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22 maggio 2015

Announo – no carne?

Copertina inedita per la prima di Announo, con Vauro e le sue vignette al posto di Santoro (che comunque ha ricordato la puntata finale di Annozero da Firenze): il presunto terrorista, lo scandalo ennesimo sul calcio con gli impresentabili (non De Luca), gli anziani, la buona scuola che sembra una stalla di allevamento intensivo, saggezza alimentare …
Santoro lascia il talk e Berlusconi la politica: “un posto per lui c'è sempre”, il commento del giornalista.

Tema: gli allevamenti intensivi sono anche sostenibili? Dove finiscono i liquami degli animali? Come vivono nelle gabbie? L'acqua delle falde è pulita o inquinata?
La prima puntata di Announo ha avuto come ospiti Farinetti, Veronesi e il signor Capaldo di slow food: seguendo il racconto di Safran Foer, Giulia Innocenzi ha cercato di spiegarci il mondo degli allevamenti intensivi in Italia.
Ecco quello che ha visto, a Modena, dentro uno di questi allevamenti di maiali.
Gli animalisti raccontano di animali all'ingrasso, in pochi mesi devono mettere su chili per diventare prosciutto: colpisce il rumore dei maiali e l'odore, animali non curati, tetti in eternit, impianti elettrici fatiscenti. Topi che passeggiano nel cibo dei maiali, che poi noi mangiamo...


Altro allevamento a Mantova, dove ci sono solo scrofe coi piccoli. Spazi angusti, scrofe che urinano dove poi giacciono, che non riescono a stare in piedi.
Tutti posti non a norma secondo le leggi europee.
Animali morti dentro le gabbie, lì da ore.

Farinetti: quello è un delinquente, quella non è l'Italia, dove abbiamo i sistemi più rigidi nel mondo, ci sono i consorzi che tutelano gli allevamenti. Si vedeva che quelli non erano marchiati, che poi arrivano ai consorzi.
Sono casi isolati, perché sono fuori norma, spero che li abbiate denunciati: lei deve denunciare quello lì.

Veronesi: sono immagini scontate, perché non sono animali ma macchine di trasformazione. Entra del materiale con un costo ed esce un materiale con costo maggiore, con questa differenza guadagna l'allevatore.
Un gioco al massacro. Veronesi è diventato vegetariano, ha imparato ad amare gli animali fin da piccolo essendo cresciuto in una cascina della pianura Padana.
L'idea di ucciderli mi ha fatto vedere la difficoltà in questa alimentazione: sono cresciuto verso il vegetarianesimo.
La carne che mangiamo può diventare una bomba ad orologeria per il pianeta: se l'umanità vuole sopravvivere deve diventare vegetariana, è una necessità.
Siamo sette miliardi, prevediamo che entro 3,4 decenni sarà difficile avere cibo per tutti.
Oggi c'è una forte diseguaglianza, c'è gente che muore per la fame, dall'altra parte c'è un miliardo di persone che si ammalano per sovra alimentazione.

I ragazzi in studio.
Guglielmo l'allevatore orgoglioso, coi fucili e i revolver in casa per difendersi: alleva maiali per il consorzio di Parma, seguendo un preciso disciplinare.
Felice del suo lavoro e per nulla colpevole della morte degli animali: c'è una piramide e dobbiamo distinguere tra animali e animali, quelli da reddito e da compagnia.
Sono animali che creano reddito e lavoro per migliaia di italiani.

Si chiama specismo – ha risposto Veronesi: un delitto perpetuato dall'uomo contro gli animali, sacrificati e uccisi dall'uomo.
Lasciamo decidere al mercato, dice Guglielmo. Ma forse lasciamo decidere anche al medico: troppa carne non fa bene, ci sono studi che dicono che i vegetariani vivono di più, mediamente.
Gli allevamenti sono un problema ambientale, questo è il problema alla base, ha completato il ragionamento Veronesi.

Di Pietro: anche se mangiamo frutta che è stata coltivata coi pesticidi e i veleni, è un problema. Quel signore che alleva i maiali come abbiamo visto, ha qualcuno che non controlla e qualcuno che lo fa lavorare così.

Veronesi su Expo: per adesso non si è visto un dibattito su come organizzare un sistema agricolo per combattere la fame nel mondo, potrebbe essere un'occasione mancata. L'industria della carne è così forte per cui è difficile contrastare questa posizione.

Un allevamento intensivo a Reggio: i liquami, se non gestiti a norma, creano dei disastri ecologici. Insetti, acqua a rischio, odori molesti.
Questo il disagio per chi vive attorno agli allevamenti.
I liquami rimangono nelle vasche, poi piove e fuoriescono ed entrano nel terreno e l'allevatore continua a lavorare: come mai?
Esistono soluzioni tecnologiche, basterebbe adottarle. Altrimenti gli allevamenti non sono sostenibili.


Ma i controlli ci sono, come dice Guglielmo?
Una veterinario che ha preferito rimanere anonimo, intervistato da Giulia, racconta di veterina costretti a rendicontare numeri e impossibilitati a controllare gli animali.


Molti veterinari hanno fatto corsi di sole 48 ore, colleghi che non segnalano irregolarità, magari dopo che gli animali hanno preso degli antibiotici.
E poi, chi controlla l’Asl? Dovrebbero fare dei controlli sui dirigenti delle Asl, nominati dai politici di turno, significa che c’è la volontà politica nel non vedere certe cose, nel proteggere certi allevatori..

Report ha raccontato dello scandalo sugli allevamenti dei vitelli in Piemonte e del sistema di controlli che funziona solo sulla carta, incapace di monitorare l'assunzione di ormoni e antibiotici somministrati per far crescere in fretta le bestie: c'è una certa impunità nel sistema?


Capaldo: abbiamo tutto costretto attorno al denaro e anche i consumatori si devono fare delle domande sui prezzi di molta merce sugli scaffali dei supermercati.
Se troppo a buon mercato, non può essere di qualità, ricordando lo scandalo del vino al metanolo.

Solo poche mele marce, come dice Farinetti, per cui In Italia non ci sono stati tanti scandali come all'estero? Sempre Report domeniche scorsa parlava della carne di maiale col marchio dei consorzi, di animali allevati all'estero, con controlli di qualità diversa, lavorati poi lavorati in Italia, con tanto di marchio.


E' un momento in cui tanti vogliono criticare” ci dice Farinetti: in Italia abbiamo regole feree che però non vengono rispettare. O, quanto meno, che non sempre vengono rispettate da allevaotir furbi che sanno che poi possono farla franca. 
L'intervento di Mauro Corona:   Perché si trattano male gli animali? Da noi, purtroppo, c’è la cultura del furbismo. Per guadagnare di più, sempre di più si fanno queste porcherie. È necessario insegnare l’alimentazione sin dalla scuola. Anche se con Expo entrano soldi in Italia, non vedo un progetto. Vorrei vedere un programma dove si insegna l’educazione alimentare

PS: i maiali dell'allevamento non a norma producono carne per il consorzio di Parma.

