Questa
sera Report si occuperà del “re del vino”, Rccardo Cotarella,
l’enologo dei vip che ha aiutato, tra gli altri, Vespa e D’Alema,
a fare il vino.
Poi
un servizio sull’inquinamento degli idrocarburi in Sicilia, dove
italiani con pari diritti pagano a caro prezzo il vivere accanto alla
raffineria che rifornisce di benzina il resto del paese. Ma da dove
viene il petrolio?
La
rendita sicura della condannata
L’inchiesta
di Giulia Presutti tocca riguarda un’azienda informatica, la
Imperial Eagle fondata da un tecnico informatico coinvolto
nell’inchiesta “grande raccordo anulare” Alessandro
Telich.
Dopo l’arresto, la proprietà è passata alla madre,
Iolanda, dipendente di Ama, ma che risulta anche socio unico di
questa società basata a Dubai.
Sestina Fabietti è invece la
sorella di Fabrizio Fabietti, socio di Diabolik e arrestato
nell’ambito di questa inchiesta: i giudici l’hanno ritenuta
organica all’organizzazione, era la “cassiera”
dell’organizzazione ma la Cassazione le ha lasciato le proprietà
immobiliari dopo il decreto di confisca del Tribunale di Roma del
2007.
Sestina e Fabrizio sono stati indagati anche per usura: i
Fabietti avrebbero usato l’amico Petrucci per trasformare il denaro
guadagnato in forma illecita in investimenti leciti, per esempio con
l’acquisto di locali e immobili.
Il Tribunale aveva
sequestrato i beni ritenendo che non fosse stato dimostrato che quel
locale fosse stato acquisito con denaro di provenienza lecita –
spiega alla giornalista Francesco Gianfrotta presidente della sezione
GIP-GUP del Tribunale di torino – perché c’era una sproporzione
tra i redditi ufficiali e il valore dell’immobile, la Corte di
Appello ha invece ritenuto che il denaro fosse di provenienza
lecita.
Se poi la persona negli anni continua a delinquere per
altri reati è possibile aprire un altro procedimento o penale o di
prevenzione con eventuali confische di altri beni ma non di quel
bene.
LAB
REPORT: IL
BENE IMMOBILE di Giulia Presutti
Collaborazione
Cristiana Mastronicola
Nel
2019, l'indagine Grande Raccordo Criminale della procura di Roma ha
smantellato un'organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina
e hashish. A capo del gruppo c'erano Fabrizio Piscitelli, meglio noto
come Diabolik, e il suo socio Fabrizio Fabietti. Poco dopo la morte
di Piscitelli, freddato in pieno giorno da un killer, Fabietti è
stato arrestato insieme ad altri 56 indagati. Fra questi c'era anche
sua sorella Sestina Fabietti, che aveva un ruolo chiave all'interno
dell'organizzazione: riceveva e occultava il denaro proveniente dalla
vendita della cocaina in diverse piazze di spaccio romane. Sestina
Fabietti è stata condannata in Cassazione e a Roma le resta una
proprietà immobiliare che le garantisce una rendita sicura.
Il
turismo nelle Marche
Il
19 gennaio scorso Report si era occupata di Atim, l’agenzia del
turismo voluta dal presidente della regione Marche, Acquaroli.
Un
ente che non ha lasciato dietro un buon ricordo, anche per come sono
stati gestiti i fondi regionali, come emerge anche dalla relazione
della Corte dei Conti.
Nonostante
questo, nel 2025 la regione ha stanziati altri 7 ml per Atim, per
gestire attività di promozione: parte di questi fondi sono stati
spesi per un nuovo spot celebrativo con protagonista l’atleta
Gianmarco Tamberi, già protagonista dello spot girato nel 2024 e
pagato 600 mila euro (per usare in esclusiva la sua immagine di
atleta) e mai andato in onda in tv.
