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16 luglio 2019

Nella notte, di Concita De Gregorio



Antefatto. 
Il funerale 
(Pisa, giardino della Villa comunale. Principio dell'estate) 
Siccome ero ragazza, ne ero sicura. Alice sarebbe arrivata. Era il tempo in cui pensavo che se una cosa la vuoi davvero succede. Che se ami qualcuno non puoi dirgli ti penso: devi andare. Perché in questo consiste l'amore, credevo: nel darsi il tempo anche quando non c'è tempo.[..]Invece Alice non venne.Se ci ripenso adesso, credo che sia stato quello il momento n cui una stagione della mia vita si è chiusa, come una porta senza maniglia, alle mie spalle. Basta, finito.

Lo scandalo del governatore del Lazio Marrazzo, il ricatto dai due agenti, l'appartamento in uno stabile dove si trovavano appartamenti ad uso dei servizi.
Gli incontri del presidente del Consiglio Berlusconi con la minorenne Noemi Letizia e lo scandalo delle escort a Palazzo Chigi.
Il metodo Boffo, le velate minacce al direttore dell'Avvenire per ammorbidire le sue posizioni e i suoi attacchi a Berlusconi.
Ve li ricordate ancora gli anni tra il 2009 e il 2013?

La guerra dei dossier, di pezzi di sentenze, di video e foto ricattatorie, in una guerra per bande che coinvolgeva escort, trans, agenti e forse pezzi di servizi. E quello che rimaneva dei partiti della seconda repubblica, prima che si arrivasse alle larghe intese.
Una guerra che segnò la fine del centrodestra berlusconiano, la fine della ditta del PD, la fine dei partiti storici: “Sembrava la fine di un'epoca. Invece era solo l'inizio”.
Una guerra che ha fatto molte vittime, delle quali molte rimaste nel silenzio, perché delle vittime ci si dimentica

Dopo un po' ci si dimentica di loro, e non di rado le vittime stesse hanno interesse a non apparire tali. [..] la colpa, in politica – è sempre della vittima.

Il romanzo di Concita De Gregorio racconta questi anni di transizione della nostra Repubblica, che si scopre fragile e ostaggio di ricatti e congiure, attraverso gli occhi di Nora: giovane laureata con un dottorato sulla congiura che fece fuori il candidato presidente della Repubblica, Onofrio Pegolani, su cui dovevano convergere i voti dei due grossi partiti di centrodestra (Partito delle Vestaglie) e di centro sinistra (Partito dei Giusti). Candidatura che sfumò, in quella notte dove tutto si decise, non nelle stanze del potere, nelle stanze dove secondo le regole delle istituzioni si dovrebbero prendere le decisioni.

No. Nella sua tesi molto accurata, ben fatta, costruita andando a raccogliere testimonianze delle persone coinvolte, Nora ci racconta delle strategie, dei machiavellismi dei leader politici che si ritrovano nelle stanze oscure dei palazzo romani o all'interno di un ristorante di grido, concesso apposta dal suo proprietario al giovane leader di una corrente del Partito dei Giusti.

In questa notte si è deciso il destino della nostra Repubblica: una strana notte di vestiti fatti confezionare in fretta e furia per la cerimonia e di uno strano delitto, di un ex tossicodipendente che lavorava in una comunità vicina alla curia e al Viminale.

Per questa sua tesi, il suo docente le trova un impiego in un centro studi a Roma, dove le sue doti potranno essere messe a frutto. Ma non è un centro studi dove si fanno ricerche di archivio, per una buona politica.
Nora si trova dentro quella che oggi chiamiamo la “macchina del fango”: raccogliere le informazioni, classificarle secondo un certo criterio e poi confezionare per i clienti del centro studi, articoli e ricerche che servano a condizionare le opinioni nelle persone.
Non un racconto della verità, non la ricerca di notizie e scoop per fare da cane da guardia al potere: perché – come racconta a Nora il capo di questo centro – la verità non esiste. Esistono falsità verosimili:
Noi facciamo questo, qui. Cataloghiamo, archiviamo, selezioniamo e infine contribuiamo a creare e diffondere la verità. Ma tu sai bene, Nora, che la verità non esiste: chi si ostina a cercarla merita il castigo di trovare la peggiore possibile. Di trovarne una, intendo, che punisca la sua presunzione.Le verità sono fatte di trame verosimili, ma prima di ogni altra cosa devono essere credibili e dunque credute. A cosa serve una verità a cui nessuno crede, dimmi.A cosa serve sapersi innocenti di un delitto se le prove e i giurati dicono il contrario, se l'opinione pubblica ti condanna, A cosa se non puoi fare in modo che la tua reputazione pubblica corrisponda alla tua privata certezza ..

