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17 dicembre 2021

La lotta di classe esiste

 

Ieri abbiamo avuto l'ennesima conferma che la lotta di classe esiste, eccome se esiste. Soltanto che funziona solo dall'alto verso il basso.

Due sindacati confederali organizzano uno sciopero e, dopo averlo criticato per giorni (sciopero inutile, dannoso, incomprensibile), i principali giornali italiani e i TG ieri hanno deciso che non era una notizia importante.

Non era una notizia per Repubblica, per Corriere, per la Stampa, per Il Messaggero (e figuriamoci per i giornali di Berlusconi). Anzi, nei giorni passati era susseguirsi di grafici, pure falsi, che volevano dimostrare come la riforma sulla tassazione favorisse proprio i ceti medio bassi.

E il TG1? E' andato in onda l'ennesimo panino modello governativo: prima un servizio sull'incontro tra Mattarella e il papa, poi un servizio sulla vaccinazioni. Pochi minuti dedicati allo sciopero, senza inquadrare le piazze. E poi, a chiudere il panino una serie di dichiarazioni di politici tutti a ripetere le stesse cose: sciopero inutile, sciopero inconcepibile, non si sciopero in emergenza..

La lotta di classe esiste ed è in mano alla finanza, alla finta imprenditoria italiana, quella che controlla i giornali per spiegare agli altri italiani che non bisogna disturbare il manovratore, che Draghi è bravo, bravissimo.

Che mica possiamo permetterci la svolta green, dobbiamo continuare ad investire nel gas (altri miliardi in energie fossili e chi se ne frega se continueremo ad inquinare) e nel nucleare pulito (che non esiste, ma i giornali mica sono tenuti a spiegarlo).

Che non possiamo permetterci un salario minimo, una lotta all'evasione, una stretta alla delocalizzazioni (se prendi incentivi e poi te ne vai possiamo essere un tantino incazzati?), maggiori controlli nel mondo del lavoro per evitare quell'ecatombe nei cantieri, nelle aziende.

Così come non possiamo permettersi una sanità pubblica, una scuola pubblica di eccellenza...

Ma non vi sentite orgogliosi di vivere in Italia? Il PIL galoppa, perfino l'Economist (degli Agnelli) incorona Draghi e l'Italia?

Certo, la ripresa è basata su lavoro precario, pagato poco, che si basa su incentivi e sgravi, come quello sull'edilizia (dove tra l'altro si registrano una buona parte delle morti bianche).

Smettiamola di piangerci addosso. Smettiamola di chiedere il pane (un lavoro sicuro, un salario dignitoso, un trasporto pubblico che funzioni, scuole capienti e sicure). Questo governo e questa classe dirigente ci stanno donando un futuro radioso.

23 novembre 2018

Leggendo i giornali

Ieri abbiamo scoperto che dobbiamo stare attenti anche all'eccesso di altruismo (con tutti i poveri che abbiamo da curare a casa nostra, e poi paga sempre pantalone ...).
Oggi sul giornale leggo delle sciopero dei medici di base e dei penalisti.
I primi che protestano per avere più fondi e per il rinnovo del contratto di lavoro.
I secondi contro la riforma del codice penale che blocca la prescrizione al processo di primo grado (come succede in altri paesi).
Diversamente dai macchinisti (ATM o Trenord) non trovo giornalisti che scrivano del week end lungo, dell'Italia ostaggio di queste categorie rimaste al secolo passato etc etc..
Grazie al cielo aggiungo: il problema della sanità è tremendamente importante, specie nelle regioni del sud, ma anche qui al nord dove rischiamo di trasformare la sanità come servizio per ricchi.
Il problema dei penalisti è che proprio non riescono ad accettare che la giustizia debba essere uguale per tutti, non solo per gli imputati che possono pagarsi un avvocato disposto ad andare per le lunghe.

Sono ormai dieci anni e passa che sento parlare di sanità pubblica (a rischio), di processo penale trasformato in una gara ad ostacoli e dove a furia di cavilli, rinvii (e per un sistema dove si fanno troppi processi) i processi terminano in prescrizione (e il diritto delle vittime a vedersi riconosciuta giustizia?).
E temo che ne sentiremo parlare ancora, vista la tendenza a regredire rispetto alle conquiste del passato: e non posso non pensare alla battaglia delle donne di "non una di meno" (ieri al Consiglio comunale milanese) per la difesa delle fasce più deboli della nostra società.

