevediamo di spendere e per quali opere?
Come mai l'ente che gestirà l'evente è privato, con una fondazione privata. E se le cose vanno male, chi paga alla fine?

A Losanna a festeggiare dopo l'assegnazione, c'era tutta la vecchia guardia, compresa Evelina Christillin, organizzatrice dei giochi di Torino nel 2006, oggi dentro una banca, un'associazione sportiva (la Rider Cup) e molto amica degli Agnelli. A Losanna era assieme al marito, presidente di Generali.
Sempre a Losanna, a festeggiare, era presente Mario Pescante, ex politico ed ex presidente del Cio che ha seguito, per questo, la candidatura di Milano.
Come l'ha seguita anche Franco Carraro: “[come per Torino 2006] ho dato una mano a mettere in piedi la candidatura e a fare la lobby necessaria per cercare di favorire Milano ..”.
Carraro è stato ex presidente del Milano, della Lega Calcio, presidente del settore tecnico, presidente del Coni, pure ministro del Turismo e dello Spettacolo, sindaco di Roma, presidente di Impregilo e vice presidente di Alitalia … è stato definito il poltronissimo per questi incarichi.


L'attuale presidente del Coni, Malagò, inizia la sua carriera come commerciante di auto di lusso, amico degli Agnelli, per anni presidente del circolo canottieri Aniene a Roma, ritrovo di politici, imprenditori e banchieri. Socio del figlio di Susanna Agnelli.
Proprio a Roma lo ricordano per aver presieduto i mondiali di nuoto del 2009, quello delle opere non completate, quello che ha chiuso con un passivo di 8ml.
IL più grande successo sportivo – così lo ricorda Malagò oggi: investire quei soldi “è un scelta degli azionisti che rappresentavano al 1000% il consiglio di amministrazione”. Peccato che tradotto in italiano corrente questo ha significato che i soldi li ha messo il comune di Roma.

E oggi lo stesso Malagò è presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi Milano-Cortina, mentre l'amministratore del comitato organizzatore, che poi sarà una fondazione, è stato scelto poche settimane fa, si tratta di Vincenzo Novari.
Top manager, per anni amministratore della Tre (società telefonica che dietro ha capitali cinesi, che negli anni ha accumulato perdite per 9 miliardi), nel 2016 ha fondato una società di consulenza che lavora con gruppi cinesi interessati ad investire in Europa.
“I cinesi sono molto interessati ad investire nelle Olimpiadi” ha commentato Malagò: viene da pensare che la nomina di Novari non sia casuale, Novari porterà i cinesi a Roma?
Renzi, a suo tempo, lo voleva direttore generale della Rai e nel passato aveva fatto causa a Report per 137 ml di euro, poi persa, per una inchiesta fatta sulla Tre.
Causa però persa.
Novari prederà un compenso da 400mila euro.

Gli amministratori si si ispireranno al modello Torino 2006, un modello non proprio felice, visto lo stato in cui sono state abbandonate le opere: costate 4 miliardi di euro, per 16 giorni di giochi.
Ai tempi nel comitato organizzatore era presente la Chrstillin, era finanziato da denari privati, ma due anni prima aveva un buco di bilancio di 170ml di euro e i governo nomina come commissario Mario Pescante.
E così Pescante, col governo Berlusconi, ha trasferito alcune attività al pubblico: fondi statali sono stati dati ad un ente privato, un escamotage per cui non si è violato la legge, ma non è stato un bell'esempio di uso di fondi pubblici.
Oggi nessuno si ricorda del ruolo di Sviluppo Italia, del ruolo del comune di Torino che si è fatta carico di parte dei costi di cui doveva farsi carico l'organizzatore (l'ente Torc), per 250 ml.

Ci ispiriamo a questo modello allora? Se il privato ha dei buchi, sarà lo stato a pagare? E allora perché si usa una fondazione di diritto privato come una fondazione per gestire i giochi?
Da contratto col CIO, pagheremo noi cittadini veneti e lombardi. Siete contenti?

Come sono state realizzate le opere a Torino? Come stanno messi gli impianti di Torino 2006?
La pista di free style è costato 9ml di euro ma oggi non c'è più nulla, questo sito non era buono per realizzare un impianto con neve artificiale.
Stesso discorso per l'impianto di Bardonecchia, non è stato più utilizzato dopo il 2011.
A Cesana Torinese l'impianto è stato trasformato in campi da tennis ed è costato 24ml di euro.
A Praggelato l'impianto per il salto è costato 34ml di euro, è stata sbancata la collina: oggi è tutto vandalizzato.