Tutto ruota attorno a due parole chiave: sesso e potere. Attraverso il sesso puoi ricattare, puoi attrarre l'interesse delle persone, costruire una rete di dipendenze.
E col denaro e col ricatto si possono condizionare, piegare al tuo volere le persone: sesso e informazioni sono merce di scambio oggi. In un mondo dove tutto ha un prezzo e dove tutto è mescolato, pezzi di verità e pezzi di menzogna. L'importante è che la gente lo creda verosimile.
Dunque, vedi. Non è importante cosa è vero: è importante cosa la gente crede. Perché la gente vota, e dunque decide se attribuirti o no il potere. Perciò per vincere devi prima convincere, e devi farlo nel ritmo del tempo: leggero, veloce, efficace. Noi abbiamo la materia prima di cui è fatto il consenso. Abbiamo i fatti da mettere in campo, ancora meglio: abbiamo quelli da occultare. Rendiamo un servizio al paese, facciamo una selezione. Noi siamo la fabbrica della verità.

In questo centro studi Nora incontra una sua giovane amica, che non vedeva da anni (e il cui mancato incontro al funerale del padre fu una prima svolta della sua vita): tanto Nora è disgustata del lavoro che si fa in questo centro studi, tanto Alice è disincantata, consapevole che così è il mondo.
Il mondo dei ricatti e anche il mondo, il magma, che si cela dietro la bella facciata della rete.
Il web, i social media, il mezzo preferito dai nostri politici (e da tutti i novelli opinionisti di giornata) per inondare la loro rabbia, la loro superficialità di fronte ai loro follower, non più cittadini consapevoli, ma inconsapevoli consumatori di questa rabbia, senza alcuno strumento per comprendere e discriminare cosa è vero e cosa sia falso.
Solo cattiveria e cinismo: alziamo i forconi, cavalchiamo la schiuma della rabbia, ma per andare dove?

Nel suo primo incarico di archivista, Nora lo vede coi suoi occhi, di cosa è fatta questa “macchina del fango”: pezzi di intercettazioni in qualche modo usciti dai fascicoli dei magistrati, foto compromettenti, video, conversazioni private. Tutto materiale che viene conservato, categorizzato, pronto all'uso, alla bisogna, quando ci sarà da far piegare la testa a questo o quel potente:

Materiale privato di chi aveva occupato quella postazione prima di me. Invece no. Invece erano la scatola nera.
Informative anonime. Trascrizioni di chat. Screenshot. Corrispondenze mail. File audio.Frammenti di vita spiati, rubati. Il pozzo dei ricatti possibili.
 
Esempi. 
Trascrizione chat telefonica numero 34 
M: Sono incinta. 
R: Cosa stai dicendo? 
M: Sono due parole. Qual è quella che non capisci? 
R: Ma come è successo? 
M: Hai altre domande o le prime due sono le migliori? 
(Conversazione avvenuta alle 7.38 del 4 febbraio 20xx fra il ministro R. e la signorina M. Posizione in archivio: cartella Mario).

Ma Nora non si lascia né condizionare né spaventare da quello che ha visto: ha deciso di fare luce sino in fondo ai misteri di quella notte, della notte del complotto contro il candidato presidente.
Per un dovere verso sé stessa e, forse anche ingenuamente, per un dovere verso il paese intero: decide di portare avanti una sua inchiesta personale, andando a colmare tutti i buchi del suo lavoro originario.
Io penso che fra il 2009 e il 2013 in questo Paese siano successe cose che hanno cambiato il corso della storia. La nostra storia, quella che ci tocca vivere adesso e che per molti anni sarà faticosissimo riportare a ragione. E credo anche che se non andiamo a scavare in quel che è successo in quegli anni – chi ha fatto cosa, perché, con la complicità di chi – non abbiamo nessuna possibilità di uscire dal pantano epocale e pericolosissimo in cui ci troviamo. La sinistra, il sindacato, la destra. La responsabilità e gli errori di tutti. E le trame occulte, la pista degli interessi, i soldi che continuano a correre per alcuni, solo per loro, e le menzogne, la propaganda, l'ignoranza come garanzia di potere. Cosa diremo a chi viene dopo di noi se non proviamo, almeno proviamo, a raccontare la storia com'è?

