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01 dicembre 2010

La lista del procuratore Grasso



(legge il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso)

Ho bisogno che la lotta alla mafia sia posta tra le priorità nel programma di qualsiasi partito e che le leggi per contrastarla ricevano voto unanime.

Ho bisogno che imprenditoria, burocrazia, politica, rappresentanti delle istituzioni e delle professioni, insomma l’area grigia contigua alla mafia, non intrecci relazioni con essa, formando cricche e reti criminali per gestire i loro lucrosi, comuni affari.

Ho bisogno che ai giovani delle forze dell’ordine, agli operatori di giustizia, ai magistrati, che tanti successi hanno conseguito con dedizione, con sacrifici, con rischio della vita, non manchino risorse, tecnologie, incentivi economici, ma anche autovetture, carburante, carta, etc..
Ho bisogno che nel reato di scambio elettorale politico mafioso oltre al danaro sia compresa qualsiasi utilità in cambio della promessa di voto.

Ho bisogno di conoscere tutti i segreti della mafia, i suoi progetti criminali, le sue strutture, i suoi traffici, le sue relazioni esterne attraverso pentiti e testimoni di giustizia, che vanno incentivati, e attraverso le intercettazioni, che, nel rispetto della privacy, del segreto investigativo e senza imporre bavagli all’informazione, non vanno limitate.

Ho bisogno che i beni sequestrati e confiscati ai mafiosi siano al più presto destinati all’utilità dei cittadini.

Ho bisogno, per evitare che i boss mafiosi continuino a comandare dal carcere, che il regime del 41 bis sia applicato in strutture adeguate e in maniera efficace.
Ho bisogno che siano rapidamente sciolte le amministrazioni locali ed allontanati i funzionari infedeli, quando si pongono al servizio degli interessi e dei privilegi dei mafiosi.
Ho bisogno che all’estero, dove l’Italia è apprezzata per la strategia e gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata, non ci siano Stati-rifugio per i tesori della mafia, della corruzione, dell’evasione fiscale.
Ho bisogno di una legge sull’autoriciclaggio, per indagare, cosa attualmente non consentita, su chi commette un reato e poi ne occulta i profitti.

Ho bisogno di politiche di sviluppo che diminuiscano gli squilibri tra Nord e Sud, che non trattino il Sud come un vuoto a perdere, di quelli che…tanto si arrangiano, tanto si ammazzano tra di loro.

Non ho bisogno per combattere la mafia dell’annunciata riforma della giustizia, almeno di quella che propone la separazione delle carriere, un Consiglio Superiore della magistratura solo per il pubblico ministero, l’appellabilità delle sentenze solo da parte del condannato, leggi ad personam, termini iugulatori per le varie fasi processuali che portano all’impunità degli imputati.

Ho bisogno, invece, di una riforma della giustizia che tenda a ridurre drasticamente il numero degli uffici giudiziari, a rendere più agile e veloce il processo penale, a rivedere il sistema delle impugnazioni, ad eliminare quelle garanzie soltanto formali, che consentono strategie dilatorie, funzionali a scarcerazioni o prescrizioni.

Ho bisogno di stare attento a coloro che più che riformare la giustizia e curarne i mali secolari vogliono riformare i magistrati, delegittimarli, intimidirli, renderli inoffensivi, considerarli un cancro da estirpare.

