Visualizzazione post con etichetta plusvalenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta plusvalenze. Mostra tutti i post

16 gennaio 2023

Report – la latitanza di Messina Denaro, Wikipedia e i bilanci bianconeri

Mi chiamo Matteo Messina Denaro di Paolo Mondani

Non poteva non cominciare con l’arresto del boss Matteo Messina Denaro la puntata di Report: nell’anteprima è andato in onda un servizio già andato in onda sulla storia del capo mafia, dei segreti di Riina di cui sarebbe custode, quando la mafia si lanciò nel progetto separatista con le leghe meridionali che avevano dentro massoni e vecchi politici.
E poi i rapporti con gli imprenditori e con pezzi dello Stato: come il finanziare Pulici, indagato e poi assolto dall’accusa di rivelazione di segreti dall’ufficio del pm Teresa Principato. Nell’ufficio della procuratrice era stata rubata una pen drive e un computer che contenevano la storia di Messina Denaro, una sparizione su cui nessun giudice ha indagato.
Servizi deviati allora? Oggi Pulici preferisce non pensare male..
Ci sono poi le logge massoniche di cui parla un teste anonimo a Mondani: un esponente del servizio segreto civile era in rapporto con Messina Denaro ma era un infiltrato della mafia, era l’ufficiale di collegamento tra mafia e servizi.

Il capomafia aveva scritto un libro, lettere a Svetonio, lettere indirizzate all’ex sindaco di Castelvetrano Vaccarino, uomo dei servizi: erano delle lettere o dei messaggi?
A Capo Granitola, a pochi km da Castelvetrano, c’è una vecchia tonnara ristrutturata: dovrebbe esserci una sede del CNR, su cui ha investito soldi lo Stato, ma dei 100 ml del PON non è stato speso nulla, sono spuntati consorzi che hanno preso soldi. Nel feudo del capo di cosa nostra.
C’è poi la scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino: in essa il giudice annotava tutto delle sue indagini, doveva essere recuperata a qualunque costo da chi ha organizzato la strage. Sul luogo della strage erano presenti uomini dei servizi segreti, attorno alla macchina di Borsellino in fiamme. Non erano interessati ai morti.

Salvatore Baiardo, il favoreggiatore della latitanza dei Graviano sostiene che l’agenda oggi è in più mani: non solo Graviano e Messina Denaro la conoscono, quella agenda era interessante anche a uomini dei servizi e dello Stato.
Con quell’agenda, con i segreti della trattativa, Messina Denaro ha portato avanti i suoi ricatti.

Il ROS, che oggi ha catturato il capomafia è quello che nel 1993 scelse di non perquisire il covo di Riina: le sue carte, i segreti di Riina furono poi portati a conoscenza di Messina Denaro, contribuendo al suo potere di ricatto con lo stato.
Questo spiega la sua inafferrabilità, fino ad oggi almeno.

Chissà se col suo arresto cadrà anche il suo potere di ricatto e si potranno conoscere i segreti dietro le stragi. I mandanti esterni, per esempio. Le carte di Riina.

Il BIANCO E IL NERO di Daniele Autieri

A due giorni dall’assemblea dei soci, la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici del club bianconero.

L’inchiesta della procura torinese ha rinviato a giudizio 12 manager della squadra, tra cui l’ex presidente Andrea Agnelli: l’inchiesta mette in discussione un decennio di gestione e per il direttore finanziario Stefano Bertola le lancette della storia tornano indietro ai tempi di calciopoli quando il trio Bettega, Moggi e Giraudo dettava la sua legge negli stadi di mezza Italia.
In una intercettazione del luglio 2021 Bertola parla con Cherubini, direttore sportivo della squadra: “la situazione è davvero complicata, io in 15 anni faccio un solo paragone, calciopoli! Io solo quella l’ho vista più complicata, ed era fuori controllo perché minchia c’era tutto il mondo che ti sparava merda. Questa ce la siamo creata noi.”

Il filo rosso che collega l’ultimo scandalo juventino con Calciopoli viene tirato il 27 dicembre scorso quando Luciano Moggi, radiato a vita dalla Federcalcio, si presenta all’assemblea della società e regala ad Andrea Agnelli una chiavetta che contiene le verità secondo l’ex DS sulla tempesta giudiziaria del 2006. La stessa chiavetta è stata consegnata anche a Report in un hotel a Mergellina che per anni è stato il riparo preferito da Maradona.

E’ veramente come Calciopoli, come dice Bertola - solo che stavolta l’abbiamo fatta noi, come dice Bertola?
Risponde Moggi: “Bertola se stava zitto guadagnava un tanto, perché lui era l’amministratore, lui era quello che doveva correggere, quello che riuscivano, che non dovevano fare praticamente quelli che agivano sul calcio. Paratici e compagni, li doveva correggere in maniera tale da non andare fuori dal seminato.”

A novembre il cda della Juventus si dimette in blocco: secondo l’accusa il vertice avrebbe frodato gli azionisti, costruendo bilanci taroccati.
Secondo la procura tre campionati sarebbero stati giocati con bilanci truccati: si parla di false fatturazioni, ostacolo alla vigilanza. In questa indagine sono emerse delle intercettazioni imbarazzanti e anche un libro, il “libro nero di FP”, ovvero Fabio Paratici.
Nel 2020 per sistemare i bilanci, Agnelli invia una mail al gruppo di lavoro dove si scrive che si devono fare azioni di recupero per le perdite.
La Juve ha bruciato 620ml, racconta il giornalista Pavesi, l’aumento di bilancio deciso dalla società servirebbe a coprire questi buchi.
Exor, la cassaforte degli Agnelli è al corrente della situazione disastrosa della squadra, delle plusvalenze per abbellire i bilanci.