19 dicembre 2014

Announo – bambino per bambino

Sulle note di Sinatra che canta “My way”, Santoro ha iniziato la sua copertina dedicata a Beppe Grillo: quello che non va ai talk perché sono morti. E, dice Renzi, l'Italia non cambia per colpa dei talk. Tutta colpa dei talk, come già disse Berlusconi che voleva tagliare la pubblicità ad Annozero.
I talk danno fastidio perché cercano persone che sfidano il potere costituito: dicono parole che altri vogliono sentire, ci saranno anche nel futuro di internet.
Grillo ora puoi scegliere di rimanere al chiuso e protestare, o cercare un nuovo candidato, colto “my way”, che ha sempre agito a modo mio.
Grillo, da solo, con le espulsioni, perderai, a modo tuo.
Il sogno del comunismo, della bandiera rossa oggi e stato preso dall'Isis, che chiede di sottometterci al loro Dio, per appartenere ad una setta fanatica.
Possono nascere solo lacrime: ma noi dobbiamo tornare a ridere.
Buon Natale Beppe e felice anno nuovo!

Announo ha chiuso la stagione 2014 dedicando una puntata all'Isis, usando come filo conduttore la storia di Ismail. Un bambino che è stato portato in Siria dal padre, uno dei tanti combattenti dell'esercito islamico, ascoltando le parole dei predicatori:
Lo jihad è il cammino di Hallah: lavorate nella terra die miscredenti, aiutando le loro enocomie
Portate il terrore nelle loro terre, nelle loro economie
Ci sono obiettivi pronti per essere colpiti: uccideteli, sputate sulle loro facce, umiliateli
Perché siete ancora in occidente? Perché non vi unite a noi?


Lidia Sorano Herrera è la mamma di Ismail, che il marito Ismar ha portato con sé in Siria, per combattere contro gli occidentali. Il marito è morto, ma il figlio che fine ha fatto?
Ismar viveva a Belluno e faceva l'imbianchino.
Nel suo viaggio era accompagnato da Munifer, un ragazzo macedone: ma la sua famiglia non vuole aiutare Lidia a trovare il figlio. Pablo, il giornalista di Announo che ha curato il servizio, ha seguito le tracce del loro viaggio, dall'Italia alla Bosnia.
Chi sono queste persone che partono per andare in guerra contro l'occidente? In che modo reclutano i ragazzi?

La domanda a cui si è cercato di rispondere riguardava l'integralismo islamico: dobbiamo tenere le porte aperte al dialogo coi terroristi?
Ospiti in studio, il giornalista Antonio Socci, padre Zanotelli e Pippo Civati, in collegamento Luttwak.

A ragione il papa quando chiede di tenere aperto il dialogo: “Io non do mai per perso nulla. Forse non si può avere un dialogo, ma non chiudo mai una porta”.
Oppure hanno ragione quelli come Socci e Luttwak che prendono queste minacce contro l'occidente e contro i cristiani molto sul serio.
Socci è stato molto critico col papa: condanniamo la trattativa con la mafia su cui è aperta un'inchiesta, mentre pensiamo di trattare con questi terroristi?
In realtà l'inchiesta sulla trattativa riguarda minacce a corpo dello stato e non la trattativa in sé, per la precisione.

Zanotelli è a favore del dialogo: ma noi sappiamo da che razza di storia veniamo? Se l'oriente è in fiamme è per colpa di noi occidentali, della guerra in Iraq basata sulle bugie.
L'islam deve fare un passo avanti come quello che abbiamo fatto noi, che pure abbiamo fatto le crociate.

Civati ha esordito con una battuta su Di Battista, che questa estate aveva attirato su di sé molte critiche per l'apertura all'Isis. “Difficile dialogare anche con Di Battista”.
Bergoglio dice che è difficile dialogare con Islam: se abbiamo timore delle armi, di quell'islam, dobbiamo ascoltare il Pontefice nella sua integrità.
Quando fa un richiamo ad un dialogo tra religioni, ad un incontro tra i paesi: perché in queste situazioni si arriva sempre tardi, quando il dramma è avvenuto. In Ruanda, a Srebenica, in Siria. Nessuno si accorge del prima, quando arriva Al Qaeda, quando arriva l'Isis.

La soluzione è fare la guerra all'Isis, per tutelare la nostra sicurezza? Ma alla fine questo terrorismo non è figlio della guerra occidentale in Oriente, nata dalle menzogne delle armi di distruzione di massa? Dalla distruzione dei droni americani sui cieli dell'Afghanistan.
Non è giustificabile la guerra come non è giustificabile il terrorismo, dice Vauro.

Luttwak: ha criticato il papa, per la sua visita in Turchia, dove le chiese non hanno diritto di riparare i propri tetti, senza il permesso del ministero dei culti.
Da Il fatto quotidiano:
Per Luttwak l’attacco contro la scuola pakistana, dove morirono centinaia di bambini, era un messaggio dei talebani all’esercito pakistano. E continua, criticando papa Francesco e invitandolo ad avere una linea più decisa contro l’Isis. Successivamente si verifica un durissimo scontro tra il politologo e Hind, alla quale rimprovera: “Se non si toglie il velo io non dialogo con lei”. “Le persone come lei stanno rovinando il mondo, opprimete la libertà” -ribatte la ragazza – “Io non posso stare in uno studio del mio Paese vestendomi come voglio? Questo dimostra il vostro livello di democrazia. A voi stavano bene i talebani quando li finanziavate contro l’Unione Sovietica”.
Ecco, io non so se sia più libero togliere il velo, o metterselo per rispetto ad una religione.
Ed è un atteggiamento liberale non voler ascoltare chi la pensa in modo diverso?
La barba incolta è sinomino di jihad, come la svastica è simbolo del nazismo?
Sono simboli politici di un fanatismo politico?

Per avere equilibro e coesistenza serve eguaglianza: eguaglianza che secondo Luttwak si misura con le chiese da costruire in Oriente. Chiese che diventano, a questo punto, ostentazione di un potere politico.

Zanotelli: il problema della libertà religiosa è un problema vero, nel mondo.
Gesù era una persona aperta al dialogo, che non significa pacifismo, ma trovare altre vie per parlare alle persone.

Il documentario di Pablo in Bosnia: i frutti avvelenati della guerra civile, come è nato l'estremismo religioso in Bosnia.

L'incontro con Ibrahim Delić: fa il pastore in Bosnia ed è un imam che inneggia al jihad. Dal paese dove vive sono partiti tre dei 160 estremisti bosniaci arruolati tra le fila dell’Isis. Delić riconosce in una foto Ismail, il figlio di Lidia rapito dal padre e portato in Siria.
A Pablo Trincia dice: “L’unico motivo per cui ho deciso di parlare con voi oggi è perché il nostro profeta dice che un giorno Roma verrà conquistata e diventerà una città islamica”.

