Visualizzazione post con etichetta aspartame. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aspartame. Mostra tutti i post

30 aprile 2012

Report – dolce è la vita


L'aspartame è un dolcificante che si trova nelle caramelle (come quelle per la gola), nei medicinali (come quelli per la tosse, per rendere più gradevole il sapore, nello yougurt, nelle bevande dietetiche.
Chissà quante volte durante il giorno ingeriamo delle piccole dosi di aspartame senza saperlo, perchè sulle confezioni è scritto così in piccolo, senza indicarne né le dosi né la quantità massima ingeribile.
Siccome è così diffuso, uno penserebbe che dietro questa sostanza, scoperta in America casualmente da una ricerca sul cancro, ci siano stati dei controlli e degli studi rigidissimi e imparziali.
Perchè, la salute non ha prezzo, non può essere barattata con i ricchi profitti di un'azienda alimentare.

E invece ...
L'inchiesta diSabrina Giannini dovrebbe far sorgere qualche dubbio anche nei confronti di quelli che pensano che certe inchieste siano solo degli inutili allarmismi.
Perché non è così: entro settembre la EFSA, la società europea per la sicurezza alimentare dovrà riformulare un verdetto sui rischi dell'aspartame. Come mai, visto che parliamo di un dolcificante sul mercato dal 1981? Cosa è successo per arrivare a questo? Non doveva essere tutto tranquillo? L'aspartame fa anche dimagrire .. dicono loro. E chi sono i loro?
Alla fine scopri che tutti gli studi che garantiscono per sull'aspartame, a livello mondiale, discendono da quelli iniziali finanziati dalla stessa azienda, la SEARLE, che lo ha scoperto. E che ha tutto l'interesse che questo dolcificante continui ad essere commercializzato senza nessun problema, nemmeno di coscienza.

Tutto il mondo è paese: parli di dolcificanti, e viene fuori una storia di conflitti di interesse, di scenziati che dovrebbero effettuare i controlli per la FDA (Food and drugs administration) erano pagati dalla stessa azienda che dovevano controllare, che molti di questo, dopo gli studi e le autorizzazioni sono andate a lavorare proprio per la SEARLE o altre società del gruppo.
Alcune date di questa storia:
- nel 1965 viene scoperto l'aspartame durante gli studi sull'ulcera.
- nel 1974 la Searle chiede l'autorizzazione alla EFSA, presentando i suoi studi sulla sicurezza di questo dolcificante. Già negli stessi studi
- nel 1975 l'avvocato Turner dell'associazione dei consumatori blocca l'iter autorizzativo: già nel 1971 si sapeva che l'aspartame, provato sui topi aveva provocato in alcuni casi dei buchi nel cervello e che altre scimmie, nutrite per un anno a latte e dolcificante, erano morte dopo episodi di convulsioni.
Ma gli studi erano stati manipolati.
- nel 1975 la FDA iniziò le sue indagini presso la Searle, scoprendo delle irregolarità sul rapporto iniziale che era stato loro fornito. Uno studio “indecifrabile e inutile”.
- l'inchiesta del procuratore Skinner contro l'azienda alimentare fu ritardata e non arrivò mai al Gran giurì, fino a naufragare. In seguito Skinner andò a lavorare per lo studio legale della Searle.
- arriviamo al 1980, Reagan viene eletto presidente rimuove il commissario della FDA, ne nomina un altro che chiede a questa di pagare un altro studio di ricerca, che ovviamente dice che questo dolcificante è sicuro.

Chi era A.D. Della Searle? Donald Rumsfeld, nominato da Reagan per salvare l'azienda dalla crisi; infatti, dopo l'autorizzazione da parte della nuova FDA, Searle viene acquistata dalla Monsanto e Rumsfeld nominato da Reagan esperto sulle questioni mediorientali.
Anche il nuovo commissario Hayes passa, assieme ad altri sei funzionari della FDA, a società della Searle, ma nel frattempo l'aspartame diventa un successo commerciale nell'america dei sempre più obesi.

