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11 giugno 2017

Una volta a sinistra

C'era una volta una famiglia di quelle storicamente dette "di sinistra".
Di sinistra il padre, sindacalista nel settore tessile per anni, anni di battaglie per dare un lavoro alle dipendenti che lavoravano da casa, anni di battaglie anche andando in piazza, negli anni 70. Quando giravano manganelli e chiavi inglesi da una parte e dall'altra.
Battaglie concluse con l'occupazione della fabbrica per cui lavorava, fino al fallimento.
Da Longo, Berlinguer, fino a D'Alema e Veltroni, per passare attraverso Prodi fino a Bersani.
E ora Renzi perché - racconta - per battere Berlusconi serve a sinistra uno spregiudicato come lui. Uno che sa vincere.
La sinistra ha così vinto, ma forse è stata è stata anche lei battuta.
E ora, rivotare Renzi? E chi rimane?

Di sinistra anche la figlia: impegnata a scuola e nel volontariato, libri impegnativi e vacanze per luoghi d'arte.
Poi una famiglia, un marito, due figli.
E poi la parrocchia, l'unico strumento aggregante in questi piccoli paesi.
Altro volontariato, in Chiesa e a scuola.
E i primi disappori con la sinistra.
La sinistra che non sa aiutare chi è in difficoltà col lavoro.
La sinistra che accoglie gli extracomunitari e che si dimentica degli italiani che hanno sempre pagato le tasse.
E così, elezione dopo elezione, si è sempre spostata più verso destra, in modo inconsapevole.
E così la si sentiva discutere, in fondo Salvini ha ragione .. però Putin difende gli interessi dei russi .. 

C'era anche un figlio, in questa famiglia.
Era uno che aveva sempre sbagliato il treno da prendere.
Era diventato di sinistra quando il mondo andava a destra.
Era rimasto contro negli anni del delirio berlusconiano. Comunista comunista comunista ...
Rimasto a sinistra (anche ora, con le larghe intese) perché, alla fine, tutti gli altri posti erano già stati occupati.
Di quella sinistra accusata di aver sempre perso le elezioni.
Di quella sinistra destinata a perdere, zavorra politica, antistorica, ideologica, utopistica.
Con corbyn non andrete da nessuna parte (prima delle elezioni inglese) .. comunque Corbyn ha perso (dopo le elezioni)..

Perchè questo racconto, più o meno inventato?
Perché oggi, in uno strano silenzio, si vota per le elezioni amministrative in molti comuni, alcuni anche importanti capoluoghi di provincia.
E il vento porta lontano, lontano da quell'area che storicamente si chiamava di sinistra.
Paradossale poi, se si pensa che le stesse persone che sposano tesi di destra poi ammirano uomini forti come Putin, l'ex colonnello del Kgb, presidente della confederazione russa.

E che oggi porta avanti la propaganda pro Russia, anti europea, a colpi di fake news, finanziamenti a partiti e movimenti, in una nuova guerra fredda dove però non esiste più alcuna cortina di ferro o muro di Berlino (leggetevi gli articoli usciti sul mensile del Fatto Quotidiano Millenium).

11 giugno 2013

Gli elettori sono sempre gli stessi


Gli elettori sono sempre loro: quelli che nel febbraio scorso, in milioni sono accorsi a votare per lui. Sapendo già che era sotto processo con svariate accuse, sapendo già cosa aveva combinato nelle passate legislature (o cosa non aveva combinato). E avendolo votato, ne sancivano indubbiamente l'eleggibilità vox populi.
E anche quelli che invece, a queste amministrative, hanno disertato le urne (nemmeno agli elettori piacevano i vari Alemanno o Gentilini?).

E dunque, o clonano Berlusconi (creano l'avatar, il Silviotar), oppure niente. 
E ora?
La vittoria del centrosinistra lo inchioderà alla poltrona: se si va a rivotare, chi lo garantisce da eventuali condanne in giudicato con eventuale interdizione dai pubblici uffici?
Se rimane dentro, la richiesta dovrà passare per il parlamento, come per Previti. E passerà del tempo ...

Ma se le urne sono vuote, le pagine dei giornali sono piene di promesse, rassicurazioni, proclami: non preoccupatevi italiani, le cose continueranno ad andare avanti come prima.
Questo governo non è a rischio, anche se qualcuno potrebbe chiedersi come mai gli elettori si spostano verso eletti di sinistra, o comunque ben lontani da inciuci vari.

Tranquilli, però. Chi non paga le tasse, continuerà a non farlo.
E chi non ha lavoro, continuerà a non averlo.

28 maggio 2013

Astensione fa rima con pacificazione

L'inciucio logora chi lo fa .. sembrerebbe questa la conclusione, forse superficiale, delle amministrative di domenica scorsa.
Dopo la Serracchiani, che ha vinto come volto nuovo del Pd in Friuli, Marino arriva al ballottaggio a Roma. Marino, che aveva votato Rodotà per il Quirinale e che ha fatto campagna elettorale prendendo le distanze dal suo partito. Ma forse, come dice Alemanno, è tutta colpa del derby ..