A
fine gennaio finalmente sono iniziate le riprese: il presidente della
regione ha definito questo spot “un viaggio emozionale
nell’identità marchigiana”, notizia poi uscita su tanti
giornali. Spunta anche una foto: lo post di Tamberi è stato girato a
Monte Giorgio, in un resort situato in uno dei più bei posti
panoramici della regione.
“Ma
questa è anche una struttura che ospita al suo interno un ristorante
la cui attività di somministrazione di alimenti e bevande è stata
sospesa su richiesta dei NAS” - racconta il consigliere regionale
Fabrizio Cessetti “l’autorità sanitaria locale dovrebbe essere
anche questa sotto il controllo del presidente della giunta
regionale.”
Lo
scorso 19 agosto nell’ambito dell’operazione estate sicura i
carabinieri del NAS di Ancona bussano alla porta di questo elegante
wine resort, 23 camere, una suite con affaccio sulla piscina e sul
giardino, cantina, sala degustazione. All’interno i carabinieri
riscontrano gravi non conformità igienico sanitarie, sporcizia
diffusa, incrostazioni di grasso, scarti alimentari sulle
attrezzature, alimenti poggiati a diretto contatto sul pavimento.
LAB
REPORT: THAT’S
ATIM di Lucina Paternesi
Collaborazione
Cristiana Mastronicola
A
dicembre 2021 nasce Atim, l’Agenzia per il turismo e
l’internazionalizzazione delle imprese della Regione Marche voluta
dal governatore Francesco Acquaroli che ha tenuto per sé la delega
dell’assessorato al Turismo. Tra affidamenti diretti senza bandi di
gara e spot con super testimonial d’eccezione, la Corte dei conti
ha bollato Atim come un doppione inutile e costoso dello stesso
assessorato al turismo. Ma come vengono spesi i soldi dei marchigiani
per promuovere la regione in Italia e all’estero? Solo tra il 2022
e il 2024 Atim ha speso 12 milioni di euro per finanziare la
realizzazione di eventi, mostre e spot promozionali; e il 2025 è
iniziato con un nuovo stanziamento da 7 milioni di euro. A gennaio,
infatti, sono iniziate le riprese del video con il campione olimpico
Gianmarco Tamberi, ma dove è stato girato?
Il
disastro ambientale a Siracusa
A
Siracusa può capitare che dal cielo non piova acqua, sporca o meno,
ma petrolio.
Non
è un miracolo, l’oro nero che cade sulle persone portando
ricchezza e benessere. È solo la maledizione di vivere vicino ad una
raffineria.
Una
pioggia nera che macchia i vestiti, le macchine, tutte le cose su cui
cade.
È la pioggia oleosa che arriva dalle ciminiere alle
spalle della città: l’ultima volta, nello scorso agosto, è caduta
di notte così nessuno ha corso il rischio di aspirarla, “ancora
oggi non sappiamo se faccia bene respirarla” racconta al
giornalista di Report un testimone dell’evento.
“Anche
a toccarla, lei sa cosa sta toccando, se è veleno? Danno posti di
lavoro, si può vivere ma non puoi dare il lavoro e poi ti tolgono la
vita.. ”
L’episodio
è stato causato da un problema alle ciminiere della raffineria ISAB,
dove si trattano i reflui industriali del petrolchimico di Priolo,
uno dei più grandi d’Europa. Report è andata a visitare le vasche
di depurazione da cui si sospetta che siano evaporate sostanze
inquinante.
Servivano
le maschere per questa visita, dalle vasche salgono sostanze dannose
per la salute se inspirate: sul pelo dell’acqua nelle vasche sono
presenti delle macchie dovute a composti poco solubili e molto
volatili – spiega il tecnico al giornalista di Report – tanto da
sembrare olio.
Sono queste vasche quelle che salgono le sostante
che inquinano l’aria, si sente un odore fortissimo nonostante la
maschera, bruciano gli occhi.
I reflui industriali del grande
impianto petrolchimico, capace di produrre da solo un terzo della
benzina usata in Italia, finiscono in queste vasche e in parte
evaporano in un tratto della costa tra Augusta Medilli, Priolo e
Siracusa. Una delle zone con la più alta incidenza di tumori
d’Italia.