Che continueranno a rimanere obesi, mentre aumentano le segnalazioni alla FDA di gente che quando prendeva le bibite col dolcificante, aveva casi di convulsione, come le scimmie.
E mentre negli Usa si discuteva su possibili rischi, in Italia tutta la documentazione della Searle serviva a dare l'autorizzazione, carte che oggi non si trovano nemmeno più: “è passato tanto tempo ...”
Fino al 2005, quando lo studio dell'istituto Ramazzini di Bologna (uno studio finalmente indipendente), racconta una storia diversa sulla pericolosità dell'aspartame.
Perché è cancerogeno, visto che dopo essere assunto nell'intestino e poi nel fegato diventa metanolo.
E solleva anche un altro problema questo studio, avversato però in tutto il mondo per il modo in cui è stato condotto: quale è la dose minima di fenilalamina o aspartame che possiamo tollerare ogni giorno?
Non è scritto sulle confezioni, perchè altrimenti la gente si metterebbe a fare i conti (sorprendente la risposta data alla giornalista, dal d.g. su salute e consumatori che in Europa si occupa di alimentazione).
Il limite di 40 mg /kg è stato stabilito da scienziati dell'industria alimentare: persone indipendenti? Fate voi.
I dati dell'istituto Ramazzini (uno studio indipendente e pagato coi soldi nostri) sono stati rigettati perchè consideravano le malattie dei topi su più settimane di vita, senza ucciderli prima, mentre non sono stati rigettati gli studi della Searle, lacunosi e pure manomessi.
L'EFSA, che ci costa 80ml dieuro l'anno, consente a ben quattro rappresentanti dell'industria agroalimentare di sedere nel Cda e alla metà degli esperti di avere conflitti di interesse, e fanno per le industrie consulenze e perfino organizzano dei simposi.

Come quello organizzato a Roma dalla NFI (Nutrition foundation Italy): una convention pagata dalle industrie alimentari per dire agli italiani quanto fanno bene i dolcificanti.
Alcuni dei relatori della conventions, La Vecchia e Larsen, hanno lavorato con la I.S.A. (associazione dei dolcificanti), con la Ilsi (che raggruppa aziende come Danone e Coca Cola), sono pure gli esperti chiamati a giudicare per noi l'aspartame.
Ma tranquilli “non c'è alcun conflitto di interesse perchè l'hanno dichiarato”, dice il dir. generale salute e consumatori commissione europea. E noi invece abbiamo l'anello al naso ….

Pare che in Europa, in continente di 350 ml di abitanti si faccia fatica a trovare un pugno di scienziati, che non lavorino per le stesse industrie, per fare studi indipententi sugli alimenti che mangiamo tutti i giorni: questo l'amaro commento del dottor Millstone dell'università dell'Essex, uno dei pochi esperti che considera uno scandalo la storia delle autorizzazioni alla Saerle.
Viene in mente la storia delle radiazioni del cellulare: fanno bene, fanno male? Per anni ci hanno detto che non c'erano problemi, se anche usavamo il cellulare per tanto tempo. E poi, alla fine si scopre che un rischio di prendersi un tumore al cervello c'è, oltre una certa esposizione.
Ma non si può dire, per non turbare gli interessi e gli affari delle aziende di telecomunicazioni.

Chi decide per la salute delle persone? Sul piatto della bilancia cosa pesa di più? La nostra salute o gli affari delle multinazionali?
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Su questa questione a settembre prossimo, l’agenzia europea dovrà assumersi una bella responsabilità e forse in ballo c’è anche la sua credibilità. Secondo la commissione europea il conflitto d’interesse si risolve così: io esperto sono consulente dell’azienda che produce l’aspartame, c’è da decidere se è sicuro, io mi astengo, prendo e esco dalla stanza, mentre tutti gli altri che lavorano per le industrie che l’aspartame lo usano, dalla Nestlè, alla Danone, alla Coca Cola, restano e decidono. E si tratta di industrie che traggono enormi profitti proprio grazie alla loro linea diet. Come si fa a non vedere il conflitto? E a proposito di dietetico, secondo i produttori e le industrie l’aspartame aiuterebbe a combattere l’obesità. Si ingurgita per dimagrire.Almeno su questo sono tutti d’accordo?
SABRINA GIANNINI
Si può dire che previene l’obesità?
FRANCO BERRINO – DIPARTIMENTO MEDICINA PREVENTIVA ISTITUTO
TUMORI DI MILANO
No assolutamente! Non esiste neanche uno studio che abbia documentato che
l’aspartame previene l’obesità! Diciamo che c’è una forte ipotesi del contrario.

