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24 ottobre 2022

La Passione per il delitto 2022 Franca Villa presenta Luca Crovi, Andrea Fazioli e Paola Sironi

 

Paola Sironi, Franca Villa, Andrea Fazioli e Luca Crovi

La Passione per il delitto 2022 Franca Villa presenta Luca Crovi, Andrea Fazioli e Paola Sironi

  • Luca Crovi, Il mistero della torre del parco e altre storie, Sem (mia recensione qui)
  • Andrea Fazioli, Le strade oscure, Guanda
  • Paola Sironi, I giorni dell’illusione, Todaro

Paola Sironi

Il libro comincia con una visita clandestina in una cripta milanese, in via Francesco Sforza, l’ex ospedale dei poveri degli Sforza: nei chiusini della cripta erano sepolti i morti dell’ospedale. I due visitatori si accorgono di uno scheletro meno antico degli altri, con indosso un orologio e da qui inizia l’indagine sullo scheletro: chi era il morto e chi l’ha lasciato lì?

C’è una protagonista, una ispettrice di polizia, Annalisa Consolati, con una sua vita privata, ma fa parte di una squadra della Questura di Milano, squadra “problem solving” di cui fa parte assieme ad altri due ispettori e un commissario. Uno degli ispettori della squadra ha la passione della velocità e dei profiler americani, quelli che si vedono in TV. Il commissario è invece una persona meticolosa, con un senso morale fortissimo senza essere troppo legato alle procedure.
La storia avviene a Milano nei mesi della pandemia ed è raccontata come una città multietnica, con zone differenti tra di loro, una Milano composita che viene descritta nelle sue varietà, da un lato metropoli (dove si accettano l’omosessualità delle persone, le differenze culturali), da un lato provinciale.

L’ambientazione è nel giugno del 2020, i mesi della “grande illusione” in cui Milano inizia a riprendersi dallo choc iniziale, quando le nostre vite avevano subito una limitazione forte e inaspettata. Tutte le cose che davamo per scontato si erano perse e queste sono cose su cui riflettere.

Quel giugno è stato un periodo di illusione in cui si pensava che si sarebbe tornati alla libertà di prima: questa illusione è anche quella del colpevole. Un qualcuno che ha paura di perdere quello che ha.

Andrea Fazioli

Il protagonista del romanzo è un frontaliere che ogni giorno va a lavorare in Svizzera: una sera viene sfiorato di compiere un crimine terribile, uno di quelli per vieni additato per sempre come criminale. Questa persona si spaventa dall’essere sfiorata dall’idea del male, ma un anno dopo legge sul giornale che qualcuno ha compiuto quel crimine, in quella stazione, quella sera.

Chi è stato? Si rivolge allora ad un investigatore privato, Elia Contini.

Elia Contini ha fatto molti lavori e ora si è arrabattato a fare l’investigatore, vive nei boschi del Canton Ticino, ama fotografare gli animali. Lavora però a Lugano dove ha l’ufficio: una doppia anima dunque, di città e di montagna. Dalla montagna, da lontano, si vedono le cose in modo più chiaro a volte.

Il personaggio inventa storie con animali immaginari: nascono dalle prose breve che l’autore aveva scritto negli anni e che ha voluto qui unire alla storia. Sono animali che, inseriti in un certo momento della storia, danno un sapore in più al racconto.
Bellinzona è una città con forti legami con Milano, si parla un dialetto che suona come il milanese: è una città di frontiera coi suoi traffici, anche criminali, con le sue montagne e i suoi paesaggi diversi.

Luca Crovi

Ho preso a prestito da Augusto De Angelis il commissario De Vincenzi: una mattina lascia per caso una cartellina azzurra, nella stanza della portinaia. Questa portinaia si trova davanti alle storie di venti casi capitati al commissario: sono casi collegati anche tra di loro dove ci sono degli ospiti particolari, da Hitchcock, Ho Chi Mihn, Riccardo Bauer, Antonio Gramsci in carcere a San Vittore.

Storie che il commissario racconta, correlandole a delle immagini della Milano di anni 30.