Ho bisogno di quei magistrati, antropologicamente diversi, che riconoscono nei principi costituzionali, dell’obbligatorietà dell’azione penale, della dipendenza della polizia giudiziaria dal pubblico ministero e dell’autonomia e indipendenza della magistratura, un patrimonio insostituibile di democrazia, da difendere, anche da parte di tutti i cittadini, non come un privilegio di casta, odioso, come tutti i privilegi, ma come principi funzionali alla domanda di giustizia che alta si leva dalla società;
di quei magistrati, che pur non essendo stati eletti dal popolo, si distinguono per il rigore etico, per la strenua ed inflessibile difesa della cosa pubblica, delle istituzioni e della società;
di quei magistrati, matti o utopisti, che ancora credono che in Italia si possa riuscire a processare, oltre ai mafiosi ed ai mandanti delle stragi, anche la mafia dei colletti bianchi, gli infiltrati nelle istituzioni, i corruttori di giudici, di pubblici funzionari e di politici, coloro che creano all’estero società fittizie per riciclare denaro sporco;
di quei magistrati che, come me, dinanzi alle bare rivestite del tricolore, dei berretti degli agenti di scorta e delle toghe dei magistrati Falcone e Borsellino, giurarono che la loro morte non sarebbe stata vana e che per questa Italia unita, al Nord come al Sud, sono pronti a dare la vita.

30 novembre 2010

Vieni via con me - il terremoto all'Aquila e non solo



Ieri sera guardavo il monologo di Saviano sul terremoto de l'Aquila e mi rendevo conto, sentendo il suo racconto, del perchè sia tanto odiato da una certa parte del paese, da una certa parte politica e i loro giornali.

Perchè racconta una storia del prima. Saviano non ha parlato infatti del miracolo dell'Aquila, delle case di Berlusconi (o del miracolo della spazzatura di Napoli ): ha racontato delle storie degli studenti morto nel crollo della casa dello studente.
Di una casa costruita non a norma, senza rispettare le regole, senza fare i controlli sulla idoneità antisismica.
Mentre si sente ancora ripetere che quella tragedia era inevitabile, una emergenza, Saviano ci ha ricordato come in Italia siamo sempre stati soggetti a terremoti, ma ogni volta ci facciamo sorprendere.
Non è vero: la casa dello studente era una bomba ad orologeria. Come anche il nuovo ospedale, crollato perchè costruito con la sabbia.

Uno studio ha scritto che bastavano 1,4 milioni di euro per adeguare le strutture della casa dello studente: ma non se ne è fatto nulla. Hanno minimizzato tutti, di fronte alle segnalazioni dei ragazzi stessi. Il custode, la commissione grandi rischi.
Quando vale la vita di un uomo?
Veramente si deve aspettare la tragedia (e forse nemmeno quella) per parlare di messa in sicurezza delle strutture?
Alessio e gli altri ragazzi sono vittime del cemento, non della natura. Sono stati sacrificati in nome del principio per cui un cantiere serve solo per fare soldi, per prendere voti. Principio per cui le regole se applicate frenano gli affari.

La storia del terremoto dell'Aquila è una storia di tutti: non è solo la favoletta del miracolo. E' una storia di tangenti e di speculazioni sulla pelle di altre persone. E' una storia soprattutto delle vittime, ragazzi che, se dovesse essere confermata la perizia della procura, sono stati assassinati. Una storia dei parenti, dei sopravvissuti. E di noi che vogliamo ricordare per far si che non capiti mai più.
Nel ricordare questo terremoto, e quelli passati, Saviano ha recitato una brano della poesia di Franco Arminio: Conza della Campania, 8 ottobre 2000
Ci sono giorni in cui si muore in molti.
Sono i giorni delle grandi sventure.
Quel giorno in questa terra fu il ventitré novembre del 1980.

Oggi è domenica, nel cimitero di Conza sono le undici del mattino. I morti del terremoto sono quasi tutti sulle stesse file, un piccolo cimitero dentro il cimitero. Facce di uomini e donne di ogni età. Facce e storie che non ho mai incrociato. Ora di ogni persona che vedo vorrei conoscere cosa diceva, cosa faceva. Dall’addobbo della lapide a volte si capisce che si tratta di persone di una stessa famiglia. Ecco Luisa Masini, nove anni, col gatto in braccio. Sotto di lei Valeria Masini, dodici anni, e poi Maria, quarantatre anni, la madre. Il pensiero va subito al padre, chissà dov’è nel mondo a trascinarsi con la sua pena. Più avanti un’altra famiglia: Gino Ciccone, quarantanove anni, e poi Michele di dieci e Alberto di ventuno. Quelli che sono qui certamente si conoscevano tutti. giorni in cui si muore in molti. Sono i giorni delle grandi sventure. Quel giorno in questa terra fu il ventitré novembre del 1980.