E non c'è solo l'aspartame, ma in dubbio ci sarebbero anche altri dolcificanti:
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
L’aspartame oggi è affiancato da altri dolcificanti artificiali, oltre alla più antica
saccarina, ci sono l’acesulfame, il ciclamato, il neotame, e il sempre più diffuso
sucralosio, fino ad oggi ritenuto innocuo secondo le autorità sanitarie. Certezza che
l’Istituto Ramazzini mette in discussione con un nuovo studio di cui diamo
un’anticipazione in esclusiva.
MORANDO SOFFRITTI  - DIRETTORE SCIENTIFICO ISTITUTO RAMAZZINI
Noi abbiamo un primo indizio della sua non sicurezza. Abbiamo l’evidenza che il sucralosio produce un’aumentata incidenza di tumore nei topi, ma per avere un adeguato peso dell’evidenza è necessario studiarlo anche in un’altra specie animale che è quella dei ratti.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Dentro ai prodotti non troviamo solo l’aspartame, di solito ce n’è almeno un altro. Li mischiano. Infatti prendiamo a caso una confezione di gomme da masticare: cosa c’è scritto dietro: edulcoranti, aspartame, acesulfame, sucralosio…contiene una fonte di fenilalanina. Se dovessero emergere degli effetti collaterali, di chi è la colpa? Di chi ha prodotto l’aspartame o il sucralosio? E questi edulcoranti sono entrati dentro ai prodotti alimentari seguendo lo stesso processo che abbiamo visto. Se a settembre l’agenzia europea dovesse decidere che l’aspartame non è sicuro, essendo il più diffuso, getterebbe un’ombra su tutti gli altri. Ma soprattutto getterebbe un ombra sull’intero sistema che per 30 anni ce l’ha fatto mangiare. C’è da augurarsi che le
conclusioni non siano già scritte.




29 aprile 2012

L'aspartame e i controlli alimentari

Si dice che l'Italia abbia il miglior sistema di controllo sugli alimenti. Forse è vero, ma in ogni caso sarà bene seguire l'inchiesta di questa sera di Report sull'aspartame, il dolcificante più usato dalla nostra industria alimentare. Magari scopriremo, come dopo l'inchiesta sull'uso deicellulari, che anche questo fa male alla saluto ma noi consumatori non possiamo saperlo per non dare fastidio alle industrie.

"Dolce e' la vita" di Sabrina Giannini
L'inchiesta, attraverso la storia esemplare dell'additivo più utilizzato nell'alimentazione (l'aspartame, un dolcificante artificiale), mostra le debolezze di un sistema di controllo che non tutela adeguatamente la nostra salute. Infatti le industrie, per inserire nell'alimentazione una nuova sostanza, devono dimostrare a loro spese la sicurezza del prodotto finanziando le ricerche. Un sistema che, tra conflitti di interesse e corruzione, "addolcisce" la vita dell'industria a danno della salute dei consumatori.

Su wikipedia (come nella voce su aspartame dice esplicitamente che le sue informazioni non sono un consiglio medico) si legge di alcune controversie su questo dolcificante:
Il dibattito sull'uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame. Inoltre uno studio della Fondazione Europea di oncologia e scienze ambientali "Bernardino Ramazzini" di Bologna ha ulteriormente segnalato questi effetti ed ha ipotizzato un legame tra la formaldeide rilasciata dal metabolismo dell'aspartame e l'aumento dell'incidenza di tumori cerebrali. Lo studio è stato pubblicato sullo European Journal of Oncology nel luglio 2005 [6].
Questi nuovi dati sono stati valutati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nell'insieme di tutti gli studi effettuati sull'aspartame negli ultimi vent'anni. L'EFSA ha confermato la dose giornaliera ammissibile (40 mg/kg peso corporeo) e ha concluso che lo studio non dimostra con sicurezza la relazione fra l'insorgenza di tumori e il consumo di aspartame e non sono emersi nuovi dati che giustifichino nuovi studi, considerate anche le fasce di assunzione più a rischio (es. diabetici o persone che seguono regimi alimentari a basso contenuto calorico) [7]Un limite analogo (50 mg per kg di peso corporeo) era stato calcolato dalla FDA nel 1981.
La sicurezza dell'aspartame è stata riaffermata anche negli Stati Uniti dal National Cancer Institute a seguito di un'indagine durata cinque anni su mezzo milione di persone, dalla quale non è emerso nessun aumento dell'incidenza di linfomileucemie e tumori del cervello. [8]. Tale studio è stato effettuato sulla base di questionari inviati fra il 1995 e il 1996 a persone di età compresa fra 50 e 70 anni, e vista la data di inizio commercializzazione dell'aspartame, a partire dal 1981, riguarda l'analisi di rischio per un'esposizione a dosi inferiori alle attuali e non superiore ai 15 anni.


Un nuovo e più dettagliato studio sugli effetti a lungo termine del consumo di Aspartame in dosaggi compatibili con la dose minima giornaliera permessa per il consumo umano è stato pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives [9], realizzato anch'esso dall'Istituto "Ramazzini" di Bologna. In tale studio, l'unico che abbia preso in considerazione l'uso di aspartame fin dai primi cicli di vita e abbia seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, sono stati rilevati dagli autori evidenti indicatori di rischio per la salute umana, in particolare per i bambini. L'agenzia europea EFSA e la corrispondente agenzia statunitense FDA non hanno al momento presentato un parere ufficiale sui risultati di questo secondo studio.