05 dicembre 2014

Announo – mafia capitale

Ieri sera il marziano era Storace, l'ultimo giapponese di una destra storica che forse è esistita solo nei sogni di qualcuno. Era l'unico politico della destra romana (che è stata anche destra governativa) presente in studio di fronte ai ragazzi di Announo. Quelli che poche settimane prima sfottevano Marino e la sua panda.
Non generalizziamo .. io ho denunciato .. non criminalizziamo tutta la destra .. la mafia non è solo destra ..
Tranquillo Storace: è dai tempi di Provenzano che sappiamo come si muove la nuova mafia. Capace di dosare violenza e promesse, di allevarsi i suoi politici (cui concede i suoi voti e i suoi servizi) in cambio di appalti pubblici.
La mafia che storicamente è stata vicina ad una parte della DC, ma non ha disdegnato di coltivare rapporti con la sinistra e con la destra. Carminati è oggi l'emblema di questo nuovo (?) modello criminale: in affari con le coop rosse che fanno affari con immigrati ed ex detenuti ma che proviene da una ben determinata area politica.

Questa è la capitale d'Italia: chi verrebbe ad investire in un paese dove la capitale è in mano ad una banda criminale che entra nei palazzi?
Altro che articolo 18.
Altro che cambiamento di verso.
Nel giorno in cui l'Italia e tutto il mondo conosce (per chi non lo conosceva già) Carminati, Buzzi (l'amico del ministro), Mancini e tutti gli altri uomini di destra (Gramazio) e sinistra, al senato viene salvato Azzolini dall'uso delle intercettazioni.
Si rinvia la norma sulla prescrizione.
E si scopre che forma prenderà la norma sul rientro dei capitali: una specie di amnistria.

Le proteste di Torsapienza, la panda rossa del sindaco marziano, gli immigrati che rubano, prima gli italiani poi gli stranieri ..

La copertina Michele Santoro è stata introdotta dall'inno delle SS, Horst wessel lied


“Buonasera italiani sono quasi due secoli che scienziati come me, lavorano per dire cosa che voi state pensando adesso. Il cervello è più grande negli uomini che nelle donne, gli essere umani inferiori sono depravati e tendono a delinquere. I criminali sono scimmie in mezzo a noi”.
E ancora:
“Alemanno ha cercato di rinchiuderli in grandi campi in peggiori condizioni igieniche di quelle del Reich, ma non li ha sottoposti a pene e non li ha sterilizzati.
Voi italiani siete troppo buoni, pensate di controllarli coi vigilantes.
Se Roma è corrotta è colpa degli zingari.
Bisognava far lavorare gente come Carminati, che avrebbe creato moderni campi di concentramento.
Costringendo Carminati a diventare buonista l'avete corrotto: si deve separare il bene dal male.
Buon lavoro!”

Dove comincia mafia capitale: al Laurentino, dove vige la legge della strada, come l'ha raccontata Stefano Bianchi nel suo servizio.
“Noi all'epoca nostra non facevamo questo” dice una delle persone intervistate, riferendosi alle risse tra ragazzini fatti di cocaina.
Risse che finiscono in sparatoria.
La gente parla e non parla col giornalista che chiede di Michele Senese (uno dei re di Roma): “si può morire di queste cose”: gente che fa nu telegramma dal carcere, ha fratelli fuori.
“Damme retta, non parlà ..”.Carminati, il nero
Michele Senese
Don carmine Fasciani
Peppe Casamonica lo zingaro.

Massimo detto er pantera: il fratello ex Magliana, è stato ucciso.


Pischelli e vecchi della mala assieme a fumare coca, per raccontare storie della mala.
Il traffico di droga, tutti la tagliano, tutti ci guadagnano. E i ragazzetti della strada sono pronti a tutto per la coca, anche a sparare.

Puntata dedicata alla mafia a Roma, mafia capitale, mafia che non è né rossa né nera. Ma ha il colore dei soldi, la faccia giovane dei politici a cena coi boss.
Destra e sinistra.
Coop rosse e nere. Per immigrati e Zingari.
“Tutti i soldi, gli utili li abbiamo fatti sugli zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati”.

Uomini di Carminati dentro le municipalizzare di Roma. La capitale a rischio default.

In studio a commentare i servizi il giornalista Lirio Abbate: la mafia a Roma c'è, bastava andare in giro nelle strade del centro storico di Roma, per vedere come mafia e mafiosi si riconoscono. Non pizzo o rapine: bisbigliava la gente il nome di Carminati, uno dei 4 re di Roma.
Quello che ha scoperto il Ros è una organizzazione criminale, violenta e mafiosa.
Carminati è un leader che a Roma metteva assieme gli altri tre: i Casamonica, Fasciani e Senese. Basta delitti disse nel 2012 con l'arrivo del procuratore Pignatone.
Per non fare rumore e continuare gli affari con la droga.
Abbate ha subito minacce dalla mafia, come lo speronamento della sua auto l'11 novembre.
Un incidente che forse coincide coi fatti di Roma, con le copertine de l'Espresso con le facce dei re di Roma. I re di Roma si sono chiesti del perché un giornale parlasse di loro.
Carminati ha migliorato la banda della Magliana, per trasformarla in qualcosa che fa soldi: offrire servizio coi suoi uomini alla politica, nelle municipalizzate.
Roma oggi è in crisi perché le società non funzionano e fanno gli interessi della holding criminale.

Storace: oggi governa la città la sinistra che non si è accorta di mafia capitale.
Io ero in opposizione alla giunta Alemanno.
C'è un grosso rischio a generalizzare, ci sono persone che sono cresciute col mito di Almirante. “Perché non si racconta sul giornale la storia della coop 29 giugno?”.

Alla tenue difesa di Storace, ha risposto Vauro con la sua vignetta: fascisti del terzo millennio “mazzetta nera”.

Business della gestione dei campi Rom: tra gli arrestati, il figlio del senatore Gramazio, uno che, intervistato da Bertazzoni si difende dicendo che incontra tanta gente


Gramazio risolve il problema dei soldi del comune per i campi Rom, e in una telefonata con Carminati si rivolge al boss con “amico mio”.

Bianconi, Corriere: oggi sono i mafiosi che impongono favori e nomine alla politica. Buzzi e Carminati ordinavano alla politica di prendere scelte su come spendere i soldi dei bilanci comunali, per i campi rom.
La nomina del consiglio dell'Ama è fatta da una cernita di nomi: colpisce.
Ma c'è anche la campagna elettorale per Alemanno, il voto disgiunto di cui parla in una telefonata Buzzi con l'ex sindaco. Un altro che non sapeva. Che dice che gli appalti non li dava il comune ma il prefetto, il commissario per l'emergenza.
Un emergenza non per gli immigrati o per i rom, i cui campi sono presidiati presidiati da una coop di Buzzi: hanno preso 2 ml di euro per la sorveglianza, per affidamento diretto, senza gara. Ma la gente vive sempre in roulotte. Chi ruba qui, i politici o gli zingari? “Non siamo solo noi i delinquenti!”.

28 novembre 2014

Announo – tutta colpa di Renzi?

Questa è la marcia degli incazzati – un Benigni dei tempi che furono ha aperto nella copertina di Santoro, della terza puntata di Announo, dove si sono commentate le ultime elezioni regionali, si è cercato di capire chi è il colpevole dell'astensione. Grillo? Renzi?
Incazziamoci tutti! Fanculo i partiti, fanculo i politici,.. pure i movimenti e Beppe Grillo che ha trasformato una speranza un partito da paese delle banane.
E fanculo anche Renzi..