25 novembre 2017

Lo sciopero nel black friday

Speriamo che alla Leopolda qualcuno spieghi al segretario PD quali sono state le ragioni dello scioperodei dipendenti del polo della logistica di Amazon a Piacenza.
Sarà anche laureato, a differenza di Di Maio, e senza condanne penale che ne pregiudichino le candidabilità, come Berlusconi, ma il non conoscere le cause dello sciopero di dipendenti di una delle multinazionali che vengono in Italia ad investire (quello di cui si augurava proprio Renzi) non fa bene al suo profilo di candidato.
Chissà se tra le 100 idee tirate fuori dai millennials per rilanciare l'Italia da presentare poi al governo, ci sia qualcosa anche per i giovani che oggi stanno studiando o che sono alla ricerca del lavoro.
Qualcosa di diverso e gratificante che non sia il lavoro gratis, a stage, a voucher, a buoni pasto, con contratti a sei mesi o peggio.

Lo sciopero di Piacenza ha coinvolto per lo più chi un contratto ce l'aveva: gli interinali, che nei momenti di picco come a dicembre costituiscono circa il 50% della forza lavoro, sono rimasti a lavorare.
Questo succede nell'Italia che guarda al futuro e vede un qualcosa che sembra molto antico.
I dipendenti cosa chiedevano? Un aumento dei premi di produttività in linea con l'incremento dei guadagni dell'azienda, turni meno usuranti.
A questo l'azienda ha risposto che è disponibile a trattare, ma il singolo dipendente deve parlare col suo manager, tagliando di mezzo sindacati e contrattazione collettiva.
Esclusi gli interinali per i quali scioperare significa di fatto non venire più richiamati.

Mi ha molto colpito l'assenza di commenti da parte della politica: forse il lavoro manuale (che un giorno verrà soppiantato dai robot) non è sufficientemente fashion per il centro sinistra.
Di certo non importa alla destra berlusconiana – salviniana, anche lei in riunione questo fine settimana, che si preoccupa della sicurezza ma non della sicurezza nel mondo del lavoro.
Non mi hanno invece sorpreso i commenti del popolo della rete che, giova ricordarlo, costituisce solo una minima parte del paese, una parte rumorosa, certo, ma sempre minoritaria.
Gli scioperanti sono stati accusati nell'ordine: di portare il paese all'impoverimento, di rovinare l'immagine del paese (scioperano proprio nel black friday), di allontanare le imprese che poi non vengono più ad investire nel paese.
Per queste persone il modello di sviluppo deve essere quello dei padroni delle ferriere: non ti piace questo lavoro? Beh, trovatene un altro e non lamentarti. Così succede in tutto il mondo.

Come se lo sfruttamento in Cina (ma anche negli altri stabilimenti di Amazon, come in Germania ) non giustifica che si debbano accettare condizioni di lavoro come queste. Che si debbano accettare ricatti.
Specie da parte di una azienda che poi i suoi profitti li porta fuori dal paese.


Ma per i signori difensori delle multinazionali queste sono solo ideologie del passato, roba da zecche comuniste, che frenano l'economia di un paese come il nostro che invece può ben tollerare corruzione, evasione, clientelismo, banche che crollano e una politica che pensa solo a sé stessa.

16 giugno 2017

La giornata nera

Mettiamoci d'accordo su questo trasporto pubblico.
Se è un servizio essenziale, per i cittadini, per cui bisogna limitare al minimo gli scioperi, allora vorrei che ci si occupasse di treni e pullman non solo quando si vuole attaccare una giunta o i sindacati.
Se un servizio è essenziale allora i disservizi devono essere limitati sempre, a capo delle società di trasporto devono essere messe persone competenti (e non solo per vicinanza politica, come successo a volte a Roma e a Milano, quando sono stati scelti i vertici di Atm o di Trenord).

Altrimenti, e parlo da pendolare, sentire oggi le solite critiche sugli scioperi del venerdì, sul fatto che sia da irresponsabile fare scioperi in estate, mi da fastidio. Sulla pagina FB, il segretario PD Renzi scrive

“L’ennesimo sciopero dei trasporti è uno scandalo. Fatto ancora una volta di venerdì. E proclamato da piccole sigle che utilizzano ancora una volta l’alibi della privatizzazione. A Firenze cinque anni fa abbiamo messo a gara il servizio e lo ha vinto un’azienda pubblica, le Ferrovie dello Stato. Si può fare di più, ma adesso lo gestiscono meglio che in passato. Anziché rincorrere tre funivie forse i romani preferirebbero avere un autobus regolare ogni cinque minuti: mettere a gara il servizio farebbe perdere i voti dei sindacati autonomi ma migliorerebbe la vita dei cittadini”.
Ci si dovrebbe occupare di treni e pullman sempre, non solo quando fa comodo .
Perché per molti pendolare la giornata nera dei trasporti non è solo negli scioperi, ma anche quando i treni si bloccano, quando sono pieni, quando si scontrano sulle linee con sistemi di sicurezza insufficienti..
Tutto questo non significa che le ragioni dello sciopero, indetto dai piccoli sindacati, siano condivisibili.