Gli altri ospiti della puntata sono stati Benedetta Tobagi che ha ricordato le cose che le ha lasciato il padre, come la citazione dic Gregorio Magno "se la verità provoca scandalo, meglio uno scandalo che perdersi la verità".
L'elenco delle frasi sull'Italia di Biagi.
Milena Gabanelli che ha ricordato le cause ancora in corso: 251 milioni di euro, il totale del risarcimento. Spesso da politici, persone che poi si riparano dietro l'immunità.
La ricercatrice sui tetti di Roma e la mamma che accompagna il figlio a scuola a Napoli.
Dario Fo che ci ha ricordato come gli insegnamento di Macchiavelli al Principe siano ancora attuali.

26 novembre 2010

Mi mando a Rai 3


Ma cosa pensano i politici? Che possono permettersi di entrare a gamba tesa in ogni trasmissione che esprima contenuti e opinioni cui non sono d'accordo?
Spero che questa volta Fazio, Mazzetti e Saviano riescano a tenere botta all'assurda richiesta del cda Rai.

Altrimenti, al prossimo family day, chiamiamo tutte le amiche di Lele.

Qui, su Metilparaben l'elenco delle categorie che dovrebbero avere diritto di replica da Fazio e Saviano:

Quelli che non vogliono che vengano costruite le moschee;
quelli che pensano che i gay siano degli invertiti;
quelli che ritengono giusto fare tagli alla cultura;
quelli che hanno la passione dei plastici di Vespa sui luoghi degli orrori;
quelli che sono favorevoli a respingere gli immigrati fuori dalla acque territoriali;
quelli che sono contrari a dare la cittadinanza agli stranieri;
quelli che vorrebbero cacciare i rom a calci nel culo;
quelli che reputano Don Gallo un prete indegno della tonaca;
quelli che detestano la vecchiaia;
quelli che a Stefano Cucchi lo resusciterebbero per dargliene ancora un po';
...
PS: cosa ne pensano i pro-life del caso Cucchi? Dei morti senza giustizia di Piazza della Loggia? Delle morti bianche?

23 novembre 2010

Vien via con me: l'elenco delle battute di Guzzanti





Il Giornale replica a Saviano: la macchina del fango non è quella che dici tu. È una macchina vera, l’abbiamo vista ad Arcore: è chiusa con una vasca e due lottatrici nude
Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo Mubarak
L’ira di Berlusconi contro Fini: futuro e libertà è un ossimoro: scelga, o futuro per noi o libertà per loro
Su alcuni manifesti del PD compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori
Si chiede a Masi se pensa se sarebbe giusto privatizzare la Rai. Risponde: un’altra volta?
Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini vorranno aggiungere a margine una preferenza la scheda non sarà invalidata
Rutelli va all’incontro con Fini e Casini: gli danno l’indirizzo sbagliato
Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson
Nelle scuole italiane non c’è carta igienica: il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati
Berlusconi corrompe dei senatori: mi hanno detto che erano maggiorenni
Maroni vuole costringere le donne islamiche per farsi riconoscere a togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande
Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana
Torna Pannella con un nuovo digiuno, ma ormai quando arriva alla fine del mese la concorrenza è spietata
Sull’emergenza il governo si confonde: butta i manifestanti abruzzesi in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza
Berlusconi: scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un’oretta?
Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello
Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista; è stato postfascista; ora, tornando al futurismo, è prefascista
Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie; il primo partito al mondo che le perde
Il papa condona l’uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui fa veramente freddo
Un preservativo condonato si chiama “condon”
L’anomalia storica della Fiat: gli italiani da sempre gli pagano le macchine, ma poi non le comprano
La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo
Il governo dei fatti: catturato il pusher
Polemica con la Comunità Europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocifissi e togliere le scuole
Università italiana: la Gelmini vuole aiutare la ricerca. Provate a rifare tutto il percorso all’indietro
La fuga dei cervelli all’estero: Gasparri si scorda il corpo qui
Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private e cattoliche. In cambio un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al 2012
Il papa attacca i laici, poi si scusa: avevo capito l’Ici
Il Partito democratico propone la sua legge elettorale: alla francese, con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all’australiana come fosse antani
La camorra contro Saviano: la scorta ci impedisce un contraddittorio
La Lega telefona alla ‘ndrangheta: ma ci cercavate per qualcosa?
Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia
Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell’Irlanda: speriamo di non fare la fine dell’Italia