Santoro, sempre più istrione, si è concentrato su Renzi, sul non voto, sulla protesta di gente che si incazza sempre di più e sull'indifferenza. L'indifferenza che anticipa il fascismo, la fame e la miseria.
Questa è la marcia del fanculo agli immigrati, anche quelli che puliscono i nostri anziani.
Cari emiliani, una volta sareste andati subito dagli amministratori per dire che i quartieri stanno diventando ghetti. E invece ora non fate niente.
Salvini è carino e lo guardano tutti in tv. E ora lo voteranno pure i siciliani.
Qui in Italia non si vota, ma si televota, come all'isola dei famosi.
Esce Berlusconi ed entra Salvini. Io intanto mi godo lo spettacolo.
Che almeno sappiate perché non andate a votare: il vedervi incazzati alla boia mi fa incazzare.


Mercato di Cento: il giornalista di Announo ha intervistato i genitori di Alan Fabbri. “Qui nessuno ha votato... Servirebbe un altro Mussolini!”.
Bondeno, il sindaco è Alan Fabbri, stesso discorso: qui vinceva il Pci, ora la gente vota Lega.
La gente se la prende con gli immigrati che si prendono le case, perché hanno figli e poi non pagano il riscaldamento.


Perché la gente non vota? Il mondo cambia, ti rispondono.
La sinistra è stata rovinata da Bersani e D'Alema. E di Renzi mi ero fidata perché era giovane.
La gente è stanca, delle promesse.
Alla casa del popolo dicono che sono proprio quelli che ci credono nel Pd, che non sono andati a votare. Quelli che han votato una volta nel PD, hanno votato anche per la Lega.

I politici dovrebbero riflettere sul non voto. Qui, in Emilia, i giovani non votano più PD: si vota Lega. La lega che parla delle imprese tartassate, delle tasse agli alluvionati e ai terremotati.
E poi ci sono gli immigrati, che sono troppo agevolati. Dicono.
Le donne italiane sono licenziate quando fanno un figlio.
E le donne immigrate prendono punti per i figli.
Gli immigrati prendono poco, ma pure quel poco fa paura agli italiani. Cui è stato rubato tanto, e per tanto tempo.

La domanda cui si è cercato di rispondere è stata “è tutta colpa di Renzi?” Della guerra col sindacato, se il partito è spaccato, dell'astensione.
In Emilia Romagna l'astensione è stata a livelli di record: ma Renzi alla fine ha vinto?
Nel M5S si è votata l'espulsione di due parlamentari, dopo le elezioni.

Travaglio: se il senso della vittoria è conquistare la regione, ha vinto Renzi.
E allora Grillo ha perso. Se però la vittoria era riconquistare la gente alla politica e riconquistare la gente alla fiducia, ha straperso, perché ha messo in fuga 700000 persone, da maggio, che avevano votato il PD.
Lui stesso, quando c'era Bersani e il partito perdeva voti, diceva che c'era poco da cantare vittoria. Che si doveva riflettere, l'astensionismo era grave.
Ora dice che è una cosa secondaria. La non grande affluenza, come la non vittoria di Bersani.
Una sfiducia in Renzi e nella politica.
Nel frattempo i grillini espulsi e altri deputati si sono riuniti fuori la casa di Grillo a Bibbona. Dalla presa della Bastiglia, alla presa della casa di Grillo. Che sia l'ex comico un altro contraente del patto del Nazareno?
Travaglio: il partito che più ha perso, rispetto alle europee, è il m5s (400000 voti in meno).
Si sono consolati confrontandosi con le regionali della volta precedente, come la vecchia Dc.
I tanti elettori in fuga sono una batosta che non è stata riconosciuta, ha accresciuto l'impazzimento dei vertici del movimento, che ha ora favorito la Lega.
Un partito che era seppellito dagli scandali, i diamanti, le lauree.
Dopo un anno è un partito al 20%, perché ha intercettato la voglia di antipolitica che una volta andava da Grillo. La Lega ha frequentato i talk show, visti dalla maggioranza degli italiani, specie quelli che votano.
Non dovevano disertare i telegionali, la home page del blog è l'unica fonte di comunicazione.
Questa cattiva comunicazione penalizza il lavoro in parlamento del movimento.
Ma se quello che fai non lo comunichi, perché l'informazione grande non ne parla, è un tuo errore.
Chi si ricorda dell'assegno restituito dei rimborsi per la campagna elettorale?
Si ricorda delle espulsioni assurde: oggi prima si è fatto votare al blog, senza far parlare i due dissidenti.
E poi è toccato sentire i giovani in studio ..
Come la pasionaria del pd renziano: il PD è un partito pluralista, non catalogateci.
Ecco, allora parliamo della Tav in Val di Susa, della prescrizione, della corruzione, dell'evasione fiscale...

Elisa, la berlusconiana (ma potrebbe pure essere renziana che da fuori non si capisce): l'antipolitica è fomentata da gente come Travaglio, che critica ogni politico come Renzi, Monti.. un eccesso di critica che non è riconducibile ad una opinione, ma solo per fare soldi.
Ci sono giornalisti troppo critici contro la politica?
Lei è un affarista, ha rinfacciato la ragazza al vicedirettore del FQ.
E io che pensavo a Vespa, che scrive un libro ogni anno, che ospita e coccola i politici nel suo talk ogni sera.
Silvia: la giovane promessa di Forza Italia che era presente al casting di Villa Gernetto.

Travaglio: voi giovani non avete conosciuto i giornalisti più critici nei confronti del potere. Questo succede nelle democrazie: che i giornalisti più importanti e stimati siano proprio quelli più critici col potere.
Renzi si è presentato alle primarie con un programma e ora che è al governo fa esattamente il contrario. E questo è il modo per convincere gli elettori che sono inutili, e questo porta all'astensione

Sull'astensione nel m5s: il giornalista Announo ha posto la domanda ad alcuni deputati del movimento. Alcuni non rispondono, ma altri ammettono la sconfitta.
Come l'onorevole Turco che ammette l'ovvio: siamo politici, non condivido quello che ha detto la Taverna.
Perché la sconfitta allora, visto che anche il M5S incarnava la protesta? E' successo che adesso il cittadino non si accontenta più della protesta, vuole delle soluzioni. E da il voto al nuovo che protesta, Salvini. Che a differenza loro, ci va in televisione.
E quando ci vanno fanno pure autogol. Come la senatrice Taverna “a me non me ne fotte della politica .. se io sono etichettata come un politico è un fallimento”.
Travaglio: è passata l'idea che chi sta all'opposizione è inutile, invece sono utili esattamente come chi sta al governo, perché dovrebbero controllare come il governo usa i soldi pubblici.
Sul patto del nazareno: andava bene se serviva a fare solo la legge elettorale, che serviva e il m5s si era arroccato.
Il problema è che la legge non si è fatta, ma è uscito un aborto che è peggio del porcellum. E poi si è scoperto che nel patto del nazareno non c'è la legge elettorale, ma c'è un accordo per bloccare la legge su corruzione e antiriciclaggio, per decidere il prossimo presidente della Repubblica.
È la stessa democrazia che è diventata secondaria con Renzi, dice Federica.

