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07 novembre 2016

I concorsi pubblici e la rottamazione di Equitalia

Come si seleziona il merito per gli incarichi pubblichi?
Ci sono i concorsi, la risposta.
E poi, per le gare, i contratti, c'è sempre l'Anac a vigilare.

Peccato che lo stato dei concorsi nel nostro paese sia stato, spesso, solo una questione di facciata per giustificare nomine clientelari e di raccomandazioni.
Il servizio di Giovanna Boursier partirà dal 2013 quando l’Agenzia delle dogane ne indice uno per 69 dirigenti, che poi è finito in una farsa di carte (e gazzette) truccate. 
Un dirigente che ha partecipato al concorso ha raccontato alla giornalista il trucco della Gazzetta Ufficiale, in uso agli esaminandi, dove erano stati inseriti i testi d’esame al posto delle pagine della pubblicazione. 
Nel 2014 c'è stato il concorso indetto dal Ministero dell’Interno per la Polizia di Stato, con l’attuale capo Franco Gabrielli costretto a sostituire la vecchia commissione.
Ma il punto forte del servizio sarà il racconto di quanto sta succedendo dentro l'Inps di Tito Boeri che, in attesa della riforma Madia, la rottamazione la sta facendo da solo.
Peccato che il DG da lui nominato, Cioffi, gli abbia nascosto una "vecchia" storia di contributi non versati (quando era all'Enel):

Giovanna Bousier ha intervistato proprio Cioffi.
“Quando arriva in Inps, perché non informa immediatamente Boeri visto che c’era un evidente conflitto, no? ”.“Il conflitto è nato dopo – replica Cioffi –. La prima ispezione dell’Inps dentro l’Enel si è conclusa con un verbale nel 2014, prima che io venissi a lavorare qua, per questo non ho detto nulla a Boeri, consideravo la vicenda chiusa”.“Era chiusa in senso negativo per l’Enel”.“Per l’Enel, è vero...”.“E perché non glielo ha det-to?”.“Sono d’accordo, vuole che dica che ho sbagliato? Può essere che abbia sbagliato. L’ho informato il 5 marzo, il 6 marzo, quando l’Inps è andata in Enel. Sono stato nominato il 27 febbraio 2015. Il 5 marzo l’Inps va in Enel. A questo punto ho detto a Boeri: ‘Guarda, l’Inps è andata in Enel’ e questa probabilmente è una vicenda che segue quella che conoscevo di cui non gli avevo detto nulla, ma perché per me era chiusa. Dopo è stato esteso ad altre società (di Enel, n-dr)”.“Insomma –spiega Report –Cioffi dice che ha informato Boeri nel 2015. Boeri dice che lo scopre dai giornali a inizio 2016. L’ispezione Inps, però, non si era mai chiusa, come conferma il direttore della vigilanza Inps, Fabio Vitale”. 

Qui potete seguire l'anteprima su Reportime (ripresa dal blog). 

Qui invece la scheda del servizio: Lo stato dei concorsi, di Giovanna Boursier
Per diventare dirigente nella pubblica amministrazione si deve fare un concorso, lo dice la Costituzione. Lo ribadiscono a Report anche il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, e il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Eppure da anni le agenzie fiscali sono piene di dirigenti “incaricati”, che il concorso non l’hanno mai fatto. A sanare la loro posizione sono stati nel tempo i governi di turno, che hanno lanciato ai dirigenti ciambelle di salvataggio varando leggi e decreti che consentivano di conservare gli incarichi per un periodo limitato. Ma poi questo sistema è diventato la regola, finché la Corte Costituzionale nel 2015 ha sentenziato: queste leggi sono incostituzionali e dunque gli incarichi ai dirigenti sono illegittimi. All’Agenzia delle entrate su 1.100 dirigenti gli incaricati erano 767, e il direttore Rossella Orlandi li ha dovuti retrocedere. Oggi i concorsi son tutti bloccati dai ricorsi ai tribunali amministrativi e adesso anche dalle indagini giudiziarie. All’Agenzia delle Dogane ne avevano indetto uno nel 2013, per 69 dirigenti. Ma poi sono saltate fuori carte truccate: Giovanna Boursier ha intervistato in esclusiva un dirigente che con altri ha truccato una Gazzetta Ufficiale inserendo, al posto delle pagine normali, i temi d’esame. Anche nella Polizia i concorsi non funzionano: per esempio il ministero dell’ Interno ne ha indetto uno nel 2014, per 1.400 viceispettori, ma appena dieci giorni fa il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha dovuto sostituire la vecchia commissione d’esame. Intanto la ministra Madia sta varando la riforma della pubblica amministrazione, ma anche qui il parere del Consiglio di Stato non è del tutto positivo. All’Inps invece Tito Boeri sta provando a riformare la dirigenza, ma a bloccarlo sono gli stessi vecchi dirigenti che vorrebbe tagliare. Tra coloro che lo contrastano di più c’è anche il dg che aveva scelto lui stesso: Massimo Cioffi, che da capo del personale Enel non avrebbe versato quaranta milioni di contributi all’Inps.
Il secondo servizio riguarda un argomento di forte interesse, visto che è appena uscito dalla manovra per il 2017: la rottamazione di Equitalia.
E' tutto oro quello che luccica? 
A chi conviene, questa "rottamazione"?