Vieni via con me - la spazzatura a Napoli (e altri elenchi)

L'elenco dei desideri impossibili ("chi paga le tasse sia chiamato ladro ; che i finanziamenti pubblici arrivino alla scuola pubblica ..").
La lista di Camilleri sul perchè, con la cultura si magia ("Eva, con la mela, fece cultura .."); uninedito zingaretti in versione canterina.
L'elenco dei vantaggi della vecchiaia, dal sublime Carlo Fruttero.

E poi, il problema spazzatura a Napoli: l'emegrenza che c'è da 16 anni e che dunque è scorretto chiamare emergenza.
Le tonnellate di rifiuti in mezzo alle strade di Naopoli sono il frutto di una cattiva politica (destra e sinistra) e che costringe le persone a convivere, male, con la puzza dei rifiuti che entra negli uffici, nelle scuole e nelle case.
Come è possibile? L'ha spiegato Saviano: le discariche sono piene, perchè vengono sversato i rifiuti senza differenziarli. La magistratura li sequestra e i cammion non sanno dove sversare. E i rifiuti rimangono per strada: bruciati in pire che si alzano nel cielo.
In discarica arriva l'85 % dei rifuti, eppure a Napoli ci aveva già pensato re Ferdinando Borbone a separare i residui di vetro dal resto della spazzatura. Perchè non si riesce a mettere in piedi un ciclo dei rifiuti, come succede in altre province campane?
Nel corso degli anni dopvevano essere costruiti gli inceneritori, oggi ne è attivo solo uno, che funziona male.
Le Ecoballe: sono balle di rifiuti che non possono essere usate per fare calore e allora rimangono lì, come enormi piramidi testimoni dell'incoscienza della classe politica che ha saputo solo promettere e spendere male i soldi. Ci vorrebbero 56 anni, per smaltirle tutte, queste ecoballe.

A chi conviene allora, questa situazione di perenne crisi, di perenne emergenza? Partiamo dal fiume di danaro: 8 miliardi in più di 10 anni sono stati riversati in Campania dallo stato, 750 milioni all'anno.
Chi ci ha guadagnato è stata la Camorra, le aziende che con la Camorra han fatto affari: le ecomafie che, solo nel 2009, hanno avuto un fatturato da 20 miliardi di euro.
Saviano ha raccontato dell'incontro a Villaricca del 1989 tra camorristi, massoni e politici, dove si è deciso di usare la Campania come terreno in cui sversare (la Campania era punto di snodo verso lo smaltimento dei rifiuti in Africa).
E così nelle discariche legali e illegali campane è iniziato ad arrivare di tutto: anche dalle regioni del nord, dalle loro fabbriche, che oggi negano l'aiuto a Napoli.
Per la Camorra ogni buco era buono per riempirlo di rifiuti; ogni cava e anche molti campi per fini agricoli sono stati usati come terreno di discarica.
Per le ossa degli ultramorti. Per le vecchie monete fuori conio. Per i toner delle stampanti. Per i rifiuti industriali da Porto Marghera, dalle industrie di Varese ...
L'inchiesta Black Mountains ha portato alla scoperta di scuole fatte con rifiuti contenenti metalli pesanti: scuole frequentate da bambini.
"Profitto, profitto, profitto" è il motto delle ecomafie: e al profitto hanno dovuto piegarsi i produttori di frutta del sud, strozzati dai grossisti del nord. Coltivatori lasciati soli dalla politica.
Non solo, dai rifiuti e dagli scarti industriali la camorra ci ha guadagnato due volte: vendendoli ai coltivatori come fertilizzanti.
Nord e sud sono dunque ben uniti sul tema dei rifiuti e questo lo raccontano le tante inchieste sul traffico dei rifiuti: Cassiopea, Madre terra, Re Mida ...
Inchieste che raccontano anche del vero ruolo dei Consorzi, dei veri centri di potere (come il consorzio Eco 4, da cui è nata la richiesta di arresto all'ex sottosegretario Cosentino), che fanno lievitare i costi degli appalti e assumono le persone durante le emergenze per crearsi un giro di clientele.