Alla storia originale di De Vincenzi ho regalato una portinaia e i ricordi della mia bisnonna – racconta Luca Crovi: il commissario è un investigatore che non usa la pistola perché parla direttamente coi ladri della Ligera milanese, come El Pinza, un personaggio leggendario veramente esistito.
De Vincenzi è stato militare nella prima guerra mondiale: i suoi ricordi sono quelli del nonno di Luca Crovi. Ha un senso della giustizia diverso da quello dell’epoca fascista, passava le notti leggendo Platone, un uomo che ascolta tanto e parla poco.
I suoi amici sono un bersagliere e un materassaio: questi personaggi mi hanno permesso di dargli un’anima particolare, come emerge in parte dagli sceneggiati Rai.

Nei libri di De Angelis non poteva raccontare tutta l’anima di De Vincenzi per la censura fascista: lui stesso morì per le percosse ricevute da una squadraccia.
Nelle sue indagini incontra il commissario Camilleri, il nonno dello scrittore Andrea Camilleri, testimone della strage alla fiera.

Il personaggio della portinaia, la sciura Matilde, si basa sui ricordi della bisnonna di Luca Crovi: sono ricordi della cultura contadina di quella Milano.

Una signora che ha avuto una storia sfortunata, sopravvissuta alla morte, che vedeva la città con altri occhi: di lavoro faceva la portinaia, come il personaggio del libro.

Come era quella Milano tra gli anni 1922 e 1932? Erano gli anni delle bombe messe dai fascisti e fatte attribuire ad anarchici e comunisti perché era una città dove si trovavano anche gli antifascisti.

Milano è una città con una sua storia, che aiuta anche a comprendere la Milano di oggi.

Il racconto al centro del romanzo è uscito a puntate su il giornale nei giorni della pandemia, come romanzo “d’evasione” dai morti e dal lockdown.

Il sito della Passione per il delitto, i canali social Twitter, Facebook e Instagram.


29 ottobre 2018

Passione per il delitto (2018) ore 14.00: l'incontro con De Marco, Paola Sironi, Novelli e Zarini

Romano De Marco, Paola Sironi, Marco Proserpio e Andrea Novelli, Giampaolo Zarini



A volte ad uccidere è la solitudine: così il giornalista Marco Proserpio ha presentato i 4 scrittori dell'incontro

Romano De Marco, Se la notte ti cerca, Piemme
Il brutale omicidio di Claudia Longo, single cinquantenne, nell'esclusivo quartiere Parioli, a Roma, sembra opera di un amante occasionale. Uno dei tanti che la donna era solita ospitare in casa. L'unica a non pensarla così è il commissario Laura Damiani, tornata nella capitale dopo una devastante esperienza lavorativa a Milano. La poliziotta scopre delle connessioni fra quell'omicidio e le morti di altre donne sole.

Andrea Novelli, Gianpaolo Zarini, L’essenza della colpa, Fratelli Frilli editore
Casi banali per l'investigatore privato genovese Michele Astengo. Piccole questioni di ricatto, tradimenti, controversie economiche. Calma piatta in una vita volutamente avulsa da inutili complicazioni, anche quelle di cuore. Ma una telefonata sta per dare una sterzata violenta alla sua pigra e svogliata esistenza. Arcangelo Argentero, il più grande produttore italiano di profumi, chiede il suo aiuto.

Paola Sironi, Donne che odiano i fiori, Todaro

Il cadavere di Damiano Brancher, stritolato da un anaconda gigante, è rinvenuto in un giardino botanico sopra Stresa e, pochi giorni dopo, la migliore amica dello sventurato si sucida, gettandosi sotto un treno in un quartiere periferico di Milano. Le indagini sulle due disgrazie è affidata al reparto “Problem solving”, più comunemente detto “Desbrujà rugne”, della Questura di Milano

Si parte dallo scrittore Romano De Marco.