15 maggio 2015

Lo sciopero che non c'è stato

Ci sono due argomenti sui quali si rischia l'effetto pavlov sui social. Il primo è gli immigrati (che rubano, che si prendono la casa, ...).
Il secondo sono i sindacati, specie quando si permettono di indire uno sciopero.
Come quello che oggi è stato revocato (per la precettazione del prefetto) sul trasporto pubblico.




Che cos'hanno da protestare questi? Che scioperano a fare .. che palle ..
Uno di questi conducenti dell'ATM spiegava ieri in intervista a Radio popolare la situazione dei trasporti a Milano.
Nonostante le assuzioni (per Expo), il 30% del servizio si basa sugli straordinari.
Basterebbe smetterla con le ore extra, coi doppi turni (che portano a stare sui mezzi per 10-12), per mettere in crisi il trasporto.

Perché in Italia è così, accettiamo gli scandali, gli extra costi, i ritardi. 
Ma per carità, niente assunzioni e niente scioperi.
Perché scatta un meccanismo di guerra tra poveri: ti senti rispondere che c'è gente che non può scioperare. Che c'è gente che lavora senza contratto. Che siccome c'è lo sciopero e si arriva tardi al lavoro, si rischia il posto ..

Viviamo in un mondo difficile, dove i diritti vengono tolti, perché devo esprimere solidarietà verso chi ancora ha un contratto collettivo?
Siccome io non ho un lavoro, oppure ho un lavoro saltuario, perché devo stare dalla parte di chi ancora un lavoro ce l'ha?
Andiamo avanti così.

PS: uno potrebbe ribattere che a scioperare ci sono anche gli avvocati, i tassisti, i medici ... 

Perché ci sono tanti giovani che vorrebbero prendere il posto dei macchinisti che scioperano. Magari con un salario ancora più magro e meno tutele.
Perché dovremmo fare come Reagan (o come il duce), che aveva usato l'esercito (o le squadracce).

Ecco, ricordo a questi signori che in Germania lo sciopero del trasporto è andato avanti per sei giorni.
E che oggi, finito col trasporto, a scioperare sono le operatrici degli asili: anche loro sono anni che attendano un aumento dello stipendio.

Ma loro sono in Germania, non nell'Italia dove l'oggi è già domani ma somiglia molto al vecchio passato.

12 dicembre 2014

Lo sciopero nazionale per il lavoro




Lo striscione di Allianz
I dipendenti di Yahoo



Non è vero che in piazza oggi per lo sciopero nazionale c'erano solo vecchi e pensionati.
C'erano anche tante persone giovani, come la precaria (da cinque anni) della provincia di Milano, come gli impiegati delle banche (Deutsche Bank) o della assicurazioni (dietro gli striscioni di Allianz e UnipolSai). Come anche i dipendenti di Yahoo Italia.
Faceva freddo questa mattina: ma io, per coerenza, ho scelto di stare in piazza a manifestare.
Non mi piace passare per quelli (tanti, troppi) che si lamentano ma poi non fanno niente.
A me nessuno potrà dire, tu dov'eri.
Io c'ero.
Per dire il no al jobs act che non curerà i problemi del mercato del lavoro ne creerà nuovi posti.
Per dire che ci sono altre scelte, altre proposte da seguire per far uscire questo paese dalla crisi.
Non gli 80 euro, non le ferie dei magistrati.
Non gli sgravi alle tasse senza nessuna garanzia in cambio.
Ma investimenti nel capitale umano, nella conoscenza, nella formazione, nelle persone.