Rifiuti che portano malattie: non è solo la puzza che da fastidio alla popolazione di Terzigno, Giuliano, Pianura. I fanghi tossici, i coloranti, i metalli sversati portano alle malattie. Quando si vede la gente protestare contro le discariche, che cerca di fermare i camion, si deve pensare anche a questo. Perchè i tumori, il cancro, non arriva per caso: uno studio dell'OMS afferma che i casi al sud sono aumentati del 12% in questi anni.
E si continuano a fare promesse: 7 volte, l'ha ripetuto il presidente del Cosniglio, che "la crisi dei rifiuti è finita".
Ma la gente lo sa che, una volta andati via i poliziotti, rimarrà il silenzio della Camorra: chi controllerà cosa si aversa in Cava Sari?

Saviano si è affidato a De Filippo per chiudere il monologo: "A furia ‘e ddicere “ è cosa ‘e niente” siamo diventati tutti cosa ‘e niente".
A furia di dire che tutte le situazioni sono cosa e niente, che tutto quello che ci manca e cosa e niente, ci tolgono l'aria, ma è sempre cosa e niente, alla fine anche noi stiamo diventando cosa e niente.

L'elenco del ministro.

Alla fine il contraddittorio del ministro c'è stato, nella forma prevista dalla trasmissione.
Il ministro è stato al gioco, raccontando la lista delle cose fatte dal governo in tema di antimafia: ha usato giustamente il noi (magistratura e forze dell'ordine e anche il ministro) per descrivere gli arresti dei latitanti. Sebbene su alcuni punti non sono d'accordo, ho apprezzato il tono e il modo con cui ha voluto precisare la sua posizione, in difesa della Lega.

«È stato affermato che la 'ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega: è un'affermazione ingiusta e offensiva per i tanti che come me contrastano da sempre ogni forma di illegalità»

Altri sarebbero i partiti da tirare fuori, quando si parla di rapporti con la ndrangheta. Il partito democratico, l'ex Forza Italia ..

Per battere le mafie serve un federalismo, dice Maroni. Forse: di certo un federalismo in cui chi governa le regioni è ben controllato e non agisce come un piccolo feudatario.
Di certo, per battere le mafie, non servono condoni, scudi fiscali o limitazioni nell'uso delle intercettazioni.



16 novembre 2010

Vieni via con me - Montalbano contro Saviano

La seconda puntata (di Vieni via con me) forse ha risentito del problema di venire dopo una prima molto esplosiva: d'altronde la Rai stessa che decide con un gesto di autolesionismo di mettere il commissario Montalbano contro lo scrittore Saviano, ci ha messo del suo.
E pensare che una volta Montalbano e il suo essere meridionale piacevano poco ...