Luca De Carolis, sul Fatto Quotidiano di oggi anticipa i temi dell'inchiesta:

Aspartame, il rischio cancro nel dolcificante più diffuso
 Lo vendono come il dolcificante perfetto: buono per il palato, ottimo per la linea, sicuro. E lo mettono ovunque, dalle bibite alla caramelle, per arrivare ai farmaci, compresi quelli per bambini. Ma l’aspartame, l’alternativa allo zucchero, potrebbe essere cancerogeno. Un dubbio alimentato da studi e ricerche, attorno cui è stata costruita la puntata di oggi di Report, su Rai3.
   La storia in sintesi di un prodotto commerciale, disseminata di ombre, conflitti di interessi e domande. Pesanti e attuali, tanto che entro settembre l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, dovrà emanare un nuovo verdetto sulla salubrità o meno dell’aspartame.
   SCOPERTO per caso, nel 1965 mentre la Searle, colosso farmaceutico americano, sta sperimentando un nuovo farmaco contro l’ulcera. Scopre che è dolce, 250 volte più dello zucchero . E si lancia nelle ricerche sull’aspartame, dolcificante del futuro. Nel 1974 ottiene il via libera alla messa in commercio dalla Fda, l’agenzia statunitense dei farmaci. Ma un’associazione dei consumatori blocca tutto: un patologo aveva scoperto che quella sostanza provocava buchi nel cervello dei topi di laboratorio. La lunga guerra di perizie e ricorsi sull’aspartame inizia così. Studi successivi affermano che i test della Searle sono pieni di irregolarità. E che l’aspartame ha pesanti effetti collaterali, sul cervello.
   Nel 1980, Ronald Reagan viene eletto presidente. Uno dei suoi primi atti è cambiare il commissario della Fda, che l’anno dopo dà il via libera all’aspartame. Una manna per la Searle, che come amministratore delegato ha un certo Donald Rumsfeld: ovvero, l’esperto di Medio Oriente dell’amministrazione Reagan, futuro segretario alla Difesa con Ford e Bush junior. L’aspartame si sparge per l’America, e presto approda in Europa, Italia compresa. Tutte le autorità scientifiche ne autorizzano la vendita: e tutte si basano su uno studio finanziato dalla Searle.
   NELLE pieghe del documento, si ammette la morte di un certo numero dei topi di laboratorio. Eppure l’aspartame viene utilizzato in più di 5mila prodotti. Dalle bibite più popolari, ai dentifrici e ai medicinali, in molti casi pediatrici. Sui banchi dei bar di mezzo mondo dominano i dolcificanti. Ma le ombre rimangono, assieme alla segnalazioni di consumatori e studiosi. A rilanciarle, nel 2005, è una ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna. Dal verdetto chiaro: l’aspartame è cancerogeno. L’istituto compie altri studi, autofinanziati. L’Efsa, che nel 2002 avevo approvato l’aspartame, li respinge: “Non sono stati fatti secondo le procedure, sono incompleti”. Dura reazione, da parte di un ente che ha 11 membri su venti che sono stati, o sono tuttora, consulenti di aziende dell’industria alimentare. “Quando si discute di un prodotto della loro azienda si astengono – fanno sapere da Bruxelles – e comunque non c’è conflitto d’interesse, perché lo hanno dichiarato”.
   Tre parlamentari europee sollevano il caso. E alla fine la palla torna all’Efsa: che entro settembre dovrà pronunciarsi di nuovo sull’aspartame. Neppure nemico dell’obesità, secondo Franco Berrino, dell’Istituto Tumori di Milano: “Non esiste un solo studio che l’abbia provato. Anzi, c'è una forte ipotesi del contrario”.

In seguito, l'inchiesta  "I consorziati" di Claudia Di Pasquale, sui debiti del comune di Roma:
Le casse del comune di Roma non navigano certo in buone acque, il debito del Campidoglio supera i 12 miliardi di euro e c'è il rischio che da settembre gli stipendi non vengano pagati. Una parte dei soldi però potrebbe essere recuperata attraverso i soldi dei condoni edilizi, e potrebbe essere una buona cifra visto che di domande di sanatoria se ne contano ben 240 mila. Cosa fanno il Sindaco Alemanno e la sua giunta per incassarli?

Infine per la rubrica C'e' chi dice no: "Valter Bonan" di Giuliano Marrucci

Il bacino del Piave è uno dei più artificializzati d'Europa. La Regione Veneto sta per dare il via libera a 150 nuove concessioni per impianti idroelettrici, mettendo a repentaglio un ecosistema patrimonio dell'umanità.