Agnelli ne parla con John Elkann in una intercettazione del settembre 2021, della necessità di usare le plusvalenze, per sanare le perdite.
Con queste plusvalenze la Juve genera quasi il 30% dei proventi – racconta il servizio: sono plusvalenze artificiali, oppure a specchio: due squadre si scambiano i calciatori, non gira denaro, servono solo ad aumentare in modo fittizio i ricavi. Tra il 2020 e il 2021 fare plusvalenze era il mantra della Juve, usato dal DS Paratici: nell’ufficio di Cherubini, vice di Paratici, i giudici hanno trovato il suo libro nero, con le sue pratiche di mercato.
“Ho venduto l’anima” ammette in una intercettazione Cherubini.
Oggi Paratici è in Inghilterra e lavora per il Tottenham: con Report ha scelto di non parlare, perché c’è l’inchiesta.
Per abbattere il debito da 220 a 100ml Paratici esegue una serie di azioni correttive, di cui ne parla con Agnelli in una mail del febbraio 2021: sono azioni fatte con plusvalenze
(fatte con la complicità di altre squadre), dove i giocatori sono pedine con cui far tornare i conti, secondo gli inquirenti la prova di questo è in un manoscritto su carta intestata intitolato “mercato” e trovato nell’ufficio di Cesare Gabasio, il responsabile delle questioni legali della Juventus. Nell’appunto vengono scritti i valori economici degli scambi da realizzare anche quando il giocatore è ancora da individuare, inserendo al posto dei nomi la lettera X. E che fosse il calcio delle figurine contabili e non dei giocatori veri lo sapeva anche chi poi avrebbe fatto i conti sul campo, l’allenatore Allegri, come emerge da una intercettazione.

“Il mercato di oggi è quello vero, dove uno va e compra quello che gli serve. Cioè tu devi capire che il mercato dell’anno scorso era solo plusvalenze quindi era un mercato del ca..”.

I punti centrali dell’inchiesta sono questi, salari dei giocatori e plusvalenze: come azienda quotata in borsa la Juve dovrebbe dichiarare il valore delle sue azioni.

Anche il taglio dei salari ai giocatori sarebbe falso, i soldi sarebbero rientrati da altra via.

Nel marzo 2020 l’Italia entra in lockdown, il 28 marzo la Juventus annuncia che i giocatori avrebbero rinunciato a 4 mensilità, ma era un falso: tre mensilità sarebbero state versate.
Un accordo noto ai giocatori come al capitano Chiellini: così la Juve potrà scrivere a bilancio un valore falso, con le 4 mensilità non versate.
In questa manovra stipendi viene coinvolto anche Rinaldo, con un accordo che prevede il pagamento posticipato di 19 ml: esisterebbe una scrittura privata tra la squadra e un’altra persona al posto del calciatore, dove si parla di questi milioni.
La scritture private per integrare gli stipendi non sono state rese note ai mercati, i soldi sono stati rigirati ai calciatori dopo aver depositato il bilancio: anche i calciatori sarebbero complici di questo giochetto.
Attorno a questa macchina da soldi che era la Juve, con la sua contabilità in nero, giravano anche gli agenti e i procuratori sportivi. Report racconta della storia di Spinazzola, che viene venduto alla Roma ma l’operazione non la firma il suo agente ma un altri.
Le operazioni poco trasparenti sono portate avanti anche con l’aiuto di altre squadre: nell’inchiesta si parla della Sampdoria, dell’Atalanta e del Genoa.

Il servizio di Report racconta di una cena in cui erano presenti i presidenti di alcune squadre e il presidente di Federcalcio Gravina.
Una cordata di presidenti, con la Lega voleva che nel calcio entrassero i fondi stranieri per immettere capitali nel calcio.
Ogni anno consuntivano costi per 3miliardi di euro, nel 2021 avevano debiti per 4 miliardi di euro – racconta il consulente di Report Bellavia: chi glieli paga questi debiti?
Gravina sapeva già nel settembre 2020 delle plusvalenze irregolari – racconta una fonte anonima a Report: poi nel 2021 la Covisoc presenta a Gravina la loro analisi sulle operazioni sospette, comprese quelle della Juve.
Covisoc consegna poi le carte alla procura federale ad aprile 2021: la procura federale all’inizio si è mossa lentamente – racconta il manager sportivo a Report – poi però subiscono una accelerazione ma dopo un anno.
Nel 2022 però la procura federale archivia tutto, per il principio che non è possibile questionare il valore dei calciatori a prescindere, mancano criteri oggettivi per la valutazione del loro valore.
Il sospetto è che la procura sapesse che queste plusvalenze erano usate da tanti e che rischiava di cadere tutto.
N
el frattempo è intervenuto lo Stato: le squadre potranno spalmare i debiti con lo Stato per le tasse non pagate in comode rate..

LA COMMUNITY di Emanuele Bellano

Confesso di aver donato anche io per Wikipedia, per tenere in piedi questa enciclopedia online gratuita e aperta a tutti. Perché il sapere deve essere aperto a tutti.

260 miliardi di pagine visitate l’anno, Wikipedia è uno dei primi siti nel web al mondo ed è non profit: i suoi contributi sono creati da volontari in tutto il mondo che creano informazione, correggono, aggiungono nuovi pezzi alle pagine.
La fondazione Wikimedia foundation, che gestisce la parte amministrativa, è invece pagata: oggi però ha creato una società di profitto, con sede in un paradiso fiscale, che venderà contenuti alle grandi aziende della rete.

