Il video di Gazebo sugli scontri, pardon, le manganellate, della settimana scorsa a Roma, contro gli operai della Thyssen di Terni.
Non so se Diego se ne è reso conto, ma questo è servizio pubblico. Le uniche telecamere che sono scese in strada a parlare con gli operai che protestavano, Terni, Piombino, Livorno, erano le loro.
La parola caricate si capisce benissimo. Meno, da chi sia giunto l'ordine (dato al funzionario) di bloccare il corteo che NON STAVA ANDANDO IN STAZIONE TERMINI.
Chi ha dato queste informazioni sbagliate al ministro Alfano?
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
Visualizzazione post con etichetta Fiom. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fiom. Mostra tutti i post
03 novembre 2014
07 marzo 2012
Mettere all'angolo il dissenso
Ora i No Tav sono proprio all'angolo: dopo le parole di Napolitano, è chiaro che sono finiti in un angolo cieco (della serie si al dialogo, ma a condizione che si dica si).
Che succederà ora?
All'angolo è finita anche la Fiom , colpevole di aver invitato a parlare sul palco della manifestazione un sindaco PD No Tav. Nessun dirigente del PD, lo stesso partito di Piano, parteciperà sabato al corteo Fiom.
L'altra faccia della normalizzazione: mettere il dissenso all'angolo, colpevolizzarlo.
E chi se ne frega dei dubbi sul progetto, sui dubbi del piano Fiat (il ministro è stato rassicurato in persona ..).
Che succederà ora?
All'angolo è finita anche la Fiom , colpevole di aver invitato a parlare sul palco della manifestazione un sindaco PD No Tav. Nessun dirigente del PD, lo stesso partito di Piano, parteciperà sabato al corteo Fiom.
L'altra faccia della normalizzazione: mettere il dissenso all'angolo, colpevolizzarlo.
E chi se ne frega dei dubbi sul progetto, sui dubbi del piano Fiat (il ministro è stato rassicurato in persona ..).
19 giugno 2011
Tutti in piedi, entra il lavoro
Chissà se qualcuno si azzarderà a fare il paragone tra la folla di Pontida e quella che a Bologna ha voluto festeggiare la festa della Fiom.
Chissà se qualcuno metterà assieme i flop dei raduni del PDL (al palasharp, a Napoli per le amministrative), contro questi raduni popolari, liberi e ribelli.
Dove tanta gente, indignata e incazzata, ha trovato spazio per le sue ragioni di protesta, in una televisione occupata dal dibattito sulla tenuta del governo, la riforma della legge elettorale (che serve a Bossi per dissociarsi da B.), della riforma fiscale e di tutte le esternazioni della casta politica.
Gente come Maurizia (quella di Brunetta) o come Barbara, che definiva i tagli alla scuola un regalo alla mafia. Gente come Claudio di Fincantieri, Felice il pastore dalla Sardegna.
Difficile stilare una classifica degli interventi meglio riusciti di tutti gli ospiti della serata: da Ingroia, lavoratore nella giustizia che si auspicava di poter fare il pm come un lavoro e non come una missione, ricordando le battaglie di Falcone e Borsellino.
Guzzanti, eccellenza che festeggiava i 150 anni della mafia, rifiutando un incarico governativo con zu Silvio “perchè zu Silvio, sei finito !”.
Marco Travaglio che commenta le tanti frasi senza senso usate dalla politica per nascondere le malefatte: scontro politica magistratura, accanimento giudiziario, complotto, così fan tutti.
Riuscirà B. a far diventare Santoro un disoccupato?
Riuscirà Landini e la Fiom vincere la causa con la Fiat, a risvegliare la voglia di partecipare in tutti quei giovani che ieri sera hanno affollato villa Angeletti?
E anche le parole che Benigni ha trovato, sul significato del lavoro: “il lavoro è una cosa sacra, dunque ogni legge che attenta al lavoro è un sacrilegio!”.
Infine il lungo monologo in tuta blu di Santoro, sul paese cui è stato tolto il lavoro, la casa, il quartiere: “Ci avete portato via tutto, i sogni, il lavoro, la dignità… per far crescere l’Italia dobbiamo riprenderci quello che ci avete tolto, il futuro“.
Chissà se qualcuno metterà assieme i flop dei raduni del PDL (al palasharp, a Napoli per le amministrative), contro questi raduni popolari, liberi e ribelli.