Travaglio su Serracchiani: ho scritto un pezzo duro, contro la governatrice, perché frutto della delusione, come sono rimasto deluso da Renzi.
Nel celebre discorso alla segreteria del PD aveva criticato le candidature dall'alto, chiedeva le dimissioni degli inquisiti, il testamento biologico, liste pulite e dimissioni in bianco dei candidati.
Ora è diventata una guardaspalle di Renzi, lo copre per ogni cosa che fa. Lo stesso percorso di Renzi che, di Leopolda in Leopolpa, è diventato da politico della partecipazione, il rappresentante della democrazia verticale. Dove io decido e voi fuori.

Il contrario del Renzi che era stato stravotato alle primarie.
Alla fine uno pensa che tutti questi rottamatori, prima di entrare nel palazzo, facciano finta.

Il rottamatore era presente pure a Cosenza (dove Renzi è stato accolto dagli scontri di chi contestava i candidati): Announo ha ricordato chi siano gli eletti del nuovo corso renziano in regione Calabria.
Scalzo rinviato a giudizio
Mirabello, richiesta di rinvio a giudizio
Sculco, eletta in regione, il padre è stato eletto prima con Scopelliti e lei ne ha preso i voti.
Cosa rispondevano gli eletti in regione? “Ma lei le ha visto le liste del centrodestra?”
La solita scusa: gli altri sono più sporchi di noi.

Serracchiani, riferendosi alle immagini degli scontri: la violenza va condannata, tutta, senza classificarla, in un momento così difficile. Non credo che ce la caviamo colpevolizzando gli agenti.
Non sottovalutiamo l'astensione, anche se siamo consapevoli che erano elezioni locali, in Emilia ha pesato la questione dei rimborsi regionali. Alle elezioni regionali ci sono meno elettori.
Tutta la politica deve riflettere sull'astensione, c'è un problema della politica di avvicinarsi alle persone.
Ma le persone sono quelle che a Bardi sono andate a votare per la sindaca e poi hanno disertato le regionali.
Il voto alla sindaca è stata un voto di protesta. Ma non hanno votato per la regione: cosa fa la regione per noi? Sono tutti uguali, sono tutti ladri …
Come han votato Grillo prima, ora la gente che si informa sulla TV ha votato la Lega. Per Salvini, che era su tutte le televisioni. Capito Grillo?

21 novembre 2014

Announo – chi viene qui?

La copertina della puntata: “faccetta nera, bell'Abbissina ..”.
“Camicie nere della rivoluzione, ascoltate il vostro duce, i veri fascisti non hanno paura di qualche faccetta nera venuta dall'Africa per trovare un'altra legge e un altro re”.
Santoro in versione ducesca si rivolge alle sue camicie nere, oggi alleati con gli ex separatisti padani per una comune lotta contro le istituzioni.
Troppi gli interessi comuni nel cavalcare l'ira contro gli immigrati, gli extra, i clandestini, i rifugiati: si può anche passare sopra al Roma ladrona e Padania libera allora.
D'altronde chiedere coerenza a gente che si puliva il fondoschiena col tricolore o a quelli che ancora oggi si dichiarano fasci è solo tempo perso.
Invece di andare a braccetto coi leghisti, basta case sfitte mentre le coppie non hanno casa.
State trasformando l'Italia nella discarica per gli italiani”.

Eia eia a la la ..


Cosa succederebbe se gli zingari da Tor Sapienza fossero spostati ai Parioli: lì non li voglionoperché svalutano le case e i negozi.
ma che stiamo scherzando” “con tutto sto buonismo” “è 'na notizia sconvolgente” “ma li mandassero in periferia ,.. c'è sta tanta campagna”.
E i razzisti sono quelli di Tor Sapienza?

Bertazzoni alla protesta dei quartieri contro Marino, contro i centri di accoglienza. Ma nessuno parla col giornalista. E quelli che parlano lo dicono chiaramente: se ne devono andare via e nessun fastidio se ci sono anche i fascisti in piazza. E Alemanno.
Chi li vuole i rom, se li porti a casa”.
Non li abbiamo le case noi italiani e le diamo ai negri”.
Questo è quello che succede fuori. Instudio, invece, Ignazio Marino contro tutti. I residenti delle periferie, i giovani in studio (a volte molto più vecchi dell'età anagrafica che dimostrano).
Domanda: li ospiteresti nel tuo quartiere, i profughi, gli immigrati?
Magari non ai parioli, dove possono stare tranquilli.

Noemi e Marina erano presenti alla protesta contro il centro di accoglienza. Di cosa hanno paura, oggi? La paura più grande è scendere in strada tranquilli, non poter prendere un gelato, non siamo un quartiere di razzisti, vogliamo la nostra serenità.
La sera ci spaventano le stradine buie del parco.
Perché prendersela col centro profughi, allora? Prima degli scontri i ragazzi erano ostili con la gente del quartiere, hanno risposto le due donne. Mentre i ragazzi di colore in studio sono integrati, si vede dai vestiti (e questo non è già indice di razzismo latente?).
Quei ragazzi non erano controllati nel centro, nessuno li guarda, sfuggivano dalla guerra e da un brutto passato.

Marino: a Tor Sapienza non sono andato a prendere applausi, la storia del quartiere è particolare, la storia di Noemi è il frutto di come è nato il quartiere, costruito per creare disagio, in mezzo ad una sorta di autostrada.
Non ci sono centri per socializzare, lì il sindaco Alemanno ha deciso di piazzare il centro di accoglienza.

A Tor Sapienza per far sentire il loro disagio hanno usato le bombe carta contro i vetri del centro, però. C'era qualcuno che ha aizzato la violenza, come dice il sindaco Marino?

Antonio, uno dei ragazzi, ha sbottato contro le due donne del quartiere: “l'Italia è un paese di vigliacchi”, perché è gente che se la prende coi deboli. E in questa storia ci sono cose che non tornano. Quelli che hanno aggredito la ragazza (da cui sono partite le proteste) di che colore erano? Erano di neri o di rumeni? E le bombe carta c'erano, o erano solo petardi?
La giornalista di Annonuno è andata al campo nomadi Tor di Nona.
Qui i nomadi lavorano col riciclaggio del ferro, svuotano le cantine e rivendono le cose.
Uno smaltimento rifiuti senza troppi problemi, nel campo nomadi più grande d'Europa.
Dove montenegrini e serbi vivono separati.

Che mestiere fai? “rubo” rispondono i rom.
Per il campo sono stati stanziati 2,3 ml di euro, spesi per il servizio di vigilanza (e non per migliorare le condizioni di vita delle persone): sono 200 mila euro mese ma non è stato rinnovato.
E la gente qua attorno è arrabbiata per i furti e se la prende oggi con l'attuale sindaco.
“Pure io so razzista e so pure fascista, me ce hanno fatto diventà razzista”. Forse è vero. Il razzismo porta voti, la pacifica convivenza no.