La conoscenza rende le persone più forti, racconta a Emanuele Bellano l’utente Will, membro della community Wikipedia.
Grazie ai banner e alle donazioni della community la fondazione ha raccolto 250ml di dollari: per gestire i suoi progetti non servono questi soldi, cosa se ne fanno adesso?
Il sito non rischia la chiusura senza le donazioni, ci sono riserve per 240 ml di dollari, a cui si aggiungono altri 100ml dentro un’altra fondazione.
I costi per la gestione del sito sono stimati in circa 15 ml annui, con i suoi 350 ml di dollari da parte in pancia alla fondazione Wikimedia Foundation sarebbe in grado di garantire la sopravvivenza della sua enciclopedia per i prossimi 23 anni senza bisogno di altre donazioni.
Report ha posto la domanda a Peter Forsyth membro della Wikipedia community: “La Wikimedia foundation è di fatto la sola organizzazione al mondo che può chiedere denaro a ognuno degli utenti che consultano il sito in tutto il mondo. Questa sua posizione privilegiata le rende molto semplice raccogliere soldi e il denaro è come una droga: quando fare soldi è facile, è davvero difficile smettere di farne sempre di più.”

Quando un’organizzazione guadagna così facilmente tanto denaro può permettersi di pagare anche a peso d’oro il suo staff: 355mila dollari per il capo del reparto tecnologico, 400mila dollari per un’altra top manager. In totale i top manager sono stati pagati 4 ml di dollari nel complessivo, sono proprio tanti soldi. Ne parla Zachary Mc Dowell docente della Chicago University “per una struttura come Wikipedia che si basa sul lavoro volontario e non retribuito della sua community, sono davvero tanti soldi”.

I soldi usati per finanziare i progetti di Wikipedia come sono usati? Non si sa, perché coprono un’area molto ampia, non sappiamo chi riceve i soldi e per quali progetti sono usati, non sono nemmeno comunicati in modo chiaro dal sito della fondazione.
Il fondo Wikimedia Endowment possiede un tesoretto di 113ml di dollari, che non ha presentato nemmeno un bilancio
ed è posto all’interno di un’altra fondazione, Tides (probabilmente per godere di altri vantaggi fiscali).
A gennaio 2020 è nato il progetto Wikipedia enterprice per vendere dati alle corporation, come Google e Amazon: una scelta contraria allo spirito iniziale di Wikipedia, una enciclopedia nata dal lavoro di migliaia di volontari.
Per questo scopo è nata la Wikimedia LLC, nel paradiso fiscale del Delaware: nessun bilancio, nessuna trasparenza, nessuna tassazione sugli utili..

Quanto è affidabile Wikipedia? Avere una pagina su Wikipedia dà visibilità alle aziende e alle persone, consente la spunta blu su Twitter.

Anche per persone come Salvatore Aranzulla, divulgatore informatico ben noto: la sua pagina su Wikipedia italiana è stata cancellata nel 2016, nonostante la sua notorietà.

La spiegazione di Wikimedia Italia è poco credibile, sostenendo che non vogliono creare biografie dentro l’enciclopedia, cosa non vera.
Report ha poi parlato delle agenzie che costruiscono la reputazione delle persone su Wikipedia: Luca Poma, docente di management reputazionale a Roma, si era accorto di una scheda su Wikipedia dove si parlava di lui.

Il professore ha poi rintracciato una agenzia che pubblica contenuti, “che fa lifting positivo” sulla sua scheda: questa agenzia farebbe da intermediazione tra l’utente e l’editor di Wikipedia, che effettuerebbe poi le modifiche alla scheda.

È qualcosa in conflitto di interesse coi principi di Wikipedia: nessuno potrebbe promuovere se stesso, i suoi prodotti o per qualcuno che paga.
È successo col profilo di Mike Pence, con la pagina sulle torture di Guantanamo. Oggi c’è il rischio che agenzie governative, servizi, possano alterare i contenuti di Wikipedia, in modo da abbellire la realtà.
Lo ha fatto anche Report, col curriculum di Chiara D’Ambros dove le fonti erano imprecise o false.

I giornalisti sono entrati in contatto con editor su commissione dal Pakistan o dal Kenia.
Alla fine per 250 euro si arriva ad una pagina nuova, con contenuti falsi: è un rischio noto a Wikimedia Italia, ne sono consapevoli perché è una enciclopedia aperta.

Ma le pagine di Wikipedia diventano anche un campo di battaglia: mentre il 24 febbraio scorso le truppe di Mosca attraversano il confine ucraino dando via ad una guerra devastante e prolungata, parallelamente su Wikipedia scoppiano battaglie mediatiche tra fazioni filorusse e filoucraine. La voce Reggimento Azov per esempio subisce tra il 24 febbraio e il 24 marzo ben 98 modifiche mentre in precedenza non ha mai superato più di 5 variazioni al mese. Uno degli utenti più attivi su questa voce è l’utente Mhorg: non è facile risalire a chi stia dietro questo nome, perché non dovrebbe essere individuabile e non si vuole che lo sia – spiega Fabio Brambilla, amministratore di Wikipedia Italia. Non ci sono mezzi per arrivare a risalire alla persona fisica.

Questo utente è uno degli autori delle modifiche della voce sulla “strage di Odessa”, che oggi si chiama “rogo di Odessa”: la narrazione cambia volto, per sposare una narrazione più o meno filo russa o filo ucraina.

Quella di Wikipedia non è una verità rivelata, dietro c’è il lavoro di persone ispirate da un principio di trasparenza, ma ci sono dietro anche conflitti di interesse, conflitti tra persone con le loro ideologie. Più simile ad una social network che ad una vera enciclopedia: ma rimane un qualcosa di unico, da tutelare anche. 