Il servizio di Giorgio Mottola racconterà che, in realtà, si tratta di una sorta di condono parziale: le norme poste a regolare le modalità di riscossione, che Renzi ha definito "vessatorie" , rimangono come ora e così gli interessi e l’aggio (la tassa fissa che paghiamo a Equitalia per la riscossione). 
Una "rottamazione" che è un vantaggio solo un numero ristretto di ricchi evasori: in alcuni casi si potrebbe invece pagare di più di quanto si dovrebbe oggi.

La scheda del servizio: La rottamazione di Equitalia, di Giorgio Mottola in Collaborazione di Ilaria Proietti
Pochi giorni fa è stato approvato il decreto fiscale che porterà all’abolizione di Equitalia. Il nuovo ente cambierà nome e sarà interamente controllato dall’Agenzia delle entrate. Al momento, però, a parte il cambio di denominazione non sembrano esserci altre novità sostanziali. Le norme che regolano le modalità di riscossione, definite “vessatorie” dal premier Renzi, rimangono invariate e così gli interessi e l’aggio, la tassa fissa che paghiamo a Equitalia. Ci sarà invece una “rottamazione” delle sanzioni che rischia però di avvantaggiare soltanto un numero ristretto di ricchi evasori. In alcuni casi, aderendo alla rottamazione, si potrebbe persino pagare più di quanto si dovrebbe oggi. Le sanzioni, inoltre, verranno abolite solo per le cartelle degli ultimi dieci anni. Stando a quanto c’è scritto oggi nel decreto, per il futuro rimane tutto così com’è.
Gli ultimi due servizi, sono due storie di merito: la prima di merito che rischia di mancare, nell'antico Conservatorio San Pietro a Majella a Napoli dove c'è un maestro di musica (il professor Alfonso Amato) che insegna agli studenti a diventare professore d'orchestra, che fa il pendolare dalla Cina.

Onore al merito: Il maestro, di Antonella Cignarale
Il Conservatorio San Pietro a Majella dal 1808 deve il suo prestigio ai grandi artisti che l’hanno attraversato e alla qualità didattica offerta da bravissimi docenti ai tanti allievi oggi riconosciuti a livello internazionale come grandi musicisti. Secondo il direttore oggi il Conservatorio ha il dovere di mantenere alta la tradizione e la qualità, offrendo agli studenti una programmazione di spessore sia per la programmazione sia per il livello di docenze. Una delle specificità proprie dell’offerta didattica infatti è la lezione frontale tra docente e allievo, una relazione uno a uno che, a detta del direttore, “crea quel rapporto padre figlio che in altre scuole non esiste”. Un rapporto che però anche all’interno del noto conservatorio San Pietro a Majella è faticoso da coltivare per un allievo se il suo maestro fa il pendolare dalla Cina.
La seconda storia riguarda il merito negato ad una candidata, così brava da rispondere a domande più difficili di quanto dovevano essere.
E a cui i posto è stato negato. Ma qual è l'interesse pubblico?