Dove tanta gente, indignata e incazzata, ha trovato spazio per le sue ragioni di protesta, in una televisione occupata dal dibattito sulla tenuta del governo, la riforma della legge elettorale (che serve a Bossi per dissociarsi da B.), della riforma fiscale e di tutte le esternazioni della casta politica.
Gente come Maurizia (quella di Brunetta) o come Barbara, che definiva i tagli alla scuola un regalo alla mafia. Gente come Claudio di Fincantieri, Felice il pastore dalla Sardegna.
Difficile stilare una classifica degli interventi meglio riusciti di tutti gli ospiti della serata: da Ingroia, lavoratore nella giustizia che si auspicava di poter fare il pm come un lavoro e non come una missione, ricordando le battaglie di Falcone e Borsellino.
Guzzanti, eccellenza che festeggiava i 150 anni della mafia, rifiutando un incarico governativo con zu Silvio “perchè zu Silvio, sei finito !”.
Marco Travaglio che commenta le tanti frasi senza senso usate dalla politica per nascondere le malefatte: scontro politica magistratura, accanimento giudiziario, complotto, così fan tutti.
Riuscirà B. a far diventare Santoro un disoccupato?
Riuscirà Landini e la Fiom vincere la causa con la Fiat, a risvegliare la voglia di partecipare in tutti quei giovani che ieri sera hanno affollato villa Angeletti?
E anche le parole che Benigni ha trovato, sul significato del lavoro: “il lavoro è una cosa sacra, dunque ogni legge che attenta al lavoro è un sacrilegio!”.
Infine il lungo monologo in tuta blu di Santoro, sul paese cui è stato tolto il lavoro, la casa, il quartiere: “Ci avete portato via tutto, i sogni, il lavoro, la dignità… per far crescere l’Italia dobbiamo riprenderci quello che ci avete tolto, il futuro“.
Etichette:
Fiom,
informazione,
lavoro,
Michele Santoro,
politica,
precarietà,
Rai
17 giugno 2011
07 gennaio 2011
Il pensiero di Civati sul caso Fiat
Dal blog di Pippo Civati, il suo pensiero sul caso Fiat-Marchionne-Fiom:
Penso che la questione produttività vs. diritti è mal posta, così, ed è soltanto una parte del problema, perché per essere competitivi ci vuole qualcosa in più.Penso che se fosse la Chrysler direttamente, senza la retorica provinciale della Fabbrica Italia (che a me ricorda quell'altra fabbrica, quella che vola), i giudizi sarebbero molto più cauti.Penso che è una multinazionale e forse ci vorrebbe l'Europa, finalmente, a dire alcune cose sui rapporti tra le economie nazionali e la dimensione multinazionale, sulle imprese e sui diritti.Penso en passant che i toni di Marchionne degli ultimi giorni siano proprio stronzi.Penso che se si vuole il modello tedesco (e per una volta non si parla di sistema elettorale) allora bisogna parlare anche di chi partecipa al consiglio di sorveglianza e qual è il ruolo delle maestranze nella direzione dell'azienda. Perché la Mitbestimmung potrebbe essere una chiave. E a Mirafiori non lo è stata, anche se ora la Cisl dice che magari.Penso che se si parla di modello americano, bisognerebbe fare qualcosa per la partecipazione azionaria dei dipendenti. Non dopo, prima di chiudere gli accordi e di disegnare presunti nuovi modelli per il Paese.Penso che altre cose ancora dovrebbe essere la politica a porle, altrimenti la politica non serve a nulla.Penso che se il governo non fa niente, sulla base di un calcolo e non di un formale «lasciare alle parti sociali il compito di discuterne», è l'opposizione a dover prendere l'iniziativa.Penso che vorrei saperne di più degli investimenti del gruppo Chrysler-Fiat perché mi pare che con il passare dei mesi si siano parecchio ridimensionati.Penso che il problema sia se riusciamo ancora a produrre auto e soprattutto se siamo competitivi producendo queste auto.Penso che anche il tema della ricerca da qualche parte lo si dovrebbe anche porre.Penso che bisogna stare attenti a come si legge l'art. 19, perché i lavoratori devono essere compiutamente rappresentati e che è ora che il Parlamento faccia qualcosa in proposito, anche alla luce delle proposte del Pd.Penso che il segretario del Pd debba farsi sentire più degli altri, perché Chiamparino e Marchionne sono la stessa persona, ma la direzione politica del partito compete al suo leader.
Questo è pensare da politico.