Aboubakar, un ragazzo di colore ha detto le cose che ci si sarebbe aspettato da un politico: degrado e abbandono delle periferie sono il problema, non il centro per rifugiati. Andare a Termini costa 1 ora di viaggio, come andare da Torino a Milano.
Le periferie così sono discariche di disagio. Quando si fanno i tagli, nel trasporto, hanno cadute sulla vita materiale delle persone.
Quando si finanziano armi, per fare guerre (riferendosi ai caccia F35), e poi non vogliamo le guerre sotto casa. Quelli che arrivano qui scappano dalle guerre.
Il problema è il lavoro, il trasporto, gli asili.

Roma aveva un miliardo di debiti: Marino ha ammesso di aver dovuto tagliare dei costi, anche se non ha assunto parenti, ha chiuso la discarica di Malagrotta che ci aveva portato ad un passo dall'infrazione con l'Europa e non ci permetteva di accedere ai fondi europei.
Mentre ora possiamo chiedere questi fondi, perché non siamo più a rischio infrazione.

La colpa della politica è che non vuole mettere ordine alle cose.
Lo stesso campo rom è una illegalità a cielo aperto.
Non sono solo i furti e le aggressioni. Non si deve poter vivere così.
E poi ci sono gli italiani che vengono a comprare almercatino degli zingari, per prendere roba rubata.

Una guerra tra poveri, cavalcata per fini elettorali. Arma di distrazione di massa?
Sposta l'attenzione su chi ha smantellato stato sociale, che ha rubato, che si è costruito carriere politiche su rom, immigrati o terroni.

Roma spende 24 ml di euro l'anno per i campi rom.
“Sono per la chiusura dei campi rom” dice Marino.
Fallo, allora Marino.
Perché oggi i soldi ai campi rom, quei 3,7 ml di soldi, sono sfiniti a Risorse per Roma spa, una società pubblica dove Alemanno aveva piazzato amici suoi.
I rom servono a chi i rom non li ama.
Così come i bus dell'Atac servono solo a piazzare amici e parenti. E poi, quando i debiti crescono, deve arrivare un altro a risanare i conti e a prendersi gli insulti.

The jackal.
Gli omosessuali, che brucio all'inferno.

La torta si stringe, per la crisi: possiamo accogliere i migranti, allora? O forse è solo una finta domanda, visto che noi italiani dobbiamo sopportare evasori, corrotti, vitalizi, doppie pensioni e pensioni d'oro. Ma per gli immigrati niente.
Gli immigrati vanno bene, come il sovraffollamento nelle carceri, per specularci sopra.

14 novembre 2014

Announo – meglio soli?

Meglio soli, a dover affrontare i Marchionne (o i Ruffini) di turno per contrattare le condizioni di lavoro, che accompagnati dal sindacato. Sindacato che non rappresenta più nessuno, che non ha più iscritti tra i giovani. Che, addirittura, è responsabile della disoccupazione giovanile, dei senza lavoro, della precarietà nel mondo del lavoro.
Poveri imprenditori, come siete stati terrorizzati da Bonanni, Angeletti, Polverini, Epifani …
L'argomento della prima puntata della serie di Announo era proprio questo: i giovani (o meglio, i giovani da studio) vs. Landini, il sindacalista nemico.
La domanda a cui si è cercato di dare una risposta era: il sindacato e Landini sono contro i giovani?
Come è facile oggi trovare un diversivo, eh? Ci sono gli imprenditori che portano i soldi all'estero, che pagano le mazzette ai politici per prendersi gli appalti, gli imprenditori che inquinano, devastano, fanno ammalare. Che non investono in ricerca, che si imboscano i dividendi e che poi, quando arriva la crisi, delocalizzano dove è più comodo.
Perché, tanto, basta che ci sia il marchio di made in Italy.
Ma è colpa del sindacato: dove era il sindacato quando venivo licenziata perché incinta? Dove era il sindacato quando si facevano le leggi che producono il precariato perenne, che mettono le nostre imprese in concorrenza sleale con la Cina, abbassando la loro stessa competitività?

Così, mentre giovani e meno giovani se la prendono con Landini, che si è pure preso le manganellate, il governo si fa dare dal parlamento una bella delega in bianco per riformare il lavoro. Come, tutelando i più deboli? Dando garanzie alle donne che aspettano un bambino? Alzando stipendi? Dando garanzie a chi perde un lavoro?
Parole parole parole … cantava Santoro nella copertina.
E, intanto, gli evasori potranno continuare a fare i loro comodi. Le imprese grandi potranno continuare ad accumulare le loro riserve di fondi neri. E pagare le tasse dove è più comodo, che ora lo stato gli abbassa pure le tasse, gli da mano libera coi licenziamenti senza chiedere loro alcuna garanzia.

La copertina di Santoro: Parole parole, parole … quelle di Renzi che ha promesso ma non mantenuto. Che ha investito 11 miliardi per gli 80 euro e che forse potevano essere meglio investiti in abitazioni, per la ristrutturazioni delle scuole.
Così si sarebbero evitate che queste bombe diventassero più pericolose. Quella contro gli immigrati, quella sociale, quella di chi cerca casa, quella industriale.

Renzi dagli industriali a Brescia.
Cos'ha di speciale questo primo ministro, di sinistra dice, che piace così tanto agli imprenditori, alla destra, ai suoi elettori?
Renzi è la sinistra che stavamo aspettando
Renzi parla un linguaggio nuovo
Non possiamo guardare al passato, sono situazioni lontane
La costituzione non ha mai dato lavoro a nessuno.
Quelli fuori (che protestano) sono fannulloni.

I primi interventi dei ragazzi in studio avevano il gusto del deja vu: i soliti luoghi comuni su sindacati, che generalizzano e mettono sul piatto tutto, senza dinstinguere.
I sindacati difendono solo gli ultragarantiti. Creano precarietà. Le aziende sono terrorizzate e non assumono: “voi sindacati avete tolto il futuro a noi giovani”.Capito? Questi sono i tempi. Hai delle tutele che impediscono che tu venga discriminato, che ti permettono di vivere sereno e non vivere per lavorare e basta? Allora sei ipergarantito. E le tue ipergaranzie sono qualcosa che toglie lavoro ad un altro.

Ai primi interventi ha risposto Landini: dire il sindacato è scorretto perché c'è ne sono tanti. Bisogna distinguere e le generalizzazioni sono pericolose. Siamo di fronte ad una situazione difficile, mai vista. E' una competizione tra le persone che per vivere devono lavorare. Il sindacato deve impedire questa competizione, lavorare dovrebbe essere un diritto.
Non sono il sindacato, solo un delegato, ma il sindacato esiste se le persone che lavorano scelgono di organizzarsi per cambiare la condizione di lavoro.
La precarietà anche nasce dalla voglia di pagare meno chi lavora e non investire nel lavoro.
Nel settore metalmeccanico c'è meno forme di precarietà, perché ci sono stati degli scioperi, perché i lavoratori si sono organizzati e messi insieme.
Lo statuto serve per rendere liberi chi lavora: permette la realizzazione nel lavoro e la serenità.