La prima vittima, Claudia Longo, è una donna, separata, che si crogiola nel suo dolore, che ha pensato di consolarsi con amanti giovani e con la chirurgia estetica: ma rimane una persona solitaria (e la solitudine è uno dei temi del romanzo).
Ad interessarsi della sua vita, il commissario Laura Damiani, è l'unica che capisce che lei è solo la carnefice di sé stessa ma soprattutto vittima di un delitto.
La solitudine accomuna Claudia con Laura: è una donna giovane che si trova a fare un bilancio della sua vita, si accorge di aver sacrificato tanto per il suo lavoro, come il non essere stata madre.
Si crea una forte empatia tra lei e le sue vittime, persone sole, scelte da un serial killer che si svela solo alla fine.
Il male fa parte della nostra vita: cerco di non fare alcuna giustificazione per il delitto, perché spesso le sue origini sono proprio dentro la nostra vita.
L'immagine della famiglia felice in eterno è solo una bugia, "quanto di più ipocrita esista" dice un personaggio del libro.
Roma è una città impossibile da raccontare, un tessuto sociale che cambia da quartiere a quartiere, Roma è tante città assieme: io racconto la zona che conosco, quella dell'Eur nata nell'epoca fascista, doveva essere la città del futuro ma oggi è un obbrobrio, assediata dallo spaccio.
La stessa protagonista, Laura, ad un certo punto non ci si riconosce più, avendo perse le radici.


C'è chi la solitudine la cerca: come l'investigatore Michele Astengo protagonista del romanzo di Andrea Novelli, Giampaolo Zarini,
"Non è ozio, è conservazione dell'io" dice Astengo: ex poliziotto ora investigatore, che si astiene dalla vita, si impone di non viverla, ma viverla attraverso le vite degli altri.
Non fa nulla per mettere a suo agio i clienti che si rivolgono a lui: ma quando poi viene coinvolto nei casi dimostra molta umanità.
Come in questo, dove l'Essenza del titolo è legata al lavoro della vittima, figlio di un imprenditore nel settore dei profumi.
Genova si presta ad una ambientazione noir, anche per la presenza del porto.
Attorno all'azienda ci sono persone con curriculum ricchi di titoli ma vuoti di contenuti: sintomo di un paese che registra il declino dell'impresa.
Genova ha sempre vissuto nelle difficoltà, per la sua conformazione geografica, ha sempre vissuto al limite, è stata vittima di un saccheggio, nel tessuto industriale e in quello geografico.
Il rapporto dei due autori con Genova è di amore e odio: c'è il problema del traffico, i fiumi che esondano, ma alla fine abbiamo scelto questa città per ambientare il nostro romanzo.

Paola Sironi ha raccontato del suo giallo

Quello della scrittrice Paola Sironi è un giallo classico, di intuizioni raffinate, ma con molte novità: a partire dal primo morto, un uomo stritolato da un anaconda ad inizio romanzo.
Un delitto curioso a cui segue il suicidio della migliore amica della vittima, che era stata chiamata a testimoniare sul primo caso.
Da qui nasce un mistero, con un conflitto di competenza tra due procure e tra polizia e carabinieri.
L'indagine è affidata ad una squadra di "problem solving" che va a pescare dentro un brutto caso di prostituzione nigeriana.
Protagonista è l'ispettrice di polizia Annalisa Consolati: ha una vita spaccata in due, è più a suo agio nella divisa che non quando è nei panni di figlia.
Una donna che lotta contro il tempo, che deve accudire il padre, con una malattia psichiatrica che lo fa vivere nelle fantasie ispirate alla televisione.
Questo rende Annalisa insofferente alla sua vita familiare: attorno alla sua vita altri personaggi in uno stato di equilibrio, come la compagna Minerva, della cui relazione non riesce a parlarne col padre.
In questo romanzo ci sono tante donne: l'investigatrice e la compagna, una professoressa amica della seconda vittima, perché necessarie alla storia che volevo raccontare.
Perché il tema della prostituzione nigeriana?
Avevo intenzione di scrivere un libro sulla prostituzione, evitando i soliti cliché (del killer che uccide queste donne ..): un'amica libraia mi ha consigliato dei libri sulla prostituzione nigeriana.
Donne con dei pregi e dei difetti: sono storie di donne che non esistono, invisibili nella Milano di oggi.