25 agosto 2026

Maigret e il produttore di vino di Georges Simenon

«L’hai uccisa per derubarla, vero?».
«Non volevo ucciderla. Altrimenti perché mi sarei portato solo una pistola giocattolo?».
«Sapevi che aveva molto denaro?».
«Non sapevo quanto... Aveva lavorato tutta la vita, e a ottant’anni suonati doveva per forza avere qualcosa da parte...».

Si può uccidere una persona senza rendersene nemmeno conto, questo ci racconta l’indagine di Maigret sull’assassino di un famoso commerciante di vino, Oscar Chabut.
La notizia dell’omicidio arriva al commissario mentre sta interrogando un ragazzo, Théo Stiernet. Aveva appena ucciso la zia per rubarle dei soldi: lei ne aveva tanti, perché non prendergliene un po’, nemmeno voleva ucciderla.. È successo così, per caso, ho perso la testa – racconta il ragazzo a Maigret che si rende conto di come nemmeno sia consapevole di quello che hai fatto. Che pena puoi dare ad una persona così? Beh, ma questo non sarebbe stato compito di Maigret, a lui interessava solo scoprire chi e, soprattutto, perché.

Fourquet era un uomo elegante, cortese, che Maigret aveva incontrato varie volte. Si strinsero la mano. «Conosce Oscar Chabut?». «Dovrei?». «È un uomo piuttosto importante, uno dei più grossi produttori di vino di Parigi.

L’indagine sulla morte di Chabut, un produttore di vino importante e con amicizie altolocate, sarà per Maigret un caso “fastidioso”, per diversi motivi.

Prima di tutto per come è avvenuto: l’uomo è stato ucciso poco fuori una casa di tolleranza di lusso, di quelle frequentate da banchieri e politici che amano avventure discrete.

Dentro una delle stanze Maigret incontra la sua segretaria:

… nella terza c’era una ragazza che se ne stava seduta, tutta rigida, su una sedia imbottita e foderata di velluto granata. Si alzò di scatto. Era alta e sottile, quasi senza seni né fianchi. «Chi è?» chiese Maigret.

Questo Chabut era uno di quegli uomini che devono portarsi a letto tutte le donne che si trovano davanti. Non per una questione di bulimia sessuale: era venuto su dal nulla, poi pian piano si era fatto una posizione nel settore vinicolo, fino ad arrivare al successo. Le donne era solo prede per dimostrare il suo successo, donne da consumare e poi gettare via, da prendere a tutte le persone del bel mondo dentro cui era riuscito ad entrare. Un ambiente che mette Maigret a disagio, perché segue regole diverse dalle sue:

Maigret non si era mai sentito a suo agio in quell’ambiente, con quella borghesia opulenta che lo faceva sentire goffo e fuori posto. Le persone della lista che Jeanne Chabut gli aveva consegnato, per esempio, appartenevano tutte, chi più chi meno, a una stessa cerchia che aveva le sue regole, le sue abitudini, i suoi tabù..

Chi era questo Oscar Chabut?

«Probabilmente la stupirò se le dico che era un timido, e che proprio per questo aveva bisogno di conferme».

Questo il giudizio che ne da la moglie, bella ed elegante: Oscar era un timido che aveva bisogno di confermare la sua forza, il suo potere, prendendo le donne degli altri. Anche sulla scrivania del suo ufficio, non solo in case come quella di Madame Blanche. Un uomo che si era creato così molti nemici, tra i tanti mariti traditi.

«Tutti quanti, chi più chi meno, avevano motivo di augurarsi la sua scomparsa. Solo una persona però è andata fino in fondo e gli ha sparato. Gli altri sono innocenti, eppure, anziché aiutarci, si direbbe che cerchino di metterci i bastoni fra le ruote».

Non è vero, qualcuno sembra voler imbeccare Maigret dandogli delle informazioni sul delitto. Qualcuno che gli manda delle lettere anonime, poi chiamandolo al telefono.

Chabut era un farabutto, uno che meritava di dover morire, dovremmo congratularci con l’assassino:

«Il commissario Maigret?» chiese una voce sommessa.
«Sono io».
«Volevo solo dirle di non preoccuparsi per il produttore di vino. Era un vero mascalzone».
Maigret chiese: «Lo conosceva bene?». Ma l’uomo all’altro capo del filo aveva già riattaccato.

Maigret è costretto a muoversi in una Parigi invernale fredda e grigia, alle prese anche con un fastidioso raffreddore che curerà a colpi di Grog.
Muovendosi tra gli uffici dell’amministrazione e quelli della vecchia sede, andando a raccogliere le testimonianze dei mariti a cui Chabut aveva “rubato” la donna. Perché non potendo essere amato da tutti, allora tanto valeva che le persone attorno a lui lo odiassero.

Ma solo uno di questi è l’assassino. Forse si tratta dell’uomo che sembra che lo stia seguendo – al Quai, negli uffici del produttore di vino, perfino sotto casa sua.

Un assassino che non voleva esserlo, in fondo solo un uomo capace di compiangersi. Come il ragazzo che aveva ucciso la zia per pochi Franchi. Ma non l’aveva fatto apposta..

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