Nel depuratore si depositano dei fanghi che sono un
concentrato di veleni, con alta concentrazione di idrocarburi. In
questo depuratore sono stati ritrovati anche dei fanghi non ancora
smaltiti, 4 mila tonnellate, che non si sa come smaltire.
Da
una parte la salute e la sicurezza ambientale e dall’altra
l’impossibilità di chiudere un impianto che è il più grande
petrolchimico italiano, mettendo la rischio la sicurezza energetica
del paese. Quindi è intervenuto il governo Meloni con un decreto
firmato dal ministro Urso e Pichetto Fratin: la soluzione non è
particolarmente innovativa, si tratta di un copia e incolla del caso
Ilva. Prima si dichiara Isab, il petrolchimico, una zona di interesse
strategico, poi a settembre del 2023 si concedono delle deroghe alle
emissioni. Antonio
Mariolo, amministratore giudiziario dell’acquedotto siracusano di
Ias, aveva ricevuto una copia del decreto sul suo telefono
qualche mese prima, a marzo.

“Io
l’ho chiamato decreto whatsapp nel senso che la circolazione è
avvenuta attraverso whatsapp..”
Ci sono state differenze tra
il decreto ricevuto sul telefono e quello poi pubblicato?
“La
seconda versione era molto più permissiva” ha risposto Mariolo: è
aumentato il tetto degli inquinanti autorizzati ad essere emessi
dall’impianto, aumentano i limiti dei fenoli, degli idrocarburi
totali, dei solventi organici aromatici.
Cosa è accaduto? Lo
spiega un esponente di Confindustria Sicilia: dopo l’uscita del
primo decreto le aziende locali contattano gli esponenti dei
ministeri.
“Ogni
azienda ha fatto le sue pressioni” spiega il dirigente di una di
queste imprese a Report “e si è fermato tutto..”
Di fatto
il decreto è stato ritirato su richiesta delle imprese: “se fai
questo decreto noi chiudiamo perché sono dei limiti non
raggiungibili nell’immediato”:
Di
fatto, tutte le aziende nel siracusano non sono in grado di
rispettare delle norme di sicurezza sanitaria e ambientale. Prima il
profitto, col ricatto dei posti di lavoro, come a Taranto. Della
salute se ne potrà parlare poi.
La
scheda del servizio: IL
MARE E’ COME L’OLIO di Manuele Bonaccorsi
Collaborazione
Madi Ferrucci
Un
disastro ambientale e industriale rischia di affossare il più grande
petrolchimico italiano, quello della provincia di Siracusa, che
produce un terzo della benzina italiana. Report racconterà gli
sviluppi dell’inchiesta sul depuratore IAS; sequestrato nel 2022
dalla magistratura, su cui si è aperto uno scontro politico tra i
giudici siciliani e il Governo, finito davanti alla Corte
Costituzionale. Anche un altro depuratore, gestito dal petrolchimico
Isab, è finito sotto la lente dei magistrati, secondo i quali
l’impianto avrebbe truccato le analisi sugli sversamenti in mare,
producendo un grave inquinamento marino e atmosferico. Report
indagherà anche sulla vera proprietà dell’impianto, ceduto dai
russi di Lukoil a un fondo cipriota in seguito alle sanzioni contro
il petrolio di Mosca. E svelerà, in collaborazione con Greenpeace, i
traffici di petrolio russo nelle acque internazionali davanti al
petrolchimico. La flotta fantasma di Mosca, infatti, ha scelto questa
zona di Mediterraneo come hub per i trasferimenti di petrolio tra
navi sanzionate e navi formalmente “pulite”, sembra, con
l’obiettivo di violare le sanzioni. Una pratica che rischia di
creare disastri ambientali, e che avverrebbe nel totale disinteresse
delle autorità italiane.