19 giugno 2014

Sciopero, quella parola incomprensibile

Da Treccani: sciòpero (ant. sciòpro) s. m. [der. (deverbale con suffisso zero) di scioperare, ant. scioprare]. –
1. Astensione organizzata dal lavoro di un gruppo più o meno esteso di lavoratori dipendenti, appartenenti al settore pubblico o privato, per la tutela di comuni interessi e diritti di carattere politico o sindacale. Il diritto di sciopero è sancito dall’articolo 40 della Costituzione, che demanda alla legge ordinaria la funzione di disciplinarne l’esercizio; tuttavia, mancando a tutt’oggi una legge generale al riguardo, fatta eccezione per alcuni settori particolari (centrali nucleari, controllori di volo, e soprattutto pubblico impiego, nel cui ambito vigono le leggi 1990/146 e 2000/83, concernenti, tra le altre cose, la precettazione e il reato di interruzione di pubblico servizio), la regolamentazione di alcuni aspetti dello sciopero resta affidata alle organizzazioni sindacali e all’intervento del giudice o dei Ministeri di volta in volta competenti.
Per Marchionne sciopero è una parole "incomprensibile e irrazionale". Una parola contenuta dentro la nostra Costituzione, un diritto sancito e riconosciuto.
Ma forse, per un manager che sposta la sede finanziaria a seconda di dove conviene, che è abituato a fare promesse e a non mantenerle,può capitare di non aver mai sentito parlare di diritti e di Costituzione.

30 maggio 2014

Se oggi ci fosse il referendum sui sindacati

Se in una giornata come oggi dove si assommano gli scioperi (del personale Trenord) con i disagi abituali sui mezzi pubblici, facessero un referendum per abolire il sindacato, specie nel settore pubblico, questo passarebbe col 99,99% dei consensi.
Oramai il trasporto pubblico è diventato una guerra tra poveri.
Da una parte i pendolari, sempre più incazzati (ma sempre meno ineteressati a far rispettare i loro diritti, paradossalmente) e dall'altra il famoso personale viaggiante.
Quelli contro cui si sfogano i viaggiatori in occasioni come queste.

C'è lo sciopero e lo fanno apposta a fare ritardo .. non sono capaci di fare niente ... dovrebbero licenziarvi tutti ...
Ci si dimentica che gli scioperi nascono dall'ostinazione nel non rinnovare i contratti. Dal fatto che le condizioni lavorative peggiorano. Che gli investimenti in treni latitano. Gli investimenti arrivano solo sulle linee più redditizie (e spesso non per i pendolari).
Che quando hanno approvato i lavori di ammodernamento sulle linee di Trenord, non si sono curati degli impatti sulle linee: ogni giorno il mio treno, per causa dei cantieri sulle linee (per ampliare le banchine, per i sottopassi) accumula ritardi su ritardi.
E, giorno dopo giorno, chi viaggia accumula disagi su disagi.

Vogliono continuare con questi scioperi, le sigle sindacali? E' come se in guerra, si continuasse a bombardare sullo stesso posto senza capire che bisogna cambiare strategia.

24 gennaio 2014

Con questa crisi

Con questa crisi, si mettono pure a scioperare ..
Frase sentita sul metrò questa mattina, da due ragazzi saliti come me in fretta su una delle ultime corse prima dello sciopero dei mezzi.
D'accordo, siccome siamo in crisi, niente scioperi, mettiamo un limite ai diritti delle persone.
E poi aboliamo la libertà di espressione, di associazione in sindacati, di potersi ammalare senza rischiare il posto, di essere reintegrati in caso di licenziamento illegittimo ..
Con questa crisi, sono solo orpelli inutili.


Qui il comunicato della USB sullo sciopero di oggi.

02 ottobre 2012

La questione trasporti

Lo sciopero odierno nel settore trasporti, è dovuto alla protesta per il mancato rinnovo del contratto.
Rinnovo scaduto da cinque anni.
Rinnovo attorno a cui c'è un rimpalleggio delle responsabilità. Le regioni danno la colpa al governo che ha tagliato le risorse, il governo rimane ad osservare, le associazioni di categoria nel settore trasporto danno la colpa alle regioni e noi utenti continuiamo a prendercerla coi macchinisti e i controllori ..


Come a dire che, se da qualche parte i soldi finiscono in auto blu o nelle cene per i vari batman, sono anche problemi nostri.

18 aprile 2012

Lavoro, diritti e futuro


 le bandiere della Cgil e della Uil
 un esodato fantasma
gli alunni della scuola alla finestra (cosa lasceremo a loro?)
il presidio della manifestazione, sotto la sede della Rai
 bandiera rossa alla Rai ...

 Onorio Rosati, durante il suo discorso

Sciopero perchè è l'unico strumento democratico che ho per protestare contro questi tecnici che non hanno raggiunto i loro obiettivi.

Il pareggio di bilancio non ci sarà, non ci sarà la crescita, non c'è stata equità nelle loro manovre che hanno solo causato recessione.
Sciopero perchè spero in un futuro di vivere in un mondo dove il lavoro non è un costo, ma lo strumento con cui realizzare obiettivi. Da parte delle persone e delle imprese.
Sciopero perchè non sopporto più questa gara al ribasso per fare concorrenza alla Cina e agli altri mercati. 