07 dicembre 2021

Report – l'inchiesta sulle plusvalenze nel calcio e la gestione covid nelle scuole

Lo scandalo delle plusvalenze dentro cui è finita indagata la Juventus, il potere dei procuratori nel calcio. A seguire un'inchiesta sui banchi a rotelle nelle scuole e su come è stata gestita la pandemia.

Nell'anteprima un servizio sulle pale eoliche: come girano le pale in Italia?

Il mistero del Bastastello di Giuliano Marrucci

Nella provincia di Benevento, grazie alla conformazione morfologica, sono state installate tante pale eoliche ma prima che fosse sostenibile la loro installazione.

Purtroppo oggi, dove l'installazione è diventata sostenibile grazie alle leggi sulla transizione ecologica, è diventato paradossalmente più difficile installarle, specie da quando la provincia è gestita da un politico che ha fatto una sua battaglia alle pale.

Così, anziché mettere nuovi impianti, si fa revamping, installando nuovi generatori più performanti, il che è anche una cosa buona: ma anche in questi casi la provincia rimane restia a concedere le autorizzazioni perché quello delle pale non è una priorità, spiega il suo presidente, nonostante la transizione ecologica e l'obbligo di abbattere la co2.

Come spiega in studio il conduttore di Report Ranucci, dovremmo mettere impianti da fonti rinnovabili per 8000MGW, mentre in realtà ne installiamo un decimo: tutto è bloccato dalle autorizzazioni necessarie, richieste dagli enti locali.

Ma non sempre le cose vanno male: a Verona nel comune di Alfio i generatori sono stati messi dentro un ecosistema protetto, tra vigneti e un bosco, mantenendo la biodiversità del luogo.

L'impianto sul monte Mesa è stato progettato dal dottor Giusti, che ha convinto la multiservizi di Verona, la AGSM nell'investire in pale eoliche.

Ma anche qui, sono serviti anni per avere l'autorizzazione, mentre per la realizzazione degli impianti sono bastati 99 giorni.

Nel Mugello, un impianto simile è stato bloccato dagli enti, a cui il progettista, l'ingegner Giusti, ha dovuto rispondere con dei documenti.

Stessi problemi per la realizzazione di impianti fotovoltaici: la soprintendenza ha bloccato un impianto a Volterra, perché i materiali non erano idonei, perché l'impianto era grande, senza aver visto il progetto.

L'opposizione della soprintendenza è finita al consiglio dei ministri dove ha pure portato come giustificazione per la bocciatura, la presenza di resti archeologici. Resti che non esistono, si tratterebbe di un falso storico.

Così, tra ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, i tempi per realizzare gli impianti su allungano.

E la transizione ecologica? Gli impianti eolici e i pannelli servono proprio per questo, di certo meno impattanti delle colate di cemento per autostrade e linee ad alte velocità.

Nemmeno nel mare le pale eoliche vanno bene: il parco eolico davanti Riccione e Rimini è stato bloccato con questa scusa, mentre si approvano nuove piattaforme per estrarre petrolio dall'Adriatico.

Mentre un parco eolico è stato autorizzato lungo la costa pugliese, a Castro dove è sbarcato Enea: a dieci km dalla costa si realizzerebbe il più grande parco al mondo, con cento pale di fronte ad un sito di grande importanza.

Il vincolo paesaggistico non vale dappertutto? Come mai non esiste un piano nazionale che dice dove creare parchi e installare pali e dove non si deve fare niente?

Febbre a 90 di Daniele Autieri

Daniele Autieri è tornato ad occuparsi di calcio e delle inchieste sulle squadre di calcio, partendo da Luciano Moggi, simbolo dello scandalo di calciopoli nel 2006.

Da allora il processo al calcio non è mai stato fatto: “il calcio è questo” dice oggi Moggi che anche 15 anni fa fu coinvolto in un filone di indagini sulle plusvalenze che all'epoca per la Juve assommavano a 5 ml, mentre altre squadre ne avevano molte di più.

Altre procure archiviarono subito le loro indagini, mente quella per Juve durò due anni, fino ad arrivare al GUP che archiviò perché il fatto non sussiste.

Con le plusvalenze sposti i problemi nel futuro, non risolvi veramente i problemi – racconta l'ex direttore della Juve.

Moggi ha risposto anche alle domande sugli agenti, oggi potentissimi tanto da condizionare le squadre, come Raiola e Mendes.

Io ho fatto le squadre forti con Raiola, oggi si sente che prende 25 ml .. sapete cosa gli ho dato a Raiola per avermi fatto prendere Nedved, anche Emerson che era della Roma, non era procuratore e l'ho mandato a litigare con la Roma, anche Ibrahimovic? Gli ho preso un giocatore, senza dargli dei soldi, un ragazzino valutato un milione, poi questo ragazzino l'ho dato in comproprietà al Siena e m'ha dato 500mila euro. In tutta l'attività con Raiola ha preso un milione ..”

Moggi è stato condannato a due anni in appello, poi nel 2015 è scattata la prescrizione: oggi assieme a Giraudo ha presentato ricorso alla corte europea per i diritti.

All'epoca le plusvalenze erano solo 5 ml, oggi il valore e il peso sui bilanci è maggiore: le squadre usano le plusvalenze a specchio, per sistemarsi i conti senza tirar fuori soldi, con la compiacenza di altre squadre e di procuratori che si prestano a questi scambi.

Si sposta più in là il debito, ogni anno devi ripetere il gioco: ma alla fine la bolla dei conti è destinata ad esplodere: oggi la Juve è accusata di false comunicazioni, di aver falsificato i bilanci dalla procura di Torino.

Accuse che si sono concentrate sull'acquisto di alcuni calciatori, come quello di Rovella, sul contratto di Ronaldo. C'è poi sul ruolo dei procuratori come Raiola: Report la scorsa volta era andata a cercare la sede del procuratore a Malta, senza riuscirci.