Il Pd ha poco da rallegrarsi: i suoi elettori, magari turandosi il naso, hanno retto. Diversamente dal centrodestra che perde sonoramente a livello locale e che ora potrà solo nascondere la sua sconfitta dietro quella del M5S.
Berlusconi e Grillo funzionano a livello nazionale: nel piccolo, o si mette un politico noto e stimato, oppure si ritorna alla vecchia minestra o non si vota.

Spero solo che il M5S impari dai propri errori, di comunicazione, di gioventù, di inesperienza. O crescono, i cittadini a 5 stelle, oppure spariranno. E' il vostro momento.
Speriamo anche che il Pd impari la lezione: con questa linea, si potrà solo vivacchiare.
In attesa delle riforme, sempre annunciate, mai fatte.


Speriamo che prima o poi qualcuno si porrà la domanda sullo stato di salute di una democrazia dove quasi la metà degli elettori non va a votare o vota scheda bianca.

PS: certi  giornali non vedevano l'ora di vendicarsi su Grillo




27 maggio 2013

Polvere di stelle

Quanto è durato il ciclone? Almeno a Roma, poco. Piuttosto la gente non va a votare.

E sempre a proposito di polvere, trovi sempre qualcuno che mescola nel torbido per inquinare il clima ..



09 maggio 2012

Il governo va avanti

Il governo va avanti.
Come se nulla fosse successo alle amministrative.
La riforma dei partiti.
Le ricette per la crescita.
Il problema degli esodati.
La riforma del lavoro.
La questione meridionale.
La riforma della giustizia (l'ennesima).
Il beauty contest, le nomine Rai e quelle in AGCOM.
La spending review, il taglio della spesa della macchina dello stato ....

Dentro, proposte e leggi che verranno approvate da partiti e maggioranze che iniziano a non avere rappresentazione nel paese fuori.
Quello dei fallimenti, dei suicidi, dei licenziati, messi in mobilità, cassintegrati.

08 maggio 2012

Ce n'est qu'un debut




Lasciate perdere le dichiarazioni al solito trionfali di ABC: il primo ad averci guadagnato veramente dal risultato di  queste amministrative è stato Monti. I partiti della sua coalizione ora avranno meno voglia di staccare la spina.
Il PDL scompare, e ad Alfano tocca pure metterci la faccia. Come si vede, il bunga bunga interessa agli italiani, quando devono votare.
La Lega vince solo a Verona, delle grosse città del nord.
Casini, chi era costui?
Bersani può giovarsi solo delle vittorie altrui (come a Genova), ma anche no: dall'altra parte, il PDL era diviso dalla Lega e pure al suo interno.

Il voto dato al M5S ci dice una cosa: quando agli elettori viene dato un candidato nuovo, estraneo ai partiti, lo votano anche se giovane e inesperto. Altro che antipolitica.

Se questo è il trend, ora possiamo guardare fiduciosi le prossime elezioni politiche: i grossi partiti potranno solo accucciarsi attorno a Monti.
Perchè Grillo ha in mente il Parlamento, ora: come recitava lo slogan del maggio francese “Ce n'est qu'un debut, continuons le combat” (”È solo l'inizio, continuiamo la lotta”).

PS: come ha scritto oggi Gilioli, si è allargata ancora la distanza tra Parlamento e paese
Per chi se lo fosse scordato, il Parlamento in carica è ancora figlio di quella vittoria di Berlusconi, Bossi e Fini. Pura archeologia, insomma: e sembra incredibile che nessuno sollevi la questione della legittimità politica di questo Parlamento – e quindi del governo che esprime – aldilà della sua ovvia legittimità costituzionale.
Con la storia che c’è lo spread – e il Fmi, e la Merkel, e il rischio default – si procrastina di un altro anno un Palazzo che non c’entra più niente con la realtà: senza nemmeno rendersi conto che quanto maggiore è lo scollamento tra rappresentati e rappresentanti, quanto più la pentola a pressione rischia di scoppiare, e ringraziamo la buona indole degli italiani se qui, al posto dei nerboruti nazisti greci, la protesta premia simpatici coltivatori sinergici ed esponenti del movimento No Gronda.
Basterebbe poco, a uscire dal caos: l’approvazione lampo di una legge elettorale alla francese – due turni e via – che garantisce il massimo della democrazia con il minimo dell’instabilità; poi via al voto, a ottobre, e chi vince vince, meglio se dopo democratiche primarie.
Invece ci aspetta un altro anno di interviste a D’Alema, risposte di Veltroni, distinguo di Fioroni, tweet di Casini, strategie di Pisanu, rutti di Bossi e urla di Grillo.
Con il Parlamento in carica fermo a un’era geologica fa – e la democrazia in vacanza.