01 marzo 2012

Per cosa si sciopera oggi


Giornata di ordinaria follia oggi, sui mezzi pubblici a Milano: follia accentuata dallo sciopero nel settore trasporti, sia per la metrò che per i treni dei pendolari .
Tralascio i commenti della brava gente comune (ma che scioperano a fare .. rompono solo le scatole .. non vogliono lavorare ...).
Per non fare i soliti discorsi da bar, sono andato sul sito della CGIL trasporti per capire le ragioni. Ma per cosa si sciopera oggi?


Il comunicato 
Le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti proclamano la mobilitazione  dei trasporti italiani e lo sciopero generale a livello nazionale di tutto il settore di 4 ore per il giorno 1 marzo 2012. L’azione è resa necessaria dalla grave condizione dei trasporti nel Paese ulteriormente aggravata dalle decisioni che il Governo sta assumendo con il Decreto cosiddetto “Crescitalia”. Lo sciopero, che riguarderà tutte le attività del comparto  trasporti, è proclamato perché il Governo nonostante le ripetute richieste, ha volutamente ignorato il confronto con il Sindacato sulle enormi questioni aperte, avviandosi sulla strada di liberalizzazioni senza regole e istituendo una nuova Authority alla quale sono demandati anche poteri e funzioni proprie del Governo nazionale e di quelli regionali. Il Paese ha l’inderogabile necessità  di riprendere a crescere per cui sono improcrastinabili interventi che introducano nel settore dei trasporti una logica di integrazione, capace di selezionare gli investimenti ed individuare i modelli di gestione, per un sistema efficace ed efficiente, integrato tra le varie modalità, sostenibile dal punto di vista ambientale e capace di  regolare la libera concorrenza in un quadro di reali garanzie per i cittadini e per i lavoratori del settore. La politica integrata dei trasporti è stata ed è tuttora la grande assente nel Paese, lo testimoniano con grande evidenza gli effetti sia il fermo del trasporto merci sulle autostrade che quello dei taxi nelle città. La manovra cosiddetta “Crescitalia” non contiene al suo interno nessun elemento per cambiare strutturalmente la situazione di disequilibrio tra le modalità di trasporto ne, tantomeno, indicazioni cogenti e/o incentivi alla mobilità urbana del trasporto pubblico locale.
Le scriventi Segreterie Nazionali, nel proclamare la presente iniziativa  generale di mobilitazione, ritengono indispensabile una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano evitati interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori. Azioni parziali o negative sono destinate a peggiorare la situazione: - il Trasporto Pubblico Locale, sia su gomma che su ferro,  richiede certezza e  stabilità delle risorse ed un progetto industriale per il settore  che determini il superamento della enorme frammentazione aziendale, con la previsione di  strumenti di gestione delle ristrutturazioni, in assenza del quale si metterà a rischio la mobilità collettiva nel Paese; - nel  Trasporto Ferroviario  l’ipotesi di scorporo della rete dal sistema FS con il superamento dell’azienda integrata produrrà effetti distruttivi sull’intero sistema industriale ferroviario e  aggraverà ulteriormente le condizioni del trasporto regionale e del servizio universale, facendo fare all’intero comparto un ulteriore passo indietro. Resta irrisolto il problema del servizio universale che deve garantire un trasporto ferroviario accessibile da e per i territori che sono al di  fuori della copertura dei servizi ad alta velocità. Il sud del Paese è stato fortemente penalizzato dall’iniziativa congiunta di Fs e del MIT e gli effetti sui collegamenti notturni sono ancora sotto gli occhi di tutti. 


Insomma, i sindacati chiedono più soldi per una seria politica del trasporto pubblico locale, e criticano lo scorporo rete-servizi in ambito ferroviario.
La loro obiezione è che, con la separazione della rete, poi si finisca col finanziare più l'azienda dei servizi ferroviari (perchè più remunerativa), che non l'azienda che si occuperà della sola rete (ovvero delle manutenzioni, che non danno visibilità).
Giusto, sbagliato?
Il governo ha ascoltato tanti interlocutori in queste settimane (c'era la fila delle lobby, fuori la porta della commissione al senato): perchè non ascoltare anche i sindacati? E magari anche i pendolari?
Personalmente sono favorevole alla separazione della rete, ma non alla privatizzazione del servizio. Perchè se la logica del profitto a tutti i costi dovesse essere applicata anche ai treni dei pendolari, questa porterebbe alla chiusura delle linee meno remunerative.
Già ora Moretti investe solo sui frecciarossa che non sui treni regionali...