Nora va ad intervistare il portavoce del ministro, un banchiere che consolida la sua rete con finanziamenti, una escort che frequenta quei palazzi e che racconta la differenza tra i suoi clienti di destra e sinistra
.. fra quello ricco e fascista che mi regala un appartamento e quello povero e comunista che mi regala un ciondolino d'argento, preferisco il primo. Il mio lavoro sta sul mercato. Il primo indizio che il mondo era già finito, travolto dai soldi, è stato questo: la differenza tra un appartamento e un ciondolino. Cioè: che non ci fosse nessun'altra differenza fra gli uni e gli altri a parte quanti soldi avevano da offrire, intendo. E che non ci fosse alternativa ad entrambi.

Racconta di come funziona il meccanismo della corruzione in questi tempi, niente più bustarella coi soldi dentro, ma un posto di lavoro, una consulenza, una casa, un fido bancario.
Di modo che il corrotto non si senta sporco, di modo che la corruzione non lasci tracce.
Infine, la rivelazione più grande: il mondo del web, in mano ai giganti della rete che di fatto hanno sostituito le democrazie, condizionando la politica, condizionando le elezioni politiche, condizionando la nostra vita.
E il tutto grazie al nostro contributo, grazie a quei like che mettiamo sui tweet, a tutte le informazioni della nostra vita, le nostre passioni, alle emozioni che certe storie suscitano e che noi comunichiamo in rete.
I giganti del web ci fanno vivere in una bolla virtuale, dove troviamo solo le informazioni che ci piacciono, come i non viventi di “matrix”:
Chi detiene il mercato in posizione di monopolio usa “bolle di filtri” e “biscotti” per carpire informazioni su di te, e darti sempre quello che ti piace già. A un certo punto, qualcuno decide di usare quelle informazioni non più per darti quello che piace a te ma quello che piace a lui.[..] qualunque cosa tu faccia da un computer, in qualunque momento, non sei tu che entri in Rete: è la rete che entra in te.

Come se ne esce da questo mondo, che non è nemmeno un futuro distopico perché è semplicemente il nostro presente?
A fine lettura, troveremo una risposta, prendere in contropiede il sistema, costringendo le persone a dare attenzione a quello che si legge, per uscire dal buio di questa notte.

Nel personaggio di Nora, la scrittrice Concita De Gregorio ha proiettato dentro la passione per un mestiere, quello del giornalista, forse un po' ingenuo, ma non calcolatore, cinico, spregiudicato. Un professionista che non scrive quello che la gente vuole sentirsi dire, ma quello che vede, quello che ha imparato, quello che ha compreso di un fenomeno.
Ma in questo romanzo troviamo anche una chiave di lettura per comprendere come la nostra coscienza e conoscenza del mondo sia condizionata dal linguaggio del web e dal mondo del web.
La massa di informazione che ci circonda e che ha volte ci soffoca non ci sta rendendo più consapevoli e liberi: siamo pedine dentro un gioco più grande.
Un gioco che rischia di minare profondamente e irreversibilmente la nostra democrazia, che ancora non ha dimostrato di avere gli anticorpi per sconfiggere questa nuova malattia.
Perché sta a anche a noi, sta soprattutto a noi, compiere nuovi gesti rivoluzionari: come leggere dei giornali diversi per confrontare la stessa storia, come aprire un libro e mettersi a leggere.

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14 luglio 2019

Chi di social ferisce

Non c'è altro che urla e menzogne, e violenza e giudizi sommari e cattiveria, sì, cattiveria e cinismo. E gente sempre più priva di scrupoli che ha investito sull'ignoranza collettiva come se fosse la sua polizza di vita, e lo è. Perché solo così possono garantirsi: lasciare chi non sa nell'ignoranza, togliere la conoscenza dopo aver tolto il lavoro, farne persino vanto e bandiera, alzare i forconi ridendo sguaiati. Cavalcare la schiuma della rabbia e surfare sull'onda. Ma per andare dove, Alice? 
Nella notte, Concita De Gregorio - Feltrinelli


Il contrappasso dantesco perfetto: chi ha costruito la sua popolarità (e il suo successo politico, almeno al momento) tramite un uso sconsiderato e spregiudicato dei social, oggi proprio dai social trova le prove che lo incastrano dentro un'inchiesta che parla di soldi e finanziamenti dalla Russia.

Povero Salvini, con tutti i selfie che fa, come fa a ricordarsi di tutti?
Savoini chi?
Eppure ci sono i tweet, gli articoli, le foto.

