16 luglio 2026

L'incertezza del domani di Gian Andrea Cerone


Prologo Milano, 22 settembre – Equinozio d’autunno

Cammina senza una meta, assecondando la sua propensione al nomadismo metropolitano. Prima di tagliare attraverso i giardini Montanelli studia il groviglio di nuvole sospese sull’orizzonte di Milano. Un ammasso vaporoso, grigio come i dubbi che gli offuscano la mente. Si addentra a passo sostenuto sotto le fronde autunnali illuminate dagli ultimi raggi di sole. La vita è un percorso che unisce ciò che è stato a ciò che sarà.

L’uomo che sta camminando nei giardini di Montanelli è il commissario Mario Mandelli. Preso dai suoi pensieri filosofici, non si è accorto di un’ombra che lo sta seguendo. O, meglio, si accorge solo all’ultimo, quando la pistola si è già alzata contro di lui.
Chi è questa persona misteriosa che ha avvolto il povero commissario nella sua come un ragno che deve catturare la sua preda? Lo scopriremo leggendo questo nuovo romanzo di Gian Andrea Cerone, pieno di colpi di scena e tante piccole trappole che potrebbero ingannare il lettore disattento.

Milano, 21 settembre – mattina
Daniela De Luca e Nicole Tacciaroli avevano condiviso gli ultimi tragici istanti delle loro vite. Alla luce del sodalizio personale che le aveva unite per anni, non poteva essere altrimenti.

Milano è scossa dagli omicidi del “regista”, un serial killer che ha colpito già tre volte, andando ad uccidere una influencer, un giornalista esperto in gossip e, queste due ultime vittime, due attiviste (e anche scrittrici) nei diritti civili. Daniela De Luca, che aveva raccontato il lato oscuro del lavoro precario, per poi lanciarsi in tante battaglie in difesa delle donne assieme alla sua compagna, Nicole. Anche loro, come le precedenti vittime, sono state uccise e la loro morte è stata ripresa in video e poi inviata in rete in modo da diventare virale.
Da qui quel soprannome, “il regista”.
Di questi reati deve occuparsi l’unità UAVC della Questura di Milano guidata dal commissario Mario Mandelli. C’è un altro occhio che è interessato a questo serial killer, quello dei servizi: condividono col Questore e con l’unità di Mandelli un nuovo tassello che può essere utile per le indagini, questi delitti potrebbero essere opera di un gruppo chiamato MAD, movimento anti digitale. Una struttura che cerca di contrastare, anche in modo violento, il proliferare dell’intelligenza artificiale nella vita delle persone.
Mandelli, assieme al suo braccio destro, viene avvicinato anche da una consulente del governo sull’evoluzione digitale: Eleonora Migliorini confida ai due di essere lei stessa, come le persone fino a quel momento uccise, nell’elenco degli obiettivi del MAD..

Ma poi arrivano quei due colpi di pistola ai giardini Montanelli.
Chi ha sparato a Mandelli e perché? Chi è questo misterioso “aracnide”, che ci racconta della sua vita in prima persona e che sembra così interessato a stringere nella sua tela proprio il commissario?
E che cosa lega l’indagine sul “regista” con quei colpi di pistola contro Mandelli?
Questa indagine si muove in una Milano che sembra sospesa tra il passato (le scene dentro la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la Cà dell’Orèggia, la Casa dell’ Orecchio luogo di uno dei delitti) e un futuro, rappresentato dalle torri del “bosco verticale”, che troviamo sulla copertina del libro. Un futuro che sembra sempre più incerto, confuso. Cosa potrebbe succedere alle nostre vite se non dovessimo riuscire a governare queste tecnologie sempre più invadenti, che prendono decisioni al posto nostro, che ci sostituiscono sul lavoro?

Dal passato arriveranno alcune risposte ai perché, alle domande che si pongono gli investigatori, la squadra di Mandelli, sempre più unita. Da vecchie indagini di Mandelli, da sue vecchie conoscenze, come “il fetta”, esponente di quella mala che pure aveva delle sue regole.

Ancora una volta il passato, la vecchia mala coi suoi codici, e il futuro: il mondo del web con tutta la sua fauna, i social, le telecamere che inquadrano la nostra vita ovunque ci spostiamo…
Non saremo al sicuro anche nelle nostre case: il male, questo “ragno” misterioso la cui identità verrà svelata solo alla fine, è pronto a catturare nella sua tela la sua vittima proprio quando questa pensa di essere più al sicuro.

Attenzione: oltre alle trappole per il lettore (non fatevi ingannare da Cerone), l’autore ha infarcito il racconto di citazioni prese da altri film, come La finestra sul cortile di Hitchcock e come Il collezionista di ossa. E non voglio aggiungere altro.

Ne “L’incertezza del domani” Gian Andrea Cerone ci racconta delle paure della nostra società per questo futuro incerto, paure che possiamo però combattere in un modo solo: rimanendo umani, con le nostre fragilità, appoggiandoci alle persone che amiamo, i nostri colleghi, quelli che magari ci salvano la vita, che ci stanno accanto quando ne abbiamo bisogno.
Come Mario e Marisa, come Mandelli e la sua squadra.

La scheda del libro sul sito di Guanda e il link per scaricare le prime pagine
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