Renzi: il governo non tratta col sindacato, il governo fa le leggi in parlamento …. E il patto del nazareno? E i lobbisti in parlamento? E i favori alle banche, ai signori del cemento, delle autostrade?

Le cene di Renzi: avvocati, imprenditori, lobbisti, ex politici, politici.
“altro che palle leopolde e cazzate varie”

Sempre Landini: Renzi sta facendo quello che chiede confindustria: superare i contratti nazionali, demansionamento, via articolo 18. La riforma Renzi non migliora la condizione dei precari.
E non tutti gli imprenditori sono uguali: ci sono anche quelli che portano soldi all'estero e non fanno investimenti.
La teoria è che ci sono troppi diritti e che bisogna abbassarli, per dare lavoro a più persone.
Contrapposizione tra lavoratori, per cui se togli diritti si da più lavoro.
In Italia si nasconde il fatto che non esiste politica industriale ed energetica. E non la deve fare il sindacato, che al massimo può fare proposte.
E il sindacato è anni che propone di cancellare forme di lavoro precarie.

Michela, autista autobus Roma ha denunciato le complicità del sindacato complice con gli imprenditori.
Rubinetterie Brescia- l'imprenditore Bonomi, azienda che investe in Italia e assume in Italia. Ora è innamorato di Renzi, perché ha idee buone.

Cosa dice l'imprenditore che non ama la Fiom e che invece ama (ricambiato) Renzi?
Va tutelato il lavoro, dice il padrone.
La Fiom qui non la vuole, perché non ci sono sindacalisti della Fiom.
Non ci sono più operai e padroni …
E si deve licenziare senza passare dalla magistratura, perché certi magistrati difendono i più deboli.

La parodia di The Jackal: lo strano caso del giovane che trova lavoro in Italia.

L'intervento del manager Brambilla
Il sindacato è passato, ha interesse a tutelare pensionati, dipendenti statali e delle grandi aziende”. E attacca il segretario della Fiom: “Landini dovrebbe uscire di scena. È troppo condizionato dalla sua storia, dal suo vissuto. Non è in grado culturalmente di rappresentare i giovani”

E poi altre perle:
Lo statuto è stato creato ai tempi dei dazi.
Landini se ne dovrebbe andare.
Togliamo le regole, togliamo i diritti, togliamo i sindacati.
Come in Cina. Come nelle dittature.
Io Brambilla non so chi sia … non so dove viva.... la risposta di Landini.

Brambilla, per completezza di informazione, è lo stesso imprenditore che, leggo qui, è indagato per evasione:
IL CASO GIUDIZIARIO – L’iscrizione nel registro degli indagati risale allo scorso settembre. Secondo le accuse formulate dai magistrati Brambilla, che copre l’incarico di vicepresidente dell’Unione commercianti di Monza, avrebbe indebitamente prelevato soldi dalle casse della società Autotrasporti Perotti, attraverso l’utilizzo di contratti di collaborazioni fittizi per svariate centinaia di migliaia di euro in accordo con altre due persone, l’amministratore della Perotti e l’amministratore dei un’altra società, la Givi Trans.
Questi sono quelli innamorati di Renzi.

06 giugno 2014

Announo - speranza = Renzi?

Possiamo fidarci di Renzi, ovvero, è Renzi l'ennesima ultima speranza per questo paese?
Tema dell'ultima puntata di Announo era la risposta a questa domanda: puntata che non poteva non trattare, oltre a Renzi, anche dei casi di cronaca di questi giorni (il Mose e l'Expo), dello sciopero Rai, delle solite chiacchiere post scandalo (servono altre leggi, no le leggi che ci sono bastano, serve un commissario con poteri speciali, non si può fare di tutta l'erba, ...).

Nella copertina, Santoro si è rivolto direttamente a Renzi, per chiedergli che idea ha della Rai. La rai cui ha chiesto 150 ml di euro di tagli (tutti devono contribuire ai sacrifici).
La stessa Rai difesa oggi solo dai sindacati, non a caso, quelli che ieri non si sono mossi per Biagi, Luttazzi, Santoro o Celentano.
Che non hanno scioperato per la perdita di trasmissioni che facevano share, sostituite con altre che perdevano solo ascolti e soldi. Trasmissioni affidate a giornalisti governativi, berlusconiani, più comodi.

Succede questo nel paese del Mose, che doveva costare 1,5 miliardi e ne costerà più di 5. Che è iniziato nel 1985 e finire nel 1995 e che invece finirà nel 2017, forse. E tutto questo può succedere perché non funzionano le regole?
Semmai il problema sono le regole a cui si va in deroga.
"Caro presidente, io mi fido di te" - sempre Santoro, ma in che modo riusciremo a garantire opere pubbliche trasparenti, con tempi e costi certi?

Renzi deve aiutarci a distinguere bouni e cattivi, nella politica e in Rai: in Rai quelli cattivi sono stati promossi  dai suoi compagni di partito.
Che Rai ha in mente Renzi? Chi racconterà oggi la corruzione del Mose? si racconterà la storia tirando un ballo un prete che arriva e scopere un colpevole?
Questa è la Rai delle fiction e delle telenovelas: che rinuncia a Gomorra di Saviano, a produrre il film di Sorrentino.
La Rai dove i dirigenti dicono o questa minestra o ti butti dalla finestra.
Ma, e qui concludeva Santoro, o la Rai cambia in fretta o saranno gli italiani a buttarla via, quelli che ritengono che non valga la pena pagare il canone.
E Santoro ha detto che è pronto a vedere se c'è ancora filo da tessere per la sua tele.

In studio si sono alternati come ospiti prima Travaglio e poi Sgarbi, oltre alla professoressa Gualmini.
In studio, a commentare di Rai, corruzione e grandi opere, i ragazzi scelti da Giulia Innocenzi.



Fa un pò tristezza vedere dei ragazzi di poco più di venti anni parlare come una Santanché o un Gasparri.
Sono quelli di destra (presunta tale), che non riescono proprio a smarcarsi dal gergo berlusconiano.



Quelli che, rivolti a Travaglio, lo accusano di fare giornalismo sulle disgrazie, di campare sui reati, di sventolare condanne. Sarebbe come dire che Saviano è campato sulla camorra.

Semmai è Berlusconi che è campato alle nostre spalle per anni...
Travaglio ha risposto all'obiezione tirando in ballo l'informazione stessa che si è concentrata su argomenti futili, in campagna elettorale, mentre questi qua rubano. E continuano a rubare ancora adesso.
Bisognerebbe chiedere scusa a Grillo - ha scritto sul F.Q., ma era un paradosso.
Grattiamo il fondo del barile, per trovare gli 80 euro, e poi sprechiamo miliardi per il Mose.
Fanno le grandi opere per rubarci sopra: Tav e Mose risalgono agli anni 80, primi anni 90, sono opere nate in un'altra epoca.
Serve inventare una politica che non ha bisogno di soldi, sia per lavorare che per prendere voti.

Gualmini ha indicato nel blocco politico una delle cause della corruzione: quando i politici che si sentono intoccabili, iniziano ad alimentare questi sistemi di corruzione.
E le regole così come sono non vanno bene: a Milano molti appalti sono stati fatti senza gare.

