Visualizzazione post con etichetta fanpage. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fanpage. Mostra tutti i post

08 ottobre 2021

Quello che non si vuole vedere

Capisco l'arrabbiatura e il nervoso dell'ex deputato Crosetto, oggi rappresentante dell'industria delle armi, alla fine del servizio di Fanpage ieri sera a Piazza pulita.

Per la prima volta, o quasi (se si esclude il servizio di Report), si mette di fronte al paese certi comportamenti della nostra destra italiana, di esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega. Per esempio la permeabilità di questi partiti con esponenti di formazioni dichiaratamente ispirate al partito fascista, per esempio certe battutine contro immigrati e, soprattutto, l'impressione che dietro il finanziamento ai candidati per le elezioni ci siano dei movimenti in nero. Al momento sarà la magistratura ad accertare quest'ultimo aspetto, con buona pace di Meloni, le cento ore di girato se le guarderanno loro. Ma quello che si vede dai due servizi è abbastanza sufficiente per farsi un'idea.

Ovvero che Lega e FDI non fanno nulla di concreto, a parte le parole di circostanza, per tener lontano questi esponenti di destra estrema, nostalgici o peggio del fascismo. Quello che in tanti non vogliono vedere è sotto gli occhi di tutti: i contatti tra Ciocca e Fidanza con Jonghi Lavarini, i rapporti tra il candidato Bastoni e il gruppo Lealtà e Azione.

Hai voglia a difenderti che "nemmeno li conosco", che "sono rapporti millantati". 

Ognuno vedendo i due servizi di Fanpage andanti in onda a Piazza pulita ha potuto farsi la sua opinione.

Forse non tornerà il vecchio partito fascista, col fez e i labari, ma il fascismo (non solo come slogan) è ancora nella società italiana: i vecchi stereotipi Dio patria e famiglia, l'odio contro i "diversi" su cui scaricare tutte le colpe, un populismo usato per prendere le difese delle fasce sociali deboli che però non ha dietro una vera politica contro le disuguaglianze.

"Io sono sempre stato anti, anti razzista, anti comunista, anti giustizialista".

Il solito giochetto di quanti si sono adoperati nello sdoganare il fascismo è sempre lo stesso: mettere sullo stesso piano il comunismo col fascismo, confondendo volutamente la dittatura comunista in Russia col PCI in Italia. Il fascismo non è un'opinione, una forma politica come le altre.

03 ottobre 2021

Nel migliore dei mondi possibili

E' stata una settimana difficile, nonostante lo smart working mi consenta di lavorare da casa (alla faccia del PIL e del benessere di bar e caffè di Milano).

Difficile per il dover inseguire tutte le notizie, quelle a livello nazionale. Difficile anche per i problemi della vita di tutti i giorni.

La vicenda Morisi, la condanna dell'ex sindaco di Riace Lucano, a Milano l'incontro dei "giovani" per discutere del clima, l'accusa di fare solo bla bla e le rassicurazioni dei grandi, da Draghi e Cingolani.

L'inchiesta di Fanpage su Fratelli d'Italia, i finanziamenti black (da verificare, certo), le espressioni fasciste (e non è solo goliardia).

E, per effetto di una parte della riforma Cartabia (che sostituisce la prescrizione con l'improcedibilità), la possibilità che in un futuro non si possa fare più cronaca giudiziaria (e memoria storica) per il principio di non colpevolezza, fino a sentenza definitiva. In aggiunta al diritto all'oblio per cui domani non potremmo più ricordare processi finiti con una sentenza di non colpevolezza (che si tratti dei vertici di Banca Etruria o di mafia capitale).

Racconteremo la storia della trattativa stato mafia e del terrorismo mafioso con tanti omissis ***?

E come racconteremo Piazza Fontana? Potremo tirare in ballo ancora Freda e Ventura, Digilio e gli altri ordinovisti?

Da una parte, seguendo le notizie dei TG, l'impressione di vivere nel mondo migliore possibile o quasi.

Dall'altra le morti sul lavoro, la crescita economica basata su lavori precari e mal pagati, la cancellazione (dalla discussione politica e dai piani del governo Draghi) del salario minimo perché tanto c'è la contrattazione nazionale (peccato che nei contratti di categoria si possa andare in deroga), come se fossero cose distinte.

Da una parte le belle parole sulla transizione ecologica, dall'altra l'inchiesta di Presa diretta di lunedì scorso che ci ricorda quanto sia potente ancora l'industria del fossile, di quanto siano poco "green" i piani di Eni ed Enel, delle centrali a gas ancora in funzione, delle perdite di metano nella rete Snam (che solo Snam sta monitorando).

E poi c'è la vita di tutti i giorni: delle famiglie con figli che, quando si ammalano, devono arrangiarsi nel contattare il pediatra, tenerli a casa (e come, se non si ha smart working?) oppure fargli un tampone da privato.

I problemi di ieri sono rimasti al loro posto: la scuola, la sanità pubblica, i medici di base che mancano.

L'ultima perla, l'obbligo dello SPID per accedere ai servizi regionali come il fascicolo sanitario, nato dal decreto semplificazioni del 2020.

Ogni identità digitale deve essere legata ad una email e ad un numero di cellulare.

Chi ha fatto la legge avrà pensato ai tanti anziani o alle persone in difficoltà (di tutti i tipi)?

Oppure avrà come al solito pensato che era problemi che si possono scaricare sulle famiglie?