Onore al merito merito: la candidata di Antonella Cignarale
Sei disoccupato e partecipi a una selezione per un posto di lavoro aspirando a ottenerlo perché è a tempo indeterminato. Sei l’unico a rispondere correttamente alle prove, sei idoneo per il posto richiesto. Il posto è tuo? No. O meglio lo deciderà il giudice. È successo a chi ha partecipato a una selezione avviata dall’Agenzia di tutela della salute di Pavia per ricoprire il posto di coadiutore amministrativo di supporto nel settore della sanità animale presso il dipartimento di Prevenzione veterinaria. Una commissione di esperti, composta da dirigenti e membri della stessa agenzia sanitaria, viene nominata per stabilire le prove che devono sostenere i candidati e per valutare l’idoneità di questi a ricoprire la mansione. A poter partecipare sono 64 candidati iscritti in una graduatoria del centro per l’impiego di Pavia. Una sola persona risulta idonea a ricoprire il posto richiesto, ma il direttore generale dell’agenzia, Anna Pavan, non ci sta e ritenendo le domande troppo complesse rispetto a quanto previsto dal bando annulla la procedura e decreta di rifare la selezione da capo. Questo “a tutela dell’interesse pubblico”. Non è forse di interesse pubblico avere persone competenti all’interno del sistema sanitario? Perché l’unica persona che supera le selezioni di idoneità non merita di essere assunta?

16 maggio 2011

Report - concorso nel reato

Dal concorso per diventare notai, con la sommossa contro la traccia già uscita prima della prova.
Ai concorsi e le nomine dentro l'università, con i ricongiungimenti familiari (per esempio quello della Sapienza del rettore Luigi Frati), alla faccia della lotta alle baronie della riforma Gelmini.
Fino al concorso per la nomina dentro il Consiglio di Stato, il massimo organo di stato che deve decidere sulla validità dei concorsi: che però si rivela poco trasparente sui meccanismi del proprio concorso, come se ci fosse qualcosa da nascondere.

L'inchiesta di Sabrina Giannini ha raccontato il "sistema": il meccanismo di selezione della classe dirigente nei settori dove si produce culture e ricerca, negli enti di garanzia come notai, negli enti di controllo della macchina amministrativa dello Stato.
Un sistema poco trasparente, poco meritocratico, in cui si viene nominati per chiamata, per conoscenza, perchè figli di (o amanti, o mogli ..).
La cosa brutta è che questo a brutto sistema, feudale, ci si abitua, non crea quasi nemmeno più scandalo, almeno a vedere le reazioni dei diretti interessati, di quelli che dovrebbero sovraintendere.

ANTONIO IAVARONE PROFESSORE E RICERCATORE COLUMBIA UNIVERSITY , N Y
Per i figli, le nuore, i parenti, le sorelle, i fratelli, le amanti. Se io in Italia ho un feudo fatto di 50 sottoposti e non li riesco a piazzare con i concorsi sono un incapace. Può essere poi anche la persona che diciamo così ha semplicemente maggiore fedeltà. Non si ribellerà alla volontà del feudatario quindi si espande il feudo.

Il professor Iavarone che si è voluto ribellare alla richiesta del professore Mastrangelo (che voleva inserire il nome del figlio dentro alcune pubblicazioni), è oggi professore in una prestigiosa università americana. Noi ci teniamo i baroni, i loro figli, le amanti e permettiamo ai cervelli di fuggire. Anche questo è un segno del declino del paese.

Lo scandalo del concorso dei notai.
Il precedente concorso per notai, dell'ottobre 2010, è stato sospeso ufficialmente per motivi di ordine pubblico. In realtà la sommossa da parte dei candidati è nata perchè la traccia al concorso, proposta dal notaio in commissione Lacalendola, era già uscita durante un corso alla scuola per aspiranti notai "Anselmo Anselmi".

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Ma i candidati ne hanno conferma solo una volta finita la prova, quando verificano su internet che la traccia dettata quel giorno riproduceva in molte parti quella già proposta poco tempo prima da una scuola per aspiranti notai di Roma, l'Anselmo Anselmi. Ma e' irregolare perché si può avvantaggiare soltanto alcuni candidati. E' vero che in mille avevano assistito a quell'esercitazione ma è anche vero che pochi potevano sapere che sarebbe stata proposta per la prova d'esame.
DON NA 3
Compito nei bagni, gente che scriveva prima che dettassero la traccia, a un certo punto sai già dove devi andare a parare.