Dismetterli costerebbe qualche milione di euro e c'è in regione Piemonte con la delega al post olimpico. Ancora oggi esiste l'ente per gli impianti, con una sua sede e un liquidatore: l'agenzia Torino 2006 costa ancora oggi 600mila euro (per dirimere le questioni legali), il liquidatore costa 100mila euro l'anno.

Ci sono poi i contenziosi per i giochi, per i terreni e, costo dopo costo si è sfiorato il budget iniziale di 843 ml: tutto normale secondo Pescante e Carraro.
Finiti i giochi sono spariti tutti, racconta il sindaco di Cesana dove è stata realizzata la pista di bob: Frattini, Chiamparino, erano tutti a favore dell'impianto e poi hanno lasciato le comunità locali da sole.
E' stata una scelta poco felice ma obbligata – spiega la Christallin: sapevano che stavano realizzando impianti che non avrebbero funzionato, hanno indorato la pillola, o forse meglio una supposta.

Hanno realizzato 4 gare per una pista in Italia, costata milioni.

Oggi c'è un ente privato, la fondazione XX marzo, che si è presa chiavi in mano 20 impianti: la presiede il sindaco di Bardonecchia. Gli impianti non sono funzionanti, in parte sono abbandonati.
In uno dei palazzi, il Pala Alpitour, risiede la società Setup, di proprietà di una persona amica del senatore Esposito, la cui società ha ricevuto una interdittiva antimafia.

E ora che succede a Milano? Aspettiamo la legge Olimpica, le prossime olimpiadi sono state dichiarate low cost, perché si useranno impianti già esistenti.
Ma sarà vero?
Le olimpiadi del 2026 sono il ritorno di un sogno, a Cortina sono già state organizzate le olimpiadi del 1956.

Il 92% delle infrastrutture sono già esistenti – spiega alla giornalista il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina – si tratta solo di realizzare nuove strutture provvisorie o comunque di un rinnovamento di quelle esistenti.
A Cortina c'è già la pista di bob, realizzata per i giochi del 1956, rimodernata poi negli anni '70, ma dal 2008 è chiusa: c'è il rischio che l'impianto, essendo rimasto fermo per 10 anni, debba essere rifatto.
E' questa l'opinione di Gianfranco Rezzadore, presidente del bob club Cortina: sia la pista che l'impianto andrebbero rifatti, per adeguarli agli attuali canoni dello sport.
Un intervento che, secondo la stima del sindaco, costerà 46ml di euro: sommando tutti gli interventi, a quanto ammonterà tutta la spesa?

Ma il presidente dell'associazione giochi invernali ha già dichiarato che i soldi non basteranno.
Perché non usare impianti austriaci? Perché, come a Torino, prevale l'orgoglio italiano.
Qui a Cortina sono già previsti fondi per i mondiali di sci del 2021: riusciremo ad allargare le piste, per i giochi e a tutelare le montagne?
Sono già emerse polemiche su queste scelte: le opere andranno consegnate entro il 2019, faranno in tempo?
I lavori per le nuove strade sono ancora indietro, lo stesso per la nuova cabinovia: ma per i mondiali saranno pronti – si giustifica il presidente della provincia di Belluno.
Eppure sono stati nominati due commissari per i lavori che non hanno rilasciato nessuna intervista.

Le varianti per la statale Alemagna non sarà realizzata nei tempi: colpa dell'Anas non della regione, si giustifica Zaia (la cui regione aveva chiesto delle procedure semplificate, non voleva fare alcuna valutazione di impatto ambientale).
Speriamo che almeno saranno pronte per il 2026.

A Torino è stato costruito per 168ml di euro il Villaggio Olimpico: oggi è abbandonato e dal 2013, 4 palazzine sono state occupate da migranti.
Erano case di un fondo, costituito dal comune, Prelios, che avrebbe dovuto venderle: ma non è riuscito a vendere nulla.

Dietro Prelios c'è una ragnatela di fondi offshore, charities, .. alla fine c'è una società americana che ha sede nel Delaware.
La sede di Prelios ha sede a Milano: qui la società ha in mano i lavori per lo scalo ferroviario di Porta Vittoria. Ma chi è il titolare del fondo Nike che ha in mano i lavori?