12 luglio 2019

L'Italia dei dossier e degli scoop






Noi facciamo questo, qui. Cataloghiamo, archiviamo, selezioniamo e infine contribuiamo a creare e diffondere la verità. Ma tu sai bene, Nora, che la verità non esiste: chi si ostina a cercarla merita il castigo di trovare la peggiore possibile. Di trovarne una, intendo, che punisca la sua presunzione.Le verità sono fatte di trame verosimili, ma prima di ogni altra cosa devono essere credibili e dunque credute. A cosa serve una verità a cui nessuno crede, dimmi.A cosa serve sapersi innocenti di un delitto se le prove e i giurati dicono il contrario, se l'opinione pubblica ti condanna, A cosa se non puoi fare in modo che la tua reputazione pubblica corrisponda alla tua privata certezza .. [Nella Notte - Concita De Gregorio] 

Ma allora, la storia dei rubli russi a Salvini, per finanziare la campagna elettorale (e le campagne elettorali costano) è vera oppure è solo un complotto per colpire il leader sovranista e bloccare l'azione del suo governo (e il volere di 22 milioni di italiani, come scrive Libero)?
Sto leggendo il libro di Concita De Gregorio, Nella notte, dove si parla di un centro studi che in realtà è una fabbrica di dossier, dove si costruiscono verità credibili anche se non vere.
Verità usate per condizionare l'opinione pubblica, per distogliere l'attenzione da questioni più importante o per portare avanti guerre nascoste tra gruppi di potere o tra partiti.

Il libro della De Gregorio parla della guerra dei dossier del 2009: gli articoli di Feltri su Boffo, il ricatto all'ex governatore Marrazzo e, dall'altra parte della barricata, le giovani vergini che si consegnavano a Berlusconi, dalla D'Addario agli incontri con Noemi Letizia..

Siamo anche passati alla terza repubblica (almeno così l'hanno battezzata i nuovi governanti del governo del cambiamento), ma l'Italia dei dossier non è cambiata.

Riporto un passaggio del post di Alessandro Gilioli di oggi, su questa vicenda

Però è curioso che su quei "pettegolezzi giornalistici" la Procura di Milano abbia invece aperto un fascicolo - e non in questi giorni ma cinque mesi fa, quando uscì l'inchiesta di Tizian e Vergine.
Però è curioso che la presidente Casellati sia così avvelenata con L'Espresso: forse la cosa ha qualcosa a che fare con questa recente inchiesta in cui appare pure lei?
 
Però è curioso come oggi Salvini si riferisca a Gianluca Savoini parlando di "qualche millantatore", a voi non ricorda Craxi che parlava di "qualche mariuolo"? Comunque Savoini è amico e stretto collaboratore di Salvini da quasi trent'anni - lo dice lui, Savoini, mica io. 
Però è curioso che Salvini non abbia mai smentito una parola di quell'inchiesta dell'Espresso né abbia dato seguito alla minaccia di querela. La farà davvero ora, una querela? E per cosa querelerà poi, per diffusione di notizie vere e documentate? 
Però è curioso che quando uscì l'inchiesta di Tizian e Vergine il 99 per cento della politica (Pd incluso) e il 90 per cento dei media abbia ignorato la cosa, pur essendo tutto riscontrato,  documentato e ulteriormente documentabile. C'è voluto un sito straniero per smuovere le cose - e questa è cosa tipica della melma italiana, in cui si mescolano piccole invidie professionali e grandi provincialismi. 
Però è curioso che quando L'Espresso ha rivelato i gigli neri del Pd quelli del M5S si siano scatenati mentre adesso se ne stanno così prudenti, al massimo bofonchiano un "serve trasparenza" (Di Maio), un "ho fiducia sia nella magistratura sia in Salvini" (Conte). E comunque ieri si sono bevuti muti muti una Casellati uguale a quando sosteneva che Ruby era la nipote di Mubarak. 
Però sono curiosi quelli che "anche il Pci prendeva i rubli": sì, certo, 60 anni fa, quella è storia, c'era la Guerra fredda, Washington che finanziava la Dc eccetera. Ora il Pci non esiste più e l'Unione sovietica nemmeno, mi pare. E qui si parla non del 1958 ma dell'ottobre 2018, e di un nazista amico del vicepremier che va a trattare finanziamenti per la Lega con un autocrate orgogliosamente illiberale. Sempre nel 2018. Non so, vedete voi se i rubli dell'URSS a Togliatti c'entrano qualcosa.





PS: un aggiornamento, pare che Savoini fosse presente al tavolo con Putin ma a "sua insaputa" (sua di Salvini).
Anche qui, una vecchia scusa che funziona sempre