Come uscirne allora?



Basta grandi opere come chiedeva Marta , l'attività no Mose?
Oppure dobbiamo andare avanti comunque, come replicava l'ala berlusconiana, perché è tutta colpa dello Stato, che quando mette mano lo stato ...

Oppure meglio non fare proprio niente, come provocatoriamente chiedeva Sgarbi?




Insomma, non riusciamo proprio ad essere un paese normale: dove si fanno le grandi opere solo se servono. Dove chi prende un appalto è il migliore sul mercato e chi controlla non ha rapporti col controllato.
Dove le leggi contro la corruzione si fanno prima, e non si promettono e basta.
Come ora, dove la legge è rinviata perché da fastidio a Forza Italia.

Questi scandali allungano la distanza tra cittadini e istituzioni: istituzioni che non sono credibili, che non sanno dare risposte ai ragazzi di Scampia, di Taranto, delle periferie di Milano.
Speriamo in Renzi?

30 maggio 2014

Announo - viva maria?

Vorrei fare i complimenti ai ragazzi della Innocenzi che ieri durante la puntata di Announo sulle droghe leggere, sono riusciti a far fare bella figura all'ex ministro Giovanardi.
Si doveva discutere se, dopo la sentenza della Cassazione (e dopo aver osservato gli effetti della Fini Giovanardi), fosse giusto liberalizzazione l'uso delle droghe leggere.
Liberalizzando si toglierebbe spazio alla criminalità organizzata?
I giovani che fanno uso, per fini personali, delle droghe leggere, la "maria", sarebbero più tutelati?

Putroppo non basta essere giovani, avere cappellini o tatuaggi per dirsi esperti in materia. Per dire cose sensate. Bisogna conoscere bene gli effetti delle droghe (non basta wikipedia), le leggi attuali e le altre leggi nel mondo, il mondo della criminalità organizzata.
A ribattere alle tesi di Giovanardi c'era il rapper Fedez. 
La discussione in studio si è arenata sui soliti luoghi comuni per cui una cannetta non fa niente, che il proibizionismo non risolve niente. Siccome "trasgredire è intrinseco nell'uomo" è inutile fare leggi che proibiscano l'uso delle sostanze (cosa che è falsa, perché l'uso personale non è vietato, mentre lo è guidare mezzi ..).
Se è vero che anche l'alcool fa male, che anche l'amianto uccide, che i rifiuti interrati nella terra dei fuochi fanno venire i tumori alle persone (nell'indifferenza della politica, visto che per il ministro è tutta colpa delle sigarette), questo non comporta che allora dobbiamo togliere divieti sulle droghe.





Diceva Borsellino che è da ingenui pensare che, togliendo lo spaccio alla criminalità, si toglierebbe di mezzo il traffico clandestino. Le borse firmate si vendono nei negozi, ma questo non blocca agli ambulanti di vendere quelle taroccate.
La vera domanda è: ma la legge Fini Giovanardi ha funzionato? Il consumo è aumentato o diminuito? Chi è finito in carcere, per spaccio o perché aveva dosi superiori alle minime, ha vissuto la condanna come deterrente allo spaccio?

Nella copertina della puntata Santoro si è tolto il sassolino contro Grillo e i Grillini rinfaccia dogli l'incontro con Farage, il leader xenofobo e reazionario inglese.
Che grida ai suoi sostenitori "ridateci i nostri confini". Che è come mandare a vaffa anche gli italiani che proprio in Inghilterra vanno a cercare fortuna.
Grillo che va da Vespa e non va da Renzi a vedere le carte, per capire se veramente vuole cambiare le cose.
Ora, col 40% dei consensi e col partito in mano, ci sarebbe l'occasione per farlo sul serio.
Non solo coi tweet.


L'intervento di Travaglio


16 maggio 2014

Announo - a chi la banana?

A chi diamo la banana, ovvero, con chi dobbiamo prendercela se stiamo male, se non abbiamo lavoro, se aumentano le tasse? Con gli immigrati, gli zingari, l'euro, l'Europa?
Santoro, nella copertina di una puntata "frizzante" dove si è discusso di immigrazione, ha puntato il dito sulla corruzione, sul fatto che noi italiani non sappiamo valorizzare il merito e duqneu, o sei figlio di papà o niente.

E le critiche sugli ascolti di Announo (dove diversi giornalisti hanno scritto che Innocenzi ha battuto Santoro)? Solo gossip da mosca tze tze.
Purtroppo, quando si parla di immigrazione si rischia di parlare di soli luoghi comuni, che magari hanno anche dentro un pizzico di verità, ma dove l'immigrato, il nero, il rom, l'islamico non sono più persone che si portano dietro le loro storie. Ma strumenti di propaganda politica.

Quanti dei 30 euro che lo stato spende al giorno per le persone che arrivano in Italia, finiscono poi nelle mani degli immigranti e quanti nelle mani degli italiani stessi?
Quanto costa il sistema dei Cie, delle cooperative di gestione, dei tribunali che si intasano per i processi (grazie alla Bossi Fini)?
Cosa significa nella testa dei Salvini e dei Borghezio, aiutiamoli a casa loro? Significa smettere di vendere le armi ai paesi (con le triangolazioni per sfuggire alle leggi di controllo internazionali) dove si combattono guerre civili? Significa smetterla di fare accordi commerciali e politici con dittatori vari?
In che modo la Lega e i fratelli d'Italia intendono aiutare le famiglie siriane (ma anche quelli che scappano dalla guerra civile in Libia, dalle bombe in Afghanistan) che arrivano a Milano con l'obiettivo di arrivare in Svezia?
Siamo sicuri che la nostra crisi sia dovuta all'immigrato che scappa dalla guerra e dalla fame?
Quanto spendiamo per il welfare e per i migranti (e per le operazioni mare nostrum) e quanti soldi pubblici perdiamo in corruzione ed evasione?

Sarà anche stato un secchione in Europa, Salvini, ma cosa ha contribuito a fare in quesa Europa che ora consideriamo come causa dei mali?
Gli immigrati arrivano in Italia e pretendono diritti, mentre noi dobbiamo pensare prima agli italiani: ma tutto questo è solo una guerra tra poveri.





Mentre noi siamo qui a discutere degli 80 euro, degli amici dei cani, dei rom che rubano (e fanno concorrenza sleale agli italiani), del golpe di Berlusconi e del pericolo Grillo, gli accordi europei ed internazionali passano sopra di noi senza troppe discussioni pubbliche.
Se fino a ieri ci dicevano "ce lo chiede l'Europa" (l'Europa degli stessi europarlamentari italiani), da domani potrebbe essere l'america che ci impone regole diverse sul commercio o sui contratti di lavoro.
Non credo che in molti abbiamo mai sentito parlare del trattato di libero scambio e dei rischi che comporta.

Non è che possiamo cavarcela con "che l'Europa vada a farsi fottere": il tempo delle barriere è finito.

Anche perché c'è sempre qualcuno più a nord di noi, che ci discrimina.
E prima di guardare agli altri, dovremmo iniziare a risolvere i nostri problemi, senza usare i soliti alibi.