Quando si fa uno sviluppo urbanistico, non c'è obbligo dichiarare al comune chi sia la controparte – racconta David Gentili: sono tanti i fondi che stanno investendo nel territorio milanese.
Qui arriveranno investimenti diretti e indiretti quantificabili in 13 miliardi, ma non sappiamo bene né da dove arriveranno i soldi e chi sono i titolari.

Secondo Sala, il sindaco, è una buona notizia: uno dei fondi realizzerà i lavori per il villaggio Olimpico, lavori affidati ad un privato con l'obiettivo di trasformarli poi in case per studenti fuori sede. Un bell'affare.

Terreni assegnati per servizi ferroviari che oggi sono stati trasformati in terreni edificabili grazie ad un accordo di programma del 2017, secondo una operazione speculativa: il comune avrebbe diritto alle plusvalenze sugli ex scali ferroviari, per un totale di 700ml, racconta il professor Camagna.
Ma da questa operazione il comune di Sala ha deciso di incassare solo 50ml: un regalo a Ferrovie dello Stato, che oggi si è trasformato in immobiliarista.
Ma non è un danno erariale? Possibile, commenta Sala di fronte alla domanda della giornalista, “è uno dei rischi del nostro mestiere”.

Tutto il valore dell'operazione immobiliare assomma a 2miliardi di euro, solo per il pubblico.
C'è poi il privato, col fondo Olimpia, che ha venduto al fondo Mistral: ma non sappiamo chi c'è dietro questo fondo? Non interessa al comune e nemmeno a FS sapere chi sia l'acquirente né da dove arrivino i soldi.

Coima SGR è di Manfredi Catella, ritenuto vicino a Renzi, che ha lavorato all'area di Garibaldi: oggi seguirà i lavori per lo scalo di Porta Romana dove sono previsti anche lavori per housing sociale.
Il 30% delle volumetrie dovrebbe essere data per questa finalità: 
“società leader nel settore è Investire Sgr, già coinvolta infatti nell’area di Scalo Greco. Il 50% è di Banca Finnat della famiglia Nattino, che Giovanni Malagò, presidente del Coni e in pectore del comitato organizzatore di Milano-Cortina, conosce bene: ne possiede 7 milioni di azioni con la sua GL Investimenti, società che detiene con lo storico socio Lupo Rattazzi; quest’ultimo siede nel Cda di Finnat, che col Coni condivide pure il revisore dei conti. Non è proprio un conflitto d’interessi (anche perché ad oggi Investire non è coinvolta nel progetto del villaggio). È solo che gli interessi olimpici sono tanti”.
(dall'articolo di Lorenzo Vendemiale)

Le olimpiadi sono la strada per la realizzazione delle opere: siamo certi che Malagò per queste opere sgombererà il campo da ogni equivoco, per non far sorgere dubbi di conflitto di interesse.
Come speriamo che si arrivi a scoprire chi ci sia dietro le società immobiliari che si stanno prendendo pezzi di Milano:
“Il centro di ricerca Transcrime ha realizzato uno studio a campione delle società immobiliari attive a Milano: il 20% ha soci esteri. Tra i Paesi ricorrenti Lussemburgo, Bahamas, Emirati Arabi, paradisi fiscali”.
(dall'articolo di Lorenzo Vendemiale)
Le olimpiadi di Milano dovrebbero essere l'occasione per riqualificare interi quartieri: ma il caso di Londra racconta un'altra storia, il pubblico paga i lavori e poi il privato si prende gli alloggi nell'ex villaggio olimpico.
Anziché housing sociale, si sono tirati su palazzi, dal costo probitivo.
Così accanto ai palazzi del lusso trovi i senza tetto, a Londra.

Lend Lease, la società che doveva realizzare il villaggio olimpico a Londra (poi realizzato con soldi pubblici), realizzerà il villaggio qui a Milano a Santa Giulia: “dobbiamo preoccuparci” si chiedeva Sala?

A vedere con occhi onesti tutte le passate olimpiadi c'è molto da preoccuparci.
Dopo che la fiamma olimpica si sarà spesa, vorremmo che Milano e il paese sia migliore e a non doverci ritrovare con altri debiti sul groppone.