Al centro dell'inchiesta della procura di Torino ci sono una serie di operazioni di mercato fittizie per un totale di 322 milioni di euro che sarebbero serviti per far quadrare i conti del club, la “gestione malsana delle plusvalenze”.

Fabio Pavesi, giornalista che si occupa di questi temi, spiega alla trasmissione che le plusvalenze sono raddoppiate negli ultimi 5 anni, per tutte le squadre, per la sola Juventus da sola fanno il 25% dell'intero fatturato annuo.

L'indagine della procura segue una precedente indagine della Covisoc, la commissione di vigilanza delle società di calcio, che proprio sulla Juve concentra il numero di operazioni sospette, solo negli ultimi due anni sono 62 i trasferimenti sospetti, di cui 42 riguardano la Juventus – continua Pavesi.

L'indagine della procura sta approfondendo anche i dettagli del contratto di Ronaldo, cercando documenti e scritture private al di fuori degli accordi ufficiali.

I manager intercettati sanno che questi documento sono scottanti (e che non sono ancora stati trovati).

Ma si parla anche di operazioni a specchio, trasferimento dove nessuno dei club ha sborsato un euro, tra questi quello di Nicolò Rovella, centrocampista acquistato il gennaio scorso per 18ml dal Genoa, mentre due calciatori della Juve finivano alla squadra genovese, uno per 10 e l'altro per 8 ml, un caso? In tutte e due le squadre a bilancio è entrata una plusvalenza, senza esborso di denaro, senza nessun flusso di cassa.

Ma il valore di 18ml per Rovella è reale? “Mi sembra un po' tutto irrealistico, chi conosce Rovella...”

Dentro il sistema un ruolo importante lo hanno i procuratori: nel caso di Rovella l'agente che ne cura gli interessi è Giuseppe Riso, che ha preso per la mediazione 7,2 milioni di euro.

Nel 2019 la Juve ha messo a bilancio 154 ml di plusvalenze, la Roma 132ml, che pesano sui ricavi tra il 25 e il 35%: mentre Consob si muove con celerità, l'azione della Covisoc non è così solerte, nessun provvedimento è stato ancora preso sui calciatori dentro questa indagine.

Lo scorso novembre la IAFA, associazione degli agenti, ha nominato presidente il procuratore Mino Raiola: Report a questo evento non era benvenuta, a fine incontro Raiola ha rinfacciato al giornalista di non aver fatto un servizio corretto, quando ha parlato della sua sede a Malta.

Report aveva trovato questo indirizzo in un palazzo a Malta leggendo le carte dell'operazione di vendita del calciatore Manolas.

Ma Raiola aveva cambiato indirizzo senza averlo comunicato: oggi la sua residenza è a Montecarlo, la sua società è operativa e non viola le leggi.

Le plusvalenze le fanno tante squadre tra cui il Genoa: fattura 70ml dalle plusvalenze, un valore mai visto nella storia del calcio. Eppure oggi tutti aspettano l'esito della giustizia ordinaria, perché quella sportiva si muove con tempi incerti. Con qualcuno interpreta le leggi con altri le applica, come sembra essere successo col Chievo.

La cenerentola del calcio, il Chievo.

A scivolare sulle plusvalenze qualche anno fa era stato il Chievo, coinvolto in una inchiesta della procura federale e punito con diversi punti di penalizzazione: il presidente Campedelli, che ha accettato l'intervista, ha raccontato al giornalista quei fatti, “la procura federale ha contestato al Chievo il fatto che facessimo plusvalenze fittizie per ottenere l'iscrizione. Noi abbiamo dimostrato che avevano sbagliato i conti e che noi eravamo iscrivibili a prescindere dalle plusvalenze.”

Nel 2018 il Chievo si è salvato, ma non questa volta: il 26 giugno scorso il Coni rigetta il ricorso del club e decreta la sua esclusione dal campionato di serie B per debiti tributari pari a 20 ml di euro.

Sono stati buttati fuori dal calcio? “Per me noi, al tavolo non servivamo più” - risponde il presidente “ed è giusto che nella loro ottica .. come dice un mio ex amico, la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, devo dire che per me non si è mai interpretata.”

Il Chievo oggi ha venduto tutti i suoi calciatori più importanti, è una squadra fantasma senza certezze per il futuro, compreso quello del presidente “credo che sia l'ultima intervista che rilascio.”

I problemi del calcio italiano oggi è che si fa calcio ma non per fare calcio (in senso dello sport), ma per altre cose, affari, interessi, protagonismo.

Il Chievo ha pagato il fatto di essere la Cenerentola del calcio italiano? “Sembriamo più la strega cattiva di Biancaneve”.

Il Chievo non era meno cattiva strega di altre squadre: almeno la metà delle squadre di calcio sono in ritardo nei pagamenti, dell'Iva, dei calciatori.

Sono finiti i soldi, per esempio per l'Inter che, per pagare ha emesso un bond: il consulente Bellavia parla di situazione disastrosa per l'Inter, una situazione molto squilibrata.

Per fare soldi hanno rivalutato i loro beni, il marchio e la libreria storica. Nonostante l'allarme lanciato a giugno da parte della Covisoc, sui bilanci delle squadre, la Federcalcio ha poi emesso un provvedimento per ritardare i controlli sulle squadre (sui pagamenti di tasse e contributi), per evitare altre sanzioni.