Il ministero della giustizia che avrebbe dovuto fare chiarezza, non ha poi voluto ascoltare le persone presenti al concorso per accertare la verità, per chiarire di chi fossero le colpe. L'inchiesta della magistratura è finita in archiviazione.
Tutto bene? Solo colpa dei candidati facinorosi?

Come in altre situazioni, di fronte alla giornalista che fa domande, in pochi vogliono rispondere. Prevale la rassegnazione anche perchè, alla prova, erano presenti alcuni vip, c’erano compagne e figli di ministri.

Il presidente del consiglio nazionale notariato, che almeno ha accettato l'intervista, ha minimizzato sull'accaduto (aspettiamo quello che dice la procura) e pure sulla questione che, a diventare notai sono spesso figli e mogli di notai. Anche qui, tutto fisiologico?
E l'articolo 3 della Costituzione?
Come può un candidato che passa l'esame per una raccomandazione, poter essere poi autonomo nelle proprie scelte professionali?

Il caso dell'università La sapienza.
Quando esce di casa, il rettore Luigi Frati, ex preside di facoltà di medicina, non saluta i parenti, perchè li ritrova in università.
La moglie (insegnate di letter) è ordinaria di storia della medicina. Il figlio Giacomo professore associato nonchè direttore dell'unità programmatica del Policlinico. La figlia professore in medicina, con laura in giurisprundenza. Un'opera d'arte, secondo Tommaso Longhi D.G. al policlinico Umberto I.

Alla faccia della riforma Gelmini (e del codice etico): Giacomo ha fatto una carriera lampo, per merito anche. Ma è giusto chiedersi se sia opportuna questa nomina, fatta proprio poco prima che il codice anti-baroni entrasse in vigore.

E non è un caso isolato:
SA BRI N A GI ANN I N I FUORI CAM P O
Ma nell’università’ italiana i presidi di facoltà e rettori sono riusciti a fare dei veri e propri illusionismi pur di chiamare il figlio sotto la propria ala protettrice. Tutto regolare, tanto le regole se le sono fatte loro. A Foggia Antonio Musco smette di fare il rettore il 31 ottobre. Il giorno prima, il 30 ottobre, diventa ricercatore il figlio. E’ il primo ricercatore italiano di economia applicata a insegnare in una facoltà di agraria. A Modena, è diventato ordinario nella facoltà di odontoiatria un professore associato in dermatologia. Giovanni Pellicani, figlio di Giancarlo Pellicani già rettore. A Bologna Alessandra Ruggeri a 35 anni diventa professore
associato in anatomia, anche se e’ laureata in odontoiatria suona strano, un po’ meno che sia vicina al padre Alessandro, ordinario nella stessa facoltà.

Per un figlio di che viene nominato c'è sempre un altro candidato, dai natali meno illustri che è stato bocciato, come il professore Moretti, che contro la nomina della Sapienza ha fatto causa al Tar e ha pure vinto. Ma la Sapienza va avanti come se nulla fosse.
Con la riforma Gelmini doveva iniziare una nuova era, eppure dall'inchiesta della Giannini esce fuori che le nomine avvengono grazie a dei fondi extra che l'università ha ottenuto dal ministero (dove lavora un consulente del ministro).
A loro discrezione.
E la competenza, il merito, la trasparenza?
E che dire poi del fatto che Luigi Frati, primario ad oncologia, non si fa mai vedere nel reparto che dirige? E che non ha accettato l'intervista?

Le università dovrebbero produrre cultura, fare ricerca, non produrre poltrone, con nomine usate come strumento di consenso. Come assomiglia alla brutta politica, questo sistema.

Il consiglio di stato.
La vicenda di Alessio Liberati, magistrato del tribunale amministrativo della Toscana, bocciato al concorso per la nomina al Cosniglio di Stato, getta un brutta luce sulla trasparenza dell'organo che deve devidere sui concorsi degli altri.
Liberato ha subito, per aver chiesto gli atti e aver denunciato delle irregolarità su chi ha vinto poi il concorso, ha subito una vera e propria guerra.

SA BRI N A GI ANN I N I
Superate le barriere Alessio Liberati che in quel concorso era primo per titoli legge gli atti e vede alcune anomalie. Al vincitore Roberto Giovagnoli, laureato da pochi anni e con poche esperienze professionali alle spalle, la commissione calcola un totale di anzianità di 6 anni e 1 mese: il minimo richiesto era 5 anni. A Giovagnoli viene fatto un cumulo dei periodi prestati nelle diverse amministrazioni, ma la possibilità di fare questo cumulo era stata negata ad altri concorrenti. Se la sua anzianità fosse stata calcolata con i criteri utilizzati per gli altri candidati la somma sarebbe lontana dai 5 anni necessari: 6 mesi e 10 giorni come dirigente corte conti; 1 anno, 1 mese e 2 giorni come uditore giudiziario; 4 mesi e 2 giorni come funzionario del ministero dei trasporti per un totale di 1 anno, 11 mesi e 14 giorni!

A LESSI O LI BERATI MA GI STRA TO TRI BUN ALE AMM I N I STRA TI VO REGI ON ALE
Per questo signore hanno fatto il cumulo e non solo nel fare il cumulo hanno avuto tutta quanta una serie di sviste nel calcolare i vari periodi.

SA BRI N A GI ANN I N I

Oggi Roberto Giovagnoli è il più giovane consigliere di stato. La sua carriera folgorante lo porterà tra qualche decennio alla poltrona più alta della giustizia amministrativa. I commissari che hanno scelto questo giovane purosangue non avevano fatto i conti con chi, poi, avrebbe sollevato il dubbio che quella corsa potesse essere truccata.

Il ricorso al TAR da ragione a Liberati, ma non cancella la nomina (pur dichiarando che Giovagnoli non aveva i titoli).
Nel compenso arrivano le denunce per aver gettato discredito, per aver violato la privacy di chi ha vinto il concorso.
Lo stato ha presentato appello al Consiglio di Stato per la sentenza del TAR: a decidere in appello sulla nomina decideranno alcuni suoi colleghi.

SA BRI N A GI ANN I N I – FUORI CAM P O
E’ evidente che tra i membri del Consiglio di Stato il conflitto di interesse non e’ un problema. Basti vedere il cosiddetto concorso delle mogli.
I mariti sono Vincenzo Fortunato, con il doppio incarico di capo di gabinetto di Tremonti, e Salvatore Mezzacapo. E nominano i membri della commissione di un concorso per magistrati del TAR in cui concorrono le rispettive consorti, che poi vincono. Pasquale De Lise era il Presidente della commissione di quel concorso. Oggi è il presidente del Consiglio di Stato. Ha sostituito Paolo Salvatore, il quale,
ricoprendo numerosi ruoli, ha potuto gestire tutta la vicenda di Liberati: era membro nella commissione del concorso vinto da Giovagnoli. E’ stato lui a resistere alla richiesta di Liberati di vedere gli atti del concorso.
A LESSI O LI BERATI MA GI STRA TO TRI BUN ALE AMM I N I STRA TI VO REGI ON ALE
Quando uso questi atti poi si aprono delle azioni disciplinari, chi le esercita? il Presidente del Consiglio di Stato, Paolo Salvatore, è ovvio che qui ci troviamo di fronte a una questione un po’ di conflitto d’interesse forse.
SA BRI N A GI ANN I N I – FUORI CAM P O
E sarà sempre l’organo presieduto da Paolo Salvatore a proporre il monitoraggio della sua corrispondenza email per trovare illeciti disciplinari.
SA BRI N A GI ANN I N I – FUORI CAM P O
L’attuale presidente Pasquale De Lise, un mese dopo questa intervista realizzata sotto la sua finestra, consegna a Liberati l’avviso dell’apertura di un nuovo procedimento disciplinare, ancora una volta per avere offeso l’onorabilità di un collega.
A LESSI O LI BERATI MA GI STRA TO TRI BUN ALE AMM I N I STRA TI VO REGI ON ALE
Io sono l’unico magistrato in Italia che ha 6 procedimenti disciplinari proposti. Sono qua davanti al Tribunale penale di Roma perché un collega che è un massone in sonno mi ha denunciato per violazione dei dati, trattamento illecito dei dati personali.
SA BRI N A GI ANN I N I – FUORI CAM P O
La denuncia, ora archiviata, era stata presentata da Guido Salemi. Leggendo il fascicolo non solo c’è la conferma che era davvero un massone della loggia del grande oriente d’Italia ma che l’affiliazione è andata avanti anche dopo il divieto, nel 1994, a intrecciare vincoli di fratellanza massonica.
A LESSI O LI BERATI MA GI STRA TO TRI BUN ALE AMM I N I STRA TI VO REGI ON ALE
Parliamo di un periodo in cui i magistrati amministrativi sono coinvolti in inchieste riguardanti la P3, la cosiddetta P3, la cricca, la violazione della legge Anselmi, c’è un inchiesta in Calabria che riguarda un collega.