Come avrano reagito i veriti Rai al monologo sulla ndrangheta: dalla leggenda dei tre cavalieri, alle mani su Milano.
E la Lega? Punta sul vivo, per la sua politica degli spot contro la criminalità, quando poi si tura bene il naso per non sentire la puzza dei capitali mafiosi che arrivano al nord.
Lo scrittore Saviano, ha indossati i panni del professor Saviano e ci ha fatto una bella lezione sulla vita degli ndranghetisti, o meglio, sulla non vita: costretti a vivere dentro bunker segreti, e a decidere da lì dentro le sorti dell'economia del nord, dei traffici di droga (ieri ne hanno sequestrato per 250 milioni), del controllo del territorio al sud.
Il rito di iniziazione, quando si passa da contrasti onorati, a picciotti: un rito vecchio di centinaia d'anni, eppure ancora usato. Questo il paradosso di una struttura che si conosce ancora troppo poco, troppo sottovalutata.
Il giuramento tra "fratelli di sangue", le divisioni in crimine, locali, ndrine.
La società minore (sgarrista, camorrista..) e la segreta e ancora poco norta società maggiore (santista, vangelo..).

Non sono storie lontane, su cui riderci troppo sopra: sarebbe un errore pensare che stiamo parlando di riti vodoo, di sperduti popoli primitivi.
Di primitivo c'è ben poco, quando si parla di gente che ha legami con la finanza, col grande narcotraffico mondiale, con la politica.

Come nella ricca Lombardia, e a Milano, capitale degli investimenti criminali. Politica, sanità, affari e appalti: S Giulia, TAV MI-BG, nuovo tribunale....
L'inchiesta di questa estate portata avanti dai magistrati Bocassini e Pignatone ha ricostruito gli scenari dietro l'omicidio dello scissionista Domenico Novella, il suo omicidio a S. Vittore Olona, gli incontri al circolo Falcone Borsellino. Il ruolo di mediatore dell'avvocato Pino Neri.
I contatti con dirigenti della Asl di Pavia e con esponenti della Lega.

La stessa Lega che riconosce come padre ideologico quel Miglio (cui addirittura si dedicano scuole con tanto di ministri), che intendeva costituzionalizzare le mafie al sud.
Ha ricordato Saviano come combattere non sia solo una questione di sbirri e magistrati, ma anche una questione di garantire i diritti costituzionali, che non devono essere elargiti come favori: "sarà la parte sana dei calabresi che bloccherà la ndrangheta".
Altro che scudi fiscali e processo breve.
Gia parlarne di queste cose, vuol dire tanto: perchè significa che ora in tanti sanno cosa vuol dire essere ndranghestisti e fin dove arriva il loro potere. Non è solo Platì e Africo.

Alla fine del monologo, Saviano ha citato una bella frase di Tolstoj che riporto:
"come non si puo' asciugare l'acqua con l'acqua, non si puo' spegnere il fuoco con il fuoco, cosi' non si puo' distruggere il male con il male". Per eliminare il male occorre una forza di segno contrario: l'amore. Se si aggiunge violenza a violenza, la somma totale della violenza non puo' che crescere."

Segnalazioni:
Il ministro non l'ha presa bene:

Maroni ha parlato di accuse infamanti e non ha gradito in particolare il racconto fatto dal giornalista di approcci della criminalità organizzata con un consigliere regionale leghista. «Chiedo risposta - ha spiegato il ministro - anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite».

E anche il presidente leghista Boni:
«Non esistono atti giudiziari che convalidano il "teorema Saviano" - sottolinea Boni - pertanto ho attivato gli uffici del Consiglio regionale affinchè acquisiscano dalla Rai la registrazione della puntata di ieri, verificando alla lettera che cosa è stato detto e quali tipi di accuse sono state rivolte alle istituzioni lombarde, che comunque meritano rispetto».

PS: anche prima del maxi processo si diceva la stessa cosa della mafia in Sicilia. Giusto per la cronaca.

Questa invece, l'inchiesta de l'Espresso.