L'immobiliare del Milan e le bollette pazze

Michelangelo Albertazzi è un ex calciatore professionista, ha vissuto in un edificio della squadra, concesso come benefit dal club. Il calciatore avrebbe dovuto solo pagare le utenze: ma Albertazzi si è visto detrarre spese enormi dallo stipendio, per migliaia di euro, ma non è mai riuscito nemmeno a vedere una bolletta, in quei tre anni a Milano. Di mezzo c'è la Tor di Sole SRL, affittati alla Milan Real Estate (all'epoca a capo c'era Galliani).

Albertazzi ha avuto anche una richiesta di pagamento danni alla casa, per 120mila euro.

Queste anomalie non sono state denunciate da altri calciatori del Milan, ma Report ha trovato dei documenti che dimostrano che il problema delle “bollette pazze” era frequente.

E' stato un modo per recuperare liquidità a scapito dei calciatori? Purtroppo oggi non è possibile stabilirlo.

Il potere dei procuratori

Per raccontate del potere dei super procuratori, come Mendes (procuratore di Rinaldo) Report ha raccontato la vicenda di Rino Gattuso: il procuratore voleva piazzare 4 giocatori alla Fiorentina, come condizione per portare come allenatore Gattuso, una sorta di ricatto alla squadra che alla fine ha portato alla rescissione del contratto con l'allenatore (il cui agente è lo stesso Mendes).

C'è un conflitto di interesse, ha chiesto il giornalista a Gattuso? “Quando una persona è perbene e si comporta bene non ha scheletri nell'armadio” la risposta.

Anche dietro la vendita del calciatore della Fiorentina Vlahovic c'è un mistero sui procuratori reali: l'agenzia del campione della Fiorentina, International Sport Office, ha molte entrature col governo Serbo, del presidente Vucic.

Lo stato controlla due club, il Partizan la Stella Rossa, perché girano tanti soldi col calcio, perché fucina di nazionalisti.

Il figlio del presidente Vucic è in contatto con ultras serbi e con gruppi criminali legati al tifo – come raccontano dei giornalisti investigativi che Report ha incontrato.

Se il figlio di Vucic fosse il vero procuratore del calciatore, la commissione per il suo passaggio di proprietà sarebbe come un finanziamento alla politica?

06 dicembre 2021

Anteprime Report – l'emergenza covid nelle scuole, le plusvalenze e le pale eoliche

L'emergenza covid nelle scuole e le pale eoliche, questi gli argomenti delle prime due inchieste di Report questa sera.

Si parlerà anche di calcio, su una presunta truffa nei confronti dei calciatori del Milan e dell'inchiesta che ha coinvolto la Juventus per la questione delle plusvalenze.

Il calcio malato

La vittoria al campionato europeo ha fatto dimenticare per un momento i problemi del calcio (un po' come era successo dopo la vittoria ai mondiale del 2006, dopo calciopoli).

Ma i problemi sono sempre lì: bilanci in perdita o che vengono sistemati con le plusvalenze, il ruolo degli agenti delle stelle del calcio e la sensazione che la regolarità del campionato sia a rischio.

Daniele Autieri ha intervistato Luciano Moggi, ex DG della Juve, coinvolto in calciopoli: sarà lui a raccontare nel corso della trasmissione chi sta manovrando il campionato “tu sta sicuro che nessuno mi querela.”

Il sistema delle plusvalenze era in piedi anche ai tempi di Moggi ma le indagini non approdarono a niente: la Juve di quegli anni era un macchina da guerra, racconta Daniele Autieri, capace di forgiare grandi calciatori e anche grandi procuratori, tra questi Mono Raiola: oggi questi agenti hanno un potere di condizionamento forte nei confronti delle squadre, racconta Moggi, in particolare i più influenti sono Raiola e Mendes. Il problema non è il procuratore, che aiuta la squadra a trovare il calciatore che le serve, ma sono le squadre che si fanno male da sole, nel momento in cui non sanno trattare.

“Io ho fatto le squadre forti con Raiola, oggi si sente che prende 25 ml .. sapete cosa gli ho dato a Raiola per avermi fatto prendere Nedved, anche Emerson che era della Roma, non era procuratore e l'ho mandato a litigare con la Roma, anche Ibrahimovic? Gli ho preso un giocatore, senza dargli dei soldi, un ragazzino valutato un milione, poi questo ragazzino l'ho dato in comproprietà al Siena e m'ha dato 500mila euro. In tutta l'attività con Raiola ha preso un milione ..”

A scivolare sulle plusvalenze qualche anno fa era stato il Chievo, coinvolto in una inchiesta della procura federale e punito con diversi punti di penalizzazione: il presidente Campedelli, che ha accettato l'intervista, ha raccontato al giornalista quei fatti, “la procura federale ha contestato al Chievo il fatto che facessimo plusvalenze fittizie per ottenere l'iscrizione. Noi abbiamo dimostrato che avevano sbagliato i conti e che noi eravamo iscrivibili a prescindere dalle plusvalenze.”

Nel 2018 il Chievo si è salvato, ma non questa volta: il 26 giugno scorso il Coni rigetta il ricorso del club e decreta la sua esclusione dal campionato di serie B per debiti tributari pari a 20 ml di euro.

Sono stati buttati fuori dal calcio? “Per me noi, al tavolo non servivamo più” - risponde il presidente “ed è giusto che nella loro ottica .. come dice un mio amico, la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, devo dire che per me non si è mai interpretata.”

Il Chievo oggi ha venduto tutti i suoi calciatori più importanti, è una squadra fantasma senza certezze per il futuro, compreso quello del presidente “credo che sia l'ultima intervista che rilascio.”

I problemi del calcio italiano oggi è che si fa calcio ma non per fare calcio (in senso dello sport), ma per altre cose, affari, interessi, protagonismo.

Il Chievo ha pagato il fatto di essere la Cenerentola del calcio italiano? “Sembriamo più la strega cattiva di Biancaneve”.