Etichette:
Fiat,
Fiom,
lavoro,
Pippo Civati,
politica
17 ottobre 2010
Diritti, lavoro e ricatti
La manifestazione della Fiom è riuscita, senza incidenti, senza infiltrazioni e senza il morto in piazza.
Quelli che han voluto soffiare sul fuoco saranno rimasti delusi.
Bonanni "non era una piazza sindacale". Detto da uno che va d'amore e d'accordo con i ministri.
Sacconi: "manifestazione minoritaria". In democrazia anche le minoranze contano. E tutto possono andare in piazza: non solo il PDL.
In piazza sono riapparsi i lavoratori di Termini, dimenticati dai politici siciliani, anche quelli con tendenze leghiste. I lavoratori di Pomigliano che non ci stanno ad accettare silenti "10-100-1000 Pomigliano". Visto che anche questi accordi non garantiscono nuovi posti di lavoro (oltre a far tornare indietro coi diritti i metalmeccanici).
Mamme che lavorano, cassa integrati, precari senza lavoro: erano in tanti a sfilare.
E la politica: ci sono stati quelli che "legittimo anifestare ma ...", alla Casini. Poi c'erano quelli del popolo viola, i grillini, Sinistra e libertà, l'Italia dei valori senza se e senza ma, e qualche esponente del PD, con tanti ma.
Epifani nel suo discorso ha toccato molti temi: le uova contro le sedi della Cisl (le sedi non sono dei segretari confederali, sono di tutti, attaccarle è anche un atto contro la democrazia); l'unità del sindacato, che non basta dirlo. Ci possono essere divisioni, ma per sanarle basterebbe usare lo strumento del voto dei lavoratori. Altrimenti le imposizioni degli accordi dall'alto possono sembrare ricatti.
A proposito di ricatti: nel paese l'aria peggiora di giorno in giorno.
L'uscita della notizia sull'indagine a Roma per Berlusconi e figlio, i berluscones hanno rilasciato dichiarazioni molto pesanti e minacciose.
Lupi, Cicchitto, Casoli, Capezzone.
Ai “giudici che amano stare sotto i riflettori”, Casoli ha infatti lanciato una chiara minaccia a “fare molta attenzione perché il clima politico è molto pesante e se disgraziatamente dovesse accadere qualcosa, le toghe non saranno esentate dal non avere la coscienza macchiata”.
La Marcegaglia a Prato, davanti ai piccoli imprenditori, ha parlato della cortina velenosa che sta calando sul paese, e che comunque "non si sarebbe mai piegata" ad eventuali ricatti.
E della crisi, che ne pensa?
Dal patto del predellino a quello del trampolino: l'ultima trovata della lega per resuscitare il governo.
E Fini ha risposto che "bisogna dimostrare che la legge è uguale per tutti e che chi sbaglia paga".
Non so se lo sapete: ma a Palermo i tecnici della scientifica hanno dimostrato che le 54 carte su 55, presentate da Massimo Ciancimino al processo contro Mori (dove si parla anche di Fininvest e Berlusconi) sono autentiche.
15 giugno 2010
Meno male che la CGIL (e la Fiom) c'è
“Se la Fiat - ha detto il segretario generale dei metalmeccanici Cgil Maurizio Landini - vuole mantenere la posizione del documento presentato l’altro giorno, il comitato centrale all’unanimità non considera possibile che quel testo venga firmato”.
Il documento della Fiat, ha spiegato Landini, “continua a mantenere profili di illegittimità giuridica, non solo sugli orari di lavoro ma anche per le malattie e il diritto di sciopero. Non comprendiamo il fatto che la Fiat voglia far passare l’idea che per investire bisogna cancellare i contratti e le leggi: sarebbe un grave danno per tutti”. “Domani - ha aggiunto il leader della Fiom - andremo al tavolo di trattativa (convocato dall’azienda, ndr), anche se c’è una cosa un po anomala: alla Fiom l’invito è stato mandato per conoscenza. Ci presenteremo a quel tavolo ribadendo questa posizione, perché su queste basi riteniamo possibile trovare un’intesa che sia in grado di garantire il lavoro”.
Quello che nessuno sembra voler capire è che oggi Pomigliano, domani tutte le altre realtà.
Perchè rinunciare a dei diritti per avere un lavoro, è contro la costituzione.
Etichette:
Fiat,
Fiom,
lavoro,
Maurizio Landini,
politica,
Pomigliano
Iscriviti a:
Post (Atom)