Ne farebbe volentieri a meno di parlare di privacy, delle case del senatore e di quelle del giornalista.
Ma è opportuno chiarire il fatto che i nostri rappresentanti devono sottostare all'art 54 della Costituzione e i giornalisti al codice deontologico.
Che ci sono questioni che è bene non fare, se sei un politico: non perché reato, ma per opportunità, come mescolare assieme rapporti personali con rapporti politici.
E' opportuno chiarire che un giornalista, se ha una notizia che reputa sia vera, dopo aver fatto le verifiche del caso, può pubblicarla, anche se ottenuta per vie traverse.
Funzionava così ai tempi della Raggi a Roma e vale lo stesso ora che ci si occupa di una fondazione in particolare.
Appellarsi al fatto che i giornalisti usano documenti coperti dal segreto investigativo non è sufficiente a nascondere la notizia.
Appellarsi al fatto che sono intercettazioni illegali (quelle relative all'inchiesta sulle nomine del CSM, ottenute con l'uso di un Trojan), come hanno fatto nel servizio di Report i deputati Lotti e Ferri (richiesta legittima), non basta.
Non basta perché è opportuno che si faccia chiarezza su quegli incontri.
Ecco, se vogliamo mantenere l'indipendenza tra magistratura e politica, non devono esserci interferenze da ambo i lati.
Chiarito il punto, potremo poi occuparci di questioni più urgenti: l'altoforno dell'Ilva che dopo 4 anni non è ancora a norma.
Del quasi disastro ferroviario successo ieri a Piacenza.
Dello stato dei viadotti della nostra rete autostradale, dei controlli non proprio sicuri (per non allarmare gli investitori).
Di una manovra che non verrà discussa e di cui c'è poco da vantarsi.
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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11 dicembre 2019
23 febbraio 2012
La vergine e i giornalisti
La nota di Mentana (sulla sua pagina FB), sulla condanna della Rai e del giornalista Corrado Formigli (per il servizio ritenuto diffamatorio sulla Mito):
La Rai e Formigli costretti a pagare alla Fiat 7 milioni di euro, di cui 5 milioni 250mila per danno non patrimoniale. Cosa è il danno non patrimoniale? E’ il danno morale, reputazionale, all’immagine della Fiat. Ora, la Fiat non è una Onlus. E’ la più grande azienda manifatturiera d’Italia, ma non solo. La Fiat è anche proprietaria di un giornale importante, la Stampa, e di una influente concessionaria di pubblicità, Publikompass, oltre a essere il secondo azionista della Rcs, che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Non può non sapere quanto sia importante la libertà di informazione, e quanto la metta a repentaglio la minaccia di pene economiche gravissime per chi osa scrivere o dire cose sgradite. Un simile salasso pecuniario per la Rai e Formigli avrebbe almeno un minimo di giustificazione se la Fiat non avesse mai cercato di ingraziarsi i giornalisti, con viaggi premio a esotiche rassegne o gare automobilistiche, o se non avesse cercato di influenzare per decenni giornalisti di ogni ordine e grado con auto in prova illimitata. Ma la Fiat ha sempre usato abbondantemente del suo potere, della sua influenza e della debolezza della categoria giornalistica, dimostrate da una abbondante casistica di servizi televisivi preventivamente entusiastici all’apparizione di ogni modello, Duna e Stilo comprese. Che oggi si comporti da vergine insidiata dall’orco della mala informazione è tanto ingiusto quanto grottesco. Sarebbe giusto che al Lingotto, finchè la sede della Fiat resta lì, si mettessero una mano sulla coscienza, e facessero un gesto adeguato di fair play. Perché un giornalista come Formigli guadagna certo più di un operaio di Pomigliano, ma infinitamente meno di un Marchionne, per di più pagando le tasse in Italia.La condanna si sta rivelando un mezzo boomerang.
Domanda: come si concilia la richiesta della cancellazione dell'articolo 18 (e di altre tutele per chi lavora in nome della competitività e la concorrenza) da una parte , con questa richiesta risarcitoria (che suona come una minaccia contro chiunque osi criticare l'azienda)?
22 febbraio 2012
7 milioni per 156 secondi
Formigli e la Rai sono stati condannati in sede civile a pagare 7 milioni di euro per un video trasmesso ad Annozero in cui si valutavano le performance di alcune auto sportive tra cui la Mito.
7 milioni: più dei risarcimenti per le morti della Eternit.
E da parte da un collegio di periti che, scrive la Gabanelli, in possibile conflitto di interessi:
7 milioni: più dei risarcimenti per le morti della Eternit.
E da parte da un collegio di periti che, scrive la Gabanelli, in possibile conflitto di interessi:
Mi limito a considerare due aspetti. Il primo: la perizia affidata dal Tribunale ad un Collegio di esperti composto dal professor Francesco Profumo, dal professor Federico Cheli e dal professor Salvio Vicari. Profumo, oggi Ministro, al momento del conferimento dell’incarico era rettore del Politecnico di Torino. La difesa di Formigli ha obiettato che il Politecnico di Torino viene finanziato dalla Fiat (nel 2011 Fiat e Politecnico di Torino hanno rinnovato fino al 2014 l'accordo di collaborazione che ha permesso, alla fine degli anni Novanta, di istituire il Corso di Laurea in Ingegneria dell'Autoveicolo). Dal curriculum del professor Cheli emerge che: «Da anni è responsabile di una serie di contratti di ricerca tra il Politecnico di Milano e, tra le altre, le società Pirelli Pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto». Salvio Vicari, docente alla Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari e associati. Dentro la Valdani-Vicari troviamo l’ex direttore generale di Teksid France ( gruppo siderurgico fondato da Fiat). Dalla Valdani Vicari invece proviene l’attuale tax senior specialist di Fiat Services. E’ possibile domandarsi se nella loro valutazione ci sia imparzialità?Secondo aspetto: la quantificazione del danno. Per il Tribunale il servizio di Formigli ha compromesso la reputazione progettuale e commerciale dell’automobile in questione. Tradotto in euro: 1.750.000 danni patrimoniali, 3.250.000 per l’offesa arrecata a una società composta da un assai rilevante numero di persone. Pochi giorni fa, sempre a Torino, nella sentenza Eternit il tribunale condanna 2 dirigenti a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissioni di misure infortunistiche, e ai responsabili civili impone il risarcimento di 30.000 euro ad ogni famiglia che ha avuto un morto in casa per amianto. Il Tribunale civile di Milano, nel 2011, ha aggiornato le tabelle che fissano i danni per perdita parentale. La morte di un figlio, di un genitore, della moglie o di un marito viene liquidata con tetto massimo di 308.700 euro. Per la perdita di un fratello o di un nipote il tetto massimo è di 134.040. Ben altra cifra dovranno pagare la Rai e Formigli per aver accusato una vettura di essere meno veloce di un’altra. Un’informazione considerata incompleta. Va ricordato inoltre che Formigli aveva invitato, invano, i vertici al confronto.La sentenza del Tribunale di Torino costituisce un monito molto duro verso il diritto di critica (che in questo caso non è stato preso in considerazione), e che lascerà il segno, poiché difficilmente un editore si assumerà il rischio di sostenere simili cifre. Non risulta invece che sia mai stata emessa condanna esemplare nei confronti di coloro che ti portano in tribunale senza motivo. Per loro il rischio massimo, oltre la doverosa condanna alle spese, è solo una piccola multa, 1000 euro, per aver disturbato il giudice.
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