A 15 anni da Calciopoli, la Juventus è finita nuovamente sotto indagine dalla procura di Torino che ha aperto un fascicolo su sei alti dirigenti, tra cui il presidente Agnelli: al centro dell'inchiesta una serie di operazioni di mercato fittizie per un totale di 322 milioni di euro che sarebbero serviti per far quadrare i conti del club, la “gestione malsana delle plusvalenze”.

Fabio Pavesi, giornalista che si occupa di questi temi, spiega alla trasmissione che le plusvalenze sono raddoppiate negli ultimi 5 anni, per tutte le squadre, per la sola Juventus da sola fanno il 25% dell'intero fatturato annuo.

L'indagine della procura segue una precedente indagine della Covisoc, la commissione di vigilanza delle società di calcio, che proprio sulla Juve concentra il numero di operazioni sospette, solo negli ultimi due anni sono 62 i trasferimenti sospetti, di cui 42 riguardano la Juventus – continua Pavesi.

L'indagine della procura sta approfondendo anche i dettagli del contratto di Ronaldo, cercando documenti e scritture private al di fuori degli accordi ufficiali.

Ma si parla anche di operazioni a spiecchio, trasferimento dove nessuno dei club ha sborsato un euro, tra questi quello di Nicolò Rovella, centrocampista acquistato il gennaio scorso per 18ml dal Genoa, mentre due calciatori della Juve finivano alla squadra genovese, uno per 10 e l'altro per 8 ml, un caso? In tutte e due le squadre a bilancio è entrata una plusvalenza, senza esborso di denaro.

Ma il valore di 18ml per Rovella è reale? “Mi sembra un po' tutto irrealistico, chi conosce Rovella... tutti conosciamo Chiesa, che vale 12 ml”

Sul fatto quotidiano di domenica 5 dicembre trovate un articolo sulle plusvalenze della Juventus

Chissà se il signor Ugo (nome di fantasia) e lo State of Wisconsin Investment Board, entrambi azionisti della Juventus, un giorno si sono chiesti: come mai il club ha comprato Cristian Romero dal Genoa per 26 milioni e l’ha lasciato in prestito prima al Genoa e poi all’Atalanta? E come mai l’Atalanta l’ha riscattato per 16 milioni (da pagare alla Juve, per di più, in tre comode rate) e l’ha ceduto 24 ore dopo al Tottenham per circa 55 milioni guadagnandoci ben 39 milioni? E come mai Genoa e Atalanta sono i principali creditori della società bianconera? E come mai l’operazione Romero iniziata con Fabio Paratici direttore generale della Juve termina con Paratici dg del Tottenham? Qualcuno dirà: è il calcio, bellezza. Qualcun altro: è il mercato. Diciamola tutta: è il calciomercato e, se aggiungiamo che siamo nel regno de “la palla è rotonda”, diventa facile chiudere la questione con i tarallucci e con il vino. Sarà. Ma fino a un certo punto. Perché i risparmi del signor Ugo (e di tutti gli azionisti) sono tutelati dall’articolo 47 della Costituzione e la Consob deve occuparsi anche di una società di calcio quotata. Inoltre la cessione di Romero (e non solo) è nel mirino della procura di Torino e della Guardia di Finanza che indagano sulla Juve per falso in bilancio. E quindi, per una volta, i tarallucci e il vino mettiamoli da parte.

La scheda del servizio: FEBBRE A 90 di Daniele Autieri con la collaborazione di Federico Marconi

La Juve e le sue sorelle. Oltre l’inchiesta di Torino sulle plusvalenze sospette per la quale è stato indagato il Presidente della Juventus Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex-direttore sportivo Fabio Paratici e altri due top manager, la prassi delle plusvalenze a specchio” (gli scambi di giocatori conclusi senza passaggio di denaro) tira dentro i più grandi club italiani. Obiettivo: ripianare i debiti e sistemare i bilanci. Una serie di documenti riservati e inediti, in parte analisi dell’Agenzia delle Entrate e in parte degli organi di controllo sul calcio, rivelano la reale situazione finanziaria delle principali squadre di calcio italiane, i ritardi dei pagamenti degli stipendi dei calciatori, ma anche dei debiti tributari e pensionistici. E si aggiungono a un allarme lanciato dalla Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società professionistiche, in una lettera riservata inviata alla Federcalcio: «Esiste un concreto rischio che eventuali situazioni di default abbiano a verificarsi a campionato in corso».

All’interno di questo sistema qual è il ruolo dei super agenti come Jorge Mendes, il procuratore di Cristiano Ronaldo, o Mino Raiola, quello di campioni come Donnarumma, Verratti, Ibrahimovic? Testimonianze e documenti inediti ricostruiscono le modalità d’azione e le relazioni tra gli agenti e la dirigenza delle società di calcio, a partire dal caso del giorno: il futuro di Dusan Vlahovic, l’attaccante della Fiorentina ormai considerato uno dei migliori calciatori d’Europa. Dopo le dichiarazioni delle ultime ore del presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, che afferma di non farsi ricattare dagli agenti di Vlahovic, Report svela chi c’è dietro l’agenzia che cura gli interessi del calciatore serbo e i giochi di potere per gestire il futuro di un campione. Un gioco diverso dal calcio, dove si muovono interessi trasversali che arrivano a coinvolgere anche la politica.

L'emergenza covid nelle scuole

In che modo stiamo gestendo l'emergenza covid nelle scuole, come i nostri presidi stanno gestendo la didattica di presenza?

Come è andata a finire la storia dei banchi a rotelle (su cui è stata fatta tanta speculazione contro il passato governo Conte)?