Il
re del vino
Riccardo
Cotarella è definito il re dei vini, perché è uno degli enologo
più influenti al mondo, l’unico a cui finora è stato dedicato un
biopic, un film documentario sulla sua vita. Ha seguito e migliorato
i prodotti di centinaia di aziende e creato vini per personaggi
famosi in tutto il mondo, tanto da guadagnarsi l’appellativo di
enologo dei vip.
Lo
scorso novembre era presente al Merano Wine Festival dove ha ricevuto
un premio: dopo l’evento Report ha seguito la master class tenuta
dallo stesso Cotarella assieme al fratello Renzo, anche lui enologo.
L’evento
aveva un taglio sociale: il vino che i presenti assaggiavano erano
prodotto da una cantina palestinese, per la precisione vini della
Palestina prodotti in una cantina in Israele, “quando i ragazzi
devono andare dalla cantina alla vigna devono passare attraverso un
muro, coi mitra puntati..” raccontava lo stesso enologo, spiegando
l’importanza di supportare quei produttori a cui tutti hanno
rivolto un augurio.
I
fratelli Cotarella hanno dimostrato una grande sensibilità per i
temi sociali anche attraverso l’impegno della loro azienda di
famiglia. Ma qualcuno, durante l’evento, si accorge della presenza
delle telecamere di Report, i giornalisti sono stati chiamati con
discrezione dal responsabile della manifestazione che ha invitato
loro di andarsene, perché i due enologi “si sentivano
condizionati, si sentono quasi come ‘stai attento a quello che
dici’ .. se ho questa richiesta da parte loro non posso ignorarla”.
Dal
2023 la Fondazione Cotarella legata all’azienda del grande enologo
Riccardo Cotarella raccoglie circa 240mila euro di donazioni
destinate a una dimora nota come “Verdeluce”.
Ma
a pochi mesi dall’inaugurazione in pompa magna l’edificio risulta
ancora deserto: la struttura doveva accogliere giovani con disturbi
nel comportamento alimentare.
“E’
un tema troppo delicato” racconta a Report un addetto
all’accoglienza della famiglia Cotarella “quindi ci sono delle
limitazioni a volte che ci impediscono di fare quello che vogliamo..
”
L’immobile è stato ristrutturato e ri-accatastato prima
dell’inaugurazione, con un importante aumento di valore, passando
da rudere a casale.

Tanto è vero che sul catalogo, la dimora
Verdeluce nata per ospitare ragazzi con difficoltà alimentari,
diventa agriturismo Verdeluce, le degustazioni le hanno chiamate
“bollicine verdeluce”, assieme al programma ci sono anche i
prezzi.
Un assaggio di vini costa 130 euro a persona, 200 euro
per l’esperienza di coppia, “si può fare un servizio sartoriale”
spiega l’addetto all’accoglienza della struttura, si può dormire
nella struttura quanto tempo si vuole, basta pagare.
Report ha
sottoposto i documenti della fondazione Verdeluce all’associazione
Codacons: “è importante che le campagne di beneficenza non
integrino una pratica commerciale scorretta, però certo se questi
soldi (quelli della fondazione Cotarella) sono stati raccolti al fine
di creare questo centro di assistenza è importante che questo centro
di assistenza venga realizzato, esattamente come era stato promesso.
Quindi ad oggi sembra che non sia stato ancora realizzato, quindi
abbiamo presentato un esposto all’autorità garante della
concorrenza e del mercato, che dovrà valutare se questi fondi sono
stati destinati realmente a questo fine.”

