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15 dicembre 2016

Il libero mercato

E il governo ha risposto: dopo l'allarme lanciato dalla famiglia Berlusconi, per voce del ministro Calenda (che dicono essere liberista), ha fatto sapere che “premesso l'assoluto rispetto per le regole del mercato”, quello che ha fatto Bollorè, che si è comprato le azioni Mediaset arrivando al 20% “non è il modo più appropriato di procedere”.
Ecco perché la famiglia, Confalonieri, Mediaset, chiedevano di votare si alla riforma.
Senza la politica che conta, in Italia si rischia di avere le spalle scoperte.
Sarebbe il mercato, che è buono quando si presenta col volto di JP Morgan per salvare MPS, con un un piano che costerà 648 ml alla banca (soldi sottratti alla banca).
Cattivo quando ti viene in casa a far scorribande. E a prendersi i pezzi migliori delle tue aziende, come Pioneer, finita alla francese Amundi.
E magari, nel futuro, Unicredit e Generali.


Tutto questo dovrebbe essere uno dei dossier di un governo nato con l'impressione di non dover far nulla, né correggere gli svarioni del governo precedente su lavoro (e sulla legge per gli appalti, sulla scuola, sulle province) né per sistemare l'Italicum.
E che ora (curriculum dei suoi membri a parte) si mette a giocare coi referendum futuri e con la data delle elezioni. Dilettanti..

27 luglio 2016

Un caimano più caimano del caimano

Fa specie vedere il caimano alle prese con un caimano più caimano di lui, per come Vivendì si è comportata sulla vicenda Mediaset Premium.
Son finiti i bei tempi del Caimano che governava e si curava (non in questo ordine) dei suoi interessi: ora c'è un  Berlusconi, convalescente dall'operazione delicatissima al cuore, alle prese con un partito spaccato, costretto a fare opposizione di facciata per placare certi colonnelli ma con la voglia di tornare a sedersi al tavolo del nazareno (come gli chiede Confalonieri) per salvare le aziende di famiglia.
Prima che Bollorè, l'ex amico, se le pappi tutte.

Che fare ora?
Alzare il prezzo con Renzi con un'opposizione estiva alle riforme?

Fabrizio D'Esposito sul Fatto Quotidiano di oggi:
Fedele ci riprova, dopo il No l’obiettivo è rifare il Nazareno 
Nel quadro di questo sorprendente crepuscolo –Bolloré, il Milan, Forza Italia affidata a Stefano Parisi, guarda caso manager della comunicazioneed ex ad di Fastweb –s’inseriscono i ripetuti appelli di Fedele Confalonieri, presidente diMediaset e coetaneo del Condannato, per riapprodare sulla sponda nazarena delle lar-ghe intese con il Pd di Matteo Renzi. A questo punto dell’estate,la tattica berlusconiana è chiara:fingere di dire No al referendum e poi sedersi di nuovo al tavolo in autunno. La nomina di Parisi va in questa direzione, accompagnata dalla speranza di fare piazza pu-lita dentro Fi. Forse anche stavol-ta sta confidando un po’ troppo nella sua forza. Gli anni passano e niente è più come prima. Dopo quello che è successo ieri, quando B. e Renzi si ritroveranno a par-lare potrebbe essere tardi per entrambi.