Report è andata a vedere qual è la situazione negli istituti: come a Busto Arsizio, Varese, all'istituto tecnico Enrico Tosi, frequentato da 2500 studenti e con capienza massima di 1700 persone. Una docente ha spiegato alla giornalista che per fare spazio hanno dovuto abbattere dei tramezzi tra le aule per aumentare lo spazio, “questa era l'unica soluzione”.

LA preside Amanda Ferraria ha spiegato come, pur di evitare le classi pollaio (con tutti i rischi che avrebbero comportato) le hanno pensate tutte, perfino di usare le sale mense, ma alla fine l'unica soluzione è stata quella di riunire le classi.

Oggi in questo istituto ci sono 32 studenti per aule e le classi in sovrannumero nel suo istituto sono 55 su 72, “per essere in regola dovrei, per un anno, non prendere studenti di prima e non è possibile..”

All'istituto Leonardo Da Vinci a Roma un anno fa erano arrivati i banchi dell'azienda portoghese Nautilus, erano stati acquistati dal commissario Arcuri nello stesso periodo in cui furono acquistati i banchi a rotelle: una docente spiega che se ad una prima impressione sembravano grandi, poi quando li ha misurati erano di 70 centimetri.

“Se io distanziassi i ragazzi con uno distanza richiesto tra le rime boccali, lo spazio per l'evacuazione in caso di incendio mi viene talmente stretto, si restringe tanto che i ragazzi hanno difficoltà a lasciare l'aula.”

Così dopo nemmeno una stagione anche questi banchi vengono ritirati, perché non rispetterebbero la normativa antincendio, sia per le dimensione che per il materiale con cui sono costruiti, che sarebbe più facilmente infiammabile. Di fatto il nuovo bando da 6 milioni è fatto per sostituire quei banchi che a loro volta avevano sostituito i banchi classici, quelli pre pandemia.

La norma del ministero prevede, nel suo incipit, un “distanziamento di un metro ove possibile”. E laddove non è possibile cosa si deve fare? Uno stato, spiega Anna Maria Catalano dirigente dell'istituto Cannizzaro di Palermo, ti deve dire come fare.

Report ha mostrato i documenti dell'appalto che poi è stato vinto dalla Nautilus al ministro Bianchi: sono stati firmati anche da un membro del ministero. Va chiesto a chi li ha firmati, quei mandati per banchi senza i requisiti – la risposta del ministro.

I bandi per 2 i ml di banchi monoposto e 400mila banchi a rotelle ci sono costati 300ml di euro: che fine hanno fatto questi banchi? Molti prendono la polvere abbandonati nei magazzini delle scuole, altri sono stati restituiti dai presidi e accatastati in un magazzino della SDA a Pomezia.

Con quali costi? Dal magazzino fanno sapere che di questo ne risponderà la struttura commissariale, loro non danno informazioni alla stampa.

Sono i banchi che il commissario Figliuolo ha iniziato a ritirare, risponde il ministro Bianchi, che aggiunge un po' piccato “vedremo come utilizzarli al meglio.”

Oltre ai banchi, nei magazzini sono stipate anche le mascherine distribuite dallo Stato, perché non a norma: sempre la dirigente dell'istituto Tosi mostrava alla giornalista gli scatoloni che riempivano un intero sottoscala, tutti soldi buttati.

Stessa situazione all'istituto Roncalli a Vigevano: qui hanno dovuto aprire tutte le scatole, controllare tutti i lotti consegnati per capire quali fossero quelle non a norma e quali no.

La scheda del servizio: SCUOLA A ROTELLE di Rosamaria Aquino con la collaborazione di Marzia Amico

Scuola, tra banchi monoposto e a rotelle abbiamo speso oltre 300 milioni di euro. A migliaia sono stati restituiti dai presidi o giacciono in magazzino, altri sono utilizzati persino nei centri vaccinali. In tutto ne furono ordinati 2 milioni 400 mila. Allora perché il governo ha stanziato altri sei milioni di euro per arredi scolastici? Report ha potuto vedere in esclusiva i contratti stipulati dalla ex struttura commissariale di Arcuri firmati con l'azienda portoghese produttrice dei banchi, ora ritirati dal commissario Figliuolo perché non rispetterebbero la normativa antincendio. Un viaggio nelle scuole italiane alle prese con la gestione degli spazi in tempo di pandemia: tra pareti abbattute e scantinati trasformati in aule, tra classi pollaio, mascherine non a norma che occupano spazi preziosi ed edilizia scolastica che procede a passo di lumaca. Su questo e altro Report ha chiesto chiarimenti al ministro Patrizio Bianchi.

Come girano le pale eoliche

Per ridurre le emissioni di co2 dovremmo spingere per l'installazione di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche sul territorio, nelle zone dove è possibile, dove c'è esposizione solare, dove c'è vento. Ma prima di partire, c'è un iter burocratico che spesso blocca i lavori in attesa dei pareri degli enti locali, anche perché si mette a rischio una specie rara, come il pipistrello “Barbastello”.

La scheda del servizio: IL MISTERO DEL BARBASTELLO di Giuliano Marrucci in collaborazione di Eleonora Zocca

Per rispettare gli accordi internazionali che prevedono la riduzione del 55% delle emissioni di Co2 entro il 2030 e il totale azzeramento entro il 2050, l'Italia dovrebbe costruire ogni anno nuovi impianti della potenza di 8000 MW. Ma siamo fermi a meno di un decimo. Il problema è che per le amministrazioni locali e per i diversi enti dello Stato la transizione ecologica non è una priorità, e ogni scusa è buona per ostacolare l'autorizzazione a un nuovo impianto. Anche la presenza del Barbastello, che è stato ritenuto un pipistrello raro. Anche se secondo i naturalisti non è raro, è solo timido.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.