Consiglieri massoni, consiglieri con l'ernia che poi partecipano a delle gare podistiche.

Conclude il servizio Milena Gabanelli:

Il presidente del Consiglio di Stato De Lise ci scrive che il Consiglio di Stato è imparziale, terzo e indipendente. In nessun altro organo
di giustizia però un presidente ricopre tutte le funzioni. E rimane il fatto che è lo stesso Consiglio di Stato a decidere sulla regolarità dei suoi concorsi. E’ evidente che non sta a noi il giudizio sui casi che abbiamo raccontato, è ovvio però che è
la somma infinita di favori elargiti ai livelli più alti a dare il maggior contributo alla costruzione di universi professionali opachi, dove a essere conniventi ci si guadagna sempre, magari una benemerenza da incassare a tempo debito. Solo che il tempo poi presenta il conto: l’eredità che stiamo lasciando ai nostri figli è una classe dirigente di scarsa qualità. E con quella dovranno fare i conti. Se vogliamo ripristinare la cultura del merito è ora di cominciare a dire qualche no.

15 maggio 2011

Il concorso nel reato

L'inchiesta di Sabrina Giannini di Report si occuperà di come viene selezionata la classe dirigente italiana: magistrati, notai, professori, medici.

Baronie, concorsi truccati, parentopoli, logge P3 e P4 che decidono di promozioni di magistrati.
Da una società orizzontale, come dovrebbe essere per la nostra Costituzione, ad una società orizzontale, dove chi sta sopra decide (insidacabilmente) per tutti.

Sinossi:

Il concorso pubblico dovrebbe servire a selezionare la classe dirigente di un paese. Scegliere i migliori di ogni categoria sulla base di criteri oggettivi basati sulla meritocrazia. Volete che a fabbricare un ponte sia un ingegnere capace o un raccomandato che ha trovato il compito fatto? Quando vi fate operare volete che il chirurgo prenda in mano il bisturi dopo una "giusta ed equa valutazione" o solo dopo essere stato considerato "figlio di"?

Quando comprate un casa pagate caro un notaio per essere certi che nessuno verrà un giorno a rivendicare qualcosa. Sembra invece che in Italia il cognome e l'appartenenza ad alcune caste sia un requisito maggiore del merito e faciliti l'accesso a posti di particolare prestigio. Storie di concorsi truffa, che quasi sempre finiscono con un nulla di fatto, e che spesso sono il paravento per gli usurpatori di cattedre che alla fine restano al loro posto, alla faccia dei migliori.

L'inchiesta di Sabrina Giannini oltre a svelare i trucchi di alcuni concorsi universitari, svela anche il sistema e lo scambio di favori che consente di far vincere alcuni "prescelti". Nell'inchiesta si parlerà anche dei concorsi per le categorie reputate tra le più nobili e prestigiose di una nazione civile, come quello per i notai recentemente annullato e quello per un posto di giudice del Consiglio di Stato vinto da chi ha presentato titoli non sufficienti per partecipare. A giudicarlo sono stati i suoi stessi colleghi da tre anni. Lo avranno fatto con serenità, visto che proprio il Consiglio di Stato è considerato il massimo organo della giustizia amministrativa a cui spetta l'ultima parola sulla legittimità e correttezza dei concorsi pubblici?