Sul Fatto
Quotidiano Marco Franchi ha pubblicato una anticipazione del
servizio:
La
filantropia dei Cotarella, enologi dei vip: il casale per ragazzi con
disturbi è un affare
Di
Marco Franchi
La
“Dimora Verdeluce” doveva essere una struttura dedicata ai
ragazzi tra i 12 e i 25 anni affetti da disturbi del comportamento
alimentare. O almeno a questo era destinata la raccolta fondi avviata
ormai nel 2023. E invece a 7 mesi dall’inaugurazione in pompa
magna, il casolare ristrutturato nella campagna di Orvieto, in
Umbria, fin qui è dedicato soltanto a struttura ricettiva,
agriturismo e costosissime degustazioni. Parliamo del progetto
benefico dalla famiglia di Riccardo Cotarella, 76 anni, il più
famoso winemaker d’Italia e uno dei più noti al mondo, consulente
di personalità come Massimo D’Alema, Bruno Vespa, Sting e, non
ufficialmente, perfino del presidente russo Vladimir Putin. La
vicenda sarà raccontata questa sera da Report, in onda su Rai3
durante un servizio a firma di Emanuele Bellano. Il caso, per alcuni
versi, ricorda quello dell’influencer Chiara Ferragni, tanto che
anche stavolta è stato presentato un esposto dal Codacons.
La
scheda del servizio: IL
RE DEL VINO di Emanuele Bellano
Collaborazione
Chiara D’Ambros, Madi Ferrucci, Raffaella Notariale
Riccardo
Cotarella è il più famoso winemaker d'Italia e uno dei più noti al
mondo. Tra i suoi clienti annovera cantine prestigiose e personaggi
famosi che hanno deciso di dedicarsi alla produzione di vino come
Massimo D'Alema, Bruno Vespa, la rockstar Sting, l'imprenditore
dell'abbigliamento Brunello Cucinelli. Insieme a un vero e proprio
impero del vino Cotarella ha creato la Fondazione Cotarella, un ente
che ha lo scopo di raccogliere denaro per cause benefiche, attraverso
la vendita del suo vino Tellus e cene di beneficenza. Uno scopo
nobile per cui ogni anno raccoglie centinaia di migliaia di euro. Ma
il giro di denaro e i progetti che dovrebbero essere finanziati
sarebbero tutt'altro che trasparenti. Cotarella attraverso una catena
di società off-shore avrebbe investito in un latifondo in Argentina
partecipando al disboscamento della foresta nativa. Un'attività che
poco si concilierebbe con lo spirito filantropico con cui promuove le
sue aziende.
L’intesa
col Vaticano sull’ospedale Forlanini
L’ospedale
Forlani di Roma è un’opera d’arte, oltre che una struttura
sanitaria, purtroppo abbandonata da anni. Realizzato nel 1934 per
curare i malati di turbercolosi , è un monumento nazionale,
l’ingresso è arricchito da bassorilievi in marmo, la sua struttura
è talmente bella da essere usata per set cinematografici, proprio in
queste settimane stanno realizzando al suo interno una serie
televisiva.
Il dottor Martelli, ex primario in questo ospedale,
ha guidato le telecamere di Report in una piccola visita al suo
interno, mostrando le camere operatorie, l’aula magna al primo
piano: qui il dottore ha curato mille pazienti l’anno, effettuando
più di ottocentomila operazioni.
E ora è tutto abbandonato,
comprese le schede dei pazienti.
Per anni è stato usato come
rifugio per i senzatetto, fino all’accordo col Vaticano, che a
seguito di un’intesa con lo Stato italiano qui aprirà una sede
dell’ospedale pediatrico.
La
scheda del servizio: PATTI
CHIARI di Claudia Di Pasquale
Collaborazione
Marzia Amico, Giulia Sabella
L'ex
ospedale Carlo Forlanini di Roma è un vero e proprio gioiello
architettonico. Costruito negli anni Trenta per curare i malati di
tubercolosi, è stato definitivamente dismesso nel 2015, e da allora
è in stato di abbandono. In questi anni si sono susseguiti numerosi
studi e progetti per recuperarlo, ma sono tutti naufragati. Fino a
quando un anno fa è stata siglata una dichiarazione d'intenti tra il
governo italiano e la Santa Sede per venderlo al Vaticano e
trasformarlo nella nuova sede dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Ma quali sono i termini di questa intesa?
Le
anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate
sulla pagina FB o
sull